Saporibus ha fatto centro portando alla scoperta di enogastronomia, arte, storia e tradizioni del Friuli orientale

Bilancio positivo per la prima edizione del progetto Saporibus nel Friuli Orientale che tra estate e autunno ha permesso a diversi escursionisti di ammirare le bellezze e i sapori tipici di questo territorio, comodamente trasportati da pullman e con guida turistica, in quattro tappe all’insegna di gusto e cultura. L’iniziativa è stata ideata dal Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža con l’adesione della Pro Loco Buri, Pro Loco Alta Val Malina Attimis, Pro Loco Cividale del Friuli, Pro Loco Manzano e Pro Loco del Comune di Nimis. Sono state quattro le tappe di Saporibus per questa estate 2023, con la possibilità di prendere parte ad importanti sagre, fiere e mercatini, con sosta enogastronomica per pranzo e la possibilità di visitare monumenti storico-artistici, oltre che aziende vitivinicole, acetaie e distillerie tra le più rinomate della zona. Il tutto con partenza e ritorno a Udine in piazza I Maggio.

«Positiva questa nuova iniziativa di valorizzazione turistica del nostro territorio – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – che, per essere al suo esordio, ci ha dato soddisfazione per il gradimento espresso da tutti i partecipanti. Un progetto che merita di farsi conoscere di più dal pubblico, perché permette di unire turismo enogastronomico e conoscenza delle tradizioni, sagre paesane e bellezze storico-artistiche del Friuli Orientale. Il tutto in maniera sostenibile, perché ci si sposta con il pullman e ciò permette anche alle persone, soprattutto quelle più anziane, di poter godere in tutta tranquillità di una piacevole gita domenicale, senza preoccupazione di spostamenti, parcheggi e traffico. Ringraziamo di cuore Giovanna, accompagnatrice perfetta e sapiente e tutte le Pro Loco, le associazioni locali, le aziende che abbiamo visitato e le persone che sotto ogni forma hanno contribuito alla riuscita di questo bel progetto, al quale puntiamo a dare continuità anche nel 2024, con la speranza di aggiungere sempre nuove tappe con la collaborazione di Pro Loco e volontari».


Da luglio a ottobre, ci sono state quattro uscite. Prima tappa il 2 luglio ad Attimis, alla Sagra delle Fragole e dei Lamponi con visita all’azienda agricola Martinuzzi con degustazione di miele e spiegazione di come viene prodotto lo zafferano e alla tenuta Valdomini. Poi è stata la volta di Manzano il 3 settembre per il tradizionale programma del “Settembre manzanese”. Gli escursionisti hanno potuto visitare anche la splendida Abbazia di Rosazzo e fare una sosta all’azienda Schianchi con degustazione di confetture e spezie. Sempre a settembre (il 10), Saporibus ha fatto tappa all’Antighe Sagre des Campanelis di Nimis, con visita alla Chiesa di Santi Gervaso e Protasio e sosta all’azienda agricola Il Roncat (degustazione di due vini) e alla Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli (degustazione di tre grappe con dolci tipici). Poi domenica 22 ottobre è stata recuperata la gita a Cividale con visita e degustazione della gubana della Nonna ad Azzida, passeggiata tra le bancarelle del mercatino di antiquariato Il Baule del diavolo, pranzo Al Campanile, oltre che visita al tempietto longobardo e museo del Duomo.

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In copertina e all’interno immagini della visita di Saporibus a Cividale.

Tour su Collio e Brda con le auto d’epoca tra i colori d’autunno

di Gi Elle

Auto storiche tra i vigneti a cavallo del confine italo-sloveno che, conclusa la vendemmia, stanno cambiando colore e quindi perdendo le foglie in vista del riposo invernale, mentre i nuovi vini si stanno affinando in cantina.  Il Club friulano veicoli d’epoca (Cfve) chiude infatti in bellezza la stagione annuale con il tradizionale raduno “Colori d’autunno” che per il 2019 coinvolge il territorio transfrontaliero tra Friuli orientale e Slovenia.

