Friuli e Libano a confronto al Vinitaly di Verona con le Donne del vino Fvg: masterclass con progetto di cooperazione

Incontro tra vini friulani e libanesi a Verona. Lunedì 15 aprile, alle 10.50, nel mega-stand della Regione Fvg al Vinitaly, l’Associazione Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia guiderà, infatti, una masterclass di 12 vini caratteristici e autoctoni del Libano e della nostra regione. La degustazione si inserisce in un progetto più ampio di cooperazione tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Paese del Libano, denominato “Twinning partnership for Sustainable SMEs Development in Lebanon, e ove UNIDO ITPO Italy (Organizzazione delle Nazione Unite per lo Sviluppo Industriale) è partner esecutore, mentre l’Università di Udine e Holy Spirit University of Kaslik (Libano) sono partner progettuali.
Nel corso della masterclass, presentata dalla delegata dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino Fvg, Elena Roppa, e guidata dalla sommelier e giudice sensoriale, Maria Teresa Gasparet, sarà possibile approfondire alcuni aspetti della viticoltura del Libano, in particolare della Valle del Bekaa, con accento sulla varietà autoctona bianca dell’Obeidy e su alcuni stili di vinificazione nei vini rossi.
Oltre ai sei vini del Libano, prodotti da sei aziende diverse, saranno protagonisti della masterclass anche sei vini di altrettante aziende vitivinicole friulane, tra cui Friulano, Malvasia, Ribolla gialla, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino di Prepotto e Pignolo, per dare una panoramica ampia sui vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia. Per la partecipazione alla masterclass, resa possibile grazie anche al supporto logistico di Ersa Fvg e Uni.Doc Fvg, sono disponibili solo pochissimi posti, dedicati agli operatori del settore.

Elena Roppa

Per informazioni:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, una degustazione delle Donne del vino Fvg organizzata a Verona.

Confagricoltura Fvg, dimostrazione pratica di potatura dell’ulivo (dopo il rinvio) all’Istituto agrario di Cividale

Si terrà martedì 26 marzo, a partire dalle ore 13.45, nell’uliveto dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Paolino d’Aquileia”, a Cividale del Friuli, una dimostrazione pratica della corretta potatura dell’ulivo. L’appuntamento, organizzato alcune settimane fa da Confagricoltura Fvg, a partecipazione gratuita e aperto a tutti (aziende e studenti compresi), era stato rinviato a causa delle condizioni meteorologiche avverse. A guidare i partecipanti nella dimostrazione pratica, saranno i tecnici dell’Ersa Fvg, Gianluca Gori e Marco Stocco. L’iniziativa didattica è realizzata nell’ambito dell’attività Sissar 2024 in collaborazione con la Regione e l’Agenzia.
Il “Campo regionale di varietà autoctone di ulivo” dell’Istituto tecnico agrario è stato impiantato nel 1991, in collaborazione con l’Ersa. Sono presenti, complessivamente, 250 piante di 20 cultivar diverse, quasi tutte autoradicate, individuate in regione. Sono presenti anche varietà standard, come Leccino, Pendolino e Bianchera. Il sesto d’impianto è 5×4 metri, le piante sono allevate a vaso. Nell’uliveto sono in atto prove sia sulle piante (per lo studio dell’autofertilità, resistenza al freddo e alle malattie), che sulle caratteristiche monovarietali dell’olio (svolte dall’Inso di Spoleto). Nell’Istituto agrario è anche operativo un frantoio.

Per info e prenotazioni alla dimostrazione: friulivg@confagricoltura.it; 0432.507013.

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In copertina, la fioritura dell’ulivo nell’azienda dell’Istituto agrario di Cividale.

Rive, tra viticoltura ed enologia fino domani in Fiera a Pordenone. Zannier: protagonista l’innovazione

«La quarta edizione di Rive è ormai un appuntamento consolidato, una sfida che può considerarsi vinta in un territorio in cui pochi pensavano si potesse realizzare una rassegna dedicata a viticoltura ed enologia. I fatti dimostrano, invece, che questa manifestazione fieristica è diventata un’eccellenza, un riconosciuto punto di riferimento internazionale per l’innovazione del settore e dell’intera filiera del vino». A sostenerlo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha partecipato alla Fiera di Pordenone all’inaugurazione della quarta edizione di Rive, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia. La rassegna offre un panorama completo su tutti i prodotti, i servizi e le tecnologie per la produzione del vino: dalla coltivazione della vite fino alla commercializzazione delle bottiglie. Rive è l’unica rassegna fieristica italiana specializzata nell’intera filiera del vino con otto padiglioni e oltre trecento marchi presenti. La manifestazione si concluderà domani, 10 novembre.


