Il Friulano della Cantina di Ramuscello protagonista alla Grande Verticale (con il Tai veneto) di San Vito al Tagliamento

È stato il Friulano il protagonista della serata dedicata alle “Grandi Verticali” organizzata a nella sala Consiliare di San Vito al Tagliamento da Città del Vino. Negli anni Settanta era il vitigno bianco predominante in regione (considerato quasi un autoctono), ma la perdita del nome Tocai, a seguito della disputa internazionale con l’Ungheria, ne ha segnato una trasformazione identitaria. Se in Friuli Venezia Giulia oggi viene chiamato semplicemente Friulano, nel vicino Veneto ha assunto il nome di Tai. Da questa vicinanza geografica e culturale è nato il gemellaggio enologico proposto dalle Città del Vino, con una degustazione comparativa tra il Friulano delle pianure nostrane e il Tai della Docg Lison. Otto le cantine coinvolte, quattro friulane e quattro venete, per un percorso sensoriale dedicato. Tra le aziende partecipanti, la Cantina di Ramuscello e San Vito ha presentato il suo Friulano Doc “Friuli Venezia Giulia” annata 2023. A rappresentarla il presidente Gianluca Trevisan, mentre il direttore Rodolfo Rizzi ha illustrato le caratteristiche del vino in degustazione, soffermandosi anche sulle attività promosse costantemente dalla Cantina per la valorizzazione del territorio.


A dare il benvenuto ai numerosi partecipanti era stato l’assessore comunale Andrea Bruscia, sottolineando il valore di questi incontri per la promozione del territorio. L’apertura dei lavori è stata affidata a Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, che ha evidenziato come la formula delle “Grandi Verticali” rappresenti non solo un’occasione per approfondire la conoscenza dei vitigni autoctoni, ma anche un’opportunità di collaborazione tra diverse aree viticole con un’identità comune.
Ad arricchire la serata ci ha pensato Matteo Bellotto, filosofo e profondo conoscitore del panorama vitivinicolo regionale, che ha guidato la degustazione con un approccio originale, abbinando ogni vino a una canzone o a un film in base alle suggestioni sensoriali. Per il Friulano della Cantina di Ramuscello, Bellotto ha scelto la celebre pellicola “Amici miei”, cogliendone una complessità aromatica che richiama i valori della convivialità e della genuina amicizia contadina.
L’iniziativa ha confermato il successo da tutto esaurito della formula delle “Grandi Verticali”, capace di unire approfondimento tecnico e divulgazione, coinvolgendo appassionati e operatori del settore in un racconto del vino che va oltre il calice, intrecciandosi con la storia e l’identità del territorio. Un format che, dopo aver attraversato il Collio e i Colli orientali, continua il suo viaggio nella Destra Tagliamento, consolidando il ruolo delle Città del Vino come promotrici di una cultura enologica radicata e dinamica.

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In copertina, il saluto del coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini, che ha accanto l’assessore comunale Andrea Bruscia, e all’interno un momento della degustazione del Friulano-Tai avvenuta a San Vito al Tagliamento.

Il Friuli Occidentale si siede a tavola con la sua tradizione enogastronomica: domani primo appuntamento a Meduno

Annuncia le date della sua quinta edizione il festival Pordenone ArtandFood 2024 che, dal 4 al 6 ottobre, punterà di nuovo i riflettori sul top della tradizione culinaria del Friuli Occidentale, per far conoscere le migliori “mani” in cucina, le materie prime e l’ospitalità a tavola di questo straordinario territorio, che si distingue anche per il pregio di palazzi e siti di charme, che completano una sapiente arte del ricevere. La manifestazione è promossa da Tef-Territorio Economia Futuro, Società in house della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, e dal Comune di Pordenone, con un programma dagli obiettivi ambiziosi, che anche quest’anno sarà completato da una serie di eventi “diffusi” che anticiperanno o seguiranno il weekend pordenonese, mettendo in luce interessanti risorse della Destra Tagliamento o approfittando per intrecciare nuove relazioni anche oltreconfine.


