A Gorizia “Gusti di Frontiera” invita alla seconda serata dopo il bellissimo avvio di ieri. Tra le stuzzicanti cucine del mondo spazio speciale alle eccellenze Fvg con un “assaggio” della bavarese Oktoberfest

di Giuseppe Longo

GORIZIA – Il cielo plumbeo, ieri, lasciava presagire il peggio e, invece, il meteo si è schierato generosamente a fianco di organizzatori e pubblico, regalando una bellissima, calda prima serata per “Gusti di Frontiera” che ora sta vivendo la seconda. Folta la partecipazione all’esordio di questa 19ma edizione lungo le vie e piazze del centro goriziano in cui sono stati disseminati 350 stand in rappresentanza delle cucine del mondo (ben 45 Paesi!). L’ormai collaudatissima kermesse enogastronomica organizzata dal Comune di Gorizia – con il fondamentale contributo della Regione Fvg e di Promoturismo, in collaborazione con Go!2025 Nova Gorica-Gorizia, Apt Gorizia e Tpl Fvg – si distingue come vetrina dell’enogastronomia internazionale che di anno in anno si è allargata e arricchita assumendo proporzioni uniche, tanto da diventare in assoluto la più imponente e partecipata del Nordest italiano che offre, tra goloso cibo di strada, piatti legati alla tradizione più spiccatamente esotica, con griglie sempre incandescenti, gli evergreen kürtőskalács ungheresi e i belgi coccoretti, le profumate spezie degli stand indiani, oltre al caldo ramen giapponese. La “geografia del gusto” propone, inoltre, i migliori piatti e prodotti dai quattro angoli del globo: Borgo Italia, con spazio per tutte le nostre regioni, compreso Borgo Friuli Venezia Giulia, l’Europa suddivisa in Borgo Nord Europa, Borgo Europa Centrale – con un “assaggio” anche dell’Oktoberfest bavarese – e Borgo Slovenia e Balcani. Ancora, Borgo Francia, Borgo Iberico, Borgo Latino e Americano, Borgo Oriente, la new entry Borgo Dolci Gusti e le gettonatissime offerte di Borgo Truckfood.

«Gorizia si conferma città di richiamo turistico internazionale e città capitale dei sapori dal mondo anche grazie a “Gusti di Frontiera”: la manifestazione conferma, infatti, la capacità di questo centro mitteleuropeo di attrarre visitatori da tutta la regione e da ben oltre i suoi confini, complici la sua cultura, la sua storia e il suo fascino. È un “carattere” peculiare, quello che la caratterizza, che tra pochi mesi sarà al centro di un altro evento di straordinaria capacità magnetica, “Go!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura”, sul quale la Regione ha puntato moltissimo», ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo nel pomeriggio, in piazza Sant’Antonio, all’inaugurazione dell’evento enogastronomico al quale ha preso parte anche il collega della Giunta Fedriga, Sebastiano Callari. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, l’europarlamentare Anna Maria Cisint, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il primo cittadino di Nova Gorica Samo Turel, il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti, il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin e la madrina della manifestazione, la giornalista di Italia 1 Tessa Gelisio.
«Continuiamo a investire con convinzione sul turismo – ha detto ancora Bini -, con riscontri che ci premiano; i numeri sono chiari e sono più che confortanti: durante l’ultima estate, il Comune di Gorizia ha visto crescere le presenze turistiche del 7,9%. In numeri interi, nel periodo estivo, si è arrivati a quota 36 mila presenze di turisti in città. A differenza di quanto avviene nel resto della regione, a Gorizia si è registrato un forte aumento di presenze di turisti italiani (+10,1%) e una crescita più contenuta ma altrettanto importante di stranieri (+4%). Un successo che non è frutto del caso, ma che arriva a seguito di un lavoro lungimirante e puntuale: il nostro lavoro, in piena sinergia con gli operatori turistici e le imprese». «”Gusti di Frontiera” è, dunque, una delle espressioni di ciò che è Gorizia, città dai mille volti e dalla lunga storia, che oggi come ieri fa della diversità e del confine e i suoi punti più forti. L’appuntamento che ci attende per il 2025 ha il suo cuore proprio nell’opportunità della crescita fornita da un territorio fertile, resiliente da sempre», ha osservato poi, a margine, l’assesssore Callari.

