Le Notti del Vino ora diventano un grande evento nazionale: al Vinitaly la presentazione dell’iniziativa che in Fvg raccoglie già 35 pre-adesioni con puntata estera anche a Capodistria. E a Prepotto stasera c’è la Grande Verticale

(g.l.) Il Vinitaly, che si conclude proprio oggi alla Fiera di Verona, ha fatto ieri da prestigiosa cornice alla presentazione della manifestazione promozionale “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana”: infatti, il successo ottenuto dalle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia l’anno scorso al debutto dell’originale iniziativa si allarga ora a tutta Italia. L’incontro è avvenuto nel nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia ospiti della Regione e di PromoturismoFvg.

Angelo Radica, presidente nazionale delle Città del Vino, assieme al suo vice Tiziano Venturini (che è anche coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia) e a Paolo Corbini direttore nazionale delle Città del Vino, ha dunque presentato questa rassegna “diffusa” che animerà l’estate italiana con degustazioni, incontri, arte e musica, in una serie di appuntamenti tutti dedicati alla cultura del vino, dal 21 giugno al 22 settembre. Nell’occasione, Davide Bevilacqua, dello studio Mumble, ha presentato logo e grafica ufficiale che uniscono luna e costellazioni. Presenti anche i membri del Coordinamento regionale Città del vino Fvg con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, Massimo Romita, Giorgio Cattarin e Gianpietro Colecchia. Rappresentate le Città del Vino di Bertiolo, Buttrio, Chiopris-Viscone, Cormons, Corno di Rosazzo, Duino Aurisina/Devin Nabrežina, Monrupino/Repentabor e Ronchi dei Legionari.
L’iniziativa nasce, appunto, dal successo della prima edizione, nell’estate 2024, che ha visto le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia protagoniste di serate indimenticabili dedicate all’enoturismo e alla valorizzazione dei territori. Venturini ha fornito i numeri dell’esordio dello scorso anno: 28 serate (non solo in regione ma anche con una tappa a Buje d’Istria in Croazia), pubblico di oltre 7 mila persone, oltre 300 cantine coinvolte e oltre 100 tra ristoratori e punti food organizzati. Numeri che si punta a superare quest’anno e che saranno al centro di una presentazione ufficiale in regione a inizio estate.
Ma si può già sottolineare, come anticipato al Vinitaly, che solo in Friuli Venezia Giulia ci sono 35 pre-adesioni per l’estate 2025, ampliando così fin da adesso il numero dello scorso anno, con pure un altro appuntamento transfrontaliero: oltre a Buje, quello di Capodistria. Il calendario completo degli eventi de “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana” sarà disponibile prossimamente sul sito web di Città del Vino e sui canali social dell’associazione, oltre che per quanto riguarda quelli regionali su www.cittadelvinofvg.it. Il conto alla rovescia per vivere un’estate indimenticabile all’insegna dell’enologia di qualità è, dunque, partito.

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Intanto, per rimanere sempre nel solco delle qualificate iniziative delle Coordinamento Fvg, proseguono gli incontri con Le grandi Verticali del vino. L’appuntamento è fissato proprio per oggi, 9 aprile, nella nuova sala consiliare del Municipio di Prepotto, dove la serata offrirà l’occasione per una sorta di gemellaggio dello Schioppettino di Prepotto con la Schiava dell’Alto Adige. Una degustazione tutta speciale che si annuncia come “un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia”. Come si ricorderà, il sentore di pepe dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla era stato anche il filo conduttore di una riuscitissima degustazione comparativa che era avvenuta nell’autunno scorso con l’esperta guida della sommelier Liliana Savioli. Stasera, ospite speciale sarà André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Schioppettino

Schiava

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale Angelo Radica che ha accanto il direttore Paolo Corbini e il coordinatore Fvg Tiziano Venturini; all’interno, tre immagini della presentazione avvenuta ieri al Vinitaly.

