LA RICETTA – Moderna e raffinata zuppa di Montasio

di Roberto Zottar

Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi si riscoprono cibi corroboranti che durante l’estate si erano forse lasciati da parte, come zuppe, minestre e quando il freddo è più intenso anche le jote. Giuseppina Perusini Antonini nel 1949 scriva che “il friulano desidera la scodella di minestra calda, l’apprezza, la vuole ben preparata, come e quanto i meridionali ci tengono ai maccheroni”.
Nel passato, in tempi di difficoltà, la minestra era molte volte l’unico piatto: vi leggo a proposito un toccante scritto del friulano Padre Davide Maria Turoldo dal titolo “la mia minestra”. “… era una minestra sempre uguale, e però la fame era sempre nuova, così ti pareva nuova anche la minestra. E poi nuova era, ogni giorno, la cura con  cui tua madre la preparava, Ora ci metteva qualche pizzico di aglio in più, e anche del pepe ci metteva; poi qualche radice che sapeva lei, ora qualche patata con carote e altri legumi, ma sempre orzo. Appena accorgimenti semplici per darle un sapore che non ti disgustasse mai. Nei giorni di maggior fatica ci metteva dentro di tutto, specialmente qualche costina di maiale e anche qualche salsiccia che si fondesse con l’orzo: un sapore da allungarti il collo. E di domenica faceva addirittura un minestrone con i fagioli migliori, quel color castagna, che parevano di cioccolata: fagioli conservati apposta per la domenica. Dio, che minestra!”.
Piero Adami ricorda che la minestra carnica è un piatto prevalentemente brodoso, sempre ben caldo per combattere  al meglio la rigidità del clima, inizialmente molto povero, ma che si è arricchito man mano di ingredienti piuttosto semplici come la “batude”, ossia latticello, ricotta o latte, divenendo spesso una preparazione ricca di fantasia e di rustica raffinatezza, equilibrata nei sapori, con caratteristiche gastronomiche ben definite.
Oggi vi propongo una rivisitazione moderna, delicata e raffinata di minestra, una zuppa di formaggio latteria di Alessandro Gavagna, chef stellato del ristorante “La Subida” di Cormòns. Il formaggio latteria Montasio è documentato nella regione già dal 1200 quando veniva prodotto ad opera dei benedettini dell’Abbazia di Moggio.

Preparazione:
In una pentola fate stufare per qualche minuto 100 g di burro con una cipolla media tritata. Aggiungete 50 g di farina e lasciate tostare un po’ mescolando. Versate a questo punto un litro di buon brodo vegetale e portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per una decina di minuti. Aggiungete 3 etti di formaggio latteria giovane grattugiato e cucinate ancora un paio di minuti. Togliete dal fuoco, aggiungete tre rametti di maggiorana tritata e due tuorli d’uovo. Con l’aiuto di un frullatore ad immersione rendete omogenea la zuppa. Passate al colino cinese e regolate di sale e pepe. Se volete eccedere anche una grattata di tartufo!

Vino:
Ottimo un Friulano (ex Tocai) del Collio. Ma altrettanto consigliabili un Riesling renano o un Müller Thurgau.

Buon appetito!

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In copertina e qui sopra la zuppa di Montasio rielaborata dallo chef Alessandro Gavagna.

Il Collio con un clic: domani tra i vigneti con la nuova App

Oggi la presentazione ufficiale a Cormons e domani mattina un’escursione tra i vigneti di Capriva per conoscere “dal vivo” attivando, con un semplice clic, un’ App appena creata che dà accesso a una nuova modalità di fruizione del territorio viticolo altamente immersiva e di forte impatto emozionale, caratterizzante l’esperienza che i visitatori potranno adesso vivere sul Collio grazie a un intervento fondato sull’innovazione tecnologica, nel segno della sostenibilità ambientale.

