Museo del Caffè, oggi ultimo Cenacolo. Gianni Pistrini confermato presidente

Nono e ultimo appuntamento del ciclo 2021-2011, oggi, 15 luglio, con i “Cenacoli del Caffè”, promossi dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, stavolta sul tema “Caffè certificato: un valore per l’ambiente e il palato”. L’incontro vedrà protagonista la studiosa Lara Murano e in quest’occasione si terrà, alle 18 nella storica sala della Cappella dell’ex Ospedale Militare di via Fabio Severo 40 (oggi “campus” universitario), a ingresso libero, ma potrà essere seguito anche in diretta online tramite il sito www.amdctrieste.it o sul profilo Facebook @aMDCTrieste. Ai partecipanti “in presenza”, per celebrare la conclusione del ciclo, verrà offerto un cadeau in tema.
La relatrice spiegherà come le stesse scelte dei consumatori influiscano in modo significativo sulle produzioni alimentari in generale e del caffè in particolare. Ma anche come le questioni della “sostenibilità” dei prodotti e dei relativi sistemi di certificazione ed etichettatura influiscano a loro volta sulle decisioni dei consumatori. E come, in particolare, il consumatore di caffè sia molto orientato a privilegiare, oltre alla qualità organolettica, anche l’ecosostenibilità e la certificazione del prodotto, anche a fronte di un maggior costo dello stesso.
Con questa nuova “tappa” si conclude l’annuale ciclo dei “Cenacoli”, organizzato e diretto dal “cultore della materia” ingegner Marino Petracco per l’Associazione presieduta da Gianni Pistrini, che ha visto svolgersi un davvero vasto e puntuale approfondimento delle tante tematiche inerenti il caffè, dalla storia ai commerci, dalle tecniche di produzione, conservazione e uso allo sviluppo dei consumi del prezioso chicco in diverse “nuove” aree del mondo. Con il prossimo autunno si aprirà – come preannuncia l’Associazione Museo del Caffè – un nuovo interessante ciclo tutto dedicato all’affascinante tema “Il caffè nell’arte”.

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Affermare e ribadire con forza il ruolo sempre centrale di Trieste quale rilevante “polo” internazionale del traffico e della cultura del caffè, e ciò anche avvalendosi di manifestazioni e “strumenti” divulgativi, quali un Museo del Caffè “ampio” e strutturato, fortemente da sviluppare e potenziare rispetto alla realtà esistente, in modo da costituire un elemento peculiare e ulteriore di richiamo per il crescente flusso turistico che già il capoluogo giuliano è capace di attrarre: questo l’obiettivo “alto” e principale indicato dall’Associazione Museo del Caffè nella sua assemblea annuale, tenutasi nel prestigioso Savoia Excelsior Palace, sulle Rive. L’assemblea ha visto anche l’elezione del nuovo consiglio direttivo per il triennio 2022-24, che ha in seguito espresso le cariche: Gianni Pistrini, triestino, riconfermato presidente; Doriano Simonato vicepresidente con delega di tesoriere, friulano ma da anni responsabile della logistica di una nota fondazione svizzera del settore alimentare e del gusto; Barbara Zlobec, segretaria, insegnante in un liceo di Gorizia; infine, l’imprenditore bolognese Diego Gianaroli, consigliere con delega al recupero delle risorse economiche. Come si può notare, una “direzione” molto qualificata e variegata anche geograficamente, in grado di rappresentare certamente l’intero territorio regionale, ma capace in realtà anche di percepire e raccogliere, ad ancor più ampio raggio e alto livello, interessi, iniziative e proposte ovunque tendenti alla valorizzazione di tutto ciò che riguarda il “prezioso chicco”.

Il caffè verde…

Dopo una serie di approfonditi interventi di diversi soci operanti o interessati alle realtà caffeicole, è seguita la rituale consegna annuale di una pergamena celebrativa al socio onorario di ultima nomina, in questa occasione ci si riferisce a Oscar Garcia René Murga, imprenditore guatemalteco di grande esperienza e successo, da sempre particolarmente attento alle tematiche della salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema, oggi residente a Trieste e fervido amico dell’Associazione Museo del Caffè.
È toccato quindi al presidente Pistrini rivolgere un opportuno sguardo complessivo al “pianeta caffè” a Trieste, a partire dalle radici antiche di una tradizione caffeicola di lunghissima data e di assoluta tipicità, fin da quando «ancor prima della proclamazione del Porto Franco del 1719 per volere dell’Imperatore asburgico Carlo VI e addirittura già alla fine del ‘600, Trieste accolse il pregiato genere coloniale diventandone subito città di elezione tra le prime al mondo, e sviluppando poi via via sempre più importanti realtà imprenditoriali operanti nel settore a livello internazionale. Un fattore che investì pienamente la città in tanti suoi aspetti e in ogni piega della sua storia, tanto che l’espressione “Trieste capitale del caffè” non può essere assolutamente considerata come mero slogan ad effetto, ma come una realtà ben concreta che intesse profondamente la vita del territorio, le sue attività, la sua economia. Non va dimenticato – ha proseguito Pistrini – che Trieste è un luogo unico in tal senso in quanto è la sola città italiana a poter vantare la presenza di tutti gli operatori coinvolti nell’intera filiera del caffè: partendo dal seme verde mercantile in sacchi provenienti dai Paesi coltivatori e depositati negli hangar portuali fino al torrefatto e al consumo in tazzina, un “iter” supportato da una elevata ricerca tecnologica e scientifica a livello accademico. Uno scenario questo – ha concluso – che rende più che mai opportuno e necessario anche un parallelo lavoro culturale, di documentazione, approfondimento, studio e divulgazione delle conoscenze scientifiche e storiche sul tema, a tutti i livelli e alla portata di tutti, fino ai turisti e ai semplici curiosi, da cui l’”idea” e il compito della nostra Associazione Museo del Caffè».