Vinitaly al via, importante termometro del gradimento e delle attese di mercato tra le preoccupazioni del momento. Protagonista anche la Riviera friulana

di Carlo Morandini

Ritorna il Vinitaly, dal 6 al 9 aprile alla Fiera di Verona, per presentare in particolare a tecnici, operatori e giornalisti, uno spaccato esaustivo del panorama del mondo del vino. Nato nel 1967, quando l’Italia enogastronomica doveva ancora vivere le emozioni create nel tempo da Gino Veronelli a tavola, a Nordest e non solo da Isi Benini, giornalista gourmet che trovava sponda a riflettere i suoi messaggi in personaggi fondanti del giornalismo globale come Gianni Brera, il prodotto enologico si stava appena sganciando dal vino da consumo, in Friuli il “vin di famee” o vino di casa, ha vissuto in 56 edizioni tutte le tappe delle difficoltà, gli ostacoli, gli scandali, le crisi, le demonizzazioni che in 58 anni hanno attraversato il pianeta enologico e con esso, negli anni recenti sempre di più, non soltanto l’agricoltura ma l’intera economia italiana ed europea.
Anche questa volta lo stato d’animo dei 4 mila 300 espositori, tra viticoltori, produttori oleari e di birra che animeranno non solo Veronafiere ma anche il centro della città, non sarà del tutto sereno. Sul settore pendono infatti le nubi minacciose dei dazi sulle esportazioni, ma nel contempo si aprono scenari nuovi come quello dei vini dealcolati. In uno scenario complessivo nel qualii timori generati dal nuovo Codice della strada negli automobilisti sta contribuendo a cambiare le abitudini dei degustatori, spinti al consumo a casa e, nei locali, a ridurre le consumazioni al bicchiere. Il vino rischia dunque di perdere il ruolo di elemento socializzante che in Europa, in particolare in Italia ha sempre avuto, ancora dai tempi dell’antica Roma, per essere sempre più destinato ai degustatori più attenti. In crisi sono soprattutto le produzioni di superalcolici, che evidentemente ormai sempre meno commensali scelgono per il bicchiere della staffa al ristorante, dovendo più mettersi alla guida delle proprie automobili. In difficoltà, perché con prospettive incerte, sono anche i produttori del Friuli Venezia Giulia, che essendo numerosi in una terra vocata ma in una regione di dimensioni limitate rispetto ad altre della Penisola, in questi anni hanno puntato molto sulle esportazioni, soprattutto verso gli Stati Uniti che stanno per gravare le importazioni verso gli Usa con nuovi e pesanti dazi.
Al Vinitaly 2025, come evidenziato dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier che di concerto con l’assessore alle Attività produttive Sergio Bini e Promoturismo segue il “racconto” del vino Fvg con un investimento da 2 milioni di euro, le aziende della Doc unica Fvg saranno 142, 56 nello stand collettivo, le altre in propri spazi espositivi assieme a 6 biologiche. Un numero leggermente inferiore rispetto alle edizioni degli inizi del terzo millennio, ma che rispecchia anche il pubblico al quale esse si rivolgono. Tra le aziende della Riviera friulana ci sono quelle che hanno deciso di limitare la partecipazione al Prowein di Dusseldorf o al Salone del vino di Parigi, balzato di recente all’attenzione di degustatori, enologi e pubblico, come la aziende agricole Toniatti, dei fratelli Toniatti, di San Michele al Tagliamento e Latisana, altre che hanno optato per la partecipazione ad altri eventi ma si basano soprattutto su un plafond di estimatori ormai consolidato nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto, come Lorenzonetto Cavalier Guido di Pertegada di Latisana, con Guido assieme al figlio enologo Marco sempre attento alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e al carattere del vino locale, e a ottenere dai terreni in prossimità del fiume Tagliamento il massimo, come Blancjuris, biancori in lingua friulana, un vigneto che si sviluppa su terreni resi bianchi dal salmastro dell’acqua che sgorga dal sottosuolo.
