Energia, soltanto in Italia 4 miliardi in fumo a causa dei tanti sprechi alimentari

Per il secondo anno, è italiano il primo rapporto globale sul rapporto fra cibo e spreco: un’indagine firmata da Waste Watcher, International Observatory on Food & Sustainability, promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio Ipsos, realizzata in 9 Paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica, Brasile, Giappone. Sono i dati del secondo Cross Country Report, una panoramica globale sulle abitudini di consumo e spreco intorno al pianeta, raccolta in vista della 3a Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari in calendario il 29 settembre, e della Giornata mondiale del cibo, il World Food Day in calendario il prossimo 16 ottobre. Proprio in occasione del World Food Day sarà integralmente diffuso il Rapporto, che quest’anno estende il suo sguardo ai consumi nel continente africano, e inoltre in Francia e in Giappone. Waste Watcher integra così, con una rilevazione estiva, lo storico monitoraggio che viene diffuso in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco, il 5 febbraio, attraverso rilevazione invernale.

STAGIONALITA’ – In questo modo le indagini, nel tempo, potranno monitorare l’andamento dello spreco alimentare domestico in Italia con attenzione alla stagionalità dei consumi: «un aspetto – spiega il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè – certamente essenziale per restituire dati specifici e attendibili, focalizzati sulle abitudini di ciascuno in conseguenza della dieta adottata e degli alimenti realmente consumati». All’indagine hanno preso parte 9mila cittadini, con un campione statistico di 1000 interviste per ciascun Paese:. «Il Cross Country Report Waste Watcher International offre, con una metodologia di indagine sui comportamenti di consumo mai testata prima a questo livello, una “istantanea” sulle abitudini alimentari a livello mondiale –spiega il direttore scientifico Waste Watcher International Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero, ordinario di Politica agraria internazionale all’Università di Bologna – Intendiamo promuovere annualmente questo Rapporto come punto di partenza per promuovere politiche pubbliche e private e iniziative internazionali di sensibilizzazione finalizzate a concretizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare al punto 12.3 dove si prevede di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. Il Rapporto conferma con dati puntuali il forte collegamento fra abitudini di consumo, spreco alimentare e diete sane, sostenibili e tradizionali come la Dieta mediterranea. Aumentare la consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni in tutto il mondo permette di promuovere un’alimentazione sana e sostenibile, com’è appunto la Dieta Mediterranea, e di prevenire e ridurre lo spreco alimentare a livello domestico. Anche il consumo e la cucina domestica permettono di ridurre lo spreco: chi è abituato a mangiare fuori spreca di più in casa. Sono questioni che i cittadini ma anche e soprattutto le governance del pianeta devono adesso affrontare in modo strutturale».

MAPPA GLOBALE – E osserva il direttore scientifico Ipsos, Enzo Risso: «l’edizione 2022 dell’osservatorio non solo si è ampliata, ma ha voluto anche toccare Paesi di quasi tutti i continenti, per iniziare a realizzare una mappa globale dello spreco alimentare nelle diverse culture. In particolare si è osservato in che modo e in che forme la cultura culinaria di ogni paese incide sullo spreco. Così abbiamo l’Italia che con Germania, Spagna e Gran Bretagna guida la classifica dello spreco di frutta. Il Brasile, invece, svetta nello spreco di cereali e riso cotti e di tuberi in generale. In Giappone, lo stile culinario porta a gettare maggiormente verdure, tuberi e cipolle. Pane fresco e frutta, infine, sono i prodotti che finiscono maggiormente nella spazzatura negli USA. Se un tempo si poteva dire Paese che vai usanza che trovi, oggi possiamo classificare i diversi paesi parafrasando il vecchio motto: Paese che vai spreco che trovi”.

FRUTTA LA PIU’ SPRECATA – Ed ecco intanto le prime anticipazioni del 2° Cross Country Waste Watcher International: è la frutta l’alimento più sprecato del pianeta, lo confermano i dati raccolti lo scorso agosto. In Italia gettiamo individualmente 30, 3 grammi di frutta alla settimana, segue l’insalata con una media di 26,4 grammi pro capite, e il pane fresco con 22,8 grammi. Ci superano però gli Stati Uniti, con 39,3 grammi a testa, la Germania con 35,3 e il Regno Unito che si attesta su uno spreco settimanale di 33,1 grammi a testa. In tema di spreco della frutta vanno meglio il Sudafrica (11,6 grammi) o la Francia (25, 8 grammi). E ancora, in Italia gettiamo ogni settimana 21 grammi di verdure e ben 22,8 grammi di tuberi, aglio e cipolle. Mentre altrove, nella nefasta “hit” degli alimenti più sprecati, entrano per esempio latte e yogurt (38,1 grammi settimanali negli Stati Uniti, 27,1 in Germania), o ancora gli affettati e salumi (21,6 grammi in Francia, 14,2 grammi settimanali in Giappone), ma anche riso e cereali che in Brasile si gettano per 27,2 grammi settimanali, o i cibi pronti che i giapponesi sprecano in misura media di 11,5 grammi settimanali.

