Grandi Verticali, le Città del vino Fvg domani al gran finale di Gorizia con Friulano & Tocai. E lunedì da Nimis il via al lungo calendario delle Notti 2025

Mentre è cominciato il conto alla rovescia per la seconda edizione delle Notti del vino – il via lunedì prossimo, a Nimis storica Città del vino Fvg, al lungo calendario che andrà fino a settembre -, si sta per concludere dopo dodici fortunati appuntamenti, svoltisi tra gennaio e giugno, l’edizione 2025 de “Le Grandi Verticali della Città del Vino”. Curata dal Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino, ha avuto come titolo “Gemellaggi-Insieme siamo unici” e in ogni tappa che visto un grande vino regionale incontrare un “cugino” proveniente dal resto d’Italia.
L’evento finale, con l’Ente Friuli nel Mondo, omaggerà Gorizia – Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica – e un grande vitigno autoctono, di cui verrà anche raccontata la storia. Si terrà, infatti, domani 21 giugno, alle ore 17.30, all’Hotel Entourage di Piazza San Antonio,la degustazione guidata “Friulano & Tocai – Tocai dal Mondo e Tocai dal Friuli – Evoluti e senza tempo”. Accompagnati dal formaggio Montasio, saranno proposti i vini delle seguenti cantine: Friulano Slalom Gigante – Adriano Gigante; Friulano Ante Bellum – Stroppolatini; Friulano Anfora Castello Sant’Anna; Friulano Vignai da Duline; Athena – Friulano Picech; Zegla – Friulano Renato Keber; Kai – Friulano Paraschos e Friulano Riserva Alessandro Pascolo. Condurrà il filosofo e sommelier Matteo Bellotto con il professor Paolo Sivilotti e lo storico Walter Tomada. Costo 35 euro a persona, iscrizioni contattando la Pro Loco Mitreo Duino Aurisina via email a prolocoaurisina@libero.it o chiamando il 348.5166126.

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Le Notti in uno special tv

E delle Notti del vino, ma anche della valorizzazione del Vigneto Fvg in generale, si è parlato, in modo approfondito, ieri sera durante uno special andato in onda su Telefriuli. Ospiti della trasmissione, Tiziano Venturini per le Città del vino, Anastasia Durì della Sclusa di Corno di Rosazzo, Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, e il sindaco di Palazzolo dello Stella, Franco D’Altilia. In collegamento dalle colline romagnole Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian, che ha “letto” la promozione del vino sotto un’ottica allargata al panorama nazionale.

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«Il pubblico, in questi mesi – ha affermato Tiziano Venturini, vicesindaco di Buttrio, coordinatore regionale e vicepresidente nazionale delle Città del Vino – ha mostrato di apprezzare il format scelto per Le Grandi verticali con i gemellaggi tra i nostri grandi vini regionali e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche quello di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato. In questo modo, lungo i mesi abbiamo potuto incontrare nell’ordine la Vernaccia di San Gimignano, il Barolo, il Fiano d’Avellino, il Tai di Lison, Il Pinot grigio delle Venezie, il Vermentino di Liguria, lo Schiava dell’Alto Adige, il Vermentino di Gallura, la Malvasia dei Castelli Romani, il Raboso del Piave e il Sagrantino di Montefalco. La presenza dei produttori regionali e di quelli provenienti dalle altre parti d’Italia ha impreziosito ogni serata. Concludiamo con questa grande serata dedicato al Tocai/Friulano: comunque lo si voglia chiamare, rimane uno dei vini simbolo del nostro territorio».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – prende come detto il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono FVG e di Banca 360 FVG, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, un bel grappolo di Tocai friulano: il suo vino al centro della Grande Verticale di domani a Gorizia.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.

Doc delle Venezie, è conto alla rovescia per il forum internazionale di Verona su Pinot grigio, nuove tendenze e mercato

È iniziato il conto alla rovescia per il “delle Venezie Doc International Forum”, il convegno internazionale firmato Doc delle Venezie in programma sabato 4 novembre a Verona in cui operatori, opinion leader e stampa di settore avranno l’opportunità di confrontarsi sui valori del Pinot grigio delle Venezie Doc (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto), tra nuove tendenze e cambiamenti di mercato. Forte del successo della prima edizione tenutasi nel 2019, il Consorzio torna a proporre una giornata di presentazione e dibattito sui temi dell’eccellenza produttiva del Triveneto, dentro e fuori i suoi mercati di riferimento. L’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle ore 10 e sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.

