Produttori Cormòns, bilancio record e premi. E ora un’ottima vendemmia

(g.l.) Quella che sta per partire ha tutti i numeri per essere un’ottima vendemmia, soprattutto in termini di qualità. Un’annata quindi favorevole che s’incrocia con i risultati più che lusinghieri dell’ultimo bilancio e con la indubbia soddisfazione per l’assegnazione di prestigiosi riconoscimenti: è questo il “ritratto” della Cantina Produttori Cormòns alla vigilia della raccolta delle uve 2021. E di tutto questo i vertici aziendali hanno parlato con i soci che si sono ritrovati in occasione della consueta riunione prevendemmiale, per un’analisi sull’andamento della stagione e per stilare il programma delle prossime giornate, quando si cominceranno a staccare i primi grappoli nei vigneti della zona interessata dall’attività della Cantina, divenuta ovunque famosa per il suo “Vino della Pace”.

La riunione prevendemmiale.

Il presidente Filippo Bregant ha anticipato ai numerosi associati il risultato di bilancio 2020, che verrà approvato in assemblea ad ottobre: «Nonostante le chiusure e le restrizioni causate dall’emergenza Covid, la Cantina registra uno dei migliori bilanci degli ultimi vent’anni – ha dichiarato soddisfatto -, con il fatturato in aumento e una maggior remunerazione delle uve ai soci. La politica di rinnovamento e di efficientamento degli ultimi anni sta dando i primi risultati. Quando ci riuniremo per l’approvazione del consuntivo, contiamo di inaugurare il nuovo impianto di imbottigliamento, l’ultimo grande sforzo finanziario per ammodernare la Cantina».
Successivamente, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha analizzato l’annata viticola che si sta concludendo: «Dopo un inizio difficile, dettato da un aprile freddo e siccitoso, il germogliamento – ha spiegato – è partito con un ritardo di una decina di giorni rispetto alla media degli ultimi anni. Da giugno in poi l’andamento climatico è stato favorevole, senza lunghi periodi di grande caldo e con piogge che si sono susseguite con costanza. Da qualche settimana le temperature notturne e diurne si sono abbassate creando la situazione ideale per la produzione degli aromi primari varietali nelle bacche. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni sono molto buone e si prospetta un’annata tipicamente friulana e di ottima qualità. Decideremo a breve quando iniziare a vendemmiare, in base ai campionamenti delle uve».


La Cantina Produttori ha in questi giorni conquistato, inoltre, importanti premi. Il Collio Bianco Uve autoctone 2019 è, infatti, stato premiato con la Corona, il massimo riconoscimento da Vinibuoni d’Italia, l’unica guida dedicata ai vini da vitigni autoctoni. Un vino di qualità che si è distinto fra 904 etichette finaliste dell’edizione 2022, soprattutto per la sua eleganza e finezza, ottenuto da uve indigene – Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla – che donano ai vini fragranza e mineralità. Un altro grande riconoscimento arriva dalle commissioni di degustazione di Gourmet’s International del Merano Wine Festival, che attestano prodotti di elevata qualità, assegnando alla Malvasia Doc Friuli Harmo 2019 il premio “The WineHunter Award Rosso”. Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce un vino elegante e profumato, la Malvasia Harmo è stata imbottigliata e messa in commercio da poco, ma si è subito distinta lo scorso aprile con la medaglia d’oro a Parenzo, nell’Istria croata.

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In copertina, uve con un ottimo stato di maturazione nei vigneti del Cormonese, tanto che la vendemmia è ormai imminente.

