Il clima che cambia e i contraccolpi sull’ambiente: domani a Fagagna Ecomuseo e Oasi incontrano Mercalli

L’Ecomuseo Il Cavalîr e l’Oasi delle cicogne di Fagagna propongono un importante momento di analisi e riflessione sull’impatto climatico e il territorio per uno sviluppo locale sostenibile, con l’intervento di Luca Mercalli, noto climatologo e apprezzato divulgatore scientifico, presidente della Società meteorologica italiana e ambasciatore per il clima dell’Unione Europea. Mercalli sarà a Fagagna domani 4 aprile e interverrà in un evento aperto a tutti, in conversazione con il vicedirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini. L’incontro si terrà alle 18 in Sala Vittoria (piazzetta Marconi) ed è organizzato dall’Ecomuseo e dall’Oasi in collaborazione con il Comune di Fagagna e il Museo della vita contadina di Cjase Cocèl.
«Siamo felicissimi abbia accettato il nostro invito – spiegano i presidenti dell’Ecomuseo, Anna Baldo, e dell’Oasi, Marco Rustico –. Soprattutto per l’attività che propongono tanto il museo quanto l’Oasi, le tematiche che Mercalli affronta sono importantissime. Sarà un piacere poterlo ospitare a Fagagna e siamo certi che le sue qualificate analisi ci aiuteranno a comprendere meglio, da una prospettiva scientifica rigorosa, che cosa sta accadendo, a livello globale, ma anche nelle comunità locali. Sicuramente saranno spunti utilissimi per tutti noi, anche per capire come ciascuno può indirizzare meglio le scelte di ogni giorno per preservare e valorizzare il più possibile il territorio in cui vive».
Luca Mercalli è un punto di riferimento internazionale in tema di climatologia. Si occupa in particolare di ricerca su variazioni del clima e ghiacciai delle Alpi occidentali, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, comunicazione del rischio climatico, efficienza energetica ed energie rinnovabili, sostenibilità ambientale. Torinese, dopo il liceo classico e l’iniziale formazione in scienze agrarie con indirizzo Uso e difesa dei suoli e agrometeorologia ha conseguito un master in Geografia alpina e scienze della montagna, con indirizzo climatologia e glaciologia presso il Laboratorio Edytem dell’Université Savoie Mont Blanc, Chambéry, Francia. Numerose e qualificatissime le esperienze fatte nelle principali istituzioni mondiali di ricerca sul clima. È inoltre direttore della rivista Nimbus, autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche e anche di libri, trasmissioni televisive e video rivolti al grande pubblico e in particolare ai giovani, è docente universitario ed editorialista per primarie testate italiane e internazionali, ma anche apprezzato ospite in incontri con gli studenti delle scuole a tutti i livelli. È consulente dell’Unione Europea e consigliere scientifico di Ispra-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. È autore e interprete di spettacoli teatrali che aiutano gli spettatori a capire con maggiore impatto le questioni climatiche e ambientali. Al curriculum scientifico abbina capacità e competenze comunicative che rendono i contenuti, pur così complessi, fruibili per tutti.

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In copertina, il climatologo Luca Mercalli che domani è atteso a Fagagna.

Ecomuseo Fagagna, a Cjase Cocèl e ai Quadris si parlerà di asini e benessere. E oggi del Cammino di San Martino

