Terza assemblea per Frutta Friuli a Rauscedo. L’assessore Zannier: settore con ampi margini di sviluppo

«L’Amministrazione regionale ha investito importanti risorse nel settore della frutticoltura; nonostante le problematiche legate ai cambiamenti climatici e al contrasto alle fitopatie che il comparto vive, il settore ha ampi margini di sviluppo». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’assemblea dei soci di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia con 150 soci, sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo. L’incontro è avvenuto nel Vcr research center-Vivai cooperativi Rauscedo. Si tratta della terza assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi.

Un momento dell’assemblea.


«Le strategie adottate dal punto di vista tecnico, fitosanitario e produttivo, con impianti adeguati rispetto alla protezione dagli effetti atmosferici e il contenimento della cimice asiatica, incidono sulle produzioni che non sempre sono in linea con le aspettative sia a livello qualitativo che quantitativo. Eppure l’incremento degli ettari produttivi, le ottime liquidazioni garantite ai soci mostrano come il comparto abbia notevoli potenzialità di incremento – ha commentato Zannier -. In quest’ottica sosteniamo la messa a dimora di nuovi impianti che stanno dando una soddisfazione anche economica agli operatori nonostante le criticità. Si tratta di difficoltà che vengono affrontate con grande capacità, garantendo quella qualità che nella nostra regione è una certezza».
Ad illustrare il bilancio è stato il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Nel dettaglio, guardando ai dati si evince che la raccolta di mele è in crescita: da 173 mila a 181 mila quintali, grazie soprattutto ai nuovi meleti impiantati dai soci all’interno di un progetto di rinnovamento che sta coinvolgendo anche le sedi produttive e di stoccaggio, sempre più moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. In calo solo la produzione di kiwi, a causa della grandinata di luglio 2023, che ha ridotto di circa il 50% la produzione, attestatasi quindi sui 16 mila quintali. Ciononostante è cresciuto il fatturato, passato da 15 milioni 800 mila euro a 20 milioni 491 mila euro.
Forte la propensione all’export, segno di come la frutta friulana sia molto apprezzata sui mercati globali. I mercati extra Unione europea sono principalmente l’area Mediterraneo e Golfo Persico ma anche India, Brasile e Canada (oltre il 70% delle vendite); a seguire l’ltalia e gli altri Paesi dell’Ue. In questo quadro è aumentata anche la remunerazione per i soci, i quali ora hanno una redditività lorda di 30 mila euro ad ettaro. Cifre che si riverberano sull’occupazione: la cooperativa ha raddoppiato i suoi occupati in 4 anni, arrivando a 80 persone, alle quali si aggiungono un centinaio di persone in più al lavoro nelle campagne dei soci.
Durante l’assemblea è stata sottolineata la validità del processo di integrazione tra le due realtà e gli importanti lavori dell’ultimo anno, quali il cambio della macchina cernitrice per le mele e la realizzazione di 5 nuove celle per il prodotto pre-calibrato e confezionato a Spilimbergo mentre a Rauscedo, dove si concentreranno diversi investimenti nei prossimi anni, si è provveduto all’adeguamento della macchina cernitrice per i kiwi. È stato anche installato a Spilimbergo un impianto fotovoltaico della capacità di kWp 497,94, così da aumentare l’autoconsumo proseguendo nel processo di sostenibilità.
Un altro dato rilevante è la capacità di conservazione, pari ai 260 mila quintali di frutta, fra le due sedi, fondamentale per contenere i nuovi volumi della cooperativa dopo l’impianto di nuovi frutteti, con una produzione che nella raccolta 2024, in conclusione in questi giorni, si attesterà su 220 mila quintali di mele e 13 mila di kiwi.

Impianti di Frutta Friuli.

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In copertina, la raccolta delle mele un settore produttivo in crescita.

 

Frutta Friuli vale 14 milioni di euro con l’unione di Friulfruct e Friulkiwi

L’unione fa la forza e vale 14 milioni di euro: al teatro Don Bosco di Rauscedo si è riunita la prima assemblea di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia nata il 1° agosto scorso dalla fusione tra la cooperativa Friulfruct di Spilimbergo (mele, presieduta da Livio Salvador) e Friulkiwi di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (kiwi, presieduta da Juri Ganzini).

