Un angolo tropicale anche in Friuli: domenica a Forgaria viaggio alla scoperta del Biotopo dell’acqua “caduta”

Escursione alla scoperta dell’affascinante Biotopo dell’acqua “caduta”, domenica 28 settembre, sotto la guida degli esperti della Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, a breve distanza dalla quale c’è un autentico tesoro acquatico: il Biotopo dell’acqua “caduta”, appunto, sito naturalistico unico nel suo genere, contraddistinto da due cascate (le uniche attive nell’anfiteatro morenico) immerse in una particolarissima vegetazione tropicale.
Nel corso della camminata si capirà l’importanza dei biotopi, aree di estensione limitata caratterizzate da un’elevata biodiversità e da peculiarità floro-faunistiche di estremo interesse. Il ritrovo è fissato alle 9.30 davanti al Centro visite della Riserva, da dove si partirà 10 minuti più tardi. La passeggiata – che durerà tre ore – è adatta a tutti, non presentando alcun dislivello e sviluppandosi su sentieri e strade sterrate. Consigliato dotarsi di un abbigliamento tecnico a strati, di calzature con suola gommata, di una scorta d’acqua e di una lente d’ingrandimento, utile per approfondire le specificità del contesto. Necessaria la prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno ecco due immagini del biotopo dell’acqua “caduta”.

Forgaria, sull’altopiano di Monte Prat tra natura, storia e architettura rurale: domenica escursione fra i vecchi stavoli

“Verso Pie’ di Cuar”, domenica 21 settembre, alla scoperta delle ricchezze paesaggistiche, botaniche e storiche dell’altopiano del Monte Prat: la Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale regionale del lago di Cornino (sul quale l’altopiano, appunto, si affaccia), propone una nuova escursione nella splendida conca naturale, situata a un’altitudine di 800 metri e custode, come detto, di tanti tesori legati alla natura così come alle vicende antropiche, al continuo lavoro dell’uomo per poter sopravvivere in una terra aspra e dura.
Si potranno così scoprire gli stavoli, le antiche costruzioni di montagna tipiche del Friuli Venezia Giulia, un tempo utilizzate come ricovero per gli animali di allevamento; realizzate in legno o in pietra, sorgono nei pascoli delle quote inferiori, quelli che venivano utilizzati per il prealpeggio. In alcuni casi sono isolati, in altri compongono un agglomerato di più costruzioni, quasi dei piccoli villaggi d’altura, che disponevano di tutto il necessario per poter vivere in autosufficienza in un ambiente complesso anche per alcuni mesi. Ora queste suggestive strutture si presentano restaurate: i partecipanti all’escursione avranno modo di ammirarle da vicino, immergendosi nella storia rurale della nostra regione.
Il ritrovo è fissato alle 9, al Centro visite della Riserva; l’escursione durerà quattro ore. Consigliati una scorta d’acqua e un binocolo, per poter ammirare al meglio il paesaggio e il panorama che si spalanca da Monte Prat. Richiesta la prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

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in copertina, uno dei vecchi stavoli che si incontrano sul Monte Prat sopra Forgaria.

Lago di Cornino, tre grifoni in volo: liberati un “veterano” spagnolo di 30 anni e un esemplare proveniente da Israele

Un “veterano” di 30 anni, nato in Spagna nel 1995 e poi importato, nel ’97, nella Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, alla cui colonia di avvoltoi si è unito; un esemplare adulto (non inanellato: sulle sue origini non ci sono dunque certezze) catturato a fini di studio pochi giorni fa e uno, infine, nato nel 2020 (quasi certamente in Friuli o in Croazia) e marcato nel novembre dello stesso anno in Israele, dove si era evidentemente spinto a soli pochi mesi di vita: sono i tre grifoni liberati domenica scorsa alla Riserva forgarese nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale curata dalla Coop Pavees, che sotto la presidenza di Luca Sicuro si fa carico della gestione del sito protetto. Alto, come nella miglior tradizione dell’evento, l’afflusso di pubblico, fin dall’apertura della giornata di studio e divulgazione, che ha offerto interessanti approfondimenti scientifici: il momento più atteso e dunque più partecipato è stato però proprio quello della reintroduzione in natura dei maestosi rapaci, liberati insieme a numerosi altri uccelli salvati dal Centro di recupero della fauna selvatica di Campoformido.

