Grande festa domani a Sesto al Reghena che ora è Città del vino Numero 28 in Fvg

(g.l.) Il Comune di Sesto al Reghena, la Cantina di Ramuscello e San Vito e la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia: grande festa per queste tre realtà cittadine – istituzionale, produttiva e culturale – per l’ingresso della storica comunità castellana nel circuito delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che così salgono a 28. Come già annunciato, si terrà infatti domani, 22 gennaio, all’auditorium Burovich, l’assemblea regionale del Coordinamento Cdv guidato a Tiziano Venturini. All’importante incontro ha annunciato la partecipazione anche l’ex presidente nazionale dell’associazione, il coneglianese Floriano Zambon, che a novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica.

Tiziano Venturini


La scelta della città della famosa Abbazia per l’importante riunione è nata dopo l’adesione di Sesto al Reghena all’Associazione nazionale Città del Vino. Nuovo associato anche il Comune di Mariano del Friuli e tra le Pro Loco quelle Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli di Bertiolo.  Nel programma della giornata, che sarà aperto dal saluto del sindaco Marcello del Zotto, Tiziano Venturini (che è anche assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione) – coadiuvato dal suo vice Maurizio D’Osualdo (vicesindaco di Corno di Rosazzo e pure membro del consiglio nazionale delle Città del Vino) – trarrà un bilancio del 2021 e presenterà il programma per il nuovo anno, che per il Vigneto Fvg sarà molto importante essendo questa regione a esprimere per il 2022, con Duino Aurisina, la Città del vino.
All’ordine del giorno, anche il primo intervento del neo Ambasciatore delle Città del Vino Francesco Marangon, professore all’Università di Udine, e dello stesso Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina (che sarà vera e propria “capitale” dell’enoturismo con una ricca serie di eventi che interesseranno non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale nei prossimi mesi). Sarà poi consegnata la bandiera delle Città del Vino non solo a Sesto al Reghena ma anche alle sopracitate Pro Loco (sarà presente il presidente regionale Valter Pezzarini).

Il Castello e l’Abbazia.

Oggi i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono appunto 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, distesa di vigneti nelle Grave del Friuli zona Doc di cui fa parte anche Sesto al Reghena.

Duino Aurisina (Carso) incoronata a Barolo “Città Italiana del Vino 2022”

(g.l.) Duino Aurisina è stata, dunque, “incoronata” Città del Vino 2022. E così la piccola ma grande Doc Carso – terra che esprime vini straordinari come Malvasia e Terrano – nel prossimo anno salirà sulla scena nazionale. Assieme a tutto il Friuli Venezia Giulia, il cui Coordinamento è stato protagonista alla Convention d’autunno – Assemblea nazionale dell’Associazione delle Città del Vino, che si è appena riunita a Barolo, in Piemonte. Infatti, non solo c’è stato il passaggio di consegne tra il famoso centro delle Langhe e il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina quale, appunto, Città Italiana del Vino 2022, ma sono pure state ufficializzate delle prestigiose nomine all’interno del nuovo Consiglio nazionale – oggi presieduto dall’abruzzese Angelo Radica – e nel gruppo degli Ambasciatori del Vino.

Francesco Marangon “ambasciatore”.

Il titolo di Ambasciatore è assegnato dalle Città del Vino a quelle personalità che si distinguono nell’attività dell’Associazione e nella promozione del proprio territorio vinicolo: a Barolo è stato insignito dell’importante onorificenza il professore dell’Università di Udine Francesco Marangon, docente di Economia ambientale al Corso di Laurea di Economia e Commercio e  di Economia ed Estimo Ambientale al Corso di Laurea in Scienze per l’ambiente e la natura, nonché coordinatore del Comitato tecnico scientifico italiano per la candidatura a Patrimonio mondiale Unesco Collio-Brda-Cuei. “Da anni a fianco del Coordinamento delle Cittá del Vino del Friuli Venezia Giulia – si legge nella motivazione alla nomina – per la promozione e la valorizzazione dei territori vitati. Enoturismo, paesaggio, sostenibilità ed economia circolare sono i temi cari al professor Francesco Marangon e che, grazie alla sua grande passione e competenza, sono diventati patrimonio e terreno di confronto con le Cittá del Vino”.

