Ramuscello e San Vito, breve stop pasquale in Cantina che continuerà a lavorare sulla strada della sostenibilità

(g.l.) Breve vacanza per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito in occasione delle festività pasquali. La cooperativa in Comune di Sesto al Reghena rimarrà, infatti, chiusa questo pomeriggio, Venerdì Santo, e il Lunedì di Pasqua, mentre il punto vendita – assicura l’azienda – rimarrà regolarmente aperto anche oggi e domani, esclusi ovviamente i giorni di domenica e di Pasquetta. Nel contempo, il presidente Gianluca Trevisan, il consiglio di amministrazione e la direzione, guidata dall’enologo Rodolfo Rizzi, colgono l’occasione per formulare i migliori auguri agli associati, ai clienti e a tutti coloro che intrattengono rapporti con la Cantina.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

Come si ricorderà, Trevisan era stato rieletto alla presidenza della importante cooperativa vitivinicola in occasione dell’ultima assemblea, che era stata convocata per l’approvazione del bilancio chiuso al al 31 luglio 2023 che registrava un fatturato di oltre 13,2 milioni di euro (con un incremento del 17% sull’anno precedente) e un utile superiore a 41mila euro. Nell’occasione, il presidente Trevisan aveva osservato: «È stato un triennio in crescendo che ha visto un aumento dei soci conferenti (158, operativi in 18 diversi Comuni del Fvg, con una decina dal vicino Veneto), di ettari vitati (861), di uva conferita (130mila quintali) e di investimenti (oltre 4 milioni di euro)». Tre anni che hanno visto un continuo miglioramento dei vigneti, la loro conduzione agronomica, la qualità delle uve e dei vini commercializzati. Un lavoro che continuerà anche in questo nuovo anno per finalizzare al meglio sia gli investimenti programmati (potenziamento del reparto pigiatura e stoccaggio, piantumazione del bosco didattico, vetrificazione vasche e pavimentazione cantina), che nel consolidare il rapporto di fiducia della base sociale con il gruppo dirigente.
«Territorio e sostenibilità sono i binari sui quali viaggia spedita la nostra azienda – aveva aggiunto il direttore Rizzi -, come testimoniato anche dalle certificazioni ottenute dalla Cantina (biologica, vino vegano, Sqnpi, Iso 9001) che ci offrono pure ulteriori opportunità di crescita commerciale. Il nuovo depuratore, inaugurato nel luglio scorso, è oramai diventato un fiore all’occhiello della cooperativa, in grado di ripulire tutte le acque di lavorazione garantendo, così, un risparmio idrico notevole e una maggiore attenzione all’ambiente. Per questo motivo, parte dell’acqua depurata verrà utilizzata, primi in regione, per il lavaggio in tutta sicurezza degli atomizzatori dei nostri soci. Non dimentichiamo, infine, che abbiamo quadruplicato la potenza del nostro impianto fotovoltaico che oggi produce 245 kWh e ci permette, durante la vendemmia, un’alta autonomia energetica». Ricordiamo, infine, che proprio attraverso questo nuovo depuratore, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito continuerà a lanciare un messaggio positivo ai ragazzi che faranno visita alla cooperativa, dove potranno ammirare anche il murale del maestro Francesco Tullio Altan.

Il murale di Francesco Tullio Altan.

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In copertina, una veduta della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.

Dopo l’inaugurazione del depuratore e del grande murale un po’ di riposo alla Cantina di Ramuscello e San Vito

(g.l.) A una settimana dalla riuscitissima cerimonia per l’inaugurazione dell’innovativo depuratore, abbellito dal grande murale di carattere bucolico disegnato da Francesco Tullio Altan e realizzato da giovani studenti, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito terrà abbassate le serrande per una decina di giorni, osservando il consueto periodo di chiusura estiva. Queste le modalità: Uffici e Produzione da ieri fino a martedì 15 agosto compreso; Punto vendita da domani, 7 agosto, a martedì 15 compreso.

Un momento della cerimonia inaugurale.