IL PUNTO SULLA NATALITÀ. Il calo degli alimenti forniti sul punto di alimentazione – conseguente al divieto di utilizzare carne suina, in conseguenza dei casi di peste suina registrati in altre regioni italiane – ha inciso in misura importante sul successo riproduttivo della specie, dopo i risultati record registrati fino al 2023, quando si contavano almeno 60 giovani involati ogni anno; nel 2024 si è assistito ad una notevole riduzione dei nuovi nati, scesi a circa 30, ma quest’anno i rifornimenti più regolari hanno permesso di invertire la tendenza, facendo salire a 40 il numero dei grifoni involati. Proprio in questi giorni si sta assistendo ai primi arrivi dei giovani nati nel 2025 in Croazia. Solo poche settimane dopo aver abbandonato il nido raggiungono in gran numero Cornino, seguendo gli adulti più esperti. Di solito rimangono per un breve periodo, per poi ripartire verso sud (spingendosi fino al Medio Oriente e al Nordafrica) insieme ai giovani nati in Friuli. In settembre, comunque, buona parte della colonia si trova ancora sugli Alti Tauri, nelle Alpi Centrali.

LE DIFFICOLTÀ NELL’ALIMENTAZIONE. «Le difficoltà operative in cui la Riserva si è trovata nell’agosto 2023, per l’obbligato passaggio all’utilizzo di carne bovina – ha spiegato nel corso del suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, sono state notevoli, per questioni di carattere sanitario e burocratico e anche per l’esigenza di adeguare le strutture in dotazione della Riserva. Lo staff della Coop Pavees, guidata da Luca Sicuro, è stato chiamato ad un impegno enorme, che solo da qualche mese è sfociato in una normalizzazione della situazione. Il punto di alimentazione, adesso, viene regolarmente rifornito, anche con le carcasse di ungulati selvatici recuperati dal Corpo Forestale Regionale». All’intervento di Genero si sono uniti quelli, di estremo interesse, degli esperti Tiziano Fiorenza e Francesco Barberini.

IL PLAUSO DEL COMUNE. A introduzione della giornata il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva, ha evidenziato «l’importante lavoro quotidiano» che si rende necessario per gestire il sito protetto e per assicurare la miglior prosecuzione possibile al Progetto Grifone. Fondamentale, ha sottolineato al riguardo, la fitta rete di relazioni e di contatti internazionali intessuta dalla Coop Pavees. Presenti alla liberazione dei rapaci anche i sindaci di Forgaria, Pierluigi Molinaro, e Trasaghis, Stefania Pisu, e Marco Chiapolino, in rappresentanza della Comunità Collinare del Friuli.

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In copertina e all’interno le immagini della liberazione dei tre grifoni a Cornino.

Un avvoltoio monaco e un capovaccaio: due nuovi rarissimi avvistamenti a Cornino. Lago sempre più polo internazionale con il Progetto Grifone

Nuove entusiasmanti sorprese nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che in questo periodo di forti spostamenti per i grandi veleggiatori del cielo attira specie rare da altri areali. Le telecamere del sito protetto hanno appena inquadrato un maestoso esemplare di avvoltoio monaco, mentre si stava alimentando assieme a circa 200 grifoni, e un capovaccaio subadulto: in Italia la specie è presente con appena una decina di coppie.

La distanza dai luoghi di nidificazione e il fatto che il Friuli Venezia Giulia non rappresenti una zona tradizionalmente frequentata da questi rapaci rendono la loro presenza a Cornino un fatto straordinario, che «equipara il progetto di conservazione in atto nella nostra Riserva – commenta il direttore scientifico della stessa, Fulvio Genero – ai più importanti attivati in Europa». «Evidentemente – aggiunge – la colonia di grifoni esercita una forte attrazione su una vasta area, attirando anche altri avvoltoi. Quasi ogni anno qualche avvoltoio monaco, specie estinta in Italia e molto rara in Europa, arriva a Cornino. Dall’inizio del progetto di salvaguardia del grifone sono una quindicina le osservazioni registrate (due risalgono all’8 febbraio scorso): circa la metà degli esemplari giunti fin qui erano marcati, circostanza che ha permesso di capire che provenivano da Francia e Bulgaria. Quello appena osservato aveva un anello bianco in plastica con la sigla KEH: è nato in Provenza nel 2024. In Francia – precisa il direttore scientifico – la specie è stata reintrodotta a partire dagli anni Novanta sul Massiccio Centrale e in due siti in Provenza e attualmente la popolazione è in aumento, con oltre 50 coppie. Ulteriori reintroduzioni sono in corso in Bulgaria, Portogallo e Spagna. In Italia sono in fase di studio progetti per reinserire l’avvoltoio monaco in Abruzzo e in Sardegna».
Il capovaccaio, l’avvoltoio attualmente più a rischio in Europa, era invece privo di marcature. A Cornino è già stato osservato oltre 20 volte, ma solo due individui erano marcati (arrivavano dalla Francia e dalla Spagna): sull’origine e sugli spostamenti degli altri non ci sono dunque certezze. Forte entusiasmo per i nuovi arrivi viene espresso dal presidente della Coop Pavees (che gestisce il sito naturalistico protetto), Luca Sicuro, e dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «L’ennesima dimostrazione – afferma quest’ultimo – del grande valore scientifico del Progetto Grifone, che ha reso Cornino un punto di riferimento su scala internazionale».