Zannier con Salvador, Paoli e Ganzini.


La nuova realtà – con sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina mosaicista e la “capitale delle barbatelle” – ha 150 soci, 600 ettari di frutteti e, appunto, 14 milioni di fatturato. La prima assemblea dei soci – alla presenza di Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari – ha visto, oltre all’approvazione all’unanimità del bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio), l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione al cui interno sarà scelto nel corso della prima riunione il nuovo presidente. Il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Presenti per Confcooperative Pordenone il presidente Luigi Piccoli, il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris e il direttore Marco Bagnariol.

Ben 175 mila quintali di mele.


«La scelta di dare vita ad una fusione tra Friulfruct e Friulikiwi è stata lungimirante ed ha permesso ad entrambe le realtà di affrontare le problematiche del contesto in corso, cogliendo le molteplici opportunità offerte dal più ampio bacino commerciale a disposizione», ha osservato Zannier. «La cooperativa Frutta Friuli – ha aggiunto -, grazie alla scala raggiunta, può portare avanti una strategia maggiormente incisiva, sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo, a beneficio del proprio territorio e dei suoi soci».
«I rispettivi consigli di amministrazione delle cooperative fondatrici – ha affermato il presidente Salvador – hanno condiviso la necessità di unire le due realtà, dando prova di grande maturità. C’è stata infatti la consapevolezza del fatto che, per poter crescere e realizzare un futuro più solido, è necessario puntare all’espansione sul mercato globale, all’innovazione, alla digitalizzazione e alla elevazione della professionalità delle risorse umane. Tali obiettivi richiedono tempi non brevi ed investimenti importanti, che possono essere ottimizzati lavorando in sinergia. Grazie a tutti i soggetti che ci sono stati vicini in questi passaggi, dalla Regione a Confcooperative Pordenone».

I soci riuniti in assemblea a Rauscedo.


La nuova cooperativa eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Su questo ultimo punto a Spilimbergo sono in corso di conclusione i lavori che hanno visto la demolizione delle vecchie celle frigo e la loro sostituzione con un nuovo impianto della capienza di circa 110 mila quintali per un impegno di 6 milioni 200 mila euro (in questo modo in totale la capienza è ora di 262 mila quintali tra Spilimbergo e Rauscedo). Come per tutte le realtà produttive, preoccupa l’aumento del costo dell’energia, anche se la cooperativa vi sta tenendo fronte in parte grazie all’autoproduzione con il proprio impianto fotovoltaico e all’utilizzo delle nuove celle frigo che hanno comportato un risparmio energetico di circa il 50%.
L’annata ha visto raccogliere 175 mila quintali di mele e 23 mila quintali di kiwi, con una produzione che si prevede in crescita nei prossimi anni. Crescita che si riflette anche sotto il punto di vista occupazionale. «Abbiamo dato lavoro a 20 persone in più nella nostra sede – sottolinea il direttore Paoli -, mentre i nostri soci nelle proprie campagne ad ulteriori 100. I nuovi frutteti portano a un prodotto migliore, mentre coperture e reti moderne di distribuzione dell’acqua, con impianti a goccia, hanno evitato crisi idriche e scottature ai frutti. Stiamo attenti alle gelate primaverili, sempre più frequenti, mentre stiamo vincendo la sfida con la cimice asiatica, grazie a specie antagoniste e alle coperture. Nonostante la situazione internazionale, che ha spostato le mele dei produttori dell’Est Europa verso i nostri mercati, abbiamo buone opportunità future. Mi auguro che il territorio le sappia continuare a cogliere al meglio, come ha dimostrato di poter fare negli ultimi tre-quattro anni. L’unione di due realtà importanti in Frutta Friuli potrà ancor più fornire un servizio commerciale che meglio si saprà collocare nell’ambito ortofrutticolo generale».

Le sedi delle cooperative accorpate.

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In copertina,  i caratteristici frutti del kiwi: ne sono stati raccolti 23 mila quintali.