Altre come Isola Augusta di Palazzolo dello Stella di Massimo Bassani, assecondato anche all’estero, a Bruxelles in particolare dal figlio Jacopo, che nel proprio stand amplierà ancora, se ce ne fosse bisogno, la platea degli estimatori della Ribolla gialla spumantizzata. E’ il cavallo di battaglia dei produttori fondanti del Vigneto Friuli, tra i quali Massimo Bassani che con suo padre Renzo fece tesoro dell’osservazione di Gino Veronelli, in visita a Isola Augusta negli anni ’70, il quale definì quei terreni a metà strada tra le zone di bonifica e sabbie e ghiaie un “Cru” da valorizzare. A est nella Riviera friulana ecco un’altra realtà resiliente, come lo sono la gran parte di quelle citate nella Riviera friulana, perché capaci di realizzare da terreni forse beneficiati da un clima influenzato positivamente dalla vicinanza dell’Alto Adriatico una qualità premiata anche nei concorsi mondiali mono varietali. È Feudi di Romans di Renzo Lorenzon, uno dei pionieri dell’area che oggi condivide l’ulteriore sviluppo dell’azienda con i figli, Davide, enologo, e Nicola, alla promozione, il quale proprio mentre l’abbiamo sentito per questa nota stava viaggiando verso Genova per una serata degustazione con i vini prodotti a Pieris da Feudi di Romans, distintivi del territorio fatto di grave e sabbie, perché il risultato dei depositi alluvionali del fiume Isonzo. A conferma che i vini della Riviera friulana, come molti del Vigneto Friuli ipotizzato da Piero Pittaro, hanno un forte appeal anche in terre lontane e tra appassionati con una diverse formazione e consuetudine enologica al gusto e ai profumi.
Infatti, i Lorenzon puntano, e punteranno anche al 57° Vinitaly nello stand personale come quello dei Bassani, le loro attenzioni su Sontium, un blend di uve bianche fortemente voluto da Enzo Lorenzon che porta il nome antico latino dell’Isonzo. È il fiume che pur tra le ghiaie e i microclimi insoliti gli ha consentito di inventare grandi vini, come la Ribolla gialla, una sfida recente e una “chicca” per estimatori, che viene fatta maturare in anfore interrate per un anno. Ma si tratta davvero di una produzione di nicchia. Come per gli altri produttori della Riviera friulana difficilmente escono dalle loro cantine, frutto di vigneti beneficiati dall’aria leggermente sapida della brezza marina prodotti enologici che non ottengano il riscontro dei degustatori e dei tecnici. La scelta di seguire le tecniche tradizionali, e pure in presenza di un clima, freddo a parte, spesso estremo nelle assolate giornate estive, di mantenere il giusto livello alcolico e l’adeguata presenza di aromi e profumi, ha generato vini gradevoli e di facile interpretazione e beva. Ora tutti attendono con ansia l’esito di questo Vinitaly, frequentato ormai da tecnici e operatori (lo scorso anno meno di 30 mila) per favorire gli scambi, i contatti con una clientela selezionata, e la possibilità, per chi sarà presente, di fruire di un contatto diretto con i produttori e con le loro eccellenze.

