Il Consorzio agrario Fvg in assemblea: dal bilancio al progetto nazionale Cai

(g.l.) Giornata importante, quella odierna, per il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. Alle 10 si riunisce l’assemblea dei soci che è chiamata a votare il bilancio 2020 (si tratta della più grossa azienda del settore primario regionale con 240 dipendenti, 2.400 soci e un fatturato, nel 2019, di 120 milioni), ma soprattutto – ed è questo il nodo centrale della seduta – l’avvio delle procedure di valutazione per l’adesione al progetto nazionale dei Consorzi agrari d’Italia.
La riunione è stata convocata dal presidente Gino Vendrame, che è anche leader della Coldiretti provinciale di Udine, il quale in dicembre era subentrato a Fabio Benedetti che guidava la centenaria cooperativa da poco più di cinque mesi, quando ne era tornato al vertice raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. La revoca del mandato all’imprenditore sacilese aveva messo in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa, collegato proprio al futuro assetto del Consorzio, cioè dentro o fuori rispetto a Cai, il citato progetto nazionale. Un problema che ha registrato posizioni diametralmente opposte da parte della stessa Coldiretti e di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia, che esprime il vicepresidente consortile Piergiovanni Pistoni.
L’organizzazione imprenditoriale guidata da Philip Thurn Valsassina aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello targato Fvg, tanto da chiedere più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. E sulla questione era scesa in campo anche la politica per chiedere se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione il futuro del Consorzio agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiedeva massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale».
«La paura – aveva osservato Vendrame – provoca solo immobilismo e staticità, esattamente il contrario di quello che oggi serve alle nostre imprese chiamate a confrontarsi con la concorrenza di un mercato complesso dove agiscono anche realtà frutto di grandi aggregazioni. Per questo vogliamo pensare a un progetto di futuro per l’agricoltura italiana per garantire anche alle piccole e medie imprese agricole una centrale unica per l’acquisto di mezzi tecnici, gasolio e concimi, così da spuntare un miglior prezzo, strutturare filiere per riorganizzare le produzioni, sfruttare le strutture che già ci sono per lavorare anche il prodotti di altri, per essere in grado di proporci non solo in casa, ma anche oltre confine». E aggiungeva: «Il progetto Cai ci difenderà dal punto di vista produttivo ed economico, mettendoci in condizione di non subire più gli attacchi delle multinazionali, ma di competere con loro. Saremo noi, in futuro, a proporre i nostri prodotti, servizi e mezzi tecnici anche fuori dall’Italia, perché il Fvg non è solo un corridoio di entrata per gli altri. È e deve essere sempre più, soprattutto, un corridoio di uscita per il nostro Made in Italy».
«In via prioritaria – ricordava nel contempo Pistoni – avevamo chiesto di rinviare la votazione sul “progetto Cai Spa” e valutare se fosse il caso di aprire un confronto a livello nazionale, vista l’importanza dell’operazione proposta. Avevamo pure chiesto di anteporre a questa decisione la possibilità di valutare se esistessero, in regione e nell’area del Nordest, le condizioni per costruire aggregazioni locali con imprese simili». Secondo Confagricoltura Fvg, «il Consorzio agrario, spogliandosi delle reti commerciali, dei beni, dei servizi, del personale e del capitale immobiliare a esso intestato, conferendo tali attività a diverse società, non svolgerà più l’attività consortile in via diretta a favore dei propri associati (esercitando concretamente l’impresa sul territorio), ma in via indiretta, avvalendosi delle prerogative del socio nell’assemblea di Cai Spa, in difformità da quanto previsto dalla normativa vigente che inquadra i Consorzi agrari come società cooperative. Questa incontrovertibile situazione giuridica è gravida di conseguenze sul piano sociale ed economico – avvertiva ancora il vicepresidente Pistoni -. Il Consorzio agrario non si porrà più nel territorio come interprete diretto delle esigenze dei produttori agricoli associati, ma opererà come semplice “corpo intermedio” con l’organizzazione “sovraordinata” di Cai Spa».

