Turismo enogastronomico, un Tavolo per puntare alla ripresa post-pandemica

(g.l.) Ora c’è, a livello nazionale, anche il Tavolo del Turismo enogastronomico. Un percorso partito con il “Patto di Spello”, siglato sei mesi fa. Un accordo che ha visto per la prima volta le più importanti organizzazioni del settore mettere a punto un piano condiviso con l’obiettivo di superare il terribile momento di crisi e, soprattutto, di preparare nel migliore dei modi la ripartenza post-pandemica. Un obiettivo cui si guarda con grande impazienza anche nel Friuli Venezia Giulia, perché anche qui l’emergenza sanitaria e i provvedimenti adottati per contenerla hanno causato gravissimi danni alla ristorazione e al mercato vitivinicolo che vi è strettamente collegato.
Associazione Città del Vino, Associazione Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino, Turismo dell’Olio, Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, nonché Unione Italiana Vini: sono queste le realtà che compongono una squadra che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, quel turismo enogastronomico che costituisce non solo un fondamentale volano economico ma anche un elemento di identità, un quid plus di storia, cultura e tradizione che il mondo ci invidia e che fa del nostro Paese una delle mete più ambite per i turisti di ogni latitudine. Un comparto, appunto, drammaticamente segnato dagli effetti del Covid-19, ma che mostra una fortissima voglia di ripresa. Che, ovviamente, non poteva prescindere da un’idea di unità tra gli attori principali del settore, prima, e da un confronto con le istituzioni ora.
Ed è esattamente quanto accaduto quando, a seguito dell’invio di un documento congiunto, le sei organizzazioni hanno ottenuto un incontro con Gian Marco Centinaio, sottosegretario di Stato per le Politiche agricole e forestali, nel corso del quale è stato costituito ufficialmente il Tavolo del Turismo enogastronomico.  Si è trattato di un confronto sereno e costruttivo – hanno sottolineato tutti i componenti del Tavolo – che ha offerto l’opportunità di illustrare la situazione del comparto ma, soprattutto, di richiedere un coinvolgimento attivo nell’attuazione delle politiche relative al “Piano nazionale di ripresa e resilienza” e nella concertazione delle strategie indispensabili per affrontare nel migliore dei modi la fase post-crisi. Un incontro che conferma e dà un primo seguito alle linee guida tracciate dal premier Mario Draghi, il quale ha sottolineato l’importanza del turismo per Italia, la sua necessaria ripartenza e la funzione strategica della Carta verde.
Una richiesta precisa dunque quella rivolta a Centinaio da parte dei componenti del Tavolo: «Siamo una realtà composita che ha superato gli interessi singoli a favore di un comune intento derivante dalla consapevolezza del complesso universo che rappresentiamo. Il nostro settore è strategico e chiediamo di essere considerati un interlocutore privilegiato che possa contribuire alla maggiore sintonia tra privato e pubblico. Ci auguriamo di poter avviare una consultazione permanente con i referenti istituzionale con cui poterci confrontare e ai quali fornire supporto es esperienza».
Apprezzamento per l’iniziativa e per la rapidità della stessa da parte dell’esponente del Governo. Il sottosegretario ha sottolineato l’assoluto bisogno di concretezza e la necessità di accelerare le azioni, anche in vista dell’imminente stagione turistica estiva: occorre trasferire al Ministero di via XX Settembre la necessità di considerare la voce del Turismo enogastronomico come fondamentale. Sì, dunque, alla creazione del Tavolo permanente con partecipazione attiva delle istituzioni. L’ex ministro dell’Agricoltura ha anche sottolineato l’importanza di dare seguito alla richiesta di attuazione della legge sull’oleoturismo.
Tanti, dunque, i temi sul tavolo: dall’attuazione della legge sull’oleoturismo alla promozione alla digitalizzazione, dalle infrastrutture alla formazione professionale, dalla tutela ambientale alla comunicazione, passando per un portale nazionale dedicato e la creazione di un protocollo sulla cura e manutenzione del paesaggio, l’ideazione di una segnaletica puntuale, la rivalutazione dei nostri bellissimi borghi.
«Gli argomenti trattati sono stati moltissimi e tutti di grande interesse – hanno concluso i componenti del Tavolo del Turismo enogastronomico -, ma per noi è stato fondamentale il fatto di aver sentito vicino il Governo che ha evidentemente compreso il nostro ruolo che in questo momento è quello di rappresentare milioni di Italiani e un sistema variegato fatto di artigiani del gusto, di imprenditori, di agricoltori, di Comuni, di ristoratori e albergatori. Il turismo e l’enogastronomia, soprattutto quando si uniscono in questo straordinario binomio, sono la spina dorsale del nostro Paese, il motore che ci farà ripartire, il biglietto da visita che fa dell’Italia un unico assoluto».

