“Il futuro viene dalla terra”, domani riflessione Petrini-Redaelli a Villa Russiz

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Alberto Bergamin, ha organizzato per domani, 6 luglio, alle 17.45, nella cornice di Villa Russiz a Capriva del Friuli, la conferenza dal titolo “Il futuro viene dalla terra. Territori coltivatori di identità e motori di innovazione”. Relatori d’eccezione dell’evento saranno Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente Caritas italiana, che dialogheranno sul tema della cultura contadina e del recupero di borghi e terreni agricoli dismessi.
L’evento è organizzato dalla Fondazione Carigo in collaborazione con Filiera Futura, associazione nata nel 2020 all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel Comune di Bra (provincia di Cuneo), su iniziativa della Fondazione Crc, che ha visto fin dall’inizio al suo fianco in qualità di socio fondatore l’Istituzione goriziana.

Monsignor Redaelli, arcivescovo di Gorizia.

Mission di Filiera Futura – che conta attualmente 24 soci, di cui 20 Fondazioni di origine bancaria assieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’Università degli Studi di Udine, Coldiretti Italia e Confartigianato – è promuovere l’innovazione e sostenere l’unicità e la competitività della produzione agroalimentare italiana di qualità. In questo contesto, si inserisce appunto l’evento della Fondazione Carigo di domani, con lo scopo di accendere un faro sul ruolo cardine delle zone rurali, custodi di tradizioni e saperi, quali propulsori di cambiamento e innovazione, che non deve partire da lontano, ma dalla terra stessa.
«Il momento storico che stiamo vivendo richiede un profondo cambio di paradigma», spiega Carlo Petrini. «Se si vuole mirare alla costruzione di un futuro migliore, i nostri modi di agire e pensare – aggiunge – dovranno essere rivisti dalla base. Sono convinto che un passo determinante in questa direzione possa concretizzarsi nel rivitalizzare quella preziosa componente della biodiversità culturale italiana rappresentata dai piccoli borghi. Questi paesi, che soffrono sempre più del processo di deruralizzazione, devono tornare a essere promotori di piccole economie locali e luoghi in cui le comunità possano risanare il rapporto con la natura e con il territorio». «Dirò di più – prosegue il fondatore di Slow Food -, oggi si sente abusare del termine sostenibilità. Chiunque è pronto a definirsi sostenibile. Il vero significato di questa parola, però, risiede nel rendere durevoli i beni di cui già disponiamo. Ecco che far riaffiorare un patrimonio inestimabile come i borghi italiani è pratica innovativa e sostenibile per eccellenza».
Da parte sua, monsignor Redaelli sottolinea come il recupero dei terreni dismessi e la valorizzazione dei piccoli borghi possa ben inserirsi in quell’attenzione al Creato ripetutamente sollecitata da Papa Francesco ed espressa in particolare nell’Enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune. In questo modo sarà possibile dare risposta concreta all’appello del Pontefice: «L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l’esistenza degli altri».
«Il titolo della conferenza è sufficiente a spiegare la scelta del luogo dove viene ospitata», interviene il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin. «Villa Russiz, nel cuore del Collio, va oltre il concetto di semplice azienda vitivinicola, perché rappresenta soprattutto un luogo in cui il valore umano è il vero capitale. Fondazione Villa Russiz non soltanto produce vino di qualità nel rispetto della storia, delle tradizioni e del patrimonio del territorio, ma, attraverso le rendite di questa attività, accoglie nella casa famiglia ragazzi con storie di vita delicate e difficili, garantendo loro un luogo familiare e sereno dove crescere e formarsi. Un esempio di come la nostra terra sia di supporto alla comunità e ai giovani, che rappresentano il nostro futuro».
«Partire dal patrimonio esistente e dalle nostre radici per costruire il futuro, senza cancellare quello che già c’è, ma utilizzandone la memoria come spinta per valorizzare e sviluppare il territorio e le nostre comunità: questa è la linea che da anni la nostra Fondazione segue», ricorda il direttore generale della Fondazione Carigo, Rossella Digiusto. «Siamo molto orgogliosi di poter approfondire sul nostro territorio questi temi, dedicati principalmente alle tante realtà agroalimentari che custodiscono e coltivano la nostra cultura contadina, e al contempo sono capaci di cogliere la sfida dell’innovazione».
«In un momento di grande attenzione al tema della disponibilità di materie prime alimentari Filiera Futura pone l’accento sulla necessità di riappropriarsi dei borghi in progressivo spopolamento e del recupero di terreni agricoli dismessi. Il nostro Paese custodisce un grande patrimonio naturale e un capitale di idee fatto da piccoli-grandi produttori che stanno innovando il settore dell’agroalimentare: per questo come associazione siamo impegnati nella creazione di reti finalizzate a diffondere conoscenze e a valorizzare queste realtà. Siamo lieti di farci accompagnare in stimoli e riflessioni da due personalità di rilievo come Ser monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli – presidente della Caritas e Carlo Petrini – fondatore di Slow Food nell’evocativa cornice di Villa Russiz, luogo simbolo del patrimonio enogastronomico italiano dove si coniugano eccellenza produttiva e solidarietà sociale», afferma infine il presidente di Filiera Futura Francesco Cappello.

