“Le Calli di Bacco” al debutto a Grado: sarà un ricco weekend con ristoratori e vignaioli per proporre i sapori dell’Isola

Saranno le calli e i campi del suggestivo centro storico della città antica di Grado lo scenario della prima edizione della manifestazione: “Le Calli di Bacco”. Un’iniziativa promossa e organizzata da Confcommercio Gorizia per il Comune di Grado, PromoTurismoFvg e il sostegno di Cassa Rurale Fvg. Tredici ristoratori (e altrettanti vignaioli), il 24, 25 e 26 ottobre presenteranno piatti e menù che raccontano il mare (con il pescato della settimana), calici che parlano di vigne-giardino, emozioni e gusto autentici. È l’offerta con la quale l’Isola d’Oro desidera proporre, agli ospiti, agli appassionati e ai curiosi, i sapori della Laguna (pesce fresco, frutti di mare, ortaggi locali, erbe aromatiche spontanee), i vini del territorio più ampio (Collio, Isonzo e Friuli Colli orientali) e l’incontro tra tradizione e valorizzazione contemporanea. Una piacevole esperienza con un ricco programma che comprenderà: il “Tour delle Calli” con ticket per le degustazioni ai banchi d’assaggio allestiti nei locali aderenti; calice di vino e cicchetto, con bicchiere personalizzato che diventerà un ambitissimo souvenir; menù a tema nei locali aderenti; degustazioni guidate e intrattenimenti musicali degustazioni guidate e intrattenimenti musicali (il “Sax tra le Calli”, con Luca Capizzi e Federico Missio).

Anziano pescatore attende alle sue reti…

(Foto Alessandro Castiglioni)

Venerdì 24, apertura della manifestazione e degustazione – Per venerdì 24 ottobre, alle ore 15.00, in Campo Patriarca Elia, è in programma l’apertura ufficiale della manifestazione. Dopo i saluti delle autorità si passerà al rito della benedizione delle giacche da chef e delle reti da pesca (con l’accompagnamento del sax di Luca Capizzi). Cuochi e pescatori, così, invocano il “bene” sul proprio operato, impegnandosi a celebrare i doni del mare e della terra. Un momento suggestivo, essenza di una tradizione marinara e gastronomica che parla di identità, di sostenibilità e del lavoro degli uomini operosi, rispettosi delle risorse del pianeta. Valori importanti che fanno bene anche al turismo. Alle ore 17 (e fino alle 18.30), sulla Diga fronte mare, dietro il Municipio, “Le Calli di Bacco” propone una degustazione esclusiva curata dal sommelier Alojz Felix Jermann, con la partecipazione degli chef e dei vignaioli. Un’occasione (con prenotazione obbligatoria: lecallidibacco.grado@gmail.com) per scoprire abbinamenti originali, conoscere i protagonisti locali del buon stare a tavola e lasciarsi conquistare dal fascino di una piacevole esperienza sensoriale al tramonto, sul mare, con le note del sax di Luca Capizzi.

Sabato 25, tour e visite guidate – La mattina, con partenza alle ore 9,30, c’è “Fuori Calli”, un’escursione in bicicletta, con ritrovo (e rientro) presso il ristorante “Caneo” (in collaborazione con Fish Very Good, progetto di promozione della filiera del pescato locale del Piano di Sviluppo Locale del Gac Fvg). Durante il percorso, si passerà per punta Sdobba, Val Cavanata, casoni di Primero e Grado (con visita alla Pescheria Comunale, aperitivo “Le Calli di Bacco” e, per chi lo desidera, visita al Museo della Pesca e della civiltà lagunare). Durata prevista, 4 ore. Assicurazione obbligatoria in loco (5 euro), con possibilità di noleggio bike o e-bike. Info e prenotazioni: https://www.fishverygood.it/salone/.
Due gli appuntamenti previsti per visitare l’emozionante Museo della pesca e della civiltà lagunare (via Orseolo 22): il primo alle ore 11.30 e poi, nel pomeriggio, alle ore 16. Due ore di un tour guidato nel Museo dedicato alla vita quotidiana alle tecniche di pesca tradizionali sviluppate nella laguna di Grado e alla civiltà casonera, segnata dalla profonda connessione con la natura. A seguire visita alla banchina d’attracco dei pescherecci e tour de “Le Calli di Bacco”. Info e prenotazione:Campo Porta Nuova 11del sax di Luca Capizzi). Cuochi e pescatori, così, invocheranno il “bene” sul proprio operato, impegnandosi a celebrare i doni del mare e della terra. Un momento suggestivo, essenza di una tradizione marinara e gastronomica che parla di identità, di sostenibilità e del lavoro degli uomini operosi, rispettosi delle risorse del pianeta. Valori importanti che fanno bene anche al turismo. Alle ore 17 (e fino alle 18.30), sulla Diga fronte mare, dietro il Municipio, “Le Calli di Bacco” propone una degustazione esclusiva curata dal sommelier Alojz Felix Jermann, con la partecipazione degli chef e dei vignaioli. Un’occasione (con prenotazione obbligatoria: lecallidibacco.grado@gmail.com) per scoprire abbinamenti originali, conoscere i protagonisti locali del buon stare a tavola e lasciarsi conquistare dal fascino di una piacevole esperienza sensoriale al tramonto, sul mare, con le note del sax di Luca Capizzi.

