“Sapori del Carso” invita domenica a Duino e a scoprire le sorgenti del Timavo

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 22 ottobre, dalle 9.30 alle 13, la cooperativa Curiosi di natura propone l’escursione “A Duino, sul Timavo”. Una visita con guida naturalistica nel bosco della Cernizza, tra lecci sempreverdI, carpini orientali dal tronco contorto e cespugli di pungitopo. Si proseguirà attraverso prati colorati da scotani con le foglie rosseggianti, per giungere al geosito sovranazionale delle sorgenti del Timavo e all’antica chiesa di San Giovanni in Tuba. Con letture a tema sull’autunno e il Carso, a cura di Maurizio Bekar.
Ritrovo alle 9.10 al Villaggio del Pescatore, alla fermata del bus 44. Un’uscita per tutti, in normali condizioni fisiche e con scarpe da trekking. Possibilità di pasti, con uno sconto del 10%, presso i ristoratori di Sapori del Carso. Seguirà domenica 5 novembre, dalle 9.30 alle 13, l’escursione “Il Bosco Bazzoni e la Grotta Nera”. Ritrovo alle 9.10 alla Foiba di Basovizza.
Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Il programma sul sito www.saporidelcarso.net

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In copertina, ecco le sorgenti del Timavo il mitico fiume del Carso nella zona di Duino.

Ecco i Sapori del Carso tra natura ed enogastronomia: il via in Val Rosandra

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, le domeniche dal 18 ottobre all’8 novembre la cooperativa Curiosi di natura organizza delle escursioni dalle ore 9.30 alle 13, alla scoperta degli ambienti e dei prodotti del Carso, con la possibilità di degustazioni tipiche. L’iniziativa, intitolata “Piacevolmente Carso – Natura e gastronomia”, è realizzata in collaborazione con l’Sdgz-Ures (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.
Si visiteranno quattro differenti zone del Carso triestino e goriziano. Le guide di Curiosi di natura illustreranno le caratteristiche del territorio e come queste influenzano l’agricoltura, l’allevamento e la gastronomia. In programma anche delle letture a tema. Dopo le uscite, adatte anche a persone poco allenate, possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” nei ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10 per cento.

S’inizia domenica 18 ottobre con “Nella Riserva della Val Rosandra”: una valle affascinante, ricca di storia e biodiversità, con un torrente e una cascata di 30 metri. Era un’antica via di commercio, con testimonianze del passato come i resti di un acquedotto romano e una chiesetta del XIII secolo. Ritrovo alle 9.10 nella piazza di Bagnoli della Rosandra, alla fermata bus n. 40 e 41 da Trieste.
Seguirà domenica 25 “Redipuglia e il Monte Sei Busi”: sopra il Sacrario di Redipuglia, tra i colori dell’autunno, le trincee e testimonianze della Grande Guerra. Con letture a tema. Ritrovo alle 9.10, davanti al Museo Storico Militare di Redipuglia.
Domenica 1 novembre, sempre dalle 9.30 alle 13, si andrà “Da Duino al Monte Ermada e al Mitreo”: sulle pendici dell’Ermada, tra scotani colorati e rocce carsiche, fino alla grotta del Mitreo, dove si trova un tempio dedicato al Dio Mitra, antico culto diffuso nell’antica Roma. Ritrovo alle 9.10 davanti al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco).
Infine, domenica 8 novembre, escursione “Tra Samatorza e il Monte San Leonardo”, sulla cui cima si trovano i resti di un castelliere e di un’antica chiesetta. Dal monte la vista spazia sul Carso e il mare. Con letture a tema sul Carso e l’autunno. Ritrovo alle 9.10 sulla Strada Provinciale 6 da Gabrovizza, nello spiazzo vicino al bivio per Ternova.

Per le uscite sono consigliate scarpe da trekking, ed è richiesta la prenotazione. Quote di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. Informazioni e prenotazioni: www.curiosidinatura.it, cell. 340.5569374 e curiosidinatura@gmail.com
“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dei prodotti e dell’enogastronomia locali, è realizzato dall’Sdgz-Ures (Unione regionale economica slovena), con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Spirit Slovenia. Programma completo sul sito web www.saporidelcarso.net

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In copertina, l’ulivo e la vite sul Carso triestino che, all’interno, regala i suggestivi colori dell’autunno.

Tra i vigneti del Collio e le suggestioni del Carso Triestino

di Gi Elle

Un’affascinante escursione tra i vigneti in pieno rigoglio vegetativo, ma non solo, del Collio, che, come è noto, sono protetti dalla denominazione di origine controllata, la prima concessa oltre mezzo secolo fa alla nostra regione. E’ quella che potranno compiere domenica 30 giugno i partecipanti alla gita “Tra il Carso e il Collio… Una finestra aperta sui paesaggi culturali e naturalistici della Venezia Giulia”, organizzata dall’Associazione Circoli Sardi in Fvg, circolo di Trieste. Il ritrovo è fissato alle 8 in piazza Oberdan. Prima tappa a Duino per la visita, con un esperto, alla grotta del “Mitreo” sulle pendici del monte Ermada. Poi si prosegue alla volta di Gorizia per la visita al palazzo Coronini Cronberg. Il pranzo e la degustazione di vini Doc seguirà sulle alture del Collio, ospiti di un agriturismo immerso tra vigneti e campi coltivati. Dopo il pranzo rientro verso Duino con visita della chiesa di San Giovanni in Tuba e passeggiata alle Foci del Timavo.

Eccoci, dunque, sul Collio. E’ una terra di frontiera – che continua nel territorio sloveno con il nome di Brda – colma di fascino e grande energia, la “cucina” molto saporita riflette gli influssi mitteleuropei di impronta ungherese, ebraica, slovena, austriaca e italiana. Il suolo del Collio è di origine oceanica e nasconde minuscoli fossili che donano alle viti nutrimento e minerali specifici. E’ per questo che i vini del Collio hanno un’impronta di mineralità e salinità che li rende unici. Durante la sosta è prevista una degustazione di vini, con il pranzo a base di prodotti biologici e della tradizione. Ricordiamo che sia il Collio italiano che quello sloveno aspirano a ottenere il riconoscimento Unesco di Patrimonio mondiale dell’Umanità, proprio per le bellezze naturalistiche di entrambi i comprensori viticoli.

Ma, come dicevamo, sono previste anche altre interessanti visite, in aggiunta appunto all’uscita su Collio. Il “Mitreo di Duino” è una cavità naturale dove si praticava il culto del dio Mitra diffuso nel mondo romano dalla fine del I secolo sino all’affermazione del Cristianesimo. La grotta, frequentata già dal Neolitico, è tutelata dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Il Mitraismo occidentale è l’evoluzione di un antico culto iranico che normalmente viene raffigurato con un giovane che sacrifica un toro in onore del dio Sole, scena questa che si è conservata ed è visibile all’interno della cavità. E‘ una visita straordinariamente interessante perché non sono molti i mitrei che si sono conservati nel corso dei secoli e questo di Duino rappresenta una rarità oltre che un prezioso segno che la storia di queste terre è in grado di regalarci.
Il palazzo Coronini Cronberg è invece una dimora storica goriziana risalente alla fine del Cinquecento. Passeggiando attraverso le diverse sale tra cui quella dove nel 1836 soggiornò e morì l’ultimo re di Francia Carlo X di Borbone, il visitatore è trasportato come per incanto indietro nel tempo grazie agli arredi cinque e seicenteschi del piano terra, ai suntuosi salotti settecenteschi, alle sale impero e agli ambienti ottocenteschi del piano nobile. Tra ricordi e cimeli di famiglia si possono ammirare opere d’arte di straordinario valore: tra cui dipinti attribuiti a Bernardo Strozzi e a Rubens e tele del goriziano Giuseppe Tominz, pittore di fama internazionale tuttora considerato il massimo ritrattista di area goriziano-triestina dell’Ottocento. La dimora è circondata da uno splendido parco all’inglese dove si scorgono reperti archeologici aquileiesi e piante rare e preziose tra cui frassini, tigli, cedri dell’Himalaya, palme, nespoli del Giappone, bamboo e una centenaria quercia da sughero.

L’ultima sosta è alle Foci del fiume Timavo. Sul Carso non c’è luogo più sacro e pieno di memorie come quello della “Fons Timavi”, tanto che Strabone, uno dei massimi geografi al tempo dell’Imperatore Ottaviano Augusto, definisce questo luogo “sorgente e madre del mare”. Leggenda e storia qui si fondono in un paesaggio delicato e misterioso, nei pressi corre ancora a tratti l’antica strada “Gemina” che collegava Aquileia a Tergeste. All’ombra di maestosi cipressi, pioppi e platani che proteggono la bianca chiesa paleocristiana di San Giovanni in Tuba si trovano le risorgive che fin dall’antichità diventano un importante luogo di culto. Il Timavo è anche il fiume più corto d’Italia, è fra i corsi d’acqua più misteriosi del mondo, ha due nomi e tre nazionalità. Nell’antichità segnava l’estremo limite orientale tra il mondo romano e le genti illiriche non ancora sottomesse all’impero.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni anche domani, dalle 10.30 alle 12, al Circolo dei Sardi di Trieste – Via di Torrebianca, 41 cellulare 3405420214 – telefono fisso 040662012 e-mail sarditrieste@libero.it

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In copertina e all’interno ecco tre suggestive immagini del Collio.