Albino Armani


Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, Coordinatore Settore Vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare invece i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie Doc e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director Iwsr and Trustee e Wset, discuterà invece le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, Ceo di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

L’evento è su registrazione. In caso di interesse, preghiamo dunque di confermare la partecipazione entro martedì 31 ottobre a questo LINK.
Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it
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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

Cantina di Ramuscello, 60 vendemmie e una crescita continua nella qualità

di Claudio Soranzo

SESTO AL REGHENA – Sessanta vendemmie, 60 e più anni di lavoro nei campi, soprattutto in vigna, sono un vero e proprio record che la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha festeggiato alla grande, non solo con un sontuoso party, ma soprattutto con una tavola rotonda che ha visto in qualità di relatori un parterre di tutto rispetto e un uditorio davvero imponente. Moderato e soprattutto stuzzicato da un presentatore d’eccezione qual è il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, il dibattito con il tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale” ha avuto momenti molto importanti, vista la competenza e l’autorevolezza dei relatori.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

 

A dare il “la” al convegno è stato il presidente del Comitato Nazionale Vini del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Attilio Scienza: «Le Doc, i territori vitivinicoli e la riscoperta delle varietà autoctone devono ringraziare la cooperazione che, in tempi non sospetti, ha capito quanto fosse importante stabilire nuove regole per la rinascita del vino italiano. Le cantine cooperative sono chiamate ora a un nuovo salto di qualità per affrontare i cambiamenti in corso e diffondere le nuove conoscenze». «La cooperazione vitivinicola, attraverso la quale passa il 58% del vino della Penisola – gli ha fatto eco Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, apparso da remoto sul megaschermo -, assieme ai produttori e agli enologi ha assunto un ruolo determinante per il rinnovamento del comparto e delle sue numerose diversità. In questo contesto, la Cantina Produttori di Ramuscello ha saputo trovare un significativo spazio d’avanguardia in molti campi, compreso quello della sostenibilità praticata, e non solo parlata». A porre, poi, l’accento sull’importanza di un totale coordinamento, facendo rete per non disperdere la capacità di azione del movimento cooperativo – che deve ancora prendere completa consapevolezza della sua forza e responsabilità nel governo del settore – sono stati i cooperatori Luca Rigotti, coordinatore del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Corrado Casoli, presidente del Gruppo Italiano Vini e il padrone di casa Gianluca Trevisan, presidente della Cantina. Al partecipato appuntamento (oltre 300 i convenuti) hanno preso parte anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari; Albino Armani, presidente del Consorzio Doc “Delle Venezie”, e Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc “Prosecco”, pronti a sottolineare l’importanza che il comparto vitivinicolo ha assunto nell’intero Nordest d’Italia, nel quale la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito è inserita a pieno titolo.

I relatori e il foltissimo parterre.

 


Il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ha quindi illustrato alla perfezione le bottiglie celebrative della 60ma vendemmia, dedicate al Pinot grigio e al Refosco dal peduncolo rosso, mentre la vicepresidente Laura Bertolin ha ripercorso con dovizia di particolari la prestigiosa storia della cooperativa pordenonese e della sua crescita quantitativa e soprattutto qualitativa. È emerso, tra l’altro, che nell’anno in corso il bilancio della Cantina supererà i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’esercizio precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte, dai 750 ettari vitati appartenenti ai 158 vignaioli soci, che fanno riferimento alla cooperativa da ben 21 Comuni di tre diverse province, Pordenone, Udine e Treviso.
È stato pure messo in evidenza che con in progetto di miglioramento qualitativo dei vini in produzione, nel 2020 ha preso avvio l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, riconosciuto a livello comunitario) coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 soci. Quest’anno i soci interessati sono raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630.