Un grande ritorno alle origini è rappresentato da “Gusti in Piazza”. Le piazze Cavour e Sant’Antonio ospitano gli stand istituzionali, tra tutti “Io Sono Fvg”, a cura di Promoturismo che quest’anno affianca “Gusti di Frontiera” da vero e proprio partner: nello stand, accanto alla promozione turistica – con informazioni sul territorio e l’organizzazione di visite guidate sui luoghi più iconici di Gorizia e la sua storia transfrontaliera – si terranno fino a domenica prossima degustazioni di prodotti d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione animerà, infatti, Gorizia fino al 29 settembre con i suoi 350 stand in rappresentanza, come detto, di 45 diversi Paesi, radunati, come da tradizione, in 14 “Borghi” distribuiti nell’intera superficie del centro città.
Tra gli appuntamenti di oggi, il focus su un tema di grande attualità che coinvolge editoria, blogger, riviste e content creator digitali: Il cibo tra le pagine di libri e riviste. La cucina fotografata, scritta, raccontata e approfondisce con il primo talk il rapporto tra la narrazione della cucina, delle sue specialità e tradizioni locali e l’incoming turistico. Guidato dalla da Isabella Brega, storica firma del Touring Club Italiano, il pubblico potrà compiere un vero e proprio viaggio intorno al piatto. Seguirà la striscia quotidiana “giocare in casa” in cui il tema della giornata verrà esplorato anche dal punto di vista di chi la ristorazione la fa e la rappresenta. Roberto Gajer (capogruppo Confcommercio Fipe per la provincia di Gorizia) e Monica Paoletich (direttore Confcommercio Gorizia) dialogheranno sul tema della centralità della ristorazione nell’accoglienza turistica e su come la città di Gorizia in vista della Capitale della Cultura stia rivitalizzando l’antica strada commerciale nel cuore della città, via Rastello, con l’apertura di locali, gallerie d’arte e attività artigianali che accoglieranno i turisti in visita a Gorizia. Nello spazio libri gli appassionati di cucina potranno assistere alla presentazione del volume “We Love Sardoni. Le ricette. Le Storie. Le scorpacciate” di Nicola Santini e Fabiana Romanutti, curatori del Salotto del Gusto. Si tratta di un lavoro che si spinge oltre il “semplice” ricettario perché il format si apre al racconto degli chef e dei loro luoghi di lavoro, per mostrare in presa diretta, seducenti e attrattive cartoline del territorio. Gran finale della giornata del Salotto del Gusto con la Degustazione di vini locali curata dall’Onav Gorizia. Tutti gli incontri del Salotto del Gusto vengono anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook della manifestazione.

Domani, invece, il Salotto del Gusto aprirà eccezionalmente già, alle 12, per ospitare l’istrionico chef e conduttore televisivo Andrea Mainardi, protagonista di un atteso show cooking con degustazione. Attualmente impegnato su Rai1 con Antonella Clerici nel programma “È sempre mezzogiorno”, presenterà per l’occasione anche un cocktail ideato per Gusti di Frontiera con la collaborazione di Alex Coletti, docente di sala bar alla scuola alberghiera Ad Formandum di Gorizia. Presenti anche alcuni allievi di cucina e di sala: Marko Ivicic, Tomas Piran, Carol Medeot, Genny Rita Marchi.
Alle 17, poi, partirà un pomeriggio dedicato alle “Parole da mangiare. La cucina in radio”. Il talk di apertura ospiterà un dialogo tra Francesca Romana Barberini – storica conduttrice televisiva (Gambero Rosso, Alice Tv), attualmente alla guida di un gettonatissimo programma radiofonico sui temi del food su Radio Dimensione Suono – e Francesco Vergovich, autore e conduttore di Radio Radio. Ospiti dell’appuntamento “giocare in casa” Roberto Zottar, autore di libri di ricette e di storia della cucina e curatore della rubrica delle ricette del popolare programma radiofonico della sede Rai Fvg “Vita nei campi”, Martin Figelj, presidente Coldiretti Fvg, Ivo Bozzato, direttore Coldiretti Fvg e Saša Radikon, presidente Associazione produttori Ribolla di Oslavia. Quattro voci autorevoli per parlare di ricette della tradizione, del cibo naturale e processato, delle filiere dal produttore al consumatore e della storia e del lavoro dei sette produttori di vino delle colline sopra Gorizia. La giornata al Salotto del Gusto si concluderà con la degustazione dei vini dei vignaioli di Oslavia curata da Onav Gorizia. Ad affiancare il Salotto del Gusto nel grande spazio di Gusti in Piazza, anche numerose altre postazioni per celebrare e promuovere l’enogastronomia di qualità del nostro territorio con i presidi Slow Food. All’interno dello stand del Comune di Gorizia trova spazio l’Onav con le degustazioni dei vini del territorio e lo stand di Nova Gorica con tipicità enogastronomiche proposte da aziende slovene.
Insomma, tantissime le proposte di questa nuova “Gusti di Frontiera”. C’è soltanto da sperare che il meteo sia alleato. Per domenica, in particolare, peraltro la giornata più importante, le previsioni sono buone, tanto da regalare sicuramente un bellissimo finale a questa 19 edizione con un arrivederci alla ventesima, in pieno clima di Città europea della cultura.

