Pinot nero e Friulano, Komjanc d’oro a Roma al Concorso delle Città del vino

Ancora echi alla XXII edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, le cui premiazioni sono avvenute con una cerimonia in Campidoglio, a Roma. Fra i numerosi vini premiati provenienti da cantine di tutta l’Italia e dall’estero, le cui selezioni si erano svolte a Gorizia dal 31 maggio al 2 giugno scorsi, l’azienda Komjanc Alessio di Giasbana (San Floriano del Collio) emerge con due dei suoi vini più rappresentativi. Il Pinot nero “Dedica” 2019 è l’unico vino Doc Collio a ricevere la Gran Medaglia d’oro, il massimo riconoscimento della classifica ufficiale generale. Un vino rosso profumato e piacevole al gusto che si distingue per la sua finezza ed eleganza. Inoltre, l’azienda si è aggiudicata la Medaglia d’oro per il suo Friulano 2023 Doc Collio, un vino bianco autoctono ben strutturato ed equilibrato nel bicchiere.
A ricevere i premi, era presente Roberto Komjanc assieme alla moglie Raffaella: «Siamo onorati di ricevere questo prestigioso riconoscimento che gratifica il nostro lavoro – ha detto Roberto -; ci dedichiamo con impegno e costanza nella nostra attività ed è una grande soddisfazione riuscire a distinguerci in questa classifica particolarmente severa nella valutazione che premia esclusivamente i vini di eccellente qualità».
L’azienda vanta una lunga storia vitivinicola di famiglia che attraversa con successo tre secoli. Negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la sua nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva dei quattro figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Una famiglia unita dai valori della tradizione con l’obiettivo di produrre vini esemplari, che guarda al futuro con entusiasmo. Alla premiazione erano presenti il ministro dell’agricoltura, il sindaco di Roma e l’assessore all’agricoltura del Lazio Righini, con il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica e il coordinatore Fvg Tiziano Venturini, nonché i numerosi sindaci dei Comuni delle aziende premiate. Lo spirito del Concorso è proprio quello di ribadire il valore del rapporto tra vino e territorio premiando insieme cantine e Comuni.

—^—

In copertina, i diplomi meritati dall’azienda Komjanc e qui sopra la premiazione a Roma.

Cantina Cormons, la Ribolla gialla Collio (secca) applaudita a San Vito al Tagliamento. Premi anche dall’estero

La Cantina Produttori Cormòns premiata al Ribolla Gialla Wine Festival, l’evento tutto dedicato al vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, che quest’anno si è arricchito del concorso per la selezione della miglior Ribolla gialla della regione “Calici di Ribolla”, organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento in collaborazione con Assoenologi e Unidoc Fvg. La Ribolla gialla Doc Collio 2023 della Cantina Cormòns è stata scelta come il vino vincitore della categoria “Vini Ribolla gialla secchi e tranquilli da vinificazione in bianco”, con un punteggio di 87/100, distinguendosi per le sue caratteristiche tipiche del territorio.


«Un importante riconoscimento che valorizza il nostro lavoro e uno dei vitigni friulani più antichi, da sempre coltivato sulle colline del Collio», ha affermato soddisfatto il presidente Filippo Bregant durante la cerimonia di premiazione, che si è svolta nell’Antico Teatro Arrigoni, a San Vito al Tagliamento. Presente anche il direttore generale Alessandro Dal Zovo, che ha sottolineato le caratteristiche di questo vino autoctono di qualità: «Un prodotto Doc Collio che si caratterizza per la spiccata acidità e per le sue note minerali, un vino dal profumo fine ed elegante, delizioso e sapido al gusto, che la Cantina produce in quanto eccellenza vitivinicola locale».
Nelle scorse settimane erano giunti alla Cantina Produttori anche due prestigiosi riconoscimenti internazionali: la Medaglia d’oro per la Malvasia Doc Friuli 2023, vinta al Concorso Internazionale delle Malvasie di Parenzo, nell’Istria croata, e la Medaglia d’argento al Sauvignon Doc Collio 2023, conferita dal “Concorso Mondiale di Bruxelles”.

