Mele per quasi 11 milioni di fatturato alla Friulfruct che vince anche Coronavirus

L’emergenza pandemica non ferma la crescita di Friulfruct, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: nella sede di Spilimbergo, situata nella zona industriale, l’assemblea dei soci ha, infatti, approvato all’unanimità il bilancio (che come per tutte le cooperative agricole va da agosto al luglio dell’anno successivo successivo) incentrato sulla raccolta di mele del 2020. Numeri positivi per l’azienda, con un fatturato cresciuto a 10,8 milioni di euro (+50%) nell’anno del Coronavirus e un utile di 109 mila euro. Concluso un primo investimento di 4,5 milioni di euro (con fondi in parte della Regione Fvg) con cui sono state realizzate 20 nuove celle per la conservazione delle mele, si andrà ora a realizzare nel 2022 un secondo lotto da 5 milioni di euro per la modernizzazione delle celle già esistenti andando così a rispondere ancora meglio alla crescita della produzione – grazie a investimenti dei soci nei propri meleti – e della domanda. In previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari. La cooperativa lavora con la grande distribuzione nazionale per il 30% della sua produzione e per il 70% con quella estera, con le mele friulane che sono apprezzate e richieste non solo in Europa e nell’area mediterranea e del Golfo Persico, ma anche in India, Brasile e Canada. All’assemblea ha portato il proprio saluto Pietro Tomaso Fabris, vicepresidente di Confcooperative Pordenone a cui Friulfruct è affiliata, il quale ha lodato la cooperativa per la solidità raggiunta e la visione del futuro. Solidità certificata dal revisore indipendente Daniele Tosolini.

Salvador e il direttore Paoli.

«Tra i numeri positivi di questa annata – ha sottolineato il presidente Livio Salvador – pure l’aumento del patrimonio netto per 300 mila euro, dovuto anche all’allargamento della compagine associativa con l’ingresso di nuovi soci, tra cui un nostro cliente che crede talmente tanto nella qualità del nostro lavoro che ha voluto associarsi. Siamo una realtà che ha un impatto positivo anche sulle comunità locali, visto che tra nostri dipendenti fissi e avventizi e aziende agricole dei soci diamo sostegno a un centinaio di famiglie. In più lo scorso anno, non solo abbiamo risposto prontamente alle sfide del Covid-19 crescendo nella produzione e nel fatturato ma abbiamo anche assunto 5 nuove persone: quando avremo completato l’iter di ampliamento avremo un raddoppio del personale. Gli ampliamenti effettuati nella sede produttiva sono merito di una riuscita collaborazione tra settore privato e pubblico. Oltre ai primi due lotti di lavori, in previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari».

Le nuove celle di Friulfruct…

Da un quadriennio Friulfruct ha avviato con i propri soci un progetto di ampliamento della superficie e della varietà dei meleti, coltivati in maniera integrata rispettosa dell’ambiente (i tecnici Friulfruct Chiara Zampa e Andrea Zuliani seguono i soci nell’adesione ai disciplinari della Regione e dell’Ersa): una decisione che sta dando i suoi frutti. «Se nel 2018 il raccolto era stato di 118 mila quintali – ha spiegato il direttore, Armando Paoli -, nel 2020 ne abbiamo avuti 155 mila, ovvero il 30% in più su una superficie di frutteti aumentata da 365 a 380 ettari. Gli ampliamenti che stiamo realizzando ci permetteranno di gestire fino a 250 mila quintali, produzione che stimiamo di raggiungere non appena si concluderanno le nuove piantumazioni di meli per un obiettivo totale di 400 ettari, privilegiando le varietà di mele sempre più richieste dai consumatori, a partire dalla Inored story, novità di questa ultima raccolta, molto apprezzata per le sue qualità organolettiche che ottiene crescendo in Friuli tanto da ricordare le mele antiche e che prossimamente vorremmo valorizzare con un marchio tutto nostro. D’altronde, siamo una delle realtà che meglio ripaga il lavoro dei soci, con un livello medio di liquidazione di 0,40 centesimi di euro per chilogrammo di mele conferito a fronte dei 0,35 dell’annata pre Covid-19, per una marginalità di 15 mila euro per ettaro».