Al Consorzio Agrario Fvg dopo cinque mesi Benedetti sostituito con Vendrame

di Giuseppe Longo

Ricorda i “governi balneari” della tanto vituperata Prima Repubblica il breve bis di Fabio Benedetti alla guida del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, appena uscito da un nuovo e clamoroso cambio al vertice, un vero e proprio ribaltone come si usa dire oggi. Riunito ieri a Orgnano di Basiliano, il consiglio di amministrazione ha infatti eletto alla presidenza Gino Vendrame dopo avere revocato il mandato all’imprenditore sacilese, del quale era stato investito appena la scorsa estate. Il giovane enologo-viticoltore di Passariano, che attualmente riveste anche il ruolo di presidente della Coldiretti provinciale di Udine, prende dunque le redini del Consorzio, prima azienda dell’agricoltura regionale con i suoi 240 dipendenti, i 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso sulla ragguardevole cifra di 120 milioni di euro. Ringraziando il consiglio per la fiducia accordatagli, il neo presidente Vendrame ha dichiarato di voler operare «per il bene del Consorzio, dei dipendenti, dei soci e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Confido – ha aggiunto – di poterlo dimostrare da subito e mi impegno ad affrontare le decisioni che dovranno essere prese in maniera collegiale e condivisa perché voglio essere il presidente di tutti».

Fabio Benedetti


Come detto, Fabio Benedetti guidava il Consorzio Agrario Fvg da poco più di cinque mesi, vale a dire dai primi di luglio, quando era tornato al vertice della centenaria cooperativa raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. E nell’occasione, il consiglio aveva confermato Piergiovanni Pistoni, di Confagricoltura Fvg, nel ruolo di vicepresidente. La revoca del mandato a Benedetti mette in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa che pare logico vada collegato al futuro assetto del Consorzio stesso, un problema di cui si è parlato parecchio in questi ultimi mesi.
Proprio Confagricoltura Fvg aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiedeva più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. «È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», aveva detto a tale riguardo il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Sulla questione era scesa in campo anche la politica Fvg, tanto da chiedersi se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance. Sostanzialmente, la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio».

La sede centrale a Orgnano.

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In copertina, il nuovo presidente del Consorzio Agrario Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Da “Calici di Stelle” un aiuto al Vigneto Fvg a uscire dal tunnel

di Giuseppe Longo

PREMARIACCO – «E quindi uscimmo a riveder le stelle»: non poteva esserci motto più adatto, se non quello contenuto nelle parole che concludono l’Inferno della  Commedia dantesca, per fotografare il “clima” in cui avviene questa nuova edizione di “Calici di Stelle”. Parole, quelle del Sommo Poeta – prese a prestito alla vigilia delle celebrazioni per i 700 anni della morte -, che invitano ad avere fiducia nella cosiddetta ripartenza dopo i tanti problemi e le gravissime ripercussioni economiche che l’emergenza sanitaria ha causato anche al settore della vite e del vino. Insomma, un inno alla speranza, alla forza di volontà, al coraggio di uscire finalmente da quell’oscuro tunnel  dei tre mesi di lockdown, per dare nuovo slancio e sviluppo al Vigneto Fvg.

Brindisi a Calici di Stelle 2020.

E proprio in un vigneto fra i più belli dei Colli orientali del Friuli, a Orsaria di Premariacco, alle spalle di Buttrio e Manzano, è avvenuta ieri pomeriggio, nelle luci del tramonto, la presentazione ufficiale di questa specialissima “Calici di Stelle 2020”, la grande manifestazione di mezza estate dell’Associazione nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino che nella nostra regione si terrà in contemporanea con il resto d’Italia, dal 2 al 13 agosto, in 15 località per un totale di ben 19 appuntamenti all’insegna dell’enoturismo. Una ripartenza, dunque, dopo la fase acuta di Covid-19 alla ricerca di una nuova normalità, quella di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Ricordiamo subito che l’affermata manifestazione gode del sostegno di Promoturismo Fvg, Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e di BancaTer, nonché del patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo.
E proprio tra le vigne, i cui grappoli cominciano a cambiare colore – spinti anche dal caldo di queste giornate -, è stato illustrato il “canovaccio” della manifestazione che prenderà il via domenica prossima sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i viticoltori di Dolegna e Prepotto, espressioni del Collio e dei Colli orientali, quindi per la terza volta consecutiva con un evento unitario di grande suggestione, per continuare a Casarsa della Delizia (con due eventi), Sequals, Duino Aurisina, Capriva del Friuli, Aquileia, Buttrio, Corno di Rosazzo, Bertiolo, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Trivignano Udinese. In più, rispetto allo scorso anno, ci saranno le new entry di Camino al Tagliamento e Cormòns.