Un po’ di riposo, dunque, dovuto e meritato, non solo per il lavoro che la cooperativa richiede abitualmente tutto l’anno, ma anche e soprattutto per lo sforzo organizzativo che è stato necessario appunto per la recentissima cerimonia che ha posto sotto i riflettori Ramuscello, piccola frazione di Sesto al Reghena, una fra le più importanti Città del vino del Friuli Venezia Giulia. «Un ulteriore passo avanti all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità», aveva osservato il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, nel presentare il nuovo depuratore e l’evento artistico collegato. Ricordiamo, al riguardo, che l’impianto ha la capacità di depurare ogni anno oltre 20 mila metri cubi d’acqua, derivata esclusivamente dalle lavorazioni delle uve e quindi dei vini. E aggiungiamo che questo nuovo manufatto non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci. Inoltre, parte dell’acqua potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico” della cooperativa.
La Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, affidata alla direzione dell’enologo Rodolfo Rizzi, è nata nel 1959 e nella vendemmia scorsa ha lavorato circa 130 mila quintali d’uva, collocandosi tra le prime realtà vitivinicole associate della nostra regione. E, come si ricorderà, nei tempi più recenti è balzata pure agli onori della cronaca per aver dato vita al primo vino “vegano” del Vigneto Fvg, arricchendo ulteriormente e diversificando la gamma dei suoi prodotti di riconosciuta qualità. Il lavoro, come detto, riprenderà appena passato Ferragosto. Intanto, buone ferie!

Il grande murale simbolo della Cantina.

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In copertina, nuovissima irroratrice pronta a entrare in funzione nei vigneti dei soci.

 

Clima impazzito, dalla Cantina di Ramuscello (ora dotata di un innovativo depuratore) l’appello a cambiare quanto prima il nostro stile di vita

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – Ad Azzano Decimo, a una manciata di chilometri da Ramuscello, nel nubifragio di pochi giorni fa che ha devastato le colture di mezzo Friuli, è caduto un “chicco” di grandine di ben 19 centimetri, un primato assoluto a livello perlomeno europeo. Si tratta soltanto di un “episodio”, ma che si inquadra in un fenomeno meteorologico certamente unico per l’ampiezza dei territori colpiti e di un’intensità tale che non si era mai vista. «La serie di dati storica ci dice che, nel 2023 e negli anni più recenti, sono stati registrati un numero molto elevato di record meteorologici, mai verificatisi prima. Dobbiamo prevenire e intervenire, mettendo il contrasto alla crisi climatica come priorità. Tutti i ghiacciai del mondo si stanno ritirando. Anche quelli delle Alpi che sono destinati a sparire entro fine secolo e provocano l’aumento del livello del mare creando problemi anche alle lagune friulane e a tutti gli insediamenti e le attività della costa. I negazionisti devono prendersi la responsabilità delle loro posizioni antiscientifiche e dannose». Sono, queste, le severe conclusioni a cui è giunto, ieri mattina di fronte a un affollato parterre, il climatologo Luca Mercalli – il cui nome evoca l’inventore della famosa “scala” che misura il grado di distruzione provocato dai terremoti – intervenendo al convegno “Acqua” organizzato dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito e coordinato dal divulgatore e documentarista Marco Virgilio, in occasione dell’inaugurazione del modernissimo e innovativo depuratore e del grande murale realizzato, per abbellirne un lato, dal maestro Francesco Tullio Altan.