Domenica 26, il “Tour delle Calli” – Sei un eterno indeciso? Hai paura di perderti tra le Calli troppo distratto dai profumi della Laguna e dalle note dei sax? Alle ore 11.30 puoi scegliere di farti guidare in un “Tour delle Calli” dagli Ambassador di Confcommercio Gorizia. Anche in questo caso, è necessaria la prenotazione: www.confcommerciogorizia.it. I banchi d’assaggio saranno attivi sabato 25 ottobre, dalle ore 11.00 alle 20.00 e domenica 26 ottobre, dalle ore 11 alle 17. Una festa viva e diffusa, dunque, ma raccolta in uno spazio simbolico come il centro storico gradese, per celebrare la cucina tipica lagunare in abbinamento ai grandi vini del Friuli Venezia Giulia, in un’atmosfera unica e sorprendente. Per informazioni: lecallidibacco.grado@gmail.com, www.confcommerciogorizia.it

… con le quali ottenere il pesce del boreto.

(Foto Massimo Crivellari)

“Menù delle Calli”

Al Timon
Ospita: Lis Fadis
Largo San Grisogono 6

Bruno Masaneta, trattoria-cicchetteria
Ospita: Castelvecchio
Via Marina 12

Cardamomo, ristorante
Ospita: Denis Montanar

Calle Merlato 6

Gardenia, ristorante
Ospita: Tenuta baroni Del Mestri
Campo Porta Nuova 11

Santa Lucia, ristorante
Ospita: Muzic
Campo Porta Nuova 1/A

Bella Grado, ristorante-pizzeria
Ospita: Sturm
Piazza Marinai d’Italia 5

Mandracchio, bistrot
Ospita: Canus
Piazza Marinai d’Italia 10

Al Canevon, ristorante-taverna
Ospita: Borgo San Daniele
Calle Corbatto 11

Alla Vecchia Marina, ristorante
Ospita: Feudi di Romans
Calle Lunga 26

La Caina, ristorante-pizzeria
Ospita: Primosic
Campo Santa Niceta 5

Duca d’Aosta, lounge & restaurant
Ospita: Villa Vasi
Piazza Duca d’Aosta 24/26

Trattoria de Toni
Ospita: Fiegl
Piazza Duca D’Aosta 37

Alla Pace, ristorante
Ospita: Confinis Francesco Rotolo
Piazza Duca d’Aosta 20

Vendemmia turistica didattica, ecco gli ultimi appuntamenti in Fvg con Promoturismo e Città del vino: dieci aziende con 180 importanti esperienze

