Piwi i vitigni resistenti nel futuro delle “vigne alte”: da domani a Forni di Sotto Simposio Adâlt tra ricerca e produzione

Sarà tra le Dolomiti Friulane, a Forni di Sotto, che da domani si accenderanno i riflettori sulla seconda edizione di “Simposio Adâlt”, la due giorni per discutere e approfondire tutte le tematiche che afferiscono alla “viticoltura del futuro”. L’evento – organizzato dalla Rete d’Imprese Adâlt in collaborazione con Piwi International, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – IosonoFvg; con il patrocinio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, della Comunità di montagna della Carnia e del Comune di Forni di Sotto – si aprirà appunto domani, ma sarà sabato che si entrerà nel vivo con interventi tecnici, degustazioni e momenti di confronto internazionale. L’evento è accreditato dall’Ordine Agronomi del Friuli Venezia Giulia e permetterà il riconoscimento di crediti formativi professionali.


Il 2 agosto sarà, infatti, una giornata intensa e appassionante, durante la quale si succederanno voci autorevoli dal mondo della ricerca, della produzione e della consulenza vitivinicola, sin dal primo mattino. Terminata l’accoglienza (dalle 8.30) e i saluti (fino alle 9.30), la sala Azzurra nel borgo Baselia ospiterà una conferenza che darà spazio alle nuove frontiere della viticoltura resistente, con relatori provenienti da Svezia, Danimarca, Veneto, Friuli Venezia Giulia e non solo. Verranno esplorati i risultati delle sperimentazioni, le evoluzioni normative ancora aperte, le traiettorie genetiche più promettenti e le sfide che attendono i Piwi (vitigni resistenti alle malattie fungine e capaci di ridurre o addirittura eliminare l’uso di trattamenti fitosanitari) nelle denominazioni di origine.
La mattina si aprirà con una panoramica sulle vinificazioni da vitigni resistenti nel Veneto orientale e si spingerà fino al nord Europa, dove i vini del futuro stanno già prendendo forma in latitudini fino a pochi anni fa impensabili. Tra i protagonisti, ci saranno esperti come Nicola D’Agostini dalla Svezia e Luca Fillanino dalla Danimarca, insieme con ricercatori, comunicatori e giuristi che offriranno uno sguardo completo su quello che la viticoltura sarà, anzi dovrà essere, per rispondere a clima, mercato e sostenibilità.
Dopo il pranzo curato da Daniele Cortiula-gustoCarnia per i partecipanti al Simposio, il pomeriggio continuerà con 3 masterclass (dalle 15) da non perdere. Matteo Bellotto guiderà un viaggio linguistico e sensoriale tra dieci geografie vinicole, mentre Alexander Morandell proporrà un percorso tra nove varietà, alcune note, altre frutto di recenti incroci. L’ultima masterclass vedrà protagonisti i vini ancestrali e a condurla saranno Mario Pojer, la cui cantina (Pojer e Sandri) è simbolo indiscusso della migliore enologia trentina e Roberto Baldovin, Cantina 837. La giornata si concluderà con una cena d’autore firmata da Antonio Jesùs Gras, Fulvio De Santa e Daniele Cortiula e con la musica in piazza Tredolo, per brindare insieme – letteralmente – alla viticoltura rispettosa degli ecosistemi. Simposio Adâlt punta quindi a essere un punto d’incontro tra territori e visioni.

Le iscrizioni sono obbligatorie e da effettuarsi attraverso il sito https://simposio.fornidisotto.com
Per informazioni: simposio@adalt.it, Facebook, Instagram

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In copertina, grappoli di un giovane vigneto impiantato nel Fornese; all’interno, un incontro durante il Simposio 2024.

Le erbe tra nuovo e antico, giovedì nuovo apericena a Tolmezzo con “gustoCarnia”

Torna il meraviglioso viaggio fra le erbe con “gustoCarnia”, rassegna promossa da Confcommercio Udine con il sostegno della Camera di Commercio Pordenone-Udine, che consente di gustare le eccellenze del territorio in un’atmosfera unica e suggestiva. Dopo il successo riscosso dal primo apericena, giovedì 8 agosto, dalle 18.30, è in programma un nuovo appuntamento: “Le erbe, tra nuovo e antico”. L’evento, organizzato ancora una volta in collaborazione con il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, sarà ospitato nell’affascinante giardino di Palazzo Campeis, sede del Museo, che per l’occasione sarà allestito con divanetti e morbidi cuscini. Immancabile, poi, l’angolo giochi dedicato ai più piccoli. Per i grandi è garantito buon cibo, accompagnato da deliziosi drink da sorseggiare fra musica e chiacchiere.

