Malvasia senza confini a Messina (Opus Loci), ma anche a Buie d’Istria e ad Aurisina sul Carso (Enoturismo)

Opus Loci vola a Messina. Il percorso progettuale ideato e promosso dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che mette in rete i cinque siti Unesco del suo territorio e un primo gruppo di eccellenze produttive delle cinque località con l’obiettivo di valorizzare il virtuoso binomio cultura-economia, dopo l’importante tappa di Genova, toccherà oggi, 11 novembre, la città siciliana, dove sarà presentato nell’ambito di una tavola rotonda che integra il progetto nazionale “Malvasia senza confini”. Per la Cciaa Pn-Ud interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e il project manager di Opus Loci, Walter Filiputti.
Come è noto, Opus Loci riunisce una ventina di aziende produttrici di eccellenze friulane di tanti settori (cibo e bevande, ma anche abbigliamento, coltellerie, servizi turistici e ricettivi…) per ciascuno dei suoi cinque Siti Unesco Fvg: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza. Per ognuno di essi, sono stati realizzati speciali percorsi da fare in bici o camminando, che toccano non solo le bellezze storico-culturali tutelate come Patrimonio dell’Umanità ma anche le aziende coinvolte, per proporre al visitatore un tour completo del meglio che il nostro territorio offre. E in modo sostenibile. Opus Loci (www.opusloci.it) è nato in modalità esplicitamente sperimentale, nel solco – e come una sorta di specificazione – del percorso Mirabilia, network costituito da Unioncamere e 19 Camere di commercio italiane in rappresentanza di territori su cui insistono beni patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.
«In questa nuova presentazione – commenta il presidente Da Pozzo –, mettiamo insieme eccellenze comuni, tra Friuli Venezia Giulia e Sicilia, con l’obiettivo di far crescere territori lontani geograficamente, ma con molte affinità e potenzialità di scambio e collaborazione. Il progetto “Malvasia senza confini” è il felice percorso con cui approfondiamo la conoscenza di un vino fortemente rappresentativo e, attraverso di esso, mettiamo in rete idee ed esperienze, per favorire sempre più un turismo di qualità. Sotto questo cappello introduciamo il nostro Opus Loci». Gli fa eco Filiputti, per cui «parlare di vino, e di un vino dalle tante originali sfaccettature come il Malvasia, è il punto di partenza per creare legami che dall’enogastronomia sfociano naturalmente nella cultura, nella valorizzazione, nella condivisione. Occasioni come questa ci aiutano a confrontarci su terreni comuni, mettendo insieme i vari attori che possono creare sviluppo: imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, basata sulla valorizzazione dei caratteri più iconici delle nostre terre».
Alla odierna tavola rotonda, con il presidente Da Pozzo e Filiputti, interverranno, per i saluti istituzionali, Ivo Blandina, presidente Camera di Commercio di Messina, il sindaco e l’assessore al turismo e alla cultura della città, Federico Basile, e Vincenzo Caruso. Porteranno i loro contributi anche Mauro Pollastri, presidente “Consorzio Malvasie delle Lipari”, Roberta Urso, delegata regionale Associazione “Le donne del vino”, Antonina Sidoti, della Fondazione Its Academy Albatros, Pietrangelo Pettenò, di Marco Polo Project, e Pina Costa, direttore Relazioni Esterne e Business Development di Assocamerestero. All’evento saranno presenti produttori e aziende vitivinicole, sommelier, ristoratori, esperti di comunicazione food&wine. Modererà l’incontro Flora Mondello, vicedelegata regionale Donne del Vino Sicilia e presidente del “Consorzio per la tutela del Mamertino Doc”.

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Anche quest’anno, la Rete Europea delle Città del Vino Recevin, in collaborazione con le Associazioni nazionali, ha promosso la Giornata Mondiale dell’Enoturismo, in programma domenica 13 novembre. Ad impreziosirla, domani, si terrà a Buie d’Istria (Croazia), un’interessante tavola rotonda dal titolo “Malvasia, un vino che unisce tre stati – Idee e strategie a confronto per sfidare il futuro”. Interverranno: Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina – Devin Nabrežina; Fabrizio Vižintin, sindaco del Comune di Buje; Tiziano Venturini, presidente delle Città del Vino Fvg; Denis Goja, membro del consiglio di amministrazione di Las Istre. Modererà l’incontro Martina Vocci. L’evento si terrà alle ore 10, nella sala del consiglio comunale di Buie – www.buje.hr/it. Verrà predisposto un servizio di traduzione simultanea. A seguire è previsto un rinfresco e una degustazione di vini locali.
Domenica seguirà un’altra tavola rotonda dal titolo “Vini senza confini: il turismo transfrontaliero come leva di sviluppo sostenibile”. Interverranno: Francesco Marangon, Università di Udine; David Pizziga, Gal Carso Las Kras; Joško Sirk, Sirk della Subida. Modererà l’incontro Robi Jakomin. L’evento si terrà sempre alle 10, nella Casa della Pietra, Sp1, ad Aurisina. A seguire è previsto un rinfresco con una degustazione di vini locali in una cantina del Carso.
La celebrazione della Giornata Mondiale dell’Enoturismo si presenta come un grande appuntamento di eventi, attività e iniziative legate all’importante settore economico. L’iniziativa rientra nel programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino.
I due appuntamenti sono riservati a sindaci, amministratori locali, ambasciatori delle Città del Vino, agli addetti al settore e alla stampa. Confermare la propria presenza scrivendo a jakomin@galcarso.eu, telefono 351.5100786.