ENERGIA E SPRECHI NASCOSTI – Nel 2022, annus horribilis per i costi energetici in tutto il pianeta, l’Osservatorio Waste Watcher International ha monitorato l’incidenza dello spreco alimentare rispetto all’energia ‘nascosta’ utilizzata nella catena di produzione agroalimentare. Sulla base dei dati sullo spreco alimentare in Italia comunicati da Waste Watcher lo scorso 5 febbraio, Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (1.866.000 tonnellate di cibo gettate complessivamente annualmente solo nelle nostre case + 5.164.928 tonnellate nella filiera di produzione e distribuzione), vale ben 4,02 miliardi € lo spreco di energia ‘nascosta’ nel cibo che abbiamo gettato lo scorso anno nelle nostre case. Un costo che porta a circa 11 miliardi € complessivi il valore dello spreco alimentare in Italia.
Il dato è generato dalla metodologia Waste Watcher International su report Enea: in Italia la produzione alimentare assorbe oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali, per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalente. Lungo l’intera filiera si sprecano circa 67 kg di cibo a persona (Food Waste Index Onu), che equivalgono al 18% della produzione, e sempre in Italia viene sprecato il 35% di cibo a livello domestico (Waste Watcher International), per questo l’energia sprecata con lo spreco alimentare domestico vale circa 4,02 miliardi di euro, sulla base di un costo dell’energia elettrica pari a circa 0,4151 €/kWh (https://www.arera.it/it/dati/eep35.htm).
Lo stesso spreco alimentare domestico nel periodo equivalente del 2020 determinava una perdita economica a livello energetico di 1,61 miliardi €. Ridurre lo spreco alimentare determinerebbe una diminuzione non solo dell’impronta energetica ma anche degli impatti ambientali, considerato che la maggior parte dell’energia usata nelle filiere agroalimentari è di origine fossile.

—^—

In copertina, il professor Andrea Segrè fondatore della campagna Spreco Zero.

Alimentare, quali strategie anti-spreco? È conto alla rovescia per la 9ª Giornata

Nel conto alla rovescia per la 9ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, come sempre promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero – con il patrocinio dei Ministeri della Transizione Ecologica e degli Affari Esteri, della Commissione Europea e di Rai per il Sociale – arrivano i primi dati dell’Osservatorio Waste Watcher International, in vista della presentazione delle nuove indagini, “Il caso Italia” 2022 e Cross Country Report, che saranno illustrate domani 4 febbraio, durante l’evento ufficiale programmato a Roma, nello Spazio Europa (sede di Rappresentanza della Commissione Europea), a partire dalle 10.30 (con live streaming sul canale youtube Spreco Zero).

Andrea Segrè

L’Osservatorio Waste Watcher International, diretto dal professor Andrea Segrè, è attivo per iniziativa di Last Minute Market e campagna Spreco Zero, in sinergia con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, su monitoraggio a cura di Ipsos. Hanno coordinato le indagini i docenti Luca Falasconi (Il caso Italia) e Matteo Vittuari (Cross Country Report). L’indagine internazionale è stata condotta da Waste Watcher in 8 Paesi del mondo – Cina, Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Canada, Germania, Spagna e Italia – con campione statistico di 8mila interviste. Waste Watcher ha affrontato con attenzione le strategie antispreco messe in atto dai consumatori del pianeta. A sorpresa, sulla tecnologia vince ancora la lista della spesa, insieme ad altri accorgimenti della vecchia economia domestica: dagli Stati Uniti alla Russia, passando per Canada, Italia, Spagna e Germania, il ricorso alle app salvacibo –alert sul proprio cibo in scadenza ai dispositivi di scambio o acquisto degli alimenti invenduti – resta abitudine ristretta a non piu’ del 9% della popolazione. Per l’esattezza dal 3 al 7% in Italia, dal 4 al 9% in Spagna, dal 5 al 7% nel Regno Unito e in Canada, fino al 9% negli Stati Uniti e non più del 5% in Russia. Mentre sono i cinesi i più tecnologici del pianeta, in tema di prevenzione dello spreco alimentare: fino al 17% utilizzano app dedicate, in particolare per monitorare il cibo conservato a casa )17%), ma anche per catturare l’invenduto di negozi e ristoranti.
«È un po’ la rivincita dell’intelligenza “alimentare” dei consumatori – osserva l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero – su quella “artificiale”, o meglio tecnologica. Che resta pur sempre una risorsa preziosa, ma se utilizzata meccanicamente non stimola l’impegno attivo del consumatore in chiave di prevenzione. Le soluzioni più rapide ed efficaci arrivano ancora dall’esperienza dell’economia domestica».