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In copertina, l’esemplare di capovaccaio e all’interno l’avvoltoio monaco.

Lago di Cornino, nella Riserva naturale una rarissima nascita di allocco degli Urali. E domani ritorna il “Griffonday”

Specialissima nascita alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, l’unico sito in Italia ad accogliere – grazie a programmi di collaborazione internazionale, in particolare con l’Università di Vienna – alcuni esemplari di allocchi degli Urali: una coppia giovane arrivata nel 2023 proprio dalla capitale austriaca si è riprodotta, come il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, e gli esperti della Coop Pavees – che sotto la direzione del presidente Luca Sicuro gestisce il sito protetto – avevano dedotto dall’osservazione dei movimenti dei rapaci.


Dallo scorso 5 aprile, infatti, la femmina (proveniente dalla Polonia, mentre il maschio arriva dalla Repubblica Ceca) era rimasta costantemente nel nido, iniziando a uscire saltuariamente solo all’inizio di giugno. L’intesa e l’atteggiamento della coppia facevano sperare in un buon esito riproduttivo, ma il personale della Riserva ha preferito attendere per evitare qualsiasi forma di disturbo: «E l’8 giugno, finalmente – informa Genero -, il primo nato si è affacciato sul bordo del nido, a un’età di circa 20 giorni. Rimarrà con i genitori fino alla fine di luglio, per essere poi trasferito in una voliera di acclimatazione nell’area scelta per la liberazione dai ricercatori dell’Università di Vienna. La presenza della specie nelle voliere di Cornino riveste un grande significato proprio perché – conferma il direttore scientifico – questo grande rapace notturno in Italia è diffuso solo nella nostra regione, fino ai confini con il Veneto, l’estremo margine sudoccidentale del vasto areale di distribuzione degli allocchi degli Urali, che dal Giappone attraversano le regioni settentrionali dell’Asia e dell’Europa fino appunto al Friuli». Nell’Europa centrale l’allocco degli Urali è scomparso da vaste zone a seguito delle persecuzioni umane. I progetti di conservazione in atto in Austria e Germania si prefiggono di reintrodurlo in alcune foreste. La metodologia è originale e ha già prodotto ottimi risultati: si utilizzano le coppie presenti da tempo in centri specializzati e parchi zoologici, facendole riprodurre per liberare poi i giovani nati, in condizioni tali da consentire loro di abituarsi alla vita in natura.
La Riserva di Cornino, intanto, si appresta a vivere il “Griffonday”, giornata celebrativa della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, in calendario per domani, 15 giugno. Momento di punta della programmazione annuale, l’evento si aprirà alle 9.30 e proseguirà fino al pomeriggio, offrendo visite guidate, attività laboratoriali e conferenze a cura di esperti. Ai saluti introduttivi seguiranno (alle 9.45) visite guidate in Riserva; parallelamente apriranno gli stand, che proporranno varie attività. Nel pomeriggio, dalle 14.30, spazio poi alla divulgazione scientifica: la prima conferenza didattica sarà a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva (“Grifoni in Friuli” il titolo del suo intervento); si parlerà quindi di “Avvoltoi dal mondo all’Italia: invertiamo la rotta” (relatore sarà Cesare Avesani, della Fondazione Arca) e de “Il disegno naturalistico al servizio della conservazione”, con l’illustratore naturalista Marco Preziosi. Infine, il giovanissimo Francesco Barberini, già molto noto come divulgatore scientifico, spiegherà come “Raccontare i dinosauri di oggi”. «Un’occasione davvero preziosa, carica di spunti: ci auguriamo – dichiara il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – che l’affluenza di pubblico, come da tradizione, sia alta». Le premesse ci sono tutte, a maggior ragione considerato che alle ore 11 arriverà alla stazione di Cornino il “Treno Storico del Grifone”, con partenza da Udine (info al numero 0432.295972): i passeggeri saranno accolti e accompagnati in Riserva, per partecipare al Griffonday.

