Gran Premio Noè, i vini dolci friulani protagonisti. All’enoteca “Serenissima” Liliana Savioli con Picolit e formaggi

Si alza il sipario sul Gran Premio Noè. Alla storica manifestazione enologica di Gradisca d’Isonzo, come annunciato anche ieri, il tema principale dell’edizione di quest’anno, dal titolo “Vini dolci e passiti, da dessert o da meditazione”, sarà costituito da grandi prodotti quali Picolit, Ramandolo, Verduzzo, Traminer Passito, Moscato e altri ancora. La manifestazione aprirà ufficialmente alle 11, assieme ad un ospite d’eccezione che arriverà nell’Enoteca “La Serenissima”: una personalità di spicco nel mondo dell’enogastronomia come Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, che riceverà la statuetta del Noè 2024 dalle mani del sindaco Alessandro Pagotto e inaugurerà questa edizione della importante rassegna. Si potranno assaporare, perciò, i vini dolci friulani premiati con il The Wine Hunter Award 2024, assieme ai loro produttori: La Roncaia, Jacuss, Scubla Roberto, Conte d’Attimis-Maniago, Ermacora, Tenute Tomasella, Lis Neris, Butussi Valentino, Dario Coos, Rocca Bernarda e Le Due Torri. Ci farà inoltre scoprire, assieme a Stefano Cosma, i vini dei vincitori del Premio Dolcissimo del Merano Wine Festival: il Moscato Rosa 2023 di Muri Gries, Cantina Girlan con Pasithea Oro Gewürztraminer 2022, Kiemberger Paul con il Lagrein 2022, Moscato di Scanzo 2018 di Pagnoncelli e Possa con Sciacchetrà underwater 2021.
Sempre nella giornata odierna, e ancora in Enoteca, ma alle 18, si terrà una degustazione guidata di “Picolit e formaggi” su prenotazione, condotta da Liliana Savioli. La prestigiosa rassegna, organizzata dal Comune di Gradisca e sostenuta dalla Regione Fvg, proseguirà poi fino a domenica 8 dicembre con assaggi di vini dolci e passiti, abbinati a prodotti gastronomici locali, e presentazioni di libri in Enoteca. Domani mattina, alle 11, nel Nuovo Teatro Comunale, si terrà l’annunciata cerimonia di premiazione con la partecipazione anche dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.

Liliana Savioli

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In copertina, i tipici grappoli del Picolit prestigioso vino dolce del Friuli.

“Notti del vino”, splendida conclusione a Nimis protagonista il Ramandolo. Ora l’obiettivo è rafforzare l’intesa con le Città

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non ci poteva essere coronamento migliore per Le Notti del vino del Friuli Venezia Giulia che ieri hanno vissuto il loro gran finale nel magnifico parco della Cantina I Comelli a Nimis, beneficiando di una finalmente gradevole serata che ha fatto dimenticare le bollenti temperature di tante giornate agostane. La storica Città del vino ha, infatti, avuto l’onore di chiudere il tour di ben ventotto appuntamenti promossi dalle Città Fvg – molto apprezzato il format, unico in Italia, che ha debuttato con grande successo – con una serata perfettamente organizzata in ogni dettaglio, nella quale si coglievano lo stile e la finezza di chi ha acquisito notevole esperienza in materia. E il team guidato da Paolo Comelli questa ce l’ha proprio tutta, visto anche il grande successo che altre importanti manifestazioni come Oro di Ramandolo, in novembre a San Martino, e Diamo un taglio alla sete, in giugno, ottengono ogni anno avendo quale prestigioso punto di riferimento proprio la bellissima area di via Valle, ai piedi delle colline e del monte Bernadia, fulcro della produzione della prima Docg meritata dalla nostra regione, quella del Ramandolo appunto.

