Cividale si prepara alla sua grande Epifania: una bellissima premessa la “gubana più grande del mondo” che contribuisce a valorizzare l’immagine turistica della città longobarda

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Conto alla rovescia a Cividale per la sua grande manifestazione epifanica che, il 6 gennaio, dopo la sempre suggestiva “Messa dello Spadone” culminerà con la rievocazione dell’ingresso del Patriarca Marquardo. Un appuntamento con storia e tradizione amato dai cividalesi e dai friulani, ma anche dai turisti che sempre numerosi arrivano in riva al Natisone. E un richiamo di indubbio valore, che concorre a esaltare il nome della città longobarda, è anche la festa che la sera di Capodanno si rinnova sotto l’antica loggia del palazzo municipale, di fronte al Duomo di Santa Maria Assunta, come ha sottolineato anche il sindaco Daniela Bernardi che ha avuto l’onore di tagliare la prima fetta della “gubana più grande del mondo”. L’organizzazione del bellissimo evento è dovuta, come è noto, allo storico Caffè San Marco con il coordinamento del Circolo culturale Corno, presieduto da Sergio Paroni. Ma l’hanno favorito anche il gubanificio Dorbolò di San Pietro al Natisone, che ha nuovamente confezionato il dolce extra-large, e l’azienda vitivinicola Sergio Scarbolo di Spessa che ha fornito la Ribolla gialla spumante per i brindisi beneauguranti, mentre il Comune di Cividale ha concesso il patrocinio ufficiale alla ormai tradizionale e irrinunciabile manifestazione di inizio anno che ebbe nel compianto Berto Blasutig, del vicino forno Cattarossi, il suo più convinto e tenare promotore.


E per la 18ma edizione della festa dedicata al 2026 appena cominciato non sono mancate centinaia di persone – c’era anche il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop – che hanno atteso con pazienza, nonostante il freddo pungente, il taglio del dolce tipico friulano che ha il suo fulcro nelle Valli del Natisone. Un successo che si è dunque rinnovato e che ha suggellato il Capodanno cividalese divenuto un atteso appuntamento per la valorizzazione del tipico prodotto dolciario del territorio, ma anche per appunto incrementare il movimento turistico in questo capoluogo del Friuli orientale a due passi dalla Slovenia, contrassegnato dal prestigioso marchio dell’Unesco che lo qualifica, con il suo prezioso Tempietto Longobardo, come Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Con il sindaco cividalese, che ha appunto fatto gli onori di casa (assieme all’assessore Angela Zappulla), è intervenuto anche il collega di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto, a significare uno degli elementi unificatori di un vasto territorio, in cui la cultura friulana s’incrocia con quella slava, qual è proprio la gubana. Come detto, la Dorbolò di San Pietro – che ha un punto di riferimento in largo Boiani, proprio di fronte al Caffè San Marco, nel cuore di Cividale – ha realizzato per in terzo anno consecutivo il dolce da Guinnes dei primati – e quindi “più grande del mondo”! – che ha attratto turisti e residenti in una magica serata di Capodanno nella città ducale. Moltissimi gli avventori che si sono assiepati nel loggiato municipale per assistere al taglio della “gubana gigante” e alla sua degustazione per un brindisi di Capodanno unico nel suo genere. Il tutto finalizzato a promuovere proprio il dolce tipico del Cividalese.
Una cinquantina di chili, di pasta e gustosissimo ripieno quelli messi assieme dai pasticceri della rinomata ditta sanpietrina, alla quale è passato il testimone dopo la scomparsa del ricordato Berto Blasutig che con il suo sempre applauditissimo prodotto aveva animato la manifestazione per quindici anni. Una festa che fino allo scoppio del Covid – era il 2020, come tutti noi purtroppo ricordiamo! – faceva il paio con il concorso internazionale che vedeva la gubana gareggiare con altri dolci italiani o delle nazioni contermini in appassionanti sfide, nelle quali i produttori friulani erano sempre i grandi protagonisti. Un concorso che era già divenuto una tradizione, ma che la pandemia ha giocoforza interrotto. E quindi non ripresa anche per l’uscita di scena dal Caffè San Marco di Andrea Cecchini che aveva promosso con grande convinzione questa dolce sfida che ogni anno animava il mese di febbraio suscitando grande curiosità e interesse. Ma che sarebbe più che opportuno – come sottolineavamo alla vigilia della manifestazione di Capodanno – poterlo recuperare e rilanciare, anche per la valenza promozionale che l’iniziativa aveva assunto a beneficio appunto della gubana di Cividale e delle Valli del Natisone.