—^—

In copertina e all’interno il presidente Filippo Bregant ringrazia per l’importante riconoscimento a San Vito al Tagliamento presente (primo a sinistra) l’assessore Andrea Bruscia.

Quanti riconoscimenti per i vini Doc Collio di Alessio Komjanc!

Nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, è avvenuta la presentazione della guida Berebene 2024 edita da Gambero Rosso con la premiazione dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo. Totalmente rinnovata, quest’anno la Guida è stata pensata come una carta dei vini ideale che include le migliori etichette a prezzi accessibili. Infatti, i vini sono stati selezionati tra le fasce più basse di prezzo per ciascuna categoria, ma restando sempre ad alti livelli in termini di bontà e piacevolezza. Hanno ricevuto il premio regionale per rapporto qualità/prezzo 21 vini. Per il Friuli Venezia Giulia, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio di Komjanc Alessio, Giasbana di San Floriano, che si è aggiudicato 93/100 punti. Un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento – sottolinea Roberto Komjanc – e accogliamo con grande soddisfazione le congratulazioni che sono arrivate dai curatori della Guida Lorenzo Ruggeri e William Pregentelli. Il nostro Pinot bianco è uno dei vini che ci dà maggiore soddisfazione, per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo infatti anche i Due Bicchieri Rossi nella guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, nonché considerato vino top da Winesurf di Carlo Macchi. I nostri prodotti rappresentano l’espressione della cura e dell’impegno che quotidianamente dedichiamo alle vigne”.
A conferma della bontà e qualità dei vini dell’azienda Komjanc, che da poco ha completamente rinnovato le etichette delle sue bottiglie e il packaging, la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2024, dell’Award Oro di Wine Hunter, quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf.
Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle dalla guida Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla 2022 e Malvasia 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella guida Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali prodotti dall’azienda, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e il Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre il territorio del Collio.

—^—

In copertina, un momento della premiazione del produttore del Collio Alessio Komjanc.

Città del vino Fvg, oggi a Cormons le grandi verticali. E domani si farà festa con Codroipo nuova arrivata

(g.l.) Verticale di un vino? Se ne legge o se ne sente spesso parlare, ma non tutti sanno esattamente che cosa si intenda con questo termine tecnico usato in una degustazione. Ebbene si tratta di una “comparazione” tra diverse annate dello stesso vino e dello stesso produttore, individuando le caratteristiche che le contraddistinguono al fine di stabilire una scala qualitativa delle stesse dalla quale trarre utili indicazioni anche per definire meglio le strategie produttive di un’azienda. Un impegno non da poco, ma che appassiona il degustatore.
Un aspetto dunque molto interessante del “pianeta enologico” e che verrà messo a fuoco questo pomeriggio a Cormons. Nel Municipio della cittadina, capoluogo della zona Doc Collio, la prima istituita in Friuli Venezia Giulia, alle 18.30 verrà infatti presentata la manifestazione “Le grandi verticali delle Città del vino – Evolvere per non invecchiare“. Con il coordinatore regionale Tiziano Venturini interverrà, per un saluto istituzionale, anche il sindaco Roberto Felcaro. Si tratterà, senza dubbio, di un viaggio sensoriale affascinante che si svilupperà da novembre a maggio con la guida di Matteo Bellotto, il quale aiuterà a confrontare le annate di alcune cantine del Vigneto Fvg, dialogando con produttori, winelover ed esperti del settore. I vini presi in esame saranno, tra i bianchi, Pinot grigio, Friulano (il vecchio Tocai), Vitovska, Sauvignon, Pinot bianco e Malvasia; tra i rossi, Merlot, Pignolo e Schioppettino di Prepotto e Cialla.
Intanto, come rilevavamo pochi giorni fa, in Friuli Venezia Giulia le Città del vino continuano a crescere con ritmo sostenuto. Sono infatti salite a quota 37 con l’importante arrivo del Comune di Codroipo, il cui territorio ha una ricca vocazione vitivinicola nel cuore delle Grave del Friuli. E domani avverrà la consegna ufficiale della “bandiera” dell’Associazione nazionale al sindaco Guido Nardini durante un incontro che si terrà alle 18, in sala consiliare, nell’ambito della tradizionale Fiera di San Simone. Nell’occasione, si terrà anche l’annunciato convegno sul tema “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”. Interverranno i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Alberto Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

