Decanter premia il Vigneto Fvg: Muzic grande protagonista con altre cantine di Collio e Colli orientali del Friuli

L’azienda Muzic di San Floriano del Collio è la più premiata a livello regionale al concorso Decanter World Wine Awards di Londra. Giunta alla sua 21ma edizione, la manifestazione enologica rappresenta il più grande concorso vinicolo mondiale, riconosciuto soprattutto per l’affidabilità del rigoroso processo di degustazione e selezione fatto dai più autorevoli esperti e professionisti del wine business. I risultati, pubblicati sul sito Decanter.com, evidenziano anche quest’anno grandi record nella qualità dei vini, in particolare dall’Italia con la regione Friuli Venezia Giulia. Fra gli oltre 18 mila vini totali in degustazione, Muzic si riconferma per la seconda volta come l’azienda più premiata a livello regionale al prestigioso concorso, dopo la medaglia “Best in Show” per il Collio Uve Autoctone “Stare Brajde” 2019, ottenuta già nel 2021.


Il Collio Uve Autoctone 2022 di Muzic (prodotto da Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla) quest’anno si è aggiudicato la medaglia d’argento con 93 punti, per la sua struttura elegante e ben bilanciata, dal profumo delicato con note fruttate e di mandorla. L’altro Vino da Uve Autoctone che ha ricevuto la medaglia d’argento è quello della Cantina Produttori Cormòns, a dimostrazione dell’importanza di questo progetto di valorizzazione territoriale – di cui fanno parte le due aziende assieme ad altri produttori del Collio -, con il quale si promuove l’utilizzo di varietà indigene che contribuiscono a dare al vino un’eleganza immediatamente riconoscibile. Ed è proprio la prevalenza di vitigni autoctoni, che costituiscono il punto focale della produzione Muzic, assieme alla tradizione, alla genuinità del lavoro e al rispetto dell’ambiente, a distinguere la storica azienda e i suoi vini: profumati e dai sapori che ricordano la natura rigogliosa che circonda la cantina, ventisei ettari di vigneto di cui ventiquattro iscritti alla Doc Collio. L’azienda si è aggiudicata anche la medaglia di Platino per un altro autoctono che esalta alla perfezione il terroir del Collio: il Friulano “Valeris” 2022 con 97 punti, un vino caratterizzato da grande mineralità e freschezza, prodotto dalle uve provenienti da storici vigneti la cui età supera i quarant’anni. La medaglia d’Oro è andata invece al Sauvignon “Pajze” 2022 con 95 punti, che si è distinto soprattutto per l’armonia e l’equilibrio al gusto.
Per quanto riguarda il Friuli, sono state assegnate ben 94 medaglie d’argento, attestate tra 90 e 94 punti, e 113 medaglie di bronzo, attestate tra 86 e 89 punti. Oltre a Muzic, l’altra medaglia di Platino è andata al Castello di Spessa di Capriva, per il suo Pinot bianco “Santarosa” 2022. Infine, ancora tre medaglie d’oro a livello regionale, con 95 punti raggiunti, assegnate al Sauvignon 2022 di Sturm, in Località Zegla a Cormòns, al Collio Bianco “Broy” 2021 di Eugenio Collavini, di Corno di Rosazzo, e al Friulano “12 Viti” 2022 Doc Colli orientali del Friuli di La Sclusa di Spessa di Cividale.

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In copertina, i fratelli Muzic in cantina e all’interno con i loro genitori.

