Vigneto Fvg, oltre 5,5 milioni di euro per sostenere competitività e rinnovamento. A Trieste Vitae 26 Gran Galà dei vini Top

«Con oltre 5,5 milioni di euro sosteniamo la competitività e il rinnovamento del comparto vitivinicolo regionale, garantendo continuità agli interventi e procedure più snelle ed efficaci», ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Giunta delle disposizioni che disciplinano l’applicazione del regime di sostegno comunitario alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti dalla campagna 2026/2027. Il provvedimento dà attuazione all’articolo 58 del regolamento (Ue) 2021/2115, nell’ambito del Commissione europea relativo alla Pac 2023-2027, e si inserisce nel quadro del Piano Strategico Nazionale approvato a fine 2022. Per la misura, alla Regione Friuli Venezia Giulia sono assegnate risorse pari a 5.518.039 euro per la campagna 2026/2027, a valere sulla dotazione nazionale di 323.883.000 euro annui destinata al settore vitivinicolo.
Con questa delibera della Giunta Fedriga vengono, dunque, approvati disposizioni, indirizzi e criteri per l’accesso agli aiuti destinati al Vigneto Fvg, mentre un successivo decreto del direttore del Servizio competente definirà il bando con le regole operative. In particolare, sono predeterminati i soggetti beneficiari, la superficie minima oggetto di intervento ed eventuali deroghe, le attività ammissibili, l’entità dell’aiuto, la dotazione finanziaria con il relativo riparto tramite graduatoria e i criteri di attribuzione dei punteggi. La novità procedurale, prevista dalla legge regionale 7/2025, sostituisce il precedente strumento regolamentare con la modalità della delibera di Giunta e successivo bando, con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficiente l’accesso agli incentivi per le imprese vitivinicole.

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«Il vino non è solo qualità, ma un modello di sviluppo che coniuga sostenibilità e storia: in ogni bottiglia c’è l’identità del nostro territorio e la tutela dell’ambiente passa anche attraverso la salvaguardia delle superfici agricole di pregio», ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, intervenendo a Trieste alla manifestazione “Esperienze di Vitae 2026 – Gran Galà dei vini Top». L’appuntamento è stato proposto al Generali Convention Center e ha celebrato l’eccellenza enologica regionale riunendo un centinaio di aziende selezionate dall’Associazione italiana sommelier – presente il vicepresidente Ais nazionale Marco Aldegheri – per gli altissimi punteggi raggiunti nella guida nazionale.
Scoccimarro ha rimarcato come il settore vitivinicolo rappresenti un pilastro che unisce cultura, turismo ed economia, sottolineando che «investire nella terra non è solo un business, ma un atto di tutela del territorio: è fondamentale evitare l’utilizzo delle aree agricole per scopi diversi dalle coltivazioni d’eccellenza». L’assessore ha, inoltre, evidenziato che, nonostante le complessità dello scenario internazionale, la Regione Fvg resta ottimista e pronta a vincere le sfide globali puntando sulla professionalità e sulla visione dei propri produttori. Esprimendo grande soddisfazione per la crescita della manifestazione e ricordando lo straordinario valore dei vini del Carso e della zona del Prosecco che arricchiscono l’offerta del territorio, Scoccimarro ha confermato che l’Amministrazione regionale continuerà a sostenere attivamente tutti gli investitori e le iniziative volte a promuovere la qualità e la storia del Friuli Venezia Giulia.

“Vitae2025” con i vini Top a Trieste. La Regione Fvg assicura: sempre a fianco dei produttori tra qualità e tradizione

«In un momento geopolitico complicato con minacce di dazi pesanti su un settore fondamentale per il nostro export e in una fase caratterizzata dalla trasformazione di troppi terreni agricoli in parchi fotovoltaici, l’Amministrazione regionale è invece impegnata a sostenere con interventi normativi e finanziamenti significativi chi continua a creare, in maniera sostenibile, prodotti di eccellenza che hanno la forza di valorizzare il nostro territorio». Lo ha sostenuto l’assessore alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, che ieri ha portato il saluto della Giunta regionale all’evento “Esperienze di Vitae2025 – Gran Galà dei vini Top”, organizzato a Trieste. «La Regione sarà sempre al fianco di questi produttori che – ha rimarcato Scoccimarro – sanno coniugare qualità, cultura e tradizione, elementi fondamentali per lo sviluppo economico e turistico del Friuli Venezia Giulia».