Considerazioni che, nella mia veste di “ambasciatore” delle Città del vino ancora di fresca nomina, mi sono permesso di esporre durante la breve cerimonia di presentazione dell’iniziativa, la cui realizzazione è dovuta soprattutto al commissario straordinario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, che ha subito accolto l’invito formulatogli dal coordinatore delle Città Fvg Tiziano Venturini. Il funzionario regionale, che ha il compito di traghettare il Municipio fino alle amministrative di primavera, ha infatti colto l’importanza che pure questo prestigioso angolo dei Colli orientali del Friuli potesse aderire alla nuova manifestazione estiva al fine di valorizzare ulteriormente la propria immagine di territorio di punta della produzione vitivinicola regionale. Concetto questo ripreso dallo stesso dottor Mareschi, il quale si è augurato che questo sia soltanto l’inizio di una nuova stagione promozionale a favore del paese pedemontano e che dovrà vedere protagonisti i nuovi amministratori assieme ai produttori che in questa occasione hanno dimostrato grande coesione e unità d’intenti. Cosa che si è augurato anche lo stesso Venturini, il quale si è detto onorato che Nimis abbia concluso così degnamente il lungo tour agostano di quasi trenta appuntamenti in tutte le zone Doc, dalla collina alla pianura fino al Carso. Tour che ha registrato grande adesione fin dalla prima uscita nella piccola Monrupino, sopra Trieste, inanellando successi dopo successi, anche nella serata croata della istriana Buie, fino agli ultimi appuntamenti di Codroipo, San Dorligo della Valle e Ronchi dei Legionari.

Infine, è seguito un video-messaggio del presidente del Consiglio regionale, il quale ha osservato che si è trattato di «una serie di appuntamenti importantissimi per il nostro territorio che ancora una volta dimostra di essere all’avanguardia nella valorizzazione delle proprie qualità dal punto di vista turistico e culturale, ma soprattutto per quanto riguarda gli aspetti enogastronomici. Promuovere il nostro territorio anche attraverso i prodotti che ci contraddistinguono è importantissimo». Esprimendo compiacimento per la serata conclusiva di Nimis, l’avvocato Mauro Bordin – il quale era stato trattenuto da altri impegni, ma che aveva partecipato in luglio alla presentazione dell’iniziativa promozionale a Trieste proprio nella sede istituzionale di piazza Oberdan – ha osservato che «ogni euro investito in attività e rassegne come queste si moltiplica, diventa un ritorno importante per la regione: per questo, auspichiamo altri eventi di questo genere».
La “Notte del Ramandolo” – meglio, dunque, chiamare così la serata, visto il grande interesse suscitato dai quattordici produttori proprio grazie al prezioso Docg – era stata anticipata da un paio di giorni dalla notizia del tutto esaurito, del “sold out” visto che siamo sempre più anglofoni nel modo di esprimerci, significando l’attenzione dimostrata dagli appassionati del vino di pregio per questa nuova iniziativa. E allora ricordiamo tutti i produttori che sono stati protagonisti della riuscitissima serata: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. I loro vini hanno fatto da riuscito abbinamento alle pietanze proposte durante la cena a buffet curata dagli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz, nonché dall’Osteria di Ramandolo, piatti che hanno sposato la tradizione con la fantasia: applausi, fra tutte le proposte, all’innovativo “vitello trotato”, preparato con le delicate carni della Trota del Cornappo. Ottimo, inoltre, come sempre il San Daniele di Testa e Molinaro, e lodatissimi – ma ormai è prassi costante – i caprini dell’azienda agricola Zore di Taipana,  ma anche i formaggi di Pezzetta, il pane e i dolci del Forno Rizzo e i gelati del Gelo di Tarcento, il tutto coronato dalla inconfondibile grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia . Degustazioni avvenute nella magica atmosfera live di Discreet Luxury Music.