Anche in Fvg è al via il Censimento, settima “fotografia” dell’agricoltura

Anche in Friuli Venezia Giulia è al via il settimo Censimento generale dell’agricoltura che servirà a capire come sta cambiando il settore primario anche in considerazione dell’emergenza Covid e al suo impatto sull’economia italiana, raccogliendo i dati indispensabili alle future politiche di sviluppo di un comparto strategico per gli approvvigionamenti alle famiglie, per l’export e per la sovranità alimentare del Paese. Ad annunciarlo è “Il Punto Coldiretti” con riferimento proprio alla rilevazione decennale sulle imprese agricole, le quali per la prima volta potranno rivolgersi ai Centri di assistenza agricola per la compilazione dei questionari Istat in formato esclusivamente digitale.
Tale assistenza è un ulteriore esempio di attività di affiancamento delle imprese che la legge assegna ai Caa in un’ottica di semplificazione dei rapporti con la Pubblica amministrazione e di supporto per gli adempimenti burocratici. Grazie ad una profonda conoscenza della realtà agricola, i Caa Coldiretti potranno contribuire, svolgendo le interviste che costruiscono il Censimento, a realizzare una fedele “fotografia” – e sarà, appunto, la settima – del patrimonio agroalimentare del Paese. I dati richiesti serviranno per conoscere le caratteristiche generali delle aziende agricole italiane, l’utilizzo dei terreni, la consistenza degli allevamenti, la forza lavoro utilizzata ed eventuali attività connesse. La rilevazione è prevista dalle norme europee.
Il Censimento dovrà concludersi entro il 30 giugno prossimo ma, tenuto conto delle restrizioni dovute alla pandemia, tempi e modalità delle rilevazioni dovranno essere previamente concordati dagli imprenditori con gli operatori dei Caa. Per tutte le informazioni ci si può rivolgere alle sedi dei Caa Coldiretti del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, produzione di susine in Friuli: immagine che ci fa già pensare alla prossima estate.

Consorzio agrario Fvg: ok all’ultimo bilancio dell’era Ermacora

Via libera al bilancio 2019 del Consorzio agrario Fvg. Riuniti a Basiliano, i delegati dei soci hanno approvato il documento contabile ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione che in breve procederà alla nomina della giunta esecutiva e del presidente. Dopo 9 anni alla guida del Consorzio, Dario Ermacora ha infatti deciso, come già riferito, di passare di mano il testimone e in occasione dell’assemblea si é congedato dai soci: “In questi tre mandati, che equivalgono a quasi dieci anni, abbiamo lavorato per rafforzare l’azienda sotto tutti i punti di vista – ha detto il vitivinicoltore di Ipplis (Colli orientali del Friuli), già leader regionale della Coldiretti -. Lascio una cooperativa che da 17 milioni di patrimonio é passata a 22 milioni, che nel 2019 ha fatturato 120 milioni di euro, in leggera flessione per effetto della cessione del ramo vitivinicolo, che ha lavorato sodo e dato risposte nel campo delle filiere e si é di recente rafforzata sotto il profilo dei servizi grazie all’unione con il consorzio Treviso-Belluno, operazione che ci ha garantito maggior forza contrattuale. Ora é giunto il momento di lasciare ad altri il compito di continuare”.

Tornando ai numeri, che ne fanno la più importante azienda dell’agricoltura friulana, il Consorzio conta 2.200 soci, 38 sedi, 240 dipendenti e un volume d’affari di 120 milioni di euro, 6 in meno rispetto all’anno precedente. “Il 2019 è stato un anno caratterizzato da forte piovosità, sia nel mese di maggio che poi in autunno, tale da aver compromesso in primavera il settore del giardinaggio, rimasto al palo, così come la tipologia delle semine, che all’ultimo hanno virato dal mais alla soia, mentre in autunno si sono verificate perdite nella raccolta – ha spiegato la direttrice Elsa Bigai -. Se a questo aggiungiamo la cessione dell’azienda Vini San Giorgio e il calo generalizzato dei prezzi, la leggera riduzione del fatturato é presto spiegata. Quest’anno? Nonostante l’emergenza Covid sta andando abbastanza bene. In particolare nel settore del giardinaggio, che nei mesi del lockdown ha registrato un vero e proprio boom, con incrementi a doppia cifra”.

Congedandosi dai soci, Ermacora ha ricordato la grande attività svolta nel campo delle filiere, in particolare del vino e del latte. Nel 2011 il Consorzio aveva rilevato e poi messo in sicurezza la cooperativa Vini San Giorgio, nel 2013 aveva dato corpo alla fusione di Aprolaca (commerciale del latte), nel 2014 aveva incorporato la latteria di Venzone. In tutti i casi, con l’obiettivo di valorizzare produzioni strategiche e assicurarne il valore aggiunto al territorio. In particolare, nel caso del latte, facendosi carico di gestire tutta ala filiera: dalla raccolta al prodotto finito, con tanto di marchio proprio, Blanc, che nel 2017 é stato ceduto a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24%.