“Collio: Laboratorio a cielo aperto dello Sviluppo Sostenibile” è infatti – come riferito anche ieri – il secondo focus messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che dallo scorso anno – sotto la guida della presidente Roberta Demartin – ha avviato il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo. Dopo la prima fase, con il riallestimento in chiave multimediale del Museo del Monte San Michele, questo nuovo progetto ridefinisce la conoscenza del territorio del Collio in una chiave esperienziale ed emozionale basato sulla peculiarità dell’ascolto audio e dello “storytelling”. Un viaggio narrativo altamente a cui ogni visitatore può accedere con il proprio smartphone, grazie alla nuova App realizzata da Ikon, “COLLIO XR — Extended Reality”, basato sull’ascolto audio immersivo di 8 diversi racconti per 7 percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati, che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio.
Per l’illustrazione pubblica della nuova App “Collio XR – Extended Reality” appuntamento  nella mattinata di domani, sabato, a Capriva con un’escursione aperta a tutti gli interessati a partecipazione libera. Partenza alle 10 dal Parco di Russiz Inferiore: dopo i saluti del sindaco Daniele Sergon e della presidente Roberta Demartin, inizio della passeggiata inaugurale con le “istruzioni per l’uso” della app mobile Collio XR da parte di Enrico Degrassi di Ikon. Sosta al Castello di Spessa e rientro con un momento conviviale a base di prodotti del Collio, a partire ovviamente dai rinomati vini.

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In copertina, colline piene di vigneti in veste autunnale a Capriva.

“Sapori in Cantina”: che domenica oggi a Dolegna del Collio!

La prevendita dei ticket è andata quasi a ruba, ma ci sono ancora dei posti disponibili per partecipare oggi 20 ottobre a “Sapori in Cantina”, l’evento autunnale di Dolegna del Collio che consente agli enoturisti e agli appassionati del nettare divino, sapientemente accostato alla buona gastronomia, di partecipare a un tour di 6 tappe, con tanto di portabicchiere al collo e bus navetta per la trasferta. Non solo fra i 6 punti di ritrovo, ma anche – per i più comodi – dalle stazioni ferroviarie di Cividale e Cormons. C’è pure la possibilità di effettuare il percorso a piedi – tra le prime quattro tappe – attraverso un sentiero naturalistico, come pure accedervi con i mezzi propri.


Un itinerario enogastronomico che farà scoprire il fantastico paesaggio naturalistico e i prodotti che ne derivano, nella splendida cornice di Dolegna del Collio che si estende a nord del Comune di Cormons, tra la provincia di Udine e la Slovenia. Sarà così possibile ammirare il territorio collinare, colorato dalle diverse sfumature autunnali, e nel contempo degustare la tradizionale cucina friulana e i meravigliosi vini prodotti dalle aziende locali, all’insegna della giovialità e del buon gusto.
A partire dalle 10 e fino alle 18 si potrà arrivare alle sei cantine – i bus partiranno ogni 15 minuti dal ritrovo di Lonzano, presso la Cooperativa Agricola di Dolegna, con ampio parcheggio a disposizione – che mesceranno a ogni avventore un calice di vino Doc Collio delle cantine del territorio, assieme a un piatto preparato per l’occasione.

Queste le sei tappe, con aziende partecipanti, vini e pietanze. 1a tappa: CIME con aziende Beput, Zorutti e Ca’ Ronesca, prosciutto crudo “ Il Molinaro” con pane fatto in casa e Ribolla gialla; 2a: SCRIO’ con Grudina, La Ponca e La Stella, gnocchi di susine con Ribolla Gialla; 3a: MERNICO con l’azienda Ferruccio Sgubin, vellutata di zucca, castagne e ricotta affumicata con Ribolla gialla (Riserva); 4a: PREPOTTO con l’azienda Grillo, gulash con polenta e Schioppettino di Prepotto; 5a: DOLEGNA DEL COLLIO con l’azienda Casella, cosciotto di maiale con patate e Franconia; 6a e ultima tappa RUTTARS con l’azienda Crastin, dolce d’autunno con il Verduzzo. A disposizione all’arrivo un’enoteca per acquistare le bottiglie da portare a casa.
I biglietti online sono esauriti, però ce ne sono altri disponibili telefonando al 333 836 9990. Da precisare, infine, che l’organizzazione si riserva di chiudere anticipatamente le iscrizioni al raggiungimento degli 800 posti programmati.
C.S.

Anche uno sconfinamento a Prepotto.

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In copertina e all’interno vigneti in tenuta autunnale a Dolegna.

