Consumo responsabile, e oggi scatta International Wine in Moderation Day

Sulla scia del successo dell’anno scorso, ecco la seconda edizione dell’International Wine in Moderation Day, che si terrà proprio oggi in tutto il mondo. Questa iniziativa globale porta avanti il tema della campagna “The greatest wine? The one that you will remember” volta ad incoraggiare il consumo responsabile e moderato di vino. Nella giornata odierna, pertanto, gli amanti del vino dei cinque continenti saranno invitati ad unirsi per sensibilizzare sull’importanza di bere vino in modo responsabile. Il Wine in Moderation Day è organizzato dalla WiM Association e mira a coinvolgere consumatori e professionisti del settore in varie occasioni di confronto, promuovendo un più profondo apprezzamento della cultura e della storia del vino ed incoraggiando al tempo stesso scelte di consumo consapevoli. Il messaggio principale resta invariato: cultura del vino significa assaporare l’esperienza e sapere come evitare gli eccessi. La campagna sottolinea che il vero godimento del vino deriva dalla creazione di momenti memorabili e dalla promozione della moderazione, come sintetizzato nella frase: “The greatest wine? The one that you will remember”.

Sandro Sartor

Stefano Sequino

La campagna di quest’anno prevede ancora una volta una serie di eventi e attività promozionali coordinate da partner, coordinatori e sostenitori in diverse nazioni, regioni e località. Ogni Paese ha deciso come organizzare la propria giornata attorno alla stessa campagna con l’obiettivo di educare i consumatori sull’importanza del bere responsabile celebrando contemporaneamente il ricco patrimonio culturale legato al vino. Le attività includeranno comunicazione digitale, eventi, conferenze stampa, formazione e altro ancora.
Sandro Sartor, presidente di Wine in Moderation, ha commentato: «Dopo il successo della prima edizione dell’anno scorso, siamo entusiasti di rinnovare questa importante campagna con la seconda edizione del Wine in Moderation Day. Il nostro obiettivo è rafforzare la nostra missione di lunga data di incoraggiare professionisti e consumatori di vino a fare scelte responsabili. Anche se promuoviamo la moderazione tutto l’anno e vogliamo che tutti i nostri consumatori se ne ricordino ogni volta che sorseggiano un bicchiere di vino, ci piace l’idea di celebrare il concetto di bere responsabile in un giorno dedicato: comprendere ed apprezzare il vino in un modo che migliori l’esperienza e crei ricordi duraturi, che puoi ricordare. Invitiamo tutti ad unirsi a noi nel diffondere questo messaggio di moderazione e responsabilità».
Stefano Sequino, direttore del Consorzio tutela vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino -, ha affermato: «Sostenere e comunicare la cultura del vino diffondendo un messaggio di moderazione e di corretta informazione ai consumatori resta fondamentale per il nostro Consorzio. La nostra partnership con Wine in Moderation, riferimento internazionale in materia di responsabilità sociale nell’ambito del settore conferma la nostra posizione ed il nostro impegno nella promozione di un consumo responsabile di vino, nell’ambito della convivialità e di uno stile di vita sano».

Pinot grigio, imbottigliamenti e giacenza confermano la stabilità della Doc Venezie

Si mantiene stabile l’andamento di mercato del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino), il primo vino Doc bianco fermo italiano per area geografica e per volumi di esportazione. La fotografia fornita da Triveneta Certificazioni – ente di controllo della Doc Delle Venezie che ogni anno applica il contrassegno di Stato su circa 230 milioni di bottiglie – è complessivamente positiva, come confermato dai dati di imbottigliamento e di giacenza: al 1° settembre, infatti, la disponibilità di Pinot grigio è pari a circa 500 mila ettolitri, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai volumi giacenti nello stesso periodo dell’anno scorso.

Albino Armani

Stefano Sequino

Resta stabile anche l’andamento degli imbottigliamenti della Doc che da inizio anno ha raggiunto 1.179.387 ettolitri, quasi 160 milioni di bottiglie, in pareggio con le quantità di prodotto imbottigliato nello stesso periodo del precedente anno solare. Si osserva inoltre, come indicato dai dati di Triveneta Certificazioni, una moderata crescita delle certificazioni pari al +4%.
«Tenendo conto dell’andamento degli imbottigliamenti, possiamo contare su una disponibilità di prodotto adeguata e in linea con le richieste del mercato – ha spiegato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – ci troviamo di fronte ad una situazione stabile ed in equilibrio che nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico complesso, riflette lo stato di salute della Doc delle Venezie. Occorre poi considerare, quale ulteriore indicatore di stabilità, che oltre il 90% dei volumi attualmente in giacenza fanno riferimento alla campagna vendemmiale 2023».
«Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta – ha commentato Albino Armani, presidente del Consorzio –. Un percorso di crescita della denominazione portato avanti con costanza dal consiglio di amministrazione che concorre a mantenere questa condizione di stabilità tra domanda e offerta e che rappresenta un grande valore per i mercati internazionali».