La prima golosa anteprima di Pordenone ArtandFood 2024 sarà domani 20 giugno, alle 18.30 a Meduno, nelle sale del ristorante “La Stella”, degli indirizzi più rinomati delle Guide gourmet dedicate alle buone soste nelle Osterie d’Italia, che accoglierà i viaggiatori del gusto ai piedi delle Dolomiti Friulane, per un evento curato in sinergia con il marchio di promozione PordenonewithLove e il Comune di Meduno.
Nella collaudata formula del festival, che propone degustazioni guidate di prodotti e ricette di qualità in ambientazioni di prestigio storico-artistico, l’oste Regis Cleva e la moglie-chef Giuliana Bertolissi promettono di solleticare il palato dei commensali (posti limitati, info nel sito di PordenonewithLove o nelle pagine social del festival) con un menu che propone alcune dei loro piatti più tipici (dalla pitina in brodo di polenta agli gnocchi al ragù di piccione) accompagnati dai vini della cantina Conte Brandolini d’Adda di Sacile, rivelando la passione per una tavola in cui tradizione, stagionalità, solido sapere artigiano e cura del dettaglio restano la cifra più importante di una storia familiare di successo, arrivata ormai alla seconda generazione.


Citata dalle note degli ispettori della Guida Bib Gourmand della Michelin come un’ottima risorsa in questa parte del Friuli, grazie a “una cucina talmente sincera da risultare commovente” servita “in un ambiente dal grande calore umano e gastronomico” oltre la facciata di un Palazzo ottocentesco testimone del nobile passato delle valli pordenonesi, “La Stella” compare da anni nelle liste delle migliori insegne consigliate da marchi di qualità come le Osterie d’Italia-Slow Food e il Gambero Rosso. Un riconoscimento che premia la scrupolosa selezione delle materie prime – tra le quali le migliori tipicità della Val Meduna, specialmente nel settore dei salumi e prodotti caseari – il rispetto della stagionalità, con frutta e verdura colte dall’orto privato o da altre coltivazioni biologiche di prossimità, l’attenzione a alla clientela che proprio per questo sceglie il locale come propria meta gourmand, anche dall’estero.
Tutte caratteristiche che sposano perfettamente la filosofia di Pordenone ArtandFood, il festival che ancora una volta intende mettere in luce la qualità e le specificità di un territorio ricco di “ottimi ingredienti” per imbandire un nuovo menu di eventi ospitati in siti di pregio e dedicati alla formazione del gusto, al confronto fra tradizione e innovazione, allo scambio di idee ed esperienze, all’incontro con i protagonisti.

Info sul sito www.pordenonewithlove.it e sulle pagine Facebook e Instagram @pordenoneartandfood

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In copertina e all’interno alcuni piatti del tipico ristorante di Meduno (panorama).

Sostenibilità e viticoltura di precisione: alla Cantina Produttori di Ramuscello primo certificato Fvg “Residuo Minimo”

Per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, una cantina ha scelto di adottare volontariamente lo standard di certificazione del “Residuo Minimo”. Una scelta che ora ha trovato l’avallo documentale da parte dell’ente terzo Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità). «Il protocollo che abbiamo messo in atto e che è stato rispettato dai vini imbottigliati dalla Cantina di Ramuscello – spiega il presidente di Ceviq, Germano Zorzettig – mette nero su bianco il fatto che, dal punto di vista analitico, i residui di fitofarmaci eventualmente presenti nel vino, sono inferiori al 90% del limite massimo previsto dalle leggi in vigore. Un traguardo che può essere raggiunto solo con una grande tempestività operativa e professionalità nella gestione dei vigneti».


