Rogo alla stalla sociale di Rauscedo: scatta una grande gara di solidarietà

Un duro colpo che, però, ha trovato la piena solidarietà del mondo cooperativistico locale: a San Giorgio della Richinvelda la stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo è stata vittima di un incendio sabato 6 agosto. Nessuna vittima tra soci e dipendenti, per fortuna, ma dure le conseguenze sul bestiame e le strutture tra vitelli morti, mucche spaventate e le scorte di alimenti per i bovini andate bruciate. Ma oltre all’operato encomiabile di vigili del fuoco e forze dell’ordine nello spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area, c’è stata la grande solidarietà degli agricoltori della zona che hanno portato acqua con le proprie botti e fornito prime scorte di cibo per i capi di bestiame.
Anche Confcooperative Pordenone, di cui la stalla sociale fa parte, sta facendo la sua parte per sostenere la cooperativa. Ieri il presidente Luigi Piccoli, assieme ai vicepresidenti Pietro Tomaso Fabris (referente proprio delle cooperative agricole) e Fabio Dubolino con il direttore Marco Bagnariol, hanno fatto il punto con la cooperativa di Rauscedo, presieduta da Natale D’Andrea, assieme alla vicepresidente Antonella D’Andrea, per conoscere le esigenze urgenti e dare ulteriore contributo da parte del mondo cooperativistico del Friuli occidentale. Il gruppo di lavoro sta dialogando anche con Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedagriPesca Confcooperative Friuli Venezia Giulia. Prezioso pure il confronto con la rete nazionale di Confcooperativo, l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia e il Comune di San Giorgio della Richinvelda, guidato dal sindaco Michele Leon.
«Abbiamo immediatamente espresso la nostra solidarietà alla cooperativa – ha commentato Piccoli – nonché esprimiamo un plauso alla pronta risposta solidale degli agricoltori, la quale fa onore alla comunità in piena sintonia con il titolo di Comune delle cooperative, che per primo in Italia San Giorgio della Richinvelda ha ottenuto. Siamo pronti a dare il nostro aiuto a livello pratico sia con i nostri uffici provinciali di Confcooperative Pordenone che con le altre cooperative aderenti in base alle necessità che la presidenza della stalla sociale ci manifesterà. Fare cooperazione è anche questo: avere la sicurezza di far parte di una grande famiglia pronta ad aiutarti nel momento del bisogno».

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«È davvero una situazione difficilissima quella che sta facendo seguito all’incendio avvenuto alla stalla sociale di Rauscedo e ce ne siamo resi conto di persona», dice il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti che, assieme al consigliere nazionale Giorgio Giacomello, ha incontrato il presidente della cooperativa zootecnica, Natale D’Andrea, e alcuni altri amministratori, impegnato nella gestione delle gravi conseguenze venutesi a creare con il rogo. «Abbiamo portato la nostra vicinanza personale ai soci e la massima disponibilità alla collaborazione di tutto il movimento cooperativo agricolo regionale di Confcooperative, non solo per la gestione dell’emergenza, ma anche per le necessità future che saranno molte – prosegue Francescutti -. La grande mobilitazione di persone e mezzi verificatasi per controllare l’incendio e le sue prime conseguenze è stata d’avvero ammirevole, ma ora serve guardare avanti, in particolare alle necessità delle prossime settimane e mesi. Mi riferisco, in particolare, alla gran quantità di foraggio andata distrutta che potrebbe compromettere il regime alimentare dei bovini della stalla nei giorni a venire. Per questo, abbiamo allargato l’area della solidarietà a tutto il Nordest coinvolgendo il responsabile nazionale di FedAgriPesca, Giovanni Guarnieri, che ha lanciato una richiesta d’aiuto anche alle cooperative agricole delle regioni vicine».

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In copertina, lo spaventoso incendio alla stalla sociale di Rauscedo in una foto scattata dal sindaco Michele Leon.