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In copertina, etichette del Vigneto Fvg protagoniste al Vinitaly di Verona.

Ma stasera sul Ponte dello Schioppettino non ci sarà Flavio Schiratti, un grande imprenditore che ha onorato Prepotto

di Giuseppe Longo

Sarà grande festa questa sera sul Ponte dello Schioppettino, a Prepotto. Ma lui, purtroppo, non ci sarà, perché il “re dello Schioppettino” è scomparso, prematuramente, appena una decina di giorni fa. Alla Notte del vino che, proprio sul ponte che attraversa il fiume Judrio unendo i territori di Albana e Mernico – per dirla in termini vitivinicoli Colli orientali del Friuli e Collio -, sarà infatti avvertita l’assenza di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” che ha investito tutto proprio sullo Schioppettino, coltivandone oltre 40 ettari, la maggior superficie in assoluto nel Vigneto Fvg, a dimostrazione di quanto l’imprenditore majanese credesse in questo straordinario vitigno che regala tante emozioni e soddisfazioni ai produttori di Prepotto e di Cialla. Schiratti è stato strappato alla sua amata famiglia, ma anche alla tanto coccolata azienda di Novacuzzo, ad appena 64 anni, vinto da una malattia rivelatasi purtroppo senza speranze.


Risale al 2008 la nascita della rinomata cantina nell’altrettanto rinomata zona produttiva di Prepotto, in una zona sempre baciata dal sole, tanto che il novello vignaiolo – proveniente a 50 anni dal mondo industriale – l’aveva appunto voluta chiamare “Ronc soreli” che, per chi non è friulano, significa ronco del sole cioè vigneto di collina sempre inondato da quella luce e da quel calore che consentono di produrre vini di straordinaria finezza, quelli che era riuscito ad ottenere Flavio Schiratti puntando alla valorizzazione delle varietà autoctone, in primis la Ribolla nera cioè lo Schioppettino. Ci credeva così tanto che questa era divenuta la sua “mission” produttiva, arricchendola con importanti interventi agronomici per il recupero dei vigneti antichi e per la regimentazione delle acque collinari, portando la superficie vitata dagli originari 33 ettari a 42, ristrutturando e ampliando la cantina che oggi non è soltanto un prestigioso polo produttivo, ma anche un luogo di importanti degustazioni e incontri di cultura, arte e musica. Un vanto, insomma, per Prepotto, tanto che Mariaclara Forti, avvocato e sindaco per la terza volta di questo piccolo-grande Comune di confine, gli ha dedicato toccanti parole. «Brillante e non banale era il suo modo di agire, dotato di una fertile creatività che ha portato e che avrebbe continuato a portare lustro e prestigio a tutto ciò che la circondava”. Aggiungendo che altri parleranno di lui “chi come grande imprenditore, chi come illustre personalità del mondo del vino e dell’accoglienza».
E per i suoi prestigiosi vini Flavio Schiratti è stato premiato in questi anni con importanti riconoscimenti. Il suo Schioppettino, in particolare, è stato protagonista di una qualificatissima degustazione avvenuta due anni fa nel Congresso nazionale Assoenologi che si era riunito alla Fiera di Verona, negli stessi padiglioni che ogni primavera ospitano il Vinitaly. Era stato, infatti, proprio lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso l’importante appuntamento dei tecnici della vite e del vino. Era un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011. Un vino che un paio di mesi più tardi dello stesso 2022 era stato protagonista di una splendida degustazione comparata che, a Cividale con il coordinamento di Claudio Fabbro, lo aveva visto sfilare assieme ad altri tre grandi Schioppettini, quelli di Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt.
Tornando alla odierna Notte dello Schioppettino di Prepotto, ricordiamo che questa comincerà alle 19.30 mentre la cerimonia inaugurale seguirà alle 20. Protagonisti saranno ben 17 vignaioli di Prepotto e della contermine Dolegna del Collio assieme a tredici ristoratori della Val Judrio. Per cui il successo, viste anche le ottime condizioni del tempo, è garantito. E sarà una nuova dimostrazione di quanto questa formula innovativa proposta per la prima volta dalle Città del vino Fvg sia stata azzeccata. E, allora, buon Schioppettino a tutti, proprio con un grato pensiero rivolto a Flavio Schiratti che ci ha lasciato troppo presto.

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In copertina, Flavio Schiratti scomparso a 64 anni; all’interno, l’imprenditore alla degustazione di Cividale di due anni fa con altri produttori di Schioppettino di Prepotto e di Cialla e il sindaco Mariaclara Forti.

Vini estremi, il concorso mondiale presentato al Vinitaly sul quale ieri a Veronafiere è sceso il sipario

Al Vinitaly, che si è concluso ieri con grande successo alla Fiera di Verona, nello stand della Regione Valle d’Aosta, è avvenuta la presentazione del 32° Mondial des Vins Extrêmes, l’unico concorso enologico al mondo specificatamente dedicato ai vini frutto di viticoltura estrema. L’edizione 2024 si terrà a Sarre (Aosta) domenica 29 e lunedì 30 settembre. Nelle stesse date è inoltre in programma il quarto Extreme Spirits International Contest, competizione rivolta ai distillati di vinacce, fecce e vino provenienti da zone eroiche. ​

Abbrescia con Carrel e Dinato a Verona.


