Riviera Friulana grata al Club per l’Unesco di Udine. In febbraio ripartono gli incontri dell’Arga Fvg

di Ida Donati

È già ripartita l’attività culturale e formativa dell’Associazione culturale La Riviera friulana che a supporto dell’Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con il concorso dell’Unagam, l’Unione nazionale delle Arga, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra ha messo in calendario due eventi di approfondimento sulle tematiche attinenti la valorizzazione del territorio rivierasco, delle sue potenzialità, peculiarità e attrattive.

Gian Paolo Girelli


Il 16 febbraio, a partire dalle ore 18, alla Galleria d’arte La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti si parlerà di Cibo e arte: i prodotti patrimonio dell’Unesco e “italian sounding”. Si tratta della rivisitazione del programma originario di un evento che era stato rinviato per motivi tecnici dalla fine del 2022 e che si sviluppa principalmente attorno a una ricerca di Adriana Ronco Villotta, sul rapporto tra l’arte e il cibo come rappresentazione di un bisogno primario dell’uomo, spesso eletto a elemento simbolico, anche di carattere filosofico o religioso. Un tema che trova l’essenza nelle determinazioni dell’Unesco, che come spiegherà la “chair girl” del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, ha definito con le sue scelte prodotti agroalimentari ed enogastronomici che rappresentano le forme di cultura locali. E che nel contempo svolgono un ruolo salutistico in quelle abitudini alimentari considerate come Dieta mediterranea, della quale sono riconosciuti i meriti. Ma il valore dei prodotti locali, componente importante dell’economia del territorio e, anche nel Friuli Venezia Giulia, biglietto da visita delle eccellenze presenti nell’area, è anche legato alle denominazioni assegnate dalla storia e dalle tradizioni della civiltà contadina, divenute nel tempo marchi tutelati a livello locale, ma spesso utilizzati, sia pure in modo distorto ma con effetto ingannevole per i consumatori, in altre parti del mondo per far ritenere si tratti di prodotti italiani. È l’effetto dell’Italian sounding, del quale parlerà il segretario generale dell’Unaga, il giornalista Gian Paolo Girelli.
Infine, sulla valorizzazione dei marchi e delle denominazioni territoriali e sui cambiamenti migliorativi che è possibile introdurre nel tempo in aree spesso non considerate per la loro reale valenza perché definite marginali da una comunicazione superficiale e non approfondita o non attenta alle reali peculiarità dei territori si soffermerà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg dell’Associazione culturale La Riviera friulana. Sarà questo, assieme a quello programmato per il 24 febbraio a Pieris, all’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon, il primo evento in programma nel Friuli Venezia Giulia riconosciuto con crediti formativi dall’Ordine dei giornalisti per il triennio 2023-2025.

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Il primo adesivo che distingue gli aderenti all’Associazione culturale La Riviera Friulana per il 2023 è stato consegnato al Club per l’Unesco di Udine, il sodalizio profondamente impegnato a valorizzare la cultura del territorio che sostiene l’idea rivierasca fin dalla sua nascita, avvenuta diciassette anni fa. Il simbolo dell’appartenenza annuale al progetto, che raffigura un’antica mappa del Friuli patriarcale, è stato consegnato dal presidente Carlo Morandini alla “chair girl” Renata Capria D’Aronco. Si tratta di una figura emblematica del volontariato culturale friulano, portavoce a livello internazionale dell’organizzazione nata negli anni ’40 per tutelare e valorizzare le ricchezze rappresentate da eccellenze del patrimonio immateriale che sono disseminate sul globo.
La professoressa D’Aronco, assieme al Club per l’Unesco di Udine, è da sempre accanto a La Riviera Friulana nell’organizzazione e rafforzamento di eventi e iniziative destinate a voce e visibilità alle peculiarità dell’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, tra il Litorale e la linea delle Risorgive friulane, soprattutto nel lavoro di raccordo e messa in rete delle ricchezze locali di valenza territoriale. Non solo, ma la collaborazione è da sempre attiva anche nelle iniziative e campagne di sensibilizzazione su problemi, pericoli, dubbi, ma anche sulle opportunità derivanti o insite nelle decisioni prese altrove, che sempre più spesso rischiano di incidere, positivamente e non, sulla nostra quotidianità a livello culturale, sociale, di costume, nella qualità della vita e a volte anche sulla salute. È il caso dell’alimentazione, rispetto alla quale il Club per l’Unesco di Udine si spende prioritariamente a sostegno della Dieta mediterranea, modello nutrizionale scientificamente riconosciuto come salutistico e antitetico ai tentativi di introdurre nei cibi elementi estranei alla nostra tradizione e alle nostre abitudini alimentari. Elementi, che principalmente coincidono con la salute e la qualità della vita.
Il Club per l’Unesco di Udine, ha ricordato nell’occasione il presidente Morandini, vanta un risultato di rilievo internazionale. È infatti stato promotore dei cinque siti Patrimonio dell’Umanità che fanno del Friuli Venezia Giulia, la regione alla quale è stato riconosciuto il maggior numero di siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Palù del Livenza e Dolomiti friulane.