«L’innovazione nel settore vitivinicolo è ormai indispensabile – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – per riuscire a vincere sfide sempre più impegnative. Sia sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale, sia rispetto alla produzione, in un contesto di repentino mutamento a causa delle fitopatologie e del cambiamento climatico, e al mercato che alla fine determina sempre la capacità di successo anche delle attività agricole».
«E’ chiaro che l’innovazione – ha precisato l’assessore – va sempre tarata sulle caratteristiche del territorio. Un sistema vitivinicolo come quello del Friuli Venezia Giulia non può, dunque, che beneficiare di un’occasione come Rive che mette a confronto diretto i produttori delle nuove tecnologie e dell’innovazione con gli operatori del settore che sono gli utilizzatori dell’innovazione. Questo scambio è fondamentale e determinante per capire quali modelli attuare a secondo delle tipologie produttive e del territorio nel quale si produce».
L’esponente della Giunta regionale ha poi introdotto, nell’ambito della rassegna, un importante convegno, organizzato da Ersa Fvg per approfondire alcuni aspetti legati alla nuova Pac in Friuli Venezia Giulia, in particolare sul Piano strategico e il completamento di sviluppo rurale, e sul nuovo Opr Fvg, l’Organismo pagatore regionale. Rispetto a quest’ultimo, Zannier ha assicurato: «L’avvio dell’Organismo pagatore regionale comporterà un cambio di operatività importante e ci consentirà di dare quelle risposte che l’intero comparto agricolo chiedeva da tempo»

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier alla cerimonia inaugurale.

Robot per la mungitura nella stalla dell’Istituto Agrario di Cividale

«L’utilizzo del robot di mungitura è un valore aggiunto nell’attività zootecnica sotto molteplici aspetti. Si tratta innanzitutto di un investimento prezioso per ottimizzare i tempi di lavoro, eliminando una fase in cui il lavoratore sarebbe chiamato in causa in maniera diretta e consentendogli di svolgere, nel frattempo, altre mansioni. Inoltre, con questo strumento è possibile effettuare anche diverse altre azioni di controllo (ad esempio, verificare se la razione alimentare è dosata correttamente) che consentono di migliorare la performance aziendale e ridurre i costi. Più il comparto sarà in grado di sviluppare queste tecniche, più l’attività avrà modo di proseguire, creando prodotti di qualità proponibili ai visitatori del territorio». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha partecipato ieri a Cividale all’inaugurazione del nuovo robot per la mungitura acquistato dall’Istituto statale di istruzione superiore Paolino d’Aquileia con i fondi del Programma operativo nazionale Edugreen. Il macchinario è stato realizzato da Gea Italia, azienda specializzata in sistemi di automazioni per l’industria lattiero-casearia.

L’intervento dell’assessore Zannier.

L’evento allo storico Istituto Tecnico Agrario è stato introdotto da un convegno in aula magna durante il quale sono stati illustrati i risultati del progetto “Valutazione delle escrezioni azotate di bovine da latte di razza Pezzata rossa”, condotto con l’Università di Padova e l’Ersa Fvg e finalizzato al perseguimento di alcuni obiettivi dell’Agenda 2030. «È importante che i risultati delle azioni come quelle presentate oggi possano essere discussi e confrontati con i principi e i regolamenti che regolano il settore – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga -. Non si può prescindere dagli obiettivi di avere un impatto positivo o perlomeno neutro su ambiente: comunicare questa politica al consumatore e garantire redditività alle attività di impresa».

Il nuovo macchinario in stalla.

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In copertina, un momento della cerimonia inaugurale col taglio del nastro.

