Da tre anni la Doc Friuli. E adesso c’è anche il Consorzio di tutela

di Giuseppe Longo

E ora il Vigneto Fvg si potrà proporre sempre più come tale, nel suo complesso, beneficiando di quel nome magico e da sempre accattivante – “Friuli” – che piace tanto ai consumatori nel resto d’Italia, in Europa e pure oltreoceano. Se ne parlava da decenni, già quando nascevano le “Doc-fazzoletto”, belle e suggestive, ma troppo piccole e spesso in competizione fra loro: infatti, c’era già chi avvertiva la necessità di una proposta unitaria affinché la stessa fosse più efficace sul mercato, specialmente estero, dove peraltro il Friuli stesso è piccolo e poco individuabile, figuriamoci le Doc ritagliate in collina e in pianura, tra i sassi delle alluvioni di Tagliamento e Isonzo o lungo la Riviera. Dopo il riconoscimento tre anni fa dell’ultima denominazione, stavolta appunto a livello regionale, ora nasce dunque il Consorzio che la dovrà tutelare, facendo prima di tutto rispettare il disciplinare di produzione. Plaudono le organizzazioni imprenditoriali, a cominciare da Confagricoltura e Fedagri. Per cui ora resta aperta soltanto la questione Ribolla gialla. Ma fermiamoci a quello che ormai può essere considerato un “punto fermo”, di certo molto importante. Diremmo strategico per il futuro della promozione commerciale e della presentazione su un mercato, nazionale e mondiale, sempre più esigente.

E’ stato infatti costituito proprio ieri, a San Vito al Tagliamento, il Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia. Dopo un lungo iter tra progetti, ipotesi e speranze, finalmente si è concretizzato il sogno: la nascita del nuovo organismo si pone l’obiettivo di tutelare, promuovere, valorizzare e curare gli interessi appunto della più recente Denominazione regionale. Era nata, come dicevamo, nel 2016 la Doc Friuli  (o Friuli Venezia Giulia) che aveva debuttato rivendicando, in quella vendemmia, 103 mila quintali di uva. Dopo un breve rodaggio, durato appena un biennio, nel 2018 l’area tutelata ha raggiunto 2.500 ettari con ben 297 mila quintali di uva, a dimostrazione che la nuova Doc regionale vuole diventare un brand forte e altamente riconoscibile, in grado di combinare numeri e qualità, caratteristiche che le consentiranno, sempre più, di acquisire una maggiore visibilità e competitività sui mercati soprattutto internazionali.
I soci fondatori del Consorzio si prefigurano e si impegnano ad agire per consentire alle aziende della regione di fare squadra intorno a quello che, a tutti gli effetti, si può definire un brand facilmente identificabile e dotato, come dicevamo all’inizio, di notevole appeal. Il nuovo Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia si pone infatti, come primo impegno, l’aggregazione di tutti i produttori della Doc Friuli in collaborazione e nel rispetto delle varie denominazioni già preesistenti che, comunque, restano “fiori all’occhiello” ed espressioni autentiche e peculiari delle diverse aree regionali.

Ventidue sono i soci fondatori del nuovo Consorzio – che hanno sottoscritto l’atto costitutivo presso il notaio sanvitese Luca Sioni -, motivati e desiderosi di lavorare con impegno per arrivare, in tempi brevissimi, al raggiungimento della rappresentatività necessaria a ottenere il previsto riconoscimento da parte del Ministero per le Politiche agricole. Nove sono i componenti del primo consiglio di amministrazione che si affida alla presidenza del dottor Giuseppe Crovato, amministratore delegato della Cantina Cabert Spa di Bertiolo. Il resto della squadra dirigente è composto dai vicepresidenti, Roberto Marcolini, dell’azienda Cà Bolani (Zonin) di Cervignano, e Flavio Bellomo (presidente della cantina cooperativa Viticoltori friulani La Delizia, di Casarsa), nonché dai consiglieri Alessandro Baccichetto, Gianfranco Bianchini, Filippo Bregant, Luigino Fogal, Bruno Pittaro e Michelangelo Tombacco. Tutte le Doc sono rappresentate (a esclusione della Friuli Isonzo e Friuli Annia) e le adesioni sono ancora aperte: infatti, la volontà di tutti i “fondatori” è quella di essere inclusivi.
Il nuovo Consorzio, nel muovere i suoi primi passi, è “certo di poter contare sul fondamentale supporto dell’amministrazione regionale molto determinata a continuare il percorso di accompagnamento iniziato fin dalla costituzione della denominazione Doc Friuli”. Una volta terminati gli espletamenti burocratici, partirà la raccolta delle firme della filiera per raggiungere il nuovo traguardo del riconoscimento ministeriale, pur restando in attesa di quello europeo che ancora manca per la Doc. L’obiettivo dichiarato è quello di essere operativi (nuovo Consorzio compreso) entro la vendemmia 2020.

