I Consorzi di bonifica Fvg sono essenziali per il territorio. Va ottimizzato il consumo d’acqua con strutture efficienti

«I tre Consorzi di bonifica regionali hanno dato vita a un sistema solido, strutturato ed economicamente sostenibile, capace di portare a compimento opere e interventi essenziali a favore del settore agricolo e a tutela del territorio. Sono certo che il rapporto instaurato con la Regione in questi anni continuerà a dare risultati tangibili. Sappiamo di poter contare sull’apporto dei Consorzi per affrontare una sfida cruciale per il futuro: riuscire a ottimizzare il consumo di acqua rendendo più efficienti le strutture oggi disponibili». Sono le considerazioni espresse dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’incontro sul tema “I Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia: sicurezza idraulica, irrigazione e tutela ambientale, storia, attualità e futuro di un servizio essenziale al territorio”.

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Irrigazione a bassi volumi

«La Regione innalzerà i limiti massimi di contributi ammissibili per la realizzazione, su uno o più appezzamenti ciascuno di estensione minima pari a un ettaro, di impianti di irrigazione e fertirrigazione a bassi volumi per colture a pieno campo e per i frutteti. Un intervento che si pone tra le azioni volte a ridurre il consumo della risorsa idrica a fini agricoli, favorendo l’impiego di tecniche colturali efficaci sia sotto il profilo produttivo che ambientale». Lo ha comunicato l’assessore Stefano Zannier, spiegando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta, che definisce i limiti di spesa, per il 2025, a seconda delle caratteristiche tecniche dei sistemi utilizzati e della loro estensione. Per gli appezzamenti fino a 5 ettari sarà possibile richiedere contributi fino a 6.000 euro all’ettaro per l’installazione di impianti con ala gocciolante superficiale monostagionale, mentre il tetto sale a 10.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e di irrigazione superficiale non monostagionali. Gli incrementi del contributo concedibile rispetto al 2024 ammontano, rispettivamente, a 2.000, 1.500 e 3.500 euro. Per gli appezzamenti con estensione superiore a 5 ettari, la spesa ammissibile passa da 2.500 a 4.000 euro all’ettaro per i sistemi superficiali monostagionali, da 5.500 a 7.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e da 4.000 a 6.000 euro all’ettaro per quelli superficiali non monostagionali. La delibera stabilisce, inoltre, che ogni impianto debba essere obbligatoriamente dotato di contalitri, nonché delle eventuali ulteriori dotazioni tecniche essenziali al corretto funzionamento, come richieste dai Consorzi di bonifica, qualora questi siano i soggetti fornitori dell’acqua irrigua. Il costo massimo ammissibile per l’acquisto di rotoloni con barre nebulizzatrici a bassa pressione è pari a 41.500 euro.

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Nel corso dell’incontro, organizzato a Udine da Anbi Fvg, i presidenti dei Consorzi regionali Enzo Lorenzon (Venezia Giulia), Valer Colussi (Cellina Meduna) e Rosanna Clocchiatti (Pianura friulana) hanno spiegato come i Consorzi operino quotidianamente nell’ottica di razionalizzare il consumo dell’acqua e di favorire anche la transizione energetica, utilizzando la risorsa idrica come fonte rinnovabile.
«Ci troviamo oggi di fronte all’esigenza di ampliare le superfici irrigate, ma con minore disponibilità di acqua – ha rilevato Zannier -. Per fare ciò serve innanzitutto un cambiamento culturale, che implichi il passaggio a un’idea di gestione della risorsa idrica che comprenda l’utilizzo dei moderni sistemi ad alta efficienza. È bene ragionare su soluzioni in cui si possano implementare i sistemi a scorrimento già esistenti con le tecnologie ad alta efficienza. Un intervento massivo di infrastrutturazione richiede ingenti risorse economiche e non può essere attuabile nel breve periodo».