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In copertina, il sindaco di Cividale Daniela Bernardi taglia la prima fetta della “gubana gigante”; all’interno, il brindisi beneaugurante con la Ribolla gialla (Photolife) e altre due immagini della festa che ha visto centinaia di persone in paziente attesa di poter assaggiare il magnifico dolce tipico delle Valli del Natisone.

Sipario a Gorizia sulle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg. Venturini entusiasta: “Il pubblico ha apprezzato il format che univa le nostre etichette ad altre nazionali di pregio”

Meglio di così non poteva concludersi nella Città del vino di Gorizia – dopo 12 fortunati appuntamenti, svoltisi tra gennaio e giugno – l’edizione 2025 de “Le Grandi Verticali della Città del Vino”. Curata dal Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino, ha avuto come titolo “Gemellaggi-Insieme siamo unici” e in ogni tappa che visto un grande vino regionale incontrare un “cugino” proveniente dal resto d’Italia.

L’evento finale, realizzato assieme all’Ente Friuli nel Mondo, ha omaggiato Gorizia – Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica – e il grande vitigno autoctono Friulano/Tocai, di cui è stata anche raccontata la storia all’Hotel Entourage di Piazza Sant’Antonio. La degustazione guidata aveva come titolo “Friulano & Tocai – Tocai dal Mondo e Tocai dal Friuli – Evoluti e senza tempo”. Accompagnati dal formaggio Montasio, sono stati proposti i vini delle seguenti cantine: Friulano Slalom Gigante – Adriano Gigante; Friulano Ante Bellum – Stroppolatini; Friulano Anfora Castello Sant’Anna; Friulano Vignai da Duline; Athena – Friulano Picech; Zegla – Friulano Renato Keber; Kai – Friulano Paraschos e Friulano Riserva Alessandro Pascolo. Ha condotto l’incontro il filosofo e sommelier Matteo Bellotto con il professor Paolo Sivilotti e lo storico Walter Tomada. “Una grande degustazione divisa in due momenti – ha spiegato Bellotto -. Il primo con 8 assaggi del Friulano contemporaneo. Insieme a me il professor Paolo Sivilotti e lo storico Walter Tomada per andare col Tocai dalla campagna al mondo. E poi abbiamo assaggiato Tocai Friulano provenienti da diverse parti del mondo e alcune grandi etichette storiche della nostra regione tra Collio e Colli orientali del Friuli che ci hanno fatto compiere un viaggio nel tempo anche oltre 30 anni”. A salutare i partecipanti anche Franco Iacop, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, e l’assessore comunale di Gorizia Maurizio Negro.

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Le Notti a Corno di Rosazzo

Intanto sono partite con grande successo Le notti del vino numero 2. Così, dopo la bellissima serata inaugurale avvenuta a Nimis, il secondo appuntamento sarà il 28 giugno a Corno di Rosazzo, dove ha anche sede il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo.

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«Il pubblico, in questi mesi – ha affermato Tiziano Venturini, vicesindaco di Buttrio coordinatore regionale e vicepresidente nazionale delle Città del Vino – ha mostrato di apprezzare il format scelto per Le Grandi verticali delle Città del Vino, con i gemellaggi tra i nostri grandi vini regionali e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato. In questo modo lungo i mesi abbiamo potuto incontrare nell’ordine la Vernaccia di San Gimignano, il Barolo, il Fiano d’Avellino, il Tai di Lison, Il Pinot grigio delle Venezie, il Vermentino di Liguria, lo Schiava dell’Alto Adige, il Vermentino di Gallura, la Malvasia dei Castelli Romani, il Raboso del Piave e il Sagrantino di Montefalco. La presenza dei produttori regionali e di quelli provenienti dalle altre parti d’Italia ha impreziosito ogni serata. Abbiamo concluso con questa grande serata dedicato al Tocai/Friulano: comunque lo si voglia chiamare, rimane uno dei vini simbolo del nostro territorio».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – ha avuto, come detto, il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.

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In copertina, Tiziano Venturini con Franco Iacop e Matteo Bellotto; all’interno, l’esperto con Walter Tomada e Paolo Sivilotti, i vini degustati e due immagini della sala.