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In copertina, Carlo Morandini consegna l’adesivo a Renata Capria D’Aronco.

Le Città del vino Fvg sono preoccupate per quelle etichette troppo allarmistiche

(g.l.) Allarme fra i produttori di vino anche del Friuli Venezia Giulia dopo la decisione dell’Irlanda di far scrivere “Health warning” (avviso sulla salute) in etichetta per vino, birra e liquori, equiparando i prodotti alcolici alle sigarette. Dopo il silenzio assenso dell’Unione europea (che apre la strada alla libertà di decisione per i singoli Stati membri), c’è infatti notevole preoccupazione anche da parte delle Città del Vino Fvg per le possibili ricadute sul sistema vitivinicolo regionale. «La salute va tutelata, e su questo non si discute, ma diciamo no – afferma il coordinatore regionale Tiziano Venturini – a opere di demonizzazione e sì invece al proseguimento della strada dell’educazione al consumo consapevole».

Tiziano Venturini


Nella sua posizione il Coordinamento del Friuli Venezia Giulia è allineato, infatti, con l’Associazione nazionale Città del Vino, il cui presidente Angelo Radica ha fatto appello al Governo affinché intervenga in sede comunitaria in modo che sia fatta chiarezza nel tutelare un comparto che rappresenta il Made in Italy nel mondo e per difendere un prodotto come il vino al centro della dieta mediterranea.
«Siamo al fianco dei produttori dei nostri Comuni aderenti – aggiunge Venturini – in questa situazione che, dopo l’emergenza pandemica e i rincari delle materie prime, rischia di penalizzare ancora di più un settore così importante per il Friuli Venezia Giulia. Le etichette troppo allarmistiche possono essere una semplificazione fuorviante per il consumatore, visto che non distinguono tra consumo consapevole e abuso di alcol. Non è un caso che altri Paesi produttori come Francia e Spagna siano sulla stessa linea dell’Italia: va tutelato l’export e siamo pronti a fare la nostra parte».
Città del vino, dunque, compatte a difesa dell’intero Vigneto Fvg che si prepara a tornare al Vinitaly (in copertina l’enoteca regionale di Ersa e Promoturismo) che dà appuntamento dal 2 al 5 aprile prossimi. E proprio dal grande Salone di Verona si leverà una parola chiara e forte a difesa della vitivinicoltura del Belpaese, che peraltro è leader a livello mondiale.

Dieta mediterranea e Isola Augusta sotto la lente Arga Fvg a Palazzolo dello Stella

di Ida Donati

Prosegue il programma formativo di Arga Fvg (Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio, gruppo di specializzazione della Fnsi, sindacato di settore) in collaborazione con gli altri sodalizi di volontariato culturale dell’area. Domani, infatti,  con inizio alle ore 16, all’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, si tratterà il tema  riguardante la comunicazione del vino e del cibo nelle terre rivierasche, della Dieta mediterranea e delle sue valenze salutistiche che coincidono con la valorizzazione delle produzioni del territorio, delle ricchezze paesaggistiche, naturali, ambientali che hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura specializzata e di pregio e la realizzazione di prodotti di eccellenza, nonché la costruzione di una immagine identitaria del Friuli Venezia Giulia e della Riviera stessa.

Riunione Arga Fvg con Morandini.