Tradotto, tutto questo significa che ormai non c’è più tempo. Bisogna che tutti facciamo la nostra piccola parte per ridurre le emissioni, e quindi il riscaldamento globale causato dal famoso “effetto serra”, cercando di frenare, anche se non sarà per nulla facile, il repentino cambiamento climatico in corso, considerando che ognuno di noi “produce” ogni anno qualcosa – sono ancora parole di Mercalli, che è presidente della Società Meteorologica Italiana, oltre che giornalista scientifico – come 7 mila chili di anidride carbonica, quantitativo che aumenta spaventosamente nel continente asiatico e in America, mentre nei Paesi meno evoluti dell’Africa è quasi insignificante. Per cui, per il climatologo, è improprio classificare i gravissimi fenomeni di queste settimane semplicemente come “maltempo”. Sono, purtroppo, qualcosa di molto peggio!
«Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più ricche d’acqua e per questo, finora, ci siamo poco preoccupati del suo uso sostenibile. È necessario pensare e ripensare a un suo utilizzo più duraturo e, perciò, serve un piano strategico regionale ad hoc, non solo per gestire la quantità disponibile, ma anche la qualità. L’abbassamento strutturale delle falde provocherà la necessità di tutta una serie di riprogettazioni legate all’idraulica e, dunque, bisogna mettere tutte le competenze necessarie attorno a un tavolo», gli ha fatto eco il geofisico Bruno Della Vedova, uno tra i massimi esperti di cosa nasconda il sottosuolo della nostra regione. Edoardo De Cal, studente del Politecnico di Milano, ha invece illustrato le caratteristiche e le potenzialità dell’app Wop-Station ideata con alcuni colleghi per la gestione e il risparmio delle risorse idriche nelle aziende agricole, basata sull’elaborazione dei dati satellitari attualmente disponibili.

«Sarà un ulteriore passo avanti della cooperativa all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità – aveva sottolineato in apertura, dopo il saluto agli ospiti, il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, riferendosi appunto alla realizzazione del nuovo depuratore -. Un impegno economico importante che si è concretato grazie anche al supporto dell’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari. Un’opera, fortemente voluta dagli amministratori della Cantina, che si prefigge di migliorarne la sostenibilità ambientale integrando, allo stesso tempo, alcuni servizi tecnici dedicati agli oltre 150 soci e mantenendo così un forte legame con il territorio. L’opera appena inaugurata, alimentata dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto della Cantina e capace di produrre 280 kWh, è stato realizzato da una ditta locale con una capacità di depurare, ogni anno, oltre 20 mila metri cubi d’acqua derivata esclusivamente dalle lavorazioni. Questo nuovo manufatto “4.0” non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci, in un’apposita piazzola a recupero totale. Inoltre, parte dell’acqua che uscirà dall’impianto di depurazione, potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico”, che verrà piantumato, nei prossimi mesi, a fianco degli edifici della Cantina».

«L’inaugurazione di questa importante opera per la sostenibilità della Cantina di Ramuscello e San Vito deve essere l’occasione per fare un punto sulla gestione della risorsa acqua: bisogna intraprendere un percorso prima di tutto culturale, che ammetta anzitutto che non esiste distinzione tra tipologia di utilizzo, il quale deve per tutti essere improntato al risparmio e all’eliminazione degli sprechi», ha detto infine, traendo le conclusioni della proficua mattinata, il titolare dell’Agricoltura regionale, Stefano Zannier. «In assestamento di bilancio, abbiamo appena approvato una norma che ha la disponibilità di un milione di euro per sostenere la realizzazione degli impianti di depurazione per aziende di dimensioni più piccole rispetto a quella protagonista dell’inaugurazione di oggi e che avevano maggiori difficoltà ad investire in questo tipo di impianti» ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga. Zannier ha pure richiamato l’attenzione sul fatto che l’esposizione sempre più frequente a fenomeni atmosferici estremi deve portare a raccogliere l’acqua quando è presente e a utilizzarla con massima efficienza quando è scarsa. «A tal fine la Regione da tempo investe imponenti risorse. Solo l’anno scorso sono stati destinati a questo tema 20 milioni di euro, con 7 milioni per il triennio per finanziare sistemi ad alta efficienza, ma bisogna urgentemente iniziare a mettere a terra progettualità per la raccolta di acqua di ingenti dimensioni», ha osservato l’assessore. «Serve valutare – ha infatti aggiunto concludendo la sua riflessione – le situazioni per quelle che sono. Non ci sono soluzioni magiche, ma bisogna confrontarsi a tutti i livelli per provocare un necessario cambiamento culturale utilizzando una prassi operativa razionale. La sfida non è solo quella di ridurre i consumi idrici, ma anche quella di servire i territori che oggi sono senz’acqua e ne hanno necessità. Bisogna consumare meno per ampliare la distribuzione anche alle molte superfici bisognose, oggi o nell’immediato futuro».