Angelo Radica neo-presidente.

A Barolo l’associazione ha anche tributato omaggio al presidente nazionale uscente Floriano Zambon, grande amico della nostra regione dove è stato frequentemente ospite delle iniziative delle Città del Vino Fvg. Come detto, le elezioni hanno visto nuovo presidente Angelo Radica, sindaco di Tollo, in provincia di Chieti. Nel nuovo consiglio nazionale che lo supporterà ci sono due esponenti del Friuli Venezia Giulia: il coordinatore regionale Tiziano Venturini, assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio (riconfermato), e Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo e vicecoordinatore regionale (nuovo consigliere).
«Un fine settimana davvero intenso – ha commentato Venturini – in cui l’affiatato gruppo regionale, che consta di 26 Comuni e 4 Pro Loco, si è sentito pienamente parte della grande famiglia italiana delle Città del Vino. La meritata nomina del professor Marangon quale Ambasciatore e l’entrata in consiglio nazionale di due esponenti regionali permette al Friuli Venezia Giulia di mettere a frutto il suo impegno ora che si avvicina il grande appuntamento della Città Italiana del Vino 2022 Duino Aurisina – Devin Nabrežina».

Il nuovo consiglio nazionale.

Ricordiamo che i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 26: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio sono presenti tutte le Denominazioni d’origine controllata della regione Friuli Venezia Giulia e vi risiedono circa 130.000 abitanti (pari al 11% dell’intera popolazione Fvg). Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, il gruppo Fvg delle Città del Vino alla Convention di Barolo in Piemonte.

 

Viticoltura sostenibile nella convenzione Università di Udine-Città del Vino Fvg

Nell’ambito del progetto per una viticoltura sostenibile “Città del Vino Fvg: obiettivo Agenda 2030”, l’Università di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, rappresentato dall’ente capofila Comune di Buttrio, hanno sottoscritto una convenzione quadro che dà avvio a un progetto di ricerca applicata per la definizione di uno schema di “Regolamento Intercomunale di Polizia rurale – VITE FVG 2030” per il territorio dei Comuni aderenti alle Città del Vino e i soci dell’Associazione. Il Regolamento sarà orientato a obiettivi di sostenibilità, circolarità e competitività a livello regionale, nazionale e continentale. Particolare attenzione verrà dedicata alla gestione e all’uso dei prodotti fitosanitari in viticoltura. Il progetto di ricerca applicata, della durata di 18 mesi e finanziato da Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sarà coordinato dal dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A) dell’Ateneo friulano. L’accordo è stato siglato nella sede del rettorato dell’Università di Udine, a palazzo Antonini-Maseri.

Pinton e Bassi alla firma.