Fra le strategie antispreco nelle case prevale ancora il buon senso: se la classica lista della spesa viaggia oltre il 70% quasi ovunque – dall’Europa al Canada agli Stati Uniti, un po’ peggio in Cina dove la utilizza solo 1 consumatore su 2 (49%) e in Russia solo il 54% – si privilegia l’attenzione a verificare e consumare prima i cibi a ridosso di scadenza (4 consumatori su 5 un po’ ovunque), si pratica spesso il check di frigo, freezer e dispensa per avere la situazione sotto controllo – fra 7 e 8 cittadini su 10 ad ogni latitudine del pianeta – e ci si accerta di aver disposto in evidenza il cibo a ridosso di scadenza, attività che russi e spagnoli eseguono con grande attenzione (84% dei casi) ma anche gli italiani e gli inglesi (79%). È pratica diffusa nei Paesi europei e anglofoni l’assaggio del cibo appena scaduto, per accertarsi se sia ancora consumabile prima di gettarlo: ammettono di farlo soprattutto spagnoli, inglesi, tedeschi e canadesi (oltre 4 cittadini su 5), a ruota seguono Italia e Stati Uniti, meno convinti di questa pratica i cinesi, solo 1 cittadino su 2. Fra le strategie di approvvigionamento del cibo una linea comune sembra quella di privilegiare confezioni di piccolo formato: in media lo fanno 4 consumatori su 10 ad ogni latitudine. E al ristorante, come ci comportiamo? Gli italiani e in generale i cittadini europei sembrano piuttosto timidi e impacciati, la ‘doggy’ o meglio ‘family’ bag è richiesta in media da 4 avventori su 10 che non riescono a consumare il pasto. Un’abitudine che sembra invece consolidata negli Stati Uniti, dove la family bag è prassi per 3 consumatori su 4 (74%). Scendiamo al 68% in Canada, al 61% in Cina, al 37% in Russia e nel Regno Unito.

E ancora: a livello planetario, dove gli Stati Uniti sembrano essere i meno virtuosi con circa 1403 grammi di cibo gettato ogni settimana, lo spreco del cibo é certamente il primo nemico della dieta mediterranea: nella hit dei cibi piu’ sprecati svetta la frutta fresca, con oltre 30 gr gettati a settimana un po’ a tutte le latitudini del pianeta. Ma in Russia è il pane l’alimento piu’ sprecato e in Cina la verdura fresca, alimenti base della piramide mediterranea. Dopo la frutta fresca i prodotti più sprecati sono l’insalata (in Italia 22 grammi, nel Regno Unito 36 e negli Stati Uniti 41) e la verdura fresca, dai 25 grammi settimanali in Spagna ai 38 del Canada.
Puntando lo sguardo sulle tipologie “sprecone” spicca certamente la categoria dei single in Italia, vera maglia nera del fenomeno con il 50% in piu’ di cibo sperperato – in particolare frutta e insalata – rispetto alle famiglie numerose, che anche in Cina e Stati Uniti risultano più virtuose. In Italia anche le famiglie senza figli risultano facili allo spreco della verdura fresca, in Spagna al contrario i single sembrano essere i più virtuosi, mentre a sprecare di più sono le famiglie numerose. Un dato in controtendenza rispetto agli altri Paesi. In Canada, Cina e Stati Uniti si spreca per aver acquistato troppo e in generale, in tutti i Paesi a prescindere dalle abitudini alimentari e dalle differenze culturali, uno dei motivi principali di spreco continua a essere la scarsa attenzione a quanto abbiamo già acquistato e stiamo conservando a casa. Semplicemente, ce ne dimentichiamo. Se i cinesi sono gli unici a prospettare soluzioni drastiche come la tassazione dello spreco alimentare, la richiesta di etichette più chiare e informative apposte sugli alimenti è considerata uno strumento importante dai cittadini di tutti i Paesi: 6 su 10 negli Stati Uniti e 8 su 10 in Italia, Russia e Canada. Così come tutti i cittadini chiedono ai governi di fornire maggiore informazione ai cittadini sulle conseguenze ambientali ed economiche dello spreco, a partire dalle scuole: l’Italia è una punta avanzata con l’86% di cittadini che chiedono l’educazione alimentare dai banchi di scuola.

One health, one earth. Stop food waste è il tema della 9a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario sabato 5 febbraio. Gli eventi ufficiali in programma venerdì 4 febbraio saranno introdotti dal fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014.
Live streaming al link: https://www.youtube.com/watch?v=kXt6U0nUSpo
Info: www.sprecozero.it

—^—

In copertina, il logo della nona Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.