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In copertina, vini Fvg in degustazione in piazza Sant’Antonio; all’interno, immagini della cerimonia inaugurale (Foto Regione Fvg) e della prima serata con “Gusti di Frontiera” nel centro di Gorizia.

“Disegnare l’acqua”, oggi debutta VinArte il progetto che coniuga terra e cultura nella cantina Lis Neris di San Lorenzo

Nuovo nato in casa Lis Neris, il progetto VinArte – realizzato con la collaborazione dell’associazione culturale QuiAltrove – coniuga la passione per la terra e la produzione agricola dell’antica famiglia di produttori vinicoli con quella per l’arte e la cultura. Il lavoro millenario dell’uomo in campo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso, ben si incontra nell’azienda di San Lorenzo Isontino con l’opera dell’artista che più di tutti è riuscito a dare forma e visibilità all’acqua, condizione fluida per eccellenza, Serse Roma. La sua mostra di opere “Disegnare l’acqua” – primo appuntamento della rassegna che inaugura anche la nuova ala che l’azienda ha interamente destinato al progetto – è stata presentata in una vernice stampa alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, con il padrone di casa, rappresentante di quarta generazione di Lis Neris, Alvaro Pecorari, l’operatrice culturale, già assessore provinciale alla cultura e già presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, e lo stesso artista.


La mostra – che sarà inaugurata ufficialmente stamane, alle 11, per restare visitabile sino al 20 di gennaio – riunisce opere di Serse (in tutto 16) che raccontano il mistero e la potenza di una risorsa preziosa e irrinunciabile come l’acqua, restituita su tela con una tecnica sorprendente, unica, attraverso l’utilizzo della grafite e del carboncino poi incollati su alluminio. Accanto al notissimo artista di origini trevigiane e triestino d’adozione – che ha esposto nei principali musei del mondo – anche due giovani emergenti formatisi all’Accademia di Venezia: Eric Gerini, con 6 opere, e Nicola Facchini con 6 oli su tela.
In particolare, “Disegnare l’acqua” propone uno spaccato significativo del lavoro di Serse Roma sull’inafferrabile forma dell’acqua catturata in un disegno. “Restituire l’immagine della cangianza e del mutamento è il compito che si è dato Serse, cioè portare al limite dell’ancora descrivibile e riconoscibile quello che per sua natura muta incessantemente (…)”, scrive di questo nucleo di opere Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Lo strumento utilizzato in questa questa ricerca è, appunto, il disegno, mezzo prescelto per dare compiutezza a ciò che appare in continua oscillazione e mutamento. La grafite distribuisce luci e ombre alternando forme geometriche ad altre liquide, naturali o artefatte: un connubio in grado di immortalare l’inesausto moto. Si apprezza quasi una similitudine con le antiche fotografie: una suggestione che accompagna chi guarda nel raggiungere quel che non può vedere. Dare visibilità alla condizione fluida per eccellenza, in costante mutamento, è stata da sempre una sfida per le arti. Se potessimo immaginare due estremi nella scala di rappresentazione dell’acqua, questi potrebbero essere la goccia e il mare, il dettaglio e lo sconfinato. La trasparenza dell’elemento, la sua cangianza e pervasività sono difficili da descrivere in una forma, quasi che lo stesso concetto di forma venga contraddetto dalla natura dell’acqua.