«Con questa nuova certificazione, ottenuta per la prima volta da una cantina del Friuli Venezia Giulia – aggiunge con orgoglio il direttore della Cantina, Rodolfo Rizzi -, che si somma a quella legata al protocollo ministeriale Sqnpi, i nostri soci assicurano una maggiore attenzione in vigna per poi, attraverso accurate pratiche enologiche che bandiscono i prodotti di derivazione animale (come da certificazione vegana), ottenere vini sempre più salubri e longevi».
Avendo obiettivi di qualità e sostenibilità ancora più alti, anche la nuova frontiera della “viticoltura di precisione” sta interessando i 158 soci della cooperativa della Destra Tagliamento. «Attraverso l’utilizzo di droni, centraline meteorologiche, sensori a terra e modernissimi programmi di algoritmi (Dss), si sta iniziando un’accurata “zonazione” per individuare le migliori aree viticole del territorio – sottolinea infatti il presidente, Gianluca Trevisan -. Inoltre, la Cantina di Ramuscello ha ulteriormente rafforzato il suo impegno verso la sostenibilità inaugurando, nel luglio scorso, un nuovo impianto di depurazione delle acque di lavorazione. Grazie a questo innovativo impianto, le acque in uscita vengono utilizzate per il lavaggio degli atomizzatori dei soci; per l’irrigazione del “bosco didattico”, adiacente alla cantina e per la miscelazione dei prodotti impiegati in campagna nella difesa della vite. Questo sistema riduce notevolmente lo spreco d’acqua e promuove, quindi, un ciclo virtuoso di gestione delle risorse naturali. I soci della Cantina sono orgogliosi del loro lavoro, che non solo produce vini di eccellente qualità, ma rappresenta pure un modello di responsabilità ambientale. L’adozione di queste pratiche colturali, abbinate alla certificazione del “Residuo Minimo”, diventa fondamentale per il futuro del settore vinicolo, soprattutto in relazione a un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità», chiosa Trevisan.
Alla consegna erano pure presenti il direttore di Ceviq, Michele Bertolami, il sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava, l’assessore comunale di Sesto al Reghena, Giambruno Cassin, il presidente di Unidoc Fvg, Marco Rabino, e il presidente della Doc Friuli, Stefano Trinco.

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In copertina, il presidente del Ceviq Germano Zorzettig consegna il certificato al presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito Gianluca Trevisan; all’interno, tutti gli intervenuti alla cerimonia coordinata dal direttore della cooperativa Rodolfo Rizzi.

Stasera le latterie di Marsure e Palse concedono il bis in centro a Pordenone

Le latterie di Marsure e Palse a Pordenone concedono il bis! Oggi, 25 novembre, con un focus sui prodotti caseari ideali per i regali di Natale sarà infatti nuovamente protagonista al Coop Corner il progetto Fildilat che riunisce le cooperative delle due località della Destra Tagliamento. Appuntamento, pertanto, dalle 18 alle 19.30 con tante delizie al Coop Corner di Confcooperative Pordenone in Corso Vittorio Emanuele II, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica. Uno spazio messo a disposizione da Concentro all’interno del progetto della Camera di commercio Pordenone Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.

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In copertina, ecco lo stand delle latterie di Marsure e Palse al Coop corner di Pordenone.

Cantina di Casarsa: non siamo in vendita ma valutiamo collaborazioni commerciali

(g.l.) “La Delizia Viticoltori Friulani sta dialogando con altre realtà per collaborazioni commerciali, in un quadro di sinergie che da tempo sono previste all’interno del proprio piano operativo e che non prevedono cessioni”. Questa la secca dichiarazione diffusa ieri dalla Cantina di Casarsa, presieduta da Flavio Bellomo e diretta da Mirko Bellini, dopo che nella stessa giornata era circolata la notizia di una possibile vendita della importante realtà produttiva della Destra Tagliamento, rimbalzata addirittura alla Regione Fvg impegnata nell’ultima seduta consiliare della legislatura, prima del rinnovo elettorale di aprile.
“In merito al lancio di agenzia di Regione Cronache di questa mattina – riguardante la discussione in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia circa una presunta vendita della nostra Cantina – La Delizia Viticoltori Friulani smentisce categoricamente detta informazione relativa a un’eventuale vendita”, si legge infatti in una nota immediatamente diffusa a Casarsa, nella quale però si conferma l’esistenza di trattative appunto con “altre realtà per collaborazioni commerciali”. Per cui qualcosa di importante, comunque, bolle in pentola nella più grossa cooperativa del Vigneto Fvg, il cui “dialogo” sarebbe in corso con una importante realtà della vicina provincia di Treviso, dove la produzione del Prosecco Doc è largamente trainante. Per cui i prossimi mesi dovrebbero risultare decisivi.

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In copertina, il presidente Bellomo e il direttore Bellini. (Foto Molinari)

Montagna, l’assessore Zannier a Pinzano: “Ci sono i fondi, ma servono i progetti”

«I fondi per la montagna ci sono. Ciò che serve è realizzare progetti mirati in grado di saper cogliere le esigenze espresse dal territorio, funzione questa che risulta essere di importanza strategica per quest’area del Friuli Venezia Giulia». Lo ha detto a Pinzano l’assessore regionale alla Montagna, Stefano Zannier. nel corso dell’incontro conclusivo avviato con tutte le Comunità di montagna della Destra Tagliamento. Alla presenza del presidente della Comunità delle Prealpi friulane orientali Demis Bottecchia, del sindaco Emiliano De Biasio e di alcuni funzionari dell’Amministrazione regionale, l’esponente della Giunta Fedriga ha innanzitutto posto in risalto il valore che questi enti rivestono all’interno del processo di programmazione degli interventi per sostenere l’area montana.