L’iniziativa, sotto l’egida dell’Ordine regionale dei Giornalisti, è curata con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana, del Club per l’Unesco di Udine e della sezione friulana di Italia Nostra. Gli organizzatori di Arga Fvg, per un impedimento improvviso di uno dei relatori, sono stati costretti a modificare parzialmente il programma del corso. Per cui il primo argomento dell’evento formativo che era previsto domani slitterà all’appuntamento successivo, organizzato con la collaborazione degli stessi sodalizi, che si terrà venerdì 22 dicembre a Latisana, alla Galleria d’arte La Cantina.
Ecco, pertanto, il programma del corso di domani: Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, svilupperà il tema della Dieta mediterranea, delle sue valenze salutistiche, degli effetti sulle culture locali e quale collante tra genti e movimenti culturali diversi nel bacino mediterraneo. Effetti positivi che sono il riflesso sull’ambiente naturale e su quello che oggi viviamo anche in considerazione della presenza delle attività dell’uomo in un habitat particolare nel quale la presenza e la funzione dei boschi, dal Tarvisiano alla Carnia alla Riviera friulana, hanno favorito condizioni di sostenibilità e sviluppo particolari. Una condizione, assieme alle ricchezze di questo elemento dell’ambiente nel quale viviamo, del quale parlerà Gabriele Cragnolini, agronomo forestale, responsabile provinciale di Italia Nostra. In questo contesto vi sono realtà che, partendo dalla intuizione geniale di imprenditori illuminati, hanno saputo far crescere, sviluppare, valorizzare le realtà rurali, curando amorevolmente gli aspetti naturali e cavalcando la sostenibilità, tanto da essere indicati come esempio a livello internazionale. È il “caso” Isola Augusta, azienda vitivinicola tra le eccellenze della Riviera friulana, di recente segnalata dall’Onu in occasione del COP26 di Glasgow quale eccellenza italiana. A descrivere il percorso di crescita sarà il suo patron, “ospite” dell’evento, Massimo Bassani. Isola Augusta, come altre realtà di pregio dell’arco rivierasco friulano, negli ultimi anni hanno metaforicamente indossato l’abito della festa dismettendo quelli della tradizione del mondo rurale per divenire il biglietto da visita dell’intero Friuli Venezia Giulia e del Nordest. A dettagliare questo percorso sarà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg e dell’Associazione culturale La Riviera friulana.

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In copertina, Massimo Bassani titolare di Isola Augusta: qui sopra uno scorcio della sede aziendale a Palazzolo dello Stella.

 

“Spreco zero” e dieta mediterranea nel nuovo saggio di Andrea Segrè

In un mondo alimentare in cui sono enormi le differenze di accesso e distribuzione degli alimenti, con impatti negativi non solo sulla salute e sull’economia ma anche sull’ambiente, la strada verso un sistema equo e sostenibile passa anche e soprattutto attraverso la scelta degli alimenti che consumiamo, e riguarda l’utilizzo delle risorse naturali impiegate per produrli con il sistema agroalimentare che porta il cibo fino a noi, o che finisce per scaricarlo direttamente nel bidone della spazzatura.
Esce proprio oggi, 26 maggio, per Castelvecchi “L’insostenibile pesantezza dello spreco alimentare. Dallo spreco zero alla dieta mediterranea” (Collana Arca – pp. 92 – Euro 11,50), il nuovo saggio dell’agroeconomista triestino Andrea Segrè, fondatore del movimento Spreco zero: un impegno portato avanti pionieristicamente nell’ultimo ventennio, prima attraverso Last Minute Market spin off dell’Università di Bologna e riferimento europeo per la prevenzione e il recupero a fini caritativi degli sprechi di cibo, e attraverso la campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero fino alle indagini dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher sulla promozione di una dieta sana e sostenibile come la Dieta mediterranea. Un lungo, intenso e appassionato impegno che ha portato a conquiste storiche in Italia, come la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, dal 2014 data strategica nel calendario dei cittadini e delle realtà che operano nella filiera agroalimentare, e come il Premio Vivere a spreco zero, che festeggia nel 2022 i suoi primi dieci anni e promuove le buone pratiche nel quotidiano di ciascuno.
“L’insostenibile pesantezza dello spreco alimentare. Dallo spreco zero alla dieta mediterranea” è una summa – con le tabelle del Rapporto Waste Watcher 2022 – delle ricerche portate avanti da Andrea Segrè anche in tempo di pandemia e adesso con la ripresa: tutte sostanziate da una grande quantità di dati scientifici. Il patto degli italiani col cibo è forse una delle conquiste più significative del lockdown della primavera 2020 e dei mesi invernali di distanziamento: si spreca ancora, ma in quantità minori. «Tuttavia, oggi che le disparità alimentari mondiali sono aumentate come conseguenza dell’emergenza pandemica e sono destinate a peggiorare a causa del conflitto fra Russia e Ucraina – spiega Segrè -, è quanto mai importante sviluppare la nostra “coscienza alimentare” e impegnarsi nel concreto affinché l’alimentazione sana e sostenibile diventi un diritto fondamentale per tutti gli abitanti della terra. Lo spreco domestico in Italia vale 7 miliardi di euro nel 2022 (Waste Watcher International/Campagna Spreco Zero). E questa cifra, quasi mezzo punto di Pil, è “solo” il valore economico dei beni che acquistiamo e poi non consumiamo. Il piatto è servito, molto dipende da noi stessi. Cominciamo subito …».