—^—

In copertina e all’interno ecco due momenti di una degustazione verticale di vino.

LA RICETTA – Lo splendido risotto burro e salvia di Antonia

di Roberto Zottar

Il primo riscontro di riso in Friuli è del 1446. Nell’Inventarium del notaio Jannis di Cividale si trova elencato “unum saculum de ris siglatum” (un sacchetto di riso siglato). Nel 1550 Pietro Andrea Mattioli, senese e medico a Gorizia, ricorda che i friulani consumano il riso sia come alimento sia come presidio sanitario per l’azione astringente. Certamente si riferiva ad una popolazione abbiente, perché le prime coltivazioni sperimentali di riso arrivano solo sotto il Dominio della Serenissima nel XVIII secolo nelle zone tra San Giorgio di Nogaro, Fraforeano e Paradiso. I friulani però allora seppero adoperarlo così bene che nel 1832 Vincenzo Agnoletti, cuoco di Maria Luigia di Parma, nel suo Manuale cita una “torta di riso alla furlana”, un timballo di riso in pasta sfoglia con un ragù di animelle, fegatini e tartufi.
Oggi però vi voglio parlare di un risotto stellato moderno e innovativo! La dicotomia tra cucina di tradizione e di innovazione fa storcere la bocca a molti, mentre per altri è un non problema! Per me esiste solo la buona cucina e il confine tra i due concetti è labile e soggettivo. Parlando di cucina innovativa si pensa ai piatti più strani e con i nomi stravaganti e lunghissimi, tra l’altro sempre con l’articolo, tipo “i gamberi con polvere d’uovo e cenere di capperi al profumo di rosmarino e timo”. Io però quando il nome del piatto ha più di tre o quattro parole di solito lascio perdere.
La grandezza di uno chef si riconosce a mio avviso nella essenzialità dei piatti, nella sua capacità di togliere, anziché aggiungere, ingredienti, per far percepire le sfumature di gusto dell’ingrediente principale. Molte volte l’innovazione sta solo nell’uso della tecnologia in cucina. È il caso del risotto burro e salvia della grande chef Antonia Klugmann di Vencò di Dolegna, realizzato alla maniera classica dove però gli ingredienti vengono manipolati usando la tecnologia. Antonia in sua una apparente semplicità riesce a creare piatti veramente grandi.

Procedimento:
Per tentare di copiarlo a casa, facciamo un infuso di un etto di foglie di salvia in 1 litro d’acqua bollente, lasciamo raffreddare e filtriamo. Lasciamo in infusione sottovuoto a 63° per 8 ore 50 g di salvia con 100 g di burro, poi filtriamo e raffreddiamo. Se non avete l’attrezzatura, potete immergere il sacchetto sottovuoto in una pentola di acqua riscaldata a 60 gradi e mantenuta con la fiamma al minimo. Tostiamo senza soffritto in poco olio e sale 300 g di riso carnaroli, sfumiamo con ½ bicchiere di vino bianco, e portiamo a cottura con il brodo di salvia bollente. Mantechiamo con il burro alla salvia e parmigiano grattugiato. Serviamo con una spolverata di salvia essiccata in polvere. Nella sua semplicità è un grandissimo piatto: solo riso, burro, salvia e parmigiano, ma con un profumo e una cremosità ineguagliabili!