IL PROGRAMMA – La serata si aprirà, alle 18.30, con piatti nuovi e della tradizione che celebrano le erbe e i prodotti locali, realizzati dai locali coinvolti: Al Sole di Forni Avoltri; RiglarHaus di Sauris; Gardel di Arta Terme; Stella d’Oro di Verzegnis; Al Belvedere di Tolmezzo; Cogo Daniele Cortiula Catering di Tolmezzo; tutti coordinati da Daniele Cortiula. Le proposte saranno accompagnate dai cocktail estivi, dalle birre artigianali e da musica dal vivo. Seguirà la presentazione della nuova esposizione del prezioso erbario “Gart der Gesundheit”, datato 1486, custodito all’interno della collezione del Museo Gortani e restaurato alcuni anni fa dal “Centro Studi e Restauro” di Gorizia. Gli ospiti avranno la possibilità di sfogliarlo grazie a una copia digitale, donata al Museo dall’Archivio di Stato di Trieste. Per partecipare alla serata è necessario acquistare il biglietto online, sulla piattaforma EventBrite.

GLI EVENTI – Il calendario di eventi, che unisce la tradizione gastronomica delle vallate con la modernità proposta dai ristoratori aderenti, proseguirà l’8 settembre con il “Family Picnic” che, grazie alla disponibilità del collezionista Egidio Marzona, tedesco di nascita ma le cui radici sono in Carnia, sarà accolto nel Prato d’Arte Marzona, museo all’aperto di arte contemporanea a Verzegnis. A chiudere, l’11 ottobre, un nuovo aperitivo-cena all’interno della manifestazione “Il Filo dei Sapori”.

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In copertina e all’interno ecco due invitanti proposte nelle foto di Karina Patcyna.

Due gravi perdite per la ristorazione in montagna che ora ricorda Gianni Cosetti

di Giuseppe Longo

Tolmezzo e la Carnia, ma anche il Friuli Venezia Giulia, rendono omaggio a Gianni Cosetti, l’indimenticabile chef del quale ricorrono vent’anni dalla scomparsa, avvenuta quando era poco più che sessantenne. E il suo ricordo s’incrocia con il lutto della ristorazione in montagna, ma non solo, per l’altrettanto prematura morte di Roberto Brovedani, “anima” del ristorante Laite di Sappada. Un dolore che riaccende quello per la improvvisa dipartita, alla fine di marzo, del tarvisiano Ilija Pejic, pure lui ancora in giovane età. Tanto che entrambi avrebbero potuto dare ancora molto ad un settore, quello dell’enogastronomia di alta qualità, che rende onore alla nostra terra e che si è largamente fatto conoscere e apprezzare.

Roberto Brovedani e la sua Fabrizia.