Bertiolo rende omaggio a Pietro Pittaro: enologo, produttore vitivinicolo, sindaco. Ma soprattutto grande Figlio del Friuli

di Giuseppe Longo

Archiviata con grande successo la sua storica Festa del vino – che, peraltro, essendo collocata a cavallo della tradizionale ricorrenza del Patrono San Giuseppe, è la prima in assoluto che si organizza nel Vigneto Fvg -, ora per Bertiolo si annuncia un altro appuntamento molto importante e sentito. La prestigiosa Città del vino delle Risorgive, nel cuore delle Grave del Friuli, proprio oggi, 5 aprile, renderà infatti omaggio a un vero e proprio protagonista della scena vitivinicola regionale e internazionale, essendo stato anche presidente mondiale degli enologi. A pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa, il Comune di Bertiolo, con il suo sindaco Eleonora Viscardis, renderà omaggio a Pietro Pittaro, lungimirante produttore vitivinicolo nella vicina Zompicchia, tecnico preparatissimo tanto da essere stato a lungo anche direttore della locale Cantina, e pure indimenticabile primo cittadino. Oltre che presidente dell’Ente Friuli nel mondo e prestigioso componente del Ducato dei vini friulani che stamane a Udine si riunisce per rinnovare i suoi organi.
Proprio per questo grande impegno, e per tutto il bene che la comunità ha ricevuto in tanti anni, Bertiolo – che poco prima della morte aveva attribuito a Pietro Pittaro la cittadinanza onoraria – ha indetto per quest’oggi nel suo nome una grande festa, una serata che resterà memorabile. Ha organizzato, infatti, “Pietro Pittaro un Friulano Doc”, manifestazione commemorativa, appunto a un anno dalla dipartita avvenuta nel marzo 2024 sulla soglia dei novant’anni: l’appuntamento è alle 20.45 nell’auditorium “Ottaviano Paroni”. Nell’occasione, avverrà la consegna del Premio “Vini Doc per un Friulano Doc” proprio dedicato alla memoria di Pietro Pittaro. «Nel corso della serata – annuncia Eleonora Viscardis – avremo il piacere di ascoltare la Fvg Orchestra, diretta dal maestro Paolo Paroni». E il suo concerto renderà ancora più solenne e importante l’appuntamento. Il sindaco, pertanto, estende l’invito a tutti i suoi concittadini, ma ovviamente anche a tutti coloro che conoscevano e stimavano “Pieri”. Ed è facile prevedere che la sala non riuscirà a contenere quanti vorranno rendere omaggio a un grande Figlio del Friuli.

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In copertina, Pietro Pittaro accanto alla Bandiera del Friuli che tanto amava.

Grandi Verticali, a Corno di Rosazzo le Cenerentole diventate Regine: saranno a confronto Ribolla gialla e Fiano d’Avellino

(g.l.) Terza tappa e primo appuntamento del mese di febbraio per “Le Grandi verticali delle Città del Vino”, importante iniziativa degustativa che vede allacciare gemellaggi tra i pregiati vini del Friuli Venezia Giulia e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Giovedì prossimo, 13 febbraio, alle 19.30 la nostra regione incontrerà infatti la Campania a Corno di Rosazzo, nella splendida cornice di Villa Nachini Cabassi, dove ha sede da molti anni anche il Consorzio di tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo. Protagonisti della serata Ribolla gialla & Fiano d’Avellino, come dire “Le Cenerentole che diventano Regine”, visto che questi due vini bianchi hanno avuto un felice momento di riscoperta e di rilancio. La nostra Ribolla, in particolare, sta vivendo una stagione molto favorevole anche e soprattutto nella versione spumantizzata, il cui prodotto beneficia del “magico” nome del vitigno, famoso autoctono friulano la cui culla storica si ritrova sulle magnifiche colline di Rosazzo, ai piedi della millenaria Abbazia benedettina.
Matteo Bellotto – assieme a Nicola Farfoglia dell’Ais Fvg – condurrà come sempre alla scoperta dei vini di queste cantine. Ribolla Gialla: Canus, Specogna, Butussi, Cadibon. Fiano d’Avellino: Torricino, Bellaria Roccabascerana, Cantine Ciervo, Cantina di Solopaca, Cantina Donna Elena.
Il Fiano d’Avellino è un prestigioso bianco, appunto, della Campania che ottenne la tutela della Doc nel 1978 e che cinque anni dopo fu premiato dalla denominazione di origine controllata e garantita.  Non solo un vitigno, ma diversi sono quelli che concorrono nella sua composizione: Fiano minimo 85%, Greco, Coda di Volpe e Trebbiano toscano.Viene descritto come bianco dal colore giallo paglierino e dal profumo equilibrato, con sentori di frutta fresca, mandorla, nocciola, fiori bianchi, agrumi, erbe aromatiche e fiori appassiti. Un vino che, ovviamente, si presta molto bene per accompagnare primi piatti a base di pesce, ma anche formaggi non stagionati e carni bianche, dal sapore delicato.
Ricordiamo che il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato da Tiziano Venturini – prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.
Iscrizioni aperte (35 euro a persona) contattando la Pro Loco Mitreo Aurisina, che si occupa della segreteria: prolocoaurisina@libero.it, telefono 348.5166126. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

Ribolla gialla

Fiano

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, l’ingresso a Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo dove ha sede anche il Consorzio di tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo.

