FruttaFriuli, conclusa la raccolta delle mele Gala: molto buona la qualità ma la quantità è stata ridotta dalle forti piogge

Tempo di primi bilanci per FruttaFriuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia con sede a Spilimbergo. Si è infatti appena conclusa la raccolta della varietà Gala, le prime mele che vengono colte in regione. Ora si proseguirà con le altre varietà fino al termine di ottobre-primi di novembre.


La cooperativa presieduta da Livio Salvador, e con Armando Paoli quale direttore, conta su 150 soci. Alta la qualità di questa stagione 2025, mentre per la quantità ci si dovrebbe attestare sui 200 mila quintali, leggermente inferiori ai 230 mila attesi. «Questo perché – spiega il direttore Paoli – le forti piogge del periodo tra il 10 e 20 aprile scorsi, che nella zona di Maniago hanno raggiunto quasi i 300 millimetri, hanno influito sui meleti di parte dei nostri soci, con le piante di quell’area in piena fioritura: il maltempo non ne ha permesso l’impollinazione. Detto questo per quanto riguarda la quantità, sul fronte della qualità siamo davanti a una annata molto positiva. Qualità che conserveremo al meglio nella nostra sede di Spilimbergo grazie alla nuova calibratrice e al recente ammodernamento dell’intera catena del freddo all’interno del nostro ciclo di selezione e stoccaggio della frutta».
La cooperativa esporta circa l’80 per cento della sua produzione di mele. L’export si orienta principalmente verso il resto d’Europa, Medioriente, Nordafrica e Sudamerica. Il resto prende la via nazionale, in particolare nei canali della grande distribuzione.

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In copertina, la raccolta della varietà Gala; all’interno, bellissime mele 2025 e l’impianto di calibrazione a Spilimbergo.

FruttaFriuli, da oggi il via alla raccolta delle mele Gala. Poi le altre varietà e i kiwi. Paoli: magazzini per 260 mila quintali, all’estero il 70% del prodotto

Pronte per il mercato le prime mele del 2024. Oggi FruttaFriuli, la più grande cooperativa di frutticoltori della regione presieduta da Livio Salvador e con 150 soci attivi, ha infatti dato ufficialmente il via alla nuova campagna di raccolta, che comincia con le varietà più precoci come la gustosissima Gala. A tal fine, nella sede di Spilimbergo, in zona industriale, si è tenuta una riunione con i soci per illustrare la situazione di questa stagione agricola proprio in vista dell’avvio della raccolta delle mele. Dopo le Gala, si proseguirà fino a inizio novembre con le altre varietà, mentre per quanto riguarda i kiwi si partirà a ottobre con la varietà gialla, continuando poi con quelle verde e rossa. Si prevede una raccolta in aumento rispetto allo scorso anno. In più sono stati completati i lavori di ammodernamento dell’area selezione, stoccaggio e conservazione della sede centrale, per una filiera di gestione della frutta moderna e funzionale.

«Fino a qui – commenta il direttore Armando Paoli – abbiamo potuto contare su una stagione non particolarmente problematica a livello meteorologico. Forse un po’ troppa acqua in primavera, ma questo permette ora di avere riserve idriche a sufficienza per il proseguimento dell’estate. Avendo i nostri soci investito nelle reti di protezione, che hanno colore scuro, sia il troppo sole che le grandinate non hanno destato particolari problemi. Per quanto riguarda le mele, ci attendiamo quindi di superare i 200 mila quintali di raccolta, come da noi preventivato nel piano di sviluppo pluriennale. Per i kiwi sarà da attendere settembre per avere delle previsioni più certe, ma siamo fiduciosi per una buona raccolta. Nell’attesa del prodotto nuovo, abbiamo dei soddisfacenti livelli di magazzino per far fronte alle domande della clientela».
Come è noto, la cooperativa è nata nel sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, diventando il maggiore player regionale della frutticoltura in ambito cooperativistico e non solo. Dopo i lavori – anche con finanziamenti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), la cooperativa ha ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi, quella spilimberghese e quella rauscedana. Ma non è l’unica novità.
«In questa raccolta 2024 – aggiunge infatti il direttore Paoli – potremo contare sulla nuova calibratrice e sull’ammodernamento dell’intera catena del freddo all’interno del nostro ciclo di selezione e stoccaggio della frutta. Prossimo passaggio sarà la riqualificazione degli uffici, ma già adesso la parte produttiva è tutta ampliata, ammodernata ed energeticamente sostenibile: un grande traguardo dopo intensi lavori in questi ultimi anni, anche durante l’emergenza Covid-19, visto che non ci siamo mai fermati».