Da aprile a giugno online con Ersa Fvg le buone pratiche per l’agricoltura

Consentire alle imprese agricole del Friuli Venezia Giulia l’accesso ad alcune applicazioni modellistiche e di simulazione allo scopo di integrare e arricchire la diffusione della conoscenza e della sperimentazione, secondo modalità innovative e sfruttando le opportunità offerte dal digitale. È questo l’obiettivo di AgriCS (Agricoltura, Conoscenza, Sviluppo), il progetto dimostrativo realizzato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale e finanziato dalla sottomisura 1.2 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Friuli Venezia Giulia. Il focus è, in particolare, su temi come i cambiamenti climatici, l’energia, la tutela dell’ambiente e i destinatari sono i potenziali beneficiari delle misure del Psr: dipendenti, titolari, legali rappresentanti e soci di imprese operanti nel settore agricolo o forestale ed agroalimentare, ma anche proprietari e gestori pubblici e privati di terreni agricoli e forestali.
“Questa iniziativa risponde a un’esigenza fortemente sostenuta dalla Regione – ha commentato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier – che è quella di dotare le imprese agricole del Friuli Venezia Giulia di strumenti innovativi e di inedite modalità, nel segno delle nuove tecnologie, utili a diffondere l’attività di sperimentazione e a condividere le conoscenze e le buone pratiche in agricoltura”.

Stefano Zannier

Il calendario degli eventi informativi inizierà il 19 aprile e terminerà il 22 giugno. I percorsi sono stati presentati in un primo incontro virtuale di orientamento e l’iscrizione agli incontri di approfondimento online sarà possibile fino al 6 aprile. Gli eventi informativi saranno condotti dagli esperti di Ersa Fvg coinvolti nello sviluppo dei modelli, ma anche da quelli di Osmer Arpa Friuli Venezia Giulia. Chi parteciperà a uno dei percorsi informativi previsti dal programma divulgativo avrà accesso alle applicazioni modellistiche disponibili sull’area riservata della piattaforma Ict di AgriCS.
Il progetto è incentrato su attività d’informazione e divulgazione finalizzate alla raccolta e alla disseminazione dei risultati della ricerca e della sperimentazione, al trasferimento delle innovazioni in agricoltura alle imprese nell’ottica di un aumento della competitività e della sostenibilità.

Gli interessati in possesso dei requisiti di destinatari finali della sottomisura 1.2 del Psr 2014-2020 della Regione Friuli Venezia Giulia potranno scegliere uno dei quattro percorsi informativi: il percorso completo; seminativi e/o zootecnica; viticoltura e melicoltura. Ogni webinar verrà ripetuto in quattro diverse date; gli interessati potranno così scegliere quella per loro più conveniente per seguire ciascun webinar all’interno del percorso scelto.

Per informazioni e contatti, scrivere all’e-mail infoagrics@ersa.fvg.it

 

Torricella, dai cereali anche energia “verde”, economia circolare e solidarietà

(g.l.) Davvero brillante, nonostante questi difficilissimi momenti di emergenza sanitaria, il bilancio della Cooperativa intercomunale cereali Torricella, con un raccolto in crescita del 18 per cento nella campagna che si conclude oggi assieme a quest’anno tutto particolare che passerà alla storia.  E che proprio dalla coltivazione dei cereali ha ottenuto non solo risultati in ambito agricolo, ma anche nella produzione di energia “verde”, con anche un occhio alla solidarietà in questi tempi segnati dal Covid-19. Il rendiconto è stato infatti approvato all’unanimità dai 260 soci della importante realtà  di San Vito al Tagliamento (associata a Confcooperative Pordenone), durante l’assemblea che ha visto anche ricordare i 45 anni di esperienza nel settore e i 9 anni (tre mandati) del presidente Tomaso Pietro Fabris, riconfermato nella carica. In particolare, proprio l’esercizio 2019/20 ha permesso di raggiungere due obiettivi fondamentali: il primo è di avere realizzato il sogno di produrre energia elettrica dai sottoprodotti della lavorazione del mais, il secondo di avere raggiunto un equilibrio finanziario nel corso di questo mandato come da progetto industriale.