I componenti del Tavolo

Nicola D’Auria, presidente Movimento Turismo del Vino

«Come Movimento Turismo del Vino, un’Associazione nata nel 1993 dall’intuizione di un gruppo di vignaioli e oggi ente non profit con oltre 800 cantine socie fra le più prestigiose d’Italia, il nostro preciso obiettivo è quello di promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione, con la conoscenza diretta dell’attività vitivinicola e il contatto ravvicinato con chi il vino lo fa da decenni, spesso di generazione in generazione. Solo qualche numero: 2,65 miliardi di euro di fatturato e 15 milioni di enoturisti stimati secondo il 16° Rapporto sul Turismo del Vino, numeri che esprimono concetto di enoturismo in Italia.Ecco perché siamo fortemente convinti che il binomio vino e turismo sia uno degli asset sui quali costruire la tanto attesa ripartenza del nostro Paese, vale a dire del comparto turistico, dell’economia rurale e dell’economia in generale e siamo quindi davvero soddisfatti della sinergia raggiunta con le altre organizzazioni e dall’apprezzamento della nostra iniziativa da parte del sottosegretario Gian Marco Centinaio che ringraziamo per la positiva adesione».

Floriano Zambon, presidente Associazione Città del Vino

«L’incontro con il sottosegretario Centinaio è stato molto positivo, con l’accoglimento della nostra richiesta di sedere al tavolo della concertazione sui temi del mondo del vino e dell’enoturismo. Dobbiamo metterci subito l lavoro perché i tempi stringono: le aperture previste dal Governo nei prossimi giorni fanno presagire una ripresa delle attività economiche legate al turismo enogastronomico che dobbiamo assecondare. I territori del vino sono pronti, occorre dare loro strumenti adeguati e la formazione di cui c’è bisogno».

Sebastiano de Corato, consigliere responsabile Tavolo enoturismo per Unione Italiana Vini

«Come Unione Italiana Vini siamo molto contenti di essere entrati a far parte del “Patto di Spello” mettendo a disposizione di questo gruppo di lavoro la nostra struttura ed esperienza nella collaborazione e interazione con il decisore pubblico e in particolare con il ministero dell’Agricoltura sui temi di interesse del settore. L’enoturismo è un settore di attività complementare per le aziende vinicole, ma si è molto sviluppato negli ultimi 20 anni diventando significativa fonte di ricavi, valorizzazione delle produzioni e sviluppo dei territori ed è ormai diventato un pilastro fondamentale in particolare nella prospettiva della ripartenza delle attività turistiche. Abbiamo con grande piacere l’attenzione e l’impegno del governo sul tema e insieme siamo pronti a dare il nostro contributo».

Donato Taurino, presidente Movimento Turismo dell’Olio

«L’anno che ci aspetta sarà ancora colmo di incertezze, pertanto bisogna necessariamente sfruttare questo periodo per programmare il futuro. Per noi è stato un anno di nascita, il Movimento Turismo dell’Olio è un Consorzio di soli due mesi di vita, ma con 20 anni di esperienza alle spalle ereditata dai consorziati regionali e già sta crescendo con l’ingresso di nuove regioni. Una volontà di fare sistema che esprime decisamente un desiderio di ripresa organizzata e programmata, a partire dal turismo. Il turismo enogastronomico che rappresenta uno dei principali motivi di scelta di viaggio nel nostro bel Paese. Frantoi ipogei, ulivi secolari e la grande varietà delle nostre 535 cultivar attraggono sempre più gli appassionati dai diversi angoli del pianeta. Un pianeta che, purtroppo, è stato violentato dalla mano dell’uomo, ma non dagli agricoltori che oggi rappresentano le sentinelle dei territori da difendere per un futuro migliore per i nostri figli. C’è molto da fare, a partire dall’attuazione della legge sull’oleoturismo, legge che ci consentirà di svolgere pienamente il compito che ci siamo dati. Le nostre Aziende vanno formate, aggiornate e sostenute. Il sottosegretario Gian Marco Centinaio ci ha rassicurato sul suo interessamento per verificare l’iter dell’approvazione».