FruttaFriuli lavora con la grande distribuzione nazionale per il 30% della sua produzione e per il 70% è vocata all’export, con la frutta friulana che è apprezzata e richiesta non solo in Europa e nell’area mediterranea e del Golfo Persico ma anche in India, Brasile e Canada. «A livello commerciale – conclude il direttore di FruttaFriuli – siamo reduci da un’annata positiva e se ne sta aprendo un’altra con premesse altrettanto incoraggianti. La domanda è buona nonché le quotazioni sui mercati sono interessanti. Di fatto, mele e kiwi friulani si stanno facendo apprezzare a livello internazionale e questa è una delle condizioni per un proseguimento dello sviluppo e della sostenibilità economica del comparto».

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In copertina, si staccano dai meli le prime Gala della stagione; all’interno, Salvador e Paoli all’ultima assemblea con l’assessore regionale Stefano Zannier e alcune delle nuove celle frigo di Frutta Friuli.

Tutto ok il primo bilancio di Fruttafriuli la cooperativa che un anno fa ha riunito a Spilimbergo Friulfruct e Friulkiwi

«Esempio intelligente l’operazione che ha portato alla nascita di Fruttafriuli, cooperativa che ha saputo mettere assieme realtà diverse avendo nel contempo la capacità di riuscire a strutturare le attività aziendali dei singoli soci in modo da essere resilienti agli eventi meteo degli ultimi mesi, attraverso investimenti con supporto dei fondi regionali», ha osservato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’assemblea dei soci della più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia – con sede centrale a Spilimbergo, nella zona industriale nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo – i quali hanno approvato all’unanimità il bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio) nell’assemblea che si è tenuta al teatro Don Bosco della frazione di San Giorgio della Richinvelda. A illustrare il bilancio il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. In rappresentanza di Confcooperative Pordenone c’era il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris.


Si tratta della seconda assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi, composta da 146 soci, che lavorano con passione e attenzione 650 ettari di frutteti, e un’ottantina di impiegati tra quelli a tempo indeterminato e stagionali. In crescita il fatturato, con una decisa vocazione per l’export: l’annata appena conclusa ha visto vendite per 15 milioni 810 mila euro, 3 milioni 900 mila in più rispetto allo scorso anno. Il tutto ricordando che l’estate 2022 non è stata facile per l’agricoltura in regione, visto che è stata caratterizzata da un lungo periodo di siccità e forte irraggiamento solare diretto. Nonostante le difficoltà meteo, la cooperativa ha dimostrato resilienza grazie anche ai nuovi frutteti messi a dimora negli scorsi anni e che stanno entrando sempre più in produzione, la raccolta di mele è stata di 173 mila quintali mentre quella di kiwi di 23 mila.
A regime anche le sedi produttive, che dopo i lavori – anche con finanziamenti regionali – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), con nuove celle di stoccaggio, hanno ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi.

«Questa – ha spiegato il presidente Salvador – è stata la prima annata di operatività dopo l’avvenuta fusione tra Friulfruct e Friulkiwi, possiamo dire che il processo di integrazione tra le due entità è stato assolutamente positivo, non vi sono state criticità di alcun tipo dopo un breve periodo di rodaggio, mentre le economie di scala sono state subito evidenti. Proseguiremo nel nostro percorso incrementale, cercando di far crescere la base sociale, caldeggiando l’aumento delle superfici investite sia a melo che a kiwi, non trascurando i rinnovi varietali atti ad ottimizzare sia le rese ad ettaro sia il profilo qualitativo, quest’ultimo sempre più importante vista la fidelizzazione della clientela che continua ad accrescere la domanda».
«Possiamo dire – ha aggiunto il direttore Paoli – che un primo importante passo per la crescita frutticola friulana è stato fatto, ora si tratta di continuare con impegno e determinazione su una strada delineata, che con il contributo di tutti, ed il sostegno importante anche delle istituzioni e del sistema bancario, potrà portare a far crescere un comparto che qui in Friuli Venezia Giulia ha delle ottime potenzialità e potrà essere capace di riservare a tutti gli operatori delle buone soddisfazioni, senza dimenticare che di pari passo sta già crescendo il nostro gruppo di lavoro e tale crescita potrà continuare riuscendo ad impegnare nuovi addetti nei prossimi anni» .
Il direttore ha anche fornito una prima anticipazione sulla raccolta in corso, che dovrebbe registrare un ulteriore aumento di quantità per le mele, con una ancora maggiore qualità fornita dai nuovi meleti (si supereranno i 190 mila quintali) e un calo nel kiwi, specie che ha sofferto di più l’estate 2023 caratterizzata dalla grandine per la mancanza di coperture in alcuni frutteti, anche se la domanda sul mercato rimane viva.
Positive anche le remunerazioni per i soci in base al loro conferimento, con una liquidazione ad ettaro di terra coltivata pari a 25 mila euro: con un costo di produzione medio che si attesta sui 10 mila euro, si parla di una marginalità di circa 15 mila euro ad ettaro per i frutticoltori. «Risultati in generale buoni – ha affermato Paoli -, se visti in paragone con altre aree produttive o se rapportati a quelli di altre colture, tuttavia faremo sempre di tutto per migliorarli, naturalmente più si andrà ad elevare la qualità media, ed è quello che succede grazie agli imponenti rinnovi eseguiti, più si potrà puntare ad elevare la resa media complessiva».