Tomaso Pietro Fabris

Infatti, l’impianto biogas della cooperativa produce 999 watt/ora utilizzando sottoprodotti della lavorazione del mais e liquami suini e bovini: tutti materiali forniti dai soci stessi, per un’economia veramente circolare. “Siamo riusciti – ha spiegato Fabris, che è anche vicepresidente di Confcooperative Pordenone – dove nessuno era arrivato prima di noi a livello nazionale, cioè realizzare a pieno regime tutto l’anno ottimo biogas per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come spezzati di mais, pule o mais non adatto alla commercializzazione. Una scommessa vinta con caparbietà e determinazione, che è valsa ai soci della cooperativa vantaggi unici come una redditività di 2-3 euro al quintale in più rispetto al normale prezzo di mercato del mais, la possibilità di utilizzare il digestato che è risultato un valido concime naturale e un ammendante per i terreni, nonché la possibilità di non trattare contro piralide le proprie coltivazioni, in quanto il deterioramento del mais non costituisce a questo punto, grazie all’utilizzo per biogas, un problema economico per i soci”.
Il più recente asset strategico che la cooperativa ha portato avanti è quello della consulenza con Ersa Fvg per sostenere il miglior uso di diserbanti e una particolare attenzione alla lotta agli insetti terricoli, a piralide e diabrotica nel mais. “Inoltre – ha aggiunto il presidente -, la futura Pac (Politica agricola comune dell’Unione Europea, ndr) insisterà molto sugli aspetti di sostenibilità ambientale e di carbon bank del terreno (compensazione della C02 emessa per la produzione, ndr): due obiettivi che la cooperativa vorrà portare avanti con energia insieme ai propri associati”.
Da non dimenticare, poi, la solidarietà: quest’anno la cooperativa, che ha lavorato anche nel periodo del lockdown di primavera, ha voluto sostenere il territorio con un’importante elargizione all’associazione Somsi di San Vito al Tagliamento per l’acquisto di attrezzature ospedaliere utili nella lotta al Coronavirus.

Granella dopo l’essiccazione.

Il nuovo consiglio di amministrazione eletto in assemblea e composto da Paolo Bagnarol, Giuseppe Bozzetto, Sandro Scodeller, Mauro Sorgi, Tomas Sovran, Leonardo Nimis e lo stesso Tomaso Pietro Fabris sarà ora chiamato a portare avanti nuovi investimenti volti a migliorare l’efficienza dell’attività caratteristica dell’essiccazione, ma anche quella rivolta a trovare nuove possibili innovazioni nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità e valorizzazione anche del digestato o di altre fonti.
“Quello della cooperativa sanvitese – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è il chiaro esempio di come si possa fare agricoltura di qualità rispettando l’ambiente e sostenendo le comunità del territorio in cui si opera. La sfida dell’economia circolare è ormai non solo il futuro, ma anche il presente della nostra società, a cui come cooperative aggiungiamo il valore della solidarietà”.
Il presidente Fabris ha riconosciuto tutta la validità di aver investito in strategie tipicamente industriali lungo questi anni, prima con il dottor Davide Da Pieve e poi con i preziosi consigli del ragionier Lorenzo Galante revisore contabile, per sostenere gli ingenti investimenti della cooperativa con un’analisi dei flussi di cassa e la capitalizzazione della cooperativa. Continuando, ha rimarcato l’importante risultato conseguito nei primi anni dall’avvio dell’impianto biogas grazie alla competenza del dott Daniel Zovi della ditta Ies Biogas e del dottor Massimiliano Pilosio che opera nella cooperativa.
Fabris ha, inoltre, ringraziato per questi suoi nove anni alla guida della cooperativa i dipendenti Claudio, Giuliano e Massimiliano, la banca Bcc Pordenonese Monsile e il suo direttore generale Pilosio, la citata Ies Biogas e i collaboratori, ma non ultimi i soci che hanno riposto la fiducia nel consiglio di amministrazione. Nel corso di questi nove anni sono stati sviluppati rapporti di collaborazione fra cooperative friulane per meglio disporre di sottoprodotti per l’impianto biogas e soprattutto con la Cooperativa Vieris di Castions di Strada con una fidejussione per un mutuo, rivolgendo al presidente Castagneviz e ai soci di quella cooperativa il riconoscimento per il prezioso aiuto.

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In copertina e qui sopra ecco la raccolta meccanica del mais.

