“Asparagus” stasera arriva a Udine facendo tappa dai Marini: una nuova festa a tavola con il Ducato dei vini friulani

(g.l.) Dopo l’appuntamento a Gradiscutta, è giunto quasi a metà del suo cammino “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. La quarta tappa è infatti in programma questa sera a Udine, al ristorante Là di Moret della famiglia Marini.
Quindi, il 10 maggio sarà la volta della Lokanda Devetak 1870, a San Michele del Carso, e del ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia”) nel cuore di Trieste, mentre il 17 maggio si andrà al ristorante Ai Confini (altra new entry in quel di Tarvisio); quindi il 24 seguirà il ristorante La Dinette, a Grado, e il 31 maggio grande serata di chiusura al ristorante Da Nando, a Mortegliano. Per prenotare la propria partecipazione a questo festival della buona tavola e dei grandi vini friulani, ideato dagli indimenticabili Isi Benini, tra i più attivi e convinti fondatori del Ducato, ed Elio Del Fabbro del Grop di Tavagnacco, basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it

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In copertina e all’interno asparagi bianchi e verdi protagonisti a tavola.

“Pancor”, il pane che viene dal cuore dopo la furia della tempesta

di Claudio Soranzo

Sedici ottobre 2020: una data molto importante, quella dell’anteprima nazionale del documentario “Pancor” al cinema Visionario di Udine, coincisa con un evento altrettanto importante, fortemente voluto dalla famiglia Marini, che da ben 115 anni, di generazione in generazione, guida il simbolo della storia e dell’ospitalità del Friuli Venezia Giulia. Una famiglia che rappresenta l’hotellerie e la ristorazione d’alta qualità del nostro territorio, grazie all’accoglienza genuina dell’Hotel Là di Moret e all’eccellenza della proposta gastronomica de “Il Fogolar”.
L’evento, organizzato in collaborazione con PromoTurismoFvg, racconta una storia fatta di circostanze positive, come anche di un avvenimento devastante, ma soprattutto celebra persone uniche che credono ancora che ciascuno di noi, con le proprie azioni, possa cambiare in meglio il mondo.

Tra licheni e cortecce.

Tutto ebbe inizio alla fine di ottobre di due anni fa, quando la furia della tempesta Vaia colpì inaspettatamente la Carnia e Sappada, distruggendo migliaia di ettari di bosco – oltre l’1% dell’intera superficie forestale regionale – con più di un milione di metri cubi di legname abbattuto. La tristezza per questa devastazione toccò anche Stefano Basello, noto chef de “Il Fogolar”, appunto il ristorante del Là di Moret. Il legame forte e struggente nei confronti del suo territorio lo fece attivare immediatamente, per conservare e, in un certo senso fare rivivere, la bellezza di questi luoghi e l’essenza degli alberi sterminati dalla furia della pioggia e del forte vento. Con l’aiuto della sua brigata di cucina si mise subito al lavoro e, recuperando la corteccia degli abeti bianchi e rossi, ne estrasse le parti commestibili per ricavare una sorta di farina, da utilizzare assieme ad altri ingredienti per ottenere del pane non solo buono e croccante, ma in grado di far tornare a vivere un territorio e la sua natura.

Il pane pronto da tagliare.

Questo gesto di sensibilità e rispetto colpì tempo dopo il secondo protagonista di questa storia, Swan Bergman, noto regista bolognese dalle origini svizzere – sua è la maggior parte delle regie live dei tour di Vasco Rossi – che si mise sulle tracce di Stefano e quando lo conobbe ne rimane incantato. Stefano, estremamente schivo – a tratti ricorda un folletto appena uscito dai boschi – cattura la curiosità di Swan a tal punto da decidere di farlo diventare il protagonista di un documentario da lui diretto, ambientato proprio nelle zone distrutte nel 2018 e le più incontaminate vallate carniche, dove lo chef friulano e i suoi aiutanti si recano da marzo a ottobre per recuperare erbe, bacche, licheni, gemme e piante selvatiche, che diventano vere e proprie materie prime alla base delle preparazioni de “Il Fogolar”. In “Pancor – Il pane che viene dal cuore”, la convinzione di Bergman che la comunicazione può migliorare il mondo, e la capacità di Basello di trasmettere con semplicità la magia dei suoi luoghi, diventano un tutt’uno, un fil rouge che coinvolge Edoardo Marini, il terzo protagonista di questo documentario, che ha sempre creduto nei progetti di Basello, incoraggiandolo affinché il territorio, la sua storia, le sue radici e i suoi protagonisti fossero sempre al centro dell’offerta enogastronomica del suo ristorante.