L’incontro con l’assessore Zannier.


«I fondi messi a disposizione dall’Europa – ha detto Zannier – sono solo uno strumento; ciò che serve è utilizzare al meglio le risorse per la preparazione di progetti che rispecchino il più possibile le reali esigenze del territorio. In questo contesto, va detto che il lavoro svolto fino ad oggi dai Gruppi di azione locale (Gal) è stato di qualità. A breve partirà la programmazione europea ed è quindi bene farsi trovare pronti e preparati per “mettere a terra” iniziative che possano essere valide per sostenere lo sviluppo e la crescita dei territori montani del Friuli Venezia Giulia. Inoltre – ha aggiunto l’assessore regionale – abbiamo lavorato alacremente con lo Stato per allargare quanto più possibile la lista dei comuni da ricomprendere tra quelli che fanno parte delle aree interne, inserendo quanti in un primo momento erano rimasti esclusi».
Sul fronte della fiscalità di vantaggio per le aree montane, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha spiegato quanto l’Amministrazione regionale ha compiuto nel corso della legislatura. «Su questo tema – ha chiarito Zannier – le leve a disposizione della Regione sono ben poche. Quella su cui abbiamo potuto agire è stata l’Irap, che nel 2019 abbiamo deciso di abolire per chi opera nei territori montani. Ciò che serve realmente e che va affiancato alla parte fiscale è una legislazione speciale, con regole specifiche per ogni territorio, che sia in grado di far funzionare al meglio ciò che già esiste».
Infine, è stato ricordato che per le aree montane della regione ci saranno a disposizione 55 milioni di euro che verranno utilizzati per investimenti e aiuti alle imprese, digitalizzazione, sicurezza, recupero immobili pubblici per centri di aggregazione, acquedotti in montagna ma anche per tutta la partita legata alla formazione con la quale venire incontro alle esigenze dei singoli territori. Inoltre, l’assessore regionale ha evidenziato che, attraverso la norma per incentivare i giovani ad avviare attività legate all’agricoltura in montagna, sono state aperte oltre 200 attività da parte di persone sotto i 40 anni.

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In copertina, un’immagine del territorio di Pinzano attraversato dal Tagliamento.

Il vigneto e l’innovazione sostenibile dopo il “vino vegano” di Ramuscello

(g.l.) Il Vigneto Fvg tra innovazione e sostenibilità: ecco il tema che sarà posto sotto la lente delle Città del vino domani a Duino Aurisina. Un argomento molto importante che la delegazione della vite e del vino giunta in Friuli Venezia Giulia da tutta Italia affronterà dopo due giorni di “immersione” tra le bellezze della nostra regione.
Infatti, mentre ieri, come già riferito, ci sono state le visite ad Aquileia e a Cividale, entrambe città Unesco, oltre che a Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025, oggi la delegazione si è spostata nella Destra Tagliamento, dove il programma annunciava puntate a San Vito – il Comune con la maggiore incidenza viticola di tutto il Vigneto Fvg -, Sesto al Reghena, Casarsa della Delizia, con la Cantina più grande della regione, e a Rauscedo, Capitale mondiale delle barbatelle. In particolare nel Comune di Sesto, oltre a visitare la meravigliosa Abbazia benedettina, c’è stata una proficua sosta alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, che quest’anno ha festeggiato la sua 60ma vendemmia, e che si è posta in evidenza per essere stata la prima a porre sul mercato un “vino vegano” – che ha suscitato molta curiosità, oltre a interesse tecnico-produttivo fra gli ospiti -, ma anche per le sue certificazioni ambientali e qualitative. La delegazione delle Città è stata ricevuta dal presidente Gianluca Trevisan e dal direttore, l’enologo Rodolfo Rizzi.