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -15% però di grande qualità

di Giuseppe Longo

CORNO DI ROSAZZO – Da alcuni giorni, in qualche area del Friuli Venezia Giulia, sono scattate le operazioni di vendemmia, indirizzate soprattutto alla raccolta di uve destinate alla spumantizzazione. Ma per le operazioni in grande stile bisognerà aspettare ancora, anche alcune settimane – dipende dalle zone -, al fine di consentire una ottimale maturazione dei grappoli che finora è avvenuta regolarmente, lasciando intendere che se le condizioni climatiche rimarranno favorevoli i vini targati 2020 saranno di grande qualità. Di meno, però, di circa un 15 per cento rispetto alla media, ma questo alla luce della realtà che ci circonda in quest’annata veramente bisestile, i cui ritmi sono stati dettati dal Coronavirus, è “salutare”, considerate le giacenze presenti nelle cantine, a causa del mercato stoppato per tre mesi, e anche di più, dall’emergenza sanitaria. E’ questa, infatti, la “fotografia” che emerge dalla Prevendemmiale che Assoenologi ha organizzato a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo, dove ha sede anche il Consorzio tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo, rappresentato dal suo presidente Paolo Valle.

Rodolfo Rizzi con Paolo Brogioni.


Un incontro che si è onorato della presenza di Paolo Brogioni, direttore generale dell’associazione dei tecnici della vite e del vino guidata da Riccardo Cotarella, il quale tirando le somme dell’annuale summit agostano – sala piena, ma con uditorio opportunamente distanziato, e tre ore intense di relazioni, senza distrazioni da parte di nessuno – ha concordato sulla validità di questa vendemmia, osservando che «siamo in presenza di un’annata con grandi potenzialità, con una sanità delle uve in perfetto equilibrio». Ma nel contempo dobbiamo fare i conti con «grandi criticità del sistema produttivo che vivo costantemente assieme al presidente Cotarella ai tavoli ministeriali e che denunciano grosse difformità fra regioni». Ed ecco il “punctum dolens”: «In cantina abbiamo quasi un’annata intera di stoccaggio, considerato che alla fine questo sfortunato 2020 sarà un anno di nove mesi e non di dodici». E’ evidente che peserà gravemente nel bilancio finale la tremenda e indimenticabile “finestra” trimestrale del lockdown. Cosa che si riverbererà anche sulla tenuta dei prezzi che, «al momento, appare critica, ma non non possiamo sapere cosa potrà avvenire a vendemmia inoltrata». Per cui sarà fondamentale che le politiche di settore s’intreccino con un’idonea promozione al fine di sostenere un comparto che ha sofferto parecchio, e continua ancora, a causa di quell’insidia chiamata Covid-19. “Ci troviamo davanti insomma – ha aggiunto Brogioni – a una grande sfida che va affrontata con adeguati sostegni”. Il direttore di Assoenologi ha concluso annunciando che a livello nazionale i dati ufficiali sulle previsioni della vendemmia nel Vigneto Italia saranno resi noti giovedì 3 settembre, alle 11, nel corso di una conferenza stampa online alla quale parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e che, come sempre, è stata organizzata da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini. «E quella sarà l’occasione buona – ha osservato – per esporre al Governo i problemi che gravano sul comparto vitivinicolo».

Claudio Fabbro


I lavori erano stati aperti dal saluto del presidente sezionale di Assoenologi, Rodolfo Rizzi, che ha immediatamente ceduto il microfono a Claudio Fabbro, il quale, fatta una premessa “storica” sulle ultime annate, ricordando in particolare quelle funestate da grandine, gelate tardive o siccità, ha condotto l’intensa seduta prevendemmiale avvenuta nella cornice di un edificio prestigioso che conta esattamente tre secoli di vita. Lavori scanditi dagli interventi, seguitissimi, di tecnici “amici” di lunga data della categoria: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteorologico primavera-estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità).

Relatori e ospiti al convegno.