Nel 2021, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione Vini e prodotti Italiani di Qualità), sono stati certificati 5.400 ettolitri di vino vegano. Una notizia che ha sollevato molto interesse in regione e a livello nazionale. È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della certificazione biologica per la Cantina. «La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente – ha commentato il presidente Gianluca Trevisan -. Siamo vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui, convinti che possano pure rappresentare degli interessanti tratti distintivi per la valorizzazione del vino “Made in Friuli Venezia Giulia”». E tra un paio di mesi, o poco meno, partirà la vendemmia numero 61. Buon raccolto a tutti!

La certificazione ambientale in vigna.

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In copertina, ecco una veduta d’insieme delle strutture della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito.

 

E ora anche la Certificazione biologica per la Cantina di Ramuscello e San Vito

(g.l.) Ci sarà lo stato maggiore del settore primario, con particolare riferimento alla vitivinicoltura, sabato 11 giugno, a festeggiare la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito che celebrerà, come già annunciato, i suoi sessant’anni di vita. Ci sarà infatti, fra le numerose iniziative, organizzate anche una tavola rotonda sul tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale”, con Riccardo Cotarella, Attilio Scienza, Luca Rigotti, Corrado Casoli, Albino Armani e Stefano Zanette.

L’assessore Zannier con Trevisan e Rizzi.


La produzione di vino di qualità sostenibile e certificata è una delle bussole che regolano il lavoro della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito che – presieduta da Gianluca Trevisan e diretta da Rodolfo Rizzi -, quest’anno festeggia appunto la sua 60ma vendemmia, con un’asticella che si è alzata, e continua a farlo, anno dopo anno. Nel 2020, infatti, è partita l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 aziende. Nel 2022, i soci interessati sono quasi raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630, sui 750 complessivi. Nel 2021, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità), erano stati certificati, come molti ricorderanno, 5.400 ettolitri di “vino vegano”. Una notizia che ha suscitato molto interesse in regione, ma anche a livello nazionale.
È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della Certificazione biologica per la Cantina sita nel Comune di Sesto al Reghena, Città del vino Fvg. «Stiamo proseguendo nella direzione tracciata già da qualche anno – commenta infatti il presidente Trevisan – facendo sempre alcuni passi avanti, con il sostegno della base sociale e dei nostri clienti. La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente. Siamo già vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui (in riferimento ai fitofarmaci). Pure l’impianto fotovoltaico che abbiamo installato sul tetto della cantina e la progettata piazzola di lavaggio degli atomizzatori dei soci, con relativo impianto di depurazione, vanno in tale direzione».
E questi saranno pure i temi che, almeno in parte, che verranno affrontati dopodomani, a partire dalle ore 10.30, appunto in una qualificata tavola rotonda che sarà moderata dal giornalista e direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Nella tensostruttura della Cantina, ricordiamo che, oltre all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, vi prenderanno parte Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi; Attilio Scienza, presidente del Comitato Nazionale Vini del Mipaaf; Luca Rigotti, coordinatore del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Corrado Casoli, presidente del Gruppo Italiano Vini; Albino Armani, presidente del Consorzio Doc “Delle Venezie” e Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc “Prosecco”.

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In copertina, Gianluca Trevisan presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito che festeggia 60 anni di cooperazione.

Cantine Aperte, con Assoenologi Fvg il punto sul mercato stravolto dal Covid

(g.l.) Cantine Aperte, un grande ritorno nel Friuli Venezia Giulia, in questo momento in cui pare che finalmente la pandemia, che tanti danni ha causato anche al settore vitivinicolo, stia allentando la presa, tanto che da domani la nostra regione diventerà “zona bianca”. La tradizionale festa del Movimento turismo del vino Fvg- che avrà un bis anche a metà giugno – rappresenta un’occasione promozionale da sempre importante per far conoscere il prodotto della vite negli stessi luoghi in cui nasce (“Vedi e sai cosa bevi!”, recita il famoso slogan). E lo è ancora di più in quest’anno che ha dovuto nuovamente fare i conti con l’emergenza sanitaria, che ha “disegnato” – o sarebbe meglio dire “imposto” – un nuovo modello di mercato del vino che oggi risulta stravolto, privilegiando Gdo a scapito di Horeca, come è emerso chiaramente da un webinar che Assoenologi Fvg ha organizzato proprio in questi giorni in collaborazione con Enartis, azienda leader nazionale per i prodotti destinati all’enologia, suscitando grandissimo interesse, tanto che è stata grande la partecipazione di tecnici e produttori vitivinicoli. Tema del convegno era proprio “Il futuro mercato del vino”.