LA RICETTA – I “girini” moderna rivisitazione della “pasta butàda”

di Roberto Zottar

I brodi nel tempo si sono accompagnati ad una serie di “guarnizioni”, come sono definite nei ricettari storici le paste aggiunte al brodo. Mi riferisco ad esempio alla “pasta butàda”, ai gnocchetti o alle varie frittatine per brodo, fatte con farina o semolino,  uovo e prezzemolo, fritte nel burro e poi tagliate a quadretti o a tagliatelle.
“Butàda” significa “versata”, cioè un impasto di uova, farina e sale colato in brodo: un piatto svelto per chi ha poco tempo. E pensare che in passato il tempo dedicato alla cucina era quello che scandiva lo scorrere della giornata, e non un momento strappato alla frenesia quotidiana.
La “pasta butàda” in Friuli è un piatto di tradizione con cui un tempo i contadini accoglievano gli ospiti: le paste nell’alimentazione tradizionale infatti avevano una accezione di cibo festivo. Si consumava la sera o prima delle grandi feste, matrimoni o battesimi, per preparare lo stomaco. Si accompagnava a brodo di carne ristretto, solitamente gallina, e data la sostanziosità del piatto, veniva  servita anche alle puerpere dopo il parto.
Maria Stelvio negli anni Trenta ha codificato una ricetta di “pasta butàda” in versione asciutta, pasta che lei chiamava “passerotti”, probabilmente come traduzione del tedesco “Spätzle”.
Da alcuni anni uno chef stellato di Cormòns ha riscoperto il piatto, ribattezzandolo invece “girini” per la loro forma, e servendolo in bocce di vetro che vengono scoperchiate a tavola per sprigionare tutto il profumo delle erbe e degli aromi. A seconda delle stagioni i “girini” sono conditi con carne bianca e verdurine, germogli e fiori spontanei, o salsiccia e rosa di Gorizia, o erbe e porcini.

Procedimento:
Per realizzarli amalgamate in una terrina con una frusta 4 uova con 150 g di farina e sale. Fate riposare l’impasto e versatelo in uno scolapasta posto sopra una pentola di acqua bollente: le gocce di pasta cadendo formeranno i girini. Appena vengono a galla scolateli in acqua fredda. Al momento del servizio, in una padella sciogliete del burro, aggiungete verdure di stagione, ad esempio,  80 g di funghi porcini e 120 g di zucchine tagliati a nastri molto fini, 8  fiori di zucca aperti in quattro e insaporite con  sale e pepe. È molto importante che le verdure siano appena scottate, croccanti e non cotte.  A questo punto fate saltare nelle verdure i girini e impiattate con sottili scaglie di formaggio, un filo d’olio e per decorare alcune foglie di origano o basilico, o i fiori di aglio ursino o chicchi di melagrana.

Vino:
Un giovane Friulano (ex Tocai) o un profumato Sauvignon delle nostre Doc.
Buon appetito!

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In copertina e all’interno ecco i “girini”, una moderna rivisitazione della “pasta butàda”.

Tour su Collio e Brda con le auto d’epoca tra i colori d’autunno

di Gi Elle

Auto storiche tra i vigneti a cavallo del confine italo-sloveno che, conclusa la vendemmia, stanno cambiando colore e quindi perdendo le foglie in vista del riposo invernale, mentre i nuovi vini si stanno affinando in cantina.  Il Club friulano veicoli d’epoca (Cfve) chiude infatti in bellezza la stagione annuale con il tradizionale raduno “Colori d’autunno” che per il 2019 coinvolge il territorio transfrontaliero tra Friuli orientale e Slovenia.

Così, domenica 13 ottobre, una trentina di auto d’epoca dei collezionisti iscritti al club presieduto da Italo Zompicchiatti si ritroveranno, alle 9, presso la Cooperativa di Premariacco per procedere in direzione del Collio sloveno (Brda) con destinazione San Martino nei pressi di Casteldobra, famosissima località vitivinicola.  Qui gli equipaggi avranno modo di visitare le bellezze del territorio e degustare i prodotti dell’enogastronomia slovena. Dopo aver attraversato il valico di Plessiva, a due passi da Cormons, il variopinto corteo di “vecchie signore” a quattro ruote rientrerà in Italia per attraversare il Collio fino a raggiungere Cividale, cuore dei Colli orientali del Friuli, per poi proseguire verso le Valli del Natisone. Un percorso suggestivo dove i colori d’autunno sono davvero superbi e attrattivi. Veicoli di varia produzione ed epoca, ma tutti rigorosamente conservati e iscritti Asi, animeranno questa iniziativa per una giornata all’insegna della sana amicizia saldata dalla comune passione per il collezionismo di pregiate vetture.

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In copertina e qui sopra due immagini autunnali del Collio sloveno nella zona vitivinicola di Casteldobra.