Prima di passare all’inaugurazione del depuratore, sotto un sole che ormai picchiava forte, il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ricollegandosi alla grande opera d’arte che lo “ingentilisce”, ha osservato che «sicuramente la novità, unica nel suo genere, è rappresentata dal grande murale (15 metri per tre), opera del maestro Altan, che spicca imponente su una parete del depuratore. L’opera, che ritrae un paesaggio bucolico ricco d’acqua e dove svettano numerosi personaggi, cari all’artista friulano, con la Pimpa che fa gli onori di casa, sarà meta di visite da parte dei cittadini e scolaresche. L’esecuzione di questo magnifico murale è stata possibile grazie al contributo degli alunni della 3a classe del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, guidati dalla professoressa Sara Marzari, da Vanessa D’Andrea, della Scuola Mosaicisti del Friuli, e da Fabio Brusadin dell’Associazione culturale Kantiere Misto».
Depuratore e murale sono stati quindi benedetti dal vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini – «Sono molto contento di essere qui, perché anch’io sono figlio di viticoltori», ha detto il presule -, concludendo la festosa e riuscitissima cerimonia che è stata infine coronata da un sontuoso rinfresco, accompagnato dagli splendidi vini della Cantina, apprezzato, come tutta l’organizzazione, dal foltissimo numero di invitati – si calcola trecento persone! -, tra cui molte autorità. Con il sindaco reggente di Sesto al Reghena (Città del vino Fvg), Andrea Nonis, e altri primi cittadini della zona, c’erano anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair, nonché esponenti del mondo cooperativistico, come i presidenti di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, e di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, e vitivinicolo, tra cui Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. La giovanissima arpista Tamara Bonotto, vincitrice del premio “Giovani Talenti 2022”, durante il convegno aveva invece proposto alcuni apprezzati interventi musicali, alleggerendo la pesante “atmosfera” di preoccupazione inevitabilmente creato dalle allarmistiche constatazioni e previsioni degli esperti chiamati ad analizzare il particolare momento che stiamo vivendo, che va, appunto, dalla ormai cronica carenza d’acqua, con gravi e ricorrenti episodi siccitosi, allo scatenarsi di fenomeni estremi di questo clima impazzito come quelli recentissimi che hanno sconvolto anche le campagne della nostra regione.

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In copertina, il taglio del nastro per l’inaugurazione ufficiale del nuovo depuratore e del murale di Altan; all’interno, il convegno sul clima con gli interventi di Luca Mercalli, Bruno Della Vedova ed Edoardo De Cal; il saluto dell’assessore Stefano Zannier, la sala affollata e la giovane arpista Tamara Bonotto; la benedizione del vescovo Giuseppe Pellegrini e il folto pubblico; infine, lo scoprimento da parte degli studenti del grande murale con opportuna foto ricordo e una nuovissima irroratrice a recupero.

La Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito domani inaugura il nuovo depuratore e un’opera del maestro Altan

«Sarà un ulteriore passo avanti della cooperativa all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità», dice il presidente della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan, nel presentare il taglio del nastro del nuovo depuratore e dell’evento a esso collegato. «Un impegno economico importante – prosegue Trevisan – che si è concretizzato grazie anche al supporto dell’assessorato alle Risorse agroalimentari regionale. Un’opera, fortemente voluta dagli Amministratori della Cantina, che si prefigge di migliorarne la sostenibilità ambientale integrando, allo stesso tempo, alcuni servizi tecnici dedicati agli oltre 150 soci della Cooperativa e mantenendo così un forte legame con il territorio.

Il presidente Gianluca Trevisan…


L’impianto, che verrà inaugurato domani, 29 luglio, e realizzato da una ditta locale, ha la capacità di depurare ogni anno oltre 20 mila metri cubi d’acqua, derivata esclusivamente dalle lavorazioni di cantina. Questo nuovo manufatto non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci, in un’apposita piazzola a recupero totale. Inoltre, parte dell’acqua che uscirà dall’impianto di depurazione, potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico”, che verrà piantumato, nei prossimi mesi, a fianco degli edifici della cantina».

… e il direttore Rodolfo Rizzi.