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In copertina, grappoli di Malvasia grande varietà bianca friulana e istriana.

Zannier: tutti uniti in difesa del Prosecco. Le opposizioni entro il 21 novembre

(g.l.) C’è tempo fino al 21 novembre prossimo per presentare le opposizioni, motivate, al riconoscimento europeo della menzione Prošek richiesta dalla Croazia, che si ritiene fortemente lesiva per i produttori friulani e veneti. «Sulla tutela del Prosecco rispetto alle pretese del Prošek croato la visione delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e del Governo è unica e univoca e porterà a un’azione coordinata anche con altri Paesi europei che la pensano come noi, come Francia, Spagna e Portogallo», ha affermato infatti l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga, al termine della giornata di incontri politici e tecnici tenutisi a Venezia, nella sede della Regione Veneto in Fondamenta Santa Lucia, con il sottosegretario di Stato alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenuto con l’assessore all’Agricoltura Federico Caner. Erano presenti anche il presidente della Commissione agricoltura del Senato Gianpaolo Vallardi e il direttore generale del Ministero di via XX Settembre, Giuseppe Ambrosio.

Zannier parla all’incontro di Venezia.

«L’incontro odierno a Venezia – ha spiegato Zannier, come si rileva in una nota Arc – ha un valore determinante sia per la modalità di due Regioni e un Ministero che lavorano assieme sulla produzione di un’opposizione rispetto alla tematica legata al Prošek sia per il tema di fondo che è stato affermato con forza e che viene sottoposto nelle sedi europee. Se cioè la tutela delle denominazioni – principio basilare dell’Unione europea che risponde alla tutela dei consumatori secondo definizioni chiare e inequivocabili – possa essere messa in discussione attraverso menzioni tradizionali che di fatto richiamano nomi e denominazioni assonanti ingenerando una confusione inaccettabile».
Nel corso dell’incontro è stato fissato il ruolino di marcia dell’azione italiana, che, come ha spiegato Zannier, «è formale e sostanziale e proseguirà in tutte le sedi opportune». Come detto, entro il 21 novembre lo Stato e parallelamente le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ognuno per propria parte, depositeranno le opposizioni al riconoscimento della menzione tradizionale al Prošek; memorie parallele saranno presentate anche dai Consorzi di tutela e dalle Associazioni di settore. La Croazia avrà, a sua volta, 60 giorni di tempo per presentare eventuali controdeduzioni. Seguirà quindi la decisione della Commissione europea. «Purtroppo non c’è un vincolo temporale per il verdetto finale – ha rilevato Zannier -, ma il Governo italiano è in pressing per richiedere la procedura più rapida possibile in modo da giungere quanto prima alla soluzione di una vertenza i cui presupposti e i cui contorni appaiono evidenti».

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In copertina, spumanti friulani fra i quali primeggia il Prosecco Doc.

“Il Prosecco è nostro e non si tocca!”: dal Fvg ecco la risposta alla richiesta croata

(g.l.) «Il Prosecco è nostro e non si tocca!». Era inevitabile che pure dal convegno vitivinicolo dell’altro pomeriggio, nelle Grave codroipesi, si levasse un appello corale alla difesa di questo spumante, ormai dalla fama mondiale, protetto dalla Doc interregionale ritagliata da parecchi anni ormai tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, e che ha quale punto riferimento geografico una piccola località del Carso Triestino, Prosecco appunto, il cui nome ha consentito di dare un nome a un vero e proprio “fiume” di vino con le bollicine. Il problema, come è noto, è legato alle polemiche di stretta attualità, perché divampate sugli organi di informazione, innescate dalla pretesa della Croazia di salvaguardare un proprio, omonimo bianco. Al riguardo, il presidente del Consorzio per la tutela del Prosecco, Stefano Zanette, ha auspicato che la vicenda del Prosek venga gestita con equilibrio dall’Unione europea senza danneggiare il nostro prodotto, altrimenti «si creerebbe un precedente di giurisprudenza che metterebbe in discussione tutto il sistema di denominazioni europee. Paradossalmente – ha osservato Zanette -, questo potrebbe portare a riaprire la questione Tocai tra Friuli Venezia Giulia e Ungheria». Altra questione che ha tenuto banco in queste settimane, riaprendo dissapori peraltro mai del tutto sopiti, dopo l’adozione del nome alternativo, “Friulano”, che nonostante gli investimenti, pubblici e privati, non ha portato ai risultati sperati, tanto che la varietà – che, dopo tutto, rappresentava il nostro storico bianco portabandiera – ne ha risentito parecchio sotto il profilo produttivo e commerciale.

Il saluto del presidente Bellomo…

… e tutti i relatori.