Presenti negli spazi del Generali Convention Center ben 75 produttori del territorio con 91 etichette dalle diverse zone di origine del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della manifestazione, è stato ricordato che queste realtà sanno rappresentare la più alta qualità dei vini della regione, selezionati dai degustatori dell’Associazione italiana sommelier e recensiti con le “quattro viti” su “Vitae2025”, la Guida ai vini d’Italia dell’Ais.
«Un grande ringraziamento va rivolto all’Associazione italiana sommelier che, grazie alla loro straordinaria passione, promuovono i prodotti d’eccellenza del nostro territorio, avvicinando – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anche molti giovani alla cultura del vino di qualità. Come in quasi tutti i settori della nostra società, è quanto mai determinante – ha concluso Scoccimarro – educare le nuove generazioni alla qualità, alla bellezza e a quei valori che rendono il Friuli Venezia Giulia un luogo straordinario».

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In copertina e all’interno due immagini della cerimonia di premiazione ieri a Trieste.

(Foto Arc Montenero)

L’Arpa Fvg compie un quarto di secolo: impegno per la qualità dell’ambiente

«Oggi celebriamo un anniversario importante, il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Una realtà che è cresciuta e si è strutturata dal punto di vista organizzativo e tecnico conquistando, nel tempo, un ruolo importante come supporto in materia ambientale a livello regionale. Ma Arpa è riconosciuta anche a livello nazionale e internazionale per la qualità del lavoro svolto e per l’impegno nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento della comunità sui temi ambientali».
È il messaggio che l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, ha inviato per la serata concerto “Armonia è ambiente” al Teatro Giovanni da Udine, organizzata in collaborazione con il Conservatorio “Tomadini” di Udine, per i 25 anni di attività dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia (Arpa Fvg). «L’impegno dell’Agenzia è diretto e costante nel garantire un ambiente di qualità per i cittadini e per uno sviluppo sostenibile a favore delle future generazioni», ha aggiunto Scoccimarro rilevando come sia «significativo che i protagonisti della serata siano i giovani, il nostro futuro. L’Agenzia si impegna a investire su di loro attraverso la costruzione continua di informazioni ambientali per ridurre criticità sul territorio, lo sviluppo di strumenti per comprendere l’ambiente, programmi di educazione ambientale in collaborazione con le scuole”.
Come ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, l’ambiente è in cima alle agende di tutti i Governi, proprio perché la sensibilità sul tema è profondamente cambiata negli ultimi anni. A tal riguardo anche la Regione, consapevole dell’importanza di trasferire alle nuove generazioni questa priorità, è impegnata da tempo a sostenere dei progetti con le scuole sulla cura dell’ambiente e la sostenibilit».
Il concerto si proponeva di essere non solo un momento di celebrazione musicale, ma anche uno strumento di sensibilizzazione sui temi ambientali. La musica come mezzo per narrare l’ambiente e la sua bellezza, con l’intento di raggiungere un pubblico ampio, in particolare i giovani, i futuri custodi del nostro pianeta. Durante la serata, 35 orchestrali e 5 cantanti del Conservatorio Tomadini si sono pertanto esibiti in un repertorio che spaziava dalla musica classica al pop rock, interpretando brani che esprimono la bellezza e la varietà degli elementi naturali.

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In copertina, un ambiente naturale incontaminato in Friuli: il torrente Torre che scorre tra i territori di Nimis e Reana del Rojale.

Dal Carso alle acque del Timavo il nuovo “Pucinum” grande vino di Roma antica

(g.l.) «Mi complimento con l’imprenditore Lenarduzzi perché con i suoi progetti porta avanti la cultura e i prodotti del territorio, innovando e guardando sì al futuro ma con le radici solidamente legate al passato». Lo ha detto ieri, al Villaggio del Pescatore, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro nel corso della presentazione del vino “Pucinum. Il vino dell’imperatrice Livia” fatta da Maurizio Lenarduzzi, titolare di Marina Timavo e sostenitore del progetto Bacino dell’Alto Adriatico. Presenti all’evento, tra gli altri, anche i sindaci Roberto Dipiazza (Trieste) e Igor Gabrovec (Duino Aurisina).
Come ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, Livia (seconda moglie dell’imperatore Augusto) visse ben oltre quella che era l’aspettativa di vita dell’epoca e, come viene raccontato dagli storici antichi, era solita consumare quotidianamente un bicchiere di vino prodotto nel territorio del Carso e dell’Agro aquileiese, probabilmente con antiche varietà di Refosco o Terrano. L’assessore, sottolineando l’obiettivo conseguito da Lenarduzzi con il marchio registrato del vino “Pucinum”, ha quindi elogiato l’imprenditore per «per la sua poliedricità e la sua visione mirata all’innovazione».