Un finale, quindi, sicuramente coi fiocchi per le Notti del vino proposte durante tutto il mese di agosto da ventotto Città Fvg, fra le quali appartiene da decenni anche Nimis. Un degno e meritato coronamento, insomma, allo sforzo organizzativo espresso dall’appassionato, tenace e competente gruppo direttivo guidato da Tiziano Venturini. Ma sceso il sipario su questa azzeccata manifestazione, almeno per quanto riguarda Nimis, le proposte enologiche non sono finite: sabato 31 agosto si alza, infatti, quello sulla plurisecolare “Sagre des Campanelis”, sul prato delle Pianelle, dove sarà allestita una fornitissima enoteca con una ventina di produttori di questo importante lembo dei Colli orientali del Friuli. E, ovviamente, della Docg Ramandolo!

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In copertina e all’interno immagini della serata che ha visto anche la partecipazione del commissario Giuseppe Mareschi e del coordinatore Città del vino Fvg Tiziano Venturini, con il sottoscritto “ambasciatore”, oltre al saluto video del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin; infine, una bella immagine d’insieme della festa scattata dal drone che sorvolava il parco dei Comelli.

“Cantine Aperte” da ricordare anche a Nimis con protagonista il Ramandolo. Docg adatta all’invecchiamento come dimostrato da una prestigiosa verticale

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Cantine Aperte 2024” in una meravigliosa e tanto auspicata domenica di sole che fa il paio con l’altrettanto bella giornata di ieri. Successo assicurato e da ricordare, dunque, per questa nuova edizione, la 31ma, della festa dei wine lovers che, alla fine, sicuramente saranno risultati molto numerosi anche a Nimis, storica Città del vino Fvg. Due sono, infatti, le aziende che, tra le 78 complessive, partecipano alla manifestazione del Movimento turismo del vino Fvg presieduto da Elda Felluga: Dario Coos e Giovanni Dri. Entrambe di Ramandolo e famose, da sempre, per la produzione del celebre vino, “dolce-non dolce”, contraddistinto dal nome della sua località e che è stato il primo in Friuli Venezia Giulia, nell’ormai lontano 2001, a beneficiare della Docg, il più prestigioso “ombrello” a difesa della qualità. Nelle due cantine, gli enoappassionati – oggi come ieri – hanno avuto la possibilità di degustare e conoscere meglio questo meraviglioso prodotto, vanto di un piccolo-grande “cru” ritagliato tra le colline di Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.


Un vino per il quale si commetterebbe un grave errore a definirlo – come si è, però, fatto sempre! – semplicemente come “vino da dessert”. Niente di più sbagliato secondo l’enologo Gabriele Tami, per il quale è un vino adatto a vari e riusciti abbinamenti anche con il salato – si pensi soltanto ai formaggi piccantini ed erborinati, tra i quali ce n’è uno molto buono e originale, prodotto facendolo maturare proprio nelle vinacce del Verduzzo dalle quali si è spremuto il Ramandolo Docg -, oltre che adatto a prolungati invecchiamenti. Ero a conoscenza di questa prerogativa, anche per modesta esperienza personale, che questo vino si prestasse a durare nel tempo, addirittura migliorando le proprie caratteristiche. Ma una conferma molto importante e significativa l’ho avuta partecipando a una riuscitissima verticale alla Roncaja, organizzata dalla famiglia Fantinel che da parecchi anni ormai porta avanti con successo questa bella realtà impiantata a Cergneu Inferiore sotto i ruderi del Castello medioevale. Tami, peraltro originario di Nimis, ha infatti messo insieme, con la collaborazione di Fvg Taste Track, una degustazione comparata che ha richiamato una trentina di esperti, i quali – accolti da Marco Fantinel, che ha sottolineato l’impegno aziendale nella produzione di questo inimitabile vino, e da Laura Vescul, brand manager della Cantina – hanno fatto conoscenza con i campioni in rappresentanza di quattro annate che a ritroso andavano dal 2018, al 2017, al 2015 e al 2010, per continuare poi con una – mantenuta segreta fino all’ultimo – ben più vetusta, risalente appunto agli albori del Ramandolo Docg, quando la direzione tecnica dell’azienda era affidata a Tibor Gal, il famoso enologo ungherese che ebbi modo di conoscere e apprezzare in una degustazione di Tokaji delle sue terre organizzata molti anni fa a Roma, dagli stessi Fantinel,  per dimostrare che il nostro tanto ingiustamente combattuto Tocai friulano non aveva proprio nulla in comune con quello magiaro (liquoroso!), a cominciare dalla grafia. Ma anche questa azione, purtroppo, non servì a nulla per salvare il nome del nostro prodotto, tanto che tutti sappiamo come è poi andata a finire…