Temi enologici, ma soprattutto politici, che hanno avuto dunque come sfondo, il meeting codroipese. Un’apertura all’insegna dei quattro elementi naturali da preservare che rendono unica la viticoltura regionale (Terra, Aria, Acqua e Cielo, con un magnifico tramonto dopo alcune gocce di pioggia) e una chiusura con il rinnovato impegno a proseguire sulla strada della sostenibilità, puntando alla prima bottiglia di Prosecco tutta riciclabile nei suoi componenti. Un successo per il convegno “Dalla terra al bicchiere” che La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa della Delizia, azienda leader nel mondo degli spumanti e con forte presenza anche nei vini fermi, ha organizzato nella propria azienda agricola a due passi da Codroipo per presentare assieme ai partner la sua filiera sostenibile. Moltissimi gli intervenuti, fra i quali anche il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi.
Moderato dal direttore dei giornali Messaggero Veneto di Udine e Il Piccolo di Trieste, Omar Monestier, l’incontro ha visto in apertura il presidente della Cantina La Delizia di Casarsa, Flavio Bellomo, rimarcare come da questa nuova visione non si possa più tornare indietro: «La viticoltura sostenibile non è una moda del momento, ma un impegno che ci prendiamo per il futuro non solo della nostra cooperativa e dei nostri clienti, ma anche delle comunità e del territorio in cui operiamo». Ha quindi portato un saluto Claudio Violino, sindaco di Mereto di Tomba, nel cui territorio comunale ricade parte dell’azienda agricola, il quale ha ricordato il valore della presenza de La Delizia, nonché la strategicità dell’agricoltura nel sistema economico territoriale.

Mirko Bellini, direttore La Delizia Viticoltori Friulani, ha quindi aperto la tavola rotonda con l’intervento sul tema “Visionari. Sostenibili. Responsabili. E con tanta sete di futuro”, ovvero il nuovo percorso intrapreso dalla Cantina di Casarsa verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la certificazione Sqnpi, Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, in tutta la filiera. «Una certificazione che ha come simbolo l’ape – ha spiegato – a cui noi aggiungiamo la farfalla, altro insetto legato alla salubrità dell’ambiente che noi abbiamo scelto di inserire nel nostro nuovo logo. L’impegno per la sostenibilità abbraccia tutta la nostra filiera, trovando l’adesione dei nostri partner fornitori, in uno dei primi esempi a livello nazionale di un sistema che parte dalla vigna e arriva all’automezzo che consegna i nostri vini. Un impegno per la sostenibilità ambientale, economica e sociale in cui crediamo in prima persona e che è sempre più richiesto dai consumatori finali. Siamo fortunati a operare in una regione come il Friuli Venezia Giulia in cui terra, aria, acqua e cielo non sono compromessi e sta a noi saperli preservare, anche attraverso la digitalizzazione delle particelle dei vigneti dei nostri soci che stiamo effettuando, in modo da avere tutte le informazioni per esempio sul consumo di acqua. Il tutto avendo sempre l’obiettivo di ridurre la “carbon footprint” dell’azienda. Questo nostro impegno è un ritorno alla gestione del territorio attraverso l’agronomia riducendo al minimo indispensabile la chimica. Sostenibilità ambientale, sociale ma soprattutto economica che mal si coniuga con la bolla speculativa che attualmente sta determinando un aumento ingiustificato e incontrollato del prezzo della materia prima».

Il tappo gigante…

… e il pubblico.

Carlos Veloso dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork, gruppo internazionale leader per la produzione e vendita di tappi in sughero, è intervenuto su “Le sfide del packaging tra innovazione, marketing e sostenibilità”. Partendo dalle eccezionali qualità sostenibili del sughero, elemento che naturalmente compensa le emissioni di Co2, ne ha illustrato il recupero per dargli nuova vita in oggetti di design, donando anche alla cantina uno speciale mega tappo con il logo de La Delizia in occasione dei 90 anni appena compiuti. Ha chiuso anche con un monito a diffidare di quelle aziende che non stanno effettuando una reale politica ambientale, ma semplici operazioni di facciata (il cosiddetto green washing).
Federico Goitre, sales manager di Italia Enoplastic gruppo internazionale leader per la produzione e vendita di capsule e chiusure di garanzia per il mondo del vino, spumante, liquori, olio e aceto, ha poi discusso a proposito de “La cultura del design e dell’innovazione verso materiali sostenibili”. Illustrato il rapporto con La Delizia, ha spiegato come si stia lavorando sempre più su materiali sostenibili e con minore uso di colle, annunciando lo studio di un nuovo materiale totalmente riciclabile. Interessante come, dal riciclo dei materiali delle capsule, vengano anche realizzati pali per vigneti, portando ulteriore sostenibilità al comparto viticolo.
Martina Villa, marketing manager di Ds Smith Packaging Italia, gruppo internazionale leader per la produzione e vendita di imballi e packaging personalizzati, è intervenuta invece sul tema “Ridefinire il packaging per un mondo in evoluzione – la sostenibilità al centro di tutto”. Essendo carta e cartone materiali sostenibili per natura, la sua azienda ha una vocazione green solida, con i propri clienti che chiedono sempre più queste soluzioni rispettose dell’ambiente e riciclabili. Una realtà che vuole contribuire attivamente all’economia circolare.
Luca Ceccarelli, presidente del Gruppo Ceccarelli, gruppo nazionale leader nel settore dei servizi di logistica e trasporti, ha quindi parlato di “Una supply chain sostenibile – Utopia o realtà?”. Rinnovo costante del parco automezzi aziendale, scegliendo mezzi a basse emissioni, e la sfida dell’ultimo miglio, con consegne affidate nella parte finale a mezzi elettrici soprattutto nei centri delle città, sono state le tematiche al centro del suo intervento. Evitare viaggi di mezzi vuoti e ricercare 20 mila autisti all’anno in Italia sono invece le sfide che ha posto per il comparto.

Glera vitigno base del Prosecco.