Andrea Segrè, professore di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, studia e applica i fondamenti dell’ecologia economica, circolare e sostenibile. Fondatore di Last Minute Market, impresa sociale e spin off accademico, ideatore della campagna Spreco Zero, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International dedicato all’analisi dei comportamenti alimentari a livello globale, è autore di Il gusto per le cose giuste. Lettera alla generazione Z (Mondadori, 2017), Il metodo spreco zero (Rizzoli, 2019) e Le parole del nostro tempo (con il cardinale Matteo Zuppi – EDB, 2020).

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In copertina, il professor Andrea Segrè fondatore del movimento Spreco zero.

 

L’Europa salva il vino dal Cancer plan. Coldiretti: Made in Italy da 12 miliardi

(g.l.) Giù le mani dal vino! I pressanti appelli levatisi da tutta Italia – come pure dal Friuli Venezia Giulia – affinché non passasse la tanto temuta norma Ue, con cui si pretendeva di equiparare anche le etichette di qualità ai danni alla salute provocati dal fumo di tabacco, hanno infatti ottenuto l’effetto desiderato. Esulta la Coldiretti nazionale con il suo presidente, Ettore Prandini: «Il Parlamento europeo salva un settore che ha diecimila anni di storia e vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone». Prandini coglie pertanto l’occasione per ringraziare i nostri parlamentari che si sono spesi in un lavoro di squadra appunto per una difesa compatta del vino italiano. E anche Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del vino Fvg, è entusiasta della importante svolta al delicatissimo problema: «Bene, l’azione corale ha sortito il risultato atteso».

Ettore Prandini


«E’ stato respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra – aggiunge Prandini, come informa Il Punto Coldiretti – attraverso allarmi salutistici in etichetta già adottati per le sigarette, l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea, nell’ambito del Cancer plan proposto dalla Commissione Europea, come avevamo richiesto, insieme al consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, nella lettera scritta al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici».
Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi – sottolinea infatti Coldiretti – in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tuti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti.
L’Italia è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino con le bottiglie Made in Italy che sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt, con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola. Il consumo pro capite in Italia si attesta sui 33 litri all’anno con una sempre maggiore attenzione alla qualità, alla storia del vino, ai legami con i territori che spingono italiani e stranieri anche alla scoperta di cantine e aziende.

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In copertina, un vino servito dal sommelier: immagine che rispecchia la indiscutibile qualità del Vigneto Italia.

Caffè, il 4 febbraio incontro a Trieste. La tazzina è candidata a patrimonio Unesco

(g.l.) “I nuovi territori di comunicazione delle marche dell’espresso in Italia”: questo il tema del quarto cenacolo dell’anno 2021/22 proposto dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini. Vista la perdurante emergenza pandemica, l’incontro avverrà da remoto, per cui l’appuntamento è fissato per venerdì prossimo, 4 febbraio, alle ore 18, con una diretta sulla pagina Facebook della stessa Associazione. Il tema, di notevole interesse, sarà trattato da Federica Scrigner.
Intanto, da Il Punto Coldiretti, abbiamo rilevato una bella notizia che riguarda la proposta italiana di iscrivere come patrimonio immateriale Unesco il rito quotidiano del ”caffe espresso italiano”. Così oltre alla dieta mediterranea, alla pizza, al tartufo, anche questa trasversale esperienza quotidiana del Belpaese può far conoscere al mondo il nostro modo di vivere. Un segno distintivo che accompagna buona parte degli italiani sia al mattino come nell’arco della giornata, qualunque sia la miscela, arabica o robusta.
Attualmente il caffè è la bevanda più diffusa nel mondo ed a livello di valore economico è la merce più scambiata dopo i prodotti petroliferi.

Pistrini al rito quotidiano del caffè.

Cibo-benessere e peperoncino in due proposte sull’alimentazione

(g.l.) Due interessanti appuntamenti legati alla nostra alimentazione sono in programma nei prossimi giorni a Udine e a Tavagnacco, a cura del Caffè letterario udinese e dell’Accademia italiana del peperoncino, intonati ai cibi fautori di benessere e alla sempre più apprezzata, e salutare, “dieta mediterranea” nella quale proprio l’elemento piccante ha un ruolo decisivo, da grande protagonista. Ecco pertanto le due proposte in dettaglio.

