Brillante riconoscimento al Collio: Madame Sauvignon 2021 è “Vino Bianco dell’Anno” ai Wine Awards di Food and Travel Italia consegnati in Sicilia

Madame Sauvignon 2021 di Ronco dei Tassi, storica azienda vinicola del Collio goriziano, è stata incoronata “Vino Bianco dell’anno” ai Wine Awards 2025 di Food and Travel Italia. Organizzato dall’edizione italiana del magazine Food and Travel, pubblicato in 18 Paesi, l’evento ha celebrato le eccellenze produttive che si distinguono per qualità e innovazione.

Enrico Coser con il Premio.

La premiazione è avvenuta a Palazzo Nicolaci di Noto, gioiello architettonico emblema del Barocco siciliano, che ha accolto le migliori realtà vinicole italiane e internazionali in una serata di gala dedicata alla cultura del vino e all’enoturismo. I vincitori sono stati decretati da una giuria di esperti del settore presieduta da Marco Reitano, Head sommelier La Pergola di Roma. A ritirare il premio consegnatogli da Pamela Raeli, editore di Food and Travel Italia, è stato Enrico Coser, con la sua famiglia proprietario di Ronco dei Tassi a Cormons.
“È un grande onore ricevere questo riconoscimento – ha detto Enrico Coser -. Il premio al nostro Madame Sauvignon come “Vino Bianco dell’anno” è per noi motivo di orgoglio e profonda gratitudine. Ronco dei Tassi è un’azienda a conduzione familiare, nata 35 anni fa dalla passione dei miei genitori. Oggi io e mio fratello Matteo abbiamo il privilegio di portare avanti questa storia, con lo stesso impegno, rispetto per la terra e amore per il vino che ci è stato trasmesso. Questo premio è il frutto del lavoro di squadra, di scelte coraggiose e di una visione che unisce tradizione e innovazione.”
Madame Sauvignon è, con la Malvasia e il Pinot bianco, una delle tre Riserve che dal 2019 i Coser scelgono di imbottigliare solamente nelle annate che ritengono migliori, prolungandone l’affinamento proprio per testimoniare la longevità dei vini bianchi del loro territorio, il Collio goriziano appunto. Denominate Collezione di Famiglia, ad indicare la loro particolarità ed unicità, sono vini preziosi, che con il tempo affinano carattere e qualità e che hanno già conquistato pubblico e critica. Madame Sauvignon, è una Riserva “una tantum” voluta per valorizzare un’annata particolarmente felice, quale è stato proprio il 2021, impreziosita dall’etichetta dell’artista Giordano Floreancig. Le sue uve, raccolte a mano, provengono da un vigneto di selezione situato nelle zone più alte ed esposte a est del monte Quarin sopra Cormons. Il profumo è aromatico ma non stucchevole, elegante e complesso. Il sapore non delude l’aspettativa che Madame Sauvignon promette al naso, con un ingresso morbido ed equilibrato e un finale lungo e persistente in cui spicca la sapidità e la nota varietale di provenienza.

Il Sauvignon premiato.

Sede sul monte Quarin sopra Cormons nel cuore del Collio Goriziano, Ronco dei Tassi – portabandiera della migliore enologia del Friuli Venezia Giulia – si estende per oltre 50 ettari, di cui 23 a vigneto e i rimanenti a bosco. Fondata nel 1989 dal noto enologo Fabio Coser con la moglie Daniela, a cui si sono affiancati i figli Matteo ed Enrico, sviluppa una viticoltura ecosostenibile, con tecniche colturali estremamente rispettose dell’ambiente e controlli qualitativi e quantitativi che permettono di produrre un’uva sana con il minor impatto possibile a tutela dei consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che i Coser contribuiscono a preservare. Il nome dell’azienda deriva dalla presenza di alcune colonie di tassi, che nel periodo in cui l’uva è matura diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e dalla particolare disposizione dei vigneti su terrazze ben esposte al sole, denominate appunto “ronchi”.

Ronco dei Tassi
Località Montona 19, Cormons (Gorizia) – Tel. +39 048160155 – www.roncodeitassi.it – info@roncodeitassi.it

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In copertina, Pamela Raeli editore di Food and Travel Italia premia Enrico Coser.