Infine, intervistato dal direttore Monestier, Stefano Zanette si è soffermato sulle politiche messe già in atto dal Consorzio per la tutela del Prosecco riguardo alla produzione sostenibile e al rispetto di ambiente e salute. Dal bando al glifosato per i trattamenti delle erbe infestanti al ripristino delle siepi attorno ai vigneti, fino agli obiettivi su cui si sta lavorando, di boschi piantati per compensare le emissioni del ciclo produttivo e l’uso del marchio consortile solo per aziende che operino in maniera sostenibile. E proprio sulla domanda di stretta attualità legata alla vicenda del Prosek, vino che la Croazia vuole tutelare per quanto riguarda la denominazione in sede europea, Zanette si è detto fiducioso che la vicenda venga seguita dall’Unione Europea senza danneggiare il Prosecco, altrimenti – come dicevamo all’inizio – il caso che ne scaturirebbe creerebbe un precedente di giurisprudenza, tale da mettere in discussione tutto il sistema di denominazioni europee. Paradossalmente, questo potrebbe portare a riaprire la questione Tocai tra Friuli Venezia Giulia e Ungheria, ma sarebbe un autogol per il comparto “sperare” che la Croazia riesca nel suo intento per ottenere sviluppi in quest’altra vicenda. Il presidente ha parlato anche del Prosekar, vino a rifermentazione naturale tradizionale di Prosek-Prosecco, il paese carsolino al quale è appunto legata la Denominazione di origine controllata. Infine, Zanette ha confermato il grande successo del Prosecco Doc Rosé, subito apprezzato non solo dai consumatori ma anche nei concorsi enologici.
In chiusura su proposta di Veloso, La Delizia con il presidente Bellomo si è impegnata a lanciare prossimamente un Prosecco con tutti i suoi elementi – dalla bottiglia all’etichetta, da capsule a tappi e confezione – prodotti in maniera sostenibile e riciclabile.

Vigneto nelle Grave del Friuli.

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In copertina, spumanti friulani a Casarsa della Delizia: il Fvg vuole difendere il suo Prosecco.

Prosek alla Croazia? No dalla Regione Fvg. Zannier: “Bruxelles sia coerente!”

(g.l.) Giù le mani dal Prosecco! «L’Unione Europea non pensi di poter stravolgere l’applicazione delle proprie stesse regole. L’assegnazione ad un vino bianco croato della denominazione Prosek è in palese conflitto con la Dop italiana Prosecco e con tutte le normative comunitarie». Parole chiare, che non ammettono fraintendimenti, quelle dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, il quale unisce così la propria voce a quella dei tanti esponenti italiani di diversi schieramenti politici, europarlamentari, deputati e governatori in primis, che in queste ore si stanno opponendo con fermezza alla richiesta avanzata dalle autorità di Zagabria alla Commissione europea per l’avvio della procedura di riconoscimento della menzione tradizionale Prosek a un vino bianco prodotto nei vigneti croati.
«Ricordo – ha aggiunto Zannier – che già alcuni anni fa la Croazia aveva chiesto il riconoscimento della denominazione, allora rifiutato da Bruxelles in quanto palese plagio del nostro Prosecco. Se l’Unione Europea intende mantenere un minimo di credibilità, rispetto a regole ampiamente condivise, si comporti con coerenza e blocchi immediatamente la richiesta», ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga.
La Regione Fvg, dunque, si oppone fermamente alla possibilità che il nome Prosecco – pur nella sua traduzione in lingua croata – esca dai confini regionali. Si tratta, infatti, di un nome geografico, quello del piccolo paese sul Carso Triestino, al quale è stata “ancorata” l’intera denominazione interregionale che tutela le produzioni di Friuli Venezia Giulia e Veneto. Motivo per cui viene ribadita la necessità della sua difesa in ambito comunitario.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, ecco alcuni grappoli di Glera, il vitigno base del Prosecco.

Giornata mondiale dell’acqua: tutela per Tagliamento, Isonzo e mare Adriatico

«L’acqua è vita, l’acqua è un tesoro del nostro territorio e la Regione è in prima linea per la sua difesa e tutela. L’amministrazione regionale ha avviato numerose iniziative, dalla tutela dei corsi d’acqua come il Tagliamento e l’Isonzo, ai progetti europeo Marless e regionale aMare Fvg, fino alla legge regionale 21/2020 che disciplina l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a uso idroelettrico». Lo ha detto ieri, come informa Arc, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, durante l’evento online organizzato dall’Ogs per celebrare la Giornata mondiale dell’acqua, nel corso del quale ha spiegato che «il Tagliamento, riserva Mab Unesco, rappresenta il manifesto della mia visione dell’ambiente: in un’ottica conservativa, educativa e di sviluppo sostenibile non verranno posti ulteriori vincoli, ma sarà favorita l’interazione tra uomo e natura, senza che questa relazione si esaurisca nello sfruttamento del territorio».