Siccità, conto salato per i raccolti Fvg: preoccupata analisi di Confcooperative

La siccità comincia a presentare il conto ed è, purtroppo, già evidente che alla fine colpirà pesantemente i raccolti del Friuli Venezia Giulia. Dalle prime stime effettuate da Confcooperative Fvg presso le cooperative agricole aderenti, si preannuncia un impatto particolarmente pesante in particolare nel settore cerealicolo (-40 per cento), ma le ripercussioni rischiano di farsi sentire un po’ in tutti i comparti della filiera agricola, aggravati dall’incremento dei costi energetici che sono a livelli critici da inizio anno.

Venanzio Francescutti


«La siccità sta colpendo pesantemente, in particolare quelle aziende che non hanno accesso alle aree irrigate dai Consorzi e devono affidarsi ai pozzi, con conseguente aggravo dei costi. È assolutamente necessario continuare a investire nelle tecnologie e negli investimenti per l’irrigazione raggiungendo anche le zone non irrigue (bene, a questo proposito, gli stanziamenti regionali appena deliberati), altrimenti nei prossimi anni in certe zone sarà impossibile fare agricoltura di qualità», ha affermato Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca (131 cooperative associate in Fvg), preoccupato anche per l’impatto sul settore vino, dove si stima un calo del raccolto attorno al 20 per cento: «La siccità incide sulla maturazione e provoca una perdita di peso degli acini e quindi perdita di resa nella trasformazione da uva a vino: i risultati della vendemmia 2022 dipenderanno dal clima di queste ultime settimane prima della vendemmia».

Viticoltura in bilico – Dello stesso avviso Filippo Bregant, presidente della storica Cantina di Cormòns: «La viticoltura di collina, come quella del Collio, soffre particolarmente per l’assenza di irrigazione ma, ormai, con il razionamento idrico anche in pianura l’acqua scarseggia. Fino a oggi era possibile prevedere una vendemmia importante per qualità e quantità, ma ora dipenderà molto dalle ultime settimane. Noi prevediamo di avviare la vendemmia a fine agosto». In aggiunta, tra i viticoltori c’è un certo allarme in relazione al raffreddamento dei mosti a causa delle temperature elevate che permangono e che potrebbero incidere sulla qualità, soprattutto sulla componente aromatica.

Settore cerealicolo ko – I danni più gravi sono previsti nel settore cerealicolo, come evidenzia Daniele Castagnaviz, presidente della cooperativa “Granaio Friulano” (nata dalla fusione di Cerealicola Vieris e Cooperativa Morenica Cereali) e di recente nominato coordinatore nazionale del settore cerealicolo di FedAgriPesca: «Prevediamo un calo del raccolto di almeno il 40 per cento rispetto al 2021, con punte del 50 per cento. In questa situazione, inoltre, molte aziende non hanno ricorso alla semina del secondo raccolto, una pratica diffusa ad esempio per la soia e, in questo caso, il calo rispetto allo scorso raccolto potrebbe raggiungere addirittura il 60 per cento». Per le aree non irrigue, ma che sono costrette a ricorrere ai pozzi, il calo del raccolto potrebbe raggiungere addirittura il 70 per cento, avvisa Pietro Tomaso Fabris, presidente dell’Essiccatoio Torricella: «A questo si aggiungono le preoccupazioni per le spese di essiccazione che, con gli attuali costi energetici schizzati alle stelle, incidono pesantemente sulle aziende. Stiamo cercando di sviluppare sinergie e collaborazioni fra le realtà del settore al fine di contenere i costi e continuare a generare un reddito adeguato per i soci agricoltori».

Frutticoltura in sofferenza – Anche i raccolti della frutta saranno penalizzati dalla siccità: «È ancora presto per fare previsioni dettagliate – spiega Livio Salvador, presidente di FruttaFriuli (nata dalla fusione di Friulfruct e Friulkiwi), grande realtà cooperativa che raccoglie mele e kiwi dai propri soci – ma è attendibile un calo del 15 per cento. La frutta è una coltura che ha bisogno di molta acqua e le temperature elevate fanno venir meno anche gli sbalzi termici che migliorano la qualità. Le cooperative di raccolta e trasformazione come la nostra, poi, sono aziende fortemente energivore per la presenza di grandi celle frigo: noi ci siamo attrezzati con impianti di autoproduzione con fotovoltaico da 650 kW e contiamo di espandere la nostra autoproduzione energetica, ma intanto il costo dell’energia è schizzato alle stelle e impatta enormemente sui costi aziendali».