Ma torniamo al nostro Ramandolo Docg e alle cinque annate presentate dalla Roncaja, illustrate, con dovizia di particolari molto interessanti e coinvolgenti, dallo stesso Gabriele Tami e da Raffaella Nardini, docente dell’Ais Fvg. Vini sgorgati dalla fermentazione di un mosto ottenuto pigiando uve sottoposte a un appassimento naturale, e quindi abbastanza concentrato, nel quale la presenza di zuccheri, polifenoli e soprattutto tannini è significativa. Ed è proprio quest’ultima componente che consente di definire questo vino “dolce non dolce”, come osservavo inizialmente, adatto quindi a varie formule di abbinamento, ma anche per essere bevuto da solo conversando con gli amici o leggendo un libro: insomma, un vino anche da “meditazione”. L’enologo, che peraltro è originario di Nimis, ha spiegato la sua dedizione a questo vino – «l’ho conosciuto già da bambino, quando lo produceva la mia famiglia» – e quindi le tecniche usate dai Fantinel, trasformando uve perfettamente mature, raccolte nei “ronchi” seguiti dall’azienda. Ha fatto cenno anche al fenomeno della “botritizzazione”, come dire all’attacco in certe annate dei grappoli da parte della “muffa nobile”, un po’ come avviene con i famosi vini del Reno e alsaziani, indicando altresì le caratteristiche che consentono al Ramandolo Docg di durare nel tempo, diventando addirittura longevo. Come ha appunto dimostrato la degustazione dei cinque vini, i quali, man mano che saliva la loro età, aumentavano l’intensità del colore ma senza alterare negativamente bouquet, aromi e profumi, rappresentati da un vero e proprio ventaglio di sfumature, sapientemente illustrate dalla dottoressa Nardini. Ed è proprio quanto sosteneva Tibor Gal all’epoca in cui, oltre vent’anni fa, curava le prime esperienze della cantina di Cergneu producendo anche quel Ramandolo tenuto segreto e che ha sorpreso, per la sua straordinaria vitalità, l’intero parterre di degustatori.
Veramente una bella iniziativa di cui va dato merito alla famiglia Fantinel, perché ha consentito di gettare nuova luce su questo piccolo-grande vino, che merita di essere ulteriormente conosciuto e valorizzato. E sono contento di averne riferito proprio oggi, in occasione di Cantine Aperte, quando altri prestigiosi Ramandoli, quelli appunto di Dario Coos e Giovanni Dri, sono stati protagonisti delle degustazioni nelle due uniche aziende che hanno partecipato, come ogni anno, alla fortunata manifestazione del Movimento turismo del vino. E, allora, in alto i calici con il Ramandolo Docg. Anche invecchiato!

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In copertina e all’interno immagini della interessantissima verticale di cinque storiche annate di Ramandolo Docg alla Roncaja presente Marco Fantinel con l’enologo Gabriele Tami e la esperta sommelier Raffaella Nardini.

L’addio di Ramandolo ad Albino Coos storico vignaiolo con la penna nera

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gagliardetti schierati dinanzi alla Chiesetta di San Giovanni Battista, a Ramandolo, per l’ultimo saluto ad Albino Coos, 98 anni, alpino e da sempre viticoltore fra i più apprezzati nella frazione di Nimis, sui faticosi ronchi della Bernadia. Sul feretro era infatti posto quel cappello con la penna nera che l’anziano aveva portato con orgoglio tutta la vita, a ricordo della durissima esperienza, poco più che ventenne, sui monti della Slovenia durante l’ultima guerra.