Fosarin 2022, dal Collio di Cormons il miglior vino bianco d’Italia: questo il giudizio della Guida dell’Espresso 2025

Sapete qual è il Miglior vino bianco d’Italia? È il Fosarin 2022, l’eccellente Collio Bianco Doc dell’azienda vinicola Ronco dei Tassi di Cormons, fra le più conosciute ed apprezzate del Friuli Venezia Giulia: a decretarlo è la Guida Vini d’Italia de L’Espresso 2025 curata da Luca Gardini, che ha selezionato i 1000 vini italiani più interessanti per offrire un panorama esaustivo delle eccellenze della penisola. Il Fosarin 2022 si è aggiudicato l’ambito riconoscimento in quanto «Assemblaggio esemplare da vigneto unico che riesce nell’impresa di rappresentare impagabilmente la vocazione di un territorio».

Enrico Coser con il premio.

La premiazione è avvenuta al teatro Arcimboldi di Milano. A ritirare il premio è stato Enrico Coser, con la sua famiglia proprietario di Ronco dei Tassi. «Sono onorato e grato di ricevere questo premio che ci dà entusiasmo ed energia per proseguire al meglio nei nostri obbiettivi – ha detto emozionato il vignaiolo davanti ad una platea di un migliaio di persone -. La nostra azienda nata 35 anni fa dai miei genitori ed oggi portata avanti da me e mio fratello Matteo, da sempre è volta alla ricerca della qualità con l’obiettivo di portare nel bicchiere la nostra sfumatura legata all’identità del nostro splendido territorio, il Collio, estremamente vocato per i vini bianchi».
Nella Guida ai Vini d’Italia sono quasi 5 mila i vini degustati da Luca Gardini, che ne ha così selezionati 1000 secondo i criteri di pulizia, riconoscibilità, rigore stilistico, identità, bevibilità, filosofia e affidabilità aziendale, costanza nel tempo.  Il Fosarin è una cuvée a base di Friulano, Malvasia (due tra i più interessanti vini autoctoni friulani) e Pinot bianco. Un vino che non teme il tempo e che si affina con raffinatezza negli anni. Pluripremiato e apprezzatissimo sia in Italia che all’estero, è un vino storico ed iconico per Ronco dei Tassi, dato che è stato il primo vigneto acquistato dalla famiglia Coser e la prima annata di produzione è stata il 1990. Di colore giallo paglierino, al naso è delicato, fine ed elegante. Fresco e fruttato da giovane, dopo il secondo anno di vita diventa complesso, ampio e speziato. In bocca è morbido, armonico, pieno, con una buona complessità legata alle tre varietà che lo compongono. La sua gradazione alcolica è di 13,5%. A 180 metri sul livello del mare, sul monte Quarin che domina Cormons, il vigneto di 2,5 ettari da cui provengono le sue uve ha il terreno formato da marne arenarie di origine eocenica e le viti hanno un’età media di 55 anni. Le uve vengono raccolte manualmente nella seconda decade di settembre. L’affinamento fino all’imbottigliamento (nel dicembre dell’anno successivo) avviene in serbatoi d’acciaio per il Friulano e la Malvasia e in piccole botti di rovere per il Pinot bianco. La versione 2022 è maturata per 10 mesi in barrique.

Viticoltura ecosostenibileRonco dei Tassi, portabandiera della migliore enologia del Friuli Venezia Giulia, è una delle storiche e più apprezzate cantine del Collio, tra le più pregiate zone vinicoledi questa regione del Nord Est d’Italia. Fondata nel 1989 da Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e Daniela Coser, a cui si sono affiancati i figli Enrico e Matteo, si sviluppa oggi su una superficie di 50 ettari, di cui 23 coltivati a vigneto. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare una viticoltura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. Il nome dell’azienda deriva da due sue peculiarità: il fatto che i vigneti sono disposti su terrazzamenti chiamati appunti “ ronchi” e che qui vivono delle colonie di tassi che, quando l’uva è matura, sono ghiotti dei grappoli più dolci: un segnale che è il momento giusto per iniziare a raccoglierla.

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In copertina, il momento della premiazione dell’azienda Ronco dei Tassi a Milano.