Nella seconda metà di marzo, il calendario di appuntamenti organizzati a Fagagna sotto l’egida dell’Ecomuseo Il Cavalîr è ricchissimo. Si comincia oggi, alle 18.30, con un incontro del ciclo “Dialoghi a Cjase Cocèl”: Marino del Piccolo presenterà il volume “Il Cammino di San Martino sulle vie di Aquileia” assieme ad Andrea Bellavite, ideatore di Walk 2 Spirit da Aquileia a Sveta Gora. Con loro dialogherà Patrizia Artico. Per info 0432.801887, oasidellecicogne@gmail.com, territoriofagagna@gmail.com
Quindi, venerdì 21 marzo alle 18, il professor Stefano Filacorda interverrà sul tema delle colline moreniche, crocevia di migrazioni e nuove colonizzazioni. L’appuntamento in questo caso si terrà proprio all’Oasi dei Quadris di Fagagna e per informazioni è possibile rivolgersi direttamente a oasidellecicogne@gmail.com- telefono 331.97885.
Domenica 23 marzo alle 10.30, infine, ci sarà il convegno, moderato da Cristina d’Angelo, dal titolo “Asino è benessere”. A intervenire saranno Luca Lanfrit e Debora Valent, i due giovani rappresentanti de “Gli asini di Manute”, azienda a conduzione familiare di Rive d’Arcano, che alleva asine romagnole per la produzione, trasformazione e vendita di latte d’asina, nel pieno rispetto del benessere animale. Ci saranno anche Maddalena Bolognesi, naturopata ed educatrice alimentare, che analizzerà le caratteristiche e i benefici del latte d’asina e dei suoi derivati, Gianluigi d’Orlandi, agronomo, e la psicologa Erica Molinaro Franzil, con la quale si parlerà dell’Iaa (Attività assistita con gli animali) e dell’importanza del rapporto uomo-asino, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e gli anziani. A conclusione, è in programma una degustazione dei prodotti a base di latte d’asina dell’azienda. In questo caso, l’appuntamento è al Museo di Cjase Cocèl, nella Sala Asquini in Via Lisignana 15.

Per informazioni
telefono 347.3030254

L’Atlante delle libellule di Fagagna e della regione Fvg questa sera a “Cjase Cocel”

A Fagagna, nel nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in osteria”, questa sera, alle 20.30, ci sarà un tema molto particolare, ossia quello delle libellule del Friuli Venezia Giulia. L’incontro, che si terrà al Museo di “Cjase Cocèl” – organizzatore con l’Ecomuseo Il Cavalîr, assieme all’Oasi delle Cicogne e al Comune di Fagagna -, sarà una conversazione attorno al volume “Damigelle e Dragoni. Atlante delle libellule del Fvg”, alla presenza dei coautori Tiziano Fiorenza, Ivan Chiandetti e Pietro Zandigiacomo (ma tra i curatori del volume c’è anche Renato Pontarini). Durante il dibattito, si parlerà della vita delle libellule e dei loro nomi in friulano, come “svuabercjavai”, ma si approfondirà anche lo studio alla base della realizzazione dell’Atlante e si conosceranno meglio le libellule di Fagagna e dintorni.

Per informazioni: ilcavalir@gmail.com, oasidellecicogne@gmail.com, telefono 0432.801887.

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In copertina, esemplare di Anax imperator maschio (Azzano) in una foto di Tiziano Fiorenza, autore che vediamo qui sopra.

Fagagna, all’osteria di Cjase Cocèl oggi la “filosofia agreste” di Stefano Montello

L’osteria è da sempre il luogo deputato alla socialità, dove ci si racconta e si ascolta, uno spazio in cui anche il tempo sembra rallentare. Su queste lunghezze d’onda nasce l’iniziativa “Conversazioni in osteria”, promossa dall’Ecomuseo “Il Cavalîr” di Fagagna e articolata in incontri di libri e autori, momenti per conoscere chi scrive e approfondire tematiche legati al territorio. E l’osteria di Cjase Cocèl – museo della civiltà contadina friulana – è proprio il luogo perfetto: una delle sale più affascinanti della struttura museale fagagnese, che con questi eventi emerge dal suo passato e acquista nuova vita sotto le luci della contemporaneità. Oggi, 11 ottobre, alle 20.30 si parte con la presentazione del volume “Il tempo delle erbacce” di Stefano Montello. A introdurre l’autore a e dialogare con lui sarà Cristina D’Angelo.

“Il tempo delle erbacce” è, come recita il sottotitolo, un “piccolo trattato di filosofia agreste” nel quale l’autore espone le proprie riflessioni sul mondo d’oggi utilizzando come metafore e simboli elementi vegetali, in particolare le erbacce, le cosiddette piante infestanti, che troviamo un po’ ovunque, dai campi ai giardini. Un interessante viaggio tra le contraddizioni, le speranze e le fragilità dell’uomo dei nostri tempi, delineato con un linguaggio originale e coinvolgente.
Stefano Montello si presenta come “un contadino sociale e musicista”: dall’età di vent’anni conduce, infatti, un’azienda agricola di proprietà che gli permette di vivere continuando a suonare e scrivere. Come musicista, è fondatore del gruppo friulano Flk e ha scritto testi e collaborato con artisti provenienti dal jazz, dal folk e dalla musica d’autore. Tra le sue pubblicazioni: Manuale ragionato per la coltivazione dell’orto (Forum), Le opere e i giorni in una fattoria sociale (Bottega Errante) e il più recente Gli anni di Camel Suite (Forum).

