Ritorna a Feletto la Festa della Verza: un convegno e menu a tema nei locali. Gianni Arteni sarà “cittadino benemerito”

Torna a Feletto Umberto la Festa della Verza, una delle poche, se non l’unica sagra del mese di gennaio. Era, infatti, il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del terzo millennio) quando nella frazione-capoluogo di Tavagnacco si celebrava la sua prima edizione. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla festa del Patrono di Feletto, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”).
Nella prima edizione della Festa veniva anche presentata una pubblicazione di ricette (e non solo), iniziando una serie che continua tuttora. Il libretto – scherzosamente chiamato “verzino” – sarà presentato e distribuito durante il convegno “Un quarto di secolo di verza a Feletto” che si terrà sabato 18 gennaio, alle ore 17, nella sala consiliare a Feletto e che vedrà come relatori Matteo Bellotto, scrittore di vino e di poesia, Roberto Zottar, dell’Accademia Italiana della Cucina – delegato onorario di Gorizia, Emanuele Scarello, chef e patron del ristorante Agli Amici di Godia.

Gianni Arteni


Nel corso dell’incontro verrà anche attribuito il riconoscimento di “cittadino benemerito” all’imprenditore Gianni Arteni, figura molto nota del panorama economico-produttivo del territorio di Tavagnacco. «È un’iniziativa deliberata lo scorso dicembre dal consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Giovanni Cucci, alla presentazione della Festa – che intendiamo ripetere anche negli anni a venire». Sempre sabato, alle 20.30, si terrà il concerto del Lûs ensemble “Baroque e celtique” nel teatro Paolo Maurensig, sempre a Feletto, ultimo appuntamento della rassegna “Natale a Tavagnacco”. Domenica 19 poi alle 10,30 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate sarà celebrata una Messa solenne in lingua friulana, cui seguiranno la distribuzione del pane benedetto, il saluto del sindaco e l’intervento della banda Congedati Divisione Mantova. Al termine, la degustazione di “verze e luianie”, a cura delle Pro Loco di Feletto e di Tavagnacco a Villa Tinin. Verranno anche distribuiti ad offerta libera le verze e il Calendario della Lilt.
Da venerdì a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà, inoltre, possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Sui canali social del Comune di Tavagnacco è possibile trovare l’elenco completo degli esercizi di ristorazione aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” coordinati dal Comitato commercianti Feletto Centro.
«Quella della Verza – hanno spiegato il sindaco Cucci e l’assessore alla Cultura, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Ci auguriamo che anche l’edizione di quest’anno rispetti le caratteristiche di Festa di una Comunità che si ritrova su tematiche di interesse generale, con momenti che recuperano convivialità e tradizioni legate al territorio».

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In copertina, le verze “regine” dell’inverno pronte per l’acquisto al mercato.

Friuli Colli orientali e Ramandolo eccellenza del Vigneto Fvg: domani a Cividale il brindisi dei 50 anni

(g.l.) «Eventi come l’occasione di questa sera nella meravigliosa cornice dell’Abbazia di Rosazzo costituiscono importanti momenti di promozione delle nostre eccellenze regionali e i vini Doc dei Colli orientali rappresentano senz’altro un esempio di prodotti, non solo di alta qualità ma anche di fama e raffinatezza. I partecipanti alla serata sapranno diventare “ambasciatori” in grado di raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia e le sue specialità aumentando così anche l’attrattività del turismo enogastronomico». Lo ha affermato ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della cena di gala nel millenario complesso monastico sopra Manzano, dove gli chef, entrambi con due Stelle Michelin, Emanuele Scarello e Matteo Metullio, hanno esaltato i vini dei Colli orientali in un originale viaggio del gusto.

Paolo Valle con l’assessore Zannier.