In merito all’Isonzo, l’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato che «il tema della sensibilità ambientale e del rispetto delle risorse idriche si fa più complicato: l’ambiente e la natura non conoscono confini amministrativi e spesso la condivisione di un bene primario come l’acqua necessità di politiche ambientali convergenti. La Regione sostiene quindi l’idea degli Stati generali dell’ambiente, rallentati a causa della pandemia, ma l’obiettivo è quello di compiere entro l’anno un primo passo con la “Conferenza dell’Ambiente dell’Alto Adriatico” che coinvolga Slovenia e Croazia, oltre a Veneto ed Emilia-Romagna al fine di delineare politiche ambientali comuni a tutela dell’Adriatico e, per quanto riguarda Friuli Venezia Giulia e Slovenia, dell’Isonzo».
Scoccimarro ha, poi, rimarcato che la tutela dell’Adriatico è al centro del progetto europeo Marless che mira alla salvaguardia dell’ambiente marino e la salute dell’uomo partendo dal monitoraggio dei rifiuti dispersi in mare. «Le plastiche sono rifiuti purtroppo sempre presenti in grande quantità sulle nostre spiagge e fondali marini – ha detto -. Partendo da Trieste, il progetto pilota “aMare Fvg” porterà in tutti i Comuni le iniziative di raccolta e trattamento dei rifiuti rinvenuti in mare o nei tratti di litorale da parte dei pescatori durante le attività di pesca e dai diportisti in navigazione; ma anche nell’ambito di iniziative di pulizia dei fondali e degli specchi d’acqua o nel corso di specifiche attività di pulizia dei tratti di litorale ad opera di associazioni di volontariato».
Concludendo, l’assessore ha spiegato che «la tutela dell’acqua sfruttata come fonte di energia rinnovabile è al centro della legge regionale 21/2020, che è stata approvata all’unanimità lo scorso anno in Consiglio regionale e segna il punto di partenza di un progetto ambizioso: la nascita della società elettrica regionale “Fvg Energia”, la quale tutelerà ambiente, salute e lavoro».

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In copertina e all’interno le acque del Friuli Venezia Giulia dal mare Adriatico ai fiumi Isonzo e Tagliamento.

Da Silvia Tirel un aiuto a Collio e Brda candidati al marchio Unesco

di Claudio Fabbro

Anche l’approfondita e appassionata ricerca della neo-dottoressa Silvia Tirel sarà un prezioso sostegno al Collio e alla contermine Brda, l’area vitivinicola slovena, che aspirano a ottenere il prestigioso marchio Unesco. Martedì 24 marzo, infatti, la giovane caprivese, iscritta al corso di Laurea magistrale in Gestione del turismo culturale e degli eventi dell’Università degli Studi di Udine, ha discusso (in modalità streaming vista la nota situazione di emergenza sanitaria) la sua tesi intitolata “Candidatura Unesco del territorio transfrontaliero Collio-Brda” ottenendo il punteggio massimo di 110 e Lode.
Il lavoro di tesi ha come oggetto l’imminente candidatura del sito transfrontaliero Collio-Brda alla prestigiosa lista del Patrimonio mondiale Unesco; l’obiettivo è fornire un’analisi del territorio attraverso lo studio delle sue caratteristiche peculiari: sono infatti state fatte delle osservazioni riguardo gli aspetti paesaggistici, il clima, le diversità linguistiche, l’agricoltura e la gastronomia. Successivamente, è stata effettuata una ricerca circa le attività transfrontaliere volte a mantenere i rapporti, le tradizioni e gli scambi culturali tra le due aree storicamente unite e separate da un confine politico solamente in epoca recente, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il sindaco Daniele Sergon.


L’Amministrazione comunale di Capriva del Friuli, tra gli enti promotori della candidatura, ha accolto con grande entusiasmo e prospettiva questo percorso di studi con tesi finale di Silvia. “Un simile lavoro di tesi, infatti, è certamente rilevante per il nostro territorio ed è verso la consapevolezza della popolazione, tutta nei confronti di un progetto così importante, che si deve lavorare”, le parole del sindaco Daniele Sergon. Se poi a farlo sono giovani, preparati, e così professionali nel loro iter di studio intrapreso, crediamo che sia una occasione importante per tutti.
La tesi ha proposto un ulteriore studio delle attività turistiche esclusive dell’area del Collio e degli eventi tradizionali tipici del Brda. Infine, dopo aver presentato l’organizzazione Unesco e illustrato i criteri necessari per candidare un sito e il relativo iter da seguire, il territorio è stato posto a confronto con altri siti già parte del Patrimonio Mondiale, al fine di evidenziarne eventuali similitudini ed elementi di unicità.
I criteri scelti per la selezione dei siti da porre a confronto sono quelli fondamentali per la candidatura di Collio-Brda, ovvero i criteri di selezione, la caratteristica transfrontaliera e la definizione di paesaggio culturale; sono quindi stati scelti rispettivamente il sito di Stari Grad in Croazia, il territorio transfrontaliero di Ferto/Neusiedlersee tra Austria e Ungheria ed infine il paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato. Ricordare infine l’importanza del “Prosecco” nella prestigiosa famiglia Unesco è “atto dovuto”.
“È per noi fondamentale che i cittadini siano consapevoli del valore del nostro territorio mostrandosi interessati a tali iniziative. Il marchio Unesco – ricorda infine Sergon – è sinonimo di valore e garanzia per il turista, pertanto è una potenziale risorsa per l’incremento turistico e la valorizzazione dell’area Collio-Brda, sapere che anche i giovani credono nel nostro territorio ci stimola a mantenere alto l’impegno verso tale progetto, auspicandoci che il lavoro della nostra concittadina Silvia possa essere d’aiuto alla candidatura“.

Ecco la zona vitivinicola collinare e il Castello di Spessa a Capriva.

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In copertina, la neo-dottoressa Silvia Tirel brinda alla sua laurea dedicata al Collio italiano sloveno.