Un settore degli intervenuti.

«Un grande e intenso lavoro nelle ultime settimane – ha spiegato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – che ha reso possibile quello che la scorsa primavera sembrava difficile da attuare: in questo senso, la nostra regione si pone in prima linea in Italia, dove in questa annata così particolare verranno organizzati eventi di Calici di stelle in una settantina di Città del Vino e tra queste ben 15 sono del Friuli Venezia Giulia. Un grande risultato reso possibile dagli amministratori dei Comuni interessati, dai volontari a partire da quelli delle Pro Loco che collaborano all’organizzazione, alla sinergia con le cantine, i Consorzi Doc, gli sponsor a partire da BancaTer e la Regione Fvg. Ora siamo pronti a brindare in sicurezza, rispettando le normative sanitarie: attendiamo gli enoturisti del territorio, sperando anche di richiamarne da oltre i confini regionali».
Un auspicio, questo, che era stato formulato anche da Dario Ermacora – perfetto padrone di casa nella splendida cornice della Cantina Fantin Nodar, circondata da una corona di suggestivi vigneti dei Colli orientali – e, concludendo i lavori, dal consigliere regionale Mauro Di Bert. Trattenuti da altri impegni gli assessori delle Attività e Turismo, e delle Risorse agroalimentari, Sergio Emidio Bini e Stefano Zannier, è stato proprio Di Bert a portare l’adesione e il sostegno dell’amministrazione guidata da Massimiliano Fedriga, ponendo l’accento, nella ripartenza, ma soprattutto nel successivo rilancio, sulla inderogolabile necessità, da parte dei produttori, di lavorare con spirito unitario e sinergico. «Chi progetta vince, chi si ferma perde – ha sottolineato, infatti, l’esponente di Piazza Oberdan –: l’iniziativa di Calici di stelle è un ottimo esempio di questa nostra capacità come sistema regionale di ripartire, tutti insieme, per rispondere all’emergenza che la scorsa primavera ci ha bloccati. Per cui la Regione è con convinzione al fianco degli organizzatori».

L’intervento di Valter Pezzarini.

Nell’allestimento della manifestazione, un ruolo fondamentale è rivestito, come aveva rilevato Venturini, dal volontariato, sempre attivo e pronto a dare una mano per le giuste cause. Come un invito a nozze per Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale delle Pro Loco d’Italia, il quale ha sottolineato il sostanziale apporto che queste benemerite associazioni assicurano per far conoscere le eccellenze friulane e da molti anni proprio per l’organizzazione di Calici di Stelle, evento che beneficia anche dell’appoggio convinto dei Consorzi fra produttori, come quello dei Colli orientali e Ramandolo, rappresentato nell’occasione dal vicepresidente Demis Ermacora – che ha portato il saluto di Paolo Valle – e quello del Collio, guidato da David Buzzinelli. Entrambi hanno sostenuto l’importanza di un lavoro di squadra, nel quale – hanno assicurato – le cantine sono pronte a fare la loro parte.

Per lo sponsor ufficiale è intervenuto, invece, Germano Zorzettig. «Il mondo economico, compreso quello del vino – ha affermato il consigliere di BancaTer -, sta vivendo grandi sfide e momenti difficili, quindi siamo convinti nel sostenere questi eventi che aiutano nella ripartenza». Era presente anche Loris Basso, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo (a significare come gli emigranti, assieme al vino di qualità prodotto dal Vigneto Fvg, siano tra i grandi alfieri della nostra terra a livello internazionale), oltre che leader del Ducato dei Vini Friulani e Ambasciatore per le Città del Vino.
Numerosi i sindaci  e gli amministratori in rappresentanza dei quindici Comuni che si apprestano ad accogliere Calici di Stelle 2020 che, come detto, ha debuttato ufficialmente nella suggestiva cornice dei vigneti dei Colli orientali del Friuli, sui dolci rilievi a sud di Premariacco. Una formula innovativa, peraltro suggerita dalla necessità dell’ormai famoso “distanziamento sociale” richiesto da Coronavirus, che è molto piaciuta, tanto che sarà riproposta fin dal prossimo anno alternandosi tra le varie aree produttive del territorio regionale. In alto i calici dunque – a cominciare da quelli degli splendidi bianchi Cof con le etichette Ermacora e Fantin Nodar, proposti a suggello della presentazione – brindando alle nuove fortune dei vini friulani che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Come scrisse Dante, torneranno finalmente a “riveder le stelle”.