«I nostri territori viticoli – ha ricordato il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton – hanno un grande valore per la qualità dei vini prodotti, per il pregio paesaggistico, per la funzione di traino dell’economia territoriale. L’impatto ambientale della viticoltura, tuttavia, deve essere preso in considerazione, anche alla luce del Green Deal europeo, che prevede la riduzione dei pesticidi in agricoltura del 50% entro il 2030. Iniziativa molto positiva dunque è questa delle Città del Vino Fvg: Amministrazioni comunali che vogliono elaborare linee guida per un regolamento intercomunale di polizia rurale che vada in questa direzione. L’Università di Udine ha aderito alla proposta di collaborazione, forte dell’esperienza e competenza maturate negli anni in questi ambiti; l’attività prevista è molto interessante e va nella direzione anche di migliorare la reciproca comprensione fra produttori agricoli e opinione pubblica».
Da parte del sindaco di Buttrio, Eliano Bassi, come capofila progettuale delle Città del Vino regionali Fvg, è giunto «il ringraziamento all’Università di Udine per aver aderito al progetto, dimostrando così – ha detto Bassi – di condividere la nostra visione in cui la produzione vitivinicola non può più essere distinta da un impegno costante alla sostenibilità. In questi anni, a Buttrio come nelle altre Città del Vino, abbiamo sviluppato in una serie di convegni le idee che trovano ora attuazione nella convenzione quadro. Un passaggio fondamentale per lo sviluppo futuro del mondo del vino in Friuli Venezia Giulia».
Tiziano Venturini, coordinatore regionale Fvg Città del Vino e assessore proprio a Buttrio, ha definito l’iniziativa «un progetto innovativo che avrà anche una ricaduta positiva sulla promozione dei territori che si doteranno di tale strumento. Sempre più il pubblico dei winelovers e dei turisti richiede valori improntati alla sostenibilità ambientale, economica e sociale nei luoghi che visita e nei prodotti che acquista. Avere delle regole condivise tra questi territori permetterà ulteriormente il proporsi a livello turistico, e non solo, in maniera unitaria. L’aiuto che ci darà l’Università, in tal senso, è fondamentale».

Il progetto di ricerca applicata sarà condotto da un gruppo interdipartimentale composto da: Sandro Sillani, docente di Economia del settore vitivinicolo, Luca Iseppi, docente di Estimo rurale, Federico Nassivera, docente di Economia agraria, Enrico Peterlunger, docente di Viticoltura, del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A), e Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente del dipartimento di Scienze economiche e statistiche (DIES), nonché delegato del rettore per la sostenibilità.
«Il Progetto delle Città del Vino – ha detto il professor Peterlunger – è molto valido, e abbiamo aderito convintamente alla iniziativa e alla collaborazione che qui parte. Le ricerche condotte negli ultimi due decenni dal gruppo di ricerca in Viticoltura forniscono infatti possibili soluzioni proprio per la riduzione dell’impatto della viticoltura, in particolare con lo studio di strategie di difesa della vite a basso impiego di rame e con l’utilizzo delle varietà di vite resistenti alle malattie selezionate dal nostro Ateneo».
Alla firma è intervenuto anche il presidente nazionale delle Città del Vino Floriano Zambon, che ha sottolineato come «questo progetto è tra i primi in Italia a puntare, con un’ampia adesione di soggetti istituzionali, come quella prestigiosa dell’Università di Udine, a delineare con regole condivise una viticoltura sempre più sostenibile. Un plauso alle amministrazioni comunali del Friuli Venezia Giulia nostre aderenti e al Coordinamento regionale per un’iniziativa che speriamo possa essere da esempio per altre a livello nazionale».

Ora, dunque, il via al lavoro sul campo. Le linee guida, redatte insieme all’Università di Udine, dovranno nascere da un processo partecipativo dove saranno coinvolti i produttori con le proprie rappresentanze (consorzi di tutela, associazioni di categoria, mondo della cooperazione), le istituzioni locali e quelle che operano nel settore, nonché Istituti scolastici superiori (in particolare gli Istituti agrari). Al fine di valorizzare le buone pratiche tra Comuni, sarà attivata, attraverso il vicecoordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia Maurizio D’Osualdo – vicesindaco di Corno di Rosazzo, una collaborazione con le Cittá del Vino del Veneto che hanno portato a termine qualche anno fa un progetto analogo nei territori di Conegliano-Valdobbiadene, nonché con le Cittá del Vino del Sannio (Campania) che nel 2019 hanno ultimato Biowine, un progetto sostenuto dalla Comunità Europea con finalità simili.
Ricordiamo che i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono 26: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le denominazioni d’origine controllata della regione e vi risiedono circa 130 mila abitanti (pari al 11% dell’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia).