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In copertina, soia di secondo raccolto in gravi difficoltà; qui sopra, mais non irriguo nell’Udinese devastato dalla siccità.

Friulfruct e Friulikiwi uniscono le forze: nasce “Frutta Friuli” colosso cooperativo

Due grandi realtà uniscono le loro forze dando vita alla più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia: le assemblee dei soci della cooperativa Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, in Comune di San Giorgio della Richinvelda, hanno infatti deliberato la fusione che dal 1° agosto porterà alla nascita della nuova cooperativa Frutta Friuli. Mele e kiwi (più una parte di ciliegie) saranno i prodotti principali della nuova cooperativa che eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Questi i numeri della nuova realtà, che avrà sede principale a Spilimbergo e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e la stessa Rauscedo, capitale del vivaismo viticolo: 150 soci, 14 milioni di fatturato e 170 mila quintali di raccolto nel 2021, 600 ettari di frutteti e una ricaduta occupazionale sul territorio di una 70ina di addetti.

Kiwi e mele di alta qualità.

«La fusione – ha spiegato Livio Salvador, presidente di Friulfruct – fa seguito a un ragionamento iniziato già l’anno scorso sui presupposti di una collaborazione. Un ragionamento portato avanti con maturità e con la consapevolezza che le nuove sfide dei mercati hanno bisogno di aziende con dimensioni operative capaci di razionalizzare i costi e offrire maggiori prodotti. Abbiamo così superato logiche di campanile e deciso la fusione, che avviene, questo è il fatto importante da sottolineare, tra due realtà in grande salute e con ottime prospettive, le quali avrebbero anche potuto continuare sulle proprie gambe ma che così facendo allargano il loro raggio di azione futura e la capacità di programmare e investire».
«Una scelta – ha aggiunto Juri Ganzini, presidente di Friulkiwi – nata per il bene del territorio e dei nostri soci, ai quali potremmo dare così più servizi. In questo modo potremo realizzare delle economie di scala davvero interessanti per la nostra nuova cooperativa, anche gestendo i dipendenti tra le due sedi in base ai picchi di lavoro dettati dalla stagionalità. Un elemento fondamentale, anche per dare prospettive professionali e invogliare gli addetti migliori, a fronte di un mercato del lavoro che invece non offre molta manodopera specializzata. Il tutto in un quadro internazionale in cui, da diversi mesi e ancora di più in questi ultimi giorni, le sfide non mancano: è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza».  I due presidenti hanno anche ringraziato chi è stato accanto alle due cooperative in questo fondamentale passo, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con l’assessore regionale alle politiche agricole, Stefano Zannier, e da Confcooperative Pordenone, di cui entrambe le realtà fondatrici fanno parte, con le sue consulenze.

«A livello commerciale ci presenteremo con un unico brand Frutta Friuli – spiega Armando Paoli, direttore di Friulfruct, che con il collega di Friulkiwi, Antonio Pittana, sta predisponendo la struttura operativa post fusione – declinato in base alla tipologia di frutta. Mele e kiwi sono due prodotti che vengono venduti attraverso gli stessi canali di mercato e quindi ci rafforzeremo sia nella grande distribuzione italiana che all’Estero. Grazie al rinnovamento dei frutteti e alla capacità di conservazione aumentata puntiamo nei prossimi anni ad arrivare a 300 mila quintali di frutta raccolta. Non operavamo nell’area russa, ma alcune tensioni, oltre all’aumento dei costi energetici e dei prodotti per l’agricoltura, potrebbero arrivare da competitor che dalla Russia ora vorranno vendere gli stessi prodotti nella nostra area di riferimento, che spazia dall’Europa occidentale ai Paesi Arabi fino al Nord e Sud America. Per questo una cooperativa unica e ancora più forte darà migliori risposte».

Le sedi di Friulfruct e Friulkiwi.

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In copertina, Ganzini, Salvador e Paoli protagonisti dell’operazione frutta in Fvg.