Vino:
Indubbiamente un fresco Friulano (ex Tocai), ma anche un Traminer aromatico e un Pinot bianco o grigio. Tutti della Doc Collio.

Buon appetito!

—^—

In copertina e qui sopra ecco il risotto burro e salvia di Antonia Klugmann.

Vini e agroalimentare: l’Ue vuole rivedere la normativa delle Dop

di Giuseppe Longo

Quando parliamo soprattutto di vino, siamo ancora abituati a distinguere quello di qualità da quello da tavola con la sigla Doc, quella cioè che risale alla legge del lontano 1963 istitutiva delle denominazioni di origine controllata (e garantita), prima che ancora se ne occupasse la Comunità europea che poi le fece rientrare sotto l’ombrello dei Vqprd. E proprio a quella storica normativa si attinse per istituire dapprima la Doc Collio e quindi tutte le altre che hanno via via ricoperto il territorio del Vigneto Fvg, fino a giungere alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo.
Ma con l’evoluzione delle norme comunitarie, anche i vini sono stati trasferiti sotto la sigla Dop, denominazione di origine protetta, anche se tutti – compreso chi scrive – continuiamo ostinatamente chiamarli Doc. E fra i Dop rientrano anche i prodotti agroalimentari di pregio, come il prosciutto di San Daniele e il formaggio Montasio, mentre il prosciutto di Sauris è fra gli Igp. L’Unione Europea ritiene, però, che la normativa sia superata, tanto che intende ripensare appunto la disciplina che sovrintende alle Dop, fruendo a tale riguardo di un sondaggio d’opinione che ha appena avviato sulla rete. “L’attuale modello è datato rispetto agli attuali stili di consumo e all’evoluzione del mercato”, conferma anche Claudio Filipuzzi, presidente di Agrifood Fvg.

Il presidente Claudio Filipuzzi.

La Commissione europea ha pertanto lanciato a inizio mese una consultazione pubblica sulle indicazioni geografiche (IG) e le specialità tradizionali garantite (STG), entrambi elementi chiave della politica europea sulla qualità dei prodotti agroalimentari. Sta raccogliendo cioè spunti su una revisione di tutta la disciplina che circa 3.000 prodotti agroalimentari, dagli alimenti Dop alle Igt, e appunto ai vini. Un patrimonio che rappresenta anche per il Friuli-Venezia Giulia una importante componente storica ed economica della propria produzione agroalimentare.
Questa consultazione, nello specifico, si rivolge al pubblico e agli stakeholder (produttori, trasformatori di prodotti agroalimentari, autorità nazionali e mondo della ricerca). L’obiettivo della consultazione consiste nel raccogliere feedback da parte degli interessati sulla comprensione delle politiche messe in campo dall’UE per la tutela degli operatori e sulla percezione da parte di questi ultimi dei sistemi di qualità in vigore. Alla consultazione on line possono rispondere tutte le parti interessate: Regioni, produttori, trasformatori, centri di ricerca, università ed esperti di IG, ma anche privati cittadini. Avranno tempo di farlo fino al 27 gennaio prossimo.