 

Magici colori d’autunno tra i vigneti del Collio

(c.s.) L’autunno è arrivato e si fa sentire, ma non bisogna affatto disperare, anzi. L’autunno è la stagione più accattivante per concedersi una breve vacanza nel Collio goriziano, terra di grandi vini e di buon vivere in Friuli Venezia Giulia. In questo periodo le sue dolci colline si infiammano di mille sfumature – dal giallo al rosso acceso – delle viti che si preparano al riposo invernale dopo la vendemmia: è un “foliage” tutto italiano che ogni anno stupisce e lascia incantati.
Ma dove andare? Per esempio al Castello di Spessa, regalandosi una fuga dalla città per trovare benessere e armonia a contatto con la natura, assaporare vini e cibi di questa straordinaria terra di confine in cui si fondono tradizioni friulane, austriache e slave, e per imparare i segreti di come cucinarli.

Nell’antico maniero in Comune di Capriva gli ospiti dormono fra le vigne della tenuta di 28 ettari che lo circonda. Possono scegliere di alloggiare nelle suite o nell’ex rustico ai suoi piedi che ospita la Tavernetta al Castello, delizioso albergo di charme, oppure nel Casale in collina dedicato al Digital Detox, o ancora negli appartamenti ricavati in un altro grande casale affacciato sul green del golf a 18 buche.
Nei due ristoranti del Resort, la succitata Tavernetta e la più rustica Hosteria del Castello, arrivano in tavola i prodotti dell’autunno e i piatti che li interpretano: uva, zucca, oca, funghi, tartufo e cacciagione sono i protagonisti di ricercati menu, tutti giocati fra tradizione e creatività. Ma non basta: oltre ad assaporare i cibi si potranno scoprire i segreti di questi piatti, svelati ai partecipanti dei Corsi di cucina che lo Chef Tonino Venica tiene su richiesta.

E con i vini come la mettiamo? Nelle cantine d’invecchiamento scavate sotto il Castello, le più antiche del Friuli, si organizzano visite guidate e degustazioni dei pregiati vini Doc che portano in etichetta l’effige del maniero, che ebbe fra i suoi ospiti illustri anche Giacomo Casanova. Molto scenografiche, custodiscono le barrique per l’invecchiamento dei vini e si trovano su due livelli: il primo è il più antico e risale al periodo medievale; il secondo, più sotto, a 18 metri di profondità, è ricavato da un bunker militare realizzato nel 1939 e ha una temperatura costante a 14°, ideale per la maturazione dei vini. Degustazioni sono organizzate anche nei saloni del castello e nel Wine Shop, aperto tutti i giorni della settimana, dove si possono acquistare anche eleganti Wine–GiftBox, personalizzabili con i vini preferiti come pure ordinabili telefonicamente o per e-mail, e spedite tramite corriere.

Se desiderate poi farvi un giretto, dal Castello di Spessa si snodano sentieri per facili e rilassanti passeggiate fra le colline. Il percorso più panoramico è il Sentiero delle Vigne Alte, che collega il castello con La Subida di Cormòns e porta dritto nel cuore del Collio, con scorci panoramici. Ben segnalato, con punti di sosta, si snoda fra macchie dell’antico bosco e i vigneti: una corroborante passeggiata aerobica nel silenzio della natura, alla portata di tutti. Volendo, il sentiero può essere percorso anche a cavallo o in mountain bike. Per andare alla scoperta del Collio e dei dintorni, il Resort mette a disposizione dei suoi ospiti biciclette e Vespe griffate Giallo Collio.

Per l’autunno il Resort propone vari pacchetti fra cui “Sulle tracce di Giacomo Casanova”, dedicato al famoso letterato e avventuriero che soggiornò a Spessa nel 1773, ospite dell’allora proprietario Conte Torriani. Si pernotta in una suite del castello dedicata al Casanova. Dopo la ricca prima colazione a buffet nelle suggestive cucine antiche, la giornata trascorre nel relax, con una passeggiata letteraria nel parco dedicato, punteggiato da tabelle in ferro battuto che ne riportano frasi e detti. Raffinatissima la cena al ristorante Tavernetta al Castello.
“Week-end Gran Gourmet” prevede invece 2 pernottamenti in camera matrimoniale alla Tavernetta al Castello, una cena al piccolo e raccolto bistrot all’interno del castello con menu “Fra mare e terra” e una cena alla Tavernetta con Gran Menu Degustazione, ambedue con abbinamento vini della Tenuta Castello di Spessa.