Vigneti Colli orientali a Orsaria.

CALICI DI STELLE 2020

2 agosto Dolegna del Collio e Prepotto, Ponte dello Schioppettino
6 agosto (alle 21) Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
7 agosto Sequals, Corte Morea; Duino Aurisina, infopoint Promoturismo FVG-Sistiana; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
8 agosto Buttrio, Villa di Toppo Florio; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
9 agosto Aquileia, nelle Cantine aderenti; Corno di Rosazzo, Villa Nachini Cabassi
10 agosto Bertiolo, piazza della Seta; Gradisca d’Isonzo, piazza Unità; Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
13 agosto Latisana, Piazza Indipendenza e Parco Gaspari; Trivignano Udinese, La Corte dei Vizi; Camino al Tagliamento, Casa Liani; Cormòns, Piazza XXIV Maggio

PARTECIPAZIONE – La partecipazione agli eventi, in ossequio alle normative sanitarie in vigore, è su prenotazione obbligatoria ai singoli eventi, contattando gli organizzatori (tutte le info sul sito web in fase di attivazione www.cittadelvinofvg.it). Inizio alle 19.30 (salvo diversa indicazione nelle seguenti date e luoghi.

CONTEST – Anche per questa edizione è indetto dall’associazione nazionale Città del Vino il premio “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2020”, destinato alle tre fotografie scattate dagli enoturisti che meglio valorizzano la relazione fra l’iniziativa e l’ambiente circostante. Anche il coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia aderisce al contest, promuovendo l’invio delle foto alla sua casella email calicidistellefvg@gmail.com. Attiva anche la pagina Facebook @cittavinofvg.

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In copertina, Tiziano Venturini, con Di Bert e Pezzarini, mentre presenta “Calici di Stelle 2020”.

 

Il sacilese Fabio Benedetti ritorna alla guida del Consorzio agrario Fvg

di Gi Elle

Conclusa dopo quasi dieci anni l’era di Dario Ermacora, al Consorzio agrario Fvg comincia quella di Fabio Benedetti. Anzi, ricomincia perché l’imprenditore sacilese è già stato al vertice della importante realtà economica del Friuli Venezia Giulia. Benedetti è stato infatti appena eletto dal consiglio di amministrazione che si è riunito per la prima volta dopo “l’investitura” dell’assemblea dei soci. E raccoglie, appunto, il testimone dalle mani del viticoltore di Ipplis, già presidente anche della Coldiretti regionale.

Un momento dell’assemblea.

Classe 1965, titolare assieme al fratello dell’azienda agricola “Benedetti Franco e Fabio”, storica attività di Sacile che dalla orticoltura ha ampliato i suoi confini alla viticoltura e alla vendita diretta di frutta, ortaggi e vino nonché a un piccolo garden, Benedetti si accinge dunque a guidare il Consorzio agrario Fvg nel prossimo triennio. Come detto, per lui si tratta di un ritorno. «Sono già stato presidente una quindicina di anni or sono e componente del consiglio di amministrazione – ricorda al riguardo -. Oggi riprendo le redini del Consorzio che nel frattempo si è evoluto, diventando un punto di riferimento ancor più importante per il mondo agricolo della regione».
Ricordiamo che la grande coop di Basiliano conta su 240 dipendenti, 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso a 120 milioni di euro. Numeri che fanno di questa realtà ultracentenaria (ha tagliato il secolo di attività lo scorso anno) una delle protagoniste dell’agricoltura regionale. Ciò grazie all’evoluzione che ha avuto negli ultimi anni. «Il Consorzio è cresciuto in modo importante grazie all’assorbimento di altre realtà e a nuovi settori di attività sui quali continueremo a lavorare. Le cose vanno bene, ma questo non ci esime dal cercare e sviluppare idee e temi sempre nuovi – continua Benedetti -. Per far questo potrò contare su un consiglio di amministrazione in buona parte rinnovato, composto da consiglieri che sono alla loro prima esperienza e che sono certo potranno dare il giusto contributo per garantire all’azienda un futuro all’insegna dello sviluppo, sempre a servizio dell’agricoltura Fvg».