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie nelle versioni bianco e ramato.

 

Doc delle Venezie, il ruolo dei Consorzi nello sviluppo dell’offerta enoturistica

A pochi giorni dall’applicazione della riforma europea del sistema delle Indicazioni geografiche, il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – torna a parlare del ruolo dei Consorzi nell’ambito della valorizzazione delle Dop e delle Igp, nello specifico in relazione allo sviluppo ed alla promozione enoturistica. Il direttore del Consorzio Stefano Sequino interverrà, infatti, nella sessione mattutina del convegno intitolato “L’enoturismo sostenibile: dall’azienda al territorio”, in programma sabato 25 maggio, a partire dalle ore 9.30, nella sede della Cantina Sociale di Quistello, Mantova.
L’evento, organizzato da Unione dei Giuristi della Vite e del Vino, Cantina Sociale di Quistello e Legal Hackers Mantova, vedrà la partecipazione di esperti del settore, giuristi e docenti universitari che illustreranno ruoli, norme e buone prassi che regolano l’offerta enoturistica, nonché gli effetti che la promozione enoturistica potrà avere nei territori viticoli.
“L’enoturismo è senza dubbio un fattore strategico per la crescita sociale ed economica dei territori – ha detto Stefano Sequino – e pertanto il dibattito ed il confronto su questo tema è assolutamente importante perché, anche alla luce della riforma delle Ig e del mutato quadro normativo, ci consente di individuare spazi di miglioramento e nuovi traguardi in termini di sviluppo e di formulare le migliori risposte ai visitatori, sempre più interessati alle esperienze enoturistiche e ai luoghi della produzione. In effetti, il recente Reg. (Ue) 2024/1143 di riforma del sistema Ig attribuisce ai Consorzi nuovi compiti e nuove responsabilità, compreso, tra le azioni utili per intervenire in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anche lo sviluppo di servizi turistici all’interno dell’area geografica della Ig. In questo contesto i Consorzi, che già oggi raccontano e promuovono i territori viticoli, potranno certamente esercitare una funzione aggregante tra le imprese, gli enti di promozione turistica e gli altri attori e stakeholder territoriali, con l’obiettivo di creare sinergie utili per sollecitare e rafforzare la presenza e la qualità dei servizi enoturistici.
Il programma completo del Convegno, che sarà chiuso dall’intervento di Alessandro Beduschi, assessore agricoltura Regione Lombardia, è consultabile sul sito di Ugivi al link https://www.ugivi.org/eventi/enoturismo-sostenibile-convegno-ugivi-25-05-2024-quistello-mn/

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In copertina, il direttore del Consorzio Doc delle Venezie Stefano Sequino.

Pinot grigio delle Venezie, a Milano un’analisi tra mercato e strategie della grande Doc che compie sette anni

“Pinot grigio Delle Venezie Doc: analisi di mercato e strategie per il futuro”. Questo il tema dell’importante incontro organizzato a Milano dal Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, in collaborazione con Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Un primo appuntamento aperto ad operatori, aziende e stampa che ha visto la presentazione di un’indagine di mercato volta ad analizzare gli indicatori del segmento commerciale, il posizionamento e il livello di internazionalizzazione del Pinot grigio Doc Delle Venezie, oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento.
Un importante lavoro di ricerca e raccolta dati che è in linea con il percorso strategico di valorizzazione della denominazione di origine Delle Venezie che negli ultimi anni ha visto rafforzato il suo posizionamento a livello internazionale. Un’occasione per condividere i dati strutturali di produzione e di imbottigliamento – forniti da Triveneta Certificazioni, organismo di controllo della Doc – così come del commercio estero e dei canali di distribuzione del primo vino bianco italiano per volumi d’esportazione, oltre il 95% del totale, utile per ascoltare l’importante testimonianza di tre grandi imprese associate rispetto a risultati e obiettivi a livello produttivo, qualitativo e di posizionamento nonché rispetto alle opportunità e alle criticità del commercio estero. Sono intervenuti Matteo Zoppas, presidente Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Augusto Reggiani, gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e, in rappresentanza dei tre grandi player del Pinot grigio Doc Delle Venezie, Massimo Romani, Ad di Argea Spa., Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, e Franco Passador, Ad di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale.