«In queste opere, e più in generale nei miei lavori, io mi rapporto con la natura non mi rapporto con i paesaggi», ha spiegato l’artista Serse Roma. «La natura è quella cosa nella quale l’uomo sente tutto il peso dello spaventamento: a me interessa proprio guardare questi aspetti della natura, ovvero la figura infinitesima che ha l’uomo nei confronti del ciclopico, del gigantesco». Osservando i lavori di Serse non sono più le parole a parlarci di quell’elemento minimo e vastissimo, ma le immagini nel loro silenzio, un silenzio che permette ad ognuno di noi di rivivere stati d’animo non meno fluidi e difficili da descrivere dei sorprendenti disegni che stiamo osservando. La sequenzialità dei riflessi sull’acqua è allo stesso tempo descrizione minuziosa del movimento, e limite del rappresentabile: solo l’accurato controllo del gesto evita che l’immagine diventi puramente astratta.
L’acqua è una risorsa fondamentale per la vita e l’agricoltura. Un elemento che incarna visceralmente il connubio tra l’arte e l’impegno in campo di un’azienda come Lis Neris. «Nel mondo rurale non c’è mai stato fermento come ora – spiega Alvaro Pecorari, quarta generazione dell’azienda -. L’agricoltura tutta rincorre nuovi modelli, sostenibili, salutistici, sociali. Le produzioni alimentari hanno un forte impatto sulla vita del pianeta. Da un lato il lavoro millenario dell’uomo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso. Dall’altro lo sfruttamento dei suoli, tecniche e tecnologie aggressive, sprechi alimentari. Virtuosismo e imperizia due facce della stessa medaglia. La nostra collocazione e il nostro ruolo sono la risultante di un comportamento in cui prevalgono profonde radici culturali, storiche e famigliari, che danno un senso al nostro lavoro e un significato al nostro futuro: fermiamoci a disegnare l’acqua».
Come detto, l’inaugurazione ufficiale della mostra è in programma oggi alle 11. La mostra sarà quindi visitabile fino al prossimo 20 gennaio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; sabato dalle 9.30 alle 18 e festivi dalle 10 alle 13.

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In copertina, l’artista Serse Roma con  il titolare dell’azienda Alvaro Pecorari.

“Il futuro viene dalla terra”, domani riflessione Petrini-Redaelli a Villa Russiz

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Alberto Bergamin, ha organizzato per domani, 6 luglio, alle 17.45, nella cornice di Villa Russiz a Capriva del Friuli, la conferenza dal titolo “Il futuro viene dalla terra. Territori coltivatori di identità e motori di innovazione”. Relatori d’eccezione dell’evento saranno Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente Caritas italiana, che dialogheranno sul tema della cultura contadina e del recupero di borghi e terreni agricoli dismessi.
L’evento è organizzato dalla Fondazione Carigo in collaborazione con Filiera Futura, associazione nata nel 2020 all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel Comune di Bra (provincia di Cuneo), su iniziativa della Fondazione Crc, che ha visto fin dall’inizio al suo fianco in qualità di socio fondatore l’Istituzione goriziana.

Monsignor Redaelli, arcivescovo di Gorizia.