Le Città del vino Fvg con il ritorno di Chiopris Viscone salgono a quota 40. Grandi Verticali in dodici appuntamenti: con le nostre etichette protagoniste anche quelle famose di altre regioni

E ora pronti, via! Si riparte con Le Grandi Verticali del vino, organizzate – dopo il successo del 2024 – dalle Città Fvg che sono appena salite a quota 40: il Comune di Chiopris Viscone è rientrato, infatti, nell’associazione dopo alcuni anni di assenza. A darne l’annuncio ieri mattina il coordinatore regionale e vicepresidente nazionale, Tiziano Venturini, durante il primo incontro del nuovo anno in cui è stato anche presentato proprio il calendario della seconda edizione delle Grandi Verticali delle Città del Vino, in programma tra gennaio e giugno in dodici Comuni: il via giovedì prossimo a Buttrio. La illustrazione del nuovo programma di degustazioni è avvenuta all’azienda Canus, a Corno di Rosazzo. Presente il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e presidente della V Commissione, Diego Bernardis, con il vicesindaco cornese, Maurizio D’Osualdo (vicecoordinatore regionale delle Città del Vino), il sindaco di Chiopris Viscone Carlo Schiff, il direttivo del Coordinamento, sindaci e amministratori e ambasciatori delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Presente anche il presidente di Unidoc Fvg Marco Rabino e i rappresentanti del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo e Banca 360 Fvg.

«Una felice occasione – ha affermato il coordinatore Venturini, vicesindaco di Buttrio – che il ritorno di Chiopris Viscone sia coinciso con la presentazione della nuova edizione delle Grandi Verticali, rassegna che lo scorso anno ha avuto un grande apprezzamento da parte del pubblico e che torna con un programma arricchito dall’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni cha abbiamo ospitato. Inoltre, per le prima volta la manifestazione arriva anche in provincia di Pordenone grazie alla disponibilità di San Vito al Tagliamento e Sequals, oltre a toccare come nella scorsa edizione le province di Udine, Gorizia e Trieste. Sarà un bel viaggio, guidati da Matteo Bellotto, che ci porterà fino all’inizio dell’estate, stagione che poi vedrà altri nostri progetti sempre all’insegna della valorizzazione della cultura del vino e del bere bene e responsabile. Grazie a Regione e Banca 360 Fvg che ci sostengono con convinzione, alle Pro Loco e Unidoc per la preziosa collaborazione nonché all’Ente Friuli nel Mondo con cui avviamo questa nuova collaborazione per poter dialogare con territori del vino lontani, ma che vedono protagonisti emigranti friulani: prossimamente annunceremo i dettagli di questa iniziativa».
Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico, oltre ad essere uno dei più noti e qualificati tecnici nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia e non solo, è poi intervenuto per presentare nel dettaglio il programma di questo viaggio sensoriale che farà incontrare le annate delle cantine del Friuli Venezia Giulia con alcuni tra i più noti vini d’Italia, in dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore che come ospiti speciali interverranno nelle varie serate. «Un gemellaggio all’insegna del vino – ha sottolineato Bellotto -, per capire quanto, nella nostra Penisola, insieme siamo unici». Per questo il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina, la quale curerà la segreteria per le iscrizioni (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona. Questo, dunque, il calendario dei dodici appuntamenti 2025.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore delle Grandi Verticali del vino Matteo Bellotto; all’interno, immagini dell’incontro di ieri mattina a Corno di Rosazzo.

(Foto Città del vino Fvg e Nicola Santini)

Città del vino, Pro Loco e Montasio con altre eccellenze agroalimentari al Festival che Ginevra ha dedicato al Fvg

«Questo evento non solo celebra la ricchezza delle nostre tradizioni, ma rappresenta anche un momento importante per rafforzare i legami che uniscono la nostra regione ai suoi figlispa rsi in tutto il mondo. Il Friuli Venezia Giulia è una terra di eccellenze, un crocevia di culture, e un luogo in cui il rispetto per la nostra storia e il nostro territorio si riflette in ogni prodotto che oggi è qui rappresentato. Dal vino alla gastronomia, le nostre produzioni locali raccontano una storia di passione, dedizione e rispetto per le radici». Con questa introduzione, il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa del Fvg, Mauro Bordin, ha portato il saluto del Consiglio regionale all’inaugurazione del Festival Friuli Venezia Giulia «ai corregionali, ai connazionali e a tutti i volontari che con orgoglio e generosità portano avanti le nostre tradizioni e le fanno conoscere anche all’estero. Il loro impegno è fondamentale per mantenere vive le nostre eccellenze e per far sì che il nome del Friuli Venezia Giulia risuoni forte e chiaro, anche al di fuori dei nostri confini».