I relatori e il saluto di Armani.


Ad aprire i lavori, moderati dal vicedirettore e firma del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, i saluti del presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani. «Sono passati – ha detto – sette anni da quando la Denominazione venne costituita, affiancandosi ad altre venti denominazioni di origine coinvolte nella produzione di Pinot grigio nel Triveneto. Ad oggi nel Nordest si produce l’85% del Pinot grigio italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 25 mila ettari vitati a Pinot grigio potenzialmente destinati alla Doc Delle Venezie, con una produzione di 240 milioni di bottiglie/anno e una filiera produttiva rappresentata da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento». Il presidente ha ricordato, inoltre, come la Doc abbia avuto e stia tuttora registrando un andamento in controtendenza rispetto ad altre denominazioni. Nonostante il calo generale del consumo di vino, infatti, la Doc osserva un trend in lieve ma costante crescita in termini sia di volumi sia di valore. Si rammenta che nel 2023 il Pinot grigio Doc delle Venezie ha chiuso un bilancio incoraggiante in un anno evidentemente complicato, con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare.
Di seguito Fabio Del Bravo, direzione Filiere e Analisi dei Mercati di Ismea, ha presentato l’indagine, partendo da una panoramica sulla produzione italiana di vino, a partire dai volumi della produzione e peso delle Ig dal 2014 a oggi che, oltre a ribadire il calo di produzione del 23,2% dell’ultima campagna, evidenzia una positiva incidenza del potenziale vini Ig sul totale che è passata dal 65% al 78% in dieci anni. I dati presentati hanno mostrato, inoltre, una sostanziale crescita dei vini bianchi che nell’ultimo decennio sono passati dal 47% al 62%, con un picco importante a partire dal 2021, a testimoniare il recente cambiamento dei trend di consumo. Interessanti i dati sulle esportazioni italiane di vino che, in un contesto di scambi internazionali in flessione, hanno sostanzialmente tenuto, anche rispetto ai tradizionali competitor come Francia e Spagna. Ma ancora più interessante notare come l’incidenza delle Dop sia passata dal 35% al 59% in volume e dal 52% al 67% in valore, numeri che dimostrano la sempre maggiore attenzione del consumatore nelle scelte d’acquisto.

Grappoli di Pinot grigio.