UDINE – L’attivissimo sodalizio culturale diretto da Maria Sabina Marzotta – il “Caffè letterario udinese”, appunto -, ha organizzato per mercoledì 30 giugno, alle ore 17.30, alla Odòs Libreria Editrice, in vicolo della Banca 6, un incontro sul tema “Alimentazione e benessere, Cibi creatori di empatia”. Relazionerà la dottoressa Francesca Degano, erborista, mentre la conduzione della serata e il dibattito saranno a cura della stessa presidente Marzotta. La quale scrive: «Siamo lieti di invitarvi a partecipare all’incontro in presenza, dopo tanti mesi di isolamento forzato. Sarà una piacevole occasione per riprenderci i nostri spazi culturali». Per motivi organizzativi è consigliata la prenotazione al numero 347.5527712.

Maria Sabina Marzotta

TAVAGNACCO – Primo Aperitivo piccante, invece, giovedì 1 luglio al ristorante pizzeria Al Parco di Tavagnacco, in piazza di Prampero. Si tratta di un invitante brindisi in amicizia per festeggiare la ripartenza organizzato dalla Delegazione di Udine – Friuli Venezia Giulia dell’Accademia italiana del peperoncino, che ha sede a Diamante in Calabria. Ecco i motivi che hanno consigliato la stuzzicante iniziativa: il primo appuntamento accademico post-Covid e pure il primo nella nuova sede della delegazione friulana. E poi «perché – dicono gli organizzatori – siamo sicuri che ne seguiranno altri». La quota di partecipazione è di 10 euro a persona: prenotazione obbligatoria entro oggi, 28 giugno, all’indirizzo elettronico peperoncino.fvg@gmail.com oppure via telefono (o messaggio Whatsapp) al numero 335.6987484.

Due belle proposte, quindi, da prendere al volo, non solo per i loro contenuti, ma anche perché segnano, finalmente, una vera e propria ripartenza fisica delle iniziative che prevedono l’incontro di persone che, come è noto, da oggi all’aperto non hanno più l’obbligo della mascherina. Un primo e tanto auspicato segnale di ritorno alla normalità, condizione di vita di cui tutti abbiamo veramente grande bisogno.

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In copertina, un cesto di piccantissimi peperoncini, fondamentali nella “dieta mediterranea”.

La dieta mediterranea? Più salutare e anche più economica

Secondo l’ultima indagine Waste Watcher dopo il primo lockdown, 4 italiani su 10 hanno cambiato il loro stile alimentare e 6 italiani su 10 dichiarano di privilegiare abitualmente un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea perché più salutare, con cibi freschi, molta frutta e verdura, legumi e proteine prevalentemente vegetali. Italiani dunque consum-attori: protagonisti della loro spesa e non vittima di carrelli assemblati in modo estemporaneo. Lo spiega l’indagine dell’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market/Swg) “Il cibo è un vaccino? A tavola con gli italiani nel 2020 pandemico”, realizzata in occasione del 16 novembre 2020, decennale della proclamazione della Dieta Mediterranea a patrimonio immateriale Unesco. La ricerca va di pari passo con la “scoperta” di una tesi di laurea discussa il 10 novembre all’Università di Bologna: scegliere mediterraneo permette di risparmiare 7 euro alla settimana: il carrello per la spesa della dieta mediterranea non è solo più salutare, ma anche più conveniente e costa 46,27 euro per i menu settimanali, a differenza di quello standard che ha un costo di 53,55. Alimentarsi in modo sano e sostenibile, dunque, è alla portata del consumatore medio come dimostra la tesi di Mara Berengoi “La dieta mediterranea e le abitudini alimentari degli italiani: un confronto dal punto di vista economico e nutrizionale”, relatore il professor Andrea Segrè, correlatore il professor Luca Falasconi.

Andrea Segrè

foto di Massimo Paolone

L’indagine Waste Watcher rileva ancora che il 27% degli intervistati si dichiara attento alle scelte di un’alimentazione proteica per affrontare le difficoltà del 2020 fra la prima e la seconda ondata pandemica. Una percentuale superiore, il 33%, guarda anche ai “comfort food” come dolci e cioccolata per smorzare l’ansia del periodo e ritrovare momenti di gratificazione. Il 43,5% degli intervistati ha acquistato più verdure fresche, il 43,1% degli intervistati ha acquistato più frutta fresca e il 36,8% ha acquistato più legumi. Il 60,3% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato più farina e lievito e il 68% considera la dieta mediterranea determinante o utile per la prevenzione dello spreco alimentare. Soprattutto, sei italiani su 10 dichiarano di aver cambiato il modo di fare la spesa: il 25% anche in ragione di un diminuito potere d’acquisto, per sostenere i costi, ma il 18% dichiara di essere più selettivo nella qualità del cibo acquistato. Un italiano su 10 riscopre i negozi al dettaglio e il 9% si dedica all’e-commerce anche per l’acquisto di prodotti alimentari.