Compie 50 anni “il Grigio” di Collavini: Vinitaly festeggerà la nuova etichetta

Il Grigio Spumante Brut di Collavini compie cinquant’anni e celebra l’importante traguardo raggiunto con un restyling della storica etichetta. La nuova bottiglia verrà presentata durante la 55ma edizione di Vinitaly, a Verona, dove il primo spumante friulano da uve di Pinot grigio e Chardonnay creato con metodo Martinotti debuttò nel 1973. Nella grafica scelta traspare l’amore di Manlio Collavini per uno stile che si avvicina alle correnti artistiche del Liberty e dell’Art Nouveau. Il disegno, ispirato a un’immagine rinvenuta da Manlio stesso in un libro antico, è stato riadattato per l’etichetta de Il Grigio, dove il movimento delle piccole spirali ricorda l’elegante armonia dei cirri della vite. L’autore dell’opera originale è Aubrey Beardsley, illustratore inglese contemporaneo di Oscar Wilde, che lo scrittore descrisse “dalla faccia come un piatto d’argento e con capelli verdi come l’erba”.
“I miei primi ricordi de Il Grigio Spumante – racconta Luigi Collavini, titolare assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio di Collavini – si legano a quando da bambini andavamo a giocare nel magazzino e con gli amici si costruiva con i cartoni dei veri e propri fortini dove poi ci fronteggiavamo a colpi di fucili ad elastico. Poi, come logica conseguenza, arrivavano le tirate d’orecchi del magazziniere che si trovava tutti i cartoni sporchi e sparpagliati. Passavo poi, qualche anno dopo, ai primi sorsi di vino bevuti in occasione dei brindisi natalizi o di Capodanno in famiglia. E nella mia età adulta diventava un compagno di lavoro, quando andavo a proporlo ai clienti nelle enoteche e nei ristoranti. Io e Il Grigio abbiamo fatto molta strada assieme e adesso, che sono ‘grigio’ anche io, vivo questo vino quasi come un membro della nostra famiglia e per questo il 50° anniversario mi è particolarmente caro”.
Nel corso dei suoi cinquant’anni, Il Grigio ha ottenuto numerosi successi, affermandosi tra le personalità più in vista degli anni Settanta e Ottanta. Carlo, l’allora erede al trono e oggi re d’Inghilterra, e la moglie Diana Spencer lo assaggiarono durante il loro viaggio in Italia nel 1985: ne è testimone la lettera inviata da Buckingham Palace in cui si ringrazia per il gradito dono ai principi di Galles. Anche Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Enzo Jannacci, Steno, Guido Nicheli, meglio noto come Il Dougui o Il Cumenda dei cinepanettoni dei fratelli Vanzina, e il gruppo di comici che si esibiva al Derby Club di Milano ne furono grandi ammiratori. Fu proprio Nicheli a consigliare a Manlio Collavini di distribuirlo nei club e nei bar più esclusivi della città meneghina, decretandone il successo. Non solo: Il Grigio è stato per anni utilizzato nella preparazione del celebre cocktail Bellini all’Harry’s Bar di Venezia, luogo di ritrovo del jet set internazionale. E a bordo degli aerei Alitalia e Air Canada è stato per lungo tempo servito come brindisi benaugurale per il volo.
Di colore paglierino scarico, brillante con venature verdognole, il profumo de Il Grigio è fragrante e fresco, con note di mela golden, pera e crosta di pane caldo. Il sapore rotondo, leggermente aromatico, è armonico e persistente. Si presta a essere servito come aperitivo o per accompagnare primi piatti vegetariani e pesce al forno.

Collavini una storia di famiglia che inizia più di un secolo fa e che continua oggi raccontando nel calice il migliore Friuli enoico. Nel 1896 Eugenio Collavini inizia a commerciare vino alle nobili famiglie udinesi. Il testimone passa poi al figlio Giovanni, che guiderà l’azienda tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. La svolta avviene con l’ingresso di Manlio, che con uno sguardo rivolto al futuro porterà Collavini e i vini friulani alla ribalta sui mercati internazionali. Nel 1971 nasce Il Grigio, spumante da uve pinot grigio e chardonnay, probabilmente il primo prodotto con metodo Martinotti in Friuli. Alla fine del decennio, Manlio con spirito pionieristico produce uno spumante a base di Ribolla Gialla: un successo che gli varrà l’appellativo “Il Signore della Ribolla Gialla”. Proprio queste uve, nella versione Brut, danno vita al Metodo Collavini, innovando la tecnica enologica friulana del tempo. Oggi Giovanni e Luigi, figli di Manlio, guidano l’azienda con attenzione alla qualità e voglia di sperimentare. Collavini produce un milione e mezzo di bottiglie, esportandone circa il 50%. I mercati di riferimento esteri più importanti sono Canada, USA, Germania, Regno Unito, Thailandia e Giappone.

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In copertina, il restyling della storica etichetta del celebre spumante brut di Collavini.

