Fotovoltaico nelle aziende agricole Fvg: 10 milioni dalla Regione, via al bando

Approvata dalla Giunta regionale – su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier – la delibera che dà il via libera al nuovo bando per la concessione di contributi a favore delle imprese attive nella produzione agricola per l’installazione di impianti fotovoltaici in attuazione di quanto previsto dalla legge regionale 13 del 10 agosto scorso, assestamento di bilancio per gli anni 2023-2025.

Stefano Zannier

“I contributi previsti dal bando – ha spiegato Zannier – hanno l’obiettivo di promuovere l’impiego delle fonti energetiche rinnovabili e ridurre le emissioni, nonché di sostenere le spese per l’installazione di impianti di energia rinnovabile e di consentire alle imprese agricole di incrementare le proprie capacità di resilienza e concorrere attivamente al raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica. Gli impianti fotovoltaici sono da realizzare sulle coperture dei fabbricati e dei manufatti rurali di proprietà di aziende che hanno unità produttive in Friuli Venezia Giulia. La dotazione complessiva del bando è di dieci milioni di euro per l’anno 2023 e qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse si procederà con gli scorrimenti delle domande presentate”.
Le richieste dovranno essere presentate, attraverso la modalità a sportello, nel periodo compreso tra il 7 settembre prossimo e il 31 dicembre 2023. Le richieste con la documentazione allegata vanno inoltrate alla Direzione centrale risorse agroalimentari forestali e ittiche, Servizio competitività sistema agroalimentare tramite posta elettronica certificata all’indirizzo competitività@certregione.fvg.it.
Come detto, la dotazione finanziaria complessiva è di 10 milioni di euro così suddivisi: 6 milioni per le imprese attive prevalentemente nel settore della zootecnia, seminativi, orticoltura e floricoltura; 4 milioni di euro per le aziende agricole che operano negli altri settori. La potenza massima degli impianti finanziabili è stabilita in 130 chilowatt picco.
I contributi saranno concessi nella misura del 40 per cento delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, e comunque entro il limite massimo di 1.300 euro per chilowatt di potenza installata e del 100 per cento per quanto riguarda la rimozione, lo smaltimento e il rifacimento di coperture in amianto o fibrocemento sulle quali viene posizionato l’impianto, nei limiti massimi di 65 euro al metro quadro nel caso di rifacimento di coperture in amianto e di 55 euro al metro quadro nel caso di rifacimento di coperture in fibrocemento.
La potenza massima degli impianti finanziabili è compresa tra 20 kWp (chilowatt-picco) e 130 kWp. Vengono inoltre anche previsti contributi fino al 40 per cento per le spese tecniche legate alla realizzazione dell’impianto e per gli oneri assicurativi.

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In copertina, impianti fotovoltaici installati sulle coperture di un allevamento bovino.

Con Ortogiardino (fino a domani a Pordenone) un assaggio di normalità

«Con l’avvio di questa tradizionale fiera, che da anni sa attrarre il grande pubblico, possiamo dire che vi sia uno scorcio di primavera non solo dal punto di vista meteorologico ma anche sociale, con una ripresa della normalità che porta i visitatori all’interno dei padiglioni espositivi pordenonesi». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Foreste e Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla cerimonia di inaugurazione della 41ma edizione di Ortogiardino, il Salone della floricoltura, orticoltura, vivaismo in programma alla Fiera di Pordenone fino a domani 13 marzo.

