Il clima è “impazzito”: cosa cambia nel vigneto e in cantina?

di Gi Elle

Ormai dire che il clima è “soltanto” cambiato è un eufemismo. No, è stravolto, letteralmente “impazzito”. E ne ha dato una chiara dimostrazione ieri, Mercoledì delle Ceneri, quando – cose mai viste! -, ci sono stati ben due grossi temporali al mattino e poi al pomeriggio, dopo una parentesi soleggiata. E naturalmente con fenomeni estremi per questa stagione – non dimentichiamo che siamo ancora in inverno – con una violenta e abbondante grandinata e raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari, tanto da causare anche parecchi danni. Un clima “nuovo”, insomma, che ha i suoi effetti anche nella vitienologia, tanto che è stata opportunamente intitolata “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina” la tavola rotonda, in programma la prossima settimana a Buttrio. L’ha organizzata per il 5 marzo, alle 18, l’Associazione nazionale Le Donne del Vino, delegazione del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura del Comune collinare. Cornice dell’incontro villa di Toppo Florio, ogni anno fulcro della Festa del vino più antica d’Italia, qualificata vetrina del Vigneto Fvg.

Villa di Toppo Florio a Buttrio.

Il convegno, aperto a tutti gli interessati, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio. Per l’occasione sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali della ricerca “Visione 2019/2028” sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono, infatti, sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa. Per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti.

Le Donne del Vino hanno pertanto fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo importantissimo argomento in tutte le sue manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene dal 1° al 14 marzo in tutta Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività appunto di quest’anno. L’Associazione del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vicedelegata Liliana Savioli, ha quindi coinvolto un parterre di personalità del nostro territorio per discutere di questo argomento: l’assessore alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier, la vicepresidente delle Donne del Vino Antonella Cantarutti, il presidente Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi, gli enologi Gianni Menotti, Chiara Peresani, Alessandro Dal Zovo e l’agronomo Carlo Petrussi, mentre Elena Roppa racconterà esperienze e prassi delle Donne del Vino Fvg.

Al termine della tavola rotonda, ci sarà un momento conviviale offerto dal catering ErbaVoglio di Barbara Martina e dall’Albergo Belvedere di Silvia delle Case con il servizio delle sommelier e i vini delle Donne del Vino Fvg, accanto agli assaggi delle colombe dell’Antica Pasticceria Muzzi.

Vigneti sui colli di Rosazzo.

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In copertina, vini bianchi all’antica fiera regionale di Buttrio, allestita ogni anno a villa Florio.

Omaggio a Donatella con una verticale del grande Amarone

di Gi Elle

“A un anno dalla tragica scomparsa dell’amica Donatella Briosi, rimane il suo indelebile ricordo dallo sguardo solare, sommelier, donna del vino e maestra di vita. Ho voluto ricordarla in compagnia delle sue inseparabili amiche offrendo due serate di analisi sensoriale di vino Amarone. Un anno fa in occasione dell’evento sul Pignolo, in quel di Prepotto, ci eravamo accordati per organizzare questo incontro. Purtroppo, una mano tragica ha voluto dopo una settimana portarla via da questo mondo. Quanto raccolto dall’associazione, verrà devoluto in difesa e per la tutela delle donne”. Sono parole di Paolo Valdesolo, tecnico fra i più in vista di Assoenologi Fvg, che dimostrano tutto il rimpianto lasciato, fra quanti operano nell’affascinante mondo della vite e del vino, da Donatella Briosi, vittima proprio un anno fa di un orrendo delitto.

Al termine della degustazione Valdesolo con le Donne del vino Fvg. 

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E per ricordarla, come sicuramente lei stessa avrebbe desiderato, ecco questo evento straordinario dedicato a uno dei vini più famosi del Vigneto Italia, l’Amarone della Valpolicella, zona vitivinicola alle porte di Verona fra le più celebri del Veneto, prima regione produttrice di vino nel Belpaese. A guidare la folta platea nella scoperta di queste bottiglie di grande qualità e suggestione è stato proprio Paolo Valdesolo, vicentino di origine ma trapiantato da molti decenni in Friuli, regione che ama quanto la sua. La degustazione, organizzata da Gruppo Qb (quanto basta) e Donne del vino ha visto proporre una verticale di quattro annate che rimarranno negli archivi fra quelle indimenticabili per l’Amarone: 2009, 2010, 2011 e 2013. E alla fine il tutto è stato coronato da un Sassicaia e da un Sautern, stelle di prima grandezza d’Italia e di Francia, Paesi leader nella produzione del vino a livello planetario.

Due momenti del riuscito incontro. 

Una manifestazione, dunque, perfettamente riuscita, anche se aleggiava la tristezza proprio per l’assenza di una grande amica. Come detto, Donatella Briosi era una Donna del vino, abruzzese di nascita e friulana di adozione, proprio come Valdesolo. Scriveva dopo la sua tragica scomparsa Simona Migliore, delegata Onav per la provincia di Udine: “Nonostante appartenessimo ad associazioni diverse, abbiamo sempre collaborato insieme e abbiamo sempre avuto parole di stima e rispetto l’una dell’altra, sia professionalmente che umanamente. Non le interessava il protagonismo, lei c’era se avevi bisogno e, le volte che non riusciva personalmente, riusciva ad organizzare persone e situazioni per venirti in aiuto”. “Una Donna – aggiungeva – che amava il suo lavoro con passione e dedizione, una persona capace di trasmettere serenità, sempre pronta a mettersi in gioco con umiltà e pazienza. Una Donna capace di trasmettere l’amore per la terra da cui proveniva e la terra in cui investiva energie e passione. Chi lavora nel nostro settore in qualche modo ne ha incrociato il cammino e ne porterà sempre vivo il ricordo”.

E infine un grande Sautern.

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In copertina, Donatella Briosi ricordata a un anno dalla scomparsa.