A fine ottobre la seconda asta dei grandi vini della Contea per la Pace: obiettivo un contributo al Monastero di Castagnevizza

I Cavalieri dell’Associazione dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa, soddisfatti dell’asta benefica organizzata l’anno scorso a favore del Monastero di Castagnevizza (Nova Gorica), che aveva fruttato ben 62.400 euro, ripetono l’iniziativa a fine ottobre. L’evento, già animato dallo spirito di GO!2025, aveva portato qui amanti del vino, collezionisti, importatori e giornalisti giapponesi, spagnoli, francesi, sloveni e italiani.

La seconda edizione dell’Asta dei Grandi Vini della Contea per la Pace si terrà la mattina di sabato 28 ottobre nelle antiche cantine del Monastero, fondato esattamente quattro secoli fa, e sarà battuta da Giulia Princivalli, direttore delle vendite della casa d’aste Stadion di Trieste. A presiederla saranno fra’ Niko Žvokelj, padre superiore del Monastero, e Riccardo Illy, console onorario di Francia. «Un’occasione che può diventare la borsa mondiale dei vini di quest’area vitivinicola transfrontaliera – spiegano gli organizzatori –, ma anche una vetrina gastronomica privilegiata, poichè venerdì 27 ottobre, alla cena di gala al Castello di Spessa a Capriva del Friuli, gli stessi vini dell’asta saranno abbinati ai piatti preparati da ben tre chef stellati Michelin: Raffaele Ros (ristorante “San Martino” di Scorzè), Tomaž Kavčič (“Pri Lojzetu” di Zemono) e Uroš Fakuč (“Dam” di Nova Gorica)».
Alle aziende che avevano aderito nel 2022 se ne sono aggiunte altre, fra cui due italiane del Collio, Conti Attems, che appartiene ai Marchesi Frescobaldi, e Castello di Spessa di Loretto Pali, nonché Nonino Distillatori e la slovena Burja della Valle del Vipacco. Inoltre, l’Associazione ha coordinato il Monastero francescano, che ha fatto da lead partner, con il Castello di Spessa per la presentazione del progetto transfrontaliero “Vina prijateljstva & miru” che rientra fra quelli finanziati dal Bando 1/2023 del Fondo per Piccoli Progetti GO! 2025.


«Chiuso in aprile, il bando europeo nasce per sostenere progettualità transfrontaliere in vista di Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025», ha detto in conferenza stampa la direttrice del Gect Go. Un’occasione per valorizzare i vini del Goriziano senza confini, come da alcuni anni stanno facendo due importanti guide, Gambero Rosso e Vinibuoni d’Italia, che dedicano un capitolo anche ai più prestigiosi produttori sloveni. Il programma prevede che giornalisti e ospiti possano scoprire il vasto territorio vitivinicolo coinvolto – da Aquileia fino al Brda – sia giovedì 26 che sabato 28, mentre venerdì 27 alle 15, nella cantina del Monastero, ci sarà la presentazione dei vini messi all’asta con possibilità di degustarli.

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In copertina e all’interno immagini della prima edizione dell’Asta dei Grandi Vini della Contea per la Pace a Castagnevizza.

Cividale, il Merlot dei Colli orientali a confronto con il Chianti classico

(g.l.) Colli orientali del Friuli e Chianti classico protagonisti a Cividale. Dopo il successo del confronto tra Barolo e Schioppettino, l’enoteca Tabogan (centro commerciale “Borc di Cividat” vicino alla sede di Civibank) propone, infatti, una nuova straordinaria degustazione di vini rossi  per venerdì 10 dicembre, dalle ore 18. Saranno in scena appunto il Chianti classico riserva Frescobadi – quello contraddistinto dal prestigioso Gallo Nero, marchio che affonda le radici nel lontano 1716 – e il Merlot della Cantina Valchiarò di Togliano. Una ulteriore occasione, dunque, per i wine lovers di approfondire la conoscenza di grandi rossi italiani quella che Andrea Spataro, titolare dell’enoteca cividalese, ha voluto proporre nel quadro dei “venerdì del gusto” che si susseguono con successo da ottobre. Il Chianti sarà abbinato ovviamente a salumi toscani, mentre il Merlot potrà essere sorseggiato con saporite costicine di maiale. Il prezzo della degustazione è di 25 euro. É preferibile la prenotazione ed è indispensabile il super green pass.


La Valchiarò, come detto, ha sede nella vicina Togliano, piccola frazione di Torreano, ed è un’azienda fra le più apprezzate dei Colli orientali del Friuli: pochi mesi fa aveva festeggiato i 30 anni della sua nascita, brindando con Nexus, vino di eccezionale valore ottenuto da un’antica vigna di Tocai friulano, classificato da una importante Guida nazionale “superbianco” d’Italia. La compagine sociale è attualmente composta da Lauro Devincenti, Armando Piccaro, Luigi Balutto, Ivana Causero, Doris Devincenti, Sabina Malignani e Bruno Scandini. E Nexus è, appunto, la punta di diamante dell’affermata cantina, che però si distingue per una ricca proposta di etichette pregiate, fra le quali emerge appunto quella del Merlot che sarà degustato venerdì a Cividale assieme al Chianti classico della Frescobaldi, la storica cantina che da alcuni anni ha un importante ramo anche in Friuli avendo acquistato la rinomata azienda dei Conti Attems di Gorizia.