IL METEOROLOGO – Marco Virgilio ha fatto un’accurata disamina del periodo che ha interessato la ripresa vegetativa della vite e le successive fasi evolutive e che, tutto sommato, non ha registrato grandi criticità, sebbene a primavera fosse corso un brivido sulla schiena non solo dei frutticoltori ma anche dei vignaioli friulani, essendoci stato un “abbozzo” di gelo tardivo, per fortuna però quando le gemme, anche delle varietà più precoci, non si erano ancora dispiegate. Quindi una primavera piovosa e di basse temperature che però, alla fine, non hanno condizionato la fioritura che quindi è avvenuta abbastanza regolarmente. L’andamento meteo successivo non ha registrato punte di caldo eccessivo che si erano lamentate anche in annate recenti, essendo arrivato appena in agosto il temuto anticiclone africano che ormai non dovrebbe creare problemi di sorta, ma che lascerà spazio a quelle notti fresche che tanto bene fanno alla fase finale della maturazione dei grappoli, arricchendone il corredo aromatico. La grandine, se non in aree fortunatamente abbastanza limitate (da ricordare quella di Ramandolo del 29 giugno), ha risparmiato il Vigneto Fvg, per cui in complesso l’annata dal punto di vista climatico si presenta abbastanza equilibrata.

Marco Virgilio

L’AGRONOMO – Giovanni Bigot ha offerto una vera e propria “radiografia” dello stato sanitario delle uve che quest’anno non presenta problemi particolari, essendosi evitate anche le scottature dei grappoli causati da quelle temute ondate di calore che a 38 gradi portano gli acini a sfiorare i 40(!). I maggiori danni, comunque contenuti, sono stati causati dalla peronospora, storica avversità fungina della vite, soprattutto su varietà sensibilissime come il Merlot. Soffermandosi poi soprattutto sulle fasi dell’invaiatura e della maturazione, l’esperto ha fatto un’analisi della Superficie fogliare esposta, cioè la “chioma efficiente”, rilevando come questa si riveli la “chiave” della qualità se abbinata a una ridotta produzione. Che, come dicevamo, indica un calo medio del 15,4 per cento. «Un minor stress idrico assieme ad una vigoria maggiore – ha osservato – hanno contribuito ad un aumento del peso medio dell’acino, con conseguente aumento della compattezza dei grappoli». Quindi, un «potenziale qualitativo elevato», garantito da una “sanità delle uve che si presenta ottimale», anche grazie all’equilibrato approvvigionamento idrico. Bigot ha anche osservato che «l’età media dei vigneti si è leggermente ridotta, in quanto gli impianti nuovi prevalgono su quelli vecchi», mentre «sulla biodiversità c’è ancora molto lavoro da fare per determinarla in modo attendibile».

Giovanni Bigot

IL DOCENTE – Emilio Celotti ha tirato le somme delle relazioni del meteorologo e dell’agronomo, essendosi occupato della fase successiva alla conduzione della vigna con importanti spunti sulla vendemmia, come detto al via per le basi spumante, e sulle operazioni in cantina. Ha fatto il punto sui fattori che sono alla chiave del successo del futuro vino, e quindi carica enzimatica, fenomeni ossidativi e riduttivi, ruolo di tannini e lieviti, acido ascorbico e anidride solforosa. Insomma, quanto oggi porta ad ottenere un «vino che non è più un alimento come un tempo, bensì una fonte di emozioni sensoriali”. Ed è proprio qui che è fondamentale l’azione dell’enologo, il quale deve sapientemente «gestire l’orchestra aromatica». Anticipando le linee che nei prossimi anni intende seguire l’Ateneo friulano, Celotti ha osservato che “sviluppare nuove tecnologie sostenibili a basso impatto è possibile, ma con gradualità e su basi scientifiche», assicurando che c’è l’impegno a «intensificare la collaborazione con il territorio», attraverso un proficuo dialogo fra i due “attori”, teorico e pratico, vale a dire lo studioso e il viticoltore-cantiniere. Il docente ha infine fatto cenno alle «tecnologie innovative, sviluppate dall’Università di Udine, applicate alla valorizzazione qualitativa del Sauvignon e delle varietà aromatiche e alla riduzione degli input in vinificazione».