Mission di Filiera Futura – che conta attualmente 24 soci, di cui 20 Fondazioni di origine bancaria assieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’Università degli Studi di Udine, Coldiretti Italia e Confartigianato – è promuovere l’innovazione e sostenere l’unicità e la competitività della produzione agroalimentare italiana di qualità. In questo contesto, si inserisce appunto l’evento della Fondazione Carigo di domani, con lo scopo di accendere un faro sul ruolo cardine delle zone rurali, custodi di tradizioni e saperi, quali propulsori di cambiamento e innovazione, che non deve partire da lontano, ma dalla terra stessa.
«Il momento storico che stiamo vivendo richiede un profondo cambio di paradigma», spiega Carlo Petrini. «Se si vuole mirare alla costruzione di un futuro migliore, i nostri modi di agire e pensare – aggiunge – dovranno essere rivisti dalla base. Sono convinto che un passo determinante in questa direzione possa concretizzarsi nel rivitalizzare quella preziosa componente della biodiversità culturale italiana rappresentata dai piccoli borghi. Questi paesi, che soffrono sempre più del processo di deruralizzazione, devono tornare a essere promotori di piccole economie locali e luoghi in cui le comunità possano risanare il rapporto con la natura e con il territorio». «Dirò di più – prosegue il fondatore di Slow Food -, oggi si sente abusare del termine sostenibilità. Chiunque è pronto a definirsi sostenibile. Il vero significato di questa parola, però, risiede nel rendere durevoli i beni di cui già disponiamo. Ecco che far riaffiorare un patrimonio inestimabile come i borghi italiani è pratica innovativa e sostenibile per eccellenza».
Da parte sua, monsignor Redaelli sottolinea come il recupero dei terreni dismessi e la valorizzazione dei piccoli borghi possa ben inserirsi in quell’attenzione al Creato ripetutamente sollecitata da Papa Francesco ed espressa in particolare nell’Enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune. In questo modo sarà possibile dare risposta concreta all’appello del Pontefice: «L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l’esistenza degli altri».
«Il titolo della conferenza è sufficiente a spiegare la scelta del luogo dove viene ospitata», interviene il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin. «Villa Russiz, nel cuore del Collio, va oltre il concetto di semplice azienda vitivinicola, perché rappresenta soprattutto un luogo in cui il valore umano è il vero capitale. Fondazione Villa Russiz non soltanto produce vino di qualità nel rispetto della storia, delle tradizioni e del patrimonio del territorio, ma, attraverso le rendite di questa attività, accoglie nella casa famiglia ragazzi con storie di vita delicate e difficili, garantendo loro un luogo familiare e sereno dove crescere e formarsi. Un esempio di come la nostra terra sia di supporto alla comunità e ai giovani, che rappresentano il nostro futuro».
«Partire dal patrimonio esistente e dalle nostre radici per costruire il futuro, senza cancellare quello che già c’è, ma utilizzandone la memoria come spinta per valorizzare e sviluppare il territorio e le nostre comunità: questa è la linea che da anni la nostra Fondazione segue», ricorda il direttore generale della Fondazione Carigo, Rossella Digiusto. «Siamo molto orgogliosi di poter approfondire sul nostro territorio questi temi, dedicati principalmente alle tante realtà agroalimentari che custodiscono e coltivano la nostra cultura contadina, e al contempo sono capaci di cogliere la sfida dell’innovazione».
«In un momento di grande attenzione al tema della disponibilità di materie prime alimentari Filiera Futura pone l’accento sulla necessità di riappropriarsi dei borghi in progressivo spopolamento e del recupero di terreni agricoli dismessi. Il nostro Paese custodisce un grande patrimonio naturale e un capitale di idee fatto da piccoli-grandi produttori che stanno innovando il settore dell’agroalimentare: per questo come associazione siamo impegnati nella creazione di reti finalizzate a diffondere conoscenze e a valorizzare queste realtà. Siamo lieti di farci accompagnare in stimoli e riflessioni da due personalità di rilievo come Ser monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli – presidente della Caritas e Carlo Petrini – fondatore di Slow Food nell’evocativa cornice di Villa Russiz, luogo simbolo del patrimonio enogastronomico italiano dove si coniugano eccellenza produttiva e solidarietà sociale», afferma infine il presidente di Filiera Futura Francesco Cappello.

La conferenza – che ha il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio della Venezia Giulia, del Comune di Capriva del Friuli e del Comune di Cormons – è aperta a tutto il pubblico interessato. In caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Comunale di Cormons.

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In copertina, Carlo Petrini il fondatore di Slow Food atteso domani a Villa Russiz.

“Filiera Futura”, Carigo e l’innovazione agroalimentare

Si chiama “Filiera Futura” l’associazione nata a sostegno di iniziative di innovazione nel settore della trasformazione agroalimentare. Tenuta a battesimo all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (a Bra, in provincia di Cuneo), presieduta da Carlo Petrini, il nuovo organismo, formato su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio della stessa provincia piemontese, è costituita da 14 Fondazione di origine bancaria di tutta Italia, tra cui anche Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

“Filiera Futura” ha l’obiettivo di incentivare, stimolare e portare a compimento progetti condivisi nel settore della trasformazione agroalimentare italiana, indiscusso ambito d’eccellenza per tutto il territorio nazionale. L’associazione implementa e sviluppa un approccio etico alla produzione e distribuzione in ambito agroalimentare, con attenzione a tutti i settori, dagli investimenti alla qualità dei prodotti: un approccio che valorizza i bisogni e il benessere dei produttori, delle comunità locali, dei consumatori, di tutti gli stakeholder e considera la sostenibilità economica, ambientale e sociale come volano di sviluppo. Spiccano nel progetto le sfide dell’Agroalimentare 4.0, il marketing globale di prodotti locali e la trasformazione digitale delle imprese agroalimentari, la sostenibilità delle produzioni e l’attrazione di risorse dell’Unione Europea.
Di particolare rilievo per il nostro territorio la presenza della Fondazione Carigo che potrà portare all’attenzione di tutti la specificità e la ricchezza dell’agroalimentare di una zona, come quella isontina, particolarmente votata all’eccellenza agroalimentare in vari ambiti. Già all’atto della sua costituzione, la presidente Roberta Demartin è stata nominata nel consiglio direttivo di “Filiera Futura”: un importante riconoscimento dell’impegno di Fondazione Carigo nell’ambito della sostenibilità e dell’innovazione, asset fondamentali per lo sviluppo dei territori e che hanno contrassegnato le attività della Fondazione di questi anni, su tutti il programma triennale CarigoGreen3.