Fabio Scoccimarro

«Il vino Pucīnum, noto fin dall’antichità – si legge in una presentazione del vino di Marina Timavo-, è prodotto nei pressi dell’omonima località, Castellum Pucīnum, posta ridosso delle sorgenti del fiume Timavo, sito nel Comune di Duino Aurisina, in provincia di Trieste. La sua fama è strettamente collegata alla figura dell’imperatrice Livia, (58 a.C.-29 d.C.), seconda moglie dell’imperatore Cesare Augusto, la quale, facendone uso quotidiano ed esclusivo, ha raggiunto l’invidiabile età, per l’epoca, di 86 anni, attribuendo proprio il consumo di questo vino alla sua longevità. Il luogo di coltivazione del vitigno si trova sul Carso di Duino Aurisina, in una zona composta in prevalenza da pietre, cui la brezza marina conferisce all’uva caratteristiche particolari e tali da rendere il prodotto finito adatto anche all’uso medico. Le uve vengono selezionate già in vigneto e quindi raccolte in cassetta la mattina presto, prima che il sole ne scaldi la polpa. La spremitura molto morbida permette di estrarre solamente il meglio del mosto, e questo rimane in decantazione naturale per due giorni. Successivamente, la fermentazione alcolica prende corpo in barrique di rovere a temperatura di 12 gradi per quattro anni. Trascorso questo periodo, le bottiglie vengono inserite in gabbie d’acciaio e poste in acqua sul letto del fiume misterioso, il Timavo. Questo fiume è famoso per via del suo lungo percorso sotterraneo di circa 39 km, poiché dalle grotte di San Canziano in Slovenia, passando per l’abisso di Trebiciano, raggiunge la Basilica di San Giovanni in Tuba, a Duino, dove ricompare in superficie per sfociare infine nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Fin dalla notte dei tempi è considerato dai popoli un fiume sacro e misterioso. Dal momento dell’immersione delle gabbie nell’acqua del Timavo, il processo di microssigenazione subacqueo permetterà al Pucīnum di acquisire una pienezza maggiore rispetto ai vini tradizionali».

Il Pucinum


«Il vino Pucīnum – si legge ancora nella nota di Marina Timavo – è dunque “underwater wine”, ovvero un nettare affinato sott’acqua. L’affinamento è l’operazione che permette al Pucīnum di sviluppare i suoi profumi terziari ed esaltare il proprio corredo organolettico, poiché è accertato che la conservazione sott’acqua per sei mesi equivale ad un periodo di almeno qualche anno in superficie. Inoltre, la bassa e costante temperatura dell’acqua del fiume Timavo, acqua ricca di sali e talvolta di materiali argillosi, gioca un ruolo di ibernazione di questo spettacolare vino, mentre la corrente presente sul fondo dell’alveo del fiume crea un naturale e costante remouage sul prodotto. Inoltre, grazie a questa antica tecnica, il vino Pucīnum è protetto dalla luce del sole durante la fase conclusiva di maturazione, poiché la condizione di semibuio cui è sottoposta non permette ai raggi Uv di penetrarli all’interno della bottiglia, sapientemente sigillata, e quindi di rovinarne il contenuto. La temperatura costante di 8°C del fiume Timavo, dopo la sua immersione dalle viscere della terra, genera le condizioni ottimali per la conservazione del prodotto, requisiti che nella classica cantina sono pressoché impossibili da mantenere».

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In copertina, la pigiatura con i piedi del Pucinum raccontata in un mosaico.