Assieme a Benedetti, il consiglio di amministrazione ha eletto anche Piergiovanni Pistoni nel ruolo di vicepresidente. In questo caso si tratta di una conferma, a garanzia della continuità nell’azione della governance che potrà contare sul supporto operativo del personale a partire del direttore generale del Consorzio, Elsa Bigai.«Con oggi si completa l’iter assembleare – commenta dal canto suo lo stesso Dg -. Essendoci molti nuovi consiglieri abbiamo approfittato della seduta odierna non solo per eleggere i vertici, ma anche per una prima disamina della situazione. Da qui ripartiamo per l’attività che ci aspetta e che necessita ora della definizione degli obiettivi per il triennio».

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In copertina e qui sopra il sacilese Fabio Benedetti, rieletto alla guida del Consorzio agrario Fvg.

Consorzio agrario Fvg: ok all’ultimo bilancio dell’era Ermacora

Via libera al bilancio 2019 del Consorzio agrario Fvg. Riuniti a Basiliano, i delegati dei soci hanno approvato il documento contabile ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione che in breve procederà alla nomina della giunta esecutiva e del presidente. Dopo 9 anni alla guida del Consorzio, Dario Ermacora ha infatti deciso, come già riferito, di passare di mano il testimone e in occasione dell’assemblea si é congedato dai soci: “In questi tre mandati, che equivalgono a quasi dieci anni, abbiamo lavorato per rafforzare l’azienda sotto tutti i punti di vista – ha detto il vitivinicoltore di Ipplis (Colli orientali del Friuli), già leader regionale della Coldiretti -. Lascio una cooperativa che da 17 milioni di patrimonio é passata a 22 milioni, che nel 2019 ha fatturato 120 milioni di euro, in leggera flessione per effetto della cessione del ramo vitivinicolo, che ha lavorato sodo e dato risposte nel campo delle filiere e si é di recente rafforzata sotto il profilo dei servizi grazie all’unione con il consorzio Treviso-Belluno, operazione che ci ha garantito maggior forza contrattuale. Ora é giunto il momento di lasciare ad altri il compito di continuare”.

Tornando ai numeri, che ne fanno la più importante azienda dell’agricoltura friulana, il Consorzio conta 2.200 soci, 38 sedi, 240 dipendenti e un volume d’affari di 120 milioni di euro, 6 in meno rispetto all’anno precedente. “Il 2019 è stato un anno caratterizzato da forte piovosità, sia nel mese di maggio che poi in autunno, tale da aver compromesso in primavera il settore del giardinaggio, rimasto al palo, così come la tipologia delle semine, che all’ultimo hanno virato dal mais alla soia, mentre in autunno si sono verificate perdite nella raccolta – ha spiegato la direttrice Elsa Bigai -. Se a questo aggiungiamo la cessione dell’azienda Vini San Giorgio e il calo generalizzato dei prezzi, la leggera riduzione del fatturato é presto spiegata. Quest’anno? Nonostante l’emergenza Covid sta andando abbastanza bene. In particolare nel settore del giardinaggio, che nei mesi del lockdown ha registrato un vero e proprio boom, con incrementi a doppia cifra”.

Congedandosi dai soci, Ermacora ha ricordato la grande attività svolta nel campo delle filiere, in particolare del vino e del latte. Nel 2011 il Consorzio aveva rilevato e poi messo in sicurezza la cooperativa Vini San Giorgio, nel 2013 aveva dato corpo alla fusione di Aprolaca (commerciale del latte), nel 2014 aveva incorporato la latteria di Venzone. In tutti i casi, con l’obiettivo di valorizzare produzioni strategiche e assicurarne il valore aggiunto al territorio. In particolare, nel caso del latte, facendosi carico di gestire tutta ala filiera: dalla raccolta al prodotto finito, con tanto di marchio proprio, Blanc, che nel 2017 é stato ceduto a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24%.

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In copertina, il presidente uscente Dario Ermacora durante la sua relazione all’assemblea.