Nella splendida località dolomitica, infatti, si sono appena celebrati i funerali del titolare dello stellato “Laite”- che in sappadino significa “prato al sole” – e moltissimi sono coloro che si sono stretti accanto alla moglie Fabrizia Meroi e alla figlia Elena. La scomparsa di Roberto Brovedani, strappato alla vita da un male rivelatosi purtroppo senza speranze, ha suscitato una vastissima eco, non solo in Friuli Venezia Giulia e Veneto, la regione cui Sappada apparteneva fino a pochi anni fa, ma anche a livello internazionale, tanta era la notorietà che questo ristorante si era meritato grazie al lavoro, competente e appassionato, dello stesso Brovedani, direttore di sala e grande esperto di vini tanto che nel 2015 era stato eletto “sommelier dell’anno” per la guida Ristoranti d’Italia de L’Espresso, e della sua Fabrizia, “chef  Donna Michelin 2018”, cividalese di nascita, ma sappadina d’adozione doppiamente innamorata dopo aver conosciuto Roberto. E il loro impegno quotidiano, senza soste, aveva consolidato la figura proprio del “Laite” come uno dei migliori ristoranti d’Italia, contribuendo non poco alla valorizzazione della già bellissima immagine di Sappada.
Un dolore quello per Roberto Brovedani che si somma a quello, appena sopito, per la morte repentina di Ilija Pejic, lo chef con il sorriso, scomparso durante un’escursione su quelle montagne della Valcanale che tanto amava. Croato e giramondo, aveva scelto di fermarsi a Tarvisio dove, nel suo bel ristorante affacciato sul campo da golf nella suggestiva piana del Priesnig, aveva l’orgoglio di portare sapori ed echi del Mediterraneo nel cuore delle Alpi. Uomo e chef straordinario, era uno dei pilastri di Fvg Via dei Sapori, i cui associati ne serbano un grato ricordo. L’ultima occasione che l’aveva visto lavorare insieme era stata quella del debutto nell’autunno scorso della “Nuova Cucina”, l’originale iniziativa ideata dal sodalizio guidato da Walter Filiputti per la ripartenza post-pandemica, poi bruscamente interrotta dalla riesplosione dell’emergenza sanitaria. E infine riproposta, nella sua seconda puntata, durante il passato mese di luglio.

Ilija Pejic a Tarvisio.


Ma dicevamo dell’omaggio a Gianni Cosetti, il grande chef originario di Villa Santina del quale anche questo sito si è onorato di pubblicare numerose e apprezzatissime ricette, tratte da un volume che lo stesso cuoco aveva pubblicato con successo poco prima di morire. Ricorrendo il ventennale dalla scomparsa, sono state messe in calendario infatti numerose iniziative atte a rilanciarne la figura che può sicuramente offrire anche oggi un importante esempio ai giovani che scelgono di incamminarsi lungo l’affascinante, ma non senza sacrifici (tutt’altro!), strada della ristorazione. Si era cominciato in maggio, nell’ambito della “Setemane de culture furlane” della Società Filologica Friulana. E ora proprio nel suo “tempio”, quell’albergo ristorante “Roma” che si affaccia sulla piazza principale di Tolmezzo, è stata allestita una ricca  e interessante mostra fotografica che rimarrà aperta anche per tutto il mese di settembre. Per ieri sera, invece, nella stessa piazza, era stata organizzata – con la regia di Confcommercio Udine con il sostegno di Camera di Commercio Pordenone-Udine e Promoturismo Fvg – una grande cena all’aperto in onore proprio di Cosetti, protagonista lo chef Daniele Cortiula, cresciuto alla “scuola” del Maestro della cucina della Carnia e del Friuli, nella quale la valorizzazione dei prodotti stagionali e del territorio, aperta all’innovazione ma senza perdere mai di vista gli insegnamenti della tradizione, ha sempre avuto la priorità assoluta. Una caratteristica strettamente osservata anche nei ristoranti di Roberto Brovedani e di Ilija Pejic. E anche il loro esempio rimarrà fra noi a lungo!

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In copertina, Gianni Cosetti in una foto che è diventata emblematica.