“Olio Capitale” (fino a domani a Trieste) ora è diventata la rassegna leader in Italia

«Olio Capitale è diventata la più importante manifestazione del settore in Italia. Un evento dal respiro internazionale che mette in mostra una delle eccellenze del nostro Paese e della nostra regione. Quando si parla di agroalimentare è importante porre l’accento non solo sulla bontà di questo prodotto, ma anche sulla qualità e sulle proprietà salutari che sono garantite anche in Friuli Venezia Giulia da un rigido sistema di controlli». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che ieri è intervenuto con un video-saluto all’inaugurazione di Olio Capitale 2024 in Porto Vecchio a Trieste.

«Nel mondo si sta affermando sempre più un modello di turismo slow improntato sulle esperienze. In questo ambito l’olio è certamente uno straordinario fattore di attrazione. La nostra Regione – ha spiegato Fedriga – sta puntando molto su questa nuova frontiera, promuovendo, attraverso il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, le nostre tante eccellenze enogastronomiche e il territorio che le produce con grande passione e professionalità».
Olio Capitale 2024, fino a domani 10 marzo al Generali Convention Center, presenta 220 espositori e un ricchissimo programma per i tanti visitatori. All’evento di apertura ha partecipato anche l’assessore alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro. «Olio Capitale è una manifestazione che celebra l’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva non solo del Friuli Venezia Giulia, ma dell’intero nostro Paese – ha sottolineato Scoccimarro -. Non è un caso che questo evento si sia affermato a Trieste, una città che, da sempre crocevia di popoli, unisce tradizione e modernità. Questo liquido dorato da sempre favorisce infatti il dialogo fra la comunità italiana e quelle vicine: greca, slovena, croata e molte altre».
«L’olio non è solo un alimento, ma rappresenta un vero e proprio simbolo della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni agricole. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’assessore – Olio Capitale non è soltanto una fiera, ma un momento di incontro e di condivisione, dove produttori, esperti, appassionati e consumatori possono condividere esperienze, conoscenze e gustare le eccellenze uniche. Tra mutamenti climatici in atto, politiche europee certamente da migliorare, cambiamenti nelle catene di produzione e consumo, è particolarmente importante coltivare iniziative di confronto. Occasioni come questa – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga – non ci servono pertanto esclusivamente per scoprire la qualità delle nostre materie prime, ma anche per individuare soluzioni utili ad affrontare determinati scenari negativi».
«In questa fase è più che mai importante sostenere il nostro patrimonio enogastronomico e i produttori locali, che con dedizione e passione lavorano per preservare la qualità e l’autenticità delle nostre eccellenze. Oggi a Trieste – ha concluso Scoccimarro – celebriamo certamente l’olio extravergine d’oliva, ma soprattutto l’impegno e la determinazione di tutti coloro che contribuiscono a rendere grande il nostro territorio e nostra nazione».

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In copertina e all’interno tre immagini della giornata inaugurale del salone a Trieste.

(Foto Regione Fvg)

A Trieste ritorna “Olio Capitale” protagonisti oltre 200 espositori

«La Regione è orgogliosa di essere al fianco della Camera di commercio Venezia Giulia, che anche quest’anno ha saputo innovare e rinnovare una manifestazione di grande rilevanza come “Olio Capitale”. Un evento che promuove le eccellenze del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia nel mondo, grazie alla presenza di espositori da tutta la Penisola e un ampio pubblico internazionale». Lo ha detto l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente ed energia, Fabio Scoccimarro, alla presentazione della sedicesima edizione del Salone degli oli extravergini tipici e di qualità in programma a Trieste dall’8 al 10 marzo al Generali convention center di Trieste, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti, il sindaco del capoluogo regionale Roberto Dipiazza, la presidente della Fipe Federica Suban e Serena Tonel in rappresentanza dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.

La presentazione del Salone a Trieste.

(Foto Regione Fvg)

Auspicando una futura partecipazione a Olio Capitale anche del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Scoccimarro ha evidenziato che «l’Amministrazione regionale sta investendo in maniera rilevante sul marchio ‘Io Sono Friuli Venezia Giulia’, attraverso il quale vengono promosse tutte le eccellenze del nostro territorio a partire da quelle enogastronomiche in Italia e all’estero. Un brand che sta dando ottimi risultati e che si inserisce bene nel contesto complessivo di tutela delle produzioni Made in Italy».  Il presidente dell’ente camerale Paoletti ha evidenziato alcuni dei numeri di Olio Capitale 2024: 220 espositori, 168 oli che partecipano al concorso e poi buyer da tutta Europa e da altri Paesi. Come sempre la manifestazione sarà aperta dal convengo “Le Radici dell’Oleoturismo. Alla scoperta delle Comunità dell’Olio”, dedicato alle radici dell’oleoturismo, anche in chiave turistica. Paoletti ha quindi rimarcato la collaborazione con i ristoranti locali per proporre l’olio a tavola e quella con i bar per i cocktail a base di olio.