 

 

Mele per quasi 11 milioni di fatturato alla Friulfruct che vince anche Coronavirus

L’emergenza pandemica non ferma la crescita di Friulfruct, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: nella sede di Spilimbergo, situata nella zona industriale, l’assemblea dei soci ha, infatti, approvato all’unanimità il bilancio (che come per tutte le cooperative agricole va da agosto al luglio dell’anno successivo successivo) incentrato sulla raccolta di mele del 2020. Numeri positivi per l’azienda, con un fatturato cresciuto a 10,8 milioni di euro (+50%) nell’anno del Coronavirus e un utile di 109 mila euro. Concluso un primo investimento di 4,5 milioni di euro (con fondi in parte della Regione Fvg) con cui sono state realizzate 20 nuove celle per la conservazione delle mele, si andrà ora a realizzare nel 2022 un secondo lotto da 5 milioni di euro per la modernizzazione delle celle già esistenti andando così a rispondere ancora meglio alla crescita della produzione – grazie a investimenti dei soci nei propri meleti – e della domanda. In previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari. La cooperativa lavora con la grande distribuzione nazionale per il 30% della sua produzione e per il 70% con quella estera, con le mele friulane che sono apprezzate e richieste non solo in Europa e nell’area mediterranea e del Golfo Persico, ma anche in India, Brasile e Canada. All’assemblea ha portato il proprio saluto Pietro Tomaso Fabris, vicepresidente di Confcooperative Pordenone a cui Friulfruct è affiliata, il quale ha lodato la cooperativa per la solidità raggiunta e la visione del futuro. Solidità certificata dal revisore indipendente Daniele Tosolini.

Salvador e il direttore Paoli.

«Tra i numeri positivi di questa annata – ha sottolineato il presidente Livio Salvador – pure l’aumento del patrimonio netto per 300 mila euro, dovuto anche all’allargamento della compagine associativa con l’ingresso di nuovi soci, tra cui un nostro cliente che crede talmente tanto nella qualità del nostro lavoro che ha voluto associarsi. Siamo una realtà che ha un impatto positivo anche sulle comunità locali, visto che tra nostri dipendenti fissi e avventizi e aziende agricole dei soci diamo sostegno a un centinaio di famiglie. In più lo scorso anno, non solo abbiamo risposto prontamente alle sfide del Covid-19 crescendo nella produzione e nel fatturato ma abbiamo anche assunto 5 nuove persone: quando avremo completato l’iter di ampliamento avremo un raddoppio del personale. Gli ampliamenti effettuati nella sede produttiva sono merito di una riuscita collaborazione tra settore privato e pubblico. Oltre ai primi due lotti di lavori, in previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari».

Le nuove celle di Friulfruct…

Da un quadriennio Friulfruct ha avviato con i propri soci un progetto di ampliamento della superficie e della varietà dei meleti, coltivati in maniera integrata rispettosa dell’ambiente (i tecnici Friulfruct Chiara Zampa e Andrea Zuliani seguono i soci nell’adesione ai disciplinari della Regione e dell’Ersa): una decisione che sta dando i suoi frutti. «Se nel 2018 il raccolto era stato di 118 mila quintali – ha spiegato il direttore, Armando Paoli -, nel 2020 ne abbiamo avuti 155 mila, ovvero il 30% in più su una superficie di frutteti aumentata da 365 a 380 ettari. Gli ampliamenti che stiamo realizzando ci permetteranno di gestire fino a 250 mila quintali, produzione che stimiamo di raggiungere non appena si concluderanno le nuove piantumazioni di meli per un obiettivo totale di 400 ettari, privilegiando le varietà di mele sempre più richieste dai consumatori, a partire dalla Inored story, novità di questa ultima raccolta, molto apprezzata per le sue qualità organolettiche che ottiene crescendo in Friuli tanto da ricordare le mele antiche e che prossimamente vorremmo valorizzare con un marchio tutto nostro. D’altronde, siamo una delle realtà che meglio ripaga il lavoro dei soci, con un livello medio di liquidazione di 0,40 centesimi di euro per chilogrammo di mele conferito a fronte dei 0,35 dell’annata pre Covid-19, per una marginalità di 15 mila euro per ettaro».

L’area energetica…

… ampliamento

… e controllo digitale.