Omaggio alla cucina di Gianni Cosetti “cantore” della Carnia

di Giuseppe Longo

Se c’è un cuoco che ha scritto una indelebile pagina nella storia della cucina friulana, e prima ancora carnica, non ci sono dubbi: è Gianni Cosetti, anima per tanti anni del mitico “Roma” di Tolmezzo, dove per Luigi Veronelli – grande amico del Friuli – i suoi menù erano «immensi, inarrivabili, superiori». Per l’indimenticabile giornalista enogastronomico, Cosetti era «il cuoco più moderno che l’Italia abbia mai avuto, perché ha intuito primo fra tutti il valore assoluto delle sue erbe, dei suoi funghi, dei prodotti delle sue malghe». Nato a Villa Santina nel 1939 e spentosi, ancora in giovane età, nella cittadina che, appunto, l’ha visto dare il meglio di sè, aveva infatti capito l’importanza di rimanere legato alla sua montagna, ai suoi prodotti, alle sue tradizioni. Lo spiega lui stesso nel bellissimo libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che già nel titolo riassume il senso della sua missione tra i fornelli: al passato, sempre portatore di saggezza, innestare la fantasia e lo spirito di iniziativa che in uno chef che si rispetti non devono mai mancare. «Anche per me, l'”orso” di Carnia, sono d’obbligo – scriveva lo stesso Gianni Cosetti – alcune righe di prefazione per presentare questo libro che non vuol essere un trattato di cucina ma una raccolta di ricette della mia terra. Ognuna di queste trova le sue origini nell’ingegnosa cucina delle donne carniche di un tempo che, facendo di necessità virtù, riuscivano con amore e fantasia ad inventare numerose pietanze nonostante la scarsa varietà degli ingredienti di base. Solo grazie all’insostituibile aiuto e sostegno da parte di tutta la mia famiglia sono però riuscito, dai numerosi appunti raccolti disordinatamente negli ultimi 20 anni, a giungere alla stesura di questa raccolta».
Ebbene, proprio attingendo a questo prezioso volume, vi proporremo di volta in volta un piatto nella settimanale rubrica enogastronomica “La ricetta del sabato” che riprenderà il 4 aprile prossimo. Il libro fu pubblicato da Gianni Cosetti nel 2000, appena un anno prima della sua prematura, dolorosa scomparsa: lo dedicò alla mamma Gabriella, fonte di tanti insegnamenti, estendendo, nel contempo, “un ringraziamento particolare al mio collaboratore Daniele Cortiula e alle mie figlie Gabriella, Anna, Silvia”. Alla stampa provvide l’Editrice Leonardo di Pasian di Prato in collaborazione con l’allora Camera di Commercio di Udine, nell’ambito della sua iniziativa promozionale Made in Friuli, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi. Il progetto grafico è di Federica Plazzotta e l’immagine di copertina è di Raffaele Larice. Vi sono pubblicate anche tre splendide fotografie di Ulderica Da Pozzo, impareggiabile con il suo obiettivo nel descrivere la sua Carnia.
Una proposta, quindi, che vuole essere sì un omaggio a Gianni Cosetti alla vigilia del ventesimo anniversario della morte, ma anche alla sua terra, difficile ma indubbiamente affascinante. Cominceremo con un piatto fra i più famosi e imitati, il “Toc’ in braide”, per continuare, settimanalmente o quasi, con le ricette più attinenti al momento stagionale, ripescandoli fra antipasti, primi, secondi, verdure, salse e dolci. Un vero peccato che non tutti siano accompagnati da una foto, ma in questi casi lasceremo libertà alla immaginazione dei lettori.
Tutte ricette, insomma, che attingono a quella fonte inesauribile di aromi e sapori che è la «cucina carnica, la sola che gli piacesse – scriveva Gianni Mura, che ci ha lasciato appena una settimana fa -, che gli uscisse da dentro, dai ricordi d’infanzia, dalle facce di casa”». «Il nostro “cuocosauro” – così simpaticamente lo chiamava il grande giornalista – rifiuta il progresso delle microonde e le seduzioni degli astici e dei branzini: solo fuochi di legna, solo ingredienti del posto. La cucina carnica è povera per definizione e antica fame, ma ricca nei sapori che il formaggio affumicato sottolinea, le erbe di campo ingentiliscono». Caratteristiche sulle quali era d’accordo lo stesso Veronelli. Della Carnia infatti diceva: «… mi conquista, mi affascina, mi assorbe la sua cucina. Una cucina maschia, lineare, senza tentennamenti da che si misura sulla fiamma odorosa dei legni e sui frutti senza mediazione, carichi di millenari afrori e sapori, della terra alpina, difficile sino ad asprezza». Concludendo con un elogio a Cosetti: «Gianni ha percorso strada via strada, sentiero per sentiero, pietra per pietra, alla ricerca e alla raccolta prima, poi alla catalogazione e alla stesura della ricetta dell’immenso patrinonio cucinario della sua terra». E, allora, arrivederci con “La ricetta del sabato” del 4 aprile. Con Gianni Cosetti vi insegneremo a fare il suo “Toc’ in braide”.

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In copertina, Gianni Cosetti e qui sopra il suo “Toc’ in braide”.

