Natura 2000, mezzo milione di euro per la tutela della Val Cavanata a Fossalon. L’assessore Zannier: opere improrogabili per preservare la sua ricca biodiversità

«La Regione finanzierà con 500 mila euro di fondi europei interventi dedicati al ripristino idraulico, alle manutenzioni straordinarie dei canali e alla sistemazione degli argini nella Val Cavanata. L’obiettivo è di preservare la natura e la biodiversità di questa zona di elevato pregio inserita nel novero dei siti Natura 2000, incrementandone il valore attraverso l’attuazione di opere manutentive divenute improrogabili». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha commentato l’approvazione, da parte della Giunta Fedriga, della delibera che assegna 350 mila euro del Pr Fesr 2021-27 e altri 150 mila del Programma aggiuntivo regionale per interventi a tutela della Riserva naturale regionale “Valle Cavanata”, nel territorio rivierasco di Fossalon, a Grado.

Stefano Zannier

Le opere finanziate, come ha specificato il rappresentante della Regione Fvg, «saranno accompagnate da attività di monitoraggio volte a verificare l’efficacia dei miglioramenti e da adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione che vive nella zona, con particolare riferimento ai principali soggetti o gruppi interessanti o coinvolti nella loro attuazione. A tutto ciò si affiancherà la promozione di forme di fruizione eco-sostenibili e rispettose della storia e della cultura locali, perseguite mediante l’utilizzo di sistemi digitali».

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima Val Cavanata a Fossalon.

Buongustai, ora è il magico momento degli asparagi: sono oltre 200 gli ettari coltivati in Friuli Venezia Giulia

Ultima domenica di aprile con gli asparagi del Friuli Venezia Giulia grandi protagonisti. Feste e mostre invitano, infatti, a Tavagnacco, Fossalon di Grado, Gorgo di Latisana e Cordenons alle porte di Pordenone. Ma ecco alcune note sulla pregiata coltivazione orticola della nostra regione.

LA PRODUZIONE IN FRIULI – In questi anni, dopo un periodo di declino, la produzione dell’asparago bianco friulano, pur con un limitato periodo di produzione che in regione è di circa due mesi (da metà aprile ai primi di giugno), sta avendo un lieve incremento quantitativo e qualitativo: si tratta ormai della coltura orticola più diffusa in regione con oltre 200 ettari coltivati, 170 aziende produttrici, oltre 12 mila quintali annualmente raccolti e commercializzati e un fatturato annuo complessivo di oltre sette milioni di euro, anche se il totale della produzione regionale non basta a soddisfare le esigenze del consumo in Friuli Venezia Giulia. A Tavagnacco, la sempre minore disponibilità di territorio agricolo utilizzabile e il limitato ricambio generazionale degli operatori, non consentono un aumento delle quantità di asparagi prodotte che, anzi, a fatica riescono a mantenersi sui livelli degli anni scorsi.

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E a Udine riprende “Asparagus”

E dopo la pausa pasquale, riprende anche il fortunato circuito enogastronomico di “Asparagus”, la brillante manifestazione organizzata per la venticinquesima volta dal Ducato dei vini friulani. Dopo le serate di Tavagnacco, Cormons e Mortegliano, il prossimo appuntamento è fissato per il 2 maggio al ristorante Là di Moret a Udine. Quindi seguiranno altre cinque serate – due quelle fuori regione, a Milano e in Veneto – che accompagneranno i buongustai fino al 30 del mese. Nella foto, il bellissimo piatto realizzato dall’artista Giorgio Celiberti proprio per festeggiare le 25 edizioni della manifestazione della buona tavola.

