Doc Friuli Venezia Giulia, Trinco confermato presidente del Consorzio: “Niente errori, momento delicato”

L’enologo Stefano Trinco, in rappresentanza dei Vigneti Pittaro di Codroipo, è stato confermato alla guida della Doc Friuli Venezia Giulia. L’ha rieletto il nuovo consiglio di amministrazione uscito dall’assemblea del Consorzio di tutela riunitasi in questi giorni, presente una folta schiera di aziende associate in rappresentanza dell’83% dell’intera compagine produttiva. Faranno parte del direttivo anche i vicepresidenti Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) e Marco Rabino (Tenuta Jermann), oltre ai consiglieri Gianfranco Bianchini Gianfranco (azienda Forchir), Filippo Bregant (Cantina Produttori di Cormons), Enrico De Candido (Cantina di Bertiolo), Luigino Fogal (Cantina di Rauscedo), Roberto Marcolini (Ca’ Bolani), Bruno Pittaro (Azienda Pitars), Michelangelo Tombacco (I Magredi), Gianluca Trevisan (Cantina di Ramuscello e San Vito), Marcella Vadori (Azienda Bagnarol Franco), Annalisa Zorzettig (Azienda Annalisa Zorzettig) e Germano Zorzettig (Azienda La Sclusa). Federico Borean è stato riconfermato come sindaco unico.
Per un altro triennio, Stefano Trinco resterà, dunque, alla guida del Consorzio che rappresenta la più recente Denominazione regionale i cui numeri registrano una crescita costante, tanto da diventare la Doc più prodotta, rivendicata e imbottigliata della regione. «I dati indicano che nel 2024 si sono prodotti circa 320 mila quintali di uva – spiega il presidente Trinco – di cui ne vengono imbottigliati circa 175 mila pari a 23 milioni di bottiglie (oltre il 40% dell’intero sistema regionale) che portano il nome del Friuli Venezia Giulia in giro per l’Italia e il mondo».
Il nuovo consiglio avrà il compito di consolidare quanto fatto negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le attività promozionali e di adeguamento del disciplinare di produzione, e soprattutto operare scelte strategiche molto importanti. Secondo Trinco, «ci sarà la necessità di comprendere come operare per il futuro attraverso un confronto diretto con i soci, dovremo capire la percezione che hanno della denominazione e quali sono le aspettative che vi ripongono. Pensiamo non ci sia spazio per errori o perdite di tempo in quanto siamo consci del momento delicato che il settore sta attraversando e proprio per questo dobbiamo cercare di trovare le corrette soluzioni. Interagendo con gli altri Consorzi, superando i personalismi e confrontandosi con le istituzioni e, in primis, con la Regione. Avere un Consorzio attento e attivo può portare nuova linfa sia al nostro territorio sia all’intero comparto vitivinicolo regionale».

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In copertina, il presidente del Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia Stefano Trinco.

 

“Le Notti del vino” oggi debuttano al Vinitaly di Verona: il format ideato in Fvg quest’anno diventa tricolore