Buttrio, non solo vini: ci sarà anche la Cittadella del gusto

di Gi Elle

I grandi vini vanno sempre d’accordo con grandi piatti. E i vini autoctoni ancora di più se sono abbinati con proposte gastronomiche del territorio stesso in cui sono prodotti. Ecco perché la Fiera regionale dei vini di Butrio ha ritagliato uno spazio molto importante e significativo all’interno del suo intensissimo programma per riservare uno spazio speciale anche ai sapori di casa nostra al fine di abbinarli ai tanti vini, di indubbia qualità, che la Fiera schiera in questa 87ma edizione. E l’ha fatto in una sorta di anteprima, cioè nella giornata di domani 6 giugno, aggiungendola ai tre giorni classici della rassegna che tradizionalmente è sempre andata dal venerdì pomeriggio alla domenica sera.
Non solo vini, quindi, a Buttrio. Villa di Toppo-Florio sarà infatti anche una “Cittadella del gusto” durante la Fiera che è la più antica d’Italia. Sipario alzato, dunque, dalla serata di domani, quando, alle 19.30, ci sarà un doppio show cooking dal titolo “Dalle malghe al mare” con la presenza degli chef coordinati da Veronica De Filippis e Fabrizio Nonis, noto volto televisivo, conosciuto anche come “El Bekér”, applaudito anche alla Prova del cuoco. Questo evento è un’anteprima di “Easy Fish” che si terrà a Lignano Sabbiadoro e di “Carnia: eccellenze in Malga”. Costo 20 euro a persona, iscrizioni su www.buri.it.
Da non perdere poi gli showcooking organizzati in collaborazione con Despar. Si tratta di laboratori di degustazioni guidate dal titolo “Sapori del Nostro Territorio” con lo chef italo-sloveno Igor Peresson e lo chef sloveno Sinigoj Matjaz, i quali accompagneranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei sapori tipici del Friuli-Venezia Giulia. I laboratori saranno coordinati dal giornalista e critico enogastronomico Giuseppe Cordioli. Quattro le occasioni per mettersi alla prova: sabato 8 giugno dalle 11.30 alle 12.45 e dalle 17.30 alle 18.45. Domenica 9 giugno dalle 11.30 alle 12.45 e dalle 17.30 alle 18.45. Le degustazioni sono gratuite con prenotazione obbligatoria attraverso il sito www.despar.it e si svolgeranno nella Sala B del secondo piano di Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40.

Uno dei piatti Despar e lo chef Daniele Cortiula.

SAPORI DA NON PERDERE – Durante i quattro giorni della Fiera la ristorazione nel parco e all’esterno della Villa sarà curata da Cucina di Carnia, che reinterpreta le ricette della tradizione locale, dai “cjarsons” al “toc in braide”, con una spiccata attenzione verso il territorio, e dallo chef Daniele Cortiula che cucinerà anche carne di Pezzata rossa friulana. Durante i giorni della Fiera sarà possibile degustare inoltre il gelato artigianale de Il Morettino e i dolci di Clocchiatti – Pasticceria gelateria.

I GRANDI VINI AUTOCTONI – Pro Loco Buri e Guida ViniBuoni d’Italia del Touring Club Italiano cureranno insieme le due enoteche della Fiera a Villa di Toppo-Florio durante la manifestazione, aperte al pubblico che potrà scegliere in una 250 tra i migliori vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia e nell’altra fra 160 vini autoctoni del resto d’Italia (con una sezione particolare dedicata alle migliori etichette di spumanti metodo classico), tutti selezionati nella Guida ViniBuoni d’Italia. Per chi vorrà degustare al meglio i vini della Fiera, la Pro Loco Buri ha pensato a delle speciali offerte, che promuovono l’enoturismo. Si potrà infatti usufruire di un braccialetto di degustazione giornaliero al costo di 20 euro che permetterà l’assaggio di un numero illimitato di vini disponibili nei due banchi mescita dell’enoteca Italia e Friuli Venezia Giulia. Il costo si ridurrà a 15 euro per i soci delle Pro Loco, Fis, Fisar, Onav, Assoenologi Fvg, Ais, Slow Food e membri della Despar Tribù che presenteranno la tessera o l’appDespar.