I cereali e le oleaginose sono ok nella cooperazione del Friuli occidentale

Fortunatamente, ci sono anche delle note positive in questa difficile annata, contraddistinta dall’emergenza sanitaria, ma non solo. E riguarda il settore cerealicolo-oleaginoso della Destra Tagliamento. L’estate 2020, con caldo mite e piogge in quantità ottimale, ha infatti favorito in Friuli occidentale la coltivazione, con aumenti in doppia cifra percentuale in media, di cereali (mais in primis e poi grano e orzo) e oleaginose (piante utilizzate per la produzione di olii come soia, colza e girasoli). Il settore, che si rivolge sia all’alimentazione umana che animale, a livello territoriale è trainato dalle cooperative agricole di raccolta associate a Confcooperative Pordenone: un mondo che conta oltre mille 600 soci sempre più impegnati verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, attenta ai consumi energetici e che coltiva prodotti di qualità.
Come nel caso dell’Essiccatoio intercomunale cereali di Torricella a San Vito al Tagliamento. “Dal 2012 – spiega il presidente Tomaso Pietro Fabris, che è referente provinciale del comparto nonché vicepresidente di Confcooperative Pordenone – ci siamo dotati di un impianto biogas che produce 999 watt/ora utilizzando sottoprodotti dalla lavorazione del mais e liquami suini e bovini: tutti materiali forniti dai soci della cooperativa, per un’economia veramente circolare, che ricicla gli scarti ed è orientata alla produzione di energia pulita”. Dalla raccolta che si sta concludendo in questi giorni nei terreni dei 250 soci ci si aspettano note liete. “Le condizioni climatiche ottimali di quest’anno – ha aggiunto Fabris – ci stanno facendo raccogliere oltre il 10% in più di prodotto rispetto al 2019. La qualità del prodotto stessa è in aumento, facendoci confidare quindi che possa trovare agevole collocazione nei mercati”.

Previsioni confermate dal Circolo agrario friulano di San Giorgio della Richinvelda, il quale vanta 790 soci conferenti. “Siamo fiduciosi – sottolinea il presidente Paolo Pittaro insieme al responsabile del settore cereali Christie Castellarin -: la situazione climatica del 2020, con un caldo mite e la pioggia giunta al momento giusto, ha senza dubbio favorito la produzione di cereali e delle oleaginose, tanto che al momento si registra in media un aumento delle rese del 12%-15% ad ettaro”. Anche il Centro intercomunale di Essiccazione mais – Ciem di San Quirino punta all’energia verde: vi aderiscono 450 soci presieduti da Luigi Boschian Cuch. “La raccolta sta vedendo una crescita del 10% rispetto allo scorso anno – sottolinea il direttore Paolo De Biasio – per mais, soia, grano tenero, orzo, girasole e colza. Siamo dotati di un impianto fotovoltaico che produce 121 kw e provvediamo inoltre a macinare in sede il mais per circa 50 mila quintali l’anno”.


La Cooperativa agricola Bannia di Fiume Veneto presieduta da Claudio Zuccato ha 197 soci con il 60% di essi che attualmente conferiscono prodotto. “Oltre alle piogge ottimali – spiega il direttore Ezio Colin – da segnalare la bassa presenza di insetti dannosi. Prevediamo un incremento produttivo per colza e girasoli, mais e soia in media del +20%, con prezzi in rialzo. Anche orzo e grano, che hanno avuto nei terreni dei nostri soci un calo di superficie a semina, otterranno comunque prezzi leggermente più elevati”. Da ricordare, poi, come sul territorio raccolgano i prodotti dei soci pure le Cooperative agricole di Castions di Zoppola, presiedute da Umberto Scodeller, che poi li avviano ai vicini essiccatoi.
“L’impegno delle nostre aderenti – ha concluso il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è costante per un’agricoltura rivolta al futuro ma con le radici salde nei valori della cooperazione. Siamo al loro fianco per questa visione rispettosa dei territori e delle comunità”.

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In copertina e all’interno la raccolta del mais e una coltivazione di soia.