La manifestazione, che ha beneficiato del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna, del Consolato Generale d’Italia a Ginevra, del Consiglio regionale Fvg, delle Città di Ginevra, Carouge, Vernier, Onex e Chêne-Bourg, ha raccolto nei molti stand enogastronomici e turistici, posizionati all’interno della location, alcune delle Pro Loco più rappresentative del Fvg (Udine, Sauris, Majano, Reana del Rojale, Nelijske Doline, Moggio, Pasian di Prato) che sono state impegnate ad animare una vera e propria fiera. Tra i protagonisti delle attività, attraverso workshop e performance in lingua friulana, anche l’Arlef, il Teatro Stabil Furlan e il Gruppo Folcloristico Danzerini di Lucinico.

All’inaugurazione sono intervenuti il Rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Vincenzo Grassi, il console generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo, il presidente Saig Carmelo Vaccaro, e la presidente del Fogolâr Furlan di Ginevra, Agnese Trevisan. «Presentiamo a Ginevra l’immagine del Friuli – ha spiegato Franco Iacop, presidente di Ente Friuli nel Mondo, presente assieme al consigliere dell’ente, Gabrio Piemonte – grazie all’impegno del Fogolâr locale. Si tratta di un momento che sottolinea la disponibilità della città svizzera nell’offrire uno spazio alle comunità degli italiani residenti che consente di valorizzare anche il nostro Friuli, i suoi prodotti, la tradizione e la cultura attraverso la presenza dei friulani che qui sono parte integrante della comunità». Il presidente dell’Unpli Fvg, Pietro De Marchi, ha espresso «la sua soddisfazione nell’essere coinvolti nel rappresentare i friulani all’estero. Si tratta della testimonianza concreta della finalità delle pro loco di farsi conoscere oltre i confini regionali e nazionali e di far sentire la vicinanza dei nostri volontari ai corregionali del Fvg all’estero». La manifestazione ha visto, inoltre, la partecipazione istituzionale dei Comuni di Udine, Cividale, Codroipo, Sauris e Gorizia e il coinvolgimento del Consorzio Montasio, di UniDoc,Città del Vino Fvg, Italea Fvg e di diversi imprenditori del settore enogastronomico regionale.

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In copertina e all’interno immagini della giornata inaugurale, presenti per il Fvg Mauro Bordin, Franco Iacop e Pietro De Marchi.

Addio a Piero Pittaro “gigante” del Vigneto Fvg. Il governatore Fedriga: con lui se ne va un grande friulano