… e quello tostato.

Iniziativa di cui il riconfermato Pistrini ha quindi brevemente tracciato il percorso fin qui compiuto, dai prodromi avviati nel già lontano marzo 2001 fino alla formale costituzione del sodalizio, il 14 febbraio 2017, quale realtà di volontariato culturale indipendente. E soprattutto in quest’ultimo lustro la realtà associativa – ha osservato il presidente – ha fatto passi da gigante, avviando molteplici iniziative, quali i Cenacoli del Caffè, appuntamenti culturali tenuti da esperti e appassionati dell’argomento, in quest’ultima quinta edizione curati e diretti dal socio Marino Petracco. Da citare ancora, fra quanto già attuato, l’idea, tuttora in evoluzione, del “Museo diffuso del Caffè”, con “presenze” collocate in vari luoghi della città (vie, slarghi, piazze), «ma in tal senso – ha sottolineato ancora Gianni Pistrini – l’obiettivo “alto” e necessario, da conseguire nel futuro più prossimo possibile, resta quello, indispensabile anche per la maggior attrazione turistica, di una forma espositiva-museale strutturata, ovvero di una sede stabile per il Museo del Caffè, che potrebbe essere realizzata con il supporto delle istituzioni locali. «E quale sito potrebbe essere l’ideale – si è chiesto il presidente – se non proprio quel Porto Vecchio dove un tempo letteralmente “si camminava sul caffè”, come ancor oggi tramandato da chi vi lavorava, come pure dagli scrittori e letterati nostri. Sarebbe questa una proposta espositiva, ma anche dinamicamente didattica, che rappresenterebbe certamente un non trascurabile “valore aggiunto” per una Trieste che si fa vanto di una storicità antica e di una vocazione scientifica e culturale, ma anche turistica».
E non mancano, per il nuovo direttivo dell’Associazione Museo del Caffè, altre e non meno impegnative sfide quali innanzitutto una esposizione straordinaria da organizzare per l’ottobre prossimo, in occasione della Giornata Mondiale del Caffè, che vedrebbe la rilevantissima e prestigiosa compartecipazione dell’Ambasciata del Brasile a Roma. Inoltre, la tradizionale presenza alla rassegna fieristica TriestEspresso Expo, saltata due anni fa causa pandemia, che contestualmente vedrebbe svolgersi anche la 10a edizione del Partenariato fra Musei del caffè, quest’anno pure con l’ipotesi di un trasferimento oltre oceano per coinvolgere il grande Museu do Café di Santos in Brasile. Un ulteriore impegno è infine quello di una forte implementazione della presenza sui diversi canali social per consentire, anche in questo campo, una significativamente più marcata incisività di un’Associazione che ambisce a porsi prioritariamente al servizio di Trieste e della sua economia. Per la quale il caffè era e rimane, in tutti i suoi aspetti, uno degli “asset” di maggior pregio, rilievo e notorietà internazionale.

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In copertina, Gianni Pistrini confermato alla guida dell’Associazione Museo del Caffè.

Trieste, i cent’anni del “Caffè Torinese”: domani la sua storia

di Giuseppe Longo

Ah, il caffè! E’ praticamente irrinunciabile per coronare un pranzo o una cena, cha abbiano avuto quali protagonisti ottimi piatti accompagnati pure da vini di qualità. E a Trieste, città del caffè per eccellenza grazie agli storici traffici che furono incentivati dal Porto Franco istituito tre secoli fa da Carlo VI d’Asburgo, l’Associazione Museo del Caffè ha promosso il terzo “cenacolo” per l’anno 2019/20. Il ciclo, già iniziato con successo nelle scorse settimane, continuerà dunque domani, martedì 10 dicembre, alle 18, nella sede dell’Ince – Iniziativa Centro Europea (Cei), in via Genova 9, nel cosiddetto Borgo Teresiano voluto dalla figlia del citato imperatore per dare un nuovo assetto alla città che stava crescendo. Ci sarà pertanto una conferenza del ciclo “Il caffè in un libro e nel suo territorio: l’Italia” dal titolo “Caffè Torinese 1919-1920. I nostri primi 100 anni”. Relatori saranno Renzo Crivelli e Matteo Pizzolini, presentati da Gianni Pistrini, presidente dell’associazione organizzatrice. L’incontro sarà introdotto dalle letture a tema di Mariagrazia Stepan, mentre la serata sarà presentata da Diego Gianaroli. Al termine dell’incontro, seguirà come sempre una degustazione, ovviamente, di caffè.

