Brugnera dedica un bagolaro alla biologa Rachel Carson leggendaria pioniera dell’impegno ambientalista e prima nella battaglia contro il Ddt in agricoltura

Omaggio alla “madre” dell’ambientalismo, la biologa e zoologa Rachel Carson, la prima a prevedere con forte anticipo gli effetti delle tecniche in agricoltura – come l’utilizzo del Ddt sulle coltivazioni, vietato anni dopo proprio grazie alla sua battaglia – e la prima a denunciare pubblicamente i danni inferti alla natura da fenomeni come la deforestazione e l’incontrollato intervento dell’uomo sull’ambiente. Stamane 5 marzo, a Brugnera, alle 10.30 nel Giardino della Biblioteca, un bagolaro sarà intitolato proprio alla memoria di Rachel Carson, aggiungendo così una nuova tappa al patrimonio culturale della “Foresta dei Giusti” del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Brugnera, rientra nel vasto cartellone di incontri ed eventi “La memoria del legno”, in programma in vari centri del Friuli Venezia Giulia per iniziativa di Damatrà onlus e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilimbergo. Alla cerimonia di intitolazione, che vedrà la partecipazione del vicesindaco Silvia Piovesana e dell’assessore alla Cultura e Pari opportunità Paola Covre con gli alunni delle classi quarte e quinte delle primarie di Brugnera-Maron-Tamai, assieme alle rispettive insegnanti. La cerimonia è aperta alla partecipazione del pubblico, partner di riferimento è l’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti. Info e dettagli damatra.com.
Solo dopo 16 anni dalla sua morte, Rachel Carson fu assegnataria della Medaglia Presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta prevista negli Stati Uniti, e la sua appassionata ricerca della verità servì da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo. Nata nel 1907 e morta nel 1964, Carson sin da giovanissima si era dedicata ad articoli e testi scientifici sul mondo marino che non raggiunsero il grande pubblico, per il difficile periodo storico in cui vennero pubblicati: quello degli anni ’30 e ’40. Raggiunse il successo nel 1951 con The sea around us (Il mare attorno a noi), rimasto per quasi due anni tra i best sellers del New York Times. A partire dagli anni ’50 la Carson si dedicò interamente alla scrittura. Il suo interesse si allargò presto allo studio delle coltivazioni e alla difesa di quel mondo naturale che tanto amava e che, come dichiarò, “veniva maltrattato senza che lei potesse fare nulla”. Iniziò così la sua campagna contro il Ddt, il cui risultato forse più importante e duraturo fu la capacità di aprire per la prima volta un dibattito sull’ambiente a tuttotondo, come insieme di correlazioni che non possono prescindere l’una dall’altra. Nel breve saggio Primavera silenziosa, che Al Gore definì “una pietra miliare dell’ambientalismo”, la Carson descrisse dettagliatamente i danni irreversibili all’ambiente e all’uomo causati dall’uso in agricoltura di pesticidi, sostanze inquinanti e cancerogene. Non solo, propose delle alternative biologiche all’avvelenamento del pianeta, basate sulla conoscenza degli organismi viventi. Per questo fu attaccata duramente dalle multinazionali della chimica, dalla comunità scientifica e dai media. Contro di lei fu montata una campagna di denigrazione molto brutale. Morì nel 1964 per un grave cancro al seno.

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In copertina, la biologa e zoologa Rachel Carson scomparsa nel 1964.

“Ti regalerò una rosa”, sabato a Fagagna narrazioni e pratica con le storie delle talee che sono custodi di frammenti vitali

La rosa che troviamo in molteplici forme nei giardini di tutto il mondo è un’evoluzione di piante che abitano l’emisfero settentrionale della Terra da molti milioni di anni: tracce di rose antichissime a cinque petali sono state ritrovate in fossili dell’Oligocene in Europa, in Asia, nel Nord America. Le rose sono diverse dagli altri fiori: sono custodi e portatrici di storie, frammenti di vita che ogni anno sbocciano nuovamente, per riportare in superficie ciò che il tempo porta a dimenticare. Per questo sono il fiore ideale al quale dedicarsi in un laboratorio botanico intrecciato al piacere della narrazione, proprio quello al centro della prossima tappa del progetto “Cambiare le storie” promosso da Damatrà onlus: “Ti regalerò una rosa”, in programma sabato 24 gennaio, dalle 10 alle 12.30, nel giardino della Cjase di Catine a Villalta di Fagagna (e in caso di maltempo il sabato successivo, 31 gennaio), permetterà di cimentarsi nella realizzazione e nello scambio di talee botaniche e talee narrative, da una rosa all’altra e da una storia all’altra, sotto la guida di Andrea D’Avanzo del Rosificio di Chiasiellis, appassionato collezionista prima ancora che vivaista.

L’occasione per scoprire un “giardino di storie”, in particolare quello delle rose antiche, veri e propri archivi viventi. A differenza delle varietà moderne, create spesso per la perfezione estetica, le rose antiche portano nel loro nome e nella loro linfa storie personali, amori epici e personaggi storici che, attraverso questi fiori, hanno ottenuto una sorta di immortalità botanica. Ci sono rose che portano il nome di madame, di persone care, di principesse e capi indiani, in ogni giardino c’è una rosa che ricorda la nonna o la mamma. Sarà il primo passo per ragionare sulla aiuola antistante alla Cjase di Catine tutti insieme, in una full immersion per adulti e bambini di tutte le età, che non hanno paura delle spine.
Per partecipare al laboratorio, proposto con accesso libero e gratuito, basterà portare alcuni rami di rose da poter scambiare, forbici da potatura, vasi di plastica (ø8 cm minimo). Prenotazioni al linIn copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, immagini del laboratorio.k bit.ly/4q0X9GV, info 348.0391679. “Ti regalerò una rosa” rientra nel percorso dei “racconti fra le mani”, esperienze del fare insieme ed esplorare la terra per costruire relazioni: un percorso che proseguirà con il favore della nuova stagione. Martedì 3 marzo sarà proposto il piccolo laboratorio di disegno botanico dedicato alle Fioriture, sabato 21 marzo riflettori sulla Festa di primavera con scambio di piante e piantumazione dell’aiuola della Casa delle Culture bambine. Si prosegue nel mese di aprile “A cielo aperto”, per vivere il cortile come uno spazio comune, di tutti e per tutti. Martedì 15 settembre si renderà omaggio al Raccolto e sabato 26 settembre la grande Festa d’autunno, con lo scambio di semi e piante, per adulti e bambini: per prendersi cura della biodiversità e delle relazioni.
“Cambiare le storie” è una iniziativa realizzata in stretta sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle attività strategiche finanziate dal PR FESR 2021-2027, in collaborazione con il Comune di Fagagna, la Comunità Collinare del Friuli, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste, l’associazione di promozione sociale IoCiV.

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In copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, alcune immagini del laboratorio botanico.