«La produzione agroalimentare di qualità è un settore centrale e strategico per il futuro dei territori», ha commentato la presidente Demartin. «Filiera Futura è un ottimo esempio di quello che noi Fondazioni consideriamo “progetto di sistema”, in cui si mettono insieme competenze e risorse in un ambito d’eccellenza per il nostro Paese, in questo caso quello agroalimentare, allo scopo di stimolare modelli innovativi di sviluppo. Per questo la Fondazione Carigo ha voluto sin da subito farne parte. Il momento che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo a causa del Covid-19 ci porta a riflettere su come la nostra vita sia cambiata drasticamente e sull’incertezza del futuro. Il dibattito che ne è scaturito ha allargato il ragionamento agli “stili di vita” e alla necessità di dare spazio a modelli di produzione e consumo più sostenibili. In tutti i nostri documenti programmatori l’Agenda 2030 e i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile sono la cornice alta, etica in cui ci muoviamo e ora diventano il riferimento imprescindibile delle nostre azioni».
Valutazioni che ben si sposano con la visione di Carlo Petrini, vero e proprio innovatore del settore che ha sottolineato come «la produzione agroalimentare diventerà nei prossimi anni il paradigma di una nuova economia strategica per il recupero della socialità e delle tradizioni, per garantire il presidio dei territori, anche di quelli marginali, e per la promozione della sostenibilità ambientale». Concetti che la Fondazione Carigo sta portando avanti in questo triennio, sempre all’insegna di innovazione, sostenibilità e recupero della memoria dei territori.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.

Le cucine del mondo da oggi in scena a “Gusti di Frontiera”

Il platano, lo yam, la patata dolce e la manioca fritti dal Camerun, il tè magrebino, il kebab, l’hummus e il kushari dell’Egitto, e, ancora, il “Ravitoto” dal Madagascar, piatto nazionale a base di carne di zebù, ma anche lo zafferano dell’Afghanistan, le specialità d’Oriente con la cucina indiana, tailandese, vietnamita e araba; un tripudio di wienerschnitzel, canederli, würstel e crauti dall’Austria, nonché tutti i gusti e i profumi dei Balcani, del Nord e Sud America così come del Nord e Sud Europa.
Il pianeta torna a tavola a Gorizia: taglio del nastro oggi per la 16ma edizione di “Gusti di Frontiera”, la più grande e frequentata kermesse enogastronomica del Nordest – promossa dal Comune di Gorizia con il contributo della Regione Fvg, della Camera di Commercio della Venezia Giulia e della Fondazione Carigo – che apre i confini del mondo all’insegna della cucina. «Sostengo da sempre che Gusti di Frontiera ha rappresentato un’anticipazione dell’Expo perché accende i riflettori sulla cucina dei tanti territori del mondo – commenta il sindaco, Rodolfo Ziberna – e, negli anni, la manifestazione è sempre cresciuta non solo in quantità ma anche in qualità. Contestualmente, soprattutto attraverso il Salotto del Gusto, si promuovono iniziative mirate a far conoscere e promuovere il territorio. E tutto senza perdere la sua straordinaria peculiarità: quella di essere una grande festa per tutti, un punto di ritrovo annuale, con gente che arriva da ogni parte d’Italia e dall’estero. E allora che la festa inizi, buon Gusti di Frontiera a tutti!».
Quella di quest’anno – in programma fino a domenica – si attesta già dai numeri come l’edizione dei record con ben 413 stand enogastronomici, il maggior numero di sempre, espositori in rappresentanza di ben 54 Paesi di tutti i continenti, distribuiti in una ventina di location, tra Borghi geografici e percorsi tematici. Non mancano celebri chef ospiti e personalità di spicco del mondo enogastronomico, culturale e artistico all’interno del “Salotto del Gusto”, la finestra culturale della kermesse a cura del Consorzio Collio, dell’Associazione Rosa di Gorizia e l’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia.