Ancora: 1 italiano su 2 (il 47,2%) ha introdotto la lista della spesa e il 20% dichiara di averla sistematicamente adottata. Un italiano su 2 acquista più di prima prodotti a lunga conservazione e ingredienti per piatti da preparare in famiglia (dolci, focacce, ecc). La dieta mediterranea è al centro di un’evoluzione più complessa negli stili di vita e di scelte alimentari: la lunga permanenza fra le mura domestiche, nel 2020 del Covid-19, ha introdotto buone pratiche nella pianificazione dell’acquisto, gestione e fruizione del cibo, favorendo la prevenzione degli sprechi. Un italiano su 2 (51,6%) dichiara di sprecare senz’altro di meno adesso, malgrado sia aumentato l’acquisto dei generi alimentari nel 58% dei casi. In particolare si è ridotto lo spreco di farina e lievito per il 43,2% dei cittadini, di avanzi dei pasti precedenti nel 45% dei casi, di carni rosse e bianche e di latte per 4 italiani su 10 (dati Distal Università di Bologna/SprecoZero). La maggiore disponibilità di tempo, favorita dallo smart working, permette agli italiani di dedicare più tempo alla cucina: lo dichiara il 58.6% degli intervistati. A sorpresa: il pesce (38%) attira più della carne, e di pari passo con l’attrazione per i fornelli cala l’interesse per i prodotti pronti di gastronomia (27%) e solo 1 italiano su 5 pratica talvolta il take away (21%).

«Alla Dieta Mediterranea, nel decennale dalla proclamazione a patrimonio Unesco di questo stile alimentare e di vita, è dedicata non a caso una categoria del Premio Vivere a #sprecozero – ricorda il triestino Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero -. I dati dell’indagine Waste Watcher sono importanti perché gli attuali sistemi alimentari non generano problemi solo per la salute umana, ma anche all’ambiente in cui si produce il cibo. L’agricoltura è responsabile del 30% delle emissioni di gas serra e del 70% dello sfruttamento e dello spreco delle risorse naturali. Una dieta sostenibile dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, evitare perdite e sprechi alimentari, contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento del benessere delle generazioni attuali e future. La dieta mediterranea va appunto in questa direzione: la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi e può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra. Il raggiungimento di un sistema di produzione alimentare sostenibile e la riduzione dello spreco di cibo sono fondamentali per contrastare la malnutrizione e la sottoalimentazione di larghe fasce di donne e uomini sulla terra».

Il Premio Vivere a #sprecozero 2020 ha selezionato nella short list finalista il progetto La cucina del riciclo, ricettario prodotto dal Liceo “Q. Orazio Flacco” di Portici in collaborazione con il MedEatReserarch: una ricerca antropologica sulla tradizione mediterranea di riciclare gli avanzi di cucina per rigenerarli in nuovi piatti; il progetto di Conserve Italia-Valfrutta che, in partnership con l’Istituto Oncologico Romagnolo, promuove stili di vita corretti e salutari soprattutto tra i bambini e gli adolescenti. E Il Grande viaggio vitaminico, una coinvolgente storia illustrata di sensibilizzazione alimentare prodotta per il coordinamento di Anna Eriksson, veicolata presso gli studenti delle Scuole Primarie della Provincia di Trento durante il lockdown. I vincitori saranno premiati giovedì 26 novembre, info e dettagli sprecozero.it