L’area energetica…

… ampliamento

… e controllo digitale.

Non mancano però le sfide, poste dalla cimice marmorizzata, dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime in atto. «La sperimentazione dell’antagonista naturale, la cosiddetta “vespa samurai” – ha sottolineato Salvador – sta dando risultati, ma al contempo non bisogna cessare di attuare gli altri interventi contro le cimici, come le coperture dei meleti con le reti o i trattamenti specifici per questi insetti, combinandoli insieme». «I cambiamenti climatici – ha concluso Paoli – sono ormai sotto gli occhi di tutti: se una volta le gelate tardo-primaverili erano una rarità, ora se ne sono avute tre negli ultimi cinque anni, compreso il 2021 con una perdita di produzione fortunatamente solo del 10% circa causa nottate sotto zero nel periodo di germogliamento delle piante: per questo ci stiamo adattando con sistemi antibrina e riscaldanti. Al momento non risentiamo in maniera marcata della crescita dei costi energetici, ma siamo preoccupati, come tutto il mondo produttivo, soprattutto per il rincaro dei costi di trasporto per le esportazioni».

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In copertina, mele di questa stagione alla Friulfruct di Spilimbergo.

Friulfruct, è ok la raccolta delle mele: debutta Inored Story dolce e croccante

Al via la raccolta di mele per la Friulfruct di Spilimbergo, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: in leggero ritardo rispetto agli anni precedenti, a causa del maltempo primaverile, quest’annata si prospetta comunque con indicatori positivi, anche grazie al progetto di ampliamento portato avanti negli ultimi tre anni dalla cooperativa, realtà sempre più solida e apprezzata anche a livello internazionale. «Piogge e gelate primaverili – spiega il direttore di Friulfruct, Armando Paoli – hanno inciso sulle tempistiche, ma è una condizione che ha interessato un po’ tutti i produttori europei. Le nostre mele confermano la loro qualità e anche sulla quantità, alla fine, ci si avvicinerà se non anche si supererà la raccolta degli scorsi anni che era attorno ai 153 mila quintali, visto che possiamo contare ora su oltre 365 ettari coltivati».

Ecco le prime Gala.


Si parte con la raccolta delle mele Gala per poi proseguire fino ai primi giorni di novembre con le altre varietà (nell’ordine Red Delicious, Golden Delicious, Granny Smith, Fuji e Morgenduft). Novità di quest’anno la raccolta delle prime mele Inored Story, dopo l’aumento della superficie coltivata: una varietà sempre più richiesta dal mercato per la sua dolcezza e croccantezza. Una volta raccolte, le mele vengono portate nella zona industriale spilimberghese nella sede di stoccaggio e lavorazione, al centro di un progetto pluriennale di potenziamento.
«Dopo aver concluso – continua Paoli – lo scorso anno a tempo record l’ampliamento con 20 nuove celle per la conservazione delle mele con un investimento di 4,5 milioni di euro, ci stiamo ora preparando al secondo lotto di lavori da 5 milioni di euro per la riqualificazione delle celle di conservazione esistenti».
I lockdown imposti dalle norme per il contenimento del Covid-19 non hanno limitato la richiesta delle gustose mele friulane, anzi il contrario, visto che il maggiore canale di vendita per la cooperativa è quello della grande distribuzione, non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa e altrove (da citare infatti il gradimento dei Paesi Arabi e Nordafrica). E anche la cimice asiatica sembra al momento controllabile. «Nonostante sia ancora presente – conclude Paoli – la stiamo contenendo, sperando che la lotta biologica, con la vespa samurai suo nemico naturale la cui introduzione è stata da poco permessa in regione, dia presto risultati più consolidati».

Più tardi le Golden.

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In copertina, nello Spilimberghese si raccolgono le prime mele Friulfruct.