Michele Sonnessa, presidente Associazione Città dell’Olio

«Esprimo grande soddisfazione per l’esito di questo incontro odierno e la costituzione del Tavolo del Turismo enogastronomico. Le Città dell’Olio sono orgogliose di essere tra le prestigiose organizzazioni che hanno dato vita al “Patto di Spello”. Una squadra unita nel perseguire l’obiettivo comune di promuovere la ripartenza del turismo enogastronomico, settore trainante dell’economia italiana e asset fondamentale del Made in Italy, che in questo periodo ha subito una pesante battuta di arresto. Come Città dell’Olio confermiamo la volontà di mettere a disposizione il nostro impegno più che ventennale nella promozione della cultura dell’olio e nella valorizzazione del paesaggio olivicolo e tutto l’investimento che su attività a sostegno del turismo dell’olio stiamo mettendo in campo. I 375 territori a vocazione olivicola che rappresentiamo sono pronti a raccogliere la sfida dell’approvazione dei decreti attuativi della legge sull’oleoturismo, che non è più rimandabile. E’ tempo di fare scelte concrete a partire dall’avvio di una concertazione seria che non potrà non tener conto della voce degli operatori del settore che in questi mesi hanno continuato a resistere nonostante le difficoltà».

Paolo Morbidoni, presidente della Federazione Italiana delle Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori

«Sono molto contento che l’idea che era alla base del “Patto di Spello” stipulato lo scorso novembre tra le nostre associazioni e cioè lavorare insieme su progetti strategici per il paese ed essere protagonisti di una interlocuzione costante con gli organi decisori sia a livello di governo che regionali, stia cominciando a dare frutti importanti. Il sottosegretario Centinaio è molto in sintonia con questa visione e il Tavolo operativo che si costituirà può rappresentare davvero il luogo virtuoso della relazione e della governance, come mai avvenuto in passato».

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In copertina, una bella immagine della viticoltura collinare in Friuli Venezia Giulia dove l’enoturismo riveste grande interesse.

Le 25 “Città del Vino” del Vigneto Fvg affidate ancora a Tiziano Venturini

(g.l.) Piena fiducia e generale apprezzamento per l’attività svolta: così Tiziano Venturini, già sindaco di Buttrio, è stato confermato all’unanimità quale coordinatore delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Una importante realtà che raggruppa i territori a maggior vocazione vitivinicola della nostra regione, ai quali si stanno per aggiungerne altri.
Nel corso della prima assemblea del 2021 tenutasi in modalità online, e nella quale è stato anche programmato il calendario degli appuntamenti del nuovo anno, Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo appunto di Buttrio – uno dei luoghi più blasonati dei Colli orientali del Friuli, famoso per la Fiera regionale dei vini, la più vecchia d’Italia -, è stato quindi rieletto coordinatore. Il quale ha poi proposto la riconferma, anch’essa approvata con voto unanime, quale vice, di Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo. Confermati nel coordinamento Ilaria Peloi, assessore alle attività produttive di Casarsa della Delizia, e Giorgio Cattarin, in rappresentanza di Cormòns. Non si è invece ricandidato il sindaco di Trivignano Udinese Roberto Fedele, al quale è andato il plauso per il lavoro svolto in seno al coordinamento in questi anni. Con l’occasione, è stato deciso l’allargamento del coordinamento stesso da 5 a 7 membri: sono stati eletti quindi anche Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, Lara Tosolini, consigliere delegato per la promozione agroalimentare e rapporti con le Città del Vino di Cividale del Friuli, e l’ambasciatore delle Città del Vino, Gianpiero Colecchia, in rappresentanza di Duino Aurisina.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.