«Organizzare Gusti di Frontiera è un’esperienza straordinaria, che per mesi ti tiene l’adrenalina a 1000, con gli infiniti aspetti da curare, i problemi da risolvere, fino all’ultimo minuto e anche durante l’evento e migliaia di cose da seguire – spiega l’assessore ai Grandi Eventi, Arianna Bellan -, per questo ritengo doveroso esprimere un grande ringraziamento in primis al personale del Comune di Gorizia che, davvero, ogni anno ci mette l’anima e non solo, per organizzare questo grande evento, eccellenza goriziana».
Dopo l’apertura degli stand (dalle 17) alle 18 in piazza Sant’Antonio la giovane cantante goriziana Tish, tra le più amate protagoniste dell’ultima edizione del talent show “Amici”, darà avvio ufficiale a questa nuova edizione con il taglio del nastro seguito dai saluti istituzionali. Alle 21.30 Tish si esibirà in concerto, nello stesso luogo, ad ingresso libero.

Tish oggi taglierà il nastro.

GLI CHEF OSPITI

Spazio al “Salotto del Gusto” in questa prima giornata ad una delle presenze più attese di quest’anno, quella dello chef Antonio Lamberto Martino protagonista di un live-cooking con le farine (ore 19.45) proposto nell’ambito degli attesi laboratori con celebrity chef che anche quest’anno offriranno un’esperienza formativa e degustativa agli appassionati: tutti gli interessati a partecipare al laboratorio si devono presentare alle 17 allo stand del Comune di Gorizia per ritirare il numero che sarà poi estratto a sorte. Gastronomo, panificatore, critico gastronomico e tecnico della degustazione mediterranea, Antonio Martino, “il Re dei lieviti”, è salito alla ribalta televisiva con la partecipazione al contest “Bake Off Italia” ed è attualmente giudice alla “Prova del cuoco” su Rai1.
A precedere il laboratorio, nell’Area Talk in programma l’incontro (ore 19.00) “Il pane siamo noi”, con il Maestro Antonio Lamberto Martino, Marco Colognese (food writer e critico gastronomico, giornalista, Guide Espresso, La Repubblica Sapori), Giulia Ubaldi (antropologa del cibo, giornalista per Vanity Fair, Scatti di Gusto, La cucina italiana),  Matteo Iordan (panificio Iordan e capo categoria del settore Alimentazione Confartigianato Gorizia) e Molino Tuzzi (Dolegna del Collio). A presentare l’incontro la giornalista Marina Presello e conduzione di Marco Colognese. A suggellare la presenza di Antonio Lamberto Martino il collegamento video con Matera, Città Europea della cultura 2019: un momento intimamente legato al tema della giornata, vista la fama internazionale di cui godono il pane e i panificatori lucani ma anche di buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica 2025. La serata sarà conclusa dal laboratorio di chef Roberto Franzin e dell’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia su ”La Ribolla di Oslavia e le farine Macino.
La grande festa del cibo dal mondo, vera e propria expo annuale che porta la città di Gorizia nel novero delle più importanti manifestazioni di settore, proseguirà tra infinite suggestioni di gusti e prodotti fino a domenica, proponendo come “new entry” dell’anno l’Africa, protagonista di un nuovo Borgo geografico. Non manca naturalmente anche tutto il cibo più rappresentativo delle regioni italiane, un focus su quello del Friuli Venezia Giulia e il Borgo Street Food con le più amate proposte del cibo di strada, anche regionale, come il frico sullo stecco.
Ulteriore celebrity guest chef, il pastry chef noto a livello internazionale Damiano Carrara protagonista del Salotto domani. Attuale giudice del talent show di pasticceria “Bake off Italia”, il lucchese Carrara – che ha al suo attivo due libri di ricette Dolce Italia e A Taste of Italy – ha trovato fama immediata negli Stati Uniti, e precisamente in California, dove ha aperto il Carrara Pastries: domani condurrà un laboratorio di pasticceria aperto agli appassionati con le medesime modalità di partecipazione a sorteggio (biglietti da ritirare allo stand ufficiale del Comune di Gorizia).