Dolegna premia Zironi per aver fondato Enologia 30 anni fa e Consorzio di bonifica per l’impegno anti-siccità

di Giuseppe Longo

DOLEGNA DEL COLLIO – Festeggiato Roberto Zironi, ma con lui anche l’Università di Udine, per i 30 anni dalla istituzione di Viticoltura ed Enologia alla Facoltà di Agraria. Il professore emiliano, ma friulano d’adozione perché è in questa regione dall’ormai lontano 1988 – quando l’Ateneo, nato all’indomani del terremoto del Friuli, si stava consolidando istituendo appunto, proprio con il determinate apporto del docente, il corso enologico che in questi sei lustri ha sfornato qualcosa come 1200 specialisti della vite e del vino (il 16 per cento dei laureati di tutta Italia!) -, è infatti il titolare del “Falcetto d’oro” che la sezione della Coldiretti di Dolegna del Collio, con il supporto di Civibank, conferisce ogni anno in occasione della Festa di San Martino che, tradizionalmente, conclude l’annata agraria. «Accademico della Vite e del Vino – si legge tra l’altro nelle motivazioni del Premio (26ma edizione) – , contribuisce con grande professionalità alla crescita delle realtà vitivinicole del Friuli Venezia Giulia anche con una comunicazione concreta e di comprensione apprezzata sia dal viticoltore che dal consumatore, avvalendosi sia di moderni mezzi informatici che radiofonici tradizionali. Il suo costante e generoso impegno, mediatico ed altamente scientifico, contribuisce in modo esemplare alla crescita dell’immagine del “Vigneto Friuli” con comprensibile e positiva ricaduta per il territorio e di chi in esso esercita la propria attività».


Oltre a Zironi, è stato premiato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, nella persona del vicepresidente Fabio Coser (essendo impegnato all’estero il leader Enzo Lorenzon), al quale è andata la 21ma “Foglia d’oro”, l’altro prestigioso riconoscimento assegnato dal Comune di Dolegna sempre nell’ambito della Festa del Ringraziamento, giunta alla 56ma edizione. Il motivo? L’impegno che l’ente mette costantemente a favore dei vitivinicoltori della valle del Judrio per affrontare e risolvere i problemi dell’approvvigionamento idrico, che quest’anno sono stati acuiti da una siccità lunghissima, pressoché interminabile, a parte le ultime settimane prima della vendemmia.


Cornice della festosa cerimonia, presenti autorità e tanti agricoltori, la bellissima Tenuta Jermann, a Ruttars, oggi controllata dalla toscana Marchesi Antinori, rappresentata per l’occasione dall’amministratore delegato Renzo Cotarella, fratello del più noto Riccardo in quanto leader nazionale di Assoenologi. Ma la giornata del Ringraziamento era cominciata nella Chiesa dei Santi Vito e Modesto, che sorge sulla sovrastante collina dalla quale si scorge un panorama incomparabile su Dolegna e sulla contermine Brda con in primo piano Castel Dobra. All’altare monsignor Armando Zorzin, già arciprete di Grado e oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia. Al termine, tutti si sono riuniti nell’azienda di fama mondiale accolti da Silvio Jermann: in questa sede la Festa di San Martino è ritornata dopo undici anni, dopo quell’indimenticabile 11.11.11, in cui a ricevere il Falcetto d’oro furono i suoi genitori Angelo e Bruna, che oggi vivono in un indelebile ricordo. Prima di dare il via alla tradizionale cerimonia, il prelato ha benedetto i mezzi agricoli e le autovetture, gli strumenti del quotidiano lavoro in campagna.


I lavori, come sempre, sono stati coordinati con la riconosciuta professionalità da Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, oltre che presidente della Giuria del “Falcetto”. Il benvenuto è stato rivolto a tutti gli ospiti dal sindaco Carlo Comis, pure lui viticoltore, seguito dall’intervento di Angela Bortoluzzi, presidente della Coldiretti della Provincia di Gorizia, che ha fatto un rapido bilancio sull’annata agraria appunto complicata dalla grave siccità ma che, alla fine, ha saputo dare prodotti ragguardevoli soprattutto da punto di vista qualitativo, facendo però un preoccupato riferimento anche ai provvedimenti per la etichettatura del vino allo studio nell’Unione Europea, che sarebbero nefasti per l’intero settore. Il microfono è passato poi al responsabile del credito agrario di Civibank, da sempre sponsor della manifestazione, Alessandro De Luca, il quale ha sottolineato la vicinanza della storica banca cividalese – oggi nel Gruppo Sparkasse di Bolzano – agli operatori delle campagne friulane. Quindi, dopo il saluto di Michele Buiatti, responsabile della Coldiretti locale, la parola all’assessore regionale Tiziana Gibelli, la quale si è soffermata anche sull’iter per il tanto atteso riconoscimento Unesco a Collio e Brda: in sala c’era anche il consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna, che promosse l’importante iniziativa. «Il clima respirato oggi in occasione di San Martino e della concomitante Giornata del Ringrazimento – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – conferma l’ottimismo con cui la comunità locale sta accompagnando la candidatura del Collio-Brda a Patrimonio mondiale dell’Umanità. Comuni, istituzioni, imprese, mondo agricolo, cittadini tutti stanno lavorando con una grande consapevolezza che spero ci aiuti sia nell’obiettivo della candidatura Unesco, sulla quale andremo avanti in maniera ferma e determinata, che nella costruzione di GO!2025».