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In copertina, il presidente uscente Dario Ermacora durante la sua relazione all’assemblea.

Riecco “Diamo un taglio alla sete”: da Nimis un messaggio virtuale

Tra le numerose iniziative in calendario per il mese di maggio che per l’emergenza Covid hanno dovuto essere ripensate, vi è anche la “Festa dell’imbottigliamento” di un vino specialissimo, denominato “Diamo un taglio alla sete”: un vino che dal 2007 (quella del 2020 sarà la 14ma edizione) grazie ad una grande gara di generosità si trasforma in pozzi di acqua potabile realizzati in Africa dal missionario friulano Dario Laurencig. L’imbottigliamento, programmato a Nimis per domenica 17 maggio, non potrà – è evidente – essere fatto con il consueto contorno di musica, animazione, pranzo solidale che negli ultimi anni ha visto oltre un migliaio di commensali. Il vino (un bianco ed un rosso realizzati assemblando i prodotti donati da una ventina di aziende, prevalentemente friulane) verrà comunque messo in bottiglia nelle prossime settimane, in forma privata e nel rispetto, oltre che delle buone pratiche di cantina, delle norme di distanziamento sociale che abbiamo imparato a conoscere e rispettare.

Fratel Dario in Kenya.


Ma la data di domenica prossima, da mesi salvata nell’agenda di soci e simpatizzanti dell’Associazione Diamo Un Taglio Alla Sete Onlus, verrà mantenuta: l’imbottigliamento sarà virtuale, annunciato e promosso nel corso di una diretta Facebook che inizierà alle 17 e si protrarrà fino alle 19. Sarà comunque una festa, accompagnata dalla colonna sonora dei gruppi che puntualmente ogni anno si rendono disponibili (hanno risposto all’appello gli Effetti collaterali, gli Am/Fm, i Power Flower, la cantante Sabina, il gruppo etnico Estacion sur, gli ottoni degli Splumats, i Sand of Gospel e Saint Lucy Gospel Choir). Alla diretta interverranno numerosi “testimonial”, uomini e donne che hanno partecipato in vario modo in questi anni a sostenere e a far crescere il progetto di “Diamo un taglio alla sete”. Verrà anche presentato un breve video dal titolo “Piccola storia di un pozzo” realizzato da un gruppo di volontari che si sono recati poco più di un anno fa in Turkana, per portare anche con la presenza fisica la solidarietà a fratel Dario. Che sarà anche lui presente, collegato in diretta dalla regione del Kenya.
La diretta servirà anche a presentare le modalità – per forza di cose online – con cui contribuire al progetto, riassunte nello slogan “Dona ora, prenota il nostro grazie”. Per il 2020, anche alla luce dell’emergenza Covid-19, il ricavato dell’imbottigliamento verrà ripartito tra più soggetti. Ne beneficeranno infatti oltre ai pozzi di fratel Dario, un ospedale gestito da suore Comboniane in Sudan e due organizzazioni di volontariato di casa nostra che si sono prodigate senza risparmio durante questi mesi di emergenza.
Il “vino della solidarietà” (nei 13 anni passati sono state prodotte in totale oltre 33 mila bottiglie e 4.500 magnum) è assolutamente a costo zero, grazie alla generosità, oltre che delle aziende vinicole, di tutto ciò che serve (bottiglie, tappi, etichette, capsule, imballaggi) per giungere al prodotto finale. Solidarietà da parte di produttori grandi e piccoli, che non è mancata neppure quest’anno, nonostante i tempi difficili. Il Vitae Bianco 2020 e il Vitae Rosso 2020 (questo il nome storico dei due assemblaggi) non vengono posti in vendita, ma donati a fronte di un’offerta.
Una catena di solidarietà che ha consentito finora di inviare al missionario comboniano originario delle Valli del Natisone oltre 450 mila euro. Fondi grazie ai quali sono stati realizzati pozzi di acqua potabile e sviluppati progetti di solidarietà nel settore della sanità e dell’educazione scolastica.

Ecco l’acqua per i bambini africani.

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In copertina, le speciali bottiglie dei due vini, bianco e rosso, di “Diamo un taglio alla sete”.