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In copertina e qui sopra i caldi colori autunnali delle vigne del Collio, nel Caprivese, attorno allo storico Castello di Spessa.

Anche vini e sapori Fvg grandi protagonisti a “pordenonelegge”

Pordenonelegge 2019 propone un viaggio imperdibile nel mondo del vino e dei sapori: un nuovo spazio dedicato sarà allestito nella location più affascinante, il convento di San Francesco con il suo chiostro, per un percorso di incontri alla scoperta delle  eccellenze agroalimentari della regione. E gli incontri con gli autori verranno accompagnati da speciali degustazioni curate da PromoTurismoFvg: una vetrina per il territorio, un volano turistico nel segno del gusto con un occhio alla sostenibilità. “Dalla nostra terra” è in programma dal 18 al 22 settembre: si parte, mercoledì alle 20.30, con Cinzia Scaffidi, a lungo vicepresidente di Slow Food Italia, e “Il mondo del miele e delle api” (Manuali Slow Food): sentinelle degli equilibri ecologici, le api sono preziose per l’agricoltura e il pianeta. L’autrice converserà con Sandra Fancello, presidente del Circolo Territoriale Movimento per la Decrescita Felice Livenza-Tagliamento.

Vini Fvg in scena a Pordenone.

Giovedì, alle 15.30, gli occhi saranno puntati sulla regione per la presentazione della Bradt Guide Friuli Venezia Giulia: come nasce una guida turistica internazionale. Interverranno Adrian Phillips, amministratore delegato di Bradt Guide, Dana Facaros autrice della prima guida turistica del Friuli Venezia Giulia in lingua inglese e Lucio Gomiero, direttore generale di PromoTurismoFvg. Coordina il giornalista Lorenzo Marchiori. Come nasce una guida turistica? Quali le tecniche usate da chi racconta una destinazione? Come viene visto il Friuli Venezia Giulia da chi lavora nel mondo del turismo internazionale? A queste e altre domande risponderanno i protagonisti che rappresentano una delle realtà editoriali di riferimento per viaggiatori di tutto il mondo. E sabato, alle 20.30, il Friuli Venezia Giulia torna in vetrina con l’incontro che vedrà protagonisti Giuseppe Cerasa e Stefano Cosma, coordinati dal giornalista Davide Francescutti. Le Guide di Repubblica presentano a pordenonelegge la nuova edizione del vademecum dedicato al Friuli-Venezia Giulia, una delle mete più gettonate della nuova tendenza turistica attenta alle eccellenze enogastronomiche in abbinata al ricco patrimonio storico e ad ambienti naturali unici. Pordenone e dintorni offrono un ampio ventaglio di offerte, dai luoghi tutelati dall’Unesco fino alle specialità culinarie che si trovano solo in questo angolo di Nordest.
Fra gli incontri in programma: giovedì, alle 17, “Vino all’ombra. Guida sentimentale delle osterie del Trevigiano, del Friuli e di Trieste”: ne converseranno gli esperti Giampiero Rorato e Bepi Pucciarelli. E alle 20.30 “Storie di vino e di Friuli-Venezia Giulia”: Matteo Bellotto e Nicola Angeli sfoglieranno brevi ritratti per raccontare l’anima profonda di una terra silenziosa, dove identità distinte spesso vengono tenute assieme dal vino, capace di raccontare la terra da cui nasce e le persone.

Stefano Cosma

Bepi Pucciarelli

Venerdì, alle 16.30, prende il via percorso “Pagine da assaporare. Cibo, sapori, gusti nella grande letteratura” fino a domenica con letture tratte da grandi libri del passato dedicati a pietanze, vino e aromi. Si alterneranno gli attori Mattia Lanteri, Carla Manzon, Claudio Moretti e Monica Beltrame.
Sempre venerdì, alle 20.30, “Langoris. Storie di vini e di cavalieri”: Stefano Cosma e Marta Locatelli, in dialogo con Alessandro Marzo Magno, raccontano la storia di Angoris, con tutto ciò che è ruotato intorno alla località di Cormòns negli ultimi quattro secoli, attraverso i protagonisti di vicende affascinanti.