 

Gli spumanti Fvg tra storia e nuove tendenze: i 4 migliori secondo Casarsa

(g.l.) Sono quattro gli spumanti più buoni del Friuli Venezia Giulia. Il verdetto è stato emesso dagli esperti riuniti nell’ambito del concorso “Filari di Bolle 2021”, i quali hanno stabilito che le “bollicine” migliori sono quelle del cavalier Guido Lorenzonetto di Pertegada (Prosecco Doc), di Eugenio Collavini di Corno di Rosazzo (Ribolla gialla Dosaggio Zero), dei Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa (Naonis Jadér Cuvée) e dell’azienda I Magredi di Domanins (Michelangelo). Etichette che saranno grandi protagoniste martedì 10 agosto a “Calici di stelle”, proprio durante la notte di San Lorenzo, nella suggestiva cornice dell’Antico frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich.

Ecco tutti i premiati…

… e gli spumanti migliori.

Questa dunque la decisione, peraltro non facile, della giuria riunitasi alcuni giorni fa e che ha messo in evidenza un’attenzione alle categorie “storiche” della spumantizzazione regionale, ma anche un occhio alle nuove tendenze, a partire dalla new entry Prosecco Doc Rosè e dalla comunicazione tramite l’etichetta. E nella sala consiliare della cittadina delle Grave, che in fatto di vini ha una voce molto autorevole nella nostra regione, specialmente per quanto riguarda la spumantistica, è appena avvenuta la premiazione di questa settima edizione di “Filari di Bolle”, la Selezione degli spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Loco, Città di Casarsa della Delizia e Associazione italiana sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Alla cerimonia affidata alla regia di Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, ha fatto gli onori di casa il sindaco Lavinia Clarotto.

Guido Lorenzonetto

Giovanni Collavini

La Selezione, all’interno della Sagra del Vino che in via eccezionale quest’anno si sta svolgendo in edizione estiva, ha dunque decretato ancora una volta le migliori “bollicine” regionali con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare. Sono stati 87 i vini partecipanti.
«Nonostante l’emergenza sanitaria – ha spiegato Tesolin, da poco riconfermato leader della Pro Casarsa –, come lo scorso anno, siamo riusciti a realizzare ugualmente la nostra Selezione, che ormai con le sue sette edizioni è diventata un appuntamento apprezzato e atteso dal mondo della spumantistica regionale, utile anche per fare il punto sul comparto. E ora gli spumanti selezionati saranno protagonisti dei nostri prossimi eventi, a partire dalla serata di Calici di stelle del 10 agosto all’insegna della musica e delle “bollicine”. Noi ci impegniamo al massimo e le prossime edizioni saranno sempre più una grande vetrina per i vini, le aziende, le persone che credono nel valore di questi prodotti eccellenti. La Sagra del Vino in edizione estiva è stata una scommessa vinta: andremo avanti fino a settembre ma già adesso, dopo i positivi weekend tra giugno e luglio, possiamo dire che è stata apprezzata, in quanto questi momenti di condivisione e intrattenimento, organizzati in sicurezza, erano attesi dalla comunità».
«Per noi è un orgoglio essere riusciti, come lo scorso anno, a proporre la Selezione nonostante la pandemia», ha sottolineato Lavinia Clarotto, che ha ricordato l’appartenenza di Comune e Pro Loco di Casarsa all’associazione nazionale Città del Vino . «Il vino spumante – ha aggiunto – è un’eccellenza di Casarsa della Delizia e da questo siamo partiti per dare visibilità a tutto il comparto regionale e alla sua filiera. Le nostre “bollicine” sono sempre più apprezzate e per noi questo è un modo di promuovere tutto il Vigneto Friuli Venezia Giulia. Il vino è uno degli elementi della ripartenza, per ritrovare presto dei momenti di gioia nel rispetto delle regole e con responsabilità: c’è un nuovo mondo che ci aspetta».