Si avvia alle ultime battute la vendemmia in Friuli Venezia Giulia, anche se il ritorno del maltempo imprimerà un rallentamento alle operazioni di raccolta. E anche quest’anno è ritornato l’appuntamento con la vendemmia turistica didattica, iniziativa che ha proposto o sta ancora proponendo in dieci aziende della regione l’opportunità di raccogliere l’uva e conoscere i segreti che si celano tra i filari, sempre guidati da mani esperte. Si è partiti il 23 agosto, a Vivaro, ma il mese clou è stato proprio settembre che sta vivendo le sue ultime giornate, per un totale di circa 180 esperienze fino a ottobre lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo appunto dieci realtà vitivinicole di Collio, Friuli Colli orientali e Friuli Grave.
Aperte a tutti, le attività sono pensate non solo per esperti e appassionati di vino, con focus tecnici sulla maturazione delle uve, sulle pratiche di vinificazione e sulla degustazione guidata di etichette selezionate, ma anche per bambini e famiglie, con l’occasione di vivere un’esperienza formativa e divertente in mezzo alla natura, in completa sicurezza. Non manca però, oltre alla parte didattica, anche quella più conviviale, con alcune cantine che offrono ai partecipanti la possibilità di prendere parte al classico pranzo di lavoro dei vendemmiatori o alla merenda con prodotti locali.
Il Friuli Venezia Giulia, tramite PromoTurismoFvg e il coordinamento regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino – prima regione d’Italia ad aver firmato nel 2023 un protocollo d’intesa per promuovere il valore dell’esperienza della vendemmia turistico-didattica per incrementare l’offerta turistica del territorio – ha deciso infatti di riproporre anche quest’anno l’iniziativa, particolarmente apprezzata dal pubblico locale e anche dai turisti, che ha finora raccolto centinaia di partecipanti. Ecco, pertanto, gli ultimi appuntamenti dell’intenso programma, previsti a Buttrio, Manzano, Tricesimo, San Floriano del Collio, Adegliacco, Prepotto e Cividale:

Conte d’Attimis-Maniago – Buttrio (Udine) – fino al 31 ottobre
Nella cantina centenaria della famiglia d’Attimis-Maniago nella Doc Friuli Colli Orientali ci si può addentrare in ogni fase della vendemmia, dove si selezionano i grappoli migliori per poi realizzare i vini. Al termine dell’esperienza sarà possibile degustare cinque vini nella cantina sotterranea cinquecentesca della tenuta (www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/vendemmia-nel-vigneto-di-conte-d-attimis-maniago-una-cantina-centenaria).

Colutta – Manzano (Udine) – fino al 30 settembre
La cantina della Doc Friuli Colli orientali propone un’esperienza di vendemmia da condividere in famiglia o con amici: dalla fase di raccolta delle uve si arriva al laboratorio e alla condivisione della merenda con i prodotti locali, per festeggiare la giornata di lavoro (www.turismofvg.it/it/visite-guidate-escursioni/colutta-wines-vendemmia-turistica-didattica).

Le Due Torri – Tricesimo (Udine) – fino al 30 settembre
Un’esperienza slow da condividere con grandi e piccini per vivere l’esperienza di raccogliere l’uva e scoprire i segreti del mondo del vino, approfondendo le conoscenze sulla parte agronomica ed enologica della vinificazione. A conclusione della giornata, dopo la visita alla cantina, sarà anche possibile cenare nell’agriturismo (leduetorrivini.it/visite-in-cantina/vendemmia-didattica).

Gradis’ciutta – San Floriano del Collio (Gorizia) – fino al 31 ottobre
La cantina Gradis’ciutta, nella Doc Collio, offre l’“Esperienza Vendemmia in Collio”, attiva dall’8 settembre. Una full immersion tra i vigneti storici del Collio, con raccolta manuale dell’uva e approfondimenti sul terroir dell’area e sulla lavorazione biologica assieme allo staff della cantina (www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/gradis-ciutta-vendemmia-experience-in-collio)

Tonutti – Adegliacco (Udine) – fino al 4 ottobre
Si può prendere parte alla raccolta dell’uva e osservare le fasi di lavorazione in cantina, in cui avviene il processo di trasformazione dell’uva in mosto. La giornata si concluderà con un pranzo conviviale insieme ai vendemmiatori, ascoltando segreti e aneddoti del mondo del vino (www.turismofvg.it/it/attivita-con-guida/vendemmia-turistico-didattica).

La Viarte – Prepotto (Udine) – fino al 27 settembre
In una posizione incantevole, a Prepotto, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, si potrà partecipare alla vendemmia e alle fasi iniziali della vinificazione insieme ai vignaioli. L’esperienza prosegue in cantina, con la visita e la degustazione di tre vini accompagnati da salumi e formaggi locali con vista sui vigneti (www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/vendemmia-turistica-a-la-viarte-vivi-la-magia-tra-i-filari-di-prepotto).