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L’ASPARAGO BIANCO  – Sebbene molte parti d’Italia conoscano esclusivamente l’asparago verde, il primato della produzione in Friuli spetta all’asparago bianco, diffusamente coltivato anche a livello familiare. L’assenza di colorazione, caratteristica fondamentale dell’asparago bianco, deriva dal particolare metodo di coltivazione della pianta, dalla quale l’asparago viene raccolto quando ancora si trova sotto il cumulo di terra con cui gli agricoltori hanno ricoperto all’inizio della primavera le asparagiaie. Questa tecnica consente all’asparago bianco di mantenere quel delicato sapore che lo contraddistingue, mentre gli amanti dei gusti più marcati sanno di trovare negli asparagi verdi quei sapori decisi che solo la luce del sole riesce a infondere ai germogli raccolti dopo la loro fuoriuscita dal terreno.
La specie coltivata è l’”Asparagus officinalis”, pianta erbacea vivace con molte radici e un corto rizoma sotterraneo. Dal rizoma in primavera sorgono i germogli, detti turioni (cioè gli asparagi commestibili) contenenti sostanze dalle apprezzabili proprietà diuretiche e depurative, oltre a fosforo, ferro e vitamine. In Friuli, attualmente, le aree di produzione sono concentrate nell’anfiteatro morenico, lungo il corso del Torrente Torre, nella bassa pianura, in prossimità del litorale, nel Medio Friuli e nella piana pordenonese. La zona più nota, anche se ormai non è la più produttiva, è certamente Tavagnacco, ove viene organizzata fin dal 1935 una celebre Festa degli Asparagi, che, giunta alla sua 87ma edizione (nei weekend dal 25 aprile all’11 maggio), unisce sapori e tradizione in onore dell’Asparago bianco friulano, leader della primavera gastronomica di casa nostra.

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In copertina, gli asparagi bianchi e qui sopra quelli verdi che pure piacciono molto.

Dieta mediterranea o meglio “adriatica” Patrimonio Unesco tra scienza e storia: dopo Grado domani incontro ad Aquileia

di Giuseppe Longo

GRADO – Dieta mediterranea, atto terzo. Dopo i riusciti incontri all’Università di Udine e a Fossalon di Grado, ecco un nuovo appuntamento con questo “stile di vita”, più che modello di alimentazione, che si terrà domani 31 luglio ad Aquileia nella sede dell’azienda agricola Vini Brojli, in località Beligna, sulla strada per Fiumicello a sud della Basilica poponiana. Si tratterà, come annuncia la locandina, di un incontro di approfondimento sull’identità enogastronomica e culturale del territorio della Riviera Friulana, area nella quale «la dieta mediterranea fa parte del costume e degli usi comuni, tant’è che è insita nel Dna dei Friulani».
Moderatore dell’incontro, che comincerà alle 18, il cavalier Carlo Morandini, giornalista e presidente dell’associazione culturale La Riviera Friulana. Quindi la serie degli interventi, aperti dal saluto di Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine che, convintamente e con entusiasmo, sostiene l’importante iniziativa che ha il suo “motore” tecnico-scientifico nell’Ateneo di Udine e in particolare nel professor Edo D’Agaro, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Quindi, prenderà la parola Maria Rosaria Peri, nutrizionista e pure docente universitaria, sul tema Il cibo della dieta mediterranea è fonte di salute da Ancel Keys ai giorni attuali.

Poi spazio alla poesia con Rosinella Celeste che presenterà la sua “ode” al peperoncino, vegetale più o meno piccante che nella dieta mediterranea non manca mai. Al collegamento di questo “stile di vita” con l’arte si riferirà, invece, Adriana Ronco Villotta, mentre Alviano Scarel, già sindaco di Aquileia e ricercatore universitario, tratterà questo tipo di alimentazione già nella cucina dell’antica Aquileia, come ci informano i mosaici della storica Chiesa patriarcale. La parola passerà poi all’agronomo Gabriele Cragnolini, presidente della sezione Udinese di Italia Nostra, che si soffermerà sul tema Particolarità di terreni e microclimi e i prodotti della dieta mediterranea. Infine, prima della degustazione di alcune pietanze intonate con l’argomento trattato, interverrà Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, nonché presidente di Wigwam Clubs Italia, su I sapori aquileiesi della dieta mediterranea: prodotti e piatti di una filiera corta “ante litteram”.
La dieta mediterranea, che dal 2010 è patrimonio Unesco iscritta fra i beni immateriali, è dunque, come si diceva, uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti, la cui salubrità è accertata e correttamente divulgata. Tanto che questo modello alimentare non è più soltanto quello delle popolazioni che si affacciano direttamente sul Mediterraneo – come Italia, Grecia e Spagna -, ma che si sta via via diffondendo. E anche il Friuli Venezia Giulia, pur in riva al mare Adriatico quale ultima propaggine settentrionale del Mediterraneo, non conosceva queste abitudini alimentari, ma oggi se ne sta appropriando, con soddisfazione diffusa. Tanto che Alessandro Lovato, titolare del ristorante Caneo – che, alla foce dell’Isonzo, Punta Sdobba, aveva ospitato il secondo incontro che ho avuto l’onore di moderare -, aveva giustamente osservato che alle nostre latitudini sarebbe più appropriato definirla proprio «dieta adriatica». Ai numerosi interventi dei relatori è stato, quindi, affiancato un menù a base di piatti tipici del territorio, curato dal maestro di cucina Germano Pontoni.