Sabato, alle 10, focus “Dal latte alla tavola. Tradizioni ed eccellenze di un territorio di confine”, con Giorgio Rizzatto e Roberto Zottar, presenta Bepi Pucciarelli. Alle 19 lo studioso di enogastronomia Giampiero Rorato, intervistato dal giornalista Bepi Pucciarelli, parlerà di “Veneto e Friuli a tavola, le nostre grandi ricette fra storia e leggenda”.
Domenica poi, alle 11, “Benvenuti a Surisins”: gli interventi dell’agronomo Enos Costantini alla Rai regionale nella trasmissione “Vita nei Campi” sono ora raccolti in volume. Un intervento ogni 15 giorni per 7 anni. Interverrano, con Enos Costantini, Roberto Peduto della Condotta Slow Food e il giornalista Armando Mucchino.
Sempre domenica, alle 19, il gran finale con “Momenti di pasticceria” e il maestro pasticcere Lucca Cantarin, presentato da Lorenza Dalla Pozza. Lontana da improvvisazioni e bagliori, la pasticceria di Lucca Cantarin ha radici lontane e autentiche: completa, moderna e creativa, ma sempre pensata con le logiche dell’imprenditore che ama il proprio lavoro e ne ha un profondo rispetto.

Enos Costantini

Roberto Zottar

Pordenononelegge 2019, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, è promosso dalla Fondazione Pordenonelegge. Dettagli e programma su www.pordenonelegge.it

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In copertina, “frico” piatto-simbolo del Friuli e Friulano, l’ex Tocai.

LA RICETTA – Cannolo al prosciutto di Sauris

di Gi Elle

A Sauris è appena calato il sipario sulla sua famosa Festa del prosciutto. E oggi, nell’ambito della consueta rubrica “La ricetta del giovedì”, vi proponiamo un gustoso piatto, molto adatto per l’estate, che abbiamo attinto dal ricettario della Wolf, storica azienda del luogo, e che è stato ideato dallo chef Paolo Zoppolatti del ristorante “Al Giardinetto” di Cormons, molto noto per le sue frequenti partecipazioni a “La prova del cuoco”su Raiuno. Eccola:

“Cannolo al prosciutto di Sauris, rafano e insalata di cetrioli agrodolci”

Ingredienti:
10 fettine sottili di prosciutto
10 g di rafano grattugiato
2 cetrioli
2 cucchiai di zucchero
1 dl di acqua
4 grani di pepe
8 semi di finocchio
sale
2 cucchiai di aceto di mele
1 bicchiere di panna da montare
olio extravergine d’oliva
sale grosso

Procedimento:
Ungere con olio i ferri per il cannolo. Avvolgere le fettine di prosciutto e mettere in forno per un’ora a 80° C. Bollire l’acqua con l’aceto, i grani di pepe, i semi di finocchio, il sale e lo zucchero. Togliere dal fuoco e versare il tutto in una terrina dove verranno adagiati i cetrioli pelati e tagliati a bastoncini grossi. Lasciare raffreddare. Montare la panna, mescolarvi il rafano, aggiungere un pizzico di sale e riempire i cannoli preparati precedentemente dopo averli sformati e fatti raffreddare. Servire con i cetrioli scolati e conditi con olio e sale grosso.

Vino:
Friulano Collio o Sauvignon Friuli Colli orientali.

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In copertina, ecco il gustoso piatto “Cannolo al prosciutto di Sauris”.

Collio, un laboratorio a cielo aperto di sviluppo sostenibile

di Gi Elle

Questo pomeriggio, a Cormons, il Collio sarà protagonista di una importante iniziativa, nell’ambito delle Linee strategiche per l’azione della Fondazione Carigo tra natura, cultura e sviluppo locale. La presidente della Fondazione stessa, Roberta Demartin, illustrerà infatto alla stampa e al pubblico il progetto “Collio: laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”. L’appuntamento è fissato oggi alle 15 nella sala civica di palazzo Locatelli, in piazza XXIV Maggio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha avviato nel 2018 il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, che delinea le linee strategiche per il dispiegamento della sua azione nel triennio 2018-2020. Dopo la prima fase, realizzata nel 2018 con il progetto pilota dedicato al Monte San Michele, volto alla valorizzazione della memoria storica della Grande Guerra in chiave multimediale, il 2019 vede al centro un’altra area interna dell’Isontino: il Collio, appunto, raccontato attraverso i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite. Il Collio come “laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile” è, infatti, il leitmotiv dell’intervento che si fonda su un approccio esperienziale e interattivo, incentrato allo stesso tempo su innovazione e autenticità e sull’importanza e il recupero delle connessioni lente. Le storie di luoghi, persone, prodotti e peculiarità del territorio diventano dunque un varco per entrare in relazione con il territorio stesso, per scoprire il paesaggio attraverso un’esperienza immersiva in cui l’emozione gioca un ruolo di primo piano.