di Giuseppe Longo

Conoscevo Piero Pittaro da mezzo secolo – esattamente dal 1975 -, cioè dagli anni in cui lavoravo al Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezia Giulia, nella centralissima via del Sale, a Udine. E da sempre sono rimasto colpito dalla sua vasta e multiforme preparazione, non solo nel settore specifico, quello vitivinicolo appunto, nel quale era un vero “gigante”. Poche sere fa, mentre ero diretto a Pordenone, passando davanti alla sua bellissima azienda, i “Vigneti Pittaro”, di fronte alle Frecce Tricolori, mi è venuto in mente proprio lui, che non vedevo da un bel po’ e non avevo sue notizie recenti. «Cuisa cemut cal sta Pieri», mi sono chiesto. Evidentemente, non sapevo che già da alcune settimane era all’ospedale per problemi cardiaci non di poco conto e che le sue condizioni, proprio in questi giorni, erano peggiorate. E oggi la tristissima, inaspettata notizia letta nel primo pomeriggio su un post dell’amico Enzo Cattaruzzi, subito inondato di reazioni addolorate, belle e grate parole dedicate a Piero, espressioni di condoglianze e vicinanza per i familiari. Purtroppo, non ce l’ha fatta e ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza sulla soglia dei 90 anni.
«Con Pietro Pittaro se ne va un grande vignaiolo, che ha portato lustro al Friuli Venezia Giulia, attraverso un’attività infaticabile e preziosa, con quale ha conseguito il riconoscimento di eccellenza nel mondo del vino e una nitida affermazione imprenditoriale. Ma anche un friulano orgoglioso della sua terra e delle sue tradizioni, che ha valorizzato nel suo mandato da presidente dell’Ente Friuli nel mondo», ha detto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, che ha espresso il cordoglio della Regione Fvg alla famiglia. E ha aggiunto: «Pittaro ha saputo consolidare una tradizione familiare secolare, ma ha anche saputo innovare e trasmettere i valori della cultura enologica a beneficio di tutto il territorio e anche all’estero. Sono basi solide che continueranno a dare frutto».
Di Pietro Pittaro si potrebbe effettivamente scrivere un libro, tanto è stata ricca di esperienze la sua vita. Nato a Valvasone, in una famiglia dall’antica tradizione vitivinicola, enologo fra i più preparati della nostra regione, uscito dal glorioso Istituto di Conegliano, ha inciso profondamente sul settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, aumentando di anno in anno in fama e prestigio anche all’interno della sua categoria. A lungo presidente della sezione regionale degli enotecnici – così si chiamavano allora, prima della riforma che li ha fatti diventare enologi, anche grazie al suo importante apporto – e sempre al vertice nazionale della professione, ponendosi in piena luce pure a livello internazionale tanto da diventare presidente mondiale degli enologi (attualmente aveva la qualifica di “onorario”). Sul piano lavorativo, invece, prima di dare vita all’azienda modello che tutti conosciamo, con un Museo del vino fra i più ricchi e documentati al mondo – mi piace ricordarlo proprio con una bella foto, sorridente, che gli avevo scattato durante una visita di sei anni fa -, era stato a lungo direttore della Cantina di Bertiolo, paese che poi lo aveva voluto anche come sindaco per più mandati. Ma al termine della presidenza dell’indimenticato Orfeo Salvador, aveva assunto anche la guida del ricordato Centro regionale vitivinicolo, trovando pure il tempo di ricoprire la carica di presidente dell’Ente Friuli nel mondo, l’organismo che tiene costanti contatti con i nostri tanti conterranei all’estero. E ovunque ha lasciato un segno di competenza, disponibilità, rettitudine. «Veramente un uomo di vecchio stampo», ha commentato con me proprio Cattaruzzi. E oltre a tutto questo coltivava anche tanti interessi extra-professione, fra i quali emergeva la passione per la musica, soprattutto quella lirica. Era grande amico del maestro Ottaviano Paroni, di Disma De Cecco e Nicola Benois, oltre che di Alfredo Mariotti, tutti del Codroipese come lui.
Un vero e proprio personaggio, insomma, sotto molteplici aspetti. Ma visto che questo blog si occupa del settore primario, a cominciare dalla vite e del vino, è doveroso porre l’accento su quello che è stato Pietro Pittaro proprio a beneficio del Vigneto Fvg, del quale ha assecondato la crescita soprattutto in questo quasi mezzo secolo post-terremoto, non solo come tecnico capace ma anche come imprenditore preparato e lungimirante nel cuore delle Grave del Friuli, ma con significativi interessi anche in collina dopo che il Ramandolo venne premiato, primo vino in regione, con la Docg. Il tutto coronato da quel gioiello che è, appunto, il ricordato Museo del vino che l’imprenditore ha messo assieme pezzo su pezzo, grazie alla sua passione di instancabile collezionista: un “bene” non solo dei Vigneti Pittaro ma di tutto il Friuli. Grazie Pieri, ti siamo riconoscenti!

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In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo meraviglioso Museo del vino a Codroipo.

Ritornano da oggi a Udine (e non solo) invitanti proposte di Carnevale in Osteria