Enrico Coser (Ronco dei Tassi) di Cormons è il “Personaggio dell’anno” per Vinoway Selection 2024

Enrico Coser, con la sua famiglia proprietario dell’azienda vitivinicola Ronco dei Tassi di Cormons, è il “Personaggio dell’anno” per Vinoway Selection 2024, prestigioso evento nato per celebrare i vini italiani di eccellenza e le figure più influenti del settore vitivinicolo. Il viticoltore friulano ha ricevuto l’ambito riconoscimento nel corso del raffinato Dinner with the Stars ospitato nel suggestivo scenario di Castello Monaci Resort di Salice Salentino.
“La passione, il costante impegno e il desiderio di migliorare costantemente per la sua storica cantina Ronco dei Tassi di Cormòns hanno reso questo giovane imprenditore un modello da seguire per i risultati straordinari che ha ottenuto”. Questa la motivazione del Premio, che gli è stato consegnato da Davide Gangi, Ceo e Founder di Vinoway Italia, e presidente dell’autorevole giuria di esperti fra giornalisti, sommelier, addetti ai lavori.
“Un premio totalmente inaspettato che mi rende estremamente orgoglioso non solo per me, ma anche per la mia famiglia – dice Enrico Coser -. Un traguardo che abbiamo raggiunto insieme, perché è grazie ai miei genitori che mi sono appassionato a questo splendido mondo ed è sempre grazie a loro che ho avuto la possibilità di ritagliarmi i miei spazi all’interno dell’azienda. Grazie alla loro fiducia mi sono fatto carico di responsabilità importanti che ci hanno permesso di crescere e mi hanno permesso di arrivare ad oggi felice e grato, con un grande entusiasmo di voler continuare a migliorare sempre di più”.
Sede sul monte Quarin nel cuore del Collio Goriziano, Ronco dei Tassi si estende per oltre 50 ettari, di cui 23 a vigneto e i rimanenti a bosco. Fondata nel 1989 da Fabio Coser con la moglie Daniela, a cui si sono affiancati i figli Matteo ed Enrico, sviluppa una viticoltura ecosostenibile, con tecniche colturali estremamente rispettose dell’ambiente e controlli qualitativi e quantitativi che permettono di produrre un’uva sana con il minor impatto possibile, preservando ricchezza e biodiversità della proprietà. Il suo nome deriva dalla presenza di alcune colonie di tassi, che nel periodo in cui l’uva è matura diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e dalla particolare disposizione dei vigneti su terrazze ben esposte al sole, denominate appunto “ronchi”.
“Figlio d’arte, ho vissuto nel mondo del vino sin da piccolo, con i miei genitori che mi hanno sempre coinvolto e portato con loro anche nei viaggi di lavoro – racconta Enrico -. Appassionato, grazie alle amicizie e conoscenze di mio padre e poi a quelle maturate nei miei anni sul campo, ho avuto modo di entrare nel dietro le quinte delle cantine più prestigiose italiane e straniere, ascoltando e facendo tesoro dell’enorme esperienza dei loro enologi. Sono molto ambizioso e mi piace sperimentare. Ringrazio il papà, che mi ha sempre permesso di provare sia in produzione che nel commerciale quello che ritenevo potesse essere interessante per la nostra realtà ogni qualvolta tornavo con grande entusiasmo da un viaggio. Siamo un’azienda familiare dove è necessario che tutti alla fine sappiano fare un po’ di tutto. Principalmente seguo la produzione soprattutto per la parte di vinificazione in vendemmia, dove curo in prima persona tutte le fasi e le lavorazioni e poi assieme al papà i tagli dei vari vini. Inoltre, curo la parte commerciale sia Italia che all’estero”.
La chiave del successo di Ronco dei Tassi è rappresentata proprio dal forte legame tra la famiglia, il marchio e la filosofia che fin dall’inizio li caratterizza. “Ronco dei Tassi è sempre stata di Fabio e Daniela Coser e ormai da qualche anno pian piano posso dire che è anche di Matteo ed Enrico. Questo passaggio generazionale così fluido e naturale è una cosa che mi rende molto orgoglioso per la sensibilità ed intelligenza dei miei genitori nei confronti miei e di mio fratello – spiega Enrico -. La filosofia di mio padre si è sempre fondata sul totale rispetto del territorio e dell’uva prodotta, cercando, e riuscendoci aggiungo io, a portare nel calice una profonda identità varietale e del luogo dove l’uva nasce, in una forma così elegante e corretta che non ha mai dovuto cedere a mode o forme alternative di vinificazione, con i conseguenti vari eccessi che si sono verificati sui mercati in questi 34 anni di storia che ci contraddistinguono. Il concetto di base è rimasto ben saldo ed oggi lo portiamo avanti con orgoglio, anche perché è il concetto che ha fatto conoscere il vino del nostro splendido territorio nel mondo, ed è l’enologia virtuosa, fatta di scienza, cultura e tecnica”.

Ronco dei Tassi
Località Montona 19, Cormòns (GO) – Tel. +39 0481.60155
www.roncodeitassi.it – info@roncodeitassi.it

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In copertina, ecco il vignaiolo Enrico Coser con l’importante riconoscimento.