“L’attuale modello si sta dimostrando datato rispetto agli stili di consumo alimentare, all’evoluzione dei mercati internazionali, alle tecniche produttive  oltre che ai moderni sistemi di tracciabilità che si stanno affermando – commenta appunto il presidente  Filipuzzi –, non a caso in molti casi di Dop e Igp, anche nella nostra regione, i disciplinari oggi appaiono più come zavorre che come vantaggi competitivi per l’adeguata remunerazione del produttore e per la garanzia di qualità del consumatore. Qualche innovazione recentemente c’è stata, come l’unificazione dell’attività ispettiva nelle aziende da parte delle autorità sanitarie e di controllo delle indicazioni geografiche… finora si lavorava a comparti stagni e un produttore riceveva tante visite quante sono le autorità. Questo non è certo sufficiente e anche l’Unione Europea evidentemente si è accorta che è giunto il momento storico per una rivisitazione complessiva del sistema”.
Per cui è arrivata l’ora, secondo appunto l’Ue, anche in questo settore di una profonda revisione per adeguare la normativa alle nuove realtà e alle evoluzioni che il comparto agroalimentare – cominciando proprio dai vini – ha registrato anche in Italia e pure in Friuli Venezia Giulia. E le indicazioni che saranno fornite soprattutto dal mondo produttivo, che più di altri conoscono i problemi dell’importante comparto economico, saranno utili per giungere a una normativa più adatta ai tempi. E soprattutto che sia effettivamente di sostegno alla produzione e alla sua valorizzazione.

Prosciutto di San Daniele e formaggio Montasio, prodotti Dop.

 

Indirizzo web della consultazione:
https://ec.europa.eu/info/news/european-commission-seeks-feedback-geographical-indications-and-traditional-quality-scheme-2019-nov-04_en

—^—

In copertina, vini bianchi Fvg: anche per questi cambierà la normativa.

 

 

“Sapori in Cantina”: che domenica oggi a Dolegna del Collio!

La prevendita dei ticket è andata quasi a ruba, ma ci sono ancora dei posti disponibili per partecipare oggi 20 ottobre a “Sapori in Cantina”, l’evento autunnale di Dolegna del Collio che consente agli enoturisti e agli appassionati del nettare divino, sapientemente accostato alla buona gastronomia, di partecipare a un tour di 6 tappe, con tanto di portabicchiere al collo e bus navetta per la trasferta. Non solo fra i 6 punti di ritrovo, ma anche – per i più comodi – dalle stazioni ferroviarie di Cividale e Cormons. C’è pure la possibilità di effettuare il percorso a piedi – tra le prime quattro tappe – attraverso un sentiero naturalistico, come pure accedervi con i mezzi propri.


Un itinerario enogastronomico che farà scoprire il fantastico paesaggio naturalistico e i prodotti che ne derivano, nella splendida cornice di Dolegna del Collio che si estende a nord del Comune di Cormons, tra la provincia di Udine e la Slovenia. Sarà così possibile ammirare il territorio collinare, colorato dalle diverse sfumature autunnali, e nel contempo degustare la tradizionale cucina friulana e i meravigliosi vini prodotti dalle aziende locali, all’insegna della giovialità e del buon gusto.
A partire dalle 10 e fino alle 18 si potrà arrivare alle sei cantine – i bus partiranno ogni 15 minuti dal ritrovo di Lonzano, presso la Cooperativa Agricola di Dolegna, con ampio parcheggio a disposizione – che mesceranno a ogni avventore un calice di vino Doc Collio delle cantine del territorio, assieme a un piatto preparato per l’occasione.

Queste le sei tappe, con aziende partecipanti, vini e pietanze. 1a tappa: CIME con aziende Beput, Zorutti e Ca’ Ronesca, prosciutto crudo “ Il Molinaro” con pane fatto in casa e Ribolla gialla; 2a: SCRIO’ con Grudina, La Ponca e La Stella, gnocchi di susine con Ribolla Gialla; 3a: MERNICO con l’azienda Ferruccio Sgubin, vellutata di zucca, castagne e ricotta affumicata con Ribolla gialla (Riserva); 4a: PREPOTTO con l’azienda Grillo, gulash con polenta e Schioppettino di Prepotto; 5a: DOLEGNA DEL COLLIO con l’azienda Casella, cosciotto di maiale con patate e Franconia; 6a e ultima tappa RUTTARS con l’azienda Crastin, dolce d’autunno con il Verduzzo. A disposizione all’arrivo un’enoteca per acquistare le bottiglie da portare a casa.
I biglietti online sono esauriti, però ce ne sono altri disponibili telefonando al 333 836 9990. Da precisare, infine, che l’organizzazione si riserva di chiudere anticipatamente le iscrizioni al raggiungimento degli 800 posti programmati.
C.S.