Anche in quella occasione, prima di dare il via agli approfondimenti previsti in scaletta – predisposta dallo stesso professor D’Agaro -, ha portato un saluto la professoressa D’Aronco. Quindi ancora Maria Rosaria Peri, dietista dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, il cui intervento è stato mirato proprio sulla dieta mediterranea calata nella realtà del Friuli Venezia Giulia. Poi una finestra aperta sulla storia di questa nostra terra: Vittorio Sutto, giornalista pubblicista, ha parlato dell’Alimentazione durante l’epoca romana e del Patriarcato, con chiari riferimenti alla vicinissima Aquileia, seguito da Carlo Morandini, che è anche presidente della Stampa agricola Fvg; Sergio Pascolo, produttore friulano di uova biologiche; Luigi Lovisotto, a nome di Ca’ Lovisotto Wines and Hospitality; e Maura Pontoni, responsabile della casa editrice L’Orto della Cultura. Il tutto è stato riassunto nell’intervento dello chef Germano Pontoni che poi ha offerto una interpretazione pratica della dieta mediterranea di casa nostra attraverso la collaborazione dello staff delle cucine del Caneo. Nell’occasione, come si diceva, anche una parentesi artistica nel corso della quale lo stesso professor Sutto ha presentato i dipinti di Stefano Balzano, Alessandra Candriella, Salvatore dell’Anna, Alessandra Gusso, Sergio Marino, Giulio Menossi e Gianna Pittini.
E ora ecco questo nuovo appuntamento di Aquileia per mettere ancora l’accento su questo “stile di vita” che si sta sempre più appropriando del nostro modo d’essere. Sarà un’altra utile occasione per approfondire l’importante tematica anche in questo caso con l’aiuto di relatori preparati. E, allora, buona “dieta mediterranea” a tutti!

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In copertina e all’interno immagini del secondo incontro sulla dieta mediterranea che si era tenuto a Grado: l’intervento della nutrizionista Peri, il saluto della presidente Club Unesco D’Aronco e di Alessandro Lovato del ristorante Caneo, lo staff di cucina con il maestro Pontoni e un ricordo con organizzatori, relatori e personale di cucina.

Energie rinnovabili nelle stalle Fvg: stamane incontro a Fossalon di Grado

Un meeting per parlare di energia rinnovabile come possibile fonte di reddito di resilienza per le imprese zootecniche, ma anche dell’utilizzo dei robot a servizio della zootecnia e della seconda fase del progetto Dualbreeding dedicato ai bovini con duplice attitudine.
L’appuntamento, organizzato dall’Anapri e dall’Associazione Allevatori Fvg, sarà ospitato all’azienda “La Bonifica“ di Fossalon di Grado, stamane, 14 ottobre, dalle 10. La giornata prenderà il via con la presentazione dell’azienda ospitante: Imerio Danelon, dell’Aafvg, illustrerà performance produttive e riproduttive.
Si proseguirà con Stefano Dal Colle di Progeo che farà il punto sull’operatività dei robot; quindi con Lorenzo Degano e Fiorella Causero, di Anapri, che presenteranno i risultati del progetto Dualbreeding Fase due, per finire con Maurizio Urizio, della direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Fvg, che affronterà il tema delle rinnovabili come possibile reddito di resilienza per le imprese zootecniche.

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In copertina, un’immagine del complesso aziendale La Bonifica a Fossalon di Grado.