Dopo una lunga fase di stop a causa della pandemia, torna “Carnevale in Osteria”. L’evento, alla sua terza edizione, è un progetto organizzato da Comitato friulano difesa osterie, Confesercenti Udine e Pro Loco Città di Udine; con il patrocinio di Comune di Udine, Ente Friuli nel mondo, Ducato dei vini friulani, Società filologica friulana, Club della minestra, in collaborazione con Arlef – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, Io Sono Friuli Venezia Giulia, RedOn, La Legotecnica e numerosi sponsor privati. Media partner Il Paîs e La Vita Cattolica.
La settimana dedicata al gusto, che vedrà la partecipazione di ben 20 osterie, è stata presentata al Salone del Popolo del Comune di Udine da Marco Zoratti, presidente della Pro Loco Città di Udine e di Confesercenti Udine, ed Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane. Presenti per l’occasione oltre ai rappresentanti di tutte le realtà partner, anche l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, che nell’occasione ha affermato: «Mi complimento con il Comitato Friulano Difesa Osterie, Confesercenti e Pro Loco Città di Udine per questa terza edizione di “Carnevale in osteria”. Una bellissima iniziativa, perché non solo coinvolge 20 osterie della città e dei dintorni, ma rappresenta un’occasione per stare insieme e socializzare. Sono sicuro che sarà un grande successo. L’ultima edizione pre-Covid lo è stata e non posso che fare gli auguri agli organizzatori, motori insostituibili di questo evento, e ringraziare i molti partner che contribuiscono a renderlo possibile. Eventi come questo rappresentano non sono solo un momento importante per promuovere le eccellenze della nostra regione, ma sono anche una grossa attrattiva dal punto di vista turistico. Si tratta dunque di un’occasione in più per far conoscere il Friuli e le sue tradizioni».
«Dopo la prima puntata del 2019 e la seconda del 2020 – ha ricordato Marco Zoratti -, nostro malgrado, abbiamo dovuto sospendere la programmazione per due anni, questa quindi è l’edizione della ripartenza e del ritorno in grande alla normalità. L’enogastronomia del Friuli negli ultimi anni ha fatto passi da gigante per migliorare la qualità delle proposte culinarie e del servizio alla clientela senza perdere, nelle osterie, la convivialità e la semplicità: genuinità nei cibi e nell’approccio umano, questo il segreto del successo ritrovato e sempre crescente delle nostre osterie».
«Sempre di più, oggi, assistiamo a un appiattimento. Al tentativo di rendere tutto uguale. È di questi giorni l’ennesima notizia in cui racconta di quanto certo cibo sia “cattivo”: quello è troppo grasso, l’altro ha troppo sale, dicono. Per non parlare dei ripetuti sforzi di demonizzare il vino. Basterebbe un po’ di buon senso – ha sottolineato Enzo Mancini -. L’eccesso non mai cosa buona. Il giusto, invece, consente a tutti di gustare proprio quelle pietanze che cercano di spacciare per “cattive”. Questo per dire che alle osterie spetta un compito sempre più importante, preservare la diversità culinaria del territorio. Offrire ai clienti, piatti di qualità a prezzi ragionevoli e condire il tutto con ambienti famigliari, accoglienti, dove le persone si possano sentire a casa. È quello che facciamo tutti i giorni, ma cercheremo di fare, se possibile, ancora meglio, in occasione di questa settimana di Carnevale e, in coda, il mercoledì delle Ceneri, perciò, non mancate e venite a gustare appieno i buoni piatti della tradizione friulana che nel nostro piccolo cerchiamo di tutelare».
Assieme ad alcune osterie di Udine (Da Artico, Osteria Al Marinaio, La Ciacarade, Da Michele, Pieri Mortadele, Al Canarino, Grappolo D’oro, Antica Osteria Da Pozzo, Al Fagiano, Cjanton Di Vin, Al Pavone, La Torate, Antica Trattoria Maddalena, Al Lepre – Gustâ, Al Vecchio Stallo, Osteria Alle Volte, Alla Ghiacciaia, Ambarabá) parteciperanno anche l’Antica Osteria Da Bic di Rive d’Arcano e la Trattoria Da Toni di Gradiscutta. Ognuna delle realtà coinvolte proporrà, da oggi a martedì 21 febbraio un menù pensato ad hoc e accompagnano da un’abbinata di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 4,50 ai 18 euro. L’invito a tutti è però anche per il 22 febbraio, mercoledì delle Ceneri, quando sarà possibile gustare “renghe e polente”! Nell’info point di piazza Primo maggio, a Udine, è possibile trovare le brochure descrittive per scegliere l’itinerario enogastronomico preferito.

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In copertina, Franz, Mancini e Zoratti durante la presentazione dell’iniziativa.

 

L’amicizia di Povoletto con i viticoltori friulano-argentini del vigneto più australe del mondo

(g.l.) Mentre in Friuli fa freddo e un tempo umido, oltreché fastidioso, ci accompagna in queste ultime ore del 2022 ad accogliere il nuovo anno, nell’altra parte del mondo, sotto l’Equatore, cioè in quello che è conosciuto come emisfero australe, le stagioni sono completamente “ribaltate”, tanto che adesso è piena estate, per cui Natale e Capodanno si vivono non nella neve e al gelo, come qui, bensì al mare e all’aria apeerta. E anche la raccolta dell’uva avviene quando nel Vigneto Fvg ancora si potano le viti, tanto che la maggior parte di questa operazione, tanto attesa in ogni annata viticola, avviene tra febbraio e marzo.

Carla Rossi e Sergio Antonio Rodriguez.


Ora vi vogliamo raccontare una curiosità. In Argentina, nella regione del Chubut, precisamente nella municipalità di Trevelin (lato del Pacifico Meridionale, Patagonia Andina alla fine del lunghissimo Cile), si trova il “vigneto più australe del mondo” ed i suoi proprietari sono di origine friulana. La scorsa primavera a Povoletto era stato realizzato un video di saluti per condividere, appunto, con gli amici argentini la gioia della ”Festa della Vendemmia” e che portava il saluto del sindaco Giuliano Castenetto, del presidente di Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso, e del coordinatore regionale di Città del Vino, Tiziano Venturini. Il progetto è stato patrocinato da PromoTurismoFvg e dal Consorzio Tutela Vini Friuli Colli orientali e Ramandolo.