Portando il focus sulla Doc delle Venezie, la denominazione triveneta occupa il secondo posto del podio con quota 10% del volume totale delle prime 20 denominazioni di origine italiane – che da sole sommano il 70% del volume nazionale – seconda solo alla Doc Prosecco. L’indagine svolta da Ismea, aggiornata a marzo 2024 su un campione rappresentativo dell’intero territorio di produzione, conferma una forte adesione delle imprese al regime biologico e a schemi volontari di sostenibilità (Sqnpi, Equalitas e ViVa), oltre a registrare un numero elevato di aziende che intendono aderire nel prossimo futuro.
Confermata, inoltre, la vocazione all’export della Doc: il 94% del campione dichiara di vendere il Pinot grigio delle Venezie all’estero e, tra le aziende coinvolte, il 24% del campione esporta più del 90% dell’imbottigliato di Pinot grigio delle Venezie (la quota sale al 51% se si considerano le aziende che esportano il Pinot grigio delle Venezie per oltre il 70% della produzione). La principale destinazione del Pinot grigio Delle Venezie è il Nord America (58%), seguito dall’Europa (52%), con quote decisamente inferiori per Asia, Africa e Sud America; nello specifico il 52% delle aziende del campione dichiara di esportare negli Stati Uniti, il 39% nel Regno Unito e in Germania, il 24% nell’Est Europa, il 21% in Canada, il 9% sia in Cina che in Giappone. A chiusura dell’indagine sui mercati esteri, gli Stati Uniti restano il mercato che continua a promettere le migliori performance nel 2024, mentre tra gli intervistati si registra una notevole eterogeneità nella percezione dei Paesi potenziali e interessanti per futuro, con una ricorrenza, però, relative all’area dell’Est Europa, o a singoli Paesi appartenenti a tale regione geografica, come la Polonia. Rispetto ai canali distributivi, i principali sono l’Horeca e i grossisti, in entrambi i casi con il 48% delle selezioni, segue la Gdo con il 42% – canale in cui le aziende del campione hanno visto incrementare maggiormente le proprie vendite rispetto all’anno passato – i negozi specializzati ed il canale online, rispettivamente con il 27% e 15%.
A chiusura della relazione di Ismea si è aperto un proficuo dibattito per individuare strategie di promozione condivise e spazi di miglioramento che, oltre al consolidamento dei mercati considerati maturi, consentano di conquistarne nuovi.
Matteo Zoppas, presidente Ice, ha sottolineato il ruolo fondamentale del suo Istituto nell’accompagnare le imprese vitivinicole italiane nel loro percorso di internazionalizzazione, operando da importante tramite per accedere ai mercati esteri e promuovere il valore dei vini italiani nel mondo. Il Presidente Zoppas ha ricordato le attività svolte grazie alla vasta rete globale di uffici Ice e dai trade analyst operanti sul campo, facilitando l’incontro tra le aziende italiane e i buyer internazionali e creando opportunità di business durante eventi fieristici di rilevanza mondiale come Vinitaly. Proprio in occasione della prossima edizione Agenzia Ice porterà oltre 500 buyer profilati, offrendo alle aziende italiane l’opportunità di espandere la loro presenza sui mercati internazionali.
In merito agli strumenti messi in campo dal Sistema Paese e rispetto al ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è intervenuto Augusto Reggiani, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: «La Giornata del Made in Italy, che si terrà il 15 aprile, è una delle numerose iniziative contenute all’interno del recente e più ampio Decreto sul Made in Italy approvato dal Parlamento e rappresenta un importante momento di celebrazione dell’eccellenza italiana nel mondo imprenditoriale. È un’iniziativa che dimostra la nostra vicinanza alle imprese, riconoscendo loro il ruolo di vero motore di produzione del nostro Pil. Il Decreto fornisce nuovi strumenti per contrastare con fermezza il fenomeno dell’Italian sounding, che danneggia gravemente le nostre esportazioni, incluso quindi il settore vitivinicolo, per una cifra complessiva stimata non inferiore ai 75 miliardi di euro all’anno. Nel corso della giornata viene celebrato il Made in Italy in tutto il mondo, anche sensibilizzando e formando i media e le autorità straniere e locali su questa tematica assolutamente cruciale».

In bianco e ramato.


Luciano Ferraro ha introdotto, quindi, nel dibatto tematiche legate a prospettive e margini di crescita legati alla Doc delle Venezie e come si renda necessario comprendere che la sua comunicazione debba concentrarsi sulla distintività rispetto alle altre Doc. «In particolare, nei mercati dove la presenza del Pinot grigio Delle Venezie è più consolidata, come il Nord America, Gran Bretagna ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato», ha commentato Massimo Romani, Ad di Argea, che ha poi continuato: «Il nostro Pinot grigio del Nordest già possiede nella propria natura molti elementi che ne determinano il successo. Tuttavia, considerando i buoni risultati registrati da altri Pinot grigio territoriali, ad esempio quello siciliano ed abruzzese, sarà essenziale concentrarsi sull’incremento del valore e sui caratteri distintivi della Doc delle Venezie».
Inevitabile un approfondimento sugli Stati Uniti, primo Paese di riferimento per l’export della Doc delle Venezie. Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, ha spiegato come il successo del Pinot grigio nel mercato americano sia stato influenzato da diversi fattori. «Sicuramente, il nostro ruolo di pionieri nell’introdurre questa varietà negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70 ha avuto un impatto significativo, di certo favorito, all’inizio degli anni ’80 e per tutti gli anni ‘90, dalla ricerca da parte del consumatore di un’alternativa al più diffuso Chardonnay californiano. Il Pinot grigio italiano continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi invece manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte della fascia più giovane di consumatori, perché in grado di soddisfare la crescente domanda di vini più leggeri e versatili. Inoltre – ha proseguito Zanoni – non possiamo sottovalutare l’importanza del valore di marca nella promozione del prodotto, tenendo conto che il valore della denominazione deve crescere parallelamente a quello dei grandi brand». Rispetto al prossimo futuro, Zanoni ritiene che all’interno di un mercato in evoluzione come quello americano, il Pinot grigio italiano – inclusa quindi la Doc delle Venezie – continuerà ad essere il competitor numero uno del Pinot grigio statunitense.
La tavola rotonda si è chiusa con l’intervento di Franco Passador, Ad di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale in merito alla sostenibilità ambientale: «Si tratta di un tema strategico e importante, che caratterizza la filiera Doc delle Venezie raggiungendo, come testimoniato dall’indagine Ismea, una percentuale eccezionale in termini di adesione agli standard di sostenibilità, pari ad oltre il 70%, con la nostra realtà che si distingue ulteriormente superando l’80%. In questo senso, non possiamo non elogiare la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell’adesione alla coltivazione con il metodo biologico e/o agli schemi di certificazione volontaria Sqnpi, ViVa ed Equalitas». Passador ha concluso mettendo in evidenza un ulteriore ed importante elemento distintivo del Pinot grigio Doc delle Venezie, ovvero una filiera interamente certificata che utilizza su tutto il vino confezionato in commercio il contrassegno di Stato a garanzia della tracciabilità. «Si tratta di un elemento spesso trascurato nella comunicazione al consumatore che invece dovrebbe essere posto in primo piano, a differenza di altre produzioni di Pinot grigio a livello nazionale che sono sul mercato prive del contrassegno di Stato. La fascetta contrassegno di Stato è uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto».