Per l’occasione il neo presidente del Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, Nicola Abbrescia, è stato affiancato da Marco Carrel, assessore all’agricoltura e risorse naturali della Regione Valle d’Aosta, Alessandra Dinato, ambasciatrice della Viticoltura eroica Cervim, e Franco Santini, giornalista e critico enogastronomico. ​
«Chi si adopera per la viticoltura eroica è un attore fondamentale per la comunità perché presidia il territorio e produce qualità – ha affermato Abbrescia –. La nostra manifestazione, che intende premiare il lavoro di questi vignaioli, negli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per addetti ai lavori e per il pubblico di curiosi ed enoappassionati, ma anche momento di confronto e crescita per i produttori stessi».

Organizzato annualmente dal Cervim, dal 1992 il Mondial des Vins Extrêmes si propone di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole isolane o montane, in forte pendenza o terrazzate. L’Extreme Spirits International Contest intende valorizzare non solo i distillati ma anche le rispettive zone produttive, oltre che orientare i consumatori a un consumo responsabile e alla scelta di questi particolari prodotti. Apposite commissioni d’assaggio, composte ciascuna da 5 membri tra cui enotecnici, enologi, giornalisti e degustatori esperti, si riuniranno a fine settembre in Valle d’Aosta per la valutazione dei vini e dei distillati in gara.

Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly: allestita una maxi-enoteca che propone quasi cinquecento etichette!

Garantire la presenza delle imprese vitivinicole a manifestazioni internazionali qual è Vinitaly è di fondamentale importanza per ampliare il mercato delle nostre aziende ed è una vetrina in termini di proposta come sistema regionale all’interno del comparto vitivinicolo. Nel futuro, l’orientamento è di guardare oltre i mercati consolidati per approdare verso nuovi mercati grazie anche a una serie di iniziative che offriranno alle imprese terreno fertile per aprirsi al nuovo.
È il concetto espresso ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari in occasione dell’inaugurazione dello stand istituzionale del Friuli Venezia Giulia alla Fiera di Verona, curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale con la degustazione di prodotti offerti dai Consorzi Dop Montasio e San Daniele. Eccellenza, innovazione e tradizione sono le tre parole d’ordine con le quali la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso Ersa, in collaborazione con l’Unione dei Consorzi vini Doc del Friuli Venezia Giulia – Uni.Doc Fvg, si presenta alla 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati che fino al 17 aprile potrà essere visitato nella città scaligera.