Al presidente della cooperativa fa eco il direttore, enologo Rodolfo Rizzi: «Sicuramente la novità, unica nel suo genere, sarà il grande murale (15 metri x 3), opera del maestro Francesco Tullio Altan, che spicca imponente sulla parete del depuratore. L’opera, che ritrae un paesaggio bucolico ricco d’acqua e dove svettano numerosi personaggi, cari all’artista friulano, con la Pimpa che fa gli onori di casa, sarà meta di visite da parte dei cittadini e scolaresche. L’esecuzione di questo magnifico murale, che verrà presentato sabato, si è reso possibile grazie al contributo degli alunni della 3a classe del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, guidati dalla professoressa Sara Marzari, da Vanessa D’Andrea, della Scuola Mosaicisti del Friuli e da Fabio Brusadin dell’Associazione culturale Kantiere Misto».
Nell’occasione dell’inaugurazione, la cooperativa (nata nel 1959 e che nella vendemmia scorsa ha lavorato circa 130 mila quintali d’uva) ha chiamato a raccolta soci, tecnici, pubblici amministratori e amici per una riflessione sull’importante tema dell’acqua. Coordinati dal divulgatore e documentarista, Marco Virgilio, ne parleranno con la loro competenza e profondità, durante un’interessante tavola rotonda che avrà inizio alle ore 10, il giornalista scientifico, presidente della Società Meteorologica Italiana e noto volto televisivo, Luca Mercalli; il geofisico friulano Bruno Della Vedova e Giulia Sironi ed Edoardo De Cal, studenti del Politecnico di Milano e ideatori della start-up Wop-Station per ottimizzare le risorse idriche in agricoltura. Le riflessioni conclusive sono state affidate a Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche. È prevista anche la partecipazione straordinaria del Gruppo Sbandieratori di Cordovado e della giovanissima arpista Tamara Bonotto, vincitrice del premio “Giovani Talenti 2022”.

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In copertina, ecco la sede della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.

Refoschi, ultimo atto a Gradisca che festeggia i protagonisti del vino

di Giuseppe Longo

Ultimo giorno, oggi, con “La grande famiglia dei Refoschi” al Gran Premio Noè di Gradisca d’Isonzo. Stamane incontro-degustazione dedicato ai vini ai tempi di Leonardo, il genio vinciano di cui ricorrono cinque secoli dalla morte, seguito dal promettente assaggio di vini delle aziende più antiche della regione. Ovviamente anche oggi, fino alle 18, saranno aperti i banchi di assaggio di Refosco e Terrano, pregiato rosso del Carso della stessa “famiglia” viticola, abbinati a prodotti tipici del territorio. Fulcro di tutto, come sempre, la centralissima sala Bergamas.

La premiazione di Claudio Fabbro.

Si avvia così a conclusione la bella e importante rassegna – un vero peccato che pure questa iniziativa sia stata disturbata dal maltempo che ha imperversato in questi giorni e che purtroppo continua – organizzata dal Comune e dalla Pro Loco, con la regìa di Stefano Cosma. Era stata inaugurata ufficialmente venerdì con una importante cerimonia che era seguita alla lectio magistralis di Angelo Costacurta dedicata proprio ai Refoschi. Momento focale della stessa la consegna delle statuette del Patriarca Noè – tanto che questi premi vengono simpaticamente definiti anche “oscar del vino Fvg” – a due applauditi esponenti della vitivinicoltura regionale: Claudio Fabbro, agronomo, enologo, giornalista in quanto appassionato e coinvolgente divulgatore del mondo della vite e del vino, nonché delle eccellenze, Made in Friuli Venezia Giulia, e i Produttori del Refosco di Faedis, altrettanto appassionati e tenaci nel difendere il loro gioiello, tanto da rivendicare e ottenere dallo Stato il riconoscimento di una specifica sottozona per questo vino che, assieme al Refosco dal peduncolo rosso, rappresenta uno dei vanti del Vigneto Fvg. Come fosse il Barolo di casa nostra, tanto è pregiato questo vino d’antiche radici, le cui origini si fanno risalire addirittura all’epoca romana, allo splendore anche vitivinicolo di Aquileia con il suo fertile Agro. E altri riconoscimenti, come avevamo annunciato, sono andati al vignettista Francesco Tullio Altan – il “padre” della Pimpa – e all’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, splendida cittadina della costa istriana.
Sul palco della Bergamas numerose autorità accolte dal sindaco Linda Tomasinsig: tra queste anche l’ex assessore all’Agricoltura e oggi consigliere regionale, Cristiano Shaurli, orgoglioso di festeggiare i suoi concittadini produttori del Refosco di Faedis che sicuramente nuove soddisfazioni darà alla vitivinicoltura di questa importante area dei Colli orientali del Friuli.