Emilio Celotti

Presenti anche Michele Pavan  e Michele Pace Perusini, rispettivamente leader regionale della Coldiretti e responsabile del settore vitivinicolo di Confagricoltura Fvg, dopo brevi cenni di saluto e di apprezzamento al lavoro degli enologi, da parte di Paolo Tonello per l’Ersa Fvg (anche a nome dell’assessore Stefano Zannier) e di Franco Iacop, che ha portato l’adesione e l’appoggio del Consiglio regionale Fvg, osservando come «qualità e competenza siano le premesse per ottenere i prodotti di eccellenza che ci hanno proiettato con successo sul mercato mondiale», il presidente Rizzi ha tratto le conclusioni della ricca analisi prevendemmiale ricordando «l’enorme responsabilità dell’enologo di fronte a 1 milione 700 mila ettolitri di vino» e come il «mercato chieda sempre di più qualità». Ha fatto cenno al Prosecco, che ormai è un «brand mondiale» e al Pinot grigio, che ha dinanzi «un grande futuro”. Ma anche alla Ribolla gialla, «varietà da lanciare e sostenere», anche se non ha nascosto possibili «rischi d’impresa”. Tuttavia, ha aggiunto, «non possiamo rinunciare alle piccole varietà autoctone» che sono una vetrina del prestigio del Vigneto Fvg, il quale deve «trovare la forza e gli stimoli per andare avanti uscendo da questa delicata situazione. E proprio per questo – ha concluso Rodolfo Rizzi – abbiamo indetto questa Prevendemmiale, perché crediamo nel futuro. Il settore saprà sicuramente risollevarsi, assicurando nuove e meritate soddisfazioni a chi vi opera con passione, competenza, ma anche sacrificio».

Infine,  immagini della sala.

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In copertina, grappoli di Sauvignon ormai in perfetta maturazione pronti per la vendemmia.

(Foto Pholife.it e Claudio Fabbro)

Nei vigneti riecco l’ora dei trattamenti: occhio alle attrezzature

In tutte le zone Doc del Friuli Venezia Giulia, i vigneti sono ormai in un avanzato stato vegetativo per cui si riparla di trattamenti antiparassitari e anticrittogamici. Ecco pertanto il Bollettino di difesa biologica della vite numero 1 del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa Fvg, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.

CONTROLLO IRRORATRICI
In ottemperanza a quanto previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN – DM 22 gennaio 2014), si ricorda che le macchine irroratrici che operano nel vigneto e le irroratrici schermate per il trattamento localizzato del sottofila delle colture arboree devono essere sottoposte a controllo funzionale periodico presso centri prova accreditati. Tale obbligo è stato introdotto per mantenere in piena efficienza le macchine irroratrici e per ridurre l’effetto deriva e i possibili danni all’ambiente.
Per gli impianti condotti secondo le disposizioni previste dai Disciplinari di Produzione Integrata volontaria o secondo il metodo Biologico, le macchine irroratrici devono essere sottoposte, oltre al controllo funzionale sopra richiamato, anche a regolazione (o taratura). Si ricorda pertanto che nessun trattamento fitosanitario può essere eseguito con attestato di conformità della macchina irroratrice scaduto.

REVOCHE E REVISIONI PRODOTTI

Con Reg. (UE) n. 2018/1981 le s.a. contenenti rame sono state rinnovate per 7 anni fino al 31 dicembre 2025 e sono autorizzati esclusivamente gli impieghi che comportano un’applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell’arco di 7 anni (mediamente 4 kg all’anno/ettaro).
I prodotti fitosanitari a base di rame per i quali entro il 31 marzo 2019 non era stata presentata la nuova etichetta sono stati revocati a partire dal 1 aprile 2019. La commercializzazione dei prodotti revocati era consentita fino al 30 settembre 2019 mentre l’utilizzo era ammesso fino al 31 marzo 2020. Viene specificato che anche per i prodotti revocati (che quindi non riporteranno le nuove limitazioni in etichetta) valgono le limitazioni introdotte dal Reg. (UE) n. 2018/1981.
Maggiori informazioni sono consultabili al seguente link:
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderFitoPdf?codleg=67834&anno=2019&parte=1

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In copertina e qui sopra trattamenti anticrittogamici sul Collio Goriziano.