Consorzio agrario Fvg: Ermacora tira le somme (+5 milioni) e lascia

di Gi Elle

«In nove anni di mandato abbiamo messo a segno diverse operazioni strategiche. Ora è il momento di lasciare spazio ad altri»: Dario Ermacora non ha dubbi, fa un bilancio, di grandi soddisfazioni, del suo lungo impegno alla guida del Consorzio agrario Fvg e tira le conclusioni, ritenendo che si giunta l’ora di cedere il testimone ad altri, a nuove energie che siano in grado di portare una ventata di novità all’interno della importante struttura del settore primario in Friuli Venezia Giulia. Così, quella convocata per venerdì 26 giugno sarà la sua ultima assemblea in veste di presidente. «Dopo tre mandati consecutivi ritengo sia giunto il momento di lasciar spazio ad altri», dichiara infatti il viticoltore di Ipplis, nel cuore dei Colli orientali del Friuli – che per lungo tempo è stato anche alla guida della Coldiretti regionale -, ricordando che in quasi 10 anni di leadership «il Consorzio ha aumentato di ben 5 milioni il suo patrimonio, passando da 17 a 22 milioni, grazie a una gestione economicamente forte e a scelte strategiche che ci hanno portato ad andare oltre l’attività storica, tradizionale del consorzio, vale a dire quella legata ai mezzi tecnici, per dare valore alle produzioni». Dal latte al vino, passando per il pane e la quarta gamma.

«Siamo inoltre riusciti a “sfondare” il confine regionale conferendo in un’unica società i nostri servizi direzionali e quelli del Consorzio di Treviso-Belluno. Anche questa è stata un’operazione strategica – ricorda il presidente in vista dell’importante riunione della compagine sociale -: ci ha consentito di aumentare la capacità negoziale, di gestire insomma gli acquisti con una maggiore massa, ma anche di mettere a fattor comune i manager delle due strutture, aumentando così le competenze e le professionalità a servizio dei circa 2.200 soci».
I delegati delle due entità territoriali saranno chiamati venerdì mattina ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e ad approvare il bilancio 2019 che chiude a 120 milioni di fatturato, 10 in meno rispetto all’anno precedente, per effetto di un calo prezzi generalizzato e della “cessione” del ramo vitivinicolo legato alla Cantina Vini San Giorgio, realtà messa in sicurezza dall’azienda di Basiliano che l’aveva rilevata nel 2011. Un’azione simile l’importante coop, che per dipendenti e volume d’affari è la più grande azienda agricola della regione, l’ha svolta anche nel settore lattiero-caseario con la fusione nel 2013 di Aprolaca, ex commerciale del latte, e nel 2014 con l’incorporazione della latteria di Venzone. «Abbiamo cercato di valorizzare il latte dei soci con un progetto di filiera e un marchio, Blanc, ceduto nel 2017 a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24% e che oggi trasforma il latte dei nostri 70 conferitori».

C’è però un’altra funzione di rilievo che il Consorzio agrario svolge per il fatto stesso di esistere: «Per la capillarità della sua presenza, l’azienda – che conta su ben 240 dipendenti e 38 sedi – svolge un formidabile ruolo di calmierante dei prezzi. Contribuisce insomma a tenerli mediamente più bassi. Tengo a ricordare che si tratta di una cooperativa – conclude il presidente – , che ha necessità di patrimonio per potersi garantire gli affidamenti bancari, ma che non punta al mero profitto, ma alla soddisfazione dei propri soci e a dare risposte al territorio. In attesa di farlo in assemblea venerdì, ringrazio tutti i dipendenti, in particolare il direttore Elsa Bigai, per il grande lavoro svolto in questi anni non facili e auguro al futuro presidente i migliori auguri di buon lavoro».

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In copertina, Dario Ermacora nella sua cantina di Ipplis, Colli orientali.