Elio Vini – Cividale (Udine) – fino al 4 ottobre
A due passi da Cividale del Friuli, in questa cantina a conduzione familiare si curano meticolosamente tutti gli step dal grappolo alla bottiglia: grazie alla vendemmia turistico-didattica si potrà affiancare il produttore in uno dei momenti cruciali. A seguire tradizionale momento conviviale con degustazione guidata dei vini dell’azienda e accompagnamento di prodotti del territorio (www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/vendemmia-turistica-a-due-passi-da-cividale-del-friuli).

Le altre aziende che hanno ospitato nelle precedenti settimane la vendemmia turistica didattica sono Gelindo dei Magredi – Vivaro (Pordenone), Bagnarol – San Vito al Tagliamento (Pordenone), Orzaia – Fontanafredda (Pordenone). Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.turismofvg.it/it/vendemmia-turistica-didattica ed è possibile prenotare la propria partecipazione agli appuntamenti attraverso le aziende coinvolte.

—^—

In copertina, una bella immagine di vendemmia turistica didattica nella prima edizione sui Colli orientali del Friuli.

Le Notti del vino sono quasi a metà del percorso estivo: grande attesa per la serata sul “Ponte dello Schioppettino” con i vignaioli di Prepotto e Dolegna

(g.l.) Le Notti del vino sono arrivate a quasi la metà del loro percorso estivo, dopo aver inanellato una serie di appuntamenti di riuscitissimi ma, purtroppo, anche due defezioni a causa del maltempo di questi ultimi giorni. E fra le prossime serate registra una grande attesa quella che si terrà sul “Ponte dello Schioppettino” tra Albana e Mernico. L’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia arriverà, infatti, domenica 3 agosto in questo luogo iconico dedicato al grande vitigno autoctono che collega i territori comunali di Prepotto e Dolegna, ricadenti rispettivamente nelle storiche zone Doc Friuli Colli orientali e Collio.


La Pro Loco di Dolegna del Collio, in collaborazione con la Pro Loco di Prepotto – e con il sostegno dei due Comuni guidati dai sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis -, darà il benvenuto in questa suggestiva location. Dalle 19 saranno protagonisti la Ribolla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, ma si potranno degustare anche altri eccellenti vini delle cantine dei due Comuni contermini, separati soltanto dalle acque del Judrio. Gli assaggi saranno abbinati dalle proposte gastronomiche dei ristoranti del territorio: è annunciato, per lo straordinario evento, un accompagnamento musicale a sorpresa. Ci sarà la possibilità di acquistare il braccialetto a 20 euro per assaggi illimitati di vino o ticket per singoli calici. Il costo della singola proposta gastronomica varia da 3 a 9 euro.
Ricordiamo che le Notti del Vino sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dalle aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino guidato da Tiziano Venturini e godono del patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg ed Ert Fvg. Sponsor Banca 360 Fvg.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della Notte del vino 2024 sul Ponte dello Schioppettino con il brindisi beneaugurante dei sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis con il coordinatore del Città del vino Fvg Tiziano Venturini, il consigliere regionale Diego Bernardis e altri ospiti.

Nimis, un Museo del vino dedicato al Ramandolo Docg: se ne parlerà domani in una tavola rotonda in Biblioteca

di Giuseppe Longo

«La creazione di un Museo del Vino a Nimis, dedicato al celebre Ramandolo, rappresenta un’opportunità unica per il nostro Comune, sia dal punto di vista culturale che turistico. Nimis è già noto per la sua tradizione vinicola secolare e un Museo dedicato a questo patrimonio valorizzerebbe ulteriormente il nostro territorio, creando un punto di riferimento per appassionati, studiosi e turisti interessati a scoprire le radici storiche e culturali del nostro vino». È quanto afferma Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, presentando la tavola rotonda organizzata per domani pomeriggio, alle 16, nelle ex scuole elementari di via Matteotti, oggi sede dell’istituzione culturale. Titolo dell’incontro è “Perché serve un museo del vino a Nimis?”. Un tema di indubbio interesse per la valorizzazione turistica e culturale del territorio pedemontano e della storica Città del vino che verrà sviluppato da relatori e pubblico con il coordinamento di Martina Del Piccolo.
«Il museo non solo esalterebbe il prestigio del Ramandolo – continua, infatti, Angelika Pfister -, ma permetterebbe di creare un percorso storico-enogastronomico, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. In un contesto in cui il turismo esperienziale sta crescendo, offrire ai visitatori la possibilità di esplorare la storia e la tradizione vinicola locale, attraverso pannelli illustrativi, fotografie storiche e testimonianze dei produttori del passato, arricchirebbe l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia», per cui la direttrice della Biblioteca invita tutti a partecipare, a cominciare ovviamente dai produttori del famoso vino Docg – che ha meritato, come già riferito, tramite uno storico produttore un brillante riconoscimento al Gran Premio Noè appena concluso a Gradisca d’Isonzo – al fine di dare un contributo di idee a questo stimolante progetto.