(g.l.) Nel Friuli Venezia Giulia hanno debuttato con grande successo la scorsa estate, tanto da aver subito fatto scuola a livello nazionale così da essere “copiate” anche in altre regioni del Belpaese diventando “l’evento enoico dell’estate italiana”, in programma per tutta la durata della calda stagione, vale a dire dal solstizio del 21 giugno all’equinozio del 22 settembre. Sono “Le Notti del vino”, l’azzeccato format di serate estive, protagoniste accurate selezioni delle migliori etichette Fvg, ideate e messe a punto dal Coordinamento regionale delle Città del vino.
La manifestazione nel suo complesso debutterà oggi al Vinitaly di Verona, il famoso Salone internazionale del vino che vede di nuovo anche il Vigneto Fvg fra gli espositori di primissimo piano. E sarà presentata dal coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, alle 15 nella sala degustazione della nostra Regione al padiglione 6 di Veronafiere.
Nella prima edizione si era trattato di ben 28 appuntamenti in ventisei Città del vino che avevano avuto il via il 25 luglio a Monrupino, Comune carsico fra i più giovani associati, per concludersi dopo un mese di partecipatissime proposte a Nimis, terra del dolce Ramandolo e località storica della rete nazionale delle Città, passando per altri ventiquattro territori super-vocati alla produzione del vino di pregio: da Palazzolo dello Stella a Ronchi dei Legionari, da Casarsa della Delizia a Camino al Tagliamento, da Buttrio, Manzano e Prepotto ad Aquileia, Duino Aurisina e Sequals, da Pocenia, San Giovanni al Natisone e Premariacco a Bertiolo, Cormons e Povoletto. E ancora da Latisana, Torreano e Codroipo a Sgonico nuovamente sul Carso, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento. Ma c’era stata anche una prima uscita all’estero, il 23 agosto, a Buje d’Istria. Un itinerario fatto, insomma, di centinaia di cantine che è arrivato  fino in Croazia e che si è snodato nei nostri quattro territori provinciali, toccando pressoché tutte le denominazioni di origine controllata, vale a dire Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli, Isonzo, Aquileia, Latisana, Annia e Carso, unitamente alla Doc Friuli Venezia Giulia e alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo, senza dimenticare le rinomate Igt. Per non parlare, poi, degli spumanti che hanno collocato la nostra regione in una posizione di indiscutibile prestigio e che alla imminente Sagra del vino di Casarsa troveranno la loro esaltazione nella Selezione regionale “Filari di Bolle”.

Il calendario aggiornato è su cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.

Ecco le Notti del Vino Fvg, un maxi-brindisi lungo un mese protagoniste 26 Città e centinaia di cantine: si parte giovedì a Monrupino sul Carso Triestino

di Giuseppe Longo

TRIESTE – E ora in Friuli Venezia Giulia sono pronte al decollo “Le Notti del Vino”: 28 appuntamenti in ventisei Città del vino – essendo stato il loro coordinamento regionale ad averli realizzati, dando vita a questo nuovo, importante evento enoturistico – che prenderanno il via il 25 luglio a Monrupino, Comune carsico fra i più giovani associati, per concludersi dopo un mese a Nimis, terra del dolce Ramandolo e località storica della rete nazionale delle Città, passando per altri ventiquattro territori super-vocati alla produzione del vino di pregio: da Palazzolo dello Stella a Ronchi dei Legionari, da Casarsa della Delizia a Camino al Tagliamento, da Buttrio, Manzano e Prepotto ad Aquileia, Duino Aurisina e Sequals, da Pocenia, San Giovanni al Natisone e Premariacco a Bertiolo, Cormons e Povoletto. E ancora da Latisana, Torreano e Codroipo a Sgonico nuovamente sul Carso, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento. Ma c’è anche una prima uscita all’estero, il 23 agosto, a Buje d’Istria. Un itinerario fatto di centinaia di cantine che arriva dunque fino in Croazia e che si snoda nei nostri quattro territori provinciali, toccando pressoché tutte le denominazioni di origine controllata, vale a dire Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli, Isonzo, Aquileia, Latisana, Annia e Carso, unitamente alla Doc Friuli Venezia Giulia e alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo, senza dimenticare le rinomate Igt. Per non parlare, poi, degli spumanti che hanno collocato la nostra regione in una posizione di indiscutibile prestigio.

Il videomessaggio di Angelo Radica.