Quindi la consegna dei Premi ha concluso la parte ufficiale della cerimonia, lasciando poi lo spazio a un festoso convivio che ha visto arrivare in tavola le pietanze del ristorante “Al Cjant dal Rusignul”, accompagnate dai grandi vini, bianchi e rossi, di alcune aziende fra le più rinomate di Dolegna. Diverse le autorità presenti, tra i quali spiccavano i sindaci dei contermini Comuni di Prepotto – l’Associazione dei produttori dello Schioppettino era stata titolare del “Falcetto d’oro” nel 2018 -, Mariaclara Forti, e di Cormons, Roberto Felcaro, oltre ai rappresentanti delle Giunte di San Lorenzo Isontino e Mariano, al consigliere regionale Mauro Bordin, ad Angelo Compagnon e a Maria Augusta Marrosu, già prefetto di Gorizia, la quale non vuole mai mancare alla bellissima festa che ogni anno, in Friuli Venezia Giulia, è quella che maggiormente si pone sotto riflettori. Presente pure una rappresentanza di Diano d’Alba, in Piemonte, cittadina da anni gemellata con Dolegna del Collio.

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima festa di Ruttars: la consegna del “Falcetto d’oro” al professor Roberto Zironi, la premiazione con “Foglia d’oro” di Fabio Coser per il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, la  Messa e la Benedizione delle macchine agricole da parte di monsignor Armando Zorzin, gli interventi di Angela Bortoluzzi (Coldiretti provinciale), Carlo Comis, sindaco di Dolegna, Alessandro De Luca per Civibank, assessore regionale Tiziana Gibelli, Michele Buiatti (Coldiretti locale). Infine, la sala della Tenuta Jermann e le colline dolegnesi ai confini con la Brda, il Collio sloveno.

Prepotto, acqua per cento ettari di vigna: l’impianto irriguo ricorderà Lucio D’Atri

(g.l.) «Un’opera importante, finanziata dalla Regione, che testimonia la capacità del sistema dei Consorzi di bonifica regionale di operare nell’interesse dei coltivatori e del territorio». Lo ha detto a Prepotto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’impianto microirriguo di Brischis-Albana, intitolato alla memoria del funzionario regionale Lucio D’Atri, prematuramente scomparso nel 2020, che consentirà l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari di colture di pregio della zona, come lo Schioppettino di Prepotto.

La targa dedicata a Lucio D’Atri.

Tra le autorità presenti all’evento – avvenuto nella sede dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo -, il sindaco Mariaclara Forti che ha espresso tutta la sua soddisfazione per la realizzazione di quest’opera altamente significativa per quanti, nella zona di Albana terra eletta per lo Schioppettino ma non solo, operano in vitivinicoltura, e il presidente del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon, ente che si è fatto carico della realizzazione dell’importante impianto per l’irrigazione di soccorso dei vigneti. C’era inoltre Rodolfo Rizzi, in rappresentanza di Assoenologi Fvg, che ha espresso tutto il suo apprezzamento per l’opera consortile.
Come ha spiegato l’assessore, dopo avere ringraziato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia proprio per aver intitolato l’opera a Lucio D’Atri, relativamente all’impianto di Brischis-Albana lo stanziamento regionale è stato di 1.760.000 euro e «come tutte le decisioni assunte in questa legislatura, anche questa – ha detto – è partita da un ragionamento di sistema e condivisa in base a un’esigenza concreta. A riprova di ciò – ha continuato Zannier – oggi abbiamo presenti i rappresentanti di tutti i Consorzi del Friuli Venezia Giulia, perché c’è una vera cultura di sistema fondata sulla lealtà e sulla fiducia declinata più nelle strette di mano che con le carte bollate».

Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto.


L’esponente della Giunta Fedriga ha poi ricordato i 18 milioni di euro recentemente deliberati a favore dei Consorzi «per realizzare nel tempo più breve possibile in tutto il territorio regionale impianti come quello appena inaugurato». Infine, l’assessore ha concluso affermando che serve spiegare all’esterno il fatto che la risorsa idrica viene utilizzata in campo agricolo per produrre un bene primario essenziale e non per fare del business o del profitto fine a se stesso. In quest’ottica, vanno trovate soluzioni per ridurre ancora di più l’uso dell’acqua, senza però demonizzare un settore produttivo fondamentale della filiera agroalimentare.