Roger Cicuto

Andrea Giurato

Ha poi portato il saluto di tutte le sue associazioni aderenti Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione tra le Pro Loco d’Italia, il quale ha lodato la determinazione degli organizzatori nel non saltare le edizioni della Selezione nonostante la pandemia e ha sottolineato la proposta di qualità che si rinnova ogni anno. Sono intervenuti alla premiazione anche il presidente di Fedagripesca Confcooperative Fvg, Venanzio Francescutti, ed Ester Pilosio, consigliere di Friulovest Banca. Tesolin ha letto i saluti inviati dall’onorevole Vannia Gava, sottosegretario di Stato al ministero della Transizione ecologica, e da Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ricordando altresì il sostegno del Consorzio delle Doc-Fvg guidato dal riconfermato Adriano Gigante.
Pier Dal Mas, referente provinciale dell’Associazione italiana sommelier Friuli Venezia Giulia, ha quindi portato i saluti del presidente regionale Renzo Zorzi e come presidente della giuria di “Filari di Bolle” ha lodato l’eleganza dei vini in gara e la loro personalità, dicendo che la qualità continua a salire edizione dopo edizione. La giuria ha visto come membri anche Rodolfo Rizzi, Gianni Ottogalli, Stefano Cosma, Vladimiro Tulisso e Stelio Smotlak.
Come premi sono state consegnate magnifiche foto del maestro Elio Ciol riguardanti i suoi viaggi, omaggio alla sua carriera e alla bellissima mostra visitabile fino al 26 settembre “Elio Ciol Respiri di Viaggio” nell’ex municipio (in dono ai vincitori anche il catalogo della esposizione fotografica oltre all’attestato). Incorniciate da Il Glifo di Vincenza Crimi, le foto sono state illustrate dal figlio dell’anziano maestro casarsese, Stefano Ciol, che ne ha portato anche i saluti. Questi, dunque, i premi delle 4 categorie principali, che abbiamo già richiamato all’inizio.

Giulia Bianchini

Ippolito di Martino

Categoria metodo Charmat Prosecco Doc a Lorenzonetto cav. Guido di Pertegada (Udine) per il Prosecco Millesimato Extra Dry: l’imprenditore ha ricordato come il Prosecco sia l’oro bianco del Friuli Venezia Giulia, elemento di crescita economica.

Categoria metodo Charmat monovarietale a Eugenio Collavini di Corno di Rosazzo (Udine) per la Ribolla gialla Dosaggio Zero: Giovanni Collavini ha sottolineato la pazienza che serve per produrre un vino di qualità come il proprio.

Categoria metodo Charmat Cuvée a Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa (Pordenone) per il Naonis Jadér Cuvée: Roger Cicuto ha portato i saluti del presidente della Cantina Flavio Bellomo e ha sottolineato come il vino premiato continui ad essere molto apprezzato anche nel canale Horeca.

Categoria metodo classico I Magredi di Domanins di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone) per il Michelangelo: Andrea Giurato, portando i saluti di Michelangelo Tombacco, ha sottolineato l’attenzione continua che occorre nel processo del metodo classico, per il quale sono soddisfatti dei risultati.

Inoltre due premi speciali:

Metodo Charmat Prosecco Doc Rosé (la grande novità tra le “bollicine”) a Forchir – Viticoltori in Friuli di Camino al Tagliamento (Udine) per il Joy. Giulia Bianchini ha osservato come ci sia soddisfazione nel vedere un prodotto nuovo ricevere subito un così prestigioso riconoscimento.

Migliore etichetta a Modeano di Palazzolo dello Stella (Udine) per Àvril Ribolla gialla Friuli Doc. Ippolito di Martino ha spiegato come le scelte cromatiche effettuate vogliano aiutare il consumatore nella ricerca del prodotto.

Lavinia Clarotto, sindaco

Antonio Tesolin, Pro Casarsa

Da tutti i premiati un ringraziamento agli organizzatori per l’impegno profuso nel portare avanti la Selezione. Brindisi finale con le bollicine selezionate, che ora saranno protagoniste nei prossimi eventi estivi casarsesi. Come si diceva, si parte con Calici di Stelle: appuntamento all’arena estiva dell’Antico frutteto del Palazzo Burovich de Zmajevich (ingresso da via Segluzza) martedì 10 agosto, dalle 19, con la presentazione e degustazione dei vini. Per info e prenotazioni telefono 338.7874972, e-mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org, www.procasarsa.org. Prenotazione obbligatoria e accesso consentito solo con Green pass/Certificazione verde. La degustazione prevede i vini di “Filari di Bolle” in abbinamento a prodotti del territorio, con un contributo di 10 euro. In caso di pioggia si terrà esclusivamente il previsto concerto a teatro, non la degustazione.