Per informazioni tel 0432.801887, 351.9656319 Ecomuseo “Il Cavalîr” Via Lisignana 22 Fagagna. Ingresso libero.

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In copertina, Stefano Montello autore del libro che sarà presentato oggi a Fagagna.

“Voce del Verbo Alveare”, un appello a salvare le api: bambini e famiglie da oggi a teatro a Fagagna e a Pradamano

Le api sono un insetto comunitario, che nella relazione di reciprocità con i fiori svolgono un ruolo fondamentale per il nostro ecosistema. Eppure la sopravvivenza di questa specie è messa a rischio dalla irresponsabile e irrazionale condotta dell’uomo. Cosa accadrebbe se le api arrivassero veramente a estinguersi?
A questa domanda risponde “Voce del Verbo Alveare”, lo spettacolo rivolto ai bambini dai 6 anni in su, ospitato in Friuli grazie al Consorzio degli Apicoltori della provincia di Udine. Triplo l’appuntamento a cura del Teatro Rebis di Macerata scritto e interpretato da Meri Bacalente. Si parte oggi 12 settembre, alle 17, a Cjase Cocel a Fagagna per proseguire, in replica, domani e domenica, alle 18, alla Baita degli Alpini di Pradamano.
Gli spettacoli, tutti a ingresso libero, rappresentano un piccolo dialogo, divertente e commovente insieme, tra la Natura e un’attrice curiosa, tra scienza e arte, coinvolgendo piccoli, ma anche grandi, alla scoperta dell’affascinante mondo delle api, ma soprattutto alle conseguenze a cui l’intero ecosistema andrebbe incontro dovessero estinguersi.
Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere una mail a apiudine@apicoltorifvg.it, inviare un messaggio whatsapp al numero 331.9845153 o chiamare il numero 0432.295985 negli orari di apertura al pubblico dell’ufficio (mercoledì e venerdì 10.30 – 12 e giovedì 16.30-18.30).

Essiccatoi Fvg, Carlo Feruglio presidente del gruppo che riunisce quattro cooperative con 60 milioni di fatturato

È Carlo Feruglio, imprenditore agricolo di Staranzano, il presidente di Essiccatoi Fvg, il nuovo gruppo della cerealicoltura friulana targato Confcooperative Fvg. Feruglio, tra l’altro, è anche presidente della Bcc Venezia Giulia. Essiccatoi Fvg, che sarà operativo dall’1 giugno, mette insieme, in un’unica impresa cooperativa, 4 strutture della regione: “Essiccatoio Bozzoli” di Palmanova (costituitosi nel 1920 e attualmente presieduto dallo stesso Feruglio); “Essiccatoio Torricella” di San Vito al Tagliamento (costituito nel 1975 e presieduto da Tomaso Pietro Fabris); “Essiccatoio Torre Natisone” di Remanzacco (nato nel 1976 e presieduto da Philip Thurn Valsassina) e “Granaio Friulano” di Fagagna (del 2022, figlio della fusione tra la cooperativa “Vieris” di Castions di Strada e la “Morenica Cereali” di Fagagna).


«L’operazione è stata indubbiamente complessa – ha detto Feruglio presentando alla stampa, a Udine, la nuova cooperativa –, ma siamo consapevoli di aver contribuito a creare un fatto storico per l’agricoltura e la cooperazione di questa regione. Siamo e rimarremo molto presenti sul territorio per favorire, razionalizzare e potenziare, per quanto possibile, le attività dei soci. La nuova campagna di raccolta dei cereali, che inizierà tra poche settimane, la vivremo da protagonisti con la nuova veste e con la voglia di essere attori di primo piano all’interno delle filiere agricole che ci vedono coinvolti».
«Con Essiccatoi Fvg – ha aggiunto Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e di “Granaio Friulano” – mettiamo in rete oltre 2.100 soci conferitori che operano su un territorio di 60.000 ettari distribuiti in 90 Comuni compresi tra le provincie di Pordenone, Udine e Gorizia, un fatturato complessivo di oltre 60 milioni di euro e un patrimonio aggregato di 19 milioni di euro. Gli obiettivi della fusione sono chiari: dotare la nuova cooperativa di un’amministrazione unica per tutti i centri di raccolta e conservazione; rafforzare la struttura produttiva e commerciale per sostenere le filiere; favorire gli investimenti strategici; consolidare il patrimonio e l’attività finanziaria della struttura del gruppo».
«Dal punto di vista della Regione, si tratta di una operazione strategica – è stato il commento dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier – e, come tale, ha tutto il nostro sostegno. Guardando al benessere economico degli agricoltori, le aggregazioni sono indispensabili, soprattutto nel settore dei seminativi, per valorizzare i prodotti, ridurre i costi di gestione e progettare nuovi investimenti a favore dello sviluppo delle filiere».
A partire dal mese di giugno, dunque, Essiccatoi Fvg potrà contare su 8 impianti di essiccazione per granaglie e semi oleosi; 9 centri di raccolta; 22 colonne essiccanti con una produzione potenziale di 113.000 quintali giornalieri; 2.030.000 quintali di capacità complessiva di stoccaggio; una produzione di 2.912 kWh di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e biogas) e 11milioni di kW prodotti ogni anno, equivalenti al consumo energetico di 4.000 famiglie.