Olio Capitale è la prima occasione dell’anno per provare il meglio della produzione olivicola italiana 2023 con 220 produttori che proporranno il meglio della loro offerta in un contesto ricco di eventi e appuntamenti che renderanno l’Evo protagonista dentro e fuori il salone. Appuntamento immancabile, inoltre, il Concorso Olio Capitale al quale partecipano 120 aziende per complessivi 168 oli in valutazione provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Croazia, Grecia e Spagna.
La fiera è organizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e che vede quali partner Unioncamere nazionale, il network Mirabilia, Io Sono Friuli Venezia Giulia e il Trieste Convention and Visitors Bureau.

Ecco come la difesa del Natisone passa anche attraverso il “Contratto di fiume”

«La sottoscrizione del “Contratto di fiume” del Natisone è una pietra miliare, un passaggio di straordinaria importanza che giunge al termine di un lungo percorso partecipativo in cui senso ultimo è il fatto che i cittadini prendono parte attiva alla gestione dei territori fluviali». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro firmando a Manzano il “Contratto di fiume”, siglato anche dall’Associazione Parco del Natisone, da nove Comuni (Manzano, Taipana, Pulfero, San Pietro al Natisone, Cividale del Friuli, Premariacco, San Giovanni al Natisone, Chiopris Viscone e Trivignano Udinese), Autorità di bacino e Acquedotto Poiana.
«Con il Contratto di fiume – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – possiamo coniugare le esigenze del territorio relativamente alla sicurezza idraulica (pericolo di inondazioni), alla qualità degli ecosistemi acquatici, al miglioramento del paesaggio, alla fruizione del territorio, alle esigenze economiche del territorio, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. È la tappa fondamentale di una strada maestra, incardinata nei processi di pianificazione ma aperta al contributo di tutti, che la Regione ha perseguito con convinzione e che oggi rappresenta un passaggio da ricordare. Dico tappa perché la firma di oggi non segna una chiusura ma l’inizio di un nuovo impegno collettivo da portare avanti a tutela della ricchezza delle risorse idriche e della capillarità dei deflussi».
L’assessore Scoccimarro ha ringraziato «tutti i soggetti firmatari, gli altri importanti attori presenti e l’Università di Udine, per la collaborazione fornita all’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia nella redazione del Contratto, che è un vero e proprio vademecum e auspico sia – ha concluso – un tassello per realizzare una Regione più sicura, più verde e più felice».

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In copertina,  ecco un caratteristico scorcio del fiume Natisone nel Cividalese,