Gardening boom in Fvg: si riscoprono i fiori e l’orto

Il lockdown ha fatto il bene di terrazzi e giardini. Chiusi in casa in ossequio alle norme di distanziamento sociale molti friulani hanno infatti riscoperto il piacere del verde. Giardino o terrazzo poco importa. Anche chi non dispone di grandi superfici ha trovato il modo di sfogare la propria voglia di natura, colorando i balconi di fiori o allestendo un orto in vaso. Ad aprile c’è stata una vera e propria corsa all’acquisto di orticole, semi, terriccio, concimi e di tutta la cassetta degli attrezzi necessaria per la cura del proprio angolo verde che al Consorzio agrario del Fvg, prima azienda dell’agricoltura regionale, è valsa un balzo in avanti a doppia cifra.
«Nel settore gardening abbiamo registrato aumenti nell’ordine del 15-20% rispetto ai volumi dell’anno scorso – racconta il presidente del Consorzio, Dario Ermacora -. Molte persone hanno preso d’assalto i nostri punti vendita, non solo i market verdi, ma anche quelli agricoltura professionale, quasi 40 negozi che si sono improvvisamente ritrovati a gestire una richiesta inattesa».
I friulani hanno, dunque, riscoperto il pollice verde e il piacere di prendersi cura degli spazi esterni alle proprie case, divenuti in tempi di Covid-19 quanto mai preziosi, per tutti e in particolare per i più piccoli. «Stando ai feedback che ci arrivano dai negozi, molte famiglie hanno riscoperto o scoperto ex novo il piacere del fare l’orto coinvolgendo nei lavori di preparazione e poi nella cura delle piante i bambini – fa sapere Elsa Bigai, direttore del Consorzio agrario Fvg -. Dal canto nostro non ci siamo limitati a vendere i prodotti ma, rispondendo a più di qualche richiesta in tal senso, abbiamo cercato di fornire qualche istruzione per l’uso a chi per la prima volta si cimentava con l’orto e devo dire che c’è stato grande apprezzamento».
Per i consigli, i prodotti e non ultimo l’organizzazione dei market che si sono dovuti ripensare in funzione dell’emergenza con corsie d’ingresso e uscita, dove non sono mancate le code. In questi mesi il Consorzio agrario – azienda da oltre 200 dipendenti e 2.200 soci – non ha mai smesso di lavorare, essendo al servizio del settore primario che a sua volta ha continuato a operare no stop. Dalla manutenzione e vendita dei mezzi agricoli alla fornitura di sementi, fertilizzanti e di tutto ciò di cui necessita l’agricoltura la grande coop di Basiliano è rimasta, nonostante le difficoltà, un punto di riferimento per il settore.

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In copertina e qui sopra immagini colte al Consorzio agrario Fvg.

Ermacora: “L’agricoltura non si può fermare, comprate prodotti Fvg”

Da tre giorni è primavera e anche in Friuli Venezia Giulia le operazioni di semina sono ai nastri di partenza. Le aziende agricole si preparano, insomma, a tornare nei campi, motori di un’attività che non può permettersi blocchi, neanche in tempi di emergenza Coronavirus. Anzi, i mezzi tecnici di proprietà degli agricoltori promettono oggi di diventare doppiamente strategici. Tanto nei campi, quanto per strada. Con grande senso civico e di responsabilità, le imprese si sono infatti messe a disposizione delle autorità, a partire dai Comuni, per effettuare le necessarie opere di disinfezione del territorio utilizzando allo scopo le proprie attrezzature di irrorazione.

Dario Ermacora

Agricoltura e allevamento vanno dunque avanti e, nel contempo, prosegue la propria attività anche il Consorzio agrario Fvg, la più grande “impresa” regionale del settore. Con oltre 220 dipendenti e 2.200 soci, l’azienda di Basiliano continua con determinazione a lavorare per le imprese fornendo loro tutto ciò di cui necessitano: dai seminativi all’assistenza tecnica. “In questo momento di grande difficoltà – afferma il presidente Dario Ermacora – l’agricoltura non può fermarsi e noi con essa. Dobbiamo andare avanti e continuare a offrire alle imprese, tanto agricole quanto zootecniche, il nostro supporto e contribuire affinché non si interrompa il fondamentale flusso agroalimentare”. Naturalmente, nel pieno rispetto delle disposizioni previste dal protocollo del governo sul contenimento del virus nei luoghi di lavoro: dalla sanificazione di uffici e punti vendita alle distanze minime da tenere tra dipendenti, lavoratori ai quali va la riconoscenza della governance, dello stesso presidente Ermacora e del direttore Elsa Bigai: “Grazie per l’impegno e il senso di responsabilità con cui stanno affrontando la situazione”. Nel pacchetto di misure straordinarie attivate dal Consorzio figurano anche la consulenza telefonica e le consegne a domicilio, così da ridurre al minimo i contatti tra lavoratori e clienti

“Ci auguriamo che il periodo di difficoltà passi presto – conclude il presidente Ermacora –. Speriamo che si riveli almeno un’occasione per rivalutare i prodotti locali che oggi soffrono la concorrenza di quelli che arrivano da fuori e soprattutto che si guardi finalmente all’agricoltura come a un settore strategico quale è a tutti gli effetti, ma che troppo spesso in questi ultimi anni è invece stato trascurato”. Insomma, un appello a tener conto della qualità del Made in Fvg, privilegiandolo negli acquisti così da dare una boccata d’ossigeno alle aziende che lo producono.