CANTINE LOCALI – Durante la Fiera troveranno spazio pure i vini dei produttori di Buttrio al banco mescita esterno alla Villa di Toppo-Florio e nel parco. Queste le Aziende vitivinicole presenti: Buiatti Livio e Claudio, Castello di Buttrio, Colutta, Marina Danieli, Conte d’Attimis-Maniago, Vini Petrucco, Pontoni Flavio, Vini Tami, Vigne Fornasari, Buri in Mont, Croatto Piero, Vini Lavaroni, Ermacora e Sioni Paolo.

DEGUSTAZIONI GUIDATE – Saranno sei le degustazioni guidate che accompagneranno i visitatori della Fiera in questa quattro giorni di festeggiamenti. Tutte si svolgeranno nella Sala A del primo piano della Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40.  Si parte sabato 8 giugno alle ore 11 con I volti dell’Aglianico lungo l’Appennino campano, a cura di ViniBuoni d’Italia. Relatore sarà Mario Busso insieme al coordinatore della regione Campania della guida Pasquale Carlo. Il costo della degustazione è di 15 euro a persona e si potranno assaporare i vini Fontanavecchia, Aglianico del Taburno Riserva Docg Vigne Cataratte 2011 Mier Vini, Taurasi Riserva Docg Don Ciriaco 2011, Albamarina, Paestum Igt Aglianico Futos 2015. Ancora sabato 8 giugno alle 16.30 degustazione dal titolo “Il Pinot Grigio: un grande vitigno e le sue sfumature” a cura di Assoenologi. Relatore dell’incontro Luca Belluzzo. Per un costo di 15 euro a persona, si potranno assaggiare i vini: Santa Margherita Doc Valdadige 2018 Petrucco Doc Fco 2018 – Collio Colle Duga 2018. Sempre sabato 8 giugno ma alle ore 19, avrà luogo la degustazione Barolo: il terroir e quattro prestigiosi cru del re dei vini a cura di ViniBuoni d’Italia. Relatore della degustazione Mario Busso. Per un costo di 25 euro a persona, si potranno degustare i vini: Rocche Costamagna, Barolo Docg Rocche dell’Annunziata 2014, Sordo Giovanni, Barolo Rocche di Castiglione 2014, Batasiolo, Barolo Docg Bussia Vigneto Bofani 2014, Borgogno F.lli Serio & Battista, Barolo Cannubi 2014.

Domenica 9 giugno alle ore 16.30 la degustazione dal tema “ Tazzelenghe… un vitigno friulano di razza” a cura di ViniBuoni d’Italia e dei Produttori di Buttrio. Relatore della degustazione: Stefano Cosma. Per un costo di 20 euro a persona di potranno degustare i vini: Casella – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli orientali, Jacuss – Tazzelenghe 2014 Doc Friuli Colli Orientali, Danieli – Tazzelenghe Igt Delle Venezie, La Viarte – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli Orientali, Tenuta Beltrame – Tazzelenghe 2015 Igt Delle Venezia, Le due Torri – Tazzelenghe 2013-Igt Trevenezie, Conte d’Attimis-Maniago – Tazzelenghe 2012 Doc Friuli Colli Orientali. Domenica 9 giugno alle 11 “Sauvignon d’Italia e del mondo. Ma il miglior Sauvignon d’Italia parla friulano”. Relatore della degustazione Michele Biscardi  Fondazione Italiana Sommelier. Per un costo di 25 euro a persona si potranno assaggiare i vini Pitars Braida Santa Cecilia 2018 – California Robert Mondavi 2016 – Nuova Zelanda (Marlborought) Saint Clair 2018 – Francia (Loira) Pascal Jolivet 2017.

Ultima degustazione, sempre domenica 9 giugno alle 19, “Miani e l’interpretazione dei vitigni autoctoni friulani” a cura di ViniBuoni d’Italia. Relatore della degustazione: Vinibuoni D’Italia e il rappresentante della Cantina Miani. Si potranno degustare i vini: Ribolla Gialla 2017, Friulano 2017, Malvasia 2017 per un costo di 25 euro a persona. Prenotandosi prima della Fiera si potrà ottenere un 10% di sconto cliccando www.buri.it/eventi/degustazioni/.

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In copertina, Fabrizio Nonis e Veronica De Filippis attesi a Buttrio.