Gustose proposte a tavola.

Ecco perché la cucina de “Il Fogolar” privilegia la scelta di materie prime provenienti da piccoli artigiani, contadini e allevatori, che hanno permesso la riscoperta di ingredienti dimenticati, come pure di antiche ricette in grado di far scoprire e valorizzare un intero territorio.
Così si chiude il cerchio tra questi tre personaggi, moderni visionari fortemente convinti che ciascuno di noi, con le proprie azioni più o meno piccole, può davvero cambiare il mondo.

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In copertina e qui sopra lo chef Stefano Basello nei boschi devastati due anni fa dalla tempesta Vaia.

Il “Fogolar 1905” dei Marini? Una finestra sul Friuli

di Claudio Soranzo

Ha 114 anni, ma non li dimostra. Anzi, tende a ringiovanirsi ogni anno che passa. Stiamo scrivendo di un’hotelerie e ristorazione d’alta qualità del Friuli – un territorio, purtroppo, ancora poco conosciuto – che si conferma ancora una volta come simbolo di un’intera regione, ottenendo importanti riconoscimenti.
Per chi non lo avesse ancora afferrato, stiamo scrivendo di quanto la famiglia Marini abbia rappresentato a Udine – dal lontano 1905 – con l’hotel “Là di Moret” e con il ristorante “Il Fogolar”: il primo con un’ospitalità genuina e vivace (nella struttura soggiornano, tra l’altro, tutte le squadre di calcio di Serie A che giocano allo stadio Friuli contro l’Udinese) e il secondo con l’eccellenza della proposta gastronomica.

Lo chef Stefano Basello.


Insomma, una vera e propria finestra sul Friuli, con importanti riconoscimenti e novità, prima fra tutte il cappello – orgogliosamente esibito – attribuito dalla prestigiosa Guida ai Ristoranti dell’Espresso 2020, da poco presentata dal curatore Enzo Vizzari a Firenze. E’ stato così suggellato il rispetto della tradizione, ma è stata parallelamente riconosciuta e apprezzata la cifra fantasiosa impressa dallo chef Stefano Basello, la cui umiltà è stata sottolineata in termini positivi anche da Il Golosario Ristoranti 2020 di Gatti & Massobrio.
In questa Guida ai Ristoranti d’Italia “Il Fogolar” è tra le 34 Tavole Memorabili ed è considerato “la Migliore Esperienza del Friuli Venezia Giulia”, e una sosta in questo ritrovo viene vista come “una sorpresa”. La cucina di Basello è “….una cucina della felicità, davvero innovativa, rispettosa, meditata, con un servizio all’altezza della sua bravura”. Chapeau!
Dulcis in fundo, la notissima guida Gambero Rosso ha inserito “Il Fogolar” nei Ristoranti d’Italia 2020, sottolineandone … la proposta solida e di valore, ancorata ai prodotti del territorio e ispirata alla tradizione” e apprezzandone pure “un servizio competente e preciso”.
La novità è invece rappresentata dall’imminente inaugurazione di una nuova sala del ristorante “Fogolar 1905”, con un chiarissimo richiamo al “ritorno alle origini”.

La sala e un gustoso piatto.

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In copertina, lo storico Fogolar friulano che dà anche il nome al ristorante della famiglia Marini.