Così, domenica 13 ottobre, una trentina di auto d’epoca dei collezionisti iscritti al club presieduto da Italo Zompicchiatti si ritroveranno, alle 9, presso la Cooperativa di Premariacco per procedere in direzione del Collio sloveno (Brda) con destinazione San Martino nei pressi di Casteldobra, famosissima località vitivinicola.  Qui gli equipaggi avranno modo di visitare le bellezze del territorio e degustare i prodotti dell’enogastronomia slovena. Dopo aver attraversato il valico di Plessiva, a due passi da Cormons, il variopinto corteo di “vecchie signore” a quattro ruote rientrerà in Italia per attraversare il Collio fino a raggiungere Cividale, cuore dei Colli orientali del Friuli, per poi proseguire verso le Valli del Natisone. Un percorso suggestivo dove i colori d’autunno sono davvero superbi e attrattivi. Veicoli di varia produzione ed epoca, ma tutti rigorosamente conservati e iscritti Asi, animeranno questa iniziativa per una giornata all’insegna della sana amicizia saldata dalla comune passione per il collezionismo di pregiate vetture.

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In copertina e qui sopra due immagini autunnali del Collio sloveno nella zona vitivinicola di Casteldobra.

 

LA RICETTA – “Blecs cul gjal” ovvero maltagliati con il sugo di gallo

di Roberto Zottar

Il gallo è un animale il cui uso è raramente previsto nei ricettari locali anche se le macellerie del Friuli Orientale lo propongono in inverno, mentre nel Pordenonese è una carne più prettamente estiva. Il l° agosto, i Celti celebravano la solennità Lughnasadh, dedicata al dio sole, Lug, e con l’affermarsi del Cristianesimo  questo giorno divenne la festa del raccolto. I riti arcaici prevedevano il sacrificio di un’incarnazione animale dell’anima del grano per propiziare  un raccolto copioso l’anno successivo. La commemorazione si è trasformata nel tempo nelle campagne del Friuli Occidentale in festa maschile, la Festa degli uomini, all’inizio d’agosto, con il sacrificio del “gal de semensa”.
Un tempo in campagna si preservavano per la perpetuazione della specie alcuni galletti provenienti dalle covate del nuovo anno e, di questi, il più valido veniva conservato a fini procreativi con il nome di gal de semensa” che, vecchio, in occasione della Festa degli uomini, veniva cucinato in umido e offerto al capo famiglia come allusivo rito propiziatorio. La memoria di tale usanza si perde nel tempo, da più generazioni, come confermato dalle testimonianze orali degli abitanti dello Spilimberghese, della Pedemontana e della bassa Pordenonese.
Nel Friuli orientale, invece, con il benessere degli inizi degli anni Cinquanta la gente comincia a frequentare sempre di più i locali pubblici specialmente nei i fine settimana. Una storica trattoria nata a fine Ottocento nella località Blanchis a Mossa, per soddisfare il crescente numero di clienti,  prova a preparare  qualche nuovo piatto invernale e comincia a proporre iblecs cul gjal, ovvero maltagliati con il gallo, rispolverando i blecs della tradizione e riuscendo a convincere i clienti che raramente si discostavano da minestrone, gulasch e trippe. Lentamente il piatto si è poi diffuso in tutto il Collio diventando una pietanza oggi tipica.

Procedimento:
Per il sugo serve un gallo, possibilmente vecchio e ruspante, tagliato a pezzi, leggermente infarinato e soffritto poi con olio, cipolla, aglio, alcune fette di lardo, carota, rosmarino, timo, maggiorana, sale e pepe. Si sfuma con vin bianco e si porta a lenta cottura con brodo. Il sugo ridotto al passaverdura viene eventualmente ristretto sul fuoco. Per i blecs impastate 8 hg di farina con 3 uova intere, 4 tuorli, un cucchiaio d’olio e un po’ d’acqua tiepida. Dopo il riposo stendete la pasta non troppo sottile e tagliatela a quadri irregolari con la rotella dentata. La pasta va lessata in acqua salata bollente e poi condita con il sugo di gallo.

Vino:
Un buon Refosco dal peduncolo rosso delle nostre Doc, sia di collina che di pianura.
Buon Appetito!

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In copertina, il piatto “Blecs cul gjal” oggi molto diffuso in tutto il Collio.