Anche uno sconfinamento a Prepotto.

—^—

In copertina e all’interno vigneti in tenuta autunnale a Dolegna.

Due Ribolle, un’amicizia

di Gi Elle

Tutti conoscono il valore socializzante di un buon bicchiere di vino. Sorseggiarlo con calma, apprezzandone aromi e profumi, offre una buona occasione per parlare o discutere amabilmente, ma anche per trovare un’intesa su qualche questione importante. E due Ribolle possono fare addirittura di più: cementare un’amicizia fra altrettante comunità – piccole, ma grandi per la produzione vitivinicola d’eccellenza -, offrendo opportunità di importanti collaborazioni.
E’ quello che era avvenuto esattamente un anno fa, fra Prepotto e Dolegna del Collio, quando sul Ponte dello Schioppettino si dette vita a una originalissima festa nell’ambito del ricco programma Fvg di “Calici di Stelle“.  E l’amicizia nata in quell’occasione fra le due comunità – rappresentate dal sindaco Mariaclara Forti (Prepotto) e dall’assessore all’Agricoltura Carlo Comis (Dolegna) – sarà consolidata proprio oggi perché, come già annunciato, nel variegato calendario regionale messo a punto da Città del Vino e Movimento Turismo del Vino, nella stessa località, sul fiume Judrio storico confine, si terrà la seconda edizione della festa che proprio nelle due Ribolle – gialla quella di Dolegna, nera quella di Prepotto, conosciuta meglio come Schioppettino – ha la sua massima espressione. Senza nulla togliere, ovviamente, agli altri vini di questi operosi paesi, tutelati dalle Doc Collio e Friuli Colli orientali.
Come ricordavamo pochi giorni fa, la prima edizione era stata coronata da un così chiaro successo che subito era parsa evidente l’opportunità di organizzarne una seconda nel 2019. E così l’appuntamento è fissato proprio per questa sera, a partire dalle 19.30, sempre ovviamente sul Ponte dello Schioppettino. Molto suggestivo e invitante il titolo: “Notte di vino, note di stelle. Dal tramonto all’alba”. La manifestazione è stata organizzata dai Comuni di Prepotto e di Dolegna del Collio assieme alle rispettive Pro Loco.
Tutto comincerà, dunque, al calare della sera tra le dolcissime note di un Concerto per Archi e Solisti al Chiaro di Luna.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti (Prepotto) che ha accanto l’assessore Carlo Comis (Dolegna). 

 

TUTTI I PROTAGONISTI

 

Ribolla gialla e altri autoctoni:

Cà Ronesca, Crastin, Fruscalzo Vini, Grudina, Jermann, La Rajade, Norina Pez, Ronco Scagnet, Ferruccio Sgubin, Tenuta Stella, Zorutti

Schioppettino di Prepotto e altri autoctoni:

Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, Nicola Bodigoi, Colli di Poianis, Grillo Iole, Marinig Valerio, Ronco dei Pini, Ronc Soreli, Segreta Winery, Sirch Luca, Stanig, Vignaiuoli Toti, Vie d’Alt, Giovanni Venica, Vigna Lenuzza, Vigna Petrusssa

Esperienze gastronomiche:

Agriturismo Scribano, Agriturismo Tinello Sant’Urbano, Allevamento Bergamasco, Azienda agricola Midun, Panificio Codromaz, Ristorante Al Cjant dal Rusignul, Trattoria Da Mario

Per ulteriori informazioni si potrà telefonare a Mattia al numero 331.1122435.

Ecco le due Ribolle.

Arrivederci, dunque, a questa sera proprio sul “Ponte dello Schioppettino”!

—^—

In copertina, ecco il Ponte dello Schioppettino che unisce Dolegna del Collio e Prepotto.