Alla presenza del presidente dell’Ente di viale Treviso, Renato Puiatti, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in evidenza l’importanza di questa manifestazione che nel tempo ha sempre riscosso un grande successo di pubblico, richiamando visitatori non solo da fuori regione ma anche dalle vicine Slovenia, Croazia e Austria.
«Il florovivaismo – ha spiegato Zannier a margine della cerimonia – è stato un settore che ha sofferto molto soprattutto nel periodo del primo lockdown ma che adesso vede i segni della ripresa, trainato principalmente dalla voglia che tutti hanno di tornare all’aria aperta e alla quotidianità, mettendo in atto quelle pratiche come il giardinaggio che danno grande soddisfazione personale. L’interesse che c’è verso questo comparto è testimoniato anche dal grande numero di persone che già dalle prime ore di questa mattina, all’apertura della rassegna, stanno frequentando i padiglioni della Fiera di Pordenone».
L’assessore regionale ha fatto poi visita allo stand della Regione Fvg allestito dal servizio Gestione forestale e produzione legnosa e successivamente a quello della Coldiretti, dove sono state presentate alcune peculiarità a chilometro zero del Friuli Venezia Giulia proposte da Campagna amica. «In occasioni come queste – ha detto Zannier -, grazie agli chef del nostro territorio, i prodotti dell’eccellenza agroalimentare regionale diventano piatti di indiscusso valore. La presenza della Regione vuole testimoniare l’attenzione che l’Amministrazione dedica ad un importante comparto della nostra economia, dove diventa sempre più strategico compiere un lavoro di squadra per venire incontro alle esigenze espresse da chi opera in questo settore».

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In copertina, uno scorcio di Ortogiardino; all’interno, la visita dell’assessore regionale Stefano Zannier.

Fiume Veneto, come l’ortofloricoltura combatte l’emarginazione

Imparare le tecniche per coltivare piante da orto e fiori, binomio di formazione e integrazione sociale per persone svantaggiate: questo l’obiettivo del corso professionalizzante in Tecniche di Orticoltura e Floricoltura, conclusosi recentemente alla Cooperativa sociale Il Seme Onlus di Fiume Veneto. Il progetto è stato curato dall’ente di formazione Soform Scarl, ente di Confcooperative Pordenone, nell’ambito del Programma specifico 18/18 “Formazione a favore di persone svantaggiate, a rischio di esclusione, marginalità, discriminazione” del Por Regione Fvg, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo. Fondamentale anche in questa occasione il supporto del Dipartimento di Salute Mentale dell’AAS5 di Pordenone che ha dato il suo contributo alla Cooperativa Il Seme fin dal 1981. Il direttore del Dipartimento, dottor Fulvio Tesolin, ha sostenuto la realizzazione del corso rivolto agli utenti, al fine di promuovere l’inserimento lavorativo e l’integrazione sociale di persone in stato di disagio ed emarginazione.
Alla consegna degli attestati ai partecipanti è intervenuta anche la responsabile del Dipartimento di Salute mentale dell’AAS5 di Pordenone, dottoressa Carmen Schifilliti. “Un’iniziativa – ha affermato la  presidente de Il Seme, Laura Lenardon – davvero preziosa per le reti sociali del nostro territorio: un modo per non escludere, anzi favorire l’inserimento socio lavorativo di persone svantaggiate”.

La consegna degli attestati.


Attualmente vi sono 55 mila metri quadri di superficie agricola coltivata dalla cooperativa, in convenzione con il Comune di Fiume Veneto, che garantisce una produzione di ortaggi freschi, piante da orto e da fiore, tutti venduti per la maggior parte a privati nella bottega collocata nella sede. Da circa un anno, Il Seme commercializza l’innovativo prodotto “Le Conserve del Seme”, realizzato con verdure e frutti coltivati direttamente dai suoi utenti, tra i quali quelli inseriti nel progetto di reinserimento lavorativo.
“Una chiara testimonianza – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – di come il lavoro sinergico tra vari attori cooperativi permetta di realizzare progetti dal grande valore sia sociale che economico. Il cammino formativo realizzato da Soform e Il Seme insieme al Dipartimento di Salute Mentale è una buona pratica da far conoscere per il suo grande valore umano“.

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In copertina e qui sopra i lavori in campagna e la vendita dei prodotti alla cooperativa sociale.