Un momento dell’incontro.

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In copertina, ecco uno scorcio dei vigneti sulle colline di Buttrio.

“NanoValbruna”, anche i giovanissimi alla scoperta della natura in Valcanale

Si è aperto all’insegna dell’esplorazione dei percorsi wild di Valbruna, per un’esperienza di autentica e profonda conoscenza della natura di questi splendidi angoli della Valcanale, la seconda edizione del festival green del Friuli Venezia Giulia “NanoValbruna”, che prosegue fino a sabato ospitando scienziati, imprenditori, docenti, artisti e professionisti del settore per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità, nanotecnologie e Green economy.
Grande successo per i primi appuntamenti con Green Experience, il programma di turismo sostenibile curato da Francesco Chirico che proseguirà su prenotazione a partecipazione gratuita per tutta la durata del festival.


NanoValbruna – curata da Annalisa Chirico e promosso dall’Accademia di Gagliato Globale, ideata e presieduta da Paola Del Zotto Ferrari, anche coordinatrice scientifica dell’evento friulano – ha avviato nella giornata di ieri anche una delle sue attività cardine dedicata ai giovanissimi. NanoPiçule, vero fiore all’occhiello della manifestazione, presenta, infatti, giornate di laboratori per partecipanti dai 6 ai 14 anni, con divertenti e sorprendenti esperimenti scientifici, guidati da Marina Cisilino e Paolo Ganzini e da giovani ricercatori che vede tra l’altro la partecipazione dell’Arpa regionale con il progetto Adria Clim, coordinato dal professor Dario Giaiotti. Le attività stanno permettendo ai più piccoli di avventurarsi in un appassionante viaggio nel mondo della scienza e della nanoscienza affrontando tematiche legate all’economia circolare, alla sostenibilità, e all’ambiente.
Spiccano al festival anche i panel scientifici: in programma oggi, 21 luglio, i “Virtual Duets” con ospiti internazionali sul tema della sostenibilità tramessi in streaming da Palazzo Veneziano.
Domani è, invece, prevista la tavola rotonda dal titolo “Da lineare a circolare: il vantaggio di essere sostenibili” che vede la presenza dei professori Francesco Marangon, dell’Università di Udine, e Gianluigi Gallenti, dell’Università di Trieste, entrambi referenti per la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (Rus),in qualità moderatori di un confronto tra la project manager Elena Nicoletti, il direttore generale di Arpa Fvg Stellio Vatta, il presidente del gruppo Luci, Adriano Luci, il presidente di Legno Servizi e direttore generale del Cluster Legno Arredo e Sistema Casa, Carlo Piemonte, il responsabile nazionale di Ambiente ed Economia Circolare di Confartigianato Imprese, Daniele Gizzi, l’imprenditore e presidente di Carnia Industrial Park, Roberto Siagri, Stefania ed Edi Sarnataro di Montvert – Acquaponica Fvg, il docente dell’Università di Udine Antonio Massarutto, Germano Scarpa, presidente di Biofarma, e infine il dottor Flavio Gabrielcich a capo della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Fvg.
NanoValbruna è anche sede di due importanti eventi artistico-culturali che chiuderanno le giornate di festival a partire, venerdì 23 luglio, dall’evento “Non è solo camminare”, nell’ambito, della rassegna ideata dal Servizio foreste e Corpo forestale del Friuli Venezia Giulia “Palchi nei Parchi”, e gran finale sabato 24 luglio con un doppio appuntamento. Alle 17 atteso il concerto live in Val Saisera con l’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e la voce narrante del noto meteorologo e climatologo Luca Mercalli. Alle 20 davanti all’Hotel Saisera a concludere il festival l’appuntamento “NanoValbruna si racconta”, con una festa solidale aperta a tutti.

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In copertina e all’interno immagini che documentano le attività, anche per giovanissimi, finalizzate alla scoperta della Valcanale.