Rodolfo Rizzi e Riccardo Cotarella.

I saluti di Assoenologi Fvg sono stati portati dal presidente Rodolfo Rizzi, il quale si è soffermato sull’importanza che oggi riveste l’enologo non solo nella parte tecnica, ma anche in quella commerciale e di comunicazione. Gli ha fatto eco il presidente nazionale Riccardo Cotarella che ha tracciato un quadro dell’evoluzione professionale dell’enologo, cambiata appunto radicalmente in questi ultimi anni e che oggi, vista l’evoluzione dei mercati, dovrà dimostrare un’ancora maggiore flessibilità professionale. “Nessuno meglio dell’enologo – ha proseguito Cotarella – può raccontare e divulgare il vino, presentando un territorio variegato e ricco di storia com’è quello che ci circonda”.
Ma nel vivo dell’importante tematica si è entrati con Fabio Piccoli, giornalista esperto di marketing internazionale del vino e direttore del magazine online “Wine Meridian”. Il relatore, dall’alto della sua riconosciuta esperienza internazionale, ha analizzato il mercato del vino prima e dopo la pandemia.
Fino al 2019, ha spiegato Piccoli con dati alla mano, la maggioranza delle cantine prediligeva commercializzare i propri vini sul canale Horeca (Hotel-Ristorante-Catering) a dispetto della Grande distribuzione organizzata. Infatti, in questi ultimi anni la Gdo stava subendo un evidente calo di consensi, da parte di molte realtà vitivinicole, che dimostravano un certo distacco e disapprovazione per quella tipologia commerciale.
Prima dell’esplosione del Covid, anche l’e-commerce era visto con pochissimo interesse, da parte del vignaiolo e infatti, occupava un risicato 1 per cento sull’intera vendita di vino. Tutti questi orientamenti commerciali, che fino a marzo 2020 (mese in cui la pandemia è stata ufficialmente riconosciuta) erano dei “dogmi” per i vignaioli, sono improvvisamente crollati in quanto, era in atto una vera rivoluzione del mercato.

La festa dell’enoturismo.


La vendita di vino nel canale dell’Horeca, a causa delle moltissime restrizioni imposte dal Governo nazionale, si è praticamente azzerata, mentre la Gdo ha avuto un vero sussulto, aumentando le vendite a doppia cifra in percentuale. Grande risalto ha avuto poi la vendita dei vini fermi, mentre, soprattutto nel primo periodo, i vini spumanti hanno subito una flessione rispetto al periodo precedente alla pandemia.
La Gdo si è quindi dimostrata come la vera “ancora di salvezza” per tantissime aziende che hanno saputo diversificare, negli anni, i loro segmenti di mercato.
Inoltre, ampi scenari si sono spalancati anche per l’e-commerce che grazie, sia all’impossibilità del consumatore di spostarsi, per i noti motivi, sia all’evoluzione “digitale” del consumatore stesso, ha fatto registrare un fortissimo aumento percentuale. Anche il settore Bio sta registrando buoni interessi, da parte del mercato, segno tangibile di una costante rincorsa verso una “Sostenibilità ambientale” che viene intrapresa anche sotto altre forme di certificazione (Sqnpi, Equalitas…).
Fabio Piccoli, a conclusione del suo interessante e apprezzato intervento, ha voluto sottolineare come questo mercato, in forte cambiamento, farà sicuramente registrare una diminuzione dei locali distributivi, una diversa modalità di approvvigionamento e di consumo e per questo richiederà aziende sempre più strutturate e organizzate. Saranno quindi professionalità, competenza e organizzazione, i capisaldi per una nuova ripresa commerciale, sia in Italia che all’estero.