Partners dell’evento sono il Parco naturale delle Prealpi Giulie, il Parco naturale Dolomiti Friulane, la Riserva naturale della Val Cavanata, la Riserva naturale della Val Rosandra, la Casa della manualità rurale Geis e Riscjei di Cornino, Astore Fvg, Associazione culturale Pradis Aps e Associazione liberi di volare Odv.

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In copertina, un giovane allocco degli Urali; all’interno, due magnifici esemplari di grifone al Lago di Cornino.

Viaggio di oltre mille chilometri per due grifoni dalla Germania al lago di Cornino ora già liberati con le radio satellitari

Hanno viaggiato per oltre mille chilometri, su un mezzo appositamente attrezzato per il lungo trasferimento: due grifoni recuperati nella Germania Centrale nel mese di giugno, a un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, sono arrivati alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove hanno potuto recuperare pienamente le forze. Le condizioni dei rapaci risultavano complessivamente buone, ma apparivano piuttosto deboli ed è così parso opportuno un loro “soggiorno” nell’oasi specializzata gestita dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro, che ha provveduto all’applicazione delle radio satellitari su un maschio e su una femmina, entrambi dal peso superiore agli 8 kg.


«L’operazione – informa il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è stata condotta in collaborazione con vari istituti e associazioni, in particolare il Parco Nazionale di Kellerwald Edersee, la clinica veterinaria di Giessen Ludger Kluthausen, l’ufficio veterinario di Waldeck-Frankenberg e il Centro Edersee Griffon Vulture Observatory. Tutte queste realtà si sono preoccupate di reinserire al più presto in natura i due individui, in un’area sicura e controllata, nella quale fossero già presenti colonie della loro specie». E la scelta è appunto ricaduta sulla Riserva di Cornino, grazie alle garanzie fornite per la stessa dal Centro di Vienna per la conservazione degli avvoltoi. I tedeschi hanno organizzato il trasporto, impegnativo e costoso.
Nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre la liberazione: dal punto di alimentazione gli esemplari si sono involati, prendendo rapidamente quota e dimostrando ottima forma. I loro spostamenti saranno seguiti tramite i monitoraggi effettuati in Riserva e con i dati forniti dalle radio satellitari. L’importanza dell’intervento viene sottolineata dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi, che evidenzia come il sito sia «ormai diventato un punto di riferimento scientifico su scala europea».

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In copertina, uno dei grifoni arrivati dalla Germania; all’interno, l’applicazione delle radio satellitari.

A Cornino un grifone di 36 anni domenica sarà libero di volare

Un grifone di ben 36 anni, uno dei “veterani” della colonia fondata alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino grazie al Progetto Grifone, sarà reintrodotto in natura – domenica 1 settembre, nell’ambito della manifestazione “Vivi e liberi di volare” – dopo essere stato soccorso dal personale della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto, dove l’esemplare era arrivato in precarie condizioni fisiche.