Altra novità l’apertura di un collegamento operativo strutturale con il mondo delle Pro Loco, da tempo protagoniste assieme alle Città del Vino nell’organizzazione di eventi in Friuli Venezia Giulia, a partire dal rinomato “Calici di Stelle” in estate: per questo Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa (la quale, caso unico in Italia, è anch’essa membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) parteciperà ai lavori del coordinamento per i progetti che interessano le Pro Loco.
«Grazie all’assemblea di amministratori – ha commentato a nome di tutto il coordinamento, Tiziano Venturini – per la fiducia dataci: siamo pronti non solo a continuare ma anche ad ampliare il gran lavoro svolto in questi anni, allargando il coordinamento a nuovi membri, in rappresentanza così di tutti i territori vinicoli regionali, e al mondo delle Pro Loco ne è testimonianza. Neanche nel 2020 segnato dall’emergenza sanitaria ci siamo fermati, proponendo tra le altre cose nello scorso mese di agosto un’edizione di “Calici di Stelle” con numeri in linea con le edizioni pre-pandemia. Ci sono vari progetti, dall’Erasmus vinicolo per gli studenti europei alla vendemmia turistica, dalla sostenibilità ambientale ai nuovi regolamenti di polizia rurale con l’Università di Udine, che stiamo portando avanti e di cui daremo notizia nelle prossime settimane».
In apertura di assemblea è intervenuto il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, di Conegliano: essendo in scadenza, il suo è stato un saluto di fine mandato a una realtà regionale come quella del Friuli Venezia Giulia con le quali c’è stata una positiva e intensa collaborazione. «Grazie al coordinamento, agli ambasciatori e a tutte le Città del vino regionali per il percorso fatto assieme – ha affermato – e in particolare a Duino Aurisina per la sua candidatura a Città Italiana del Vino 2021, con un progetto giudicato tra i migliori tre e che pone ottime basi per successive candidature». Presenti, oltre a sindaci e consiglieri comunali, pure gli ambasciatori delle Città del Vino Loris Basso (presidente anche dell’Ente Friuli nel Mondo e leader del Ducato dei vini friulani), Piero Bertossi, Claudio Fabbro, Venanzio Francescutti, Claudio Colussi e Gianpiero Colecchia.
Le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. In più, come detto, anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale.

Un brindisi beneaugurante.

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In copertina, Tiziano Venturini confermato leader delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

 

Città del Vino Fvg ed enoturismo: il 2021 si apre con il progetto Erasmus

Un progetto Erasmus dedicato alla reciproca conoscenza tra i vari territori vinicoli d’Europa, che l’associazione nazionale Città del Vino sta coordinando in Italia come capofila e che sta vedendo le prime adesioni anche da parte delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. “Wine_Me: Transnational Approach towards Food and Wine Tourism” è un’azione del progetto Erasmus + 2021-2027 dell’Unione europea che prevede, quando l’emergenza Coronavirus lo permetterà, di assegnare delle borse di studio che daranno ai giovani studenti italiani beneficiari l’opportunità di formarsi e ampliare le proprie competenze professionali all’estero per un periodo massimo di quattro mesi in zone vinicole europee. Le borse di studio copriranno i costi di viaggio, alloggio, vitto, assicurazione, volo andata e ritorno per ciascun partecipante, oltre alla ricerca dell’azienda idonea al profilo e alle caratteristiche di ognuno di loro. Allo stesso tempo prevede di ospitare in regione studenti stranieri provenienti da scuole e università agrarie, alberghiere e di indirizzo turistico del continente per conoscere le particolarità delle zone Doc del Friuli Venezia Giulia.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.

“Un progetto – ha commentato Tiziano Venturini (Buttrio), coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – che è anche un messaggio di speranza per un 2021 che confidiamo possa far riprendere la serie di scambi nazionali e internazionali attraverso la nostra associazione. Per farci trovare pronti stiamo chiedendo ai Comuni delle Città del Vino di aderire”. “Inoltre – ha aggiunto Maurizio D’Osualdo (Corno di Rosazzo), vicecoordinatore regionale – stiamo coinvolgendo gli istituti professionali agrari, alberghieri e turistici regionali affinché possano segnalare i propri studenti meritevoli dell’assegnazione delle borse di studio. Dalla reciproca conoscenza possono nascere nuove collaborazioni che apriranno strade future per l’intero comparto del nostro enoturismo: ecco perché a breve esporremo il progetto pure ai diversi Consorzi di tutela delle nostre zone Doc e alle associazioni di categoria”.
Ricordiamo, infine, che le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia all’associazione nazionale presieduta da Floriano Zambon (Conegliano) sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano.

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In copertina, vigneti friulani pronti per la potatura invernale.