Ricardo Ingram


Successivamente, gli amici di Trevelin, l’intendente Ricardo Ingram, la console onoraria, ingegner Carla Rossi, ed il produttore Sergio Antonio Rodríguez hanno ricambiato inviando un loro video, auspicando di poter iniziare un gemellaggio che possa tenere in vita le tradizioni e la cultura della lavorazione della terra e della produzione del vino, auspice anche il Fogolâr Furlan di Esquel. «È un grande piacere – ha affermato Rodriguez – sentire che, nonostante l’inevitabile passare del tempo e delle generazioni, il nostro legame con il popolo e la cultura italiana è ancora così vivo e stretto. Dopotutto, è stata la nostra eredità familiare a portarci ad intraprendere questa sfida e raggiungere i traguardi che abbiamo ottenuto con il frutto della nostra passione e del nostro impegno».

Lisa Rossi con Carla Rossi…

… e con il sindaco Giuliano Castenetto.

«Questo progetto – spiega l’assessore alla comunicazione, Lisa Rossi – è la prima attività divulgativa extra europea in cui è stato utilizzato il marchio “Io sono Fvg”. Siamo felici di sentire che, nonostante il passare degli anni, il legame con i nostri migranti si mantenga vivo e lo possiamo fare anche grazie a collaborazioni e conoscenze in campo agronomico in una delle nostre eccellenze: la viticoltura». I rapporti tra le due municipalità sono stati infatti gestiti dallo stesso assessore Lisa Rossi, che, grazie all’aiuto di Renato Bonin, ha appunto realizzato un video che valorizzasse le produzioni ed i vignaioli del territorio.

Il Fogolâr Furlan di Esquel.


Come spiega ancora Lisa Rossi, «questo progetto consente di divulgare anche Oltreoceano “Io sono Fvg”; siamo molto felici che questo marchio, su cui la Regione sta investendo molto, raggiunga corregionali che hanno saputo portare i prodotti e le tradizioni della nostra terra in altre parti del mondo. Il marchio ha l’obiettivo di valorizzare le nostre aziende e le nostre produzioni e di renderle note fuori dai confini regionali. In questo caso, quale miglior veicolo di tradizioni e valori se non i corregionali che hanno avuto fortuna all’estero?».

Video sulla pagina Fb
del Comune di Povoletto

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In copertina, vigneti di  Trevelin ai piedi delle Ande e, qui sopra, nel corso di una irrigazione antibrina.

Il “Club della minestra” protagonista con i sapori d’autunno nelle Valli del Natisone

Minestre della tradizione friulana grandi protagoniste nelle Valli del Natisone. Nella cornice unica del Melo innamorato – locale caratteristico di Clastra, in Comune di San Leonardo -, nell’ambito delle attività annuali del Club della minestra, è stato infatti ambientato ieri il “Pranzo d’autunno” con una varietà di piatti preparati da Daniela e Luca che con la loro “brigata “ di cucina hanno dato un vero e proprio saggio di maestria. La giuria tecnica, presieduta dal maestro di cucina Germano Pontoni, e quella popolare hanno decretato la classifica delle minestre autunnali proposte: Zuppa di porro, zucca e cavolo nero, Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata, Minestra di castagne con i funghi.

Il “Club della minestra” a Clastra.


Grande soddisfazione del presidente del Club e portavoce di Identità friulana, il giornalista Enzo Cattaruzzi, il quale ha annunciato – in collaborazione con la Confesercenti di Udine – per gennaio l’inizio dei corsi di formazione per la preparazione di minestre, zuppe e vellutate della nostra tradizione.  «Le adesioni al Club – ha riferito – stanno crescendo, di questo siamo felici e ringraziamo tutti i collaboratori. Così, il Club incrementerà sempre più la sua l’attività e assieme agli altri sodalizi, componenti di Identità friulana, intensificherà l’azione per consolidare le nostre tradizioni e la nostra cultura».

Alla manifestazione hanno partecipato il Ducato dei vini friulani, con il duca Alessandro I e parte della corte ducale, l’Ente Friuli nel mondo, con il consigliere Piemonte, i rappresentanti del Comitato per la difesa delle osterie e autorità comunali, tra cui l’assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Udine, Maurizio Franz, il quale portando i saluti della città e del sindaco Pietro Fontanini ha lodato l’iniziativa che si sta affermando – ha sottolineato – nel solco della migliore tradizione friulana. Presenti con il loro saluto anche il sindaco di Tavagnacco, Lirutti, l’assessore di Lestizza, Snidar, e il segretario generale della Confesercenti, Zoratti. E ora il prossimo appuntamento, come detto, sarà nel 2023 con il via ai corsi su zuppe, minestre e vellutate delle nostre terre.

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In copertina, la Zuppa di porro, zucca e cavolo nero; all’interno, la Minestra di castagne con funghi e la Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata.