Pinot grigio delle Venezie protagonista anche oggi al ProWein. A Düsseldorf anche i bianchi del presidente Armani

Ultimo giorno oggi con il ProWein, la importantissima fiera Internazionale di settore di Düsseldorf. Per il secondo anno, il Consorzio Doc Delle Venezie – la seconda più grande denominazione italiana che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – si presenta alle migliaia di visitatori in uno spazio espositivo completamente dedicato dove è possibile approfondire la conoscenza del territorio viticolo, stile, peculiarità e modalità di certificazione del Pinot grigio Delle Venezie, assaggiare diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.

Albino Armani

Per il suo grande richiamo internazionale e lo sguardo rivolto verso tutti i mercati mondiali, ProWein rappresenta per la Doc delle Venezie un appuntamento immancabile ed estremamente significativo in termini di comunicazione, promozione e creazione di nuovi network. La denominazione interregionale oggi svela una quasi totale vocazione all’export, che si attesta intorno al 95% del consumo, con la Germania che si colloca sul podio dei principali Paesi di destinazione, con circa il 10% delle esportazioni totali, preceduta soltanto da Usa e Regno Unito.
«La Doc Delle Venezie oggi è il bianco fermo più esportato a livello nazionale e continua ad essere apprezzata e richiesta a livello globale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela che continua: «Il Consorzio non perde certamente di vista le operazioni di visibilità all’estero più importanti e strategiche per la nostra Doc. Abbiamo al contempo avviato un percorso di promozione volto a fidelizzare il mercato domestico con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità espressive e lo stile iconico del Pinot Grigio Doc Delle Venezie e replicare lo straordinario successo conseguito all’estero». Al Salone di Düsseldorf la denominazione d’origine delle Venezie è stata inoltre protagonista di un seminario inserito ieri nel programma di degustazioni di Italian Trade Agency, a cura del giornalista e sommelier Sebastian Bordthäuser.

Stefano Sequino


Il Consorzio delle Venezie, come è noto, è presieduto da Albino Armani e pure la sua prestigiosa cantina è tornata a Düsseldorf. Quello tedesco per Albino Armani viticoltori dal 1607 è, infatti, un mercato ormai consolidato, grazie alla collaborazione di importatori storici – quale Raffaele Giordano (www.weine-giordano.de) – e più recenti come Brogsitter (www.brogsitter.de), operanti in specifiche aree geografiche del Paese al fine di garantire una distribuzione coerente e sempre più strategica. Campioni di vendite e testimoni di alto gradimento tra i consumatori d’Oltralpe restano i bianchi che l’azienda produce ai piedi dell’arco alpino, che oggi occupano la fetta più grande di vino a marchio Albino Armani importato e consumato in Germania. Parliamo anche in questo caso di Pinot grigio – sempre capolista –, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile legato ai territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità, versatilità e moderata gradazione alcolica; buone performance anche per il Lugana Doc, successo che la denominazione deve alla relazione ormai storica tra il turismo enologico e il Lago di Garda.
Figli del Nordest italiano, che a tutti gli effetti ha portato l’eleganza dei bianchi italiani nel mondo, questi vini sono veicolo di tradizione e qualità, attributi fortemente richiesti dal consumatore tedesco che dal prodotto enologico si aspetta anche grande attenzione alla sostenibilità: tutti i vigneti di proprietà, infatti, sono certificati SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. Ma qualità e attenzione all’ambiente non sono le uniche chiavi del successo di Albino Armani. Anche in un momento non facile per il settore a livello internazionale, l’azienda mantiene più o meno stabili le quote in Germania ed altri mercati esteri grazie ad una strategia vincente di differenziazione ed inserimento di nuovi marchi (ma anche di nuovi vitigni) a garanzia sia di valide alternative di posizionamento e di offerta nei momenti di difficoltà sia, conseguentemente, di un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il tutto accompagnato da una comunicazione strutturata e costante, sempre affidata a partner locali esperti e di fiducia che sanno interpretare la domanda nel paese di riferimento e proporre novità al momento giusto e in base alle esigenze.

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In copertina, il Pinot grigio nelle versioni ramato e bianco; qui sopra, alcuni vigneti dell’azienda Armani.

Immagine più moderna del Vigneto Fvg a Wine Paris una fiera in grande ascesa

«Un cambio radicale dell’immagine del mondo vinicolo del Friuli Venezia Giulia, molto più moderna e rafforzata. Così abbiamo voluto presentarci a Wine Paris per il secondo anno consecutivo dopo il debutto dello scorso anno fortemente voluto dalla Regione. Una scelta che ci sta ripagando con grandi soddisfazioni visto che la fiera parigina si sta confermando in maggiore ascesa rispetto al mercato del vino internazionale, anche grazie ad un sistema dei buyer presenti gestito con grande serietà e professionalità. Crediamo che Parigi stia iniziando ad erodere parte degli spazi della concorrente Düsseldorf, pertanto essere qui è sempre più importante». È il commento, che giunge da Parigi, dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, presente a Wine Paris & Vinexpo Paris, il Salone internazionale del vino e degli alcolici, manifestazione internazionale B2B dedicata agli operatori del settore. Ieri allo stand Fvg Zannier, assieme ai responsabili di Ersa, ha accolto anche la visita dell’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro.


«L’edizione 2024 della fiera parigina – ha spiegato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – offre al Friuli Venezia Giulia l’opportunità di sperimentare una formula innovativa, introdotta con la legge regionale 13/2023, che persegue l’obiettivo di mantenere la competitività del settore vitivinicolo regionale attraverso nuove modalità di partecipazione della Regione alle fiere internazionali di settore. Di fatto, la Regione, per il tramite di Ersa, mantiene la regia delle attività di promozione del settore agroalimentare B2B, mentre affida a Unidoc, ovvero alle associazioni dei produttori, il ruolo di promotori della diffusione della conoscenza dei vini del territorio attraverso la progettazione, la realizzazione e la gestione degli allestimenti fieristici delle collettive regionali sulla base di specifici indirizzi definiti dall’Agenzia».
Rinnovato, quindi, anche l’allestimento dello stand dedicato alla collettiva regionale, che risulta più funzionale al coinvolgimento dei buyer e alla creazione di contatti qualificati: l’area espositiva di 200 metri quadrati risulta, infatti, strutturata su quattro isole di degustazione autonoma, supportate dai sommelier per la mescita del vino, affiancate da svariati punti di contrattazione a disposizione delle 30 aziende regionali che partecipano alle trattative B2B. Un’ulteriore novità riguarda l’accoglienza dei visitatori in uno spazio dedicato alla presentazione di quattro wine cocktails preparati con prodotti Made in Friuli Venezia Giulia. Ciascuna delle trenta aziende presenta quattro etichette di vino fermo, in purezza, due scelte tra Friulano, Pinot grigio, Sauvignon e Ribolla gialla, Doc del Friuli Venezia Giulia, e due a scelta tra vino bianco autoctono, vino bianco internazionale, vino rosso autoctono, vino rosso internazionale e vino rosato, Doc o Docg o Igt, comprese le interregionali, del Friuli Venezia Giulia, anche spumantizzato.


Tra gli oltre 130 eventi in programma, Ersa ha curato anche tre delle 53 classic wine masterclass previste, per presentare alla platea di professionisti del settore uno spaccato della produzione enologica regionale: i quindici vini che saranno protagonisti di questi tre appuntamenti sono stati selezionati da una commissione di valutazione appositamente istituita tra quelli proposti dalle trenta aziende partecipanti alla collettiva. Le tre masterclass ieri in programma erano Pinot grigio & friends, con tre etichette di Pinot grigio abbinate a uno Chardonnay e ad un Refosco; Sauvignon & friends, in programma oggi, alle 13.30, con tre etichette di Sauvignon abbinate a una Malvasia e ad un Merlot; Friulano & friends, in programma domani, alle 11.30, con tre etichette di Friulano abbinate a una Malvasia ed una Ribolla gialla. Paris Expo Porte de Versailles ospita oltre 4mila espositori e si attende 40mila visitatori da tutto il mondo nelle tre giornate di fiera.

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In copertina, Stefano Zannier con l’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro e Matteo Zoppas presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; all’interno, l’assessore regionale con ospiti ed esponenti del settore vitienologico e con la delegazione Ersa.

Friuli Colli orientali e Ramandolo, bilancio di un anno difficile. Zannier: ora apriamoci a nuovi mercati

«Siamo difronte ad un cambiamento della domanda che vede il consumatore maggiormente orientato verso vini più freschi e meno impegnativi rispetto al passato, pur non abbandonando le tipologie consolidate. Per questo, a partire dal 2025, valuteremo con i Consorzi la possibilità di aprirsi a nuovi mercati anche attraverso la partecipazione a nuovi appuntamenti espositivi oltre a Verona, Parigi e Düsseldorf, dove la presenza del Friuli Venezia Giulia è ormai consolidata». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri a Villa di Toppo Florio a Buttrio – sede anche di un bellissimo museo dedicato alla civiltà del vino friulano – dove è avvenuta la presentazione del rapporto “Le stagioni e le uve – annata 2023” realizzato dal Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, presieduto da Paolo Valle. Il compendio è redatto ogni anno, dal 2007, dai tecnici del Consorzio e raccoglie tutte le informazioni che riguardano la produzione dell’annata.

L’assessore Zannier ieri a Buttrio.


«Il rapporto del 2023 ci restituisce lo spaccato di un’annata difficile, rovinata dalle forti grandinate e dalle difficoltà meteorologiche – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga -; ciononostante, le vendemmie che sono arrivate a compimento, seppure con quantitativi minori, hanno garantito buoni livelli di qualità».
Come ha spiegato di fronte a un folto uditorio Matteo Bellotto, scrittore e ideatore della Tasting Academy, nonché autore della pubblicazione assieme a Luca Governo e Francesco Degano – oltre che animatore delle Grandi verticali proposte con successo in questi mesi dalle Città del vino Fvg -, tutte le informazioni contenute nella relazione vengono trasformate in una narrazione autentica del vino, vitigno per vitigno, annata per annata, così che ogni vino acquisisca una sua specifica identità.
Il potenziale insito in questo modo di descrivere e assaporare il vino è tale da aver suscitato l’interesse di molti altri Consorzi italiani verso l’esperienza nata nei Colli orientali. Un unico altro Consorzio, infatti, quello del Prosecco Valdobbiadene Docg, svolge un’indagine simile ma su un unico vitigno, la Glera (uva base appunto delle bollicine che hanno conquistato il mondo), mentre il rapporto elaborato dal Consorzio Colli Orientali e Ramandolo sviluppa la ricerca su tutte le 23 varietà coltivate in quest’area, dalle quali si rileva, tra l’altro, il germogliamento, la fioritura, lo stato di maturazione stagione per stagione, la vendemmia.
«Questo è sicuramente un unicum a livello nazionale ed un modello che può essere esteso ad altri Consorzi ed esperienze», ha concluso l’assessore Zannier riferendosi anche al lavoro della Tasting Academy. Una carta di identità del vino che è unica e irripetibile e che è un innovativo sistema di promozione del territorio e dei suoi prodotti vitivinicoli.

Pinot grigio Doc delle Venezie a Tokyo: oggi entra nel vivo il tour mondiale

Dopo le grandi fiere di settore che hanno visto il Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento) protagonista a Parigi, Düsseldorf e Verona, il Consorzio di tutela torna in prima linea nell’attività di promozione e valorizzazione della Denominazione d’Origine delle Venezie, a partire da Usa, Canada, Regno Unito, primi partner commerciali che insieme assorbono oltre il 70% dell’export, fino in Giappone, dove domanda e affermazione della Do crescono di anno in anno.
Non solo rafforzamento del posizionamento dell’eccellenza e del fenomeno tutto nostrano del Pinot grigio delle Venezie Doc all’estero e in Italia: le rinnovate strategie di comunicazione messe in atto dal Consorzio non sostituiranno, bensì andranno ad affiancare i consolidati messaggi legati al territorio e alle caratteristiche intrinseche di qualità e certificazione, trovando però un contatto più diretto ed emozionale con il consumatore finale. Stile iconico e convivialità diventano parole d’ordine che da molti anni fanno del Pinot grigio delle Venezie Doc una delle espressioni più tipiche del panorama enologico italiano all’estero, soprattutto nel Regno Unito e in Nord America: un vino accessibile, fresco e versatile, perfetto per l’aperitivo ma ottimo compagno di ogni social occasion e, diversamente da produzioni mondiali della varietà che cercano di inseguirne il trend, disponibile anche nelle diverse tipologie bianco, ramato e spumante.

Commenta Flavio Innocenzi alla direzione del Consorzio: “In questi ultimi mesi siamo testimoni di un crescente interesse da parte di operatori, media e consumatori nei confronti delle più recenti espressioni della Doc delle Venezie, il Pinot grigio ramato e spumante, che vanno ad arricchire la solida offerta enologica rappresentata dalla versione in bianco, oggi vino bianco più esportato a livello nazionale, che stagione dopo stagione osserva incrementi di volumi e di imbottigliamenti. Queste tipologie stanno contribuendo a valorizzare la specificità della nostra Doc, sia in Italia che all’estero, permettendo al Pinot Grigio delle Venezie Doc di distinguersi ancora di più dalle tante imitazioni”.

A maggio, quindi, il Consorzio di tutela ha iniziato il suo tour promozionale volando prima a Londra, poi a Tokyo e New York per incontrare operatori, sommelier, giornalisti e appassionati a partire dalla London Wine Fair – evento trade di riferimento in UK e appena concluso, in programma dal 15 al 17 maggio all’Olympia London – dove il Master of Wine Patrick Schmitt, caporedattore del magazine The Drinks Business, ha parlato dello stile e della tradizione che contraddistinguono il Pinot grigio Ramato delle Venezie Doc. Il Consorzio tornerà nel Regno Unito tra un mese per incontrare il grande pubblico di Taste of London, il festival gourmet di Regent’s Park più atteso dai food enthusiast e buongustai britannici; mentre a luglio sarà nuovamente a Brighton dove riproporrà un grande aperitivo veneziano aperto a decine di media locali.

Il weekend da oggi a domani a Tokyo e in collaborazione con la Camera di Commercio italiana in Giappone, sarà la volta di “Italia Amore Mio”, il più grande appuntamento nipponico con le eccellenze Dop e Igp made in Italy, dove giornalisti, influencer e wine lovers potranno partecipare il primo giorno ad una degustazione dedicata e guidata dal sommelier Yasushi Honda di Shiseido Parlor The Harajuku e, in una seconda parte della giornata dedicata alla mixology, assaporare un intrigante cocktail realizzato con il Pinot grigio delle Venezie Doc a cura del bartender di fama internazionale Shinko Gokan. La domenica, infine, gli ospiti assisteranno alla preparazione del tipico cicchetto veneziano da parte di due squadre guidate dagli chef Hayashi del ristorante Tanta Roba e Carmine Cozzolino del ristorante Carmine. Sempre nella capitale del Sol Levante, il 31 maggio la Doc delle Venezie sarà protagonista di una degustazione guidata da Isao Miyajima, massimo esperto di vini italiani, nell’ambito del Simply Italian Great Wines Tour di IEM a Tokyo.

A New York il Consorzio delle Venezie Doc, a fianco della Brand Ambassador, giornalista e wine educator Regine Rousseau, sarà partner della conferenza stampa di presentazione del libro White Wine Book di Jeff Jensen e Mike De Simone seguita da un walk around tasting e da un light lunch in cui i vini dei soci saranno nuovamente abbinati ai cicchetti veneziani. “Negli Stati Uniti in particolare, dove viene esportato circa il 40% del nostro imbottigliato totale, non c’è ad oggi una Denominazione d’Origine che possa vantare una pari diffusione e domanda come quella delle Venezie” afferma Albino Armani alla guida del Consorzio. “Qui troviamo un consumatore attento, per il quale i fattori legati allo stile e all’unicità, ma certamente anche alla tracciabilità e alla provenienza sono determinanti nel processo d’acquisto. L’attività di promozione del Pinot grigio delle Venezie trova negli Stati Uniti un terreno decisamente fertile”.

Infine, i vini delle Venezie voleranno in Canada per il Vancouver International Wine Festival che ospiterà un tasting per raccontare peculiarità, stili e tipologie della Do ad un’audience di esperti ed appassionati. Nel frattempo, il Consorzio delle Venezie intensifica le proprie attività anche nel territorio di origine, con un ciclo di eventi dedicati in prima battuta ai produttori della Denominazione – il 5 giugno a San Michele all’Adige (Trento) e il 12 giugno a San Vito al tagliamento (Pordenone) – dal titolo “Delle Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot Grigio”; una serie di incontri che si chiuderà a Verona con un grande evento celebrativo aperto ad aziende, media ed opinion leader internazionali.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie grande protagonista nel mondo.

Doc Venezie ritorna a Prowein e Vinitaly. A Düsseldorf anche i bianchi di Armani

Siamo ai blocchi di partenza, tornano le più importanti fiere internazionali del vino a Düsseldorf prima, con Prowein dal 19 al 21 marzo, e due settimane dopo a Verona, con la 55ma edizione di Vinitaly dal 2 al 5 aprile, e come sempre si preparano ad ospitare migliaia tra produttori e visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. Il Consorzio Tutela Vini della Denominazione d’Origine delle Venezie – la grande Doc italiana che riunisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – non può certo mancare agli appuntamenti più significativi in termini di consolidamento di partnership e creazione di nuovi network utili a sviluppare strategie di comunicazione e promozione internazionali; ma soprattutto come importante sostegno per le aziende associate, in generale, e per quelle presenti ai due saloni in particolare.
Infatti, lo spazio espositivo allestito alle due kermesse del vino farà come sempre da punto di raccolta ed informazione per tutto ciò che riguarda territorio di produzione, numeri, stile e peculiarità del Pinot grigio delle Venezie e dove sarà possibile confrontarsi sui temi più attuali della Denominazione, conoscere più da vicino diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alle manifestazioni. Inoltre, al Prowein il Consorzio di Tutela guidato da Albino Armani si presenterà per la prima volta con un proprio stand, strumento chiave che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal territorio, passa attraverso i valori intrinseci di Denominazione d’Origine e si chiude con un prodotto unico e dallo stile inimitabile, il Pinot grigio delle Venezie, che proprio nel Nordest italiano trova la sua naturale collocazione.

Un prodotto molto ricercato e apprezzato dai mercati internazionali e una quasi totale vocazione all’export, che oggi sfiora il 95%. Incoraggiante il trend di imbottigliamenti della Doc delle Venezie nel primo bimestre del 2023 che si chiude con un +2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; in particolare assistiamo a un mese di febbraio molto performante, sia in termini di certificazioni – che toccano un +23% sullo stesso mese del 2022 – sia di imbottigliato per un totale di 140.648 hl di Pinot grigio delle Venezie Doc (di cui l’82% proveniente dall’ultima annata), ovvero il +7% sul 2022 messo in bottiglia in soli 28 giorni; un bilancio positivo degli ultimi mesi – e anni – ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri che credono nei valori e negli alti standard qualitativi della Doc e che contribuiscono al suo successo. Nel secondo mese dell’anno le vendite di sfuso Pinot grigio delle Venezie raggiungono i 15.176 hl (di cui il 97% appartiene all’ultima stagione produttiva), dove i Paesi partner ancora una volta più fedeli alla Do triveneta sono nell’ordine: Germania, Usa, Uk e Austria.
Negli ultimi anni viene confermata la crescita del valore economico del Pinot grigio delle Venezie che è stata rilevante, con un trend iniziato nel 2020 e una stabilizzazione dello sfuso che da maggio 2021 non ha mai più visto il prezzo scendere sotto l’euro al litro (anzi, superandolo). Il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita anche della qualità della Denominazione d’Origine delle Venezie, con il suo stile fresco, elegante e versatile simbolo di italianità, che molte aree produttive del mondo cercano di emulare e che per questo deve essere vigilato e protetto. Chiaro infine l’impegno del Consorzio a voler aumentare la notorietà di marca a livello nazionale e fidelizzare sempre più il mercato domestico, con la certezza di replicare lo straordinario successo conseguito all’estero.