Non mancano però le sfide, poste dalla cimice marmorizzata, dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime in atto. «La sperimentazione dell’antagonista naturale, la cosiddetta “vespa samurai” – ha sottolineato Salvador – sta dando risultati, ma al contempo non bisogna cessare di attuare gli altri interventi contro le cimici, come le coperture dei meleti con le reti o i trattamenti specifici per questi insetti, combinandoli insieme». «I cambiamenti climatici – ha concluso Paoli – sono ormai sotto gli occhi di tutti: se una volta le gelate tardo-primaverili erano una rarità, ora se ne sono avute tre negli ultimi cinque anni, compreso il 2021 con una perdita di produzione fortunatamente solo del 10% circa causa nottate sotto zero nel periodo di germogliamento delle piante: per questo ci stiamo adattando con sistemi antibrina e riscaldanti. Al momento non risentiamo in maniera marcata della crescita dei costi energetici, ma siamo preoccupati, come tutto il mondo produttivo, soprattutto per il rincaro dei costi di trasporto per le esportazioni».

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In copertina, mele di questa stagione alla Friulfruct di Spilimbergo.

Friulfruct, è ok la raccolta delle mele: debutta Inored Story dolce e croccante

Al via la raccolta di mele per la Friulfruct di Spilimbergo, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: in leggero ritardo rispetto agli anni precedenti, a causa del maltempo primaverile, quest’annata si prospetta comunque con indicatori positivi, anche grazie al progetto di ampliamento portato avanti negli ultimi tre anni dalla cooperativa, realtà sempre più solida e apprezzata anche a livello internazionale. «Piogge e gelate primaverili – spiega il direttore di Friulfruct, Armando Paoli – hanno inciso sulle tempistiche, ma è una condizione che ha interessato un po’ tutti i produttori europei. Le nostre mele confermano la loro qualità e anche sulla quantità, alla fine, ci si avvicinerà se non anche si supererà la raccolta degli scorsi anni che era attorno ai 153 mila quintali, visto che possiamo contare ora su oltre 365 ettari coltivati».

Ecco le prime Gala.


Si parte con la raccolta delle mele Gala per poi proseguire fino ai primi giorni di novembre con le altre varietà (nell’ordine Red Delicious, Golden Delicious, Granny Smith, Fuji e Morgenduft). Novità di quest’anno la raccolta delle prime mele Inored Story, dopo l’aumento della superficie coltivata: una varietà sempre più richiesta dal mercato per la sua dolcezza e croccantezza. Una volta raccolte, le mele vengono portate nella zona industriale spilimberghese nella sede di stoccaggio e lavorazione, al centro di un progetto pluriennale di potenziamento.
«Dopo aver concluso – continua Paoli – lo scorso anno a tempo record l’ampliamento con 20 nuove celle per la conservazione delle mele con un investimento di 4,5 milioni di euro, ci stiamo ora preparando al secondo lotto di lavori da 5 milioni di euro per la riqualificazione delle celle di conservazione esistenti».
I lockdown imposti dalle norme per il contenimento del Covid-19 non hanno limitato la richiesta delle gustose mele friulane, anzi il contrario, visto che il maggiore canale di vendita per la cooperativa è quello della grande distribuzione, non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa e altrove (da citare infatti il gradimento dei Paesi Arabi e Nordafrica). E anche la cimice asiatica sembra al momento controllabile. «Nonostante sia ancora presente – conclude Paoli – la stiamo contenendo, sperando che la lotta biologica, con la vespa samurai suo nemico naturale la cui introduzione è stata da poco permessa in regione, dia presto risultati più consolidati».

Più tardi le Golden.

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In copertina, nello Spilimberghese si raccolgono le prime mele Friulfruct.