Antonio Lamberto Martino

Damiano Carrara

ANNULLO POSTALE

In occasione della 16esima edizione di Gusti di Frontiera, l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Gorizia promuove, in collaborazione con Poste Italiane e con il patrocinio del Comune di Gorizia, 3 annulli postali speciali recanti la riproduzione del manifesto della manifestazione accompagnato dalle scritte “Gusti di Frontiera 2019″ e, rispettivamente, le date di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 settembre 2019.
Gli annulli sono presenti su 3.000 cartoline stampate per l’occasione e dedicate a Gusti di Frontiera e alla città di Gorizia, raffiguranti il manifesto della manifestazione e una composizione fotografica di Pierluigi Bumbaca. Ad impreziosire l’iniziativa, tutte le cartoline da annullare sono affrancate con il francobollo emesso da Poste Italiane nel 2001, in occasione delle celebrazioni per il Millenario della città di Gorizia, una rarità filatelica ritrovata negli archivi di Poste Italiani, imperdibile per i collezionisti ma anche per chi vuole conservare un ricordo ancora più speciale di questa edizione di Gusti di frontiera.
Le cartoline hanno un costo di 3 euro l’una e possono essere acquistate secondo il seguente calendario: oggi, piazza Sant’Antonio, dalle 16 alle 20; domani, via Garibaldi (davanti teatro Verdi), dalle 14 alle 20; sabato, via Garibaldi (davanti teatro Verdi), dalle 14 alle 20; domenica (salvo esaurimento scorte), via Garibaldi (davanti teatro Verdi). Da lunedì 30 settembre, eventuali cartoline ancora disponibili potranno essere acquistate nella sede centrale di Poste Italiane a Gorizia.

UNA WEBAPP

Per l’evento goriziano, Insiel ha realizzato una webapp che permette ai visitatori di navigare sulla mappa digitale della manifestazione e di ottenere, sul proprio smartphone, le informazioni sul posizionamento degli stand degli espositori e i prodotti enogastronomici offerti. Il motore di ricerca integrato nella mappa permette di ricercare per parola chiave gli stand sia per nome che per prodotto e una volta individuato visualizzare i dati sulla proposta gastronomica e il percorso per raggiungerlo. La ricerca senza la digitazione di un testo determina l’elenco di tutti i borghi presenti. Sono evidenziati anche tutti i parcheggi disponibili con relativi percorsi e orari, la stazione con i treni speciali, il treno transfrontaliero e gli eventi che caratterizzeranno la manifestazione. Una nuova funzionalità permette anche di salvare tra i preferiti gli stand di proprio interesse, creando così il proprio percorso personalizzato all’interno della manifestazione. Per quanto riguarda la sicurezza c’è l’evidenza delle uscite e delle vie di fuga. La web app è raggiungibile da smartphone e pc al seguente indirizzo: https://gustidifrontiera.regione.fvg.ithttps://gustidifrontiera.regione.fvg.it

Grande folla nell’edizione del 2018.

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In copertina, la cucina orientale protagonista a “Gusti di Frontiera”.

Collio, un laboratorio a cielo aperto di sviluppo sostenibile

di Gi Elle

Questo pomeriggio, a Cormons, il Collio sarà protagonista di una importante iniziativa, nell’ambito delle Linee strategiche per l’azione della Fondazione Carigo tra natura, cultura e sviluppo locale. La presidente della Fondazione stessa, Roberta Demartin, illustrerà infatto alla stampa e al pubblico il progetto “Collio: laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”. L’appuntamento è fissato oggi alle 15 nella sala civica di palazzo Locatelli, in piazza XXIV Maggio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha avviato nel 2018 il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, che delinea le linee strategiche per il dispiegamento della sua azione nel triennio 2018-2020. Dopo la prima fase, realizzata nel 2018 con il progetto pilota dedicato al Monte San Michele, volto alla valorizzazione della memoria storica della Grande Guerra in chiave multimediale, il 2019 vede al centro un’altra area interna dell’Isontino: il Collio, appunto, raccontato attraverso i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite. Il Collio come “laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile” è, infatti, il leitmotiv dell’intervento che si fonda su un approccio esperienziale e interattivo, incentrato allo stesso tempo su innovazione e autenticità e sull’importanza e il recupero delle connessioni lente. Le storie di luoghi, persone, prodotti e peculiarità del territorio diventano dunque un varco per entrare in relazione con il territorio stesso, per scoprire il paesaggio attraverso un’esperienza immersiva in cui l’emozione gioca un ruolo di primo piano.

Sono previsti gli interventi di Roberto Felcaro, sindaco di Cormòns; Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, su “Fondazione CariGO GREEN³: rendere visibile l’invisibile”; Luca Fontana, Thiel Società Cooperativa, “Un anno sul Carso: il Museo del Monte San Michele oggi”; Andreas Kipar, Presidente e CEO LAND Srl, “Collio, laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”; Enrico Degrassi, CEO Ikon Digital Agency, “La tecnologia a sostegno dello sviluppo del territorio”. Seguirà un brindisi nei locali dell’Enoteca di Cormons. Nella stessa Enoteca, al termine dell’incontro, saranno disponibili i visori VR per vivere l’esperienza immersiva proposta al Museo del Monte San Michele di Sagrado.

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In copertina e all’interno del Collio, zona di sviluppo e sostenibilità.