La conferenza – che ha il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio della Venezia Giulia, del Comune di Capriva del Friuli e del Comune di Cormons – è aperta a tutto il pubblico interessato. In caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Comunale di Cormons.

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In copertina, Carlo Petrini il fondatore di Slow Food atteso domani a Villa Russiz.

“Filiera Futura”, Carigo e l’innovazione agroalimentare

Si chiama “Filiera Futura” l’associazione nata a sostegno di iniziative di innovazione nel settore della trasformazione agroalimentare. Tenuta a battesimo all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (a Bra, in provincia di Cuneo), presieduta da Carlo Petrini, il nuovo organismo, formato su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio della stessa provincia piemontese, è costituita da 14 Fondazione di origine bancaria di tutta Italia, tra cui anche Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

“Filiera Futura” ha l’obiettivo di incentivare, stimolare e portare a compimento progetti condivisi nel settore della trasformazione agroalimentare italiana, indiscusso ambito d’eccellenza per tutto il territorio nazionale. L’associazione implementa e sviluppa un approccio etico alla produzione e distribuzione in ambito agroalimentare, con attenzione a tutti i settori, dagli investimenti alla qualità dei prodotti: un approccio che valorizza i bisogni e il benessere dei produttori, delle comunità locali, dei consumatori, di tutti gli stakeholder e considera la sostenibilità economica, ambientale e sociale come volano di sviluppo. Spiccano nel progetto le sfide dell’Agroalimentare 4.0, il marketing globale di prodotti locali e la trasformazione digitale delle imprese agroalimentari, la sostenibilità delle produzioni e l’attrazione di risorse dell’Unione Europea.
Di particolare rilievo per il nostro territorio la presenza della Fondazione Carigo che potrà portare all’attenzione di tutti la specificità e la ricchezza dell’agroalimentare di una zona, come quella isontina, particolarmente votata all’eccellenza agroalimentare in vari ambiti. Già all’atto della sua costituzione, la presidente Roberta Demartin è stata nominata nel consiglio direttivo di “Filiera Futura”: un importante riconoscimento dell’impegno di Fondazione Carigo nell’ambito della sostenibilità e dell’innovazione, asset fondamentali per lo sviluppo dei territori e che hanno contrassegnato le attività della Fondazione di questi anni, su tutti il programma triennale CarigoGreen3.

«La produzione agroalimentare di qualità è un settore centrale e strategico per il futuro dei territori», ha commentato la presidente Demartin. «Filiera Futura è un ottimo esempio di quello che noi Fondazioni consideriamo “progetto di sistema”, in cui si mettono insieme competenze e risorse in un ambito d’eccellenza per il nostro Paese, in questo caso quello agroalimentare, allo scopo di stimolare modelli innovativi di sviluppo. Per questo la Fondazione Carigo ha voluto sin da subito farne parte. Il momento che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo a causa del Covid-19 ci porta a riflettere su come la nostra vita sia cambiata drasticamente e sull’incertezza del futuro. Il dibattito che ne è scaturito ha allargato il ragionamento agli “stili di vita” e alla necessità di dare spazio a modelli di produzione e consumo più sostenibili. In tutti i nostri documenti programmatori l’Agenda 2030 e i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile sono la cornice alta, etica in cui ci muoviamo e ora diventano il riferimento imprescindibile delle nostre azioni».
Valutazioni che ben si sposano con la visione di Carlo Petrini, vero e proprio innovatore del settore che ha sottolineato come «la produzione agroalimentare diventerà nei prossimi anni il paradigma di una nuova economia strategica per il recupero della socialità e delle tradizioni, per garantire il presidio dei territori, anche di quelli marginali, e per la promozione della sostenibilità ambientale». Concetti che la Fondazione Carigo sta portando avanti in questo triennio, sempre all’insegna di innovazione, sostenibilità e recupero della memoria dei territori.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.