Tiziano Venturini

Pietro De Marchi

Marco Rabino

Sandro Paravano

Tanja Kosmina

Corrado Dussich

Un format originale a cominciare appunto dal nome che unirà la scoperta del territorio e dei suoi migliori vini all’intrattenimento con tante proposte, prevalentemente culturali e musicali, che sicuramente sarà bene accolto dai wine lover che amano il Vigneto Fvg. E che per la sua presentazione ufficiale ha beneficiato, ieri mattina, di una sede prestigiosa: la sala Tiziano Tessitori – che il ricorda il “padre” della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – nel Palazzo del Consiglio, a Trieste. La rassegna beneficia, infatti, del convinto sostegno della Regione e di PromoTurismo nonché di Banca 360 Fvg, con il patrocinio della stessa Assemblea di piazza Oberdan, oltre che di UniDocFvg e delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Contestualmente alla presentazione delle Notti pronte al debutto, sono avvenute le premiazioni delle cantine e distillerie del Friuli Venezia Giulia e dei rispettivi Comuni che hanno ottenuto un riconoscimento del 22° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e 5° Grappa Award, le cui selezioni si sono tenute a Gorizia a fine maggio-inizio giugno: in totale, hanno ottenuto medaglie 26 cantine e 3 distillerie del Friuli Venezia Giulia. Ma di questa “appendice” festaiola riferiremo in maniera approfondita domani, dedicando all’iniziativa l’attenzione che merita.
La presentazione ufficiale – alla presenza del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e del consigliere Diego Bernardis, e con il coordinamento del giornalista Davide Francescutti – è cominciata con il saluto del coordinatore Fvg, Tiziano Venturini, il quale ha presentato il progetto, rilevando che «attorno alle Notti del Vino si è creato fin da subito un grande entusiasmo da parte dei nostri Comuni aderenti, per portare un’idea innovativa nell’estate del Friuli Venezia Giulia e non solo, vista la dimensione transfrontaliera dell’iniziativa. Vivremo delle magiche notti accompagnati da eccellenti vini delle cantine locali abbinati a sapori del territorio e a proposte d’intrattenimento, dalla musica agli incontri culturali e molto altro ancora». Alle parole dell’assessore di Buttrio si sono aggiunte quelle di Davide Bevilacqua, titolare dello studio creativo Mumble, e quelle del creativo Luca Zanin, che ha illustrato la grafica del progetto. Quindi, Pietro De Marchi, presidente del Comitato Unpli Fvg, ha portato il saluto delle Pro Loco regionali, che sono parte integrante del progetto – peraltro sei sono associate proprio alle Città del vino – in quanto molte iniziative collaterali saranno organizzate da queste benemerite associazioni di volontariato, mentre Sandro Paravano, vicedirettore generale Banca 360 Fvg sponsor dell’evento, ha rimarcato la vicinanza dell’istituto di credito cooperativo al territorio e alle comunità vitivinicole e non solo. Come detto, le Notti del Vino godono anche della vicinanza di UniDocFvg, organizzazione rappresentata dal presidente Marco Rabino di recente nomina, il quale, lodando l’iniziativa, ha assicurato la massima collaborazione.

Produttori e sindaci premiati.


La parola poi a due amministratori delle Città del Vino: Tanja Kosmina, sindaco Monrupino – Repentabor, che come detto aprirà la serie di appuntamenti dopodomani, e Corrado Dussich, vicesindaco Buje d’Istria, che ospiterà il primo appuntamento internazionale. Ma prima di loro aveva portato un saluto, attraverso un videomessaggio, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica, il quale ha lodato lo spirito di iniziativa del coordinamento regionale che ultimamente si è espresso, con particolare efficacia, anche attraverso la prima edizione delle Grandi Verticali del vino.
Infine, conclusioni affidate all’avvocato Bordin: «Una serie di appuntamenti importantissimi per il nostro territorio – ha osservato il presidente del Consiglio regionale Fvg – che ancora una volta dimostra di essere all’avanguardia nella valorizzazione delle proprie qualità dal punto di vista turistico e culturale, ma oprattutto per quanto riguarda gli aspetti enogastronomici che ci contraddistinguono. Promuovere il nostro territorio anche attraverso i prodotti che ci contraddistinguono è importantissimo. Ogni euro investito in attività e rassegne come queste si moltiplica, diventa un ritorno importante per la regione: auspichiamo altri eventi di questo genere». «Auguro il meritato successo all’evento Le Notti del Vino, che si distingue per l’alta qualità dei prodotti, la formula innovativa e l’eccellente promozione che esalta l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia. Questa manifestazione pionieristica, che avrà luogo dal 25 luglio al 27 agosto, prevede ben 28 appuntamenti distribuiti in tutti e quattro i territori provinciali di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone», gli ha fatto eco il consigliere regionale Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio.
Appuntamento, dunque, con i primi cin cin a Monrupino, giovedì, protagonisti i rinomati vini del Carso Triestino. Una serata di sicuro successo in compagnia di Malvasia, Vitovska e Terrano, tre “perle” che hanno fatto grande questa piccola Doc del Vigneto Fvg, fra le terre rosse “rubate” alle pietraie. E quindi via a un mese esaltante che, ne siamo certi, appagherà le attese di chi ama un buon bicchiere di vino Made in Friuli Venezia Giulia.