L’esponente della Giunta del Fvg ha poi rimarcato come la collaborazione rappresenti la via maestra per ottenere grandi risultati, non a caso nel padiglione 6 del Friuli Venezia Giulia vengono presentate altre due eccellenze oltre ai vini (Montasio Dop e San Daniele Dop, appunto) perché la regione deve proporsi in maniera unitaria per essere sempre più attrattiva.L’ assessore regionale ha ringraziato i produttori che hanno scelto di essere presenti nella collettiva ma anche tutti coloro che, a vario titolo, hanno garantito l’organizzazione della manifestazione e ha augurato agli operatori del Friuli Venezia Giulia di vivere un Vinitaly foriero di successi commerciali.
Sono 90 le imprese agricole con cantina di trasformazione in vino nell’area dedicata alla Collettiva regionale assieme ad altre 28 realtà vitivinicole che partecipano singolarmente con una propria postazione, ospiti del padiglione numero 6 della Fiera, dedicato al Friuli Venezia Giulia, unificate così in un’unica, grande Enoteca regionale con quasi cinquecento etichette, il numero più alto tra tutte le regioni presenti al Vinitaly in cui convergono oltre a quelle delle aziende nello stand collettivo, anche tutte quelle regionali in fiera. Nel dettaglio, la percentuale di etichette presenti nell’Enoteca regionale (tutti vini certificati, quest’anno con un focus ulteriore sulle produzioni certificate Bio e Sqnpi) è così suddivisa: Friulano 20%, Pinot grigio 17%, Sauvignon 14%, Ribolla gialla 14%, uvaggi bianchi 7%, Refosco 6%, Merlot 4%, Schioppettino 4%, produzione di nicchia (Pignolo, Picolit e Vitovska) 3%.
I 90 produttori della collettiva regionale sono suddivisi in sei percorsi espositivi rappresentanti le 8 zone di denominazione (il 40% delle aziende hanno scelto di essere presenti all’interno della Doc Friuli Colli orientali che include anche la Docg Ramandolo, il 27% Doc Collio, il 17% Doc Friuli Venezia Giulia, il 7% Doc Friuli-Isonzo, il 4% Doc Friuli-Aquileia il 2% Doc Friuli Grave idem la Doc Carso-Kras, l’1% Doc delle Venezie), così da poter rendere riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione e poter valorizzare la presenza di etichette di vini di assoluta qualità.
Alla cerimonia di apertura hanno partecipato, fra gli altri, anche il direttore generale dell’Ersa e il presidente di Uni.Doc Fvg. L’assessore regionale è intervenuto anche all’evento dedicato a Go!2025 – come informa l’articolo che segue – manifestando soddisfazione nell’ospitare, nello stand del Friuli Venezia Giulia, un incontro di particolare rilevanza per i nostri territori ed ha espresso un ringraziamento per la presenza dell’ambasciatore della Repubblica di Slovenia a Roma. Il vino è cultura, ha evidenziato l’assessore regionale, e racchiude una storia che accomuna le nostre genti da sempre, un percorso da valorizzare anche grazie a Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025.

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In copertina e all’interno immagini del maxi-stand allestito dal Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona.

Domani anche un po’ di Gorizia al Vinitaly con il Concorso enologico internazionale, mentre Duino si prepara alla Grande Verticale di Vitovska

Un po’ di Gorizia al Vinitaly, evento dalla portata mondiale dedicato al mondo del vino, in Fiera a Verona, che si inaugura proprio oggi. Nello stand della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, domani 15 aprile, alle 12.30, ci sarà la prima presentazione del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e al V Grappa Award organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino, in collaborazione con il Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Quest’anno, come è noto, l’evento si svolgerà a Gorizia dal 31 maggio al 2 giugno. Sarà una delle iniziative di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.
Interverranno nell’ordine Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino FVG, Angelo Radica, presidente nazionale Città del Vino, Paolo Corbini, direttore nazionale Città del Vino, e Andrea Meucci di Eftilìa – Società benefit economia sostenibile. A chiudere l’incontro l’intervento di Stefano Zannier, assessore regionale Fvg alle risorse agroalimentari. Sarà anche l’occasione per fare il punto sulle iscrizioni al Concorso, quando mancheranno due settimane alla scadenza del 30 aprile (info www.concorsoenologicocittadelvino.it o scrivere a info@cittadelvino.com). I campioni vanno consegnati alla Sede di Uni.Doc.Fvg (lato ovest di Villa Nachini Cabassi) in piazza XXVII Maggio, 11 – 33040 Corno di Rosazzo (Udine). Orario per la consegna: 8.30-12.30 dal lunedì al venerdì. Prossimamente i dettagli del Concorso e del programma delle giornate goriziane saranno presentati in speciali conferenze anche a Roma nella sede istituzionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in Comune a Gorizia.

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Intanto, Duino Aurisina – Devin Nabrežina si prepara a ospitare la prossima tappa de Le Grandi Verticali delle Città del Vino. Appuntamento, pertanto, giovedì 18 aprile, alle 19.30, all’Infopoint di Sistiana con una serata tutta dedicata alla Vitovska con le aziende Kante, Lupinc, Škerk e Zidarich. Le cantine saranno raccontate da Matteo Bellotto in un viaggio sensoriale confrontando le annate e dialogando con gli stessi produttori, wine lover ed esperti del settore. Iscrizioni aperte per gli ultimi posti contattando la Pro Loco Mitreo (prolocoaurisina@libero.it 348.5166126 – 35 euro a persona).