A Buttrio si degustano gli oli del Friuli. E sul Collio “Ecco” il progetto di Coser

(g.l.) I Colli orientali del Friuli? Non sono vocati soltanto a produrre vini di alta qualità – e al riguardo va sottolineato che proprio all’interno di quest’area sono state ritagliate le uniche Docg della nostra regione, a cominciare da quella del Ramandolo, la prima in assoluto istituita vent’anni fa -, ma anche ottimi oli extravergini di oliva. Che oggi saranno protagonisti di una mostra-assaggio a Buttrio. Infatti, alle 16, a Villa Florio nell’ambito della manifestazione culturale TreeArt, sarà proposta anche una degustazione guidata dei migliori oli Evo dei Colli. Come già annunciato, l’esperto assaggiatore di Olea, Giovanni Degenhardt, introdurrà ad un assaggio guidato mediante la tecnica “olfatto e gusto”. Questo consentirà di scoprire che potenziale c’è in questi nostri sensi, che si possono educare e valorizzare come strumenti indispensabili e naturali nell’analisi sensoriale.

Enrico Coser


Colline friulane, dunque, adattissime anche per la coltivazione con successo dell’ulivo. Come l’hanno riscontrato con grande soddisfazione pure i “cugini” del Collio che sempre più accanto ai vigneti, famosi soprattutto per gli eccellenti vini bianchi, mettono a dimora pregiate varietà olivicole, tra le quali primeggia la Bianchera, star incontrastata anche del vicino Carso Goriziano e Triestino. E a tale riguardo va segnalato il nuovo progetto volto proprio ad abbinare l’olio al vino di Enrico Coser (proprietario con la famiglia di Ronco dei Tassi a Cormòns, storica cantina appunto del Collio), che ha messo a frutto i mesi di forzato rallentamento degli impegni imposti dalla pandemia per orientarsi verso una nuova iniziativa, sempre a contatto con la terra e sempre legata al Friuli Venezia Giulia. Ed ora produce “Ecco”, un elegante e delicato olio extravergine di oliva, il cui nome nasce dall’acronimo Enrico e Costanza Coser, la figlioletta di 5 anni, la quale ha disegnato il logo che spicca sul nero dell’etichetta. «L’idea di produrre olio – spiega Coser – mi è nata perché ritengo che il nostro sia un territorio straordinariamente vocato alla coltivazione dell’ulivo per il suo microclima e la sua posizione. Il Friuli Venezia Giulia si trova infatti al limite della latitudine per l’olivicoltura e tale caratteristica apporta all’olio delle caratteristiche uniche a livello organolettico e analitico, con un’acidità e una quantità di polifenoli ottimale anche per l’aspetto salutistico, oltre che a livello gustativo».

La degustazione dell’olio.


Sono 3,5 gli ettari di uliveto, suddivisi fra un vecchio impianto a Gagliano (frazione di Cividale) e le piante messe a dimora appunto a Cormòns accanto alle vigne di Ronco dei Tassi. Circa 1400 le piante, con un’età media di 15 anni, coltivate con grande attenzione all’ambiente, con concimazione organica e – per quanto riguarda la gestione fitosanitaria – con lotta guidata e integrata con prodotti a basso impatto ambientale. Le olive vengono raccolte manualmente, giungono in frantoio nella stessa giornata della raccolta e sono subito sottoposte a lavorazione. La frangitura è eseguita a temperatura controllata a freddo (inferiore cioè a 27 gradi). Successivamente l’olio viene immagazzinato in serbatoi d’acciaio e lasciato decantare ad una temperatura controllata (14-16 °C). Infine, “Ecco” viene messo in commercio in bottiglie da mezzo litro dall’elegante design, realizzate appositamente in colore verde antico, per proteggere al meglio dalla luce il prezioso contenuto.
«L’olio “Ecco” è caratterizzato – spiega infine Enrico Coser – da un fruttato medio e dalla fusione delle peculiarità delle singole cultivar. È un olio pulito, che apre su note di dolcezza lasciando spazio ad una moderata sensazione amaricante e una piacevole piccantezza, tipicamente riconducibile alla cultivar regionale Bianchera. È ideale su insalate di verdure, verdure alla griglia, antipasti di pesce, pesce al forno e alla griglia, primi piatti di pesce e verdure».

Gli uliveti a Cormons.

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In copertina, l’olio “Ecco” frutto del progetto di Enrico Coser.