La cena di gala rientrava tra gli eventi previsti per celebrare i 50 anni della nascita della Doc Colli orientali del Friuli (l’anniversario cadeva esattamente nel 2020, ma si è dovuto ovviamente rinviare per la emergenza pandemica) e quindi del Consorzio di tutela dei vini costituito ufficialmente a Cividale e che oggi (presieduto da Paolo Valle) riunisce oltre duecento viticoltori della famosa area viticola che producono circa 80 mila ettolitri di vino all’insegna di una delle Denominazioni di origine più antiche d’Italia. Alla ragione sociale del Consorzio si è aggiunta in tempi più recenti la specificazione Ramandolo che si riferisce alla prestigiosa Docg nata per prima in Friuli Venezia Giulia sulle colline tra Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.
«In questi ultimi anni il Consorzio – ha aggiunto l’assessore – ha senz’altro cambiato marcia cercando di lavorare in squadra e con sinergia, abbandonando l’approccio delle singole aziende e puntando invece sul concetto di territorio. Nei Colli orientali si è capita da tempo l’importanza del supporto unitario alle imprese per migliorare le capacità produttive e cogliere i vantaggi dell’innovazione. Non è un caso – ha evidenziato infine Zannier – se anche gli oltre duemila ettari vitati dei Colli orientali portano il Friuli Venezia Giulia a essere la regione italiana con il rapporto tra superficie vitata e superficie agricola che è più del doppio rispetto a quello delle altre regioni. Questo anche per il costante impegno e la continua collaborazione con l’Ersa
nella ricerca di una sempre maggiore qualità. La strada è quella giusta, ma va perseguita anche per vincere le prossime sfide».
Il calendario degli eventi per il cinquantesimo del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo prevede, come è noto, due ulteriori importanti appuntamenti per domani 15 luglio: il brindisi aspettando il tramonto sul Ponte del Diavolo a Cividale e l’iniziativa “A cena con il vignaiolo” attraverso la quale dodici ristoranti della città longobarda – prima sede del Consorzio di tutela, che oggi invece è ubicato a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo – hanno immaginato un menu da abbinare ai vini della Denominazione per raccontarne la storia che affonda in un ricco passato rappresentato dallo Spadone del Patriarca Marquardo, divenuto simbolo ufficiale della Doc.

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In copertina, vigneti della Docg Ramandolo ai piedi del monte Bernadia a Nimis.

Dal maxi-frico di Sterpo alla Focaccia di Godia tra i ricordi più belli di Friuli Doc

di Gi Elle

Su Friuli Doc 2020 già da una settimana è calato il sipario, ma restano i ricordi, tanti e significativi, di questa singolarissima edizione ai tempi di Coronavirus. Tra questi c’è indubbiamente la sfida al frico più grande del mondo che non è stata vinta, ma il record è stato sfiorato! Rispetto alle 1.200 porzioni previste, infatti, sono state circa 1.000 quelle distribuite dagli amici del Gruppo di Sterpo, presenti sul piazzale del Castello di Udine, in occasione della grande manifestazione enogastronomica, e non solo. In ogni caso, resta la soddisfazione di averci provato, dicono, e di avere raggiunto il gradimento di un numero così elevato di persone. La cottura di formaggio, patate e cipolla, gli ingredienti tradizionali del frico, era iniziata nel tardo pomeriggio del sabato. Una volta terminata la laboriosa cottura, il taglio del gigantesco piatto tipico è stato fatto dal sindaco Pietro Fontanini sulle note di “O ce biel cjscjel a Udin”, suonata dalla Banda di Lavariano al termine del concerto che si era tenuto sul colle.

Sempre in Castello, nel vicino stand della stessa Lavariano, un casaro ha fatto vedere a un pubblico incuriosito quello che è il suo mestiere: lavorare il latte per produrre la cagliata, visto che il formaggio vero e proprio ha bisogno di un minimo di tempo di stagionatura. E al termine della lavorazione chi vi assisteva ha potuto degustare questa autentica prelibatezza dal sapore antico, offerta gratuitamente.

Soddisfazione si è respirata anche tra i volontari del Comitato della Sagra delle patate di Godia che hanno presentato, in esclusiva per Friuli Doc 2020, la loro focaccia di patate rosse. Una creazione dello chef stellato (e compaesano) Emanuele Scarello che ha unito i tuberi udinesi con altre due eccellenze Dop della nostra regione: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele. Sono stati a centinaia i curiosi e i golosi che hanno acquistato la Focaccia di Godia per degustarla con calma nelle loro case assieme a familiari e amici.

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In copertina, il sindaco Fontanini taglia la prima fetta del frico gigante; all’interno,  i suoi cuochi, il casaro di Lavariano e gli amici di Godia con la loro focaccia (patate,  Montasio e prosciutto di San Daniele).