 

Barolo nel 2021 sarà prima Città Italiana del Vino. Un plauso a Duino Aurisina

di Giuseppe Longo

Sarà il Piemonte, con la magnificenza di Barolo, e non il Friuli Venezia Giulia che vi aspirava con la piccola Duino Aurisina, a esprimere la Città Italiana del Vino 2021. Alla località del Carso Triestino è stata però riconosciuta la sua importanza all’interno di una rinomata zona Doc, tanto che le è stata assegnata una menzione speciale, come alla ben più nota Montepulciano, sulle colline senesi, che pure ambiva al prestigioso riconoscimento. Per cui entra nella lista d’attesa la cittadina del costone carsico che, come è noto, stamane celebra una delle sue perle enologiche, la Vìtovska, nell’ambito della Giornata mondiale dell’enoturismo.

Il Nebbiolo.

Il famosissimo Comune delle Langhe è dunque la prima Città Italiana del Vino, quella che rappresenterà tutte le altre per un anno intero a livello nazionale fruendo altresì di una serie di benefici. Lo ha deciso ieri la commissione incaricata dall’Associazione Nazionale Città del Vino di scegliere, secondo specifici parametri quantitativi e qualitativi, tra le sette candidature pervenute attraverso altrettanti dossier inviati in risposta al bando lanciato per la prima volta dall’Associazione e aperto a tutte le Città associate. Al concorso hanno partecipato sette Comuni, per cui, accanto ai tre citati, c’erano anche Bianco (Reggio Calabria), Montespertoli (Firenze, Toscana), Taurasi (Avellino, Campania) e Tollo (Chieti, Abruzzo). Come si diceva, due le menzioni speciali decise dalla commissione, a conferma della qualità complessiva dei dossier di candidatura presentati, appunto Montepulciano e Duino Aurisina. E che saranno sicuramente tenute in considerazione quando si tratterà di scegliere la prossima Città da far emergere a livello nazionale.
Ma per quella vincitrice, cioè Barolo, cosa significa questa importante e ricercata attribuzione? Che per l’intero corso del 2021 il suo territorio sarà animato da un ricco, articolato e variegato programma di iniziative che porrà questa zona all’attenzione del Belpaese per 365 giorni grazie ad una serie di eventi che avranno il vino e l’intera filiera in primo piano. Quindi, una indubbia occasione per valorizzare ulteriormente la “regina” delle Langhe, conosciuta in tutto il mondo, attraverso un vino – il Barolo Docg, appunto, ottenuto esclusivamente da uve di Nebbiolo – che è un indiscusso alfiere dell’enologia italiana di alta qualità.

“Insignire Barolo del titolo “Città Italiana del Vino 2021” – afferma Floriano Zambon, presidente dell’Associazione nazionale – è un riconoscimento del lavoro e dell’impegno del Comune nell’aver saputo valorizzare l’indissolubile legame del suo territorio con il vino e l’enogastronomia oltre, naturalmente, a premiare le sue produzioni di eccellenza, che nascono dai sacrifici di viticoltori appassionati, il cui lavoro è fondamentale non solo per la produzione di ottimi vini, ma anche per il prezioso ruolo di sentinelle di un territorio di qualità, anche dal punto di vista della sostenibilità e della tutela dell’ambiente, oggi anche Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco”. “È stato difficile giungere alla scelta finale – aggiunge il leader nazionale delle Città del Vino, delle quali ben 25 sono espresse dal Vigneto Fvg – a conferma della validità dei dossier presentati da sette Comuni. Abbiamo comunque colto gli obiettivi che ci eravamo posti con l’avvio di questa prima edizione: mettere in risalto la cultura enologica ed enoturistica di un territorio, la sua influenza nella società e nell’economia locale; inoltre, vogliamo promuovere tutte quelle buone pratiche che valorizzano la biodiversità, la tutela dell’ambiente e che possano portare benefici anche permanenti in termini di servizi, infrastrutture, eventi”.  Secondo lo spirito per cui è stato ideato, il concorso deve essere uno stimolo per l’intera comunità locale, al fine di incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, delle categorie sociali ed economiche e del volontariato nei progetti proposti, con uno sguardo anche oltre i propri confini, consolidando legami con il territorio regionale e con altri territori vitivinicoli italiani. Le  25 Città Fvg, coordinate da Tiziano Venturini, sono dunque Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio e, appunto, la stessa Duino Aurisina. Ma anche Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Come si ricorderà, Moraro e Povoletto sono le ultime arrivate nell’importante elenco tricolore e festeggiate con la bandiera dell’Associazione.

La Vìtovska.