Angelo Radica

Ma veniamo alle tematiche che verranno trattate domani, nella giornata che rappresenta effettivamente il clou dell’interna annata vissuta da Duino Aurisina “Città Italiana del Vino 2022”. Riguardano, come già annunciato, un nuovo schema di Regolamento intercomunale di Polizia rurale, a partire da quelle realtà legate a coltura e cultura del vino: l’Università di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che stanno lavorando a “Città del Vino Fvg: Obiettivo Agenda 2030”. Un progetto di ricerca applicata che ha come obiettivo il documento unitario Vite Fvg 2030, legato appunto agli obiettivi di sostenibilità.
Lo stato dei lavori sarà presentato nel pavilion di Portopiccolo, a Sistiana, a partire dalle 10. L’appuntamento aprirà la Convention 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino che si terrà fino a domenica prossima proprio a Duino Aurisina – Devin Nabrežina, la “capitale 2022” tra tutte le aderenti a livello nazionale,. Sempre domani, nella stessa sede, si terrà alle ore 10.30 il convegno nazionale “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche”.

Tiziano Venturini


Dopo i saluti del sindaco Igor Gabrovec, “Obiettivo Agenda 2030” sarà illustrato dal coordinatore scientifico del progetto Luca Iseppi, economista agrario dell’Università di Udine. Ma prenderanno la parola anche Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia; Adriano Gigante, presidente Consorzio delle Doc Fvg; Angelo Radica, presidente nazionale Città del Vino, e Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari. Sarà invece Francesco Marangon, pure lui economista agrario dell’Ateneo friulano, a moderare il convegno “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche” a cui parteciperanno Paolo Sivilotti, fisiologo della vite, pure dell’Università di Udine, con l’intervento “Cambiamenti climatici: migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua in vigneto”; Sandro Sillani, economista agrario dello stesso Ateneo, “Il consumatore e le innovazioni genetiche in viticoltura”; Giovanni Bigot, agronomo, fondatore della Società di consulenza viticola Perleuve, “L’uomo al centro del vigneto: osservare, dedurre e agire”; Diletta Covre, coordinatore ambito agroalimentare Mits e Coordinatore Formazione Superiore IalFvg “Its Agrotech specialist, nuovi approcci verso le tecnologie smart 4.0”. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione scrivendo a cittadelvino.fvg@gmail.com.
Quindi domenica, 20 novembre, il gran finale di questa bellissima “quattro giorni” sempre a Portopiccolo. dove alle 10.30 si riunirà, sotto la presidenza del chietino Angelo Radica (è sindaco di Tollo), l’assemblea ordinaria dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Le Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina e all’interno la visita delle Città del Vino alla Cantina Produttori di  San Vito, accolta dal presidente Gianluca Trevisan e dal direttore Rodolfo Rizzi.

A Ramuscello 20 mila ettolitri in più: ottima vendemmia per la Cantina

«Con questo ulteriore ampliamento della capacità di lavorazione e stoccaggio, pari a 20 mila ettolitri, abbiamo aggiunto un nuovo tassello al progetto di sviluppo della nostra cooperativa». È quanto afferma il presidente della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan, nonché neo intronizzato – come avevamo a suo tempo riferito, a proposito della festa, tenutasi nel Castello di Udine, per i 50 anni del benemerito sodalizio – a Nobile del Ducato dei Vini Friulani alla presenza del governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, e del presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

I nuovi serbatoi da 20 mila ettolitri.