Tutti i protagonisti della cerimonia.

Cala dunque il sipario anche su questa edizione del Gran Premio Noè, prestigiosa manifestazione enologica che vanta oltre mezzo secolo di vita, in quanto nata nell’ormai lontano 1965 agli albori del rilancio della produzione vitivinicola regionale attraverso l’istituzione delle denominazioni di origine controllata, per le quali apripista è stata quella del Collio (seguito poi dalla Isonzo), i cui vignaioli hanno il merito di aver creato il primo Consorzio Doc del Friuli Venezia Giulia. In questo mezzo secolo un grosso aiuto per la valorizzazione dell’immagine dei nostri vini l’ha dato proprio questa manifestazione gradiscana. E allora lunga vita al Gran Premio Noè!

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In copertina, ecco gli insigniti delle statuette del Gran Premio Noè sul palco di Gradisca d’Isonzo.

(Foto Archivio Fabbro)

Il Vigneto Fvg oggi in festa a Gradisca per il “Noè” a Fabbro e Refosco di Faedis

di Giuseppe Longo

Sono il dottor Claudio Fabbro e i produttori del Refosco di Faedis i rappresentanti del Vigneto Fvg che stamane saranno festeggiati a Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata della manifestazione “La grande famiglia dei Refoschi”. Nella cerimonia che comincerà intorno alle 11, in sala Bergamas, dopo la lectio magistralis del professor Angelo Costacurta dedicata proprio a questa importantissima varietà rossa del nostro Friuli, riceveranno infatti il “Gran Premio Noè 2019”, assieme al famoso vignettista Francesco Tullio Altan e all’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, storica cittadina dell’Istria croata.
Ma gli occhi del settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia – senza nulla togliere agli altri premiati – saranno tutti rivolti proprio su Claudio Fabbro e sull’Associazione dei produttori del Refosco di Faedis, che riceveranno l’ambito riconoscimento per la tenacia con cui si sono impegnati per ottenere all’interno della Doc Friuli Colli orientali la sottozona denominata appunto Refosco di Faedis. La quale fa il paio con quella dello Schioppettino di Prepotto, contribuendo così a delineare l’offerta dei vini leader di questa importantissima area vitivinicola.

Più che meritato dunque il premio dei vignaioli del Comune a due passi da Cividale. Ma lo è altrettanto quello di Claudio Fabbro da sempre autorevole voce a difesa e valorizzazione del settore vitivinicolo, oltre che impareggiabile memoria storica dello stesso. “Una Commissioneha scritto infatti il sindaco Linda Tomasinsig in una lettera inviata all’agronomo, enologo e giornalista, nativo della vicinissima Sagradoha deciso di premiarla quale vincitore nella categoria ‘personaggio della regione che con la propria attività si sia particolarmente distinto nella promozione del patrimonio vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia’ per la lunga esperienza, iniziata come direttore dei Consorzi tutela vini Doc Collio e Isonzo, proseguita come funzionario regionale, poi direttore dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Gorizia e, infine, con il prestigioso incarico di commissario straordinario dell’Ersa. Autore di numerose pubblicazioni, appassionato giornalista, collabora con tutte le testate regionali del settore enogastronomico. Accademico della Vite e del Vino, membro della prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze e Senatore del Ducato dei Vini friulani”.