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In copertina e qui sopra è il momento delle lavorazioni nei terreni.

Cotarella lancia la sfida ai vignaioli Fvg: “I bianchi ora fateli anche invecchiare”

di Gi Elle

E ora i vitivinicoltori del Friuli Venezia Giulia facciano un altro importante salto di qualità: imparino, cioè, anche a far invecchiare i grandi bianchi che producono e che hanno conquistato il mondo. E’ la sfida che ha lanciato Riccardo Cotarella, consapevole, appunto, del fatto che “se c’è una regione che può definirsi al top per i suoi vini bianchi è questa”. Il presidente nazionale di Assoenologi, ospite del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia e di Eurochem a Corno di Rosazzo, nella splendida cornice di Villa Nanchini Cabassi, infatti non si è limitato a elogiare gli eccezionali bianchi del Vigneto Fvg, ma ai 150 produttori riuniti dal Consorzio di Basiliano nell’ennesimo incontro formativo ha appunto teso una sfida non da poco: “Il Friuli Venezia Giulia produce una ricca gamma di ottimi bianchi, può fare un salto in più allungandone la vita, dando vita a vini in grado di invecchiare anche 10/15 anni. Se riuscirete a far questo allora avrete un portafoglio di prodotti ancor più ricco, capace di andare dai freschi, ai vini d’annata fino a quelli da invecchiamento. Oggi, grazie alla scienza, all’approccio sempre meno empirico di chi lavora in vigna, si può fare”. La sfida è dunque lanciata, il pressappochismo bandito. Cotarella ha trovato un pubblico attento e ricettivo, dimostrazione tangibile di come la “nouvelle vague” dell’agricoltura in Friuli non solo sia arrivata, ma abbia anche trovato terreno fertile. Non solo fra i vignaioli, ma anche fra i tecnici della vite e del vino guidati da Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, pure intervenuto all’importante incontro.

Riccardo Cotarella

Attilio Scienza

“A Corno si è parlato dell’importanza della fertilizzazione dei terreni. Non fatta come un tempo, a occhio, ma con i nuovi metodi dell’agricoltura di precisione, forte di strumentazioni 4.0 capaci di restituire con esattezza la composizione dei terreni, lo stato di salute delle piante, compreso quello dell’apparato radicale e definire quindi dove e quanto concimare, naturalmente anche qui con mezzi di ultima generazione come ha spiegato un guru della viticoltura come il professor Attilio Scienza. “Dopo anni in cui la nutrizione era stata messa da parte, adesso le cose stanno cambiando. Abbiamo a che fare con un nuovo tipo di consumatore e con nuove condizioni climatiche che ci portano a prestare una crescente attenzione per il nostro mondo in termini di sostenibilità ambientale delle produzioni”.
In questa partita la coop di Basiliano si propone di giocare una ruolo da protagonista. “Non solo – ha detto concludendo la riuscita serata il presidente del Consorzio agrario Fvg, Dario Ermacora – vendendo i nostri prodotti e servizi, ma offrendo momenti formativi come questo, svolgendo un compito di accompagnamento e sostegno dell’agricoltura regionale che è alla base del nostro essere una società cooperativa”. Oggi più che mai la cultura, il sapere che sta alla base di ogni attività, anche in campo agricolo, sono infatti fondamentali. I protagonisti della serata di Corno lo hanno ribadito a più riprese. “L’agricoltura di precisione in questo senso ci viene incontro come uno strumento prezioso, che in materia di vino promette di tradursi in maggiore sostenibilità ambientale e tracciabilità, aspetti – ha concluso Ermacora – che ormai sono elementi fondamentali, anche in termini di marketing e di mercato”. 

Sala gremita a Corno di Rosazzo.

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In copertina, grappoli di Sauvignon, uno dei bianchi più prestigiosi del Vigneto Fvg.