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In copertina, il neo-presidente Carlo Feruglio; all’interno, con Fabris, Castagnaviz, Zannier e Thurn Valsassina.

Essiccatoi Fvg, nasce una nuova aggregazione cooperativa della cerealicoltura. Insieme quattro strutture con un fatturato di oltre 60 milioni

La gestazione di Essiccatoi Fvg è vicina al traguardo finale della sua nascita: un nuovo gruppo della cerealicoltura friulana targato Confcooperative Fvg. Al termine delle assemblee deliberanti delle singole cooperative, sono quattro le strutture della regione che hanno deciso di mettersi insieme in un’unica impresa cooperativa: Essiccatoio Bozzoli, di Palmanova (costituitosi nel 1920); Essiccatoio Torricella, di San Vito al Tagliamento (nato nel 1975); Essiccatoio Torre Natisone, di Remanzacco (nato nel 1976) e Granaio Friulano, di Fagagna (del 2022, figlio della fusione tra la cooperativa “Vieris” di Castions di Strada e la “Morenica Cereali” di Fagagna).

«Un’operazione utile e necessaria – la definisce Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e di Granaio Friulano – dopo oltre 50 anni di storia dell’essicazione cooperativa in regione. Dalle origini dell’esperienza, il mondo è profondamente cambiato, l’agricoltura pure e c’è bisogno di proseguire sulla strada tracciata da altre aggregazioni. Mi riferisco, in particolare, a quelle di FruttaFriuli e Granaio Friulano. Con Essiccatoi Fvg, mettiamo in rete oltre 2.100 soci conferitori che operano su un territorio di 60 mila ettari distribuiti in 90 Comuni tra le province di Pordenone, Udine e Gorizia e un fatturato complessivo di oltre 60 milioni di euro. Gli obiettivi della fusione sono chiari – aggiunge Castagnaviz -: accrescere e potenziare le opportunità dei soci e delle 4 imprese; dotare Essiccatoi Fvg di un’amministrazione unica per tutti i centri; rafforzare la struttura produttiva e commerciale per sostenere le filiere; favorire gli investimenti strategici; consolidare il patrimonio e l’attività finanziaria della struttura risultante».
Al termine del progetto di fusione, che si concretizzerà entro i prossimi tre mesi, Essiccatoi Fvg potrà contare su 8 impianti di essiccazione, 9 centri di raccolta, 22 colonne essiccanti con una produzione potenziale di 113.000 quintali giornalieri, 2.030.000 quintali di capacità di stoccaggio, una produzione di 2.912 kWh di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e biogas) e 11milioni di kW prodotti ogni anno che equivale al consumo energetico di 4.000 famiglie.

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In copertina e all’interno tre immagini dell’assemblea dei cerealicoltori.

Cerealicola Vieris e Morenica Cereali insieme: nasce il “Granaio Friulano”

Importante novità nel mondo cooperativo friulano. Dopo due anni di stop and go causati dalla pandemia, è nata infatti l’impresa cooperativa “Granaio Friulano”. Un progetto di fusione pensato, portato avanti con convinzione e approvato dalle assemblee sociali della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada (fondata nel 1976 e presieduta da Daniele Castagnaviz) e dalla cooperativa “Morenica Cereali” di Fagagna (fondata nel 1974 e presieduta da Roberto Rosso), entrambe aderenti a Confcooperative Fvg.