Appuntamento quindi, alle 11, con questa importante cerimonia con la quale, oltre alla consegna dei quattro premi, si darà ufficialmente il via anche alla tre giorni del Gran Premio Noè – dedicata appunto ai Refoschi -, storica manifestazione la cui nascita risale al lontano 1965 e che il Comune di Gradisca, con il supporto della Regione Fvg, ha voluto opportunamente rilanciare a beneficio di un settore economico strategico come lo è quello della produzione vitivinicola che con la sua indiscussa qualità ha conquistato i mercati del mondo.

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In copertina Claudio Fabbro e qui bei grappoli del Refosco di Faedis.

A Gradisca d’Isonzo tre giorni con la Grande famiglia dei Refoschi

di Giuseppe Longo

“La grande famiglia dei Refoschi” è intitolata la tre giorni di studi e di degustazioni nell’ambito del Gran Premio Noè a Gradisca d’Isonzo. Un importantissimo vitigno friulano, dunque, sotto la lente per analizzarlo in tutte le sue sfaccettature, al fine di delineare meglio la fisionomia di una varietà – o meglio di un insieme di varietà, come indica il titolo della manifestazione – che dà uno dei vini rossi più prestigiosi del Vigneto Fvg: per semplificare, un po’ come il Barolo in Piemonte. E due sono le declinazioni più note, vale a dire il Refosco dal peduncolo rosso e il Refosco di Faedis (detto anche Refoscone). Ma c’è anche, pur con altre caratteristiche, il Terrano del Carso.
Gli incontri – organizzati dal Comune e dalla Pro Loco di Gradisca – si apriranno domani mattina, venerdì, in sala Bergamas, alle 10.30, con la Lectio magistralis “Dei Refoschi” del professor Angelo Costacurta, un esperto molto conosciuto e apprezzato anche dai vitivinicoltori friulani. Al termine, presentazione del Progetto 80 volte Refosco (che fa riferimento a un antico vigneto di Villa Chiozza, a Scodovacca) e quindi premiazioni. E’ annunciata la consegna dei riconoscimenti Gran Premio Noè 2019 a Claudio Fabbro, agronomo, enologo e giornalista; all’associazione dei produttori del citato Refosco di Faedis; all’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo (Istria croata) e al vignettista Francesco Tullio Altan.

Claudio Fabbro con Gabriele Di Gaspero lunedì scorso a Dolegna.

Quindi sabato i lavori cominceranno alle 10 con il convegno “Sostenibilità in agricoltura e viti resistenti”: un argomento che ha fatto da sfondo lunedì anche alla consegna del Premio Falcetto d’Oro, a Dolegna del Collio, riconoscimento che quest’anno è stato attribuito al dottor Gabriele Di Gaspero che fa parte del gruppo di ricercatori dell’Iga, l’Istituto di genomica applicata che con l’Università di Udine e con la collaborazione dei Vivai cooperativi di Rauscedo ha dato origine in Friuli Venezia Giulia alle prime varietà resistenti, più forti cioè contro le avversità crittogamiche tanto da richiedere meno trattamenti chimici e quindi in grado di consentire di ridurre i costi di produzione nel vigneto. Al termine, presentazione del Progetto Biowine delle Città del vino e assaggio di vini appunto da viti resistenti e certificati Sqnpi.

Infine, domenica, alle 11, via alla terza giornata dedicata ai Refoschi, con un Incontro-degustazione “I vini ai tempi di Leonardo” (manifestazione inserita nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del genio vinciano); quindi, assaggio di vini delle aziende più antiche della regione, mentre nel vicino parco comunale si terrà il Mercatino mitteleuropeo dell’usato.
Durante le tre giornate saranno allestiti banchi assaggio di Refosco e di Terrano – il prestigioso rosso del vicino Carso, goriziano e triestino, appartenente come dicevamo all’inizio alla stessa “famiglia” ampelografica -, abbinati a prodotti del territorio. Questi gli orari: venerdì e sabato dalle 17 alle 21 e domenica dalle 11 alle 18. Tre giornate imperdibili, insomma, all’insegna del grande, anzi dei grandi Refoschi.

Il Refosco di Faedis o Refoscone.

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In copertina, grappoli di Refosco dal peduncolo rosso, la principale varietà della “famiglia”.