Albino Coos aveva 98 anni.

Albino era il padre di Dario Coos – l’altro figlio, Renzo, purtroppo morì giovanissimo in un incidente oltre quarant’anni fa – la cui azione fu determinante, in qualità di allora presidente della Cooperativa agricola di Ramandolo, per l’avvio nei primi anni Ottanta della procedura, con il sostegno del Comune di Nimis e della Comunità montana Valli del Torre, per il riconoscimento della Doc Ramandolo nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, poi tramutata in Docg, massimo grado di tutela della qualità, cosa che avvenne esattamente vent’anni fa, tanto che proprio domani si terrà in Municipio, alle 17, un incontro dedicato all’importante anniversario, ma anche alla presentazione delle nuove iniziative dell’Associazione “Oro di Ramandolo” atte a valorizzare un vino fra i più pregiati del Vigneto Fvg.
Il rito d’addio ad Albino Coos è stato officiato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato la laboriosità e la rettitudine dello scomparso. «Ho chiesto a Dario – ha confidato l’arciprete di Nimis – cosa ricorda di suo padre. E lui mi ha risposto che amava il lavoro, la famiglia e la caccia». Caratteri che nella gente friulana, tutta d’un pezzo, rappresentano molto spesso un tratto comune.
Al termine, la salma è stata accompagnata nel cimitero del capoluogo, dove è stata sepolta a pochi metri dalla tomba della moglie scomparsa poco meno di due anni fa. Prima della benedizione finale, Gianni Paganello ha letto la struggente “Preghiera dell’alpino”, esprimendo ai familiari e alla comunità il cordoglio del Gruppo Ana di Nimis. Mandi Albin “Paut”, storico vignaiolo di Ramandolo con la penna nera.

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In copertina, vigneti nella zona di Ramandolo, dove Albino Coos era nato nel lontano 1923.

 

Al via Cantine Aperte a San Martino. Ed è sold out per “Oro di Ramandolo”

di Gi Elle

La mattinata si è presentata incerta e con piogge residue, ma le indicazioni meteo dell’Osmer sono incoraggianti per il pomeriggio, quando si prevede un diffuso miglioramento, e soprattutto per domani. Per cui dovrebbero essere buone anche le premesse per questa nuova edizione di “Cantine Aperte a San Martino”, la manifestazione enogastronomica d’autunno che s’incrocia con “Oro di Ramandolo” in programma soltanto nella giornata odierna a Nimis – ma è già sold out, vale a dire tutto esaurito –, mentre l’intera festa del Movimento turismo del vino si terrà ovviamente anche domani. Ma ecco alcuni dettagli.

CANTINE APERTE – Riecco, dunque, Cantine Aperte a San Martino”. Sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che apriranno le loro porte per un weekend tutto da gustare. Due giorni ricchi di iniziative che invitano a scoprire e apprezzare eccellenti vini e delizie gastronomiche. Le porte della cantine Fvg sono già aperte da stamane e lo rimarranno fino alle 18 (così anche domani) per visite e degustazioni, libere o su prenotazione. Alcune aziende organizzano anche cene e pranzi “A Tavola con il Vignaiolo”, in cui l’enogastronomia viene declinata in menù caratteristici da degustare direttamente nelle cantine, negli agriturismi e nei ristoranti della regione. In molte aziende gli ospiti troveranno il “Piatto Cantine Aperte a San Martino”, ovvero interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni. Inoltre, ovunque ci saranno gli sfiziosi panificati Il Maggese/Novalis ingrado di coniugare gusto e salute.
Oltre alle interessanti proposte di degustazione vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio e di stagione, nelle cantine potranno essere apprezzate anche altre interessanti esperienze artistiche come la pittura con la feccia del vino, incontri con artisti locali e mostre fotografiche, naturalistiche alla scoperta delle terre del Chiarò, storiche con visite ad Abbazie e bunker della Guerra Fredda, tradizionali come la torchiatura dell’uva passita con il torchio di legno. I vignaioli sono pronti ad accogliere gli enoturisti offrendo loro da 1 a 3 degustazioni gratuite mentre le successive, a discrezione di ogni singola azienda, potranno essere a pagamento.

