Casarsa assicura: nel 2021 (40 anni della Pro Loco) ritornerà la “Sagra del Vino”

E’ appena Natale, ma si mette già in moto la macchina organizzativa per la “Sagra del Vino 2021” di Casarsa. La Pro Loco, il Comune e i Viticoltori Friulani La Delizia, promotori della storica manifestazione che, come è noto, ha dovuto dare forfait subendo così una pausa forzata a causa dell’emergenza Coronavirus, guardano infatti con fiducia al nuovo anno e annunciano che, pur con un’attenta valutazione della situazione sanitaria in atto, l’edizione numero 73 della prestigiosa rassegna enologica si farà dal 22 aprile al 3 maggio e contestualmente si festeggeranno i 40 anni della Pro Casarsa.

Antonio Tesolin


In ogni caso, come si ricorderà, durante il lockdown di primavera gli organizzatori avevano comunque voluto realizzare, a causa dell’emergenza Covid-19, un’edizione virtuale della tradizionale festa e, per tutto il periodo in cui l’evento si sarebbe svolto, sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione erano state pubblicate ogni giorno delle foto storiche riguardanti le edizioni passate. Il pubblico aveva raggiunto, sommando i risultati dei vari post pubblicati, oltre 100 mila persone in totale sul social network. Si era tenuta, invece, regolarmente, perché posticipata durante l’estate, la rassegna spumantistica regionale “Filari di Bolle”.
“In questo modo abbiamo voluto tener vivo il ricordo di quello che per tutti i casarsesi è uno dei periodi più belli dell’anno e ci siamo riusciti perché il bilancio è stato positivo – ha spiegato il presidente della Pro Loco, Antonio Tesolin -, ma, nonostante si stia purtroppo assistendo a una situazione preoccupante per i contagi, non possiamo che guardare con speranza al futuro e con fiducia a questo 2021 che sta per iniziare. Per questo a livello organizzativo ci stiamo già preparando per la prossima Sagra del Vino e ci auguriamo possa essere in presenza con ancora più coinvolgimento da parte di tutti. Noi ci crediamo. Inoltre, per noi della Pro Casarsa sarà un anno importante: festeggeremo il 40° compleanno della nostra associazione e contiamo di poter creare dei momenti speciali per celebrare con tutti questo anniversario in occasione della Sagra del Vino“.

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In copertina, una sommelier alla rassegna Filari di Bolle e qui sopra due immagini della rinomata Sagra del Vino a Casarsa della Delizia.

 

Confcooperative Pordenone a Rauscedo capitale delle “viti bambine”

di Gi Elle

Se Rauscedo oggi è leader mondiale per la produzione di barbatelle, merito è soprattutto della cooperazione che ha saputo mettere insieme le varie energie del paese in riva al Tagliamento, con uno spirito di intesa e solidarietà che ha mirato prioritariamente alla crescita della comunità rispetto a quella dell’individuo, all’insegna del detto, sempre valido, che “l’unione fa la forza”. La cooperazione, quindi, come chiave del successo nella produzione delle “viti bambine”, ma non solo, tanto che San Giorgio della Richinvelda vanta il titolo, non da poco, di “Comune delle Cooperative”. Dove organizzare, allora, se non nel paese dei vivaisti viticoli l’assemblea generale di Confcooperative Pordenone, principale associazione di rappresentanza delle cooperative nella Destra Tagliamento, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata a causa dell’emergenza Coronavirus, si terrà rispettando le misure di sicurezza sanitaria proprio oggi, 1 luglio, alle 15, nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.

Luigi Piccoli

I lavori avranno al centro la relazione del presidente uscente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato si è registrata in questi giorni l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore, tra cui anche quelle agricoltura e pesca. Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione futura post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo). Nell’occasione, Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello. Inoltre, sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente nonché storico direttore, recentemente scomparso.

Una manifestazione a Rauscedo.

Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4.550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità.
Per quanto riguarda il settore primario, fa parte della “grande famiglia” della cooperazione in Destra Tagliamento anche Fedagripesca. Sono 43, infatti, le società del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2.700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro. Per il sostegno delle attività economiche sono due le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca), per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

Pietro D’Andrea fondatore dei Vcr.

L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina e qui sopra un impianto a Rauscedo in cui si fanno crescere le barbatelle, le “viti bambine”.

 

Niente Giro d’Italia e così “Sapori Pro Loco” slitta al 2021

Arrivederci al 2021: “Sapori Pro Loco”, la grande manifestazione enogastronomica organizzata a maggio dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, nel prato tra le esedre a Villa Manin di Passariano, rimanda al prossimo anno la sua 19ma edizione. Le motivazioni, ovviamente, sono legate all’attuale emergenza Coronavirus.
“Gran parte di questa edizione era incentrata, nel programma, all’accoglienza dei tifosi attesi per la tappa del Giro d’Italia del 24 maggio, con partenza alla base di Rivolto delle Frecce Tricolori: la corsa rosa è già stata spostata di data, quindi ci s’imponeva una riflessione. Pensiamo si tratti di un atto di responsabilità civica – spiega il presidente del Comitato regionale, Valter Pezzarini – cercando di essere realisti: ci auguriamo davvero con tutto il cuore che per maggio l’emergenza sia finita, ma poi, anche se così fosse, i tempi per organizzare l’evento sarebbero comunque davvero troppo limitati. In più, pensiamo che in questo frangente sia importante che i volontari delle singole Pro Loco stiano a disposizione delle proprie comunità e territori, anche per preparare eventuali eventi e sagre del periodo estivo, che potranno essere davvero un messaggio di rinascita e fiducia nel futuro”.
E posticipare la manifestazione nella seconda parte dell’anno? “Non è praticabile, proprio perché i volontari hanno i propri eventi paesani – aggiunge Pezzarini – e anche perché tanti altri grandi eventi si svolgono già ad agosto-settembre ogni anno: non vogliamo andare a sovrapporci allo spazio di nessuno e fare concorrenza, torneremo nel 2021 con ancora più energia e passione”.

Ma l’attività del Comitato non si ferma. “I nostri uffici sono chiusi al pubblico in questa fase emergenziale – conclude il presidente –, ma rispondono via e-mail e al telefono a tutte le esigenze delle Pro Loco e dei Consorzi di Pro Loco. Non appena si potrà ripartire, abbiamo tutta la serie di assemblee da recuperare, con collegate elezioni per il rinnovo delle cariche, senza dimenticare il lavoro di consulenza organizzativa e promozionale di tutte le attività delle nostre associate non appena ripartiranno. Il lavoro non manca. Ora, nel frattempo, è il momento di stare a casa, dando così il nostro contributo a chi lavora in prima linea nell’emergenza”.

Inoltre, il Comitato ha fatto proprio l’appello della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia invitando le associate per un’azione coordinata con quanto già messo a disposizione in termini di persone e di risorse dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia per l’attuale emergenza sanitaria. Le Pro Loco sono state quindi invitate a contattare i sindaci dei propri Comuni per capire come possono essere d’aiuto.

“Sapori Pro Loco” a Villa Manin in una bellissima foto di Diego Petrussi.