Uno scorcio della sala Tessitori.

LE NOTTI – Queste le date: 25 luglio Monrupino – Repentabor Rocca del Tabor; 27 luglio Palazzolo dello Stella Porticciolo sullo Stella; 1 agosto Casarsa della Delizia Località Versutta – San Giovanni di Casarsa; 3 agosto Pocenia Villa Michieli Fantin; 3 agosto San Giovanni al Natisone Parco di Villa de Brandis; 5 agosto Premariacco Braida Copetti; 6 agosto Latisana Piazzetta dell’Imbarcadero Aprilia Marittima; 6 agosto Torreano Parco dello Scalpellino; 7 agosto Manzano Abbazia di Rosazzo; 8 agosto Buttrio Villa di Toppo-Florio; 8 agosto Latisana Piazza Indipendenza; 8 agosto San Vito al Tagliamento Piazza del Popolo; 9 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 9 agosto Camino al Tagliamento Casa Liani; 9 agosto Duino Aurisina – Devin Nabrežina PromoTurismoFVG – Infopoint Sistiana; 9 agosto Sequals Villa Ciani – Lestans; 10 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 10 agosto Bertiolo Cabert – Cantina di Bertiolo; 10 agosto Povoletto Villa Pitotti; 11 agosto Prepotto Ponte dello Schioppettino; 22 agosto Cormòns Osteria La Preda – La Subida; 22 agosto Sesto al Reghena Piazzetta Burovich; 22 agosto Sgonico – Zgonik Uliveto nel borgo di Sgonico – Zgonik; 23 agosto Buje d’Istria (Croazia) Borgo San Mauro – Momiano; 24 agosto Codroipo Piazza Giuseppe Garibaldi; 24 agosto Ronchi dei Legionari Tenuta di Blasig; 24 agosto San Dorligo della Valle – Dolina Bagnoli della Rosandra – Boljunec; 27 agosto Nimis Parco cantina I Comelli.

LE CITTÀ DEL VINO – In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

Programma completo su www.cittadelvinofvg.it e sui social delle Città del Vino Fvg (pagina Facebook e il nuovo profilo Instagram).

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In copertina, il saluto del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin che ha accanto il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini e il consigliere regionale Diego Bernardis.

“Vinum Terrae”, promosso a pieni voti il Refosco rimasto interrato per un anno a Ramuscello. E dopo la degustazione in anteprima le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani e un aiuto alla Sant’Egidio

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – E alla fine, dopo un anno esatto, protette dalla terra e dalle acque della vigna che ne aveva prodotto le uve, le 555 bottiglie di “Vinum Terrae” sono tornate a “riveder le stelle”. Calzano veramente a pennello le parole del Sommo Poeta a proposito di questo progetto originale e unico in Italia volto a sperimentare la “maturazione” del vino nel sottosuolo e che ha visto protagonista la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, sempre in prima linea quando si tratta di adottare iniziative atte a far crescere e migliorare l’attività a vantaggio della cooperativa, una delle principali nel Vigneto Fvg, e dei suoi associati. Lo avevamo visto proprio un anno fa con l’inaugurazione dell’innovativo impianto di depurazione delle acque reflue della lavorazione enologica. Lo constatiamo nuovamente adesso tirando le somme di questa importante iniziativa che ha impiegato, per la singolare sperimentazione, un Refosco dal peduncolo rosso 2022 Doc Friuli Venezia Giulia. E con la quale ci si propone anche un significativo fine benefico. Infatti, dopo l’etichettatura con la collaborazione dei ragazzi del Liceo artistico “Enrico Galvani” di Cordenons, parte del ricavato andrà alla Comunità di Sant’Egidio per contribuire a finanziare i Corridoi umanitari, come hanno anticipato il presidente Gianluigi Trevisan e il direttore Rodolfo Rizzi.


Come avevamo a suo tempo riferito, le bottiglie, raccolte in un apposito cassone, erano state riportate in superficie dal braccio di una pala meccanica, alla fine di aprile in occasione della Giornata mondiale della Terra: nella stessa circostanza era avvenuto il loro interramento nel 2023. E l’altra mattina, in anteprima assoluta, è stato valutato (per la verità, il privilegio di essere i primi davvero è stato giustamente riservato, subito dopo l’operazione di recupero, ai dirigenti e collaboratori della Cantina) da una dozzina di degustatori al cui tavolo anch’io ho avuto l’onore di esserci. Con il consigliere regionale Lucia Buna e il neo-sindaco di Sesto al Reghena – Città del Vino, Zaida Franceschetti, c’erano Claudio Fabbro, Stefano Cosma, Gino Vendrame, Michele Bertolami, Marco Rabino, Ivan Volpatti, Antonio Zuliani e Adriano Del Fabro. Con i quali Trevisan e Rizzi, tra un sorso e l’altro, hanno intrecciato anche una interessante discussione su problemi e prospettive della vitivinicoltura friulana.
Ma come si è ritrovato questo vino, rimasto sotto terra per 365 giorni, al buio, nel più assoluto silenzio, accarezzato dalle acque di risorgiva del Tagliamento – il grande fiume alpino, ancora tutto “naturale”, che scorre a poca distanza – e a una temperatura costante di 12 gradi? La qualità di questo Refosco, già ottimo come evidenziato dal “testimone” non interrato, si è dimostrata molto interessante e ha suscitato in tutti i degustatori, tecnici e no, buone sensazioni in generale, consentendo loro di riscontrare pure delle note vellutate, accompagnate da aromi delicati e piacevoli. Operazione, insomma, promossa a pieni voti. Con un risultato che ha premiato lo spirito di intraprendenza della cooperativa, arricchendone l’immagine, che ora continua il progetto con un’altra partita della stessa varietà autoctona (pure messa in degustazione). Gli scopi della sperimentazione sono, infatti, migliorare la qualità e le caratteristiche organolettiche del vino, promuovere pratiche sostenibili, coniugare tradizione e modernità per offrire un prodotto unico e di alta qualità, oltre che lanciare un messaggio sociale.
«È una delle tante azioni di sostenibilità e socialità (in questo caso, contribuendo alle attività della Comunità di Sant’Egidio) che la nostra Cantina cooperativa ha intrapreso da alcuni anni – ha spiegato il presidente Trevisan -. L’affinamento in terra non consuma energia e consente di adottare una pratica enologica, seppur limitata, che coniuga tradizione e modernità. Nel 2023 abbiamo avviato l’esperimento e, nel 2024, l’abbiamo ripetuto poiché riteniamo rappresenti bene la sintesi di come la Cantina, con i suoi dirigenti e soci, intenda interpretare il presente ma, soprattutto, il futuro del vino. Una degustazione che mi ha emozionato: assaggiare per la prima volta questo Refosco è stata veramente un’esperienza unica e irripetibile. Ho pensato a quanto lavoro e impegno è stato profuso dai nostri soci e da tutti i collaboratori per ottenere questo eccellente risultato».

«Visto il buon risultato, anche qualitativo dell’infossamento – gli ha fatto eco l’enologo Rizzi, che ha puntellato le sue illustrazioni con diapositive e filmati – abbiamo pensato pure alla sua valorizzazione. Perciò, sono stati coinvolti i ragazzi della classe 3ª E del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons per la realizzazione dell’etichetta. Con nostra piacevole sorpresa, abbiamo trovato 16 studenti talmente appassionati e bravi che ci è parso naturale utilizzare non una, ma tutte le etichette da loro proposte, abbinate ognuna a 35 bottiglie, firmate e numerate. Inoltre, sulla bottiglia verrà mantenuta parte della terra che l’ha gelosamente custodita per un anno, con una speciale colla. All’etichetta, inoltre, sarà pure abbinato un microchip che le consentirà di assumere un’identità digitale unica in ambiente Nft, con la possibilità di effettuare degli scambi virtuali tra i possessori delle bottiglie. Infine, le bottiglie saranno conservate e commercializzate in una originale confezione di legno. Crediamo, così, di aver fatto molto per impreziosire questo prodotto unico, limitato e caratteristico del nostro territorio che verrà posto in vendita a fine anno. Parte del ricavato verrà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio, a Roma, per sostenere il suo gravoso e importante impegno della gestione dei Corridoi umanitari».
Ottenuto, dunque, il “via libero” della commissione d’assaggio, il secondo “step” del progetto sarà appunto il confezionamento delle bottiglie alle quali, come detto, rimarranno attaccate tracce dell’argilla di questa importante zona vitivinicola in riva al Tagliamento, offrendo così da subito un impatto visivo dell’affinamento avvenuto a due metri di profondità, a contatto di una terra generosa e di limpide acque di falda. Ma questa è soltanto la prima fase di “Vinum Terrae” perché adesso il progetto continua, dal punto di vista tecnico ma anche solidale. Perché, infatti, il suo fine umanitario non verrà meno.

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In copertina, i tre Refoschi posti in esame a Ramuscello; all’interno, tutti i protagonisti della importante mattinata  e alcune immagini della degustazione coordinata da Gianluigi Trevisan e Rodolfo Rizzi, con i saluti del sindaco Zaida Franceschetti e del consigliere regionale Lucia Buna.

“Vinum Terrae”, domani a Ramuscello degustazione del Refosco interrato per un anno in riva al Tagliamento

(g.l.) Il grande giorno è finalmente arrivato. E domani, alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, in Comune di Sesto al Reghena Città del vino Fvg, ci sarà l’attesa degustazione di “Vinum Terrae”, il rosso rimasto a maturare per un anno esatto sotto terra. «Il 22 aprile 2023, in occasione della Giornata mondiale della Terra, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli Venezia Giulia annata 2022 – ha informato il presidente Gianluca Trevisan assieme al direttore Rodolfo Rizzi – sono state interrate nel vigneto di provenienza dell’uva. L’affinamento al buio, nel silenzio più totale e mitigato dalle fresche acque di risorgiva del Tagliamento, è durato 365 giorni. E’ nato così il “Vinum Terrae” al quale legheremo progetti di sostenibilità che presto illustreremo. Mercoledì, in anteprima, degusteremo questo vino unico al mondo per la tipologia di affinamento».


L’estrazione delle bottiglie era avvenuta in aprile. «Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».
Il vigneto prescelto – come aveva allora spiegato l’enologo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato.
Ora le 555 bottiglie, dopo un anno di questo particolare invecchiamento – abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita -, saranno degustate, proprio domani, da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello e San Vito ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae venga devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari. Quindi, una ricerca scientifica che si intreccia con un lodevole scopo umanitario.

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In copertina, le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso al momento della loro estrazione dal terreno nell’aprile scorso.

Ramuscello, riportate alla luce le 555 bottiglie di Refosco interrate un anno fa rinnovando il progetto “Vinum Terrae”

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha rinnovato il progetto Vinum Terrae, un modo innovativo di affinare il vino in bottiglia, inaugurato lo scorso anno. In quella occasione, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2022), erano state interrate in prossimità del vigneto da cui l’uva era stata precedentemente vendemmiata, segnando così l’inizio di un metodo di invecchiamento unico nel suo genere.


«Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

Il vigneto prescelto – come spiega il direttore Rodolfo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato. Non dimentichiamo Gherardo Freschi, un valente agronomo friulano che morì proprio a Ramuscello di Sesto al Reghena, nel 1893. Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo nella viticoltura e nell’agronomia regionale, contribuendo a vitalizzare il comparto rurale del suo tempo. Oggi, l’eredità di Freschi continua a influenzare le pratiche agricole, evidenziando l’importanza di adattamento e innovazione. Ecco quindi che, la scelta della Cantina del metodo di invecchiamento sotterraneo, riflette non solo l’innovazione, ma anche il rispetto per quelle tradizioni.
Le bottiglie, riposte al buio, isolate dai rumori e con temperatura costante, grazie alle acque di risorgiva del Tagliamento, beneficiano di condizioni ideali per un affinamento naturale che esaltano le qualità organolettiche del vino. Ora, dopo un anno di questo particolare invecchiamento, le bottiglie estratte verranno abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita, saranno degustate da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari.

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In copertina e qui sopra l’estrazione delle bottiglie dal terreno del vigneto; all’interno, alcune di esse riportate alla luce.

Viticoltura, il “Progetto Povoletto” nella nuova tappa Fb in Fvg di Città del Vino

(g.l.) Dopo la bella puntata di venerdì scorso su Prepotto e il suo Schioppettino, la prossima tappa friulana di “In Viaggio per le Città del Vino” sarà a Povoletto e ruoterà sul tema “Come si comunica un territorio del vino: il progetto multimediale di Povoletto”. La diretta Fb si terrà domani, venerdì 2 aprile, dalle 11 alle 11.40 sulla pagina di @cittàdelvino. Infatti, come si ricorderà, nel 2020 anche il Comune di Povoletto è entrato a far parte del circuito di “Città del Vino”, Associazione nazionale il cui intento è quello di sviluppare, intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. Un esempio concreto è l’impegno per lo sviluppo del turismo slow, che coniuga qualità dei paesaggi e ambienti ben conservati, qualità del vino e dei prodotti tipici, qualità dell’offerta diffusa nel territorio ad opera delle cantine e degli operatori del settore.

Per svolgere un’azione concreta di promozione sia delle aziende che del Comune di Povoletto, che vanta circa 200 ettari vitati ed una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, è stato ideato e realizzato, come si ricorderà, un progetto multimediale che ha visto coinvolti ben 14 operatori del settore. I vignaioli sono stati intervistati ed i video montati con foto e filmati di ogni cantina per poter presentare al meglio i protagonisti del territorio, le loro passioni e la loro filosofia di fare il vino. I video si possono vedere grazie alla pubblicazione fatta da PromoTurismoFvg nella pagina YouTube “Povoletto – Racconti di vino”. Come ci spiega l’assessore municipale alla Comunicazione, Lisa Rossi, «il progetto, realizzato per passione da me con l’aiuto di Renato Bonin che si è occupato del montaggio e Lucio Vittor che ha gestito l’impostazione del format e la regia, vuole mostrare le abilità dei nostri produttori e le bellezze di Povoletto, zona che turisticamente ha molte potenzialità vista la varietà di paesaggio e di offerta enogastronomica. Il progetto “Racconti di Vino” ha ottenuto un buon successo mediatico raggiungendo ad oggi 8 mila visualizzazioni sul canale social. Contiamo di sviluppare ulteriormente l’attività anche grazie alla preziosa collaborazione di Claudio Fabbro, enologo ed ambasciatore delle Città del Vino, che ha seguito la parte più scientifica del progetto. Ringrazio Città del Vino per aver scelto questo progetto come esempio di interesse nazionale per la promozione di un territorio legato al vino».

Come già detto, l’incontro virtuale, che tratterà appunto del Progetto di Povoletto, si terrà in diretta domani, dalle ore 11 alle 11.40, sulla pagina FB @cittàdelvino, dove sarà visibile anche successivamente: con la stessa Lisa Rossi, interverranno Tiziano Venturini, coordinatore regionale di Città del Vino, il sindaco Giuliano Castenetto, Adriano Gigante, presidente delle Doc del Friuli Venezia Giulia, Daniele Damele, direttore statistica agraria Ersa, Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, Michele Ciani, in rappresentanza dei viticoltori del territorio, Davide Francescutti, giornalista e comunicatore, Giuseppe Festa, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche all’Università di Salerno. Modererà Iole Piscolla, giornalista Associazione nazionale Città del Vino.

“Come si comunica un territorio del vino: il progetto multimediale di Povoletto”

La diretta Fb  venerdì 2 aprile dalle ore 11.00 alle ore 11.40 sulla pagina di @cittàdelvino

Partecipano:

Tiziano Venturini
Coordinatore delle Città del Vino del Friuli

Giuliano Castenetto
Sindaco del Comune di Povoletto

Lisa Rossi
Assessore al bilancio, patrimonio, comunicazione e innovazione Comune di Povoletto

Adriano Gigante
Presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia

Daniele Damele
Direttore Statistica agraria ERSA – Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia

Claudio Fabbro
Giornalista, scrittore, enologo

Michele Ciani
Titolare Azienda biodinamica “Aquila del Torre”

Davide Francescutti
Giornalista e comunicatore

Giuseppe Festa
Associato presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Salerno

Modera Iole Piscolla
Giornalista Associazione Nazionale Città del Vino

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All’interno, la consegna della bandiera Città del Vino a Povoletto, presenti Rodolfo Rizzi, Giuliano Castenetto, Tiziano Venturini, Lisa Rossi e Claudio Fabbro.