Maltempo, dalla Regione sostegno agli allevamenti zootecnici colpiti in Fvg

«Gli eccezionali eventi atmosferici che hanno recentemente colpito diverse zone del Friuli Venezia Giulia dal 13 luglio al 7 agosto hanno provocato gravi disagi e problemi di carattere finanziario alle imprese agricole di allevamento del settore zootecnico già alle prese con le perduranti criticità derivanti dal conflitto fra Russia e Ucraina. Nel rispetto delle regole vigenti sugli aiuti di Stato e sugli interventi a favore del sistema economico in conseguenza della guerra ancora in corso, abbiamo pertanto deciso di applicare la parziale conversione in sovvenzione dei finanziamenti accesi da queste aziende nei soli casi dove risulti indispensabile garantire la loro continuità produttiva». Lo afferma l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, dopo che la Giunta regionale ha approvato una delibera per adeguare le misure di aiuto concedibili nell’ambito del programma Anticrisi conflitto russo-ucraino. «Questi interventi rivolti alle imprese di allevamento del settore zootecnico – specifica Zannier – sono consentiti esclusivamente per la rimozione, lo smaltimento e il rifacimento delle coperture in amianto, fibrocemento e vetroresina andate distrutte nei Comuni di Bicinicco, Castions di Strada, Lestizza, Mortegliano, Pozzuolo del Friuli, Talmassons, Azzano Decimo, Brugnera, Chions, Porcia, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone, Sacile e San Vito al Tagliamento».
Questa misura, attivata ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale 5 del 2020 per l’applicazione della Comunicazione della Commissione europea del 23 marzo 2022 intitolata “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, consente infatti agli Stati membri di porre in essere iniziative di sostegno straordinarie nei limiti e alle condizioni prescritte dalla stessa Comunicazione. «Il Fondo di rotazione per interventi nel settore agricolo – spiega Zannier – ha attivato nell’ambito di questo Programma Anticrisi specifiche tipologie di finanziamenti agevolati finalizzati prioritariamente all’anticipazione delle spese di conduzione aziendale. Per alcune di queste – aggiunge l’assessore – la Giunta regionale con sue precedenti deliberazioni ha già previsto, sempre in applicazione della medesima Comunicazione della Commissione europea, la parziale conversione in sovvenzione. Con iniziative di questa portata vogliamo affrontare le problematiche legate alle ondate di maltempo che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia, contrastando con decisione – conclude Zannier – ogni fenomeno speculativo che rischia di penalizzare proprio gli imprenditori maggiormente colpiti».
Intanto, sul fronte del maltempo – che ieri è putroppo tornato a colpire anche in Friuli Venezia Giulia – ricordiamo anche un intervento del presidente della Regione Fvg. «Oggi abbiamo avuto un momento di importante condivisione con le categorie produttive regionali per affrontare le problematiche conseguenti all’ondata di maltempo dei giorni scorsi individuando, tra le priorità, la necessità di contrastare quegli inaccettabili fenomeni speculativi che penalizzano proprio chi è stato danneggiato», ha detto a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel corso dell’incontro con i massimi rappresentanti delle categorie produttive regionali sul tema delle problematiche derivate dai danni del maltempo. Presenti, tra gli altri, anche gli assessori regionali Fabio Scoccimarro (Difesa dell’ambiente), Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Riccardo Riccardi (Protezione civile e salute), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari).
Come ha spiegato il più alto rappresentante della Giunta regionale, proprio per effettuare una costante operazione di monitoraggio sui prezzi dei materiali e dei servizi, verrà costituito e convocato a breve un tavolo tecnico anche per intervenire in maniera tempestiva su eventuali distorsioni del mercato che possano incidere negativamente sulla ripartenza delle imprese e sulla riparazione dei danni subiti dai cittadini e dalle strutture pubbliche. «Ogni parte della filiera – ha aggiunto Fedriga – deve essere presidiata, in particolar modo dagli organismi di rappresentanza delle categorie al fine di prevenire qualsiasi aumento ingiustificato dei prezzi».
Altro tema affrontato quello dei materiali usati in particolare per la copertura dei tetti, con la necessità di reperire nuove tecniche che garantiscano una maggiore resistenza, anche in considerazione della costanza di questi fenomeni atmosferici legati al cambiamento climatico. «A tal riguardo – ha sottolineato Fedriga – da parte nostra c’è la massima disponibilità a fare tutti gli approfondimenti su un’eventuale modifica della normativa di competenza regionale per consentire l’uso di materiali più adeguati a resistere a questo tipo di intemperie che ormai non si possono più definire eventi eccezionali».

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In copertina, la copertura di una stalla friulana distrutto dal maltempo.

Impianti fotovoltaici su terreni agricoli, da Roma è stop ai vincoli imposti in Fvg