È, indubbiamente, una importante e coraggiosa iniziativa quella presa della Biblioteca comunale di Nimis, tramite la sua bravissima responsabile, e che potrebbe offrire un prezioso contributo per la valorizzazione del vino più pregiato di Nimis – il Ramandolo Docg, appunto, che per primo in regione ventitré anni fa ha ottenuto il prestigioso riconoscimento -, ma anche delle altre varietà a cominciare dal Refosco, oltre che dello stesso paese collinare nel suo complesso. Il Museo del vino, che per forza di cose sarebbe anche quello della civiltà contadina mettendo in mostra quanto è possibile reperire della vitivinicoltura del passato, si potrebbe infatti porre sulla scia di quello, bellissimo, inaugurato poco più di un anno fa a Buttrio, nella cornice di Villa di Toppo Florio, sempre nell’ambito del comprensorio Friuli Colli orientali. E quindi sarebbe il secondo all’interno della stessa zona Doc, con un indubbio significato promozionale. Certo che si tratterebbe di uno sforzo notevole, ma credendoci, e a piccoli passi, ricercando anche idonei finanziamenti, tutto è possibile. La pregiata viticoltura di Nimis – località nota da sempre compre il “pais dal vin” – lo meriterebbe!

—^—

In copertina, pregiate bottiglie Docg a Oro di Ramandolo; all’interno, due immagini del bellissimo Museo del vino di Buttrio.

Luca Maroni, Sauvignon Casali Roncali Doc Friuli Colli orientali 2023 premiato come il terzo “miglior bianco” d’Italia

Nuovi traguardi per Cabert Cantina di Bertiolo che conquista importanti riconoscimenti con i suoi vini. È, infatti, il Sauvignon Casali Roncali 2023 a distinguersi come 3° miglior bianco d’Italia, fra i vini premiati da Luca Maroni. Valutato con indice di piacevolezza di 96 punti, il Doc Friuli Colli orientali è caratterizzato da freschi aromi di agrumi, limone, pompelmo, bergamotto, frutto della passione, sambuco e sul finire note di salvia; minerale e piacevole al palato. L’azienda produce diverse linee e un vasto ventaglio di varietà, ma questa specifica dei Colli orientali annovera oltre al Sauvignon, prodotto con circa 6 mila bottiglie l’anno, gli internazionali Pinot grigio, Merlot, Cabernet sauvignon e agli autoctoni Friulano, Ribolla gialla e Schioppettino, sapientemente realizzati dagli enologi Enrico De Candido ed Eros Moro, capaci di riassumere negli stessi vini l’identità aziendale.


La linea Casali Roncali nasce circa un anno e mezzo fa con l’obiettivo di esaltare proprio l’eccellenza dei Colli orientali del Friuli. Nel panorama vinicolo regionale, Cabert è da più di sessant’anni sinonimo di autenticità e tradizione. Pur continuando a raggiungere sempre nuovi traguardi e ad entrare in nuovi mercati, l’impegno per garantire il miglior prodotto è costante ed è diventato un fondamento su cui si basa la filosofia della produzione aziendale. A dimostrazione della qualità dei vini Cabert, il Sauvignon Casali Roncali 2023 si è recentemente aggiudicato anche altri importanti premi, tra cui la Medaglia d’oro al Concours Mondial du Sauvignon; la medaglia di bronzo ai Decanter World Wine Award, uno dei più grandi ed influenti concorsi enologici del mondo; poi ancora ha ricevuto i 3 Grappoli della prestigiosa Guida Bibenda, nonché le 3 Viti della Guida vini Vitae dell’Ais Italia. L’azienda sarà presente il prossimo 20 febbraio a Roma, al Salone delle Fontane, in occasione della serata di apertura dell’evento “I Migliori Vini Italiani 2025”, dedicata alla celebrazione delle eccellenze italiane selezionate proprio da Luca Maroni.

Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

—^—

In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Cantine Aperte a San Martino in Fvg prima proposta dopo la festa dei 30 anni del Movimento turismo del vino

(g.l.) Primo appuntamento fra quelli annunciati dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia in occasione della bella festa dei trent’anni, celebrata recentemente nell’incantevole cornice di Torre Rosazza, a Poggiobello di Manzano, zona Doc Friuli Colli orientali. Si tratta di “Cantine Aperte a San Martino”, l’evento che permette di riassaporare le emozioni della più nota manifestazione di fine maggio, rivivendo l’esperienza unica di conversare con appassionati produttori e conoscere direttamente da loro l’andamento della vendemmia appena conclusa, ammirando i caldi colori che dipingono anche i vigneti in questa stagione. La manifestazione si svilupperà in due giorni, domani e domenica, dalle 10 alle 18, saranno tante le cantine che i winelovers potranno visitare.
Ma torniamo alla festa dell’enoturismo a Torre Rosazza, dove l’Associazione no profit presieduta da Elda Felluga e diretta da Massimo Del Mestre, che ad oggi conta oltre 90 cantine ed è stata fin dal suo nascere un importante punto di riferimento del turismo vitivinicolo regionale, ha ricordato appunto i suoi trent’anni di attività. Nell’occasione, come avevamo già riferito, assieme al presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, Elda Felluga ha consegnato gli attestati di eccellenza alle tre cantine del Friuli Venezia Giulia che si sono distinte per il loro operato e per l’attività enoturistica, già proclamate qualche giorno prima a Roma dall’Associazione Movimento Turismo del Vino, durante la celebrazione del trentennale in presenza di autorità, del presidente in carica, Nicola D’Auria, di Donatella Cinelli Colombini, fondatrice dell’Associazione nel 1993, dei presidenti regionali, dei past president e delle tante Cantine giunte da tutt’Italia.
I riconoscimenti presentavano queste motivazioni: “Brand famoso/Marchio storico” alla Cantina Conte d’Attimis-Maniago, “Cantina di rilevanza storica, architettonica e artistica” alla Fondazione Villa Russiz e infine “Cantina enoturistica ad accoglienza familiare” alla Cantina Paolo Ferrin.

Ecco dove andare

In provincia di Pordenone: BORGO DELLE ROSE, I MAGREDI e PRINCIPI DI PORCIA – FATTORIA

In provincia di Udine: ACCORDINI, BARONE RITTER DE ZÀHONY, BUCOVAZ WINES, CADIBON, CA’ TULLIO, CANTINA PUNTIN, DARIO COOS, DE CLARICINI, ELIO VINI, FERRIN PAOLO, GRILLO IOLE , LE DUE TORRI, PONTONI FLAVIO, ROCCA BERNARDA, ROI CLAR, RONC DAI LUCHIS, SPOLERT WINERY, STANIG, TORRE ROSAZZA, TRUANT, VIGNE DEL MALINA, VILLA VITAS, VINI BROJLI, VINI LAVARONI BIOLOGICI, VINI TAMI

In provincia di Gorizia: BORC DA VILA, BORGO CONVENTI, CRASTIN di Collarig Sergio, FONDAZIONE VILLA RUSSIZ, GRAUNAR DAVIDE, HUMAR VINI, MARCUZZI VITICOLA, PASCOLO, SOSOL, VILLA VASI

In provincia di Trieste: PAROVEL VIGNETI OLIVETI 1898

—^—

In copertina, i rappresentanti delle tre Cantine premiate a Torre Rosazza con  Elda Felluga, Massimo Del Mestre e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