Alla Festa del vino di Bertiolo che compie 75 anni in gara 67 aziende del Vigneto Fvg

(g.l.) Bertiolo è sempre fedele alla sua tradizione e, in vista dell’amata ricorrenza del patrono San Giuseppe, ritorna la rinomata mostra enologica, la prima ogni anno ad essere organizzata in Friuli Venezia Giulia e che quest’anno soffia su ben 75 candeline: la rassegna si terrà, infatti, dal 9 al 24 marzo prossimi. «Ben 300 campioni di vino e 67 aziende vitivinicole regionali in gara alla mostra “Bertiûl tal Friûl” che dal 1984 decreta i migliori vini dell’annata. Il concorso precede la tradizionale Festa del vino di Bertiolo, organizzata dalla Pro loco Risorgive del Medio Friuli e arrivata alla 75ma edizione grazie all’impegno e alla passione di diverse generazioni di volontari che rappresentano l’anima della sagra», ha sottolineato, infatti, nel messaggio di ringraziamento che il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, ha voluto esprimere alle associazioni «spirito ed energia del Friuli, che animano le nostre comunità creando preziosi momenti di condivisione all’insegna dello stare insieme».

Per Bordin, intervenuto l’altra sera nella rinomata Città del vino del Medio Friuli all’apertura dell’annuale concorso vitivinicolo, «la sagra di Bertiolo rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del Fvg con un riscontro concreto di tipo culturale, sociale e turistico, ma anche con importanti ricadute economiche per il territorio. Come sempre accade quando il volontariato e le istituzioni lavorano bene insieme, i risultati si vedono trasmettendo quella forza che fa della nostra regione e, in particolare, di Udine la provincia italiana con la migliore qualità della vita».
«La presenza di molti giovani fra i tanti volontari, fra i quali anche gli enologi incaricati di esaminare i campioni, è il punto di forza di questa edizione di “Bertiûl tal Friûl”», ha poi evidenziato il presidente della Pro loco Risorgive del Medio Friuli, Marino Zanchetta, il quale ha ricordato il grande lavoro organizzativo del concorso, con i vini vincitori che saranno ulteriormente esaminati nel corso del prossimo Vinitaly che dà appuntamento dal 14 al 17 aprile alla Fiera di Verona.
«Numerosi produttori del Friuli Venezia Giulia affidano i loro vini al giudizio dei nostri esperti», ha aggiunto infine il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis, sottolineando l’importanza della «credibilità frutto di decenni di lavoro, serietà e di attenzione per il ricambio generazionale».

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In copertina e all’interno immagini della cerimonia inaugurale presente il presidente Bordin e la torta celebrativa dei 75 anni della Festa del vino di Bertiolo.

Brischis-Albana, un impianto microirriguo disseterà i vigneti dello Schioppettino

di Giuseppe Longo

Gli agricoltori di Prepotto e in particolare i vitivinicoltori di questa pregiata area dei Colli orientali del Friuli – nella quale eccellono i cru dello Schioppettino di Cialla e di Prepotto – stanno per vivere un momento molto importante. Fra poco, infatti, sarà inaugurato l’impianto microirriguo di Brischis-Albana con una cerimonia che si terrà, alle 17.30, presso l’azienda Ronc Soreli in località Novacuzzo, come ha annunciato il presidente del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon.

I grappoli dello Schioppettino.

Una realizzazione strategica, considerato il cambiamento climatico in atto che ci impone estati sempre più calde e siccitose, con effetti pesanti anche sulla vitivinicoltiua di qualità che appunto contraddistingue questa zona collinare. Il bacino costruito a Brischis consentirà infatti l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari (e non sono pochi!) di colture di pregio del territorio di Albana, dove eccelle proprio la vite e dove c’è il famoso “Ponte dello Schioppettino” che collega la piccola frazione di Prepotto con quella di Mernico nel contermine Comune di Dolegna del Collio, territori divisi storicamente e politicamente dal corso del fiume Judrio, ma fra i quali lo spirito di intesa e collaborazione è molto evidente e fruttuosa. Un’opera di approvvigionamento idrico salutata con grande soddisfazione dal sindaco Mariaclara Forti, da sempre sensibile alle problematiche del settore primario. E proprio quella della carenza d’acqua nelle settimane più critiche dell’estate, quando i grappoli devono crescere e prepararsi alla maturazione, è una di quelle maggiormente sentite, come pure nel vicino Comune di Dolegna. Tanto che il problema riemerge costantemente all’annuale Festa del Ringraziamento, a San Martino, quando la locale Coldiretti assegna il prestigioso Premio del Falcetto d’oro.