Ricordo di Pellegrino Artusi
con Segrè domani negli Usa

Il modello italiano, ovvero la dieta mediterranea come prezioso alleato per la prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari: è proprio “The Italian way: mediterranean diet vs food waste” il tema della lezione magistrale che domani, 17 novembre, l’agroeconomista Andrea Segrè, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, terrà per l’Università del Wisconsin – Madison alle 20.15 (US time 13.15) , nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi. In Italia il 68% dei cittadini ritiene che la Dieta mediterranea sia determinante o utile per la prevenzione dello spreco alimentare (dati Osservatorio Waste Watcher Last Minute Market / Swg, settembre 2020). Nei dieci anni dalla proclamazione Unesco della Dieta Mediterranea patrimonio immateriale dell’umanità, l’efficacia della Dieta Mediterranea nell’ottica dello sviluppo sostenibile è un dato scientifico. Gli attuali sistemi alimentari non generano problemi solo per la salute umana, ma anche per l’ambiente in cui si produce il cibo. L’agricoltura è responsabile del 30% delle emissioni di gas serra e del 70% dello sfruttamento e dello spreco delle risorse naturali. «Una dieta sostenibile – spiega il prof. Andrea Segrè – dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, evitare perdite e sprechi alimentari, contribuire alla riduzione degli impatti ambientali. Il raggiungimento di un sistema di produzione alimentare sostenibile e la riduzione dello spreco di cibo sono fondamentali per contrastare la malnutrizione e la sottoalimentazione di larghe fasce di donne e uomini sulla terra». La lezione magistrale, proposta con accesso pubblico attraverso il link Zoom disponibile nella pagina Facebook Italian at UW-Madison, sarà preceduta dai saluti introduttivi di Thomas Botzios, console generale italiano a Chicago, Luca Di Vito, direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Chicago, Laila Tentoni, presidente di Casa Artusi, Grazia Menechella docente all’Università del Wisconsin-Madison. Nel 2020 si festeggia il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana e autore di uno studio di riferimento, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” (1891). All’Università UW-Madison, Artusi conserva un posto di rilievo nei corsi e nelle attività accademiche, e la Biblioteca universitaria custodisce diverse edizioni speciali del suo libro. Nella sua conferenza, il professor Segrè evidenzierà le caratteristiche della Dieta mediterranea come modello di uno stile di vita sostenibile sulla base anche del motto “pensa locale, agisci globale” che sottolinea il legame fra le azioni personali e le loro implicazioni rispetto all’evoluzione del pianeta.

Pellegrino Artusi

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In copertina e all’interno i classici prodotti della dieta mediterranea.

 

La dieta mediterranea esempio virtuoso di uno stile alimentare

Mangiare correttamente produce salute e benessere: sul piano fisico, psicologico e sociale. Questa affermazione è scientificamente provata, tanto che sul piano della salute fisica la scienza è giunta a conclusioni che mettono in relazione cibo e prevenzione. «È stato infatti identificato uno stile alimentare – spiega la biologa nutrizionista Elena Dogliotti – del quale è un esempio virtuoso la dieta mediterranea, in grado di influire positivamente sul nostro organismo dal concepimento fino all’età avanzata, diminuendo così il rischio di ammalarsi». Non solo: la giusta alimentazione, nelle fasi diverse della vita, sostiene lo sviluppo cognitivo e aiuta a mantenere attivo il cervello. E proprio di “Cibo e cervello” si parlerà domani, dalle 15.30 alle 17.30, nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, per la 13ma edizione della storica rassegna “Affascinati dal cervello” dedicata quest’anno a “Mens sana in cibo sano”, promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei a cura della presidente Laura Zuzzi con il coordinamento dei divulgatori scientifici Marcello Turconi e Gianluca Liva.
Protagonista del secondo appuntamento sarà appunto Elena Dogliotti, membro della supervisione scientifica per Fondazione Umberto Veronesi, che anticipa: «Il ruolo centrale dell’alimentazione sulla salute umana è noto da secoli, ultimamente sempre più chiarito dal progresso scientifico. Sulle risposte alle molecole assunte attraverso il cibo influiscono le differenze genetiche individuali. La genomica e l’epigenomica – ovvero la scienza che studia come le cellule “leggono” il Dna e come questa lettura possa essere modificata da fattori come l’alimentazione – ci permettono oggi di comprendere i meccanismi attraverso i quali la nutrizione e i geni interagiscono. La struttura e la funzione cerebrale sono influenzate dalla nutrizione per l’intero ciclo della vita, con profonde implicazioni per la salute e la malattia. Particolarmente interessante è lo studio del microbiota intestinale e l’interazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso enterico. Studi hanno infatti scoperto che esistono vari meccanismi che permettono ai batteri di comunicare col cervello e influenzare diversi processi di neurotrasmissione, neurogenesi e persino del comportamento».
Nel corso dell’incontro si approfondiranno le implicazioni del rapporto fra alimentazione e stile di vita – per esempio fra alimentazione e movimento – sullo sviluppo e la salute del cervello, per acquisire elementi utili di epigenetica e microbiomica. Approfondiremo poi l’influenza del cibo sul benessere psicologico, gli effetti delle scelte a tavola sul declino cognitivo e sulla depressione negli anziani e come queste scelte vengano, a tutte le età, condizionate dal cervello. La partecipazione è gratuita sia “in presenza”, nel totale rispetto delle norme di sicurezza, che in diretta streaming sul sito Irse.