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In copertina, mele e kiwi marchiati Fruttafriuli; all’interno, l’assemblea dei soci presente l’assessore regionale Stefano Zannier e il nuovo ampliamento nella sede di Spilimbergo.

Siccità, conto salato per i raccolti Fvg: preoccupata analisi di Confcooperative

La siccità comincia a presentare il conto ed è, purtroppo, già evidente che alla fine colpirà pesantemente i raccolti del Friuli Venezia Giulia. Dalle prime stime effettuate da Confcooperative Fvg presso le cooperative agricole aderenti, si preannuncia un impatto particolarmente pesante in particolare nel settore cerealicolo (-40 per cento), ma le ripercussioni rischiano di farsi sentire un po’ in tutti i comparti della filiera agricola, aggravati dall’incremento dei costi energetici che sono a livelli critici da inizio anno.

Venanzio Francescutti


«La siccità sta colpendo pesantemente, in particolare quelle aziende che non hanno accesso alle aree irrigate dai Consorzi e devono affidarsi ai pozzi, con conseguente aggravo dei costi. È assolutamente necessario continuare a investire nelle tecnologie e negli investimenti per l’irrigazione raggiungendo anche le zone non irrigue (bene, a questo proposito, gli stanziamenti regionali appena deliberati), altrimenti nei prossimi anni in certe zone sarà impossibile fare agricoltura di qualità», ha affermato Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca (131 cooperative associate in Fvg), preoccupato anche per l’impatto sul settore vino, dove si stima un calo del raccolto attorno al 20 per cento: «La siccità incide sulla maturazione e provoca una perdita di peso degli acini e quindi perdita di resa nella trasformazione da uva a vino: i risultati della vendemmia 2022 dipenderanno dal clima di queste ultime settimane prima della vendemmia».

Viticoltura in bilico – Dello stesso avviso Filippo Bregant, presidente della storica Cantina di Cormòns: «La viticoltura di collina, come quella del Collio, soffre particolarmente per l’assenza di irrigazione ma, ormai, con il razionamento idrico anche in pianura l’acqua scarseggia. Fino a oggi era possibile prevedere una vendemmia importante per qualità e quantità, ma ora dipenderà molto dalle ultime settimane. Noi prevediamo di avviare la vendemmia a fine agosto». In aggiunta, tra i viticoltori c’è un certo allarme in relazione al raffreddamento dei mosti a causa delle temperature elevate che permangono e che potrebbero incidere sulla qualità, soprattutto sulla componente aromatica.

Settore cerealicolo ko – I danni più gravi sono previsti nel settore cerealicolo, come evidenzia Daniele Castagnaviz, presidente della cooperativa “Granaio Friulano” (nata dalla fusione di Cerealicola Vieris e Cooperativa Morenica Cereali) e di recente nominato coordinatore nazionale del settore cerealicolo di FedAgriPesca: «Prevediamo un calo del raccolto di almeno il 40 per cento rispetto al 2021, con punte del 50 per cento. In questa situazione, inoltre, molte aziende non hanno ricorso alla semina del secondo raccolto, una pratica diffusa ad esempio per la soia e, in questo caso, il calo rispetto allo scorso raccolto potrebbe raggiungere addirittura il 60 per cento». Per le aree non irrigue, ma che sono costrette a ricorrere ai pozzi, il calo del raccolto potrebbe raggiungere addirittura il 70 per cento, avvisa Pietro Tomaso Fabris, presidente dell’Essiccatoio Torricella: «A questo si aggiungono le preoccupazioni per le spese di essiccazione che, con gli attuali costi energetici schizzati alle stelle, incidono pesantemente sulle aziende. Stiamo cercando di sviluppare sinergie e collaborazioni fra le realtà del settore al fine di contenere i costi e continuare a generare un reddito adeguato per i soci agricoltori».

Frutticoltura in sofferenza – Anche i raccolti della frutta saranno penalizzati dalla siccità: «È ancora presto per fare previsioni dettagliate – spiega Livio Salvador, presidente di FruttaFriuli (nata dalla fusione di Friulfruct e Friulkiwi), grande realtà cooperativa che raccoglie mele e kiwi dai propri soci – ma è attendibile un calo del 15 per cento. La frutta è una coltura che ha bisogno di molta acqua e le temperature elevate fanno venir meno anche gli sbalzi termici che migliorano la qualità. Le cooperative di raccolta e trasformazione come la nostra, poi, sono aziende fortemente energivore per la presenza di grandi celle frigo: noi ci siamo attrezzati con impianti di autoproduzione con fotovoltaico da 650 kW e contiamo di espandere la nostra autoproduzione energetica, ma intanto il costo dell’energia è schizzato alle stelle e impatta enormemente sui costi aziendali».

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In copertina, soia di secondo raccolto in gravi difficoltà; qui sopra, mais non irriguo nell’Udinese devastato dalla siccità.