Infine un brindisi beneaugurante.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale dell’impianto di Brischis-Albana.

 

 

Brischis-Albana, un impianto microirriguo disseterà i vigneti dello Schioppettino

di Giuseppe Longo

Gli agricoltori di Prepotto e in particolare i vitivinicoltori di questa pregiata area dei Colli orientali del Friuli – nella quale eccellono i cru dello Schioppettino di Cialla e di Prepotto – stanno per vivere un momento molto importante. Fra poco, infatti, sarà inaugurato l’impianto microirriguo di Brischis-Albana con una cerimonia che si terrà, alle 17.30, presso l’azienda Ronc Soreli in località Novacuzzo, come ha annunciato il presidente del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon.

I grappoli dello Schioppettino.

Una realizzazione strategica, considerato il cambiamento climatico in atto che ci impone estati sempre più calde e siccitose, con effetti pesanti anche sulla vitivinicoltiua di qualità che appunto contraddistingue questa zona collinare. Il bacino costruito a Brischis consentirà infatti l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari (e non sono pochi!) di colture di pregio del territorio di Albana, dove eccelle proprio la vite e dove c’è il famoso “Ponte dello Schioppettino” che collega la piccola frazione di Prepotto con quella di Mernico nel contermine Comune di Dolegna del Collio, territori divisi storicamente e politicamente dal corso del fiume Judrio, ma fra i quali lo spirito di intesa e collaborazione è molto evidente e fruttuosa. Un’opera di approvvigionamento idrico salutata con grande soddisfazione dal sindaco Mariaclara Forti, da sempre sensibile alle problematiche del settore primario. E proprio quella della carenza d’acqua nelle settimane più critiche dell’estate, quando i grappoli devono crescere e prepararsi alla maturazione, è una di quelle maggiormente sentite, come pure nel vicino Comune di Dolegna. Tanto che il problema riemerge costantemente all’annuale Festa del Ringraziamento, a San Martino, quando la locale Coldiretti assegna il prestigioso Premio del Falcetto d’oro.

Il presidente Enzo Lorenzon.


Infine, è appena il caso di ricordare che Ronc Soreli – che appunto ospiterà l’evento inaugurale – è una delle aziende più famose proprio per la produzione dello Schioppettino di Prepotto. Con Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt aveva partecipato un paio di mesi fa a una importante degustazione comparativa al Castello di Cividale e in vista dell’arrivo del Giro d’Italia a Castelmonte il suo era stato uno degli otto Schioppettini abbinati ciascuno a una delle otto stagioni di Vivaldi-Piazzolla durante il bellissimo concerto proposto dalla Nuova Orchestra Busoni, diretta dal maestro Massimo Belli (erano stati serviti anche i vini delle aziende Grillo Iole, Nicola Bodigoi, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, tutti presentati dalla bravissima enorelatrice Liliana Savioli). Ma ancora prima, in solitaria, lo Schioppettino di Prepotto targato Ronc Soreli aveva addirittura rappresentato il Friuli Venezia Giulia nella maxi-degustazione, con “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che aveva concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona, in occasione del Vinitaly: si trattava di un vino di ben undici anni, lo Schioppettino Riserva 2011. «Questo è un riconoscimento – aveva allora commentato Mariaclara Forti – al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli – aveva aggiunto il primo cittadino – per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini».

Mariaclara Forti con il maestro Belli.

 

Città del Vino, stamattina sulla “rete” Prepotto, la terra dello Schioppettino

(g.l.) Prestigiosa vetrina stamane, 26 marzo, per la comunità di Prepotto e i suoi preziosi vini, a cominciare dal celebre Schioppettino, valorizzato da una dozzina d’anni attraverso una speciale tutela attribuita a questa importante area viticola sulla riva destra del fiume Judrio. “In Viaggio per le Città del Vino”, serie di incontri online dell’Associazione nazionale che ne conta venticinque anche in Friuli Venezia Giulia, dedica infatti la sua nuova puntata proprio a “Prepotto, Terra dello Schioppettino: il territorio ad alta vocazione nei Colli Orientali del Friuli”. La diretta sulla pagina Facebook Città del Vino comincerà alle 11.
Ricca la scaletta d’interventi. Modera Iole Piscolla, giornalista e responsabile Area Turismo dell’Associazione Nazionale Città del Vino. E in rappresentanza dell’importante sodalizio ci sarà anche Giuseppe Festa, professore associato al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno.