Autunno nei vigneti di Rosazzo.

ORO DI RAMANDOLO – “Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, in programma appunto proprio oggi. Organizzato dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, si tratta di un tour enogastronomico che, fino al tramonto (ma anche dopo) , si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, diciotto vignaioli e numerosi artigiani del gusto. Moltissime le adesioni finora registrate, tanto che uno dei produttori protagonisti, Lorenzo Comelli (Filippon), ha annunciato raggiante,  già nella tarda serata di ieri, il “sold out”, appunto tutto esaurito.
Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco. Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo: tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati. L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto, special guest della manifestazione. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.

Etichette di Ramandolo Docg.

I VIGNAIOLI PROTAGONISTI

Alessandro Coos
Anna Berra di Monai Ivan
Bressani Giuseppe
Comelli Andrea
Claucigh Andrea
Cussigh Maria
Cussigh Pietro
Dario Coos
Dri Giovanni – Il Roncat
Dri Mario
Filippon di Comelli Lorenzo
I Comelli
La Roncaia
Micossi di Revelant Walter
Monai Gildo
Vigneti Pittaro
Vizzutti Sandro e Marco
Zaccomer Maurizio

Info sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394. I menù “A Tavola con il Vignaiolo”, l’elenco dei “Piatti Cantine Aperte a San Martino”, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio l’evento sono disponibili su www.cantineaperte.info

Per altre informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cell. 348 0503700
info@mtvfriulivg.it

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In copertina, porte aperte nelle cantine Fvg per la tradizionale ricorrenza di San Martino.

Tra colline e cantine dove a Nimis nasce l’Oro di Ramandolo

“Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, che si svolge per tradizione nel sabato più vicino alla Festa di San Martino (che ricorre l’11 novembre). Data in cui, come afferma un antico adagio, “ogni mosto è vino”.
Fa eccezione però il Ramandolo Docg, che si ricava dai grappoli di Verduzzo giallo asciugati dal sole o lasciati appassire sui graticci. La torchiatura avviene normalmente tra fine ottobre e metà novembre, ed è il momento di festeggiare la chiusura dell’annata. Con questo spirito i produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, da alcuni anni organizzano il loro evento “itinerante”: un tour enogastronomico che, sabato 9 novembre, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la mitica Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, altrettanti vignaioli e due dozzine di “artigiani del gusto”.

Qui e sotto immagini del 2018.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo (che al momento appaiono discrete): tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia e il Caffè Illy. Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa.

Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394.

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In copertina, il caratteristico grappolo di Verduzzo giallo che dà il prezioso Ramandolo Docg.

Il Biwa 2019 premia Carso e Colli orientali con Vitovska e Picolit

di Gi Elle

Il Friuli Venezia Giulia ha piazzato due etichette fra le 50 che la giuria internazionale del Biwa (il Best Italian Wine Awards, ideato da Luca Gardini, sommelier già campione del mondo) ha scelto per l’annuale classifica. E si tratta di due vini di “nicchia” che provengono da altrettante prestigiose zone Doc: Carso e Colli orientali del Friuli. Eccoli: la Vitovska 2017  Venezia Giulia Igt di Zidarich e il Picolit Docg Cof 2016 di Dario Coos. Due piccole, ma rinomate aziende espresse da ambienti vitivinicoli fra i più considerati delle citate denominazioni di origine: Prepotto del Carso, in Comune di Duino Aurisina, e Ramandolo di Nimis, famose per altri grandi vini dei rispettivi territori come il Terrano e la Malvasia, nel primo caso; il Ramandolo Docg, del quale è in atto la vendemmia, proprio in questi giorni, nel secondo. E per quanto riguarda più espressamente il grande vino dolce – protetto dal primo marchio Docg concesso nel Vigneto Fvg -, ottenuto sulle colline digradanti dal monte Bernadia, si stanno definendo gli ultimi dettagli organizzativi in vista della ormai celebre manifestazione novembrina “Oro di Ramandolo”.