(Foto Luca Simon Mattioli)

 

 

Friuli Doc, dalla sfida del frico di Sterpo alle patate di Godia secondo Scarello

La sfida al frico più grande del mondo non poteva che venire da Friuli Doc. Il classico guanto viene lanciato dagli amici del Gruppo di Sterpo che, questa sera, 12 settembre, in Castello, a Udine, a partire dalle 19, prepareranno 1.200 porzioni (e forse più…) della prelibata ricetta tradizionale friulana a base di formaggio.
Ma in Castello, ci sono anche i volontari del Comitato della sagra della patata di Godia che presentano, in esclusiva per Friuli Doc 2020, la loro focaccia. Una creazione culinaria dello chef stellato (e compaesano) Emanuele Scarello che ha unito le patate udinesi con le altre eccellenze Dop della nostra regione: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele.


«Con Emanuele, abbiano iniziato a pensare a questo forte legame cibo-territorio ancora prima del confinamento – spiega Mirko Bortolin, presidente del Comitato -. Poi abbiamo deciso di presentare questa ricetta a Friuli Doc, appena abbiamo avuto la conferma che la manifestazione si sarebbe tenuta».
Ma ancora altre sorprese attendono i golosi che saliranno fino al Castello dove, sotto l’arco d’ingresso, ad attenderli ci sarà la vigilanza che controllerà la temperatura corporea (che non dovrà essere superiore ai 37,5 °C) e il numero delle presenze (1.200 totali per 700 coperti) e poi la possibilità di degustare, con un panorama impareggiabile: toro allo spiedo, ottime salsicce friulane, sei specialità di formaggi della Latteria di Lavariano, accompagnati da vini Doc, birre artigianali e distillati del territorio.

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In copertina, gli amici di Sterpo con il loro frico e all’interno il tortino con le famose patate di Godia.

“Ein Prosit Summer” invita a Tarvisio con tre grandi chef

di Gi Elle

Mentre si scaldano i motori per la XXII edizione, annunciata a Udine dal 20 al 25 ottobre prossimi, “Ein Prosit” offre un invitante appuntamento estivo a Tarvisio, nella sua sede naturale dove la manifestazione è nata e si è consolidata negli anni all’insegna della grande enogastronomia. Da domani a domenica prossima nel capoluogo della Valcanale è in programma infatti “Ein Prosit Summer Edition Tarvisio”, evento organizzato dal Consorzio di Promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e Passo Pramollo, che propone tre giorni all’insegna del turismo esperienziale in questo affascinante comprensorio montano a due passi dall’Austria e dalla Slovenia che si propone nella sua miglior veste estiva. E dove territorio, cultura e buona tavola sono i cardini su cui ruota questo evento creato con l’obiettivo di rappresentare al meglio le ricchezze che questo comprensorio ha da offrire in termini di ospitalità, natura e appunto prodotti gastronomici.

Ana Roš

Sono pertanto annunciate escursioni nella natura accompagnate da guide esperte, laboratori dei sapori e masterclass con le personalità più in vista del panorama enogastronomico, incontri e tavole rotonde. Grandi protagonisti saranno l’udinese Emanuele Scarello, patron del ristorante stellato Agli Amici di Godia, e Ana Roš, del ristorante Hiša Franko di Staro Selo, alle porte di Kobarid (Caporetto), che The World’s 50 Best Restaurants ha classificato quale “miglior cuoca del mondo”. I due prestigiosi chef danno appuntamento alla masterclass che si terrà sabato, 25 luglio, alle 10.30, alla Baita di Beatrice in Val Bartolo. Durante il laboratorio verranno presentati due piatti: uno appartenente alla cucina tradizionale del Tarvisiano e uno firmato proprio da Ana Roš. Nella masterclass annunciata invece per domenica mattina (stessa ora e medesimo luogo), oltre allo stesso Scarello, ci sarà un altro grande chef, Riccardo Gaspari, del ristorante SanBrite di Cortina, che pure preparerà un piatto che illustrerà la sua cucina.