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In copertina, vigneti in Friuli di Pinot grigio Doc delle Venezie e qui sopra in Trentino.

Pinot grigio, Stefano Sequino è il nuovo direttore del Consorzio Doc Venezie: ecco la sua strategia per Italia ed Estero

Stefano Sequino è il nuovo direttore del Consorzio Tutela Vini Doc Delle Venezie. Scelto dal consiglio di amministrazione presieduto da Albino Armani, a partire da gennaio 2024 il neodirettore è quindi chiamato a gestire gli aspetti statutari, istituzionali, amministrativi e tecnici del Consorzio nonché a dirigere un team consolidato nello svolgimento delle numerose attività di promozione, comunicazione e sviluppo della Doc triveneta – la seconda più estesa in Italia – che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, territorio che conta 27 mila ettari vitati potenzialmente destinati alla Doc delle Venezie per una produzione di 250 milioni di bottiglie/anno.

Stefano Sequino


Nato a Tivoli nel 1978, Stefano Sequino è laureato in scienze e tecnologie agrarie e in viticoltura ed enologia. Dal 2004 al 2020 ha lavorato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come funzionario del Dipartimento Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), mentre negli ultimi tre anni ha ricoperto la carica di responsabile del settore vitivinicolo in Confcooperative. Docente e relatore in numerosi convegni per tematiche relative ai sistemi normativi del settore vitivinicolo, ha partecipato attivamente al confronto europeo e nazionale nonché ai tavoli di lavoro costituiti per l’adozione nazionale della normativa di settore.
Nel suo nuovo ruolo dirigenziale, Sequino guiderà la Doc delle Venezie nel percorso strategico di tutela e di valorizzazione già avviato dal Consorzio che, negli ultimi anni, ha rafforzato la reputazione del Pinot grigio delle Venezie a livello internazionale, illustrando i valori della Doc ad operatori e consumatori di Europa, Nord America e Asia. «Sono onorato di intraprendere questa nuova esperienza professionale – ha affermato Sequino – e desidero ringraziare il presidente Albino Armani e il consiglio di amministrazione per la fiducia che mi hanno accordato. Mi impegnerò a dare il mio contributo per un progetto particolarmente importante, per le dimensioni economiche oltre che territoriali, per la straordinaria capacità di proiezione della Doc delle Venezie nei mercati esteri, un’autentica ambasciatrice dell’Italia nel mondo che diventa veicolo di uno stile versatile e accessibile che ritengo debba trovare maggiore spazio anche nella propria terra d’origine».