E al Prowein di Düsseldorf, anche quest’anno torna in scena la storica azienda Albino Armani per presentare al pubblico tedesco le nuove annate dei suoi vini prodotti tra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Un territorio vasto e ricco, il Triveneto, patria di alcuni tra i vitigni e i vini più conosciuti e amati al mondo, varietà autoctone ed internazionali coltivate da decenni o addirittura secoli per portare sulle tavole rossi, bianchi, rosati e spumanti dalle caratteristiche più svariate, proprio come sono le microaree che disegnano le forme di questa terra da sempre vocata alla viticoltura. Tante le differenze, certo, ma anche un fondamentale comune denominatore che la famiglia Armani ha fatto diventare grande punto di forza nonché firma della sua produzione: le Alpi. Dalle Dolomiti venete e trentine fino alle Alpi Carniche che si affacciano sulle Grave, l’approccio produttivo di Armani svela la sua vera anima nella scelta e, conseguentemente, nella valorizzazione dei territori alpini, “l’unico contesto in cui mi sento a casa e a mio agio nel produrre vino” dice Albino con la sua fiera natura di “trentino doc”. Un areale, il Nordest, che a tutti gli effetti ha portato la qualità e l’eleganza dei grandi bianchi italiani nel mondo.
E proprio qui, nelle sue tenute di Dolcé in Vallagarina, di Crosano (Trento) sul Monte Baldo e a Sequals e Lestans in provincia di Pordenone, in luoghi spesso al limite per la coltivazione della vite (per quota o adattabilità pedologica), come mostra la foto, vengono prodotti i bianchi di Albino Armani che sposano il gusto del consumatore tedesco e che rappresentano la grande maggioranza del vino totale esportato nel paese dalla cantina: dal Gewürztraminer allo Chardonnay, dal Sauvignon Blanc – classico o superiore – al Lugana, fino al campione Pinot grigio oggi best seller aziendale in Germania, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile figlio dei territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità e versatilità; non mancano di certo qualità elevata, tradizione ed eleganza – attributi che comunque i tedeschi si aspettano dal prodotto enologico Made in Italy – e grande attenzione alla sostenibilità, a partire dal marchio Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata che certifica tutti i vigneti di proprietà.
Ottime anche le performance del Prosecco firmato Albino Armani, che segue il trend positivo generale della tipologia, al primo posto dei vini italiani più consumati in Germania. Ma anche per i vini da base spumante di Armani vince il medesimo approccio. Qui la Glera cresce sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche – il paesaggio dei Magredi – dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici, nell’altipiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi e sassosi. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto difficile, che concede rese naturalmente contenute ma con una qualità molto alta, dove prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.

Per maggiori informazioni
www.pinotgrigio.wine

Ottimi segnali per il Vigneto Fvg dal “Prowein” che si conclude oggi

Segnali molto positivi per i vini del Friuli Venezia Giulia vengono anche dalla partecipazione delle aziende regionali al “Prowein” dopo il successo registrato al Vinitaly di Verona. È la valutazione tratta dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, domenica a Düsseldorf per una delle rassegne più importanti al mondo riservata agli operatori del mercato enologico, che si conclude proprio oggi.
Il rappresentante della nostra Regione ha registrato dai padiglioni della città tedesca l’attrattività della proposta del Vigneto Fvg, che si è presentata con 48 produttori, la cui partecipazione è stata supportata con un contributo de minimis erogato a seguito di bando.
Il “Prowein” quest’anno ha avuto una collocazione temporale anomala, successiva e non precedente al Vinitaly, ha osservato l’assessore, cosicché la mole di attività e di affari si è rilevata meno frenetica che in passato, ma gli incontri business to business hanno confermato la capacità delle imprese del Friuli Venezia Giulia di mantenere le posizioni – in una situazione internazionale resa incerta dalla crisi pandemica e dalla guerra in Ucraina – e di acquisire nuove fette di mercato nel settore della commercializzazione dei vini e dei liquori.