Ecco la Guida con sapori e profumi di Alpe Adria

di Giuseppe Longo

UDINE – Da qualche giorno, purtroppo, anche su trattorie e ristoranti del Friuli Venezia Giulia si vedono serrande tristemente abbassate. Comanda il Coronavirus, con tutto quello che ne consegue: in poco tempo si sono già accumulati danni enormi, che presto saranno incalcolabili. Ma oggi vogliamo ritagliare assieme a voi – fra le tante notizie legate all’emergenza sanitaria anche nel settore agroalimentare, come quelle che precedono questo articolo – un apposito spazio per riandare a una bellissima serata che, prima della neppure ipotizzata crisi in atto, aveva avuto quale elegante cornice l’hotel Là di Moret, alle porte di Udine per chi arriva dall’Alto Friuli. E che era stata organizzata per una delle presentazioni ufficiali della 24ma edizione della Guida enogastronomica più longeva della macroregione europea composta dal nostro Nord Est, da Austria, Slovenia e Croazia. Vale a dire da quell’insieme linguistico e culturale che va sotto il nome di Alpe Adria e che attinge alla ricca storia della Mitteleuropa. Vi proponiamo, insomma, un gustoso approfondimento su buona tavola e  tradizioni di quest’area, affinché sia di buon auspicio per un rapido ritorno alla normalità, per poter quanto prima riassaporare tutto questo.

Tutti i protagonisti della serata.

Area unica al mondo

Territorio, esclusività, trend, cucina, vini e prodotti rilanciano, infatti, una grande area unica al mondo composta da 4 nazioni, formata dall’intreccio secolare delle culture tra Venezia, la penisola italiana, i Balcani e appunto la Mitteleuropa. La Guida Magnar Ben Best Gourmet è “il termometro” dell’energia che sprigiona questa terra tra acque, pianure, colline e monti nella sua espressione più vera: la cultura del mangiare, della tavola, dell’agricoltura in un contesto di straordinaria bellezza geografica e storica. Le influenze qui nei secoli si sono fatte sentire, si sono intrecciate dai Balcani a Venezia, dall’italica cucina mediterranea alla Mitteleuropa, tra la campagna, il mare e i monti. Quale altro territorio al mondo potrebbe vantare questo bagaglio storico-culturale? Qui, infatti, c’è proprio tutto. Che proprio nell’enogastronomia si esprime attraverso un vero e proprio mosaico di colori, profumi e sapori. Unici, inimitabili. E i tre premi assegnati dalla Guida sono proprio i testimoni della veridicità di quanto stiamo affermando.

No all’appiattimento

Maurizio Potocnik è editore e fondatore della guida, talent scout, assieme al suo team di giornalisti, delle migliori cucine, dei vini, dei prodotti. “Ogni anno – ha spiegato – ripercorriamo questo territorio attenti ad ogni dettaglio, alla sfumature, oppure alle rivoluzioni come quella della pizza gourmet, con Veneto in prima linea in questo cambiamento-tendenza che unisce la popolarità della pizza (piatto nazionale) e l’alta cucina, rendendo quest’ultima più accessibile a tutti, aprendo le porte alla riconoscibilità culturale dei prodotti più artigianali. Ma anche la ristorazione più tradizionale si è mossa ed è in continua evoluzione tra recuperi di piatti storici, modernità concreta, miglior approccio con i vini da abbinare ai piatti, il gusto del cambiamento è arrivato anche nella cucina moderna che ha fatto un passo indietro, anch’essa rivolta alla massima valorizzazione del prodotto e del piccolo produttore, meno voli pindarici e più concretezza. Andiamo tutti – ha sottolineato Potocnik – verso la stessa direzione, quella del pescare nell’immenso bagaglio storico-culturale-agricolo che ci rende diversi dal resto del mondo. Dobbiamo continuare a crederci seppure gli Stati, con le loro regole o il mondo, remino nella direzione dell’appiattimento assoluto; dovremo crederci fino in fondo, così ci riapproprieremo del gusto di stare a tavola”.

La presentazione della Guida.

Enogastronomia regina

Vediamo, allora, di conoscere meglio la Guida. “Best Gourmet 2020” offre un’accurata recensione di 400 ristoranti, 100 fra i migliori vini, 50 prodotti d’autore, 20 Hotels Relax&Gourmet, le migliori cucine in quota, le migliori pizzerie gourmet, 21 Awards internazionali. Il tutto in 624 pagine a colori con fotografie dei locali visitati, dei vini e dei prodotti descritti, un formidabile team di giornalisti ed esperti del settore che raccontano puntualmente, da ben 24 anni, il meglio del panorama enogastronomico rilevando e promuovendo tendenze e novità di assoluta eccellenza, dalla piccola trattoria di campagna al ristoratore blasonato, dai migliori vini tra nuove visioni e vini storici, fino ai migliori prodotti. Una guida che ormai è divenuta un cult (anche per gli stessi ristoratori) per bere e mangiare nel Nord Est d’Italia e nei Paesi transfrontalieri di Austria, Slovenia e Croazia, con valutazioni ed indicazioni chiare su qualità, spesa, menu e carta vini in ristoranti realmente visitati.