«Nell’ultimo esercizio, chiuso il 31 luglio scorso – spiega il presidente della cooperativa della Destra Tagliamento -, abbiamo incrementato il fatturato, che porteremo all’approvazione dell’assemblea, con una crescita di oltre il 30 per cento prevedendo, per la prossima vendemmia un ulteriore incremento, sia nei conferimenti di uva che nel numero di soci. Questo ci impegna ad ulteriori investimenti con un considerevole aumento della capacità di stoccaggio, un potenziamento delle attrezzature per la vinificazione, l’incremento dell’autoproduzione energetica passando da 60 a 280 kWh e la costruzione di un moderno impianto di depurazione con il recupero totale dell’acqua di scarico per utilizzarla, sia nel lavaggio degli atomizzatori che delle macchine vendemmiatrici dei nostri associati».
«Con un’ottima qualità dell’uva raccolta, quasi esclusivamente a Doc e a Igt – aggiunge il direttore Rodolfo Rizzi –, durante la vendemmia 2022 abbiamo gestito 130 mila quintali di uva conferita (+25 per cento rispetto al 2021) dai nostri 159 soci che conducono circa 800 ettari di vigneti. Un lavoro reso possibile grazie al nostro staff tecnico, formato da agronomi ed enologi, che hanno seguito i soci durante tutte le fasi di coltivazione della vite, affrontando le criticità derivate dalla siccità (ma ben gestita grazie ai tanti impianti di irrigazione sotto chioma a disposizione delle aziende) e riducendo notevolmente gli interventi fitosanitari sui vigneti garantendo così un minor impatto ambientale. Nei conferimenti sono cresciute le varietà Glera (per Prosecco) e Pinot grigio, specializzando così la cooperativa nella produzione di vini ad alta qualità richiesti dai nostri partner commerciali. D’altro canto, fedeli alla nostra missione di attenzione alla sostenibilità, abbiamo avviato un’importante collaborazione con l’Università di Udine, finalizzata allo studio e ricerca sulla Flavescenza dorata, fitoplasma della vite che ultimamente sta creando alcuni problemi alla viticoltura regionale e non solo».
«Questi risultati positivi non rappresentano un evento sporadico, ma rientrano in un progetto di crescita e di parecchi anni di buona gestione della Cantina – riprende, concludendo, il presidente Gianluigi Trevisan –. Sono la diretta conseguenza di un’autentica strategia aziendale basata sulle sinergie con il territorio e i tanti attori della filiera vitivinicola, imbottigliatori in primis. La Cantina Produttori di Ramuscello ha una visione di crescita e sviluppo che non prevede un’azione solitaria, ma importanti collaborazioni e accordi a lungo termine a garanzia della base sociale, dei dipendenti e di tutti coloro che condividono i nostri obiettivi».

Glera (Prosecco)

Pinot grigio

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In copertina, il presidente della Cantina, Gialuigi Trevisan, con Rodolfo Rizzi e Riccardo Cotarella alla intronizzazione a Nobile del Ducato dei Vini Friulani.

 

A Pordenone il ritorno di “Ortogiardino” con le orchidee regine del salone in fiore

(g.l.) Sipario alzato da oggi su “Ortogiardino” alla Fiera di Pordenone. Tutto pronto, infatti, per la 41ma edizione del Salone della floricoltura, orticoltura, vivaismo in programma fino al 13 marzo. Un grande ritorno dopo due edizioni bloccate dalla pandemia che ha colpito duramente il calendario fieristico nel capoluogo della Destra Tagliamento. Dalle premesse, sarà una grande edizione: alle porte della primavera, 20 mila metri quadrati di aree coperte si trasformano infatti durante i nove giorni di apertura in una spettacolare festa della natura dove rigogliosi allestimenti a giardino si alternano a circa 300 stand commerciali curati da vivai, floricoltori, rivenditori di bulbi e sementi, concimi, attrezzature per il giardinaggio, mobili per esterni, pronti a soddisfare il desiderio di shopping verde dei visitatori.
“Ortogiardino” – sottolinea la Fiera di Pordenone – è anche un appuntamento segnato nei calendari di tanti operatori professionali: architetti paesaggisti, vivaisti, agronomi e progettisti del verde pubblico che trovano tra le proposte del Festival dei Giardini spunti innovativi e stimoli per la propria attività. L’evento mette a confronto le migliori idee nella progettazione di giardini su un tema che varia ad ogni edizione: il tema del Festival dei Giardini 2022, è “Da Viaggio a Realtà’”, un invito a riprodurre nei giardini in mostra ricordi e suggestioni vissuti durante un viaggio che ha particolarmente colpito la sensibilità del progettista.
Il successo di “Ortogiardino” è legato anche al ricco programma di eventi collaterali. Il Salone dei Sapori con tante specialità enogastronomiche tipiche da tutta Italia; il Mercato a Km 0 di Campagna Amica, a cura di Coldiretti, con aziende agricole di eccellenza della provincia di Pordenone; l’Emporio Verde, un’originale mostra di arredi e decori per giardini e terrazzi realizzati da artigiani e piccole aziende; ma la regina incontrastata di Ortogiardino sarà anche quest’anno l’orchidea, protagonista della storica mostra mercato. Allestimenti spettacolari, incontri culturali ed enogastronomici faranno da cornice all’esposizione di oltre 150 diverse specie. E allora cominci la Festa della Primavera!

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In copertina, le sempre affascinanti orchidee grandi protagoniste a Ortogiardino; qui sopra, un settore della rassegna alla Fiera di Pordenone.

 

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.