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In copertina e all’interno due immagini dello stand del Friuli Venezia Giulia al “Prowein”.

Riecco “Prowein”: Pinot grigio Venezie con il Sauvignon e le rarità delle Grave

Il Consorzio delle Venezie – la Doc che unisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – torna finalmente in scena al “Prowein”, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf da oggi a martedì. Come nelle ultime edizioni, la denominazione di origine triveneta sarà presente nello spazio di Unione Consorzi Vini Veneti, dove ha allestito uno strategico punto di incontro in cui il pubblico tedesco di buyer, sommelier e media potrà scoprire i Pinot grigio 2021 delle aziende associate presenti in fierate, ottenere informazioni sulla posizione e approfondire il confronto nei loro stand.
Per il suo richiamo internazionale la fiera di Düsseldorf resta uno dei palcoscenici più importanti per il Pinot grigio delle Venezie, vista la sua quasi totale vocazione all’export che oggi sfiora il 96%. E proprio la Germania, superata solo dal Nord America (44%) e dal Regno Unito (27%), assorbendo il 10% dell’export totale, si posiziona al terzo posto del podio in termini di importazioni di Pinot grigio Doc delle Venezie. Da sottolineare l’importanza del canale distributivo della Gdo, così come la vendita online, che, in questi ultimi anni soprattutto, hanno supportato i grandi numeri attuali della DOC e la disponibilità del prodotto sul mercato.
Rappresentante degli oltre 27mila ettari di Pinot grigio del Nordest, la Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale, nel 2021 ha imbottigliato +5,11% di Pinot grigio per un totale di circa 245milioni di bottiglie da 0,75 litri, seconda in Italia per volumi. Un bilancio positivo degli ultimi anni ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Doc e contribuiscono al suo successo in termini sia di imbottigliato sia di valore. E con un totale di più di 67 mila ettolitri messi in bottiglia nel 2021, la Germania è in testa nella classifica di imbottigliatori esteri di Pinot grigio delle Venezie.
Una crescita che sarà certamente coadiuvata dalla nuova campagna di comunicazione volta a migliorare la reputation del brand a livello internazionale e ad aumentarne la riconoscibilità di prodotto e di qualità da parte del consumatore globale. “Al Vinitaly abbiamo finalmente presentato la nostra nuova immagine che ci seguirà in tutte le attività del Consorzio” dice Nazareno Vicenzi, Area tecnica e Coordinamento delle attività consortili. “Uno strumento chiave – aggiunge – che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal Territorio con focus il Pinot grigio e che proprio in questo Territorio trova la sua naturale collocazione. Prowein sarà l’occasione perfetta, accompagnati da questi valori, per poterci nuovamente sedere con un pubblico di interlocutori esteri preparati, interessati ad approfondire tutte le caratteristiche tecniche, i valori ed il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare una delle varietà più interessanti del panorama internazionale”.

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Albino Armani – Viticoltori dal 1607 non può certo mancare all’appuntamento tedesco, il più significativo in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network. Al padiglione 16 Stand E71, Albino Armani – che è anche presidente del Consorzio delle Venezie – darà nuovamente il benvenuto a un pubblico di operatori, media e wine lover, a cui proporrà in assaggio le nuove annate (e non solo) dei suoi vini tutti certificati Sqnpi e prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Valdadige e la Vallagarina, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
La tenuta di Sequals (Alta Grave Friulana), in particolare, sarà protagonista di un assaggio completamente nuovo per il mercato tedesco. Qui crescono le uve del nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici. Siamo nell’altopiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi – con i “claps” in prima linea, i tipici sassi bianchi in lingua friulana – ghiaiosi e calcarei. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto a tratti aspro, che concede rese naturalmente contenute ma dalla qualità molto elevata. Qui prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.
Il Sauvignon Superiore 2020 – sorso di struttura e complessità – è il meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In degustazione per il pubblico tedesco anche il nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. Si tratta dello Sciaglin e del Piculit neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio grande bianco protagonista da oggi al Prowein in Germania.