«Si tratta – informa Luca Sicuro, presidente della Pavees – di uno dei primi rapaci reimmessi in natura nell’ambito del Progetto Grifone, il 20 aprile del 1993. Nel mese di luglio il soggetto, che si presentava in difficoltà, a causa di una scarsa nutrizione, era stato recuperato in Riserva, nei pressi del Centro visite. Le analisi sanitarie effettuate dal dottor Stefano Pesaro avevano permesso di appurare che la salute del rapace era complessivamente buona e che la precarietà delle sue condizioni fisiche derivava appunto da carenza di cibo». Il grifone aveva perso l’anello plastico, ma aveva ancora quello metallico ufficiale dell’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), che ha consentito di identificarlo. «Si tratta – conferma il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – di uno dei primi grifoni liberati dopo l’avvio del piano di reintroduzione della specie nella Riserva naturale di Cornino, partito nel 1992, con il rilascio di 4 soggetti; altri 5 erano stati reimmessi in natura l’anno successivo e l’esemplare in questione faceva parte di quel gruppetto». Si parla di uno dei fondatori della colonia, dunque, che da ben 31 anni vola sui cieli delle Alpi orientali. Nato in Spagna nel 1988, era stato portato a Cornino un lustro più tardi: ha quindi 36 anni. «Una dimostrazione – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – del valore di un progetto scientifico che ha reso la Riserva di Cornino, e con essa il Comune di Forgaria, un punto di riferimento su scala internazionale».
“Vivi e liberi di volare”, l’appuntamento più atteso della programmazione annuale della Riserva (proposto in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sugli avvoltoi), offrirà nel pomeriggio di domenica 1 settembre un ricco programma divulgativo affidato ad ospiti di fama internazionale, tra ricercatori, responsabili di giardini zoologici ed ornitologi, che esporranno le novità sui progetti di conservazione dei re dell’aria.


Il ritrovo è fissato per le 14, quando si terranno – alla presenza delle autorità del Comune di Forgaria – i saluti di benvenuto. Si aprirà quindi un programma molto fitto, che sarà introdotto – alle 14.20 – dall’intervento “Grifoni e allevamento, una simbiosi mutualistica”, a cura di Thomas Cargnelutti, zootecnico ed operatore della Riserva; seguiranno gli apporti di Tiziano Fiorenza, divulgatore e naturalista (“Il volo, il sogno dell’uomo”), Fulvio Genero (“Storia e conquiste del Progetto Grifone”), Andrè Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck (“Vulture news from the Alpenzoo”), e Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, che parlerà della “Situazione degli avvoltoi nei circuiti europei di conservazione Eaza”.
Dopo i saluti delle autorità arriverà il momento più atteso, quello della liberazione dei volatili, che avrà inizio alle 17 e coinvolgerà numerosi esemplari, alcuni grifoni recuperati durante le ultime campagne di ricerca e inanellamento e parecchi rapaci curati dal Cras di Campoformido. In mattinata, verranno inoltre proposte visite guidate al Centro visite, con partenza alle ore 10.30, 11.30 e 12.30: la partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile inviando una mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno tre immagini del grifone di 36 anni che domenica sarà liberato nel cielo del lago di Cornino a Forgaria.

Avvistato un raro capovaccaio alla Riserva naturale di Cornino. E sabato sarà recuperato il “Griffonday”

Rarissimo avvistamento alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino. Si è posato, infatti, nel punto di alimentazione funzionale al Progetto Grifone un giovane esemplare di capovaccaio, il più piccolo avvoltoio presente in Europa e quello a maggior rischio estinzione. Gli esperti della Coop Pavees, che gestisce il sito progetto, sono riusciti a fotografarlo e a leggere le sigle degli anelli, appurando che si tratta di un soggetto proveniente dalla Spagna.

«Il capovaccaio – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è una specie con grandi problemi di conservazione. In Europa, dove le osservazioni sono estremamente rare, è in declino: si contano ormai meno di 3000 coppie, oltre la metà delle quali si trovano nella Penisola Iberica. In Italia sono rimaste solo una decina di coppie, concentrate per lo più in Sicilia. Sono in atto, pertanto, numerosi progetti, in vari Paesi, per salvare questo prezioso elemento faunistico, minacciato dai cambiamenti ambientali, dalla scarsità di cibo, da pale eoliche e linee elettriche, ma pure dal bracconaggio e dall’aumento dei pericoli nelle località di svernamento in Africa. Individui recuperati o nati in cattività vengono liberati in Bulgaria, in Sicilia e nell’Italia peninsulare». Eccezionale anche l’individuazione della provenienza, cui di solito non si riesce a risalire: solo nel 2013 nella Riserva di Cornino era stato possibile ricostruire la storia di un individuo inanellato proveniente dalla Francia.
«L’avvistamento – commenta il presidente di Pavees, Luca Sicuro – conferma dunque la rilevanza della Riserva, situata in un’area sempre più importante nella strategia di conservazione degli avvoltoi in Europa: funge da punto di riferimento negli spostamenti dei rapaci dalle Alpi ai Balcani, oltre che dalla penisola Iberica e dalla Francia».