Albino Armani


Tra i primi obiettivi, accanto al rafforzamento delle misure di governo dell’offerta, vi è infatti il consolidamento delle attività di promozione che, affiancando le operazioni di visibilità all’estero, dovrà prevedere un piano strategico e strutturato di fidelizzazione del mercato domestico, che ad oggi assorbe circa il 5% del consumo totale. Imprescindibile per Sequino proseguire, accanto a Triveneta Certificazioni, il lavoro per mantenere tracciabilità e controllo dei vini Doc delle Venezie, non solo per tutelarne la qualità e le peculiarità ma, grazie all’applicazione del contrassegno di Stato su tutte le confezioni in commercio, anche per accrescere il valore del prodotto sul mercato. Rispetto al Pinot grigio del Nordest, occorre considerare, afferma Sequino, che «la Doc delle Venezie è al centro di un sistema complesso, costituito dal proprio potenziale viticolo nonché dai volumi riclassificati dalle altre denominazioni territoriali. Per questo confermiamo l’impegno a lavorare in maniera armonizzata e congiunta con le altre Do per programmare e governare l’offerta a livello territoriale».
Infine, in quanto espressione di una tipicità tutta italiana fortemente legata alle proprie radici, la Doc non può prescindere dal fornire il suo contributo su tematiche importanti a livello internazionale relative ai valori di qualità, cultura e identità territoriale. «Il Pinot grigio delle Venezie trova la sua naturale collocazione nel Nordest italiano e, per farne apprezzare ancora di più lo stile distintivo che ne ha fatto il successo nel mondo, dobbiamo lavorare più che mai per dare voce, anche nell’areale di produzione, all’identità territoriale: è solo raccontando il legame con il territorio che possiamo valorizzare il patrimonio culturale collettivo e rafforzare l’unità e la consapevolezza di condividere una denominazione d’origine che è leader nei mercati mondiali», commenta infine Stefano Sequino.

Pinot grigio in bianco e ramato.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio nel Cividalese sui Colli orientali del Friuli.

Il Pinot grigio delle Venezie Doc protagonista a Miami in Florida

A un anno di distanza e forte del grande successo ottenuto con la precedente edizione, il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – è tornato a Miami per raccontarsi nuovamente al pubblico del Food Network & Cooking Channel South Beach Wine & Food Festival presentato da Capital One (SOBEWFF®) inaugurando così la stagione promozionale Usa 2023. Ancora una volta, infatti, è sponsor dell’evento enogastronomico più atteso della Florida, la cui missione si riassume da ormai ventidue anni nelle parole “To EAT. DRINK. EDUCATE”. Una quattro giorni che colora e anima le rinomate e affollate spiagge di Miami – Miami Beach e South Beach –, dove fino a domani, 26 febbraio, migliaia di wine & food enthusiasts hanno a disposizione innumerevoli e prestigiose vetrine ed iniziative promozionali a celebrare i migliori chef del paese ma anche importanti personalità della cucina internazionale, oltre a tante aziende del vino e dei distillati tra le più famose al mondo.
Pensata per consumatori high spender americani e puntando da sempre i riflettori sui nomi più celebri del settore a livello globale, SOBEWFF sposa perfettamente quelli che sono gli obiettivi della campagna promozionale del Consorzio di tutela che segue la crescita del posizionamento del Pinot grigio delle Venezie. Nella manifestazione di Miami, infatti, il Consorzio trova la narrativa perfetta per descrivere e, soprattutto, valorizzare la Do, il suo territorio d’origine, i suoi produttori, la sua storia, la sua tradizione e soprattutto la sua inconfondibile italianità, celebrando i tratti distintivi che caratterizzano il Pinot grigio delle Venezie – qualità, freschezza e versatilità – stile che oggi molte regioni vinicole del mondo cercano di emulare.
In questo preciso contesto si inseriscono le due cene esclusive sponsorizzate dal Consorzio, che sceglie di presentarsi all’esigente pubblico americano – che annualmente assorbe oltre il 40% del totale imbottigliato della Doc – affiancandosi ad una proposta gastronomica variegata e di alto livello, che mette alla prova la versatilità del Pinot grigio Doc delle Venezie, perfetto per ogni tipo di social & food occasion o per le diverse cucine e specialità internazionali.
Oggi i vini Doc delle Venezie saranno serviti in abbinamento a sofisticate pietanze frutto della contaminazione di due grandi culture gastronomiche, rappresentate dalla chef coreana Esther Choi, responsabile di cucina del Mokbar di Brooklyn, ospitata in città dallo chef Diego Oka, talento peruviano in sella al ristorante La Mar by Gaston Acurio del Mandarin Oriental Hotel di Miami (https://sobewff.org/la-mar/).
Il tour del Consorzio delle Venezie negli Stati Uniti è cominciato in realtà a inizio mese con gli ormai consueti Simply Italian Great Wines in collaborazione con International Event & Exhibition Management, che il 6 febbraio a Dallas e l’8 febbraio sempre a Miami ha organizzato due approfondite masterclass – guidate rispettivamente dai due wine expert & educator locali Jeremy Parzen e Charlie Arturaola – dedicate alla Denominazione e seguite da circa 90 ospiti tra operatori, stampa ed opinion leader.

www.pinotgrigio.wine

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In copertina, una bella panoramica sul quartiere espositivo