Il caffè mentre sgorga al bar…


Per il terzo anno consecutivo, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste (aMDC) presenta, dunque, al pubblico i propri “cenacoli” – curati da Giorgio Micheli – preziose occasioni di incontro e di approfondimento dell’affascinante tematica legata appunto al caffè, alle sue origini e produzione, nonché al suo consumo declinato in un numero svariato di modi. E in questo Trieste è maestra, proponendo peraltro le denominazioni delle tazzine in modo del tutto originale: “capo”, per esempio, sta per macchiato, come si dice invece nel resto d’Italia. In particolare, questa serie di appuntamenti è dedicata alla letteratura che in qualche modo include il mondo “caffeinico”. In Italia “la pausa caffè”, da sempre, rappresenta trasversalmente convivialità e socializzazione.
In particolare, la città di Trieste ha, come dicevamo, una specifica affinità con la nera, aromatica, calda bevanda, grazie alle sue originarie tradizioni, alla sua storia commerciale e socio-culturale che l’hanno resa universalmente nota; merito anche della posizione geografica centrale e dell’importanza dei propri traffici portuali (di cui ricorrono, appunto, i 300 anni dalla costituzione del già ricordato Porto Franco). In esso, costantemente arrivano enormi quantità di sacchi del pregiato “seme di Aleppo”. Tutto questo è un volano per la vitalità imprenditoriale di questa parte d’Europa, cerniera fra Est e Ovest. Ciò ha portato all’insediamento di parecchie aziende del settore, che sono diventate leader nel mondo del verde prodotto mercantile e dell’aromatico torrefatto. Questa prerogativa rende la città adriatica, capoluogo del Friuli Venezia Giulia, nota universalmente per la peculiarità riferita al nero estratto.

… ed eccolo pronto in tazzina.

“Nel corso degli incontri programmati – spiega Gianni Pistrini – conosceremo le origini della corroborante bevanda, gli aspetti antropologici e sociali, letterari, fotografici, tecnici e scientifici a essa legata, alla sua produzione, trasformazione e l’offerta alla clientela del vero espresso o cappuccino italiano. La scelta di aMDC è quella di proporre alcuni autori che hanno scritto riguardo al caffè, raccontandone i vari aspetti e diffondendo la conoscenza della materia. Ognuno di essi sono dei momenti intensi rivolti ad esperti e a carattere divulgativo ad amanti dell’aromatico estratto, utili per ampliare la conoscenza di uno dei prodotti agroalimentari più consumati al mondo. Per chi ne fosse interessato, sappia che si svolgeranno uno ogni secondo martedì del mese (fino a maggio 2020), nella prestigiosa sede triestina dell’Iniziativa Centro Europea di via Genova 9, alle ore 18, accesso libero fino esaurimento dei posti disponibili”.
All’inizio di ogni “Cenacolo del caffè” vi sarà la lettura di qualche brano letterario a tema di scrittori triestini curato dalla socia aMDC Mariagrazia Stepan, che evidenziano la centralità della città in questo specifico settore e verrà messo in diretta streaming Facebook, social dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, curato dal socio Giorgio Micheli, che ha curato la rassegna.

Appuntamento, quindi, a domani 10 dicembre con la presentazione del libro “Caffè Torinese 1919-2019 i nostri primi 100 anni”. Come detto, saranno presenti il docente Renzo Crivelli e il titolare dello storico locale Matteo Pizzolini, presentati dal presidente aMDC Gianni Pistrini che dialogherà con loro. Si tratterà, dunque, del terzo incontro della nuova stagione che nei giorni scorsi ha visto anche una importante uscita a San Vito al Tagliamento, nel Pordenonese, dove l’associazione ha curato la regia di un ricco fine settimane dedicato al caffè e al cioccolato. Una proposta di grande successo e che ha ricevuto il plauso di tutti, ma in particolare dei veri amanti dei due prodotti che ci provengono dalle lontane terre d’oltremare.

Ecco i relatori dei primi due incontri con il presidente Gianni Pistrini.

Il ciclo dei “Cenacoli del caffè” è reso possibile grazie ad appoggi istituzionali e di varia natura. Fra essi si annoverano la disponibilità dell’Iniziativa Centro Europea e l’appoggio di Admo, Antico Caffè Torinese, Associazione Caffè Trieste, Associazione Giuliani nel Mondo, Demus, Grafiche Villa, Iniziativa Centro Europea, La San Marco, Lega per la Difesa dei Caffè Storico-Letterari, LETS, Lions Club Duino Aurisina, Mediolanum, Trieste BookFest, Trieste Altruista, Trieste Caffè.

In copertina, i chicchi di caffè tostati, pronti per dare l’aromatica bevanda.