(Foto Claudio Fabbro)

 

Ersa Fvg, su Telegram i consigli per colture e cimice

Ersa Fvg ha attivato un nuovo servizio gratuito che permette a tutti gli utenti che lo desiderino di ricevere, tramite l’applicazione Telegram scaricata su Pc, tablet o smartphone, la notifica di avvenuta pubblicazione sul sito istituzionale www.ersa.fvg.it dei bollettini di produzione integrata e di produzione biologica per le colture più diffuse in regione e di poterne consultare il contenuto attraverso la ricezione del link. Tale iniziativa è volta a “potenziare servizi d’informazione e comunicazione per assicurare la diffusione e l’applicazione della difesa integrata da parte degli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari”, come previsto dal “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”. A tal fine Ersa ha attivato, tramite l’applicazione Telegram, i seguenti canali:

Canali dedicati ai bollettini di produzione integrata 

Nome dei canali e Link diretti ai canali

ERSA FVG Bollettini melo difesa integrata https://t.me/ ERSA_melo_IPM
ERSA FVG Bollettini pero difesa integrata https://t.me/ ERSA_pero_IPM
ERSA FVG Bollettini drupacee difesa integrata https://t.me/ ERSA_drupacee_IPM
ERSA FVG Bollettini colture erbacee difesa integrata https://t.me/ ERSA_colture_erbacee_IPM
ERSA FVG Bollettini olivo difesa integrata https://t.me/ ERSA_olivo_IPM
ERSA FVG Bollettini actinidia difesa integrata https://t.me/ERSA_actinidia_IPM
ERSA FVG Bollettini vite difesa integrata https://t.me/ERSA_vite_IPM

Canali dedicati ai bollettini di produzione biologica 

Nome dei canali e Link diretti ai canali

ERSA FVG Bollettini vite produzione biologica https://t.me/ERSA_vite_BIO
ERSA FVG Bollettini melo produzione biologica https://t.me/ERSA_melo_BIO

Ersa, inoltre, ha creato il canale

– Ersa Fvg Cimice marmorata asiatica (link: https://t.me/ERSA_cimice_asiatica)
che consente di ricevere informazioni specifiche riguardanti la problematica in questione.
Seguirà la creazione di ulteriori canali Telegram dedicati ad altre tematiche.

COME FUNZIONANO I CANALI TELEGRAM

Telegram è un’applicazione di messaggistica istantanea gratuita utilizzabile da smartphone, tablet o PC connessi ad internet. I canali Telegram sono delle chat a cui possono unirsi migliaia di utenti.
I canali Ersa sono stati creati al fine di trasmettere comunicazioni in maniera unidirezionale (da Ersa ai membri del canale) senza dover conoscere o richiedere il numero di telefono ai partecipanti, inoltre i messaggi vengono inviati in modalità broadcast, quindi senza possibilità per i singoli utenti di vedere o controllare i contatti altrui.
L’iscrizione ad uno o più canali Ersa da parte dell’utente va effettuata previa visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali, ai sensi del GDPR 679/2016 e D. Lgs 196/03, disponibile al link:
http://www.ersa.fvg.it/export/sites/ersa/aziende/in-formazione/Avvisi- Comunicazioni/Allegati_avvisi_comunicazioni/telegram_informativa-privacy.pdf

MODALITÀ DI ISCRIZIONE AL SERVIZIO

  1. Installare l’applicazione Telegram attraverso il negozio on-line delle applicazioni del proprio

smatphone o tablet oppure utilizzando i seguenti link: Link telegram per IOS (Apple) https://apps.apple.com/it/app/telegram-messenger/id686449807 Link telegram per Google Play (Android) https://play.google.com/store/apps/details?id=org.telegram.messenger&hl=it È possibile scaricare l’applicazione anche da PC al link: https://desktop.telegram.org/ 2. Accedere e registrarsi con il proprio numero di telefono; 3. Cliccare sul link diretto ai canali che si desidera seguire (vedi tabelle) e, una volta aperta la schermata del canale, scegliere “unisciti”. In alternativa è possibile ricercare il nome del canale desiderato (vedi tabelle) attraverso il motore di ricerca (lente di ingrandimento in alto a destra nella schermata iniziale di Telegram), entrare nel canale e cliccare su “unisciti”.

MODALITA’ DI DISISCRIZIONE DAL SERVIZIO

Entrare nel canale e selezionare nel menu in alto a destra l’opzione “lascia il canale”.

Per informazioni e segnalazioni sul servizio rivolgersi a: Gaia Dorigo – tel.: 0432 529282, e-mail: gaia.dorigo@ersa.fvg.it Luca Benvenuto – tel.: 0434 529249, e-mail: luca.benvenuto@ersa.fvg.it