Infine, come si diceva, oggi è in programma la Giornata Mondiale dell’Enoturismo 2020 promossa da Recevin in collaborazione con le Associazioni nazionali delle Città del Vino europee. Pertanto, proprio in questo contesto, ricordiamo l’iniziativa (dalle 10) che il Comune di Duino Aurisina ha dedicato al tema “Vìtovska, un vino un territorio”. Al pregiato bianco del Carso triestino sarà riservato un interessante approfondimento che sarà diffuso in diretta su YouTube con la partecipazione di vitivinicoltori, pubblici amministratori e rappresentanti delle organizzazioni produttive. Il mancato riconoscimento nazionale indubbiamente sarà una delusione – Duino Aurisina e l’intera Doc Carso, infatti, ci tenevano moltissimo – che però deve essere soltanto passeggera. Anzi, dovrà offrire lo stimolo per fare ancora meglio per valorizzare questi vigneti “eroici”, coltivati su pastini rubati alla roccia e  sferzati dalla gelida Bora, prenotando fin d’ora una nuova candidatura. Perché la prossima volta, grazie alla ricca e puntuale documentazione presentata, potrebbe andare meglio. Dopo tutto, la difficile viticoltura del Carso lo merita!

Vigneti a Duino Aurisina.

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In copertina, ecco una immagine di Barolo, nella prestigiosa zona Docg delle Langhe in Piemonte.

Anche a Povoletto la bandiera delle Città del vino che ora sono 25 in Fvg

di Gi Elle

E ora le Città del vino del Friuli Venezia Giulia sono salite a 25 con la new entry di Povoletto, il cui ingresso è avvenuto a pieno diritto grazie a una vitivinicoltura specializzata condotta, con eccellenti risultati qualitativi, sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche nella vicina Ravosa, a Bellazoia e a Marsure. Le altre 24 città aderenti all’associazione nazionale sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Da ricordare, poi, che pure Moraro si è aggiunto nel prestigioso elenco durante il 2020. Mentre il Comune di Duino Aurisina ha presentato la propria candidatura a “Città Italiana del Vino 2021”.

La bandiera a Povoletto.

Il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha infatti consegnato la bandiera associativa al Comune di Povoletto entrato a far parte del sodalizio che a livello nazionale conta oltre 450 municipi associati. “Una piacevole tradizione, quella della consegna della bandiera, che rappresenta l’entrata nella nostra grande famiglia delle nuove Città del Vino aderenti. In questi ultimi mesi il nostro gruppo – spiega Venturini – si è ulteriormente rafforzato con un coordinamento regionale unitario, promuovendo l’enoturismo in maniera sinergica e in dialogo continuo con l’Associazione nazionale Città del Vino. Dopo i giorni drammatici della fase 1 con il lockdown, durante l’estate la nostra personale risposta al Coronavirus è stata quella di aver organizzato, vedendo la partecipazione di 150 cantine, un’edizione 2020 della manifestazione Calici di stelle che è risultata una delle più riuscite della Penisola, con una bella affluenza di persone rispettose delle norme anti-contagio. Abbiamo poi concluso la nostra stagione estiva incontrandoci in assemblea, assieme al presidente nazionale Floriano Zambon, a settembre ospiti del Comune di Gradisca d’Isonzo”.
Parallelamente ognuno dei Comuni sta portando avanti specifici progetti sostenuti anche dalle altre aderenti. Per esempio, la civica amministrazione della stessa Povoletto ha da poco avviato il progetto multimediale “Racconti di Vino” in cui i produttori locali sono diventati protagonisti di videointerviste per raccontare il loro rapporto con il vino e il territorio in cui nasce (i video sono visibili sul canale Youtube di PromoturismoFvg e sulla pagina Facebook del Comune di Povoletto). Proprio l’avvio del progetto, alla presenza del sindaco Giuliano Castenetto, dell’assessore a Bilancio Patrimonio Comunicazione e Innovazione Lisa Rossi – promotrice della importante iniziativa -, il giornalista ed enologo Claudio Fabbro e il presidente di Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi ha visto la consegna della bandiera.