Grappoli di Schioppettino.

Parteciperanno in rappresentanza del nostro territorio Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia; Mariaclara Forti, avvocato e sindaco di Prepotto; Hilde Petrussa, fondatrice dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto; Claudio Fabbro, giornalista, scrittore, enologo; Riccardo Caliari, ingegnere e titolare dell’Azienda Spolert Winery; Arduino Cargnello, architetto e progettista itinerari Valle dello Judrio; Liliana Savioli, giornalista e rappresentante dell’Associazione Donne del Vino; Fulvio Ursini, professore ordinario al Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova; Enzo Lorenzon, presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura Isontina; Carlo Petrussi, agronomo.
Prepotto con il suo Schioppettino sarà, dunque, protagonista questa mattina sulla “rete” che, come è noto, ha una enorme visibilità. Una presenza che avrà una importante ricaduta sul piccolo paese e sulla stessa zona dei Colli orientali del Friuli, ma di riflesso su tutta la nostra regione che, come detto, conta molte Città del Vino. Vale a dire, oltre al Comune a ridosso del confine con la Slovenia, Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Ventiquattro Città che stamattina saranno idealmente in festa con Prepotto, scelta per l’affascinante “viaggio” tra le eccellenze di questo meraviglioso angolo del Vigneto Fvg.

La zona di Albana.

La diretta sulla pagina Facebook Città del Vino comincerà alle 11.

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In copertina, la bellissima immagine che campeggia sulla locandina della odierna iniziativa delle Città del Vino.

Il dopo-Covid in Riviera secondo Lorenzon, leader dell’agricoltura isontina

di Carlo Morandini

SAN CANZIAN D’ISONZO – L’esperienza di chi ha vissuto tutte le fasi dello sviluppo della viticoltura e dell’agricoltura del Friuli Venezia Giulia è essenziale nei momenti più difficili. L’avere saputo trarre dalla campagna, ma in particolare da terreni sui quali pochi avrebbero scommesso, risultati di eccellenza con vini che si sono imposti nei concorsi mondiali, spodestando il primato di realtà come quella francese, non è un risultato banale. Come non è banale il fatto che Enzo Lorenzon abbia deciso di dedicare il prodotto di punta della sua offerta più qualificata al fiume in riva al quale è riuscito a far crescere un’agricoltura di pregio, strappando al territorio le migliori carature. E proprio mentre “Sontium” così ha chiamato il suo profumato e vincente blend di uve bianche riprendendo la denominazione data al fiume dagli antichi Romani – stava riscuotendo successi ancor più ampi rispetto al suo Sauvignon, alla Ribolla gialla e al Friulano già medagliati, ecco il blocco inaspettato dei mercati. Ma anche il rallentamento di tutte le attività, comprese quelle in vigna e nelle campagne. Perché sui terreni de “I Feudi di Romans”, accanto alla vite sono praticate anche l’orticoltura e la frutticoltura di pregio, che danno prodotti di supporto a quelli del vigneto, proposti nel chiosco annesso all’area degustazione, nel cuore dell’azienda di San Canzian d’Isonzo.

I figli Davide…

… e Nicola.

Lorenzon, che oggi è supportato con efficacia dai figli Davide, in vigna e in cantina, e Nicola, nel marketing e nella promozione, da anni è impegnato anche nel territorio dell’Isontino, ed è presidente del Consorzio di bonifica, il patto con la Regione dei Comuni e del mondo dell’agricoltura per una gestione sostenibile del bene acqua. Così, questa quarta puntata sul dopo-Covid esprime il pensiero di un animatore non solo di queste terre, ai confini orientali di quella che amiamo chiamare Riviera Friulana ed è ormai riconosciuta non solo dalle istituzioni, ma anche dell’intera civiltà contadina così come la intendiamo nel terzo millennio.
“A decidere su come dovremo ripartire, per inseguire i traguardi della crescita e dello sviluppo ai quali ci eravamo abituati, debbono essere gli amministratori assieme all’agricoltura. Non commissioni o comitati, che difficilmente portano a scelte e risultati rapidi ed efficaci. Lo abbiamo vissuto sulle nostre spalle in passato”. Questa la sua calda raccomandazione quale premessa alla nostra intervista, nel ribadire che il mondo rurale è, come dev’essere, accanto alla politica e ai tecnici per cercare di fare ripartire nel modo più conveniente e sicuro la lavorazione nelle campagne, ma anche la promozione su mercati che, improvvisamente e inaspettatamente, dopo anni di impegno alla ricerca di nuovi sbocchi e di conquiste costruite con la qualità, si sono arrestati.