Grappoli di Merlot

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In copertina, ecco una splendida immagine dei vigneti nella zona del Chianti classico, in Toscana.

 

Il Vigneto Fvg soffre, ma l’operazione Jermann-Antinori indica una luce

di Giuseppe Longo

Mentre l’appena avvenuta acquisizione, nel Collio, dell’azienda vitivinicola Jermann da parte della fiorentina Marchesi Antinori – notizia che ha fatto clamore in tutta Italia ma soprattutto, e ovviamente, nel Friuli Venezia Giulia – lancia un segnale di speranza nella ripresa dal pesantissimo colpo inferto dall’emergenza sanitaria, in quanto dimostra chiaramente come un colosso del settore creda nell’uscita, anche in tempi abbastanza rapidi, dall’insidioso tunnel pandemico, un vero e proprio grido di allarme, collegato proprio alla vicenda Covid, giunge dalla principale organizzazione agricola. Coldiretti denuncia infatti che oltre 6,9 miliardi di litri di vino – vale a dire 69 milioni di ettolitri – sono fermi nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche, qui come all’estero, che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo tricolore, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e a indicazione geografica, cioè a maggior valore aggiunto. Al 31 gennaio 2021 – rileva Il Punto Coldiretti – c’erano almeno 150 milioni di litri (1 milione e mezzo di ettolitri) in più rispetto allo scorso anno secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal Ministero delle Politiche agricole. E in questo quadro sconsolante c’è un’indubbia sofferenza anche da parte del Vigneto Fvg che guarda con ansia al ritorno alla normalità.

Ettore Prandini


«La diffusione dei contagi – sottolinea l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – fa prevedere una aggravamento della situazione per il prolungamento delle misure di contenimento con un forte squilibrio di mercato che rischia di vanificare l’impegno di qualificazione dei produttori per aumentare il valore delle produzioni e il successo sui mercati internazionali dove per la prima volta dopo anni le vendite sono risultate in calo del 3%. Non bisogna perdere altro tempo è ed necessario intervenire con una distillazione di emergenza rivolta ai vini a Do e Ig». A tal fine, Coldiretti chiede al Governo di «intervenire con almeno 150 milioni di euro (valore medio 75 euro/ettolitro) attraverso aiuti nazionali vista la mancanza di disponibilità di risorse aggiuntive garantite per la situazione di emergenza da parte della Ue. Una misura che peraltro consentirebbe di produrre 25.000 litri alcol e gel disinfettanti 100% italiani che oggi vengono in larghissima parte approvvigionati sui mercati internazionali».
«La Francia peraltro – osserva infine Coldiretti – ha fino ad ora già messo a disposizione per interventi similari oltre 250 milioni di euro. In gioco c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppa un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle bioenergie, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dall’enoturismo alla cosmetica fino al mercato del benessere».
Dicevamo del “rumore” fatto dall’operazione Jermann-Antinori, la cui notizia data in anteprima da WineNews – il sito specializzato sempre molto al corrente di come vanno le cose sul pianeta della vite e del vino, tanto che venne premiato dal Congresso nazionale Assoenologi che si era tenuto nell’estate di tre anni fa a Trieste – è stata poi ripresa con grande risalto dalla stampa regionale, ma anche nazionale. Anche perché questa è almeno la quarta, per dire cioè di quelle di maggiore rilevanza, che avviene proprio sul Collio: Conti Attems, ormai da una ventina d’anni, nell’orbita della Marchese Frescobaldi, Conti Formentini in quella del Gruppo Italiano Vini, e in tempi più recenti, appena due anni fa, Borgo Conventi, acquisita dalla Moretti Polegato, che fa capo anche alla famosa Villa Sandi, fra le aziende trevigiane di punta del Prosecco. E ora l’azienda del famosissimo Vintage Tunina – cresciuta soprattutto con la guida di Angelo e negli ultimi decenni del figlio Silvio, attraverso l’allargamento da Farra d’Isonzo a Ruttars di Dolegna del Collio – che passa sotto il controllo del grande Gruppo di Firenze, leader a livello nazionale. Ovviamente, a prescindere dalle motivazioni che hanno spinto l’azienda friulana a mettersi sul mercato suscitando ancora una volta l’interesse della Toscana, questa vivacità di mercato, nonostante il difficile momento, evidenzia non solo la grande appetibilità dei vigneti del Collio, fra i più prestigiosi d’Italia soprattutto per i vini bianchi (vi ricordate i famosi Superwhites di Slow Food Fvg?), ma anche un importante segnale di ottimismo da parte delle realtà più importanti del Belpaese. E questo non può che far bene sperare non solo in una strategia che potrebbe prefigurare un rinnovato successo per la storica cantina, ma anche in una non lontana ripresa del settore in generale che, fatto di grandi eccellenze, ha un ruolo guida nel comparto agroalimentare italiano e del nostro Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra due immagini di WineNews riguardanti la splendida tenuta Jermann a Ruttars di Dolegna.