Nimis “storica” Città del vino Fvg: il Comune approva una convenzione che punta a valorizzare il territorio

di Giuseppe Longo

Nimis è sicuramente una fra le più “storiche” Città del vino del Friuli Venezia Giulia. La sua adesione all’importante sodalizio nazionale, avvenuta sull’onda dell’entusiasmo per il riconoscimento della tutela del Ramandolo – poi sfociata nel 2001 nella Docg, la prima concessa a un vino della nostra regione! -, risale infatti a un’epoca in cui erano ancora pochi i Comuni friulani entrati a far parte della grande “famiglia” che oggi ne conta, invece, ben trentadue, dopo il recentissimo ingresso di San Dorligo della Valle, sul Carso Triestino.
E di Nimis Città del vino si parlerà proprio questa sera durante la seduta del consiglio comunale che il sindaco Giorgio Bertolla – lui stesso produttore vitivinicolo nel paese pedemontano – ha convocato per le 20. Sarà, infatti, posta in approvazione una “convenzione per lo svolgimento in forma associata di iniziative di sviluppo turistico, di promozione territoriale e di sostenibilità ambientale, economica e sociale nei territori del Comuni aderenti all’Associazione nazionale delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia”. Come dire, uno strumento importante che potrebbe mettere in moto una serie di azioni di valorizzazione del settore con benefiche ricadute sull’area.
Tanto per cominciare, una di queste potrebbe essere l’installazione di idonee segnaletiche sulle quattro vie di accesso (ponte del Torre, Madonna delle Pianelle, San Gervasio e Torlano Superiore) per indicare proprio a chi arriva in paese che sta per entrare in una Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Peraltro fra le più famose e rinomate, proprio per il dolce Ramandolo Docg, ma anche per prestigiosi vini rossi della Doc Friuli Colli orientali come il Refosco. A questa seguirebbero di certo altre importanti iniziative promozionali utili, come annuncia il citato ordine del giorno consiliare, per la valorizzazione turistica del territorio proprio facendo leva sulla produzione vitivinicola. E che farebbero riferimento anche a quanto era emerso durante un incontro che il coordinatore regionale delle Città del vino, Tiziano Venturini, ebbe un paio di anni fa con l’allora sindaco Gloria Bressani e altri componenti della passata amministrazione. Per cui ora la parola passa alla Giunta Bertolla.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della viticoltura nella zona di Ramandolo sulle pendici del monte Bernadia.

 

Enoturismo, e ora nasce “Enjoy Prepotto” nella magica terra dello Schioppettino

Staccarsi dalla frenesia di tutti i giorni, immergersi in un luogo di relax pieno di natura e di stimoli culturali, per vivere esperienze turistiche all’aria aperta e degustare le migliori eccellenze enogastronomiche del territorio: è questo l’invito della neonata rete “Enjoy Prepotto”, che raccoglie al suo interno 13 aziende del Comune collinare, Città del vino Fvg,  e che ha presentato il suo nuovo portale online dedicato (www.enjoyprepotto.it).

TREDICI REALTÁ – Il nuovo portale “Enjoy Prepotto” è il risultato dell’unione spontanea fra 13 realtà comprendenti aziende vitivinicole, agriturismi e b&b, che insieme hanno deciso di unire le proprie forze per portare nuova linfa al territorio. L’offerta del portale comprende un ricco ventaglio di attività ed esperienze turistiche per tutto l’anno, organizzato in 6 diverse categorie: degustazioni e visite in cantina, escursioni guidate, corsi di cucina, gite in e-bike, corsi di yoga e meditazione, eventi culturali. «La nostra missione è offrire alle persone un’accoglienza autentica e distintiva, valorizzando un luogo di confine unico la cui storia contamina tutti i suoi elementi: la natura, la cultura, la cucina. Un luogo dove i ritmi rallentano e la natura invita ad abbracciare uno stile di vita più sincero», spiega Caterina Cossio, di Agriturismo Scribano, tra i promotori del progetto. «L’idea nasce dalla volontà di raccogliere e unire tutte le opportunità offerte da questo speciale territorio e dalle nostre aziende, creando un unico market place tramite il quale è possibile programmare liberamente un weekend o anche solo un pomeriggio di svago all’insegna del relax, del gusto e del divertimento», aggiunge Riccardo Caliari, di Spolert Winery.