Daniele Castagnaviz

Una struttura che movimenterà 1,2 milioni di quintali di cereali (mais, frumento, orzo, sorgo) e semi oleosi (soia, colza, girasole, pisello proteico) conferiti dai 900 soci agricoltori per un valore complessivo di oltre 24 milioni di euro. Il patrimonio netto aggregato è pari a 4,8 milioni di euro e comprende tre centri di essiccazione e 6 colonne essiccanti. Gli addetti complessivi sono 14.
«Riteniamo che questa collaborazione tra cooperative cerealicole rappresenti un momento importante per l’economia agricola regionale – sottolineano Castagnaviz e Rosso -. Pur nelle difficoltà del momento, abbiamo messo in piedi un’operazione virtuosa di aggregazione che ha un forte significato per tutto il territorio regionale. Ma non lo riteniamo un punto di arrivo, quanto un punto di partenza di un nuovo percorso che sta prendendo corpo all’interno del movimento cooperativo e, nel rispetto della mutualità, spinge le imprese verso la messa in rete per affrontare in condizioni migliori la modernità e le sfide che, anche nei prossimi mesi e anni, non mancheranno», concludono i due presidenti.
Una volta perfezionato l’iter della fusione, verrà eletto il nuovo consiglio di amministrazione e tutto sarà pronto, in “Granaio Friulano”, per avviare la nuova campagna di raccolta cerealicola.

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In copertina, un’immagine della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada; qui sopra, l’assemblea riunitasi all’interno dei suoi capannoni.

 

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

LA RICETTA  – Coniglio al forno con “Pestàt”

di Gi Elle

Quest’anno la bella manifestazione agreste denominata “Sant Antoni Fieste dal Purcitar”, ospitata a Fagagna in quello splendido compendio della vita contadina friulana di un tempo che è “Cjase Cocel”, è stata accompagnata da un pregevole volumetto edito dall’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalir” contenente numerose informazioni sulla festa che si ripropone ogni anno puntualmente la terza domenica di gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati. E oltre a queste notizie è riportata anche una bella ricetta elaborata con quello speciale condimento da soffritto che si chiama “Pestàt” e di cui Fagagna va famosa, tanto che è diventato un Presidio Slow Food. La ricetta è della chef Margherita Missana dell’agriturismo Casale Cjanor:

“Coniglio al forno con Pestàt”

Ingredienti:
1 coniglio intero tagliato in pezzi
200 g di “Pestat” di Fagagna
olio extravergine di oliva
vino bianco
rosmarino
sale e pepe

Procedimento:
Scottare per qualche minuto i pezzi di coniglio in una padella senza condimento, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Distribuire in una casseruola un letto di “Pestàt” e quindi disporvi sopra i pezzi di coniglio. Salare, pepare, aggiungere un rametto di rosmarino, poco olio e mettere in forno ben caldo.
Fare rosolare in forno prima da un lato e poi dall’altro, bagnare con il vino bianco e portare a cottura a 180° C per circa 90/120 minuti fino a quando la carne sarà ben tenera. Servire con polenta morbida o patate al forno.

Vino:
Con una carne delicata come quella del coniglio, consigliamo un Merlot della Doc Friuli Colli orientali.

Ecco il “Pestàt”

Ma cos’è esattamente il “Pestàt”? Ve lo raccontiamo prendendo a prestito le esaurienti parole riportate sul citato libretto della festa. “E’ un Presidio Slow Food di Fagagna e si produce nel periodo della macellazione del maiale, da novembre a marzo. La base del prodotto è un lardo di grande qualità: una volta macinato viene miscelato con un trito di carote, sedano, cipolla ed un miscuglio di salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si aggiunge infine il sale, il pepe e un tocco di cannella e pimento. A questo punto, l’impasto viene insaccato in un budello naturale (alcuni lo conservano in barattoli di vetro dopo una stagionatura di 30 giorni) e messo a stagionare in cantine umide e fresche. L’utilizzo del “pestàt” è molto particolare; non viene infatti consumato come un insaccato, ma fatto soffriggere in modo che il grasso si sciolga, senza far bruciare le verdure, e usato come base per preparazioni della cucina locale”.

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In copertina, ecco com’è il “Pestàt” di Fagagna prima di essere insaccato.