Successivamente è passato a Michele Manzo, dell’area manager di Enartis, il compito di presentare un nuovo prodotto enologico, a base di tannino naturale, denominato Hideki che, tradotto dal giapponese, significa “Splendida opportunità”. Questa miscela di tannini ha la straordinaria proprietà di salvaguardare il vino, sia con una funzione antiossidante che di protezione verso microorganismi indesiderati, quali i batteri acetici. Una nota tecnica, insomma, molto interessante che ha coronato la trattazione di una tematica strategia per il settore della vite e del vino. Il quale, evidentemente, non può prescindere dalla tecnica che, anzi, deve viaggiare sempre più in sintonia con gli altri aspetti legati appunto alla produzione, alla commercializzazione e alla promozione. Come quella che si sta facendo, appunto, anche oggi con Cantine Aperte, manifestazione leader del Vigneto Fvg.

Una bella immagine di vigneti.

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In copertina, Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia: l’appuntamento è anche oggi fino al tramonto.

 

Quali prospettive per il mercato del vino ai tempi di Covid e di regole Ue assurde?

(g.l.) Quali prospettive si delineano per la commercializzazione dei vini, a cominciare da subito, ma anche in una proiezione medio-lunga? Sono certamente fatte di luci e ombre, considerate le enormi difficoltà del momento causate dall’emergenza sanitaria e dal durissimo colpo inferto soprattutto al settore della ristorazione – quello che ormai è riconosciuto da tutti con la sigla Horeca – dalle norme anti-Covid per contrastarla, ma anche dai continui bastoni che vengono piazzati dai Palazzi d’Europa nelle ruote dell’enologia del Vecchio Continente, e quindi anche di casa nostra: l’ultima, come tutti sanno, è l’assurda proposta (e speriamo rimanga tale) di ridurre il grado alcolico mediante l’anacquamento! Ed è appena il caso di aggiungere quella, altrettanto clamorosa, di far scrivere sulle etichette “prodotto nocivo alla salute”, come avviene da tempo sui pacchetti delle sigarette.

Rodolfo Rizzi

Aspetti, dunque (ma ce ne sono, ovviamente, anche altri, come quello della mancanza per due anni di seguito del Vinitaly di Verona), che meritano d’essere chiariti e approfonditi, per cui giunge più che opportuno un convegno online organizzato da Assoenologi Fvg con la regia del presidente Rodolfo Rizzi. Proprio oggi, 19 maggio, con inizio alle ore 17.30, si terrà infatti un webinar durante il quale si affronterà un argomento più che mai di grande attualità, appunto “Il futuro mercato del vino”. «Di questo – annuncia Rizzi in un messaggio inviato ad associati e ospiti – ci parlerà uno dei massimi esperti del settore e nonché caro amico di Assoenologi, il giornalista Fabio Piccoli. Inoltre, Enartis, partner di Assoenologi, ci presenterà un’interessante novità del settore enologico. A questo importante appuntamento presenzierà il presidente nazionale di Assoenologi, il dottor Riccardo Cotarella».

E sempre oggi, ma a livello nazionale, si apre un ciclo di incontri, ancora in via telematica, ma di carattere agronomico. Infatti, dopo il ciclo sull’impianto del vigneto tenutosi tra febbraio e marzo, prosegue la collaborazione di Assoenologi con il Cuve – Coordinamento nazionale Corsi di studio universitari in viticoltura ed enologia sullo strategico tema della gestione del vigneto, nella consapevolezza che la qualità del futuro vino nasce già proprio sulla vite razionalmente coltivata. Per cui oggi si parlerà di “Gestione sostenibile del vigneto: tecniche agronomiche” e domani di “Gestione agronomica “di precisione” in viticoltura”. Può darsi, però, che non ci siano più posti disponibili, perché le iscrizioni dovevano avvenire entro lunedì scorso.
Sono invece ancora aperte, perché termineranno il 24 maggio, quelle per i due webinar della prossima settimana, quando si parlerà di “Irrigazione nella viticoltura da vino” (mercoledì) e di “Maturazione dell’uva: tecniche agronomiche per la gestione del processo” (giovedì), con orari dalle 17 alle 18.30. Come quelli dei mesi scorsi, i corsi sono a pagamento, ma con forti riduzioni a favore degli studenti universitari.

Vigneti delle Grave del Friuli.

Per l’iscrizione al webinar odierno, aperta a tutti, si deve utilizzare questo link : https://zoom.us/meeting/register/tJMsc-iprzIjGdWWXDnyCL8uW7aJjzz7nRm8

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In copertina, uno scorcio dell’enoteca Fvg all’ultima edizione del Vinitaly.