Emanule Scarello

Riccardo Gaspari

Tutto il programma di “Ein Prosit Summer Edition Tarvisio” è consultabile sul sito www.einprosit.org

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In copertina, la cucina di Hiša Franko, a Caporetto, creata da Ana Roš. (Foto sito Ristorante e Slow Food)

A Pasqua sulle tavole di casa arriva la Riviera con un pranzo “stellato”

di Carlo Morandini

Ed ecco che l’avvicinarsi della tradizione pasquale ha motivato la ristorazione “stellata” a reagire con forza. Alberto Tonizzo, chef e patron del ristorante “Al Ferarut” di Rivignano, si è infatti messo a disposizione di quanti non intendono trascurare le consuetudini della grande festa. E rispettando le precauzioni di sicurezza, anche a casa, si vogliono godere la suggestione di un pranzo di classe sulla propria tavola. Consegnato a domicilio e personalizzato. Un’occasione difficilmente ripetibile, perché nelle giornate delle grandi festività la ristorazione e l’alta cucina sono impegnate a fondo nei propri locali per mettersi a disposizione di una clientela sempre più esigente e preparata.
Alberto, come si legge nei suoi piatti, che sono creazioni scaturite dalla cultura del territorio e dai prodotti locali della stagione, ha ideato un menù che coniuga i sapori dell’area con il cima primaverile che suggerisce l’impiego di fiori, erbe e frutti del momento. Non per assemblare piatti dall’aspetto indubbiamente suggestivo e attraente, ma per trasmettere le emozioni del gusto della stagionalità. I “Ravioli di mele e fiori, ‘garusoi’ in umido con pesto di erbe spontanee, piantaggine agrodolce e caprino” è il piatto ideato per celebrare la primavera rivierasca, che “nasce da una pasta finissima di riso fatta con succo di fiori fermentato, ripiena di mele biologiche e infuso alla camomilla, con le erbe di raccolta, i rizomi e le foglie di piantaggine agrodolce, caprino di Blessano con pesto di erbe spontanee”. Da abbinare con uno Chardonnay della Riviera. È il piatto della primavera di queste zone. Che va a comporre una tavolozza di sapori. Una delle valenze che al ristorante di Rivignano ha fatto meritare i maggiori riconoscimenti. A cominciare dalla Guida Michelin. Per passare all’Associazione giovani ristoratori d’Europa, della quale Alberto Tonizzo fa parte da tempo, e che nel Friuli Venezia Giulia ha avuto tra i suoi promotori Andrea Gabin ed Emanuele Scarello. All’Associazione Le Soste.
Non sono che la sintesi di cinquant’anni di attività del locale fondato da Guerrino Tonizzo, padre di Alberto. Sempre di tendenza. Con ospiti, all’epoca, quali Claudio Villa, o il Mister Enzo Bearzot, I Nomadi, che hanno pernottato all’albergo connesso “Al Ferarut”. E ancora tra gli ospiti il pilota di F1 Juan Manuel Fangio. E in questi ormai oltre dieci anni di Stella Michelin, Aldo Giovanni e Giacomo, Le Iene, Arturo Antunes Coimbra, detto “Zico”. Alberto ha esportato le carature del suo ristorante anche nei grandi eventi e negli open day di aziende come Prada, Electrolux, Tesla. O in location come lo Yacht club Costa Smeralda. Con la ‘piccola’ soddisfazione di ottenere l’apprezzamento di Tronchetti Provera per i piatti degustati. Tutti questi riconoscimenti, per un locale che è il simbolo dei sapori della Riviera Friulana.

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In copertina, Alberto Tonizzo con Carlo Cracco e qui sopra con il padre Guerrino, fondatore del “Ferarut”.