«Collio e Brda meritano il titolo Unesco». Oggi Sirk e Gravner protagonisti a Topolò

«Il Brda-Collio ha tutti gli elementi per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Citando Draghi, anche io sento il dovere di dichiarare “whatever it takes”, la Regione ed io personalmente faremo qualunque cosa sia necessaria». È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a chiusura della seduta dell’ufficio di presidenza della V commissione consiliare che, come informa Arc, si è riunito a Capriva del Friuli per le audizioni in merito alla candidatura Unesco del Brda-Collio. «Il lavoro scientifico ha avuto delle difficoltà tecniche iniziali, ma ora ha preso la rotta giusta, dimostrando che questo territorio merita il riconoscimento. Adesso abbiamo un dossier di candidatura di assoluto livello. Il Friuli Venezia Giulia è pronto, assieme al partner sloveno, a proseguire verso la candidatura alla tentative list. Ora è il momento della diplomazia ed entro il mese di ottobre avremo chiarezza sulla situazione. Ci auguriamo che il percorso possa essere completato così com’è iniziato con la partnership Slovenia Friuli Venezia Giulia, ma, qualora vi fossero problemi, noi proseguiremo comunque verso la tentative list».

La riunione di Capriva.

Presieduta dal consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio e convinto promotore dell’iniziativa per il riconoscimento alla zona collinare a cavallo del confine italo-sloveno il titolo di Patrimonio dell’Umanità, la seduta della Commissione è stata l’occasione per illustrare lo stato della ricerca svolta dal Comitato tecnico ristretto composto da Francesco Marangon, Lucia Pillon, Stefano Cosma e Federico Pizzin. In questa fase, il lavoro è finalizzato all’ingresso nella tentative list del Centro del patrimonio mondiale Unesco, nella sezione dei beni culturali transfrontalieri. La tentative list italiana contiene attualmente 43 candidature (alcune di vecchia data altre recenti), ma questa, ulteriore, è una delle poche transfrontaliere. La denominazione della candidatura si compone delle tre diciture in sloveno, italiano e friulano Brda/Collio/Cuei che identificano il territorio collinare appunto tra Italia e Slovenia.
I criteri, tra quelli definiti dall’Unesco, a cui la candidatura afferisce, sono relativi alla straordinarietà di un insieme tecnologico e di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana e l’eccezionalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente. Il lavoro si sta concentrando su elementi quali l’ubicazione geografica e il clima specifico, le particolarità geologiche, le caratteristiche ed eccezionalità tecnologiche, la lavorazione agricola e la resilienza. In questo approccio scientifico assume valenza particolare il terrazzamento del Collio che qui ha la tipica denominazione di “ronco”. Questo paesaggio rurale trova denominazioni specifiche in tre Catasti settecenteschi, quello teresiano, quello dell’Ufficio tavolare e il Catasto giuseppino. Ma l’opera più sistematica ed uniforme va ricondotta al Catasto dei secoli XIX e XX avviato da Napoleone nel 1807 e proseguito con l’operato dell’imperatore Francesco I d’Austria, le cui mappe sono custodite all’Archivio di Stato di Gorizia.

Intanto, due famosi vignaioli del Collio saranno protagonisti oggi a Topolò, il piccolo paese delle Valli del Natisone, in Comune di Grimacco, postosi in evidenza in questi anni per le sue iniziative culturali. Tutto è pronto, infatti, per l’evento “zero” di Ikarus annunciato per il pomeriggio odierno: un piccolo assaggio del Festival che prenderà il via ufficiale a settembre. Dalle 17, infatti, saranno sulla scena di Stazione Topolò due “genius loci” del territorio collinare goriziano, Joško Sirk, il patron della Subida di Cormons, e Joško Gravner, il vignaiolo controcorrente di Oslavia famoso nel mondo per i suoi vini nati secondo natura.

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In copertina e qui sopra immagini del Collio italiano e di quello sloveno.