Tornando alla richiesta di Duino Aurisina di essere eletta a “Città Italiana del Vino 2021”, Venturini ha sottolineato che si tratta di “una candidatura che si estende con gli eventi anche ad altre realtà del territorio regionale e che abbiamo sostenuto all’unanimità nella riunione di Gradisca d’Isonzo. A giorni dovrebbe vedere proclamata la vincitrice, la quale sarà la “capitale” italiana delle Città del Vino. Nell’attesa guardiamo al futuro, vicini ai nostri produttori in questi giorni complicati per la recrudescenza del Coronavirus e progettando nei limiti del possibile i nuovi eventi e progetti, come quello con l’Università di Udine sulla sostenibilità di prossima presentazione”.

Tutti gli aggiornamenti sul nuovo sito web www.cittadelvinofvg.it e sulla pagina Facebook Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra le splendide colline del Comune di Povoletto.

 

Città del Vino, il “sindaco-fotografo” premiato con la Stella di Federica

Il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, ha annunciato che una foto del sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, scattata durante la manifestazione agostana “Calici di stelle 2020”, si è aggiudicata il premio fotografico nazionale “La Stella di Federica”. L’annuncio è avvenuto durante la riunione delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, in municipio a Gradisca d’Isonzo, ospiti dell’amministrazione comunale, convocata per trarre i bilanci di una stagione estiva sopra le attese nonostante l’emergenza Coronavirus (da segnalare il grande appeal proprio della manifestazione Calici di stelle) e delineare le prossime azioni, come il progetto sul regolamento di polizia rurale unitario improntato sulla sostenibilità in vigneto. Inoltre, è stato deciso all’unanimità che sarà Duino Aurisina la candidata regionale alla nomina di Città italiana del Vino 2021.

Zorino, Zambon, Venturini e Fabbro.

Il “sindaco-fotografo” Emanuele Zorino ha colto un attimo di Calici di Stelle in piazza Capitolo con sullo sfondo la bellissima Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta: nella città romana, Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, Calici di Stelle si è svolto, con una positiva partecipazione, in tre date anche nella vicina piazza Patriarcato e nelle cantine dei produttori locali. Congratulazioni a lui da parte di tutte le altre Città del Vino presenti e dal presidente nazionale. “Anche questo premio – ha sottolineato Floriano Zambon – testimonia il grande lavoro del Friuli Venezia Giulia, con numeri gratificanti a partire da Calici di stelle che pur con le cautele, ha permesso di tornare a fare comunità. Attraverso il nostro Osservatorio abbiamo notato una crescita dell’enoturismo in questi anni e pure il 2020, dopo la reclusione del lockdown, ha fatto scoprire ancora di più il turismo slow che i nostri territori del vini da sempre offrono”.

“Volevamo a tutti i costi proporre qualcosa durante quest’estate 2020 – ha commentato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – e alla fine Calici di Stelle in Friuli Venezia Giulia non solo ha visto confermati i numeri degli anni precedenti ma c’è stata anche una crescita con 19 eventi, 15 Città del Vino coinvolte e 150 cantine aderenti. Il tutto a fronte di una situazione nazionale alle prese con l’emergenza coronavirus, per la quale anche noi abbiamo applicato i protocolli di sicurezza. Ora per l’autunno sosterremo con forza la candidatura di Duino Aurisina e proseguiremo con il progetto di polizia rurale attraverso il lavoro del vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, assessore di Corno di Rosazzo, insieme con il professore dell’Università di Udine Francesco Marangon, incentrato sulla sostenibilità e che c’impegnerà per i prossimi due anni. L’ospitalità di Gradisca d’Isonzo con il sindaco Linda Tomasinsig e il vicesindaco Enzo Boscarol è stata fantastica e la presenza del presidente nazionale Zambon testimonia ancora una volta come nel panorama italiano quello del Friuli Venezia Giulia sia un mondo tra i più attivi”.

Il saluto di Linda Tomasinsig.

La riunione di Gradisca ha visto pure citati gli ultimi Comuni in ordine di tempo a essere entrati nelle Città del Vino, Moraro e Povoletto. Il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon ha sottolineato come nel proprio evento di Calici di Stelle la metà del pubblico sia stata rappresentata da persone esterne al circolo locale di eno-appassionati, segno di come l’azione unitaria delle Città del Vino regionali, anche nella comunicazione, stia dando i suoi frutti. L’enogiornalista e studioso Claudio Fabbro ha quindi illustrato l’ampia copertura che il periodico “Terre del Vino”, espressione dell’associazione nazionale, dà alla realtà del Friuli Venezia Giulia.

Calici di Stelle a Gradisca.

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In copertina, la foto premiata del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino.