Tra i profumi della vendemmia Fvg. E ad Aquileia salutano vini e teatro

(g.l.) Fine settimana con due invitanti proposte nel settore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia “immerso” nella vendemmia: “Vigneti Aperti” e “Un Calice a Teatro”, iniziative del Movimento turismo del vino e dalle Città del vino, le cui sezioni regionali sono guidate rispettivamente da Elda Felluga e Tiziano Venturini. Ecco, allora, il dettaglio delle due manifestazioni.

VIGNETI APERTI – Il mese di settembre nella nostra regione significa, appunto, vendemmia e non poteva mancare un appuntamento di “Vigneti Aperti” dedicato proprio al periodo più intenso e frenetico per ogni vignaiolo dal titolo “I profumi della vendemmia”. Così, domani e domenica, nelle aziende associate al Movimento Turismo del Vino Fvg aderenti all’iniziativa, si potrà, tra visite e degustazioni, conoscere l’andamento della vendemmia 2021, assaggiare mosti, passeggiare nei vigneti e assaggiare, assieme ai vignaioli, gli acini ancora sulla pianta per scoprire se l’uva è matura per la raccolta. Molte le proposte legate al tema del weekend: un pomeriggio di letture su “Storie di profumi e d’altri tempi” (Cantina Ballaminut), la possibilità di vivere l’esperienza della vendemmia (de Claricini), la degustazione dei mosti in fermentazione comparati allo stesso vino della scorsa annata (Elio Vini e Ferrin Paolo), il picnic in vigna (Tarlao Vignis in Aquileia), un menu degustazione pensato per l’occasione (Vidussi Vini), oltre alle classiche degustazioni, le visite e le passeggiate nei vigneti. Le aziende vitivinicole Fvg che aderiscono all’iniziativa sono: in provincia di Udine Cantina Puntin e Tarlao ad Aquileia, Cantina Ballaminut a Terzo di Aquileia, de Claricini a Bottenicco di Moimacco, Elio Vini a Grupignano, Ferrin Paolo a Camino al Tagliamento, Le Due Torri a Corno di Rosazzo, Spolert Winery a Prepotto, Vigne del Malina a Remanzacco e Villa Vitas a Strassoldo. In provincia di Gorizia invece ci sono Tenuta Villanova a Farra d’Isonzo e Vidussi Vini a Capriva del Friuli. Tutti gli enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano tutte le informazioni sul sito www.cantineaperte.info

UN CALICE A TEATRO – Ultimo appuntamento con Un Calice a Teatro, la nuova manifestazione organizzata dal Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino. Sarà il Comune di Aquileia a ospitare la tappa finale di domani 25 settembre, alle 20.30, da Vini Brojli con l’opera in friulano “Il Miedi par Fuarze” della Compagnia “El Tendon” di Corno di Rosazzo (nella foto).  Nell’occasione, saranno degustati i vini della stessa azienda di Franco Clementin, già presidente del Consorzio vini Doc Friuli Aquileia. Ingresso libero con posti limitati: la prenotazione è obbligatoria e saranno rispettate le norme sanitarie vigenti. Prenotazioni solo con messaggio Whatsapp (no telefonate) al numero 389.2858620. Un Calice a Teatro è una rassegna teatrale itinerante che nasce da un’idea di Sonia Paolone e che è organizzata assieme al citato El Tendon e all’Associazione Teatrale Friulana con il coordinamento di Luigino Zucco. Il progetto è sostenuto da BancaTer, PromoturismoFvg e Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, partecipanti a “Vigneti Aperti” in una uscita di inizio estate.

Vini e storia antica da oggi a domenica insieme ad Aquileia

Grande riscontro da parte delle cantine per l’evento Calici di Stelle 2020 ad Aquileia, promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino e realizzato dal Comune di Aquileia, che si terrà in questo weekend, cioè da oggi a domenica: 26 aziende in totale, 12 del Consorzio Doc Friuli Aquileia e 14 della Doc Friuli. Le serate di oggi e domani si terranno nelle piazze Capitolo e Patriarcato, al cospetto della Basilica. Dalle 18.30 si potrà accedere al percorso di degustazione appositamente studiato per rispettare il desiderio di assaporare la bellezza del luogo, dei prodotti e dei vini locali, e le necessità di un corretto distanziamento. Domenica, invece, l’evento si sposterà nelle cantine aderenti che apriranno le porte ai partecipanti per visite e assaggi guidati. Fino all’ultimo, l’organizzazione dell’evento è stata messa in forse a causa delle numerose restrizioni volute dalle direttive in tema di tutela della salute, ma poi il sindaco Emanuele Zorino, il quale ha fortemente voluto che la manifestazione mantenesse la sua continuità, ha dato il via alle prenotazioni (d’obbligo online). Tre le novità: le due masterclass tenute dal wineblogger Francesco Saverio Russo, l’intrattenimento musicale Post-Rock e le visite guidate by night al Museo Archeologico Nazionale.

“Un evento che racchiude l’offerta culturale e turistica del nostro territorio a 360 gradi, un evento che abbiamo ripensato dopo i gravi accadimenti della pandemia. Un evento che ha creato nuove opportunità e rispecchia il nostro spirito resiliente”, ha detto il sindaco Zorino, descrivendo la ferma volontà di portare in piazza anche nel 2020 Calici di Stelle. Il Comune di Aquileia ha preparato in tempi brevissimi tre giorni di immersione totale nelle peculiarità enoiche del Friuli Venezia Giulia. Le serate di oggi e domani riprendono il format di base dell’evento: in piazza Capitolo sarà allestito un percorso che darà la possibilità ai partecipanti di degustare i vini delle 26 cantine friulane che porteranno in assaggio ciascuna due vini. L’itinerario è stato pensato per essere rilassato e di condivisione, con aree in cui soffermarsi tra un calice e l’altro, nel totale rispetto delle norme anti-Covid. Una volta arrivati alla fine del tour, all’altezza della porta della Basilica, si passerà in piazza Patriarcato e ai partecipanti verrà consegnato un assaggio di prodotti tipici (compreso nella quota assieme al calice con sacca) servito dagli studenti diplomati all’Isis Bonaldo Stringher. Il prato sarà allestito per un picnic sotto le stelle allietato dalle note di “Road to Concretion”, uno spettacolo di luci e suoni post-rock, genere musicale alternativo e di tendenza. Sono 4 i gruppi che performeranno nelle due serate: oggi gli EUF di Milano e gli ungheresi Törsz, domani gli Zugabe di Verona e i triestini Quiet is the new Loud. Calici di Stelle è quindi l’occasione per vivere un’anteprima del Concretion Post-Rock Festival che si terrà ad Aquileia a luglio 2021.

Per dare ulteriore valenza dell’evento, sono state organizzate due masterclass di degustazione con il noto wineblogger Francesco Saverio Russo (@italianwinelover). Russo, che ha già iniziato un percorso di approfondimento con le cantine di Aquileia, è conosciuto per la sua passione per il vino, per comunicare la storia che ogni bottiglia può raccontare e la stretta relazione con il territorio che essa rappresenta. Interpreterà davanti ad un pubblico di 30 persone per ogni sessione (entrata gratuita su prenotazione) 8 esempi di Friulano (Doc Friuli) e 8 di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Aquileia). Appuntamento nella sala principale dell’hotel Patriarchi domani sera, alle 19 e alle 21.

In caso di maltempo l’evento verrà rinviato al weekend successivo (14-16 agosto). Mentre le masterclass non subiranno variazioni di data.
Calici di Stelle è anche promozione delle meraviglie archeologiche di Aquileia: in collaborazione con Fondazione Radio Magica Onlus, nelle date dell’evento verrà proposto il progetto “In diretta con la storia”, visite serali teatralizzate alla scoperta del Foro, del Decumano e del Sepolcreto con guide per un vero e proprio viaggio nel tempo (per maggiori info: info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Il Museo Archeologico Nazionale è aperto dalle 20 alle 23 con tour guidati (ultimo ingresso ore 22).

Calici di Stelle Aquileia 2020 è realizzato dal Comune di Aquileia grazie al sostegno e alla collaborazione di: Fondazione Aquileia, Fondazione So.Co.B.A., Associazione Imprenditori di Aquileia, Isis Bonaldo Stringher, Consorzio DOC Friuli Aquileia, Consorzio DOC Friuli, PromoTurismo FVG, Regione Friuli Venezia Giulia, Goccia di Carnia, Cassa Rurale FVG, Fondazione Radio Magica Onlus.

Info: Comune di Aquileia – P.zza Garibaldi, 7 – 33051 – Aquileia (UD) – 0431916911

Prenotazioni per l’accesso alle serate del 7 e 8 agosto: https://oooh.events/evento/calici-di-stelle-aquileia-2020-biglietti/. Info al 389 2858620 (dalle ore 10.00 alle ore 18.00) – calicidistelleaquileia@gmail.com

Ingresso: € 25 (calice, sacca porta calice + sacca assaggi) valido per entrambe le serate, acquistabile online. Biglietto per due € 40,00 (valido per 2 persone, acquistabile solo sul posto).

Masterclass di Francesco Saverio Russo (sabato 8 agosto ore 19 e 21, Hotel Patriarchi Via Giulia Augusta, 12, Aquileia, ingresso gratuito con prenotazione, max 30 posti a sessione).
Prenotazioni masterclass: 389. 2858620 (dalle ore 10.00 alle ore 18.00) – calicidistelleaquileia@gmail.com

Hastag dell’evento: #CalicidiStelleAquileia2020

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In copertina, ecco “Calici di Stelle  2019” in piazza Capitolo ad Aquileia.

 

I vini Doc Aquileia provano a ripartire. Ecco cosa chiede Franco Clementin

di Carlo Morandini

Le terre di Aquileia sono un elemento cardine della Riviera Friulana. È dalla città romana che è partita la colonizzazione del territorio costiero, e non solo, con le lavorazioni agricole più qualificate. Qui si produceva il vino per la Capitale e diverse zone dell’Impero. Tanto che il sedime della Via Annia, la strada quasi bimillenaria che andava da Aquileia verso Roma, fu consolidato già dai Romani con i cocci delle anfore vinarie non più utilizzate. Negli ultimi decenni, forte dell’antica storia e tradizione, l’Aquileiese è cresciuto a livello agroalimentare ed enogastronomico, e si è sviluppata anche l’ospitalità agrituristica. Ho seguito e condotto per anni iniziative come “A tavola con gli antichi romani” che, rileggendo gli scritti di Apicio, il primo cronista gastronomico, e le sue ricette, coniugava la storia con la cultura del territorio, assieme all’offerta enogastronomica dell’area.
Il riconoscimento di Aquileia tra le città patrimonio dell’umanità, grazie all’Unesco, ha fatto compiere all’intera realtà un salto in avanti a livello mediatico, facendola conoscere a un pubblico sempre più vasto. E stimolando pure la qualità. Un percorso, a pochi chilometri da Grado, che viticoltori e ristoratori del luogo hanno saputo valorizzare. Come Franco Clementin, che ora assieme al figlio Antonio, ha sviluppato la sua azienda vitivinicola, Fattoria Clementin, nata dai terreni paterni a Terzo di Aquileia, con l’acquisto di una cantina e dei suoi terreni vitati, a vista della Basilica poponiana, alle porte dell’abitato provenendo dall’Isola del Sole.
Clementin è presidente della Doc Friuli Aquileia e da sempre sostiene l’idea promossa dall’Associazione culturale La Riviera Friulana. Perché il suo motto è “l’unione fa la forza”. Ha sostenuto da sempre che la proposta di un gruppo è in grado di valorizzare un’area. E che le azioni singole, anche se vincenti nella fase iniziale, nel caso cambino le regole del gioco rischiano di disperdersi nel messaggio globale. Come accade ora, a causa della pandemia che ha congelato i mercati di collocazione abituale dei vini del Vigneto Friuli. E anche di quello della Riviera.

Clementin parla dei vini Aquileia.

– Presidente Clementin, com’è la situazione?

“E’ a dir poco surreale. Ci troviamo comunque a lavorare i campi, a coltivare le viti, a completare tutti i passaggi per mettere in sicurezza le produzioni per la prossima stagione, mentre il mercato è tutto fermo. E il frutto del nostro lavoro, della vendemmia 2019, è ancora tutto in cantina: è come se la storia lunghissima di Aquileia si fosse momentaneamente fermata. L’auspicio è che tutto questo duri poco. Che si riesca a trovare un sistema per ripartire, pur mantenendo la salute al primo posto. Il nostro Consorzio di tutela Doc Friuli Aquileia, che esprime la voce di un’area ad alta vocazione, per il turismo culturale, ma anche per gli amanti della cultura del territorio, rappresentata anche dall’intera filiera rurale, orticola, ortofrutticola, agroalimentare, e quindi non solo vitivinicola, auspica che ci sia data una ‘chance’ per una ripresa effettiva, con le condizioni per ripartire in sicurezza. Per noi come per i nostri ospiti ed estimatori. Nel frattempo, bisogna comunque riconoscere che l’agricoltura è riuscita a ritagliarsi lo spazio necessario per non rimanere paralizzata. Perché, mentre la lavorazione delle campagne non si poteva fermare, ci sono stati concessi gli spostamenti anche per i recapiti dei prodotti a domicilio. Quindi, i contatti online, sui social, la presenza sulla porta di casa per le consegne hanno rappresentato un modo per aiutarci a mantenere l’identità del territorio attraverso il contatto con i nostri amici, e hanno rappresentato per noi un vantaggio psicologico, uno stimolo ad andare avanti e a guardare con un po’ di maggior fiducia al futuro”.

– Ecco, e il futuro?

“E’ difficile, speriamo che ci venga fornito un aiuto per trascorrere questi mesi, per valicare la crisi. Il futuro è molto incerto, e occorre che tutti assieme recuperiamo la forza di rimetterci in gioco e di scendere in campo, che ci ha permesso di crescere fino a pochi mesi fa. Certo, ci vorrà del tempo per ripristinare le nostre realtà riportandole ai livelli di competitività che avevamo raggiunto. C’è da considerare che se qualche azienda di grosse dimensioni trova ancora sbocco per le sue produzioni nella grande distribuzione, che per ora è l’unico settore autorizzato alla vendita diretta, la struttura portante del Vigneto Friuli Venezia Giulia sono le piccole e medie imprese, quelle che portano lustro con il loro approccio con il lavoro, e riescono a creare un benessere qualitativo tra i visitatori topico della realtà regionale, che è il prolungamento dell’ambiente familiare. E per loro non è la stessa cosa. Anche i futuri scenari possibili, con la necessità del distanziamento sociale, e soluzioni pratiche realmente difficili da affrontare, non sono rassicuranti. Non solo, ma mancano soltanto tre mesi alla vendemmia. Mi auguro, come auguro a tutti i nostri colleghi, che per quel periodo si riescano e svuotare le cantine dai prodotti dell’annata precedente. Ma temo che questo auspicio rimarrà tale. E che l’uva della vendemmia 2020 avrà una difficilissima collocazione, sia fisicamente, come per quanto attiene il ritorno economico delle produzioni. Anche il valore delle uve temo scenderà ai minimi storici. Mi auguro di essere smentito dai fatti, ma i dubbi e le incertezze sul prossimo futuro sembrano essere sempre più fondati”.

Degustazioni con vista Basilica.

– Esiste un antidoto?

“Occorre innanzitutto una valutazione realistica della situazione. Le autorità competenti ci debbono continuare ad aggiornare sulla situazione con dati certi e inconfutabili e con la massima trasparenza. Senza nascondere nulla. Per consentirci non dico di programmare, ma di provare a progettare un futuro. Il contadino, l’uomo che lavora la terra, è una figura che per la sua cultura verso il territorio non molla mai, non lascia nulla di intentato. Poi, è il momento di condividere il percorso della ripartenza, che deve vedere unito tutto il mondo rurale e agroalimentare. Gettando al vento individualismo e campanilismi. Occorre ritornare alla condivisione di un percorso, alla cooperazione, al rafforzamento delle rappresentanze che però debbono essere unite lungo un cammino comune”.

Si tratta di concetti, e di un progetto di recupero, crescita, sviluppo, che hanno sempre contraddistinto le scelte di Franco Clementin, nella consapevolezza che occorre costruire migliorando il passato, come aveva fatto suo padre rispetto al lavoro del nonno, come ha fatto lui stesso rispetto alle basi gettate dal genitore. Come farà suo figlio Antonio, sviluppando Brojli, la realtà che Franco ha saputo creare ad Aquileia. Un concetto, quello della trasmissione familiare d’azienda, che la Regione Fvg ha acquisito sostenendo la continuità familiare nelle aziende agricole, e l’imprenditorialità giovanile.
“A fronte di tutto questo – prosegue Franco Clementin – è bene che anche le piccole aziende si attrezzino verso un percorso condiviso perché, se finora sussistevano le condizioni per poter procedere a valorizzare singolarmente le proprie qualità e vocazioni, questa crisi ha cambiato le regole del gioco, e la concorrenza è diversa e articolata”.
Servono reti d’impresa, come evidenzia il leader di Friuli Aquileia, e la comunicazione in rete per presentare una realtà coesa, integrata, che ha una valenza perché rappresenta un territorio, come il concetto di Riviera Friulana: forse, non si tratta dell’arma vincente, ma può facilitare il recupero di un mercato che finora è rimasto congelato alla Gdo e alle consegne a domicilio. “Tutte le aziende che prima commercializzavano i vini all’estero – ricorda Clementin – ora puntano al mercato italiano. Ognuna con le proprie potenzialità e i propri canali, qualcuno più costoso, altri meno, secondo le proprie logiche aziendali… Ma, anche in questo caso, a farne le spese sarà il valore di mercato”.

– Come vive Aquileia questo momento drammatico?

“Il fatto di non vedere un’auto straniera ci crea una tristezza infinita. Il loro arrivo scandiva la primavera, l’arrivo della Pasqua, della Pentecoste, segnava l’inizio di una nuova stagione di contatti, ripristinava la possibilità di trasmettere le carature del nostro territorio. Segnava il ritorno, anno dopo anno, di quel turismo di qualità che caratterizza la Riviera Friulana, da Grado a Lignano lungo tutto il retroterra del litorale adriatico. Qui da noi, arrivava ancora il turista che vuole conoscere, assaggiare, degustare, mangiare, assaporare, soggiornare nelle nostre realtà. Una ricchezza, una possibilità di arricchimento anche interiore e di esperienze anche per tutti noi, e che quest’anno ci mancherà. Ma che speriamo si possa ripristinare presto”.

I grappolini appena formati.

– Le prospettive nell’immediato?

“Stanno nel turismo locale, costituito da chi ha l’appartamento al mare o nel retroterra, la barca, e che si muove ma vuole riassaggiare i nostri prodotti. Ma speriamo di poter riavere al più presto anche i degustatori stranieri, non solo dall’Austria e dalla Germania, ma anche dalla Slovenia, dall’Ungheria. Più difficile che in tempi brevi o ragionevoli ritornino gli olandesi, i danesi, gli svedesi, i norvegesi, proprio per i problemi legati agli spostamenti che saranno sicuramente limitati. Fino allo scorso anno, già a metà primavera, avevamo i campeggi pieni di questi turisti che scendevano perché non aspettavano altro che vedere il sole e visitare il nostro territorio. E conoscere, assaggiare, acquistare i nostri prodotti”.
Ritornare ad avere i turisti locali e italiani, per il presidente della Doc Friuli Aquileia potrebbe rappresentare una nuova sfida orientata a migliorare ancora la qualità dell’accoglienza. E a ritarare l’offerta dell’intero sistema e della filiera della Riviera Friulana. Nel quale, prosegue Franco Clementin, “le nostre città d’arte ci danno una mano a creare attrattività. Anche verso le bellezze del territorio: il fascino di camminare sulle dighe e gli argini della laguna, poter visitare i piccoli abitati di queste terre”.

– La ricetta per riconquistare questo turismo “lento”?

“È sempre la stessa, e fa parte del nostro Dna: l’accoglienza con un sorriso, la stretta di mano se un giorno si potrà tornare a dare o un altro segno di amicizia equivalente, un calice di vino e un brindisi con il calore dell’ospitalità friulana. Poi, se vorranno portarsi a casa i nostri vini o soffermarsi a dormire nelle nostre realtà, sarà tanto di guadagnato per il futuro, perché vorrà dire che li abbiamo conquistati, o abbiamo riconquistato la loro fiducia”.

– E in attesa di ripartire?

“In vari settori sono già iniziate online diverse forme di coordinamento, per esempio a Grado, per lo scambio di suggerimenti e proposte, per non farci trovare impreparati. Ma, principalmente, attendiamo indicazioni e sostegno da parte delle autorità. Forse, realtà come la nostra e tante altre della zona, che hanno attrezzato spazi di degustazione all’aperto, potranno essere favorite perché potranno garantire più facilmente il rispetto delle prescrizioni. Ma occorrerà che ci dicano quante persone si potranno raggruppare, per le degustazioni, o gli eventi come quelli che abbiamo organizzato con la Riviera Friulana: 2, 10, 20, 40 persone? Finché non ci daranno risposta a queste legittime domande, ogni programma, ogni tipo di previsione organizzativa sarebbe azzardato. Potremmo assicurare per la fine della primavera un’alternativa all’accoglienza nella ristorazione, con forme più genuine e semplici, ma in grado di rappresentare una fase di passaggio concreta verso un ritorno alla normalità possibile, compatibilmente con la prudenza”.
(5 – continua)

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In copertina e qui sopra due tipici scorci dell’Agro aquileiese.