Quando i vini diventano musica: cinque etichette dei Ronchi di Cialla interpretate da Pamela Chilvers

di Giuseppe Longo

Ha conosciuto i Ronchi di Cialla e i grandi vini di questo “cru” inimitabile e se ne è subito innamorata, tanto da creare addirittura dei brani musicali intonati a ogni etichetta della ormai storica azienda fondata oltre mezzo secolo fa da Paolo e Dina Rapuzzi. La famosa compositrice e pianista britannica Pamela Chilvers ha, infatti, trasferito sul pentagramma le emozioni provate assaggiando cinque perle di questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli, in Comune di Prepotto: Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che già di per se stessi sono una sinfonia per il palato. E ora con le note confezionate su misura per ognuno lo sono anche per l’udito.


Il tutto fa parte di un progetto denominato “Five Pieces from Ronchi di Cialla” e messo a punto dalla musicista d’Oltremanica con l’enologo Ivan Rapuzzi – che con il fratello Pierpaolo gestisce la rinomata cantina fattasi conoscere in tutto il mondo, anche perché le sue bottiglie sono state battute nelle aste più prestigiose – appunto dopo aver visitato il vigneto di famiglia su queste colline baciate tutto il giorno dal sole. “Da un incontro di menti – racconta Ivan – è nata l’idea che la musica, l’udito, il gusto e il vino possano fondersi e creare un’esperienza sensoriale unica”. E una prova sarà data fra pochi giorni a Tolmezzo.
Pamela Chilvers sarà, infatti, in Friuli dal 6 al 10 marzo prossimi e martedì 7, alle cinque del pomeriggio, suonerà proprio sul pregiato Fazioli in dotazione al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” i cinque brani creati dopo aver degustato i vini in questione. Nel contempo, la musicista inglese spiegherà anche il processo di composizione di ogni “pezzo” offrendo al pubblico alcune copie della musica scritta proprio pensando a queste famose etichette. Il concerto, che sarà preceduto da una visita al bellissimo Museo di via della Vittoria dedicato appunto al senatore Gortani, grande e indimenticabile figlio della Carnia, sarà coronato da una degustazione di vini dei Ronchi di Cialla con prodotti del territorio proposta dal ristorante Gardel di Arta Terme.

I fratelli Rapuzzi con i genitori.


Insomma, una originale iniziativa che non mancherà di suscitare curiosità e interesse fra i cultori del frutto della vite e nel contempo amanti della bella musica. Sarebbe sicuramente molto piaciuta anche a Paolo Rapuzzi che con la moglie Dina Marangone aveva appunto fondato e fatto crescere questa piccola grande azienda, facendo conoscere i suoi vini fra gli estimatori di tutto il globo. Vini che derivano tutti da pregiate varietà autoctone, antiche come il Verduzzo, il Picolit e lo Schioppettino che hanno scritto la storia dell’enologia friulana. E quella dello Schioppettino, vino sempre più amato e ricercato da winelovers ed enoturisti – e che da una dozzina d’anni conta anche la ormai famosa sottozona Schioppettino di Prepotto -, può essere ancora scritta e raccontata proprio grazie alla caparbietà e al coraggio dei coniugi Rapuzzi, i quali hanno saputo salvare un vitigno che ormai stava scomparendo (tanto da meritare il primo “Risit d’Aur”, il prestigioso Premio della Distilleria Nonino), anche perché non riconosciuto dalle norme in vigore negli anni in cui decisero di cambiare mestiere e di dar vita ai Ronchi di Cialla. E probabilmente proprio su questo straordinario vino, avendone conosciuto la storia, Pamela Chilvers ha “ritagliato” l’abito musicale più adatto che ora potremo ascoltare nel ricordo di Paolo e della sua intraprendenza tra i filari e in cantina.

Schioppettino di Cialla

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In copertina, i cinque vini dei Ronchi di Cialla a ognuno dei quali Pamela Chilvers ha dedicato un appropriato brano musicale.

Quando lo Schioppettino di Prepotto diventa un valido “pretesto” letterario

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Schioppettino di Prepotto protagonista nelle suggestive cantine sotterranee del Castello di Albana, tra boschi e vigneti che raccontano la storia della bellissima valle bagnata dalle acque del Judrio. Il motivo? La conclusione, con la consegna dei premi, del concorso letterario “Prepotto, i racconti dello Schioppettino”. Sì, perché il celebre rosso di questa terra di confine – la varietà, come noto, è la Ribolla nera o Pocalza – è diventato anche un valido “pretesto” per imbastire racconti e novelle che hanno per filo conduttore i vini e l’ambiente rurale di quest’area del Friuli, ultimo lembo a Est dei Colli orientali, perché poi, appena superato tra Albana e Mernico il “Ponte dello Schioppettino” (che bella serata a Calici di Stelle!) c’è Dolegna, e quindi il Collio.