«Eravamo consapevoli della possibile impugnazione da parte del Governo della nostra norma, ma abbiamo lavorato nella direzione giusta e infatti il Ministero della Cultura ci ha dato ragione esprimendo parere favorevole ai nostri “vincoli” per le installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli o tutelati. Ho sempre sostenuto la necessità di trovare un equilibrio tra ambiente e necessità dell’uomo, ma l’attuale situazione rischiava di vederci invasi da richieste di multinazionali straniere interessate più al profitto che alla tutela del nostro territorio». L’assessore regionale all’Energia, la Difesa dell’ambiente e lo Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, ha commentato così – informa Arc – la notizia giunta da Roma dell’impugnazione da parte del Governo guidato da Mario Draghi della legge del Friuli Venezia Giulia 16/2021 “Misure finanziarie intersettoriali”, «relativamente al limite di 1 megawatt che – precisa l’esponente della Giunta Fedriga – imponevamo ai terreni agricoli per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, ritenendo questo limite idoneo e stimato per l’autoconsumo di un’azienda agricola».
«La competenza, ancora di più in un momento storico come questo di crisi energetica e Pnrr, è dello Stato – ha confermato Scoccimarro -. Lo abbiamo ripetuto anche in Consiglio regionale quando abbiamo ribadito che legiferare prima del recepimento della direttiva Red2 esponeva a possibile impugnazione del Governo presso la Corte Costituzionale come successo per Toscana ed Emilia Romagna». E ha concluso: «Per limitare il proliferare mega parchi fotovoltaici in regione, avevamo predisposto norme e fondi perché i Comuni e gli enti pubblici indicassero gli edifici o aree dismesse non agricole su cui poter installare impianti fotovoltaici pubblici: questo avrebbe significato meno spese per l’energia elettrica e riqualificazione di edifici e aree dissestate».

Fabio Scoccimarro


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In copertina, un impianto fotovoltaico a fianco di un fondo agricolo.

 

Giornata mondiale dell’acqua: tutela per Tagliamento, Isonzo e mare Adriatico

«L’acqua è vita, l’acqua è un tesoro del nostro territorio e la Regione è in prima linea per la sua difesa e tutela. L’amministrazione regionale ha avviato numerose iniziative, dalla tutela dei corsi d’acqua come il Tagliamento e l’Isonzo, ai progetti europeo Marless e regionale aMare Fvg, fino alla legge regionale 21/2020 che disciplina l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a uso idroelettrico». Lo ha detto ieri, come informa Arc, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, durante l’evento online organizzato dall’Ogs per celebrare la Giornata mondiale dell’acqua, nel corso del quale ha spiegato che «il Tagliamento, riserva Mab Unesco, rappresenta il manifesto della mia visione dell’ambiente: in un’ottica conservativa, educativa e di sviluppo sostenibile non verranno posti ulteriori vincoli, ma sarà favorita l’interazione tra uomo e natura, senza che questa relazione si esaurisca nello sfruttamento del territorio».


In merito all’Isonzo, l’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato che «il tema della sensibilità ambientale e del rispetto delle risorse idriche si fa più complicato: l’ambiente e la natura non conoscono confini amministrativi e spesso la condivisione di un bene primario come l’acqua necessità di politiche ambientali convergenti. La Regione sostiene quindi l’idea degli Stati generali dell’ambiente, rallentati a causa della pandemia, ma l’obiettivo è quello di compiere entro l’anno un primo passo con la “Conferenza dell’Ambiente dell’Alto Adriatico” che coinvolga Slovenia e Croazia, oltre a Veneto ed Emilia-Romagna al fine di delineare politiche ambientali comuni a tutela dell’Adriatico e, per quanto riguarda Friuli Venezia Giulia e Slovenia, dell’Isonzo».
Scoccimarro ha, poi, rimarcato che la tutela dell’Adriatico è al centro del progetto europeo Marless che mira alla salvaguardia dell’ambiente marino e la salute dell’uomo partendo dal monitoraggio dei rifiuti dispersi in mare. «Le plastiche sono rifiuti purtroppo sempre presenti in grande quantità sulle nostre spiagge e fondali marini – ha detto -. Partendo da Trieste, il progetto pilota “aMare Fvg” porterà in tutti i Comuni le iniziative di raccolta e trattamento dei rifiuti rinvenuti in mare o nei tratti di litorale da parte dei pescatori durante le attività di pesca e dai diportisti in navigazione; ma anche nell’ambito di iniziative di pulizia dei fondali e degli specchi d’acqua o nel corso di specifiche attività di pulizia dei tratti di litorale ad opera di associazioni di volontariato».
Concludendo, l’assessore ha spiegato che «la tutela dell’acqua sfruttata come fonte di energia rinnovabile è al centro della legge regionale 21/2020, che è stata approvata all’unanimità lo scorso anno in Consiglio regionale e segna il punto di partenza di un progetto ambizioso: la nascita della società elettrica regionale “Fvg Energia”, la quale tutelerà ambiente, salute e lavoro».

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In copertina e all’interno le acque del Friuli Venezia Giulia dal mare Adriatico ai fiumi Isonzo e Tagliamento.