Molto positive, come dicevamo, le reazioni delle organizzazione imprenditoriali. «Finalmente la Doc Friuli avrà il suo Consorzio di tutela – dice Michele Pace Perusini, nuovo presidente della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg, che ha raccolto il testimone da Roberto Felluga -. Un passo importante per mettere sui giusti binari una “locomotiva partita” nel 2016 e che ha dimostrato di viaggiare ad alta velocità. La Doc Friuli, infatti, diventerà la più importante denominazione regionale e ciò responsabilizza i nuovi amministratori che dovranno essere in grado di creare il giusto clima di condivisione con tutte le componenti del comparto per rendere sempre più incisive le necessarie iniziative future di promozione e comunicazione. Da parte di tutta l’organizzazione, dunque, formulo ai consiglieri i miei migliori auguri per un buon lavoro, offrendo la disponibilità a collaborare per il bene dell’intero territorio».
«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – gli fa eco Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg -. La cooperazione ha lavorato alacremente per raggiungere questo risultato che è figlio di una coesione maturata tra i tanti attori della filiera vitivinicola regionale. Si è fatto un passo avanti importante che deve rappresentare un punto di partenza per progettare, tutti assieme, il futuro della vitivinicoltura regionale».

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In copertina, Giuseppe Crovato, presidente del neonato Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia.

Selezione del vino Aquileia e della Riviera friulana: convocate le commissioni

di Gi Elle

Si è messa in moto la “macchina” della Selezione del vino di Aquileia e della Riviera friulana, giunta alla 58ma edizione. Come emerge subito dal titolo, il concorso non è riservato soltanto ai produttori della zona Friuli Aquileia – quella che fa riferimento al Consorzio di tutela presieduto da Franco Clementin che ha l’onere, e l’onore, della organizzazione -ma anche delle altre Doc rivierasche, vale a dire Friuli Latisana e Friuli Annia che sta nel bel mezzo delle altre due. Dove il sole finalmente arrivato in questi giorni sta accelerando lo sviluppo vegetativo, molto in ritardo rispetto all’anno scorso (che però era notevolmente anticipato), preparando i grappolini alla fioritura.

Qui e sotto vigneti ad Aquileia.


Primo atto della 58ma Selezione sarà proprio la “selezione”, vale a dire il giudizio che sui campioni presentati dalle aziende verrà espresso dalle commissioni di assaggio, istituite e coordinate da Assoenologi Fvg. La seduta di degustazione, presenti enologi, sommelier, rappresentanti dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) e giornalisti specializzati, è già stata convocata per  martedì 18 giugno prossimo, con inizio alle 18.30, nella sede della Tenuta Ca’ Bolani, a Terzo di Aquileia.
Entra dunque nel vivo la fase organizzativa dell’ormai famoso concorso enologico. La Selezione del Vino di Aquileia e della Riviera friulana ha lo scopo di valorizzare e promuovere la migliore produzione di questa importante area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, e quindi premiare lo sforzo delle aziende delle citate Doc Aquileia, Latisana e Annia, stimolandole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti. L’anno scorso, la consegna dei riconoscimenti alle cantine meglio classificate dalle giurie era avvenuta a Scodovacca nell’ambito della “Festa del Refosco dal peduncolo rosso”, uno dei principali vini dell’area e in particolare dell’agro aquileiese.
Per ulteriori informazioni, gli interessati potranno rivolgersi a Elena Clarin del Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia che ha sede in via dei Patriarchi, 3, nella omonima città romana. Telefono  +39 3312140996, info@viniaquileia.it oppure www.viniaquileia.it

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In copertina, grappolini di Refosco pronti per la fioritura.