Sono previsti gli interventi di Roberto Felcaro, sindaco di Cormòns; Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, su “Fondazione CariGO GREEN³: rendere visibile l’invisibile”; Luca Fontana, Thiel Società Cooperativa, “Un anno sul Carso: il Museo del Monte San Michele oggi”; Andreas Kipar, Presidente e CEO LAND Srl, “Collio, laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”; Enrico Degrassi, CEO Ikon Digital Agency, “La tecnologia a sostegno dello sviluppo del territorio”. Seguirà un brindisi nei locali dell’Enoteca di Cormons. Nella stessa Enoteca, al termine dell’incontro, saranno disponibili i visori VR per vivere l’esperienza immersiva proposta al Museo del Monte San Michele di Sagrado.

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In copertina e all’interno del Collio, zona di sviluppo e sostenibilità. 

Collio, a Buzzinelli il testimone di Princic nel ricordo di Attems

di Giuseppe Longo

Chiusa la stagione di Robert Princic, si apre quella di David Buzzinelli alla guida del Collio, la zona Doc più longeva del Friuli Venezia Giulia, quella che fu istituita per prima agli inizi degli anni Sessanta e che avrebbe aperto la strada a una serie di altre denominazioni di origine che hanno praticamente “coperto” tutte le aree più vocate alla vitivinicoltura di qualità della regione.
Archiviata la bella manifestazione Enjoy Collio Experience, con tanto di Premio nel ricordo dell’indimenticato – e indimenticabile – Conte Sigismondo Douglas Attems, per il Consorzio di tutela, che ormai da parecchi anni ha sede a Cormons, è infatti giunto il momento di mettere a punto il suo assetto istituzionale. Ieri è stato dunque eletto dal consiglio di amministrazione, da poco rinnovato dall’assemblea dei soci, il nuovo presidente del Consorzio Collio.

David Buzzinelli, dell’azienda vitivinicola “Carlo di Pradis”, guiderà, come detto, l’ente per il prossimo mandato. Nominati anche i due vicepresidenti, Paolo Corso e Giordano Figheli, mentre Elisabetta Bracco ricoprirà il ruolo di segretario.
Il consiglio è invece composto da Alessandro Pascolo, Marko Primosig, Robert Princic, Piero Bertè, Giovanni Muzic, Gianni Napolitano, Michelangelo Tombacco, Loretto Pali e Matteo Livon. Il revisore dei conti, già nominato dall’assemblea, è infine il dottor Caprara.

L’intero consiglio del Collio brinda col nuovo presidente Buzzinelli.

Cambio della guardia, dunque, al timone del più vecchio Consorzio Doc del Vigneto Fvg, in quanto a Robert Princic (che però continua a rimanere in consiglio) succede appunto David Buzzinelli. Ricordiamo che il Consorzio Collio ha superato di gran lunga il mezzo secolo di storia, in quanto nella nostra regione fu il primo ad essere costituito all’indomani (era il 1964) della famosa legge 930 del 1963 che istituiva in Italia le denominazioni di origine controllata (e garantita). E tenace assertore della necessità di tutelare i prestigiosi vini di queste splendide colline che vanno da Cormons a Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia, tanto da essere la continuazione geomorfologica della Brda – che con il nostro Collio aspira al riconoscimento Unesco di Patrimonio mondiale dell’Umanità -, fu proprio il Conte Attems, che divenne anche il primo presidente della realtà consortile, mantenendo poi la stessa carica per decenni.

Douglas Attems con Giuseppe Pascolini e Claudio Fabbro, allora direttore del Consorzio.

E ora la parola passa a David Buzzinelli, un giovane produttore cormonese – di Pradis, come abbiamo visto -, animato da tanta buona volontà di lavorare a favore dell’associazione che riunisce i nomi più famosi, accanto a quelli di tanti piccoli appassionati produttori, del Collio. Il lavoro che lo attende è molto, perché deve puntare a una nuova stagione di crescita della zona Doc che si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Ma potrà beneficiare di un team di collaboratori di livello che hanno a cuore le sorti del Collio. Tanti auguri!

Una bella immagine del Collio.

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In copertina, David Buzzinelli (al centro) nuovo presidente del Collio.