Enogastronomia e cultura a Gorizia nel Salotto del Gusto

Il Salotto del Gusto celebra il connubio tra enogastronomia e cultura in una città come Gorizia dove palazzi aperti, monumenti e arte fanno da cornice a uno degli eventi top del Friuli Venezia Giulia, centrale per la promozione dell’intero territorio regionale”: così l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha definito ieri mattina questa “finestra” culturale che anticipa e affianca “Gusti di Frontiera” e che avrà la sua anteprima domani, al Castello di Gorizia con un workshop intitolato proprio “Il cibo è cultura”.
Uno spazio culturale che avrà il suo cuore in piazza Sant’Antonio, dove si avvicenderanno approfondimenti sull’imprenditorialità agroalimentare e vitivinicola locale con l’interpretazione del cibo da parte di chef blasonati, tra i quali il re delle farine e dei lieviti, il gastronomo Antonio Lamberto Marino e il maestro pasticcere Damiano Carrara, che saranno presenti all’inaugurazione della manifestazione giovedì 26 settembre. Uno spazio in cui si tenterà di ritrovare le identità locali attraverso i prodotti tipici, ma anche di sperimentare le contaminazioni che il concetto di frontiera, di cui Gorizia è emblema, ha insite in sé. Per questo Bini ha principalmente attribuito all’evento “la capacità di contaminare le ricchezze enogastronomiche con il contesto storico e culturale cittadino”, tanto da leggervi un “buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica a capitale europea della Cultura”, il ruolo rivestito quest’anno dalla lucana Matera. “Gorizia si sta dimostrando una città vitale e in crescita – ha evidenziato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – capace di anno in anno di innalzare la qualità dell’evento, facendone uno degli appuntamenti di punta regionali anche in considerazione della sua forte capacità attrattiva nei confronti dei visitatori provenienti dall’estero”.
Alla presentazione, oltre a Bini e, tra gli altri, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha preso parte anche il direttore generale di PromoTurismoFvg, Lucio Gomiero, che ha evidenziato come i turisti sempre più cerchino l’identità di un territorio anche attraverso l’autenticità della sua offerta enogastronomica. C’erano anche, l’assessore comunale ai Grandi Eventi Arianna Bellan, il vicepresidente di Fondazione Carigo Georg Meyr, il vicepresidente del Consorzio Collio Giordano Figheli, il presidente Associazione Produttori Rosa di Gorizia Valentina Brumat, il presidente Associazione Produttori Ribolla di Oslavia Martin Fiegl e il delegato Onav Gorizia Marco de Savorgnani.

La conferenza stampa a Gorizia.

Ricchissima di proposte dunque anche quest’anno la prestigiosa “finestra” culturale di “Gusti di Frontiera”: il “Salotto del Gusto” rinnoverà il suo ruolo di spazio di approfondimento e incontro con la cucina, i suoi prodotti e le materie prime, tra chef blasonati, personaggi del mondo enogastronomico e culturale, artisti, dibattiti, live cooking e degustazioni gratuite. Immutata la location, quella di piazza Sant’Antonio, mentre il filo conduttore ruoterà intorno alla dimensione del cibo e del vino quali espressioni dell’identità culturale del territorio.
Come si diceva, a precedere il Salotto un’iniziativa calendarizzata domani 18 settembre, alle 9, nella sala del Conte del Castello di Gorizia sul tema dell’imprenditorialità eno-gastronomica. “Il cibo è cultura” – questo il titolo del workshop a ingresso libero a tutto il pubblico interessato – propone un focus sui protagonisti locali dell’agroalimentare e del vitivinicolo. Presenti imprenditori e produttori locali (tra cui Il Consorzio Collio, l’Associazione Rosa di Gorizia, Goriziana Caffé, Orto in Tasca, Panificio Jordan e Molino Tuzzi, PizzaMagic, Ciemme Liquori, Strada del Vino e dei Sapori, Sodexo, Ardiss, Apro, IAL, Ad Formandum) che presenteranno la loro case history per spiegare come cibo e vino rappresentino a tutti gli effetti un patrimonio culturale. Il confronto, moderato dal direttore del settimanale Il Friuli, Rossano Cattivello, prevede anche la presenza di giornalisti di settore, opinion maker, che insieme si confronteranno su una serie di linee tematiche, iniziative utili anche nella prospettiva della citata candidatura Nova Gorica/Gorizia 2025.