Cucine d’alta quota

E, ancora, le migliori cucine in quota (sopra i 1.000 metri, rifugi compresi), le migliori pizzerie gourmet, i migliori Hotel Relax&Gourmet nei quali troverete servizi dedicati al wellness e una cucina particolarmente evoluta; 100 best wines tra produttori storici, vini naturali, piccole cantine, vignaioli incorruttibili, le nuove tendenze del bere ed ancora una bella selezione dei 50 migliori foods testati durante l’anno.
Nella guida sono inoltre pubblicati i 21 Awards internazionali delle migliori cucine, vini e prodotti, Awards che verranno consegnati nella ormai storica chermesse di giugno organizzata dall’editore. La Guida è distribuita nelle librerie al prezzo di copertina di 23 euro, oppure acquistabile sul sito: www.magnarben.it/bookshop

I magnifici del 2020

E ora ecco i campioni di Best Gourmet 2020. Tante novità per questo ambito riconoscimento internazionale giunto alla 10ma edizione, riconoscimento che vuole riassumere e mettere in evidenza quanto di meglio si è visto, assaggiato, testato. Ventuno Awards dei quali ben 12 alla ristorazione, 5 nella sezione vini e 3 in quella dedicata al food: la cerimonia di consegna è prevista in giugno, al tanto auspicato ritorno alla normalità. Venezia in prima linea con due importanti premi alla “Miglior carta vini” che va alla Gastrosteria Ai Mercanti, curata da Simone Poli, e al miglior piatto dell’anno, lo “Spaghetto in cassopipa” del ristorante Antiche Carampane condotto da Francesco Agopyan.

Udine superstar

Molto bene anche la provincia di Udine con ben 3 premi nella ristorazione, dei quali uno al ristorante Ilija del Golf Club di Tarvisio dello chef-patron Ilija Pejic, chiamato anche lo chef delle 3 nazioni, a Baita Monschein, della famiglia Kratter di Sappada, come miglior ristorante di montagna per la coerenza, l’aderenza a 360° con il territorio alpino, e allo chef Stefano Basello del ristorante Al Fogolar proprio del ristorante Là di Moret, che si è distinto in cucina e con profonda sensibilità socio-culturale con la realizzazione del pane da cortecce e licheni di alberi abbattuti nella tempesta dell’ottobre 2018.

Da Belluno a Padova

In provincia di Belluno, nell’Agordino, va un premio speciale alla ricostruzione dopo la disastrosa tempesta Vaia, al ristorante Hotel Alle Codole, ricostruito in breve tempo nonostante i gravi danni subiti, continuando un percorso di qualità a tavola a 360°. Due awards importanti assegnati anche nel Veronese: ad Enrico Fiorini gestore del ristorante San Martino di Legnago e della pizzeria Al Borgo di Palesella, per la professionalità, lo stile manageriale e la profonda conoscenza del mondo del vino e, nel centro storico della città di Romeo e Giulietta, un premio a Simone Lugoboni del ristorante Oste Scuro in qualità di miglior ristorante di Mare.
Nel Padovano, un premio al ristorante emergente La Posa degli Agri per il concept attualissimo del “ristorante di campagna” ed il suo chef Andrea Alan Bozzato. Anche in provincia di Treviso 3 i premi importanti, uno all’Osteria dei Mazzeri di Follina, gestita dai fratelli Mazzero, l’altro dedicato alla “fine pasticceria al ristorante” che è stato assegnato al ristorante Tre Panoce dove il pastry chef Fabio la Commare, nel team di Tino Vettorello, sta facendo grandi cose nella sezione dessert, ed ancora un premio che sorprende dedicato alle migliori pizze gourmet realizzate nella macroregione (Veneto la regione numero 1) che quest’anno va al trevigiano Davide Croce ed al suo ristorante/pizzeria Equilibri di Treviso. Chiude la sezione ristoranti il riconoscimento che va a Peter Brunel di Arco in provincia di Trento come migliore apertura dell’anno.

Vini, formaggi e gubane

Tra i migliori vini vincono il veronese Tamellini con il Millesimato 2010 tra le bollicine a matodo classico, il vicentino Firmino Miotti con il suo Strada Riela sui lieviti (ancestrale con il fondo), il trevigiano Adami (per il metodo italiano) con il Credas Rive di Farra di Soligo Prosecco Superiore Docg, il Sauvignon Ronco delle Mele 2018 di Venica & Venica in provincia di Gorizia, come miglior vino bianco e tra i vini rossi il Teroldego Rotaliano di Donati Marco di Mezzocorona in provincia di Trento.
A Treviso anche il premio del miglior formaggio in Alpe Adria conferito alla Latteria Perenzin per il formaggio di Bufala al Glera, a Gorizia premiata la piccola attività artigianale L’Antica Ricetta di Cormons con il premio miglior prodotto dolciario per la Gubana e l’Elisir San Zuan. A Ferrara un premio importante dedicato alle panificazioni va al Panificio artigiano di Farinelli di Lagosanto con il suo speciale e fragrante pane “Coppia ferrarese”, un pane d’antica tradizione nella golosa provincia di Ferrara.

Gnocchi con ragù di coniglio.