Info IRSE bit.ly/IRSE_AffascinatiCervello2020

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In copertina, la biologa nutrizionista Elena Dogliotti che domani parlerà a Casa Zanussi, a Pordenone.

 

Solidarietà al peperoncino, castagne a Valle e “Io sono FVG” alla Barcolana

UDINE – E’ innegabile, anche perché tutti gli esperti lo confermano, che il peperoncino, assunto in dosi opportune, fa bene alla salute. E’ infatti un componente-chiave della famosa “dieta mediterranea”. Ma fa bene a tutti noi perché offre anche un mezzo per esprimere solidarietà. Infatti, oggi e domani, nell’ambito della campagna di prevenzione della Lilt Udine per la lotta contro i tumori, soprattutto quelli femminili, entra in scena anche il “Peperoncino Day”. Così nei gazebi allestiti a Udine in piazzetta Lionello e all’esterno di numerose parrocchiali cittadine e della provincia verrà proposto, in cambio di un’offerta destinata alla Lilt stessa, un kit per cucinare la pasta aglio, olio e peperoncino, piatto simbolo appunto della dieta mediterranea, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori. Si tratta della 18ma edizione del “Peperoncino Day” che gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Nelle precedenti edizioni – a fianco della Lilt l’iniziativa “piccante” è dal 2017 – sono state raccolti complessivamente quasi 80 mila euro, tutti impiegati dalla Lega tumori friulana per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori o per andare incontro a specifiche esigenze di strutture sanitarie pubbliche.

FAEDIS – Castagne protagoniste a Valle di Soffumbergo. Anche questo ottobre sarà infatti all’insegna del tipico frutto autunnale e della natura in quello che è noto come il balcone del Friuli, in Comune di Faedis, dove, rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato, in tutti i weekend del mese si terrà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg. A prescindere dalle condizioni meteo, chioschi con specialità a base di castagne sempre aperti sia il sabato che la domenica. Il sabato raccolta di castagne nel bosco (per oggi posti praticamente esauriti, per verificare se ve n’è ancora qualcuno contattare la Pro Loco www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e la domenica passeggiata naturalistica (per domani saranno da verificare le condizioni meteorologiche che non sembrano affatto buone). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che tutte le domeniche è istituito il senso unico dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò.

TRIESTE – Occhi tutti puntati su Barcolana 52 a Trieste. Tra le iniziative collaterali, in vista della grande regata di domani, oggi alle 16 sarà presentato “#io sono FVG”, il marchio scelto per valorizzare la sostenibilità e la trasparenza dell’agroalimentare della nostra regione. Assieme a Claudio Filipuzzi, presidente di Agrifood Fvg – Cluster Agroalimentare Friuli Venezia Giulia, ci sarà il governatore Massimiliano Fedriga. Si tratta di una piattaforma online e di una rete di vendita dei prodotti locali che si appoggia su Comuni e Pro Loco, per il quale hanno lavorato in questi mesi gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, assieme al citato cluster AgrifoodFvg, a PromoturismoFvg, al sistema delle Pro Loco regionali e all’Anci Fvg. “L’idea – ha spiegato Bini – è quella di favorire il più possibile l’acquisto di produzioni locali che in questo momento di emergenza, da un lato, godono di una crescita della domanda interna da parte dei consumatori, dall’altro, scontano dimensioni e strutture che non consentono loro di garantire al meglio la possibilità della vendita online o della consegna a domicilio”. “Il lancio dell’iniziativa #iocomproFVG – ha aggiunto Zannier – ha avuto un forte richiamo tanto che ci stiamo scontrando con tentativi di imitazione se non addirittura di “scippo” del marchio. Ma il progetto della Regione intende superare l’emergenza e favorire la creazione di una piattaforma regionale che attivi una vera e propria filiera commerciale, promozionale e distributiva dei prodotti agroalimentari locali”. E’ un marchio che tiene conto delle nuove abitudini di consumo che, proprio a seguito dell’emergenza Covid-19, si sono fortemente orientate sui marchi e sulle specialità a chilometro zero. “C’è un cambio di sensibilità negli acquisti alimentari da parte dei consumatori – hanno commentato Bini e Zannier – e riteniamo possa essere uno degli effetti positivi che ci lascerà questa pandemia e che dovremo saper valorizzare quando, speriamo presto, si tornerà alla normalità”.

Il Friuli visto da Valle.

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In copertina, i piccantissimi peperoncini protagonisti in Friuli per un gesto di solidarietà.