L’incontro nel Castello di Albana mentre parla Pierpaolo Rapuzzi.

Mario Soldati, grande amico del Friuli – che pure i nostri telespettatori di una certa età ricorderanno per i famosi “Racconti del maresciallo”  -, aveva definito lo Schioppettino “un solitario senza macchia”. Ed è proprio questa affermazione-etichetta che ha rappresentato il tema conduttore di questa edizione del concorso organizzato dal Comune di Prepotto per celebrare le glorie di un vino veramente unico, inimitabile. Ecco dunque il verdetto della giuria: 1) “Come un re solitario” di Stefano Talamini, 2) “Come macchie senza nome” di Matteo Quaglia, 3) “Pergolati” di Raffaele Serafini. Nove invece gli scrittori scelti come finalisti (Sabina Dal Zovo, Emanuele Finardi, Rita Mazzon, Mariangela Miceli, Sandra Puccini, Rita Reggiani, Federica Savio, Paolo Steni ed Elena Vesnaver) su ben 180 partecipanti. Un numero molto consistente che dimostra quanto interesse abbia suscitato l’iniziativa letteraria – padrino il giornalista Luca Perrino, presidente dell’associazione “Leali delle notizie” – stimolando la civica amministrazione presieduta da Mariaclara Forti e l’Associazione Schioppettino di Prepotto, guidata dal giovane Mattia Bianchini, a continuare su questa proficua strada, aperta dalla felice idea di Barbara Pascoli, consigliere comunale, che si è tanto spesa per dare vita a questa bella e importante iniziativa per la valorizzazione del “gioiello” di Prepotto.
L’incontro nel Castello di Albana – d’estate cornice ideale per invitanti manifestazioni dedicate proprio all’enologia e alle bellezze di Prepotto – si era aperto con Duino & Book “Storie di Vini”, la cui chiusura ha avuto quale protagonista Massimo Romita, presidente del gruppo Ermada Flavio Vidonis, nonché assessore del Comune di Duino Aurisina, da pochi giorni proclamato Città del vino 2022: alla base dell’amicizia fra le due località, la presenza a due passi dal mare di un altro Prepotto, quello del Carso. Ma il pomeriggio ha offerto anche la possibilità di parlare tanto proprio di Schioppettino e della sua sottozona, una fra le più prestigiose, assieme a quella contermine, perché all’interno dello stesso Comune, di Cialla. Così, c’è stata una interessante disamina del professor Luca Iseppi, dell’Università di Udine, sul tema sempre più attuale della sostenibilità del vigneto, con dati e spunti offerti dagli ultimi studi e rilevazioni, oltre che sulla “montana” di Prepotto (ecosistema del bosco e bosco-terapia). Interessantissime poi le testimonianze di un discendente della famiglia Rieppi, storica produttrice di Schioppettino proprio ad Albana, e di Pierpaolo Rapuzzi, figlio maggiore dell’indimenticabile Paolo, l’appassionato viticoltore che, lasciata tutt’altra attività, con il convinto sostegno della moglie Dina Marangone, si avventurò appunto sulle colline di Cialla nella produzione di grandi vini: a lui si deve il merito di aver salvato, da ormai sicuro rischio di estinzione, proprio lo Schioppettino, tanto da meritare la prima edizione del Premio “Risit d’Aur” della Distilleria Nonino. Un’azione lungimirante, ripetutamente premiata e sottolineata come un luminoso esempio. Anche oggi, a distanza ormai di decenni, con uno Schioppettino sempre più protagonista. Non solo a tavolae e nelle degustazioni, ma appunto anche come “pretesto” letterario.
E per finire una nota… sportiva. Perché sotto le volte della cantina castellana sono risuonate anche le parole “Giro d’Italia”, che in Friuli come tutti sanno hanno qualcosa di “magico”. Il bravissimo Enzo Cainero è riuscito, infatti, a riportare sulle nostre strade la carovana rosa anche del prossimo maggio. E la tappa che prenderà il via tra i pescatori di Marano Lagunare si concluderà a Castelmonte, il cui Santuario mariano è amato da tutti, ancora in Comune di Prepotto. Ma all’arrivo i ciclisti, superata la non facile salita da Carraria, con cosa brinderanno? Con lo Schioppettino, ovviamente!

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In copertina il tipico grappolo dello Schioppettino e qui sopra colline nella suggestiva zona di Cialla.