La cena gourmet

La presentazione della Guida è stata coronata dalla Gran cena di gala Best Gourmet dell’Alpe Adria realizzata al ristorante Fogolar 1905, guidato dallo chef Stefano Basello, dal Club Magnar Ben Editore di Conegliano in collaborazione con l’hotel Là di Moret gestito da Margherita, Edoardo e Franco Marini. Cena che ha avuto quale ospite d’onore anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini, che ha portato il saluto della città sottolineando il valore dell’espressione enogastronomica dell’area, fattore irrinunciabile del movimento turistico, oggi purtroppo messo a dura prova. E proprio a Stefano Basello è spettato l’onore di aprire la serata con “Foie gras, Oro Caffè e mandarino”, accompagnato dal neonato Gori – Magnificat Metodo Classico Magnum. Ecco, poi, Carlo Nappo del ristorante Podere dell’Angelo di Pordenone con “L’anguilla nel Livenza”, abbinato da Villa Parens Gran Noir Millesimato Dosage Zero 2013, vanto dell’azienda Puiatti di Farra d’Isonzo. Ha fatto seguito Ilija Pejic del ristorante Ilija Golf Club Tarvisio che ha proposto “Risotto con estrazione di cappuccio viola, mela verde e crema di formaggio salato”. Il vino? Un grande bianco: Dai Morars – Amandum – Friulano 2016. Quindi una “tappa” carsolina con la cucina di Gabriella Cottali Devetak, della Lokanda Devetak 1870 che ha presentato “Snidjeno testo, gnocchi di pasta lievitata con ragù di coniglio al finocchietto e ricotta carnica”. Anche qui un altro bianco di lusso dell’azienda Venica&Venica: “Jesera” Pinot grigio Doc Collio 2018. Un bel piatto che ha portato alla conoscenza dei commensali due importanti anniversari: i 150 anni del ristorante di San Michele del Carso e i 90 dell’azienda di Dolegna del Collio. E dalla montagna un salto alla pianura friulana con Loris Bearzi e patron Ivan Uanetto, della trattoria Da Nando di Mortegliano, che hanno fatto arrivare in tavola “La rosa di Gorizia di Brumat incontra l’olio Timbro Istriano Mate nell’acetaia Da Nando; La capasanta, il Melanospurum Niger Friulano, la zucca e il Gin Monologue di Tomaz Kavcic”, con un elegante abbinamento: Paolo Rodaro – Pinot nero Romain 2017. E per concludere? L’Antica Ricetta di Cormons con la Gubana artigianale e l’Elisir SanZuan (miglior proodotto dolciario Best of Alpe Adria 2020). Il tutto, molto applaudito, con la partecipazione di Oro Caffè, Vecon, ConiglioNatura, Agrofin Olio Mate, L’Antica Ricetta.

Rosa di Gorizia con olio istriano.

I CAMPIONI

RESTAURANTS AWARDS BEST OF ALPE ADRIA

Ristorante dell’anno Best of Alpe Adria 2020
Ilija – Golf Club Tarvisio –Tarvisio UD

Chef dell’anno Best of Alpe Adria 2020
Stefano Basello – Ristorante Al Fogolar Là di Moret –Udine UD

Miglior Patron dell’ospitalità e professionalità Best of Alpe Adria 2020
Enrico Fiorini – Ristorante Tenuta San Matino – Legnago VR

Miglior ristorante della tradizione Best of Alpe Adria 2020
Osteria Dai Mazzeri – Follina TV

Miglior ristorante di mare Best of Alpe Adria 2020
Oste Scuro – Verona VR

Miglior ristorante di montagna Best of Alpe Adria 2020
Baita Mondschein – Sappada UD

Miglior Pizza Gourmet Best of Alpe Adria 2020
Equilibri – chef Davide Croce – Treviso TV

Miglior nuova apertura Best of Alpe Adria 2020
Peter Brunel Ristorante Gourmet – Arco TN

Miglior ristorante emergente Best of Alpe Adria
La Posa degli Agri – chef Andrea Alan Bozzato – Polverara PD

Miglior piatto Best of Alpe Adria 2020
Spaghetti in cassopipa – Antiche Carampane – Venezia VE

Ristorante della ricostruzione Tempesta Vaia Best of Alpe Adria
Ristorante Alle Codole – Canale d’Agordo BL

Miglior pasticceria fine al Ristorante Best of Alpe Adria 2020
Ristorante Tre Panoce – Pastry chef Fabio La Commare – Conegliano TV

FOOD AWARDS BEST OF ALPE ADRIA

Miglior prodotto dolciario Best of Alpe Adria 2020
Gubana artigianale e San Zuan Elisir di Noce
L’antica Ricetta – Cormons GO

Miglior formaggio Best of Alpe Adria 2020
Bufala al Glera
Perenzin Latteria – Bagnolo di San Pietro di Feletto TV

Miglior pane della tradizione
Coppia Ferrarese
Panificio Artigiano Farinelli – Lagosanto FE

WINES AWARD BEST OF ALPE ADRIA

Miglior Spumante Metodo Classico Best of Alpe Adria 2020
Millesimato Tamellini 2010
Tamellini – Soave VR

Miglior Spumante Metodo Italiano Best of Alpe Adria 2020
Col Credas – Rive di Farra di Soligo Prosecco Superiore di Valdobbiadene Docg
Adami – Vidor TV

Miglior vino rifermentato in bottiglia col fondo Best of Alpe Adria 2020
Strada Riela sui lieviti – da uve di Vespaiolo
Firmino Miotti – Breganze VI

Miglior vino Bianco Best of Alpe Adria 2020
Sauvignon Ronco delle Mele 2018
Venica & Venica – Dolegna del Collio – GO

Miglior vino Rosso Best of Alpe Adria 2020
Teroldego Rotaliano Doc Sangue di Drago 2016
Donati Marco – Mezzocorona TN

Panel giornalisti e collaboratori 24ma edizione:
Maurizio Potocnik, Giuseppe Casagrande, Morello Pecchioli, Francesco Lazzarini, Andrea Ciprian, Furio Baldassi, Mario Stramazzo, Francesco Turri, Cristiana Sparvoli, Tiziana Rinaldi, Marina Tagliaferri, Chiara Giglio, Marisa Cartotto, Stefano Falcier, Dario Penco

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In copertina e qui sopra la Guida enogastronomica di Alpe Adria.