Il presidente Enzo Lorenzon.


Infine, è appena il caso di ricordare che Ronc Soreli – che appunto ospiterà l’evento inaugurale – è una delle aziende più famose proprio per la produzione dello Schioppettino di Prepotto. Con Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt aveva partecipato un paio di mesi fa a una importante degustazione comparativa al Castello di Cividale e in vista dell’arrivo del Giro d’Italia a Castelmonte il suo era stato uno degli otto Schioppettini abbinati ciascuno a una delle otto stagioni di Vivaldi-Piazzolla durante il bellissimo concerto proposto dalla Nuova Orchestra Busoni, diretta dal maestro Massimo Belli (erano stati serviti anche i vini delle aziende Grillo Iole, Nicola Bodigoi, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, tutti presentati dalla bravissima enorelatrice Liliana Savioli). Ma ancora prima, in solitaria, lo Schioppettino di Prepotto targato Ronc Soreli aveva addirittura rappresentato il Friuli Venezia Giulia nella maxi-degustazione, con “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che aveva concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona, in occasione del Vinitaly: si trattava di un vino di ben undici anni, lo Schioppettino Riserva 2011. «Questo è un riconoscimento – aveva allora commentato Mariaclara Forti – al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli – aveva aggiunto il primo cittadino – per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini».

Mariaclara Forti con il maestro Belli.

 

Spumanti Villa Russiz applauditi al Vinitaly: ecco Pas Dosè e Ribolla brut

Ultimo giorno per Vinitaly alla Fiera di Verona. Una manifestazione molto vivace e positiva dopo i due anni di sospensione dovuti alla pandemia, che ha visto rispetto al 2019 una minore partecipazione di pubblico, ma una presenza molto qualificata di buyer e visitatori professionali.


«Come Fondazione Villa Russiz – commenta il presidente Antonio Paoletti – abbiamo avuto positivi sviluppi per nuove collaborazioni nei mercati target come Austria, Svizzera, Bulgaria, Svezia, ma anche con il Kazakhstan e, in particolare, gli Stati Uniti. Usa che, va ricordato, sono da sempre il primo Paese estero per vendite internazionali della cantina di Capriva del Friuli. In particolare, sono stati molto apprezzati il nuovo spumante metodo classico “Pas Dosè” 50 mesi a base Chardonnay, di cui è prevista a breve l’uscita sul mercato italiano, nonché la proposta di Ribolla gialla Spumante Brut Metodo Charmat tra poco disponibile per l’acquisto».
Confermato l’apprezzamento per il Friulano Doc Collio 2020 della storica azienda caprivese, vino che ha vinto la “Corona”, il prestigioso riconoscimento della guida Vini Buoni d’Italia, che premia i migliori autoctoni italiani e per lo Chardonnay Grafin De La Tour, da sempre uno dei migliori Chardonnay a livello nazionale e non solo. «Consolidata – conclude il presidente Paoletti – la collaborazione per la distribuzione in Italia delle pregiate etichette di Villa Russiz con il partner Tenute del Cerro Spa con cui la Fondazione condivide progetti e strategie commerciali, valorizzando e preservando la finalità sociale e non lucrativa di aiuto ai minori che da sempre contraddistingue la storia della Fondazione Villa Russiz».

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In copertina, una splendida immagine di Villa Russiz nel cuore del Collio a Capriva; all’interno, il presidente Antonio Paoletti con il direttore della Fondazione Giulio Gregoretti, con l’assessore Stefano Zannier e l’agronomo Giovanni Bigot, componente del Cda, e uno scorcio dello stand a Verona.

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.