Damiano Carrara

Tra le iniziative che precederanno la kermesse, martedì 24 settembre è programmato poi nelle cucine dello studentato universitario di Gorizia per il Salotto Off un laboratorio sul cibo a km zero e la valorizzazione del territorio a cura delle associazioni Adis e Sodexo con lo chef Roberto Franzin. Al “Salotto del Gusto” si altereranno dibattiti e laboratori con momenti di “live cooking” e il racconto delle espressioni culturali e agroalimentari della regione. Focus della prima giornata, giovedì 26, la panificazione e le farine per raccontare l’identità di un territorio.
Dopo la cerimonia inaugurale, prevista alle 18 con il taglio del nastro da parte della giovane cantante goriziana Tish – tra le più amate protagoniste dell’ultima edizione del talent show “Amici”, che si esibirà in concerto nella stessa serata alle 21.30 (ingresso libero) – spazio ad una delle  presenze più attese al Salotto 2019, quella dello chef Antonio Lamberto Martino, universalmente riconosciuto come “Il Re dei lieviti”, che sarà protagonista di un laboratorio con le farine proposto nell’ambito degli attesi laboratori con celebrity chef. Gastronomo, panificatore, critico gastronomico e tecnico della degustazione Mediterranea, Antonio Martino è un profondo conoscitore della materia prima e del cibo inteso come collocazione territoriale. È salito alla ribalta televisiva con la partecipazione al contest “Bake Off Italia” ed è attualmente giudice alla “Prova del cuoco” su Rai1.
A precedere il laboratorio, con le preparazioni dal vivo di focaccia e base per pizza farcita, l’Area Talk ospiterà l’incontro con il Maestro Antonio Lamberto Martino (ore 19) “Il pane siamo noi” mentre a suggellare la sua presenza un collegamento video con Matera, Città Europea della cultura 2019: un momento intimamente legato al tema della giornata, vista la fama internazionale di cui godono il pane e i panificatori lucani ma anche di buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica 2025.

Tish taglierà il nastro.

Tema della giornata di venerdì sarà la tradizione dolciaria locale e mitteleuropea. Dopo un focus sullo storico ”Tirime Su – Coppa Vetturinoeccellenza mondiale del nostro territorio, e il suo abbinamento con il vino (celebrato in un incontro con Antonio Paoletti Presidente della Cciaa Venezia Giulia, Davide Iannis, presidente Consorzio Culturale del Monfalconese – Ecomuseo Territori, Flavia Cosolo testimonial Tirime Su Coppa Vetturino, Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “Giovanni Brignoli” di Gradisca d’Isonzo, con la conduzione di Adriano del Fabro), ancora la presenza di uno chef blasonato, il pastry chef Damiano Carrara. Attuale giudice del talent show di pasticceria “Bake off Italia”, il lucchese Carrara ha trovato fama immediata negli Stati Uniti, e precisamente in California, dove ha aperto il Carrara Pastries. Carrara – che ha al suo attivo due libri di ricette Dolce Italia e A Taste of Italy – sarà intervistato pubblicamente da Marina Presello e condurrà un laboratorio di pasticceria. Spazio nella giornata di sabato anche al Premio Ettore Romoli (ore 20) e chiusura di giornata con lo show-cooking dello chef Uroš Fakuč e la degustazione di gubana con i vini del Consorzio Collio.

Numerosi altri show-cooking e incontri, anche con importanti produttori e chef del territorio, si succederanno nelle giornate di sabato e domenica. In particolare, focus della giornata di sabato saranno il latte e i suoi derivati, dove non poteva mancare uno spazio dedicato ad uno dei piatti “cult”, rivisitato per omaggiare la manifestazione Gusti di Frontiera: il Frico! A celebrare il piatto e le sue infinite declinazioni e contaminazioni lo chef stellato Emanuele Scarello che introdurrà un contest basato sulla rivisitazione del Frico: gli chef Riccardo Gaspari e Michela Fabbro omaggeranno con le loro creazioni i Paesi partecipanti a Gusti di Frontiera, ispirando a loro le loro elaborazioni del celebre piatto. A degustare stampa specializzata e pubblico.
Domenica all’insegna di alcuni dei più rappresentativi presidi Slow food del territorio quali la Rosa di Gorizia. Il Collio e i suoi vini saranno protagonisti con la presentazione del libro “Storie di vino e di Friuli” di Matteo Bellotto con degustazione a cura del Consorzio Tutela Vini Collio e un focus sulla Ribolla di Oslavia. Ad entrambe le degustazioni la presenza dello chef Giorgio Giambelli.

Emanuele Scarello

“Gusti di Frontiera”, la più grande e frequentata kermesse enogastronomica del Nordest, è promossa dal Comune di Gorizia con il contributo della Regione FVG, della Camera di Commercio della Venezia Giulia e della Fondazione Carigo.

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In copertina, lo chef Antonio Lamberto Martino a tutti noto come “Il Re dei lieviti”.