Picolit

Ma ecco la classifica completa:

  1. Tenuta San Guido – Sassicaia 2016 – TOSCANA
  2. Burlotto – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  3. Cantina Tramin – Terminum 2016 – ALTO ADIGE
  4. Petrolo – Galatrona 2017 – TOSCANA
  5. Lusignani Alberto – Vin Santo di Vigoleno 2009 – EMILIA ROMAGNA
  6. Florio – Donna Franca – SICILIA
  7. Casanova di Neri – Cerretalto 2013 – TOSCANA
  8. Poliziano – Le Caggiole 2016 – TOSCANA
  9. Grattamacco Collemassari – Grattamacco 2016 – TOSCANA
  10. Broglia- Vecchia Annata 2010 – PIEMONTE
  11. Ca’ del Bosco – Annamaria Clementi 2009 – LOMBARDIA
  12. Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  13. Cantina S. Michele Appiano – Appius 2014 – ALTO ADIGE
  14. Cantina Terlano – Terlaner I G. Cuvée 2016 – ALTO ADIGE
  15. Marco De Bartoli – Vecchio Samperi Perpetuo – SICILIA
  16. Giuseppe Quintarelli – Amarone classico 2011 – VENETO
  17. Donnafugata – Ben Ryé 2016 – SICILIA
  18. Ferrari – Giulio Rosé Riserva 2007 – TRENTINO
  19. Uberti – Dequinque Cuvée – LOMBARDIA
  20. Torre San Martino – 1922 2016 – EMILIA ROMAGNA
  21. Tornatore – Trimarchisa 2016 – SICILIA
  22. Roagna – Barbaresco Asili 2013 – PIEMONTE
  23. Elvio Cogno – Barolo Ravera 2015 – PIEMONTE
  24. Manincor – Réserve della Contessa 2018 – ALTO ADIGE
  25. Azelia di Scavino – Barolo Margheria 2015 – PIEMONTE
  26. AR.PE.PE. – Rocce Rosse 2009 – LOMBARDIA
  27. Dario Coos – Picolit 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  28. Cantine Dei – Madonna delle Querce 2015 – TOSCANA
  29. Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2015 – ABRUZZO
  30. Monte Rossa – Fuoriserie N.021 – LOMBARDIA
  31. Il Cellese – Sor Bruno 2014 – TOSCANA
  32. Cusumano – Alta Mora 2018 – SICILIA
  33. Sette Ponti – Vigna dell’Impero 1935 2016 – TOSCANA
  34. Il Marroneto – Madonna delle Grazie 2013 – TOSCANA
  35. Roccapesta – Calestaia 2015 – TOSCANA
  36. Frescobaldi – Mormoreto 2016 – TOSCANA
  37. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2015 – TOSCANA
  38. Donna Olimpia 1898 – Millepassi 2016 – TOSCANA
  39. Marisa Cuomo – Fiorduva 2017 – CAMPANIA
  40. Santa Barbara – Tardivo ma non tardo 2017 – MARCHE
  41. Giovanni Rosso – Barolo Vigna Rionda 2015 – PIEMONTE
  42. Isole e Olena – Cepparello 2016 – TOSCANA
  43. Zidarich – Vitovska 2017 – FRULI VENEZIA GIULIA
  44. Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2016 – PIEMONTE
  45. Conte Emo Capodilista – Donna Daria 2016 – VENETO
  46. Barale Fratelli- Barolo Bussia 2015 – PIEMONTE
  47. Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2016 – TOSCANA
  48. Elena Fucci – Titolo 2017 – BASILICATA
  49. Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2013 – PIEMONTE
  50. Andrea Felici – Il Cantico della Figura 2016 – MARCHE

Vitovska

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In copertina, colori d’autunno ormai nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.