A tempo di record l’Osteria di Ramandolo oggi riapre le porte, protagonista l’entusiasmo della giovane Giada Bardus

di Giuseppe Longo

Da sempre l’Osteria di Ramandolo è il classico punto di riferimento per i pregiati vini ottenuti dai vigneti coltivati sulle pendici del monte Bernadia. E lo è in particolare per il Ramandolo Docg, il celebre, caratteristico Verduzzo dorato “dolce-non dolce” (per l’elevato contenuto di tannini) che per primo nel Vigneto Fvg, nell’area settentrionale dei Colli orientali del Friuli, ha beneficiato del marchio più prestigioso, quello appunto della Denominazione di origine controllata e garantita che da oltre vent’anni tutela le produzioni di questo ineguagliabile “cru” ritagliato sulle colline tra Nimis e Tarcento.

La storica chiesetta di Ramandolo.


Chiuso dalla fine dello scorso anno, lo storico locale – di proprietà della Cooperativa agricola di Ramandolo – ritorna da oggi a nuova vita riaprendo le porte ai buongustai. L’Osteria, che sorge accanto alla famosa chiesetta di San Giovanni Battista, poche settimane fa al centro della tradizionale festa di “Sant Bastiàn”, riapre infatti proprio questo pomeriggio, alle cinque, grazie all’intraprendenza e al coraggio – in questi tempi certamente non facili! – di una giovanissima chef, appena 23 anni. E’ Giada Bardus: “Sono di Ramandolo – ha scritto in un breve messaggio affidato ai social – e la mia più grande passione è la cucina. Avevo un sogno nel cassetto da sempre: aprire un ristorante tutto mio. E dopo diverse esperienze come cuoca, finalmente eccoci qui!”. Per cui per lei questo è un giorno importantissimo e vuole festeggiarlo con tutti coloro, certamente numerosi, che vorranno salire nella piccola borgata di Nimis, rinomata Città del vino Fvg.
Un locale, insomma, che riapre a tempo di record dopo la rinuncia, a fine anno, di Pietro Greco e Ilenia Vidoni che l’avevano gestito, con una riconosciuta impronta qualitativa, per una decina d’anni. Ora, dunque, si volta pagina e a farlo è, appunto, Giada Bardus sorretta dalla sua già consistente professionalità e dall’entusiasmo che soltanto a poco più di vent’anni si può avere. E così l’Osteria di Ramandolo comincerà a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, in questo che è uno dei luoghi più belli e suggestivi di tutto Friuli, con un panorama incomparabile, famoso per una viticoltura “eroica” di grande pregio. Tanti auguri, Giada!

Bellissimo scorcio panoramico su Nimis.

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In copertina, la giovane chef Giada Bardus che oggi riapre l’Osteria di Ramandolo.

 

 

L’addio di Ramandolo ad Albino Coos storico vignaiolo con la penna nera

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gagliardetti schierati dinanzi alla Chiesetta di San Giovanni Battista, a Ramandolo, per l’ultimo saluto ad Albino Coos, 98 anni, alpino e da sempre viticoltore fra i più apprezzati nella frazione di Nimis, sui faticosi ronchi della Bernadia. Sul feretro era infatti posto quel cappello con la penna nera che l’anziano aveva portato con orgoglio tutta la vita, a ricordo della durissima esperienza, poco più che ventenne, sui monti della Slovenia durante l’ultima guerra.

Albino Coos aveva 98 anni.

Albino era il padre di Dario Coos – l’altro figlio, Renzo, purtroppo morì giovanissimo in un incidente oltre quarant’anni fa – la cui azione fu determinante, in qualità di allora presidente della Cooperativa agricola di Ramandolo, per l’avvio nei primi anni Ottanta della procedura, con il sostegno del Comune di Nimis e della Comunità montana Valli del Torre, per il riconoscimento della Doc Ramandolo nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, poi tramutata in Docg, massimo grado di tutela della qualità, cosa che avvenne esattamente vent’anni fa, tanto che proprio domani si terrà in Municipio, alle 17, un incontro dedicato all’importante anniversario, ma anche alla presentazione delle nuove iniziative dell’Associazione “Oro di Ramandolo” atte a valorizzare un vino fra i più pregiati del Vigneto Fvg.
Il rito d’addio ad Albino Coos è stato officiato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato la laboriosità e la rettitudine dello scomparso. «Ho chiesto a Dario – ha confidato l’arciprete di Nimis – cosa ricorda di suo padre. E lui mi ha risposto che amava il lavoro, la famiglia e la caccia». Caratteri che nella gente friulana, tutta d’un pezzo, rappresentano molto spesso un tratto comune.
Al termine, la salma è stata accompagnata nel cimitero del capoluogo, dove è stata sepolta a pochi metri dalla tomba della moglie scomparsa poco meno di due anni fa. Prima della benedizione finale, Gianni Paganello ha letto la struggente “Preghiera dell’alpino”, esprimendo ai familiari e alla comunità il cordoglio del Gruppo Ana di Nimis. Mandi Albin “Paut”, storico vignaiolo di Ramandolo con la penna nera.

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In copertina, vigneti nella zona di Ramandolo, dove Albino Coos era nato nel lontano 1923.

 

“Oro di Ramandolo” in novembre, ma intanto c’è “Chei di Nimis”

di Gi Elle

Hanno scelto, giustamente, una platea eccezionale come quella di Friuli Doc per lanciare la nuova edizione di “Oro di Ramandolo”, il tour enogastronomico tra colline e aziende in programma sabato 9 novembre, nei giorni della ricorrenza di San Martino che, da diversi anni ormai, in Friuli Venezia Giulia porta una edizione speciale di Cantine Aperte. Nel sempre affollatissimo stand  dei vitivinicoltori di Nimis in piazza Duomo sono infatti in distribuzione i depliant della manifestazione che nel 2018 era stata reintrodotta, con successo, dopo alcuni anni di assenza.

Appuntamento quindi fra poco meno di due mesi. Ma nel frattempo, si annuncia  un altro importante incontro con l’enogastronomia ai piedi del monte Bernadia. Venerdì prossimo, 20 settembre, all’Osteria di Ramandolo – dove due giorni prima comincerà un corso di primo livello per aspiranti sommelier Fisar – si terrà infatti una serata molto interessante. E’ stata intitolata curiosamente “Chei di Nimis” – lasciando intendere che ci sarà un programma tutto speciale – che vedrà protagoniste due importanti realtà del paese: la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, essendo stata fondata nel 1886, e l’azienda agricola Gori, che è invece di recente nascita ma che si è già bene affermata sul mercato, dove propone i vini prodotti nella bellissima cantina scavata nella collina del “Ronc dal gjal” sopra la storica borgata di San Gervasio. E proprio in queste due sedi, alle 19 (quindi un’ora prima della cena a Ramandolo), ci saranno visite guidate su prenotazione: telefono 0432790009 e per altre informazioni www.osteriadiramandolo.it

Scorci della cantina Gori e della distilleria Ceschia a Nimis.

Poi i partecipanti all’iniziativa si trasferiranno proprio nella famosa osteria frazionale della Cooperativa agricola di Ramandolo, da quasi sette anni gestita dai coniugi Ilaria Vidoni e Pietro Greco che propongono una cucina di territorio molto apprezzata, anche perché accompagnata da una ben “orchestrata” carta dei vini. E proprio dalle sue cucine venerdì uscirà una serie di piatti molto invitanti che saranno appunto accompagnati dai vini Gori – sempre presenti nella cantina del ristorante -, ma anche “per i più coraggiosi” da acquaviti e grappe della distilleria che sorge in riva al Cornappo e che nelle prossime settimane riceverà le profumate vinacce di Verduzzo dalle quali otterrà la storica “Grappa di Ramandolo”. Così chiamata come il prezioso vino Docg – il primo con questo prestigioso marchio in Friuli Venezia Giulia – che sarà appunto celebrato il 9 novembre, ma che sarà grande protagonista anche oggi a Udine nel gran finale di Friuli Doc.

Ecco lo stand in piazza Duomo.

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In copertina, l’ormai famoso logo della manifestazione “Oro di Ramandolo” lanciata a Friuli Doc.