– Ma come vede questa difficile situazione?

“La situazione che stiamo vivendo è da film di estrema fantascienza e non ci saremmo mai aspettati di doverla affrontare. Lascerà segni importanti sulla nostra economia e nella nostra società. Preferisco evitare di analizzare troppe cose, per soffermarmi sul settore vitivinicolo, che fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello della nostra terra, e forse oggi è uno dei più penalizzati. Lo faccio per due motivi. Innanzitutto, perché il settore vino subisce un calo di vendite dell’85 per cento: sembra una follia solo pensarci, perché fino a un paio di mesi fa non avremmo mai ritenuto che ciò sarebbe stato possibile. Poi, perché in questo momento tutte le attività in campagna sono in pieno svolgimento per portare avanti un’annata vinicola, il cui prodotto non sappiamo dove lo metteremo…”.

– E, allora, quali sono le prospettive?

“Se continua così, ma anche se si potesse ripartire più in fretta, non vedo come questo stato di cose si potrebbe risolvere a breve. A spaventarmi di più sono quella ridda di ipotesi e quella selva di proposte che si inseguono, giorno dopo giorno, e che spesso si dissolvono in breve, rivelandosi ‘fake news’. Ma che non fanno che disorientare gli amministratori, i tecnici, gli operatori, come pure l’opinione pubblica. Un esempio? Pensiamo alla proposta dell’installazione di cabine in plexiglas sull’arenile per garantire il distanziamento sociale dei bagnanti: se sarà adottata questa soluzione, per gli ospiti della spiaggia sarà estremamente difficile pensare poter di andare al bar a bere una birra o un buon bicchiere di vino. In questo caso, ma anche con soluzioni diverse, chi produce qualità, come nel nostro caso, e questa è la nostra presunzione, sarà più svantaggiato. Molti di noi puntano alla grande distribuzione, nella quale non c’è spazio per tutti. Finora, il 70 per cento del nostro prodotto veniva venduto per il 50 per cento sul mercato italiano, l’altra metà all’estero. Ma anche il mercato americano, che stava andando bene, e quello russo, sul quale registravamo gli stessi risultati positivi, si sono fermati completamente”.

– Come possiamo traghettare la viticoltura regionale oltre la crisi?

“Se chi ha il compito di scegliere come risolvere la situazione, non eviterà di dover affidare le scelte a tavoli di concertazione o a commissioni, non risolveremo niente in tempi ragionevoli. Ho un’esperienza abbastanza lunga in queste cose. Chi deve decidere, si deve piuttosto attorniare di tecnici capaci e operativi, non solo studiosi. Ci vogliono tecnici operativi che sanno come funzionano le cose: soltanto così avremo la possibilità di capire che cosa si potrà fare per aiutare il nostro mondo. E avremo la possibilità di programmarci per capire se nell’arco dell’anno, o nel prossimo futuro, potremo pensare di avere ancora un mercato all’altezza delle nostre produzioni. Si tratterà però di una valutazione epocale, alla quale nessuno di noi si era preparato. In ogni caso, il popolo italiano si è sempre rimboccato le maniche, e lo faremo anche noi. Occorrerà trovare soluzioni che ci possano permettere di riprendere in mano quel pallino che oggi non abbiamo più”.

– Chi ha scelto la strada della qualità è forse più avvantaggiato in questo momento così complesso?

“Fare previsioni per il futuro, oggi è sicuramente azzardato. È invece importante capire se l’epidemia si fermerà a breve, se andrà avanti ancora e per quanto tempo, se faremo delle scelte, importanti o meno, perché da noi il virus ha fatto un numero più alto di malati e di vittime rispetto ad altri Paesi come la Germania. Tutti questi dubbi ci confermano che non sappiamo ancora come andrà a finire. Pertanto, non possiamo far altro restare in attesa, rimboccarci le maniche e aspettare un momento migliore”.
(4 – continua)

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In copertina, Enzo Lorenzon con i figli in una bella immagine tratta dall’archivio aziendale. (Foto Necchi)