ANGOLO DI PARADISO – Circondato da fiumi, monti e boschi rigogliosi, Prepotto è un piccolo Comune in provincia di Udine, collocato nell’estremo Nord-Est d’Italia, che confina per 15 chilometri con la Slovenia. Situato a 6 chilometri da Cividale e 25 da Udine, questo Comune di frontiera è una meta naturalistica molto frequentata da appassionati escursionisti e cicloturisti di tutta Europa. Qui, infatti, si intersecano ben tre cammini internazionali che attraversano il Friuli-Venezia Giulia (il Cammino Celeste, l’Alpe Adria Trail e la Via Alpina), a 600 metri di altezza sorge Castelmonte, uno dei santuari mariani più antichi d’Italia, e tra le dolci colline terrazzate scorre lo Judrio, fiume di frontiera la cui valle offre uno spettacolo naturale in continua evoluzione grazie alla ricchezza di flora e fauna.

GRANDE VINO – Territorio votato alla coltivazione della vite sin dai tempi antichi, il territorio ha come fiore all’occhiello lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla, nato proprio nella valle dello Judrio e prodotto esclusivamente in quest’area. Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla è uno dei vini autoctoni rossi di maggiore prestigio del Friuli-Venezia Giulia ed è una varietà peculiare della sottozona omonima nella Doc Friuli Colli orientali. I terreni costituiti da marne eoceniche (la “ponca”) e i microclimi creati dalle valli e dalle colline caratterizzano il vino che vi si produce, rendendolo realmente unico. «La produzione dello Schioppettino è legata indissolubilmente alla tradizione di questo luogo», spiega ancora Caterina Cossio. «Non solo perché – aggiunge – quasi tutte le aziende vitivinicole locali lo producono da decenni, ma anche perché è il vino che per eccellenza si sposa bene con i piatti tipici della nostra cucina di confine, caratterizzata da influenze e contaminazioni derivanti soprattutto dalla tradizione gastronomica friulana, da quella slava e da quella austroungarica».

IL NETWORK – Ad oggi composto da 13 realtà del territorio, “Enjoy Prepotto” guarda al futuro e mira a espandere la sua rete.  «Siamo il risultato di un movimento spontaneo e le nostre porte sono aperte a qualsiasi attività in grado di arricchire l’offerta servizi del portale», conclude Riccardo Caliari. Le attuali aziende facenti parte dell’iniziativa sono Tinello di San Urbano, Scribano, L’Osteria di… Delizie e Curiosità, Vigna Lenuzza, Orlando e Didoné, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Pitticco, Grillo Iole e Vie d’Alt, oltre alla guida naturalistica Renzo Ferluga. L’elenco aggiornato è consultabile su www.enjoyprepotto.it. Sul portale sono inoltre già disponibili gli eventi in programma per i primi mesi del 2023. Per maggiori informazioni, scrivere a info@enjoyprepotto.it

info@enjoyprepotto.it

—^—

In copertina, una degustazione di Schioppettino; all’interno, immagini di cosa offre la zona di Prepotto.

LA RICETTA DI COSETTI – “File e daspe” piatto tipico di Fielis

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, torneremo in montagna per proporvi un piatto tipico della zona di Fielis, una piccola frazione di Zuglio Carnico, località di origine romana – famosa per le sue rovine – che tutti conoscono per il “Bacio delle Croci” in occasione della festa dell’Ascensione. L’abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, del piatto

“File e daspe piatto tipico della zona di Fielis, presso Zuglio”

Cosa serve
(40 minuti)

4 tuorli d’uovo
300 g formaggio latteria fresco
4 cucchiai aceto di mele
8 patate piccole e ovali
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe qb
12 steli di erba cipollina

Come fare

Lavate le patate e lessatele con la buccia.
In una ciotola mettete i tuorli, il formaggio a dadini, il sale ed il pepe; sbattete con una forchetta, quindi aggiungete l’aceto ed il latte e mescolate bene.
Versate il composto in una casseruola antiaderente e cuocete a fuoco basso continuando a mescolare finché otterrete una salsa liquida e cremosa.
Sbucciate le patate calde e tagliatele a metà.
In piatti piani singoli ben caldi sistemate quattro mezze patate, versatevi sopra un mestolino della crema di formaggio e guarnite con tre fili di erba cipollina disposti a ventaglio.

Cosa bere

Sauvignon Cof, Friuli Colli orientali.

—^—

In copertina, ecco il piatto “File e daspe” di Gianni Cosetti.