Cresce la Friulfruct: da Spilimbergo le mele che piacciono ai Paesi Arabi

Friulfruct, una realtà in salute e in piena espansione, in quanto a strutture e a forza produttiva. Prosegue, infatti, la crescita della più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia, con sede a Spilimbergo: nel corso dell’assemblea annuale, svoltasi sia in presenza che in streaming rispettando le normative anticontagio, i soci hanno approvato all’unanimità il bilancio, chiusosi con un fatturato di oltre 7 milioni di euro e un utile in lievitazione attestatosi sui 109 mila. Oltre alle cifre che raccontano di una realtà appunto in ottima forma, il presidente Livio Salvador e il direttore Armando Paoli hanno relazionato sul programma di espansione che prevede l’ampliamento della sede (già realizzate, con un gran lavoro e tempistiche record durante l’estate, 20 nuove celle per la conservazione delle mele con un investimento di 4,5 milioni di euro, sostenuti anche dalla Regione Fvg), nuove assunzioni e l’aumento della superficie di meleti dei soci con le varietà più apprezzate dal mercato. Mercato che, nonostante il Covid-19, continua a richiedere le gustose mele friulane non solo in Italia, ma anche nel resto dell’Europa e altrove (da citare il gradimento dei Paesi Arabi e Nordafrica).

Livio Salvador


“Nonostante la pandemia – ha affermato con orgoglio Salvador – siamo riusciti in pochi mesi, da giugno a ottobre, a costruire la nostra nuova sede di stoccaggio, fondamentale per accogliere la nostra produzione in crescita: si è trattato di un grande lavoro di squadra. Guardiamo al futuro ora, attraverso pure un’azione di capitalizzazione approvata dai soci che renderà la cooperativa ancora più solida. Siamo uno dei motori di sviluppo del territorio, con anche un valore sociale, visto che i prossimi ampliamenti porteranno a un aumento di circa 20 unità tra i dipendenti stagionali più altri 50 nell’indotto e un valore ambientale, dal momento che abbiamo aumentato nel bilancio di previsione lo stanziamento per la lotta integrata”.

Armando Paoli

Come è noto, i bilanci delle cooperative agricole coprono la stagione delle colture, ovvero dal mese di luglio a quello dell’anno successivo. Il raccolto 2019, per 118 mila quintali, aveva dovuto fare i conti con una primavera davvero dura a causa della grandine e del freddo. “Ma poi – ha aggiunto il direttore Paoli – siamo riusciti a immettere sul mercato tutta la quantità con una soddisfacente resa dei prezzi, cosa che stimiamo possa avvenire pure per quest’annata 2020, in cui la raccolta si sta concludendo ma che stimiamo già in crescita per un totale di 153 mila quintali, frutto sia delle buone condizioni meteo ma soprattutto dell’ampliamento della superficie coltivata effettuato negli ultimi tre anni con nuove piante di mele che forniscono più prodotto e di qualità. Il nostro piano di sviluppo, che ci ha fatto crescere fino agli attuali 365 ettari coltivati, ci porterà ad avere una produzione prevista di 200 mila quintali nel 2022, da accogliere nella zona produttiva che continuerà a migliorarsi con un secondo lotto da 5 milioni di euro per la riqualificazione delle celle di conservazione esistenti e un terzo da 2,5 milioni di euro riguardante l’ammodernamento dei macchinari. Tutte operazioni che miglioreranno le nostre economie di scala e la redditività per i nostri soci che è già interessante: si tratta di una marginalità di 15 mila euro per ettaro, stando l’attuale livello medio di liquidazione di 0,35 centesimi di euro per chilogrammo di mele conferito che abbiamo saldato loro quest’anno”.
Uno sguardo al futuro davvero convinto, nonostante l’epidemia sanitaria e la cimice asiatica che aveva colpito duro negli scorsi anni. “Noi ci rivolgiamo alla grande distribuzione – conclude il direttore di Friulfruct- e questa anche nei periodi di lockdown continua a chiedere mele di qualità come le nostre. La pressione della cimice quest’anno è diminuita, anche in zone dove non sono stati immessi insetti antagonisti: un segnale davvero confortante. In più, siamo sempre attenti all’ambiente: le nuove varietà di mele, come la Inored Story che abbiamo piantato in questi ultimi mesi assieme a varietà più tradizionali, sono naturalmente resistenti ai parassiti e hanno ottime qualità organolettiche”.

Il conferimento delle mele.

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All’assemblea sono intervenuti anche il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli (in videocollegamento), che ha lodato la cooperativa per il gran lavoro di riqualificazione della sua attività compiuto in questi anni e il revisore indipendente Daniele Tosolini che ha certificato, al pari del collegio dei revisori dei sindaci, la solidità di Friulfruct.

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In copertina, ecco le nuove celle frigo alla Friulfruct di Spilimbergo.