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Intanto, è stato riprogrammato per sabato 6 luglio – in contemporanea con l’arrivo a Cornino del Treno storico delle Lame e dei Grifoni – il “Griffonday” in Riserva, annullato, lo scorso weekend, per cause di forza maggiore. Il treno, che partirà da Pordenone e farà tappa a Maniago, celebrerà l’arte fabbrile della coltelleria e permetterà appunto ai passeggeri di scoprire i segreti della Riserva: l’arrivo alla —^—ostazione di Cornino è previsto per le 15.25, la ripartenza per le 17.28. Il transfer dalla stazione al Centro visite della Riserva avverrà con navette Tpl Fvg: i visitatori saranno introdotti alla conoscenza del progetto di conservazione del grifone e potranno dirigersi liberamente verso il lago.
«Il Griffonday – spiega il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – si aprirà alle 9.30 e offrirà il laboratorio “Una mattina per piccoli keeper”, nel corso del quale i bambini potranno affiancare il personale della Pavees nelle principali mansioni di ogni giorno, la conferenza “Il volo, il sogno dell’uomo”, la presentazione del libro “Alla scoperta degli animali”, dei giovanissimi Giorgio e Giulia Archetti, orienteering per i più piccoli, una caccia al tesoro e una visita guidata alla Riserva». Alle 16 il momento più spettacolare, “Liberi come l’aria”: numerosi esemplari potranno spiccare di nuovo il volo dopo un periodo trascorso – a fini di cura – al Centro di Recupero della fauna selvatica e alla Riserva di Cornino. Prevista, infine, un’attività naturalistica con gli alpaca.

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In copertina e all’interno ecco due immagini del raro avvoltoio presente in Europa.

“Griffonday” domenica al Lago di Cornino con obiettivo la tutela della biodiversità del Friuli collinare

Sarà “Griffonday”, domenica 23 giugno, alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, dove si celebrerà la ricchezza ambientale, faunistica e culturale del Friuli collinare con una giornata-evento dedicata appunto ai grifoni – simbolo dell’area protetta – e scandita da un ricco programma di attività ludiche e didattiche, promosse in collaborazione con enti pubblici e privati votati alla valorizzazione del territorio. Previste anche la liberazione di esemplari di avifauna selvatica salvati dal Centro di Recupero di Campoformido e di alcuni grifoni curati dallo staff della Riserva e la possibilità di seguire gli esperti della Coop Pavees, che gestisce la Riserva, nel loro quotidiano lavoro con gli animali.

Tiziano Fiorenza fotografa un rettile.


L’apertura dell’evento è in programma per le 9.30, con i saluti istituzionali; seguirà – alle 10 – il laboratorio “Una mattina per piccoli keeper”, nel corso del quale i bambini potranno appunto affiancare il personale della Pavees nelle principali mansioni di ogni giorno: una rara, inedita opportunità di scoprire come si accudisce la fauna protetta. Alle 11 si potrà assistere alla conferenza “Il volo, il sogno dell’uomo”, a cura dell’esperto Tiziano Fiorenza, che focalizzerà l’attenzione sui tanti misteri del volo animale, alle 12 alla presentazione di un libro speciale, “Alla scoperta degli animali”, scritto dai giovanissimi Giorgio e Giulia Archetti, piccoli naturalisti innamorati del mondo a penne e piume. Lunch break alle 13, alle 14 orienteering per i più piccoli, con una caccia al tesoro sul tema dei volatili, e visita guidata alla Riserva.
Alle 15, poi, il momento più spettacolare, “Liberi come l’aria”: numerosi esemplari potranno spiccare di nuovo il volo dopo un periodo trascorso – a fini di cura – al Centro di Recupero della fauna selvatica e alla Riserva di Cornino. Di alto interesse pure l’ultima proposta (in scaletta per le 16), “Dalle Ande alla Prealpi”, attività naturalistica condotta da FriulAlpaca, con i simpatici alpaca ovviamente. La chiusura ufficiale delle attività è prevista per le 17.
«Sono orgoglioso – afferma il presidente della Coop Pavees, Luca Sicuro – di proporre una giornata dedicata alla salvaguardia della natura e rivolta soprattutto ai bambini, per sensibilizzare le nuove generazioni, che saranno custodi della biodiversità nel futuro, sull’importanza della tutela dell’ambiente e del mondo animale. E’ la nostra mission, alla quale ci dedichiamo con convinzione e passione». «Una giornata ricchissima di occasioni, dunque, che ci auguriamo – auspica il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – richiami a Cornino un pubblico folto, confermando e consolidando un trend di presenze che ha già dato, dall’apertura della stagione, grandi soddisfazioni».

Un grifone della Riserva naturale.

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In copertina, FriulAlpaca protagonista al Griffonday sul lago di Cornino.

Un invito a vedere il Carso che rinasce dopo il dramma degli incendi 2022. E c’è anche l’escursione a Sežana e Tomaj

Un’inedita, interessante escursione nel Carso devastato dagli incendi dell’estate 2022, per osservare come il territorio è cambiato a causa del fuoco e come la natura si sta rigenerando: è la proposta della Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa per domenica 8 ottobre, quando gli esperti del Centro Visite Gradina – gestito dalla Coop Pavees – condurranno i partecipanti su un itinerario che ricalcherà proprio le lingue di fuoco sviluppatesi nel torrido mese di luglio dello scorso anno, quando quasi 6 mila ettari di bosco erano andati persi a causa di roghi, con l’esito di una profonda, vistosa modifica all’ambiente naturale. C’è però il rovescio della medaglia, perché il fuoco rappresenta anche un fattore di rinnovamento del bosco: e proprio su questo aspetto si focalizzerà la camminata, che inizierà alle 14.30 (ritrovo nel parcheggio del Circolo Culturale Kremenjak di Jamiano) e si concluderà alle 17.
Il percorso, adatto a tutti – possono partecipare anche famiglie con bambini -, si sviluppa su sentieri e piste forestali, per una lunghezza di circa 5 km; sono consigliati un abbigliamento comodo, scarpe da trekking e una scorta d’acqua. La partecipazione è gratuita, grazie al contributo del Comune di Doberdò del Lago e della Regione Friuli Venezia Giulia, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile al numero +39 348 794 2822 o all’indirizzo mail escursionidoberdo@pavees.it

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Per sabato 7 ottobre la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 17, un’escursione guidata “Da Sežana a Tomaj”, sui luoghi e sull’opera del sloveno Srečko Kosovel, cantore del Carso dei primi ‘900 (l’appuntamento recupera la data del 23 settembre, annullata per maltempo). Iniziativa in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione regionale economica slovena – Slovensko Deželno Gospodarsko Združenje) e la Rete delle Comunità Wigwam, per le Giornate Europee del Patrimonio, volute dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e promosse dal Programma Europa creativa.
Le guide Barbara Bassi e Tanja Coretti illustreranno natura e tradizioni del Carso, passando per i boschi tra Sežana a Tomaj, i prati di landa carsica e i vigneti dove si produce il caratteristico vino Terrano. Lungo il percorso verranno presentate e lette poesie di Kosovel, a cura di Maurizio Bekar e, per la versione originale, da Janez Beličič, storica voce ed annunciatore di Radio Trst A, l’emittente in sloveno della RAI Friuli Venezia Giulia. Un cammino di 8 km, su sentieri e strade di campagna, nei luoghi del Carso che ispirarono le liriche di Kosovel (1904–1926), icona della cultura slovena e considerato uno dei poeti più rilevanti dell’Europa Centrale dell’epoca. Segue sosta e visita a Tomaj, con pranzo al sacco. Rientro a Sežana con passaggi in auto.
Ritrovo per la partenza alle 9 al parcheggio al quadrivio di Opicina (Trieste), e spostamento in macchina a Sežana. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Le “Giornate Europee del Patrimonio” (European Heritage Days www.europeanheritagedays.com) sono la più estesa manifestazione culturale d’Europa, e puntano a valorizzare – tramite iniziative, visite ai musei ed altro – i saperi tramandati da una generazione all’altra, le identità, i valori della diversità culturale e la creatività. La Rete Wigwam (www.wigwam.it) estesa in 21 Paesi, nata tra Lombardia e Veneto nel 1971, è stata una delle prime organizzazioni dedite allo sviluppo sostenibile dei territori, ed è riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale Associazione di Protezione Ambientale a valenza nazionale. Punta a sviluppare Comunità locali solidali, aperte e inclusive, e ritiene che non possa esservi sviluppo sostenibile senza che sia anche solidale, equo e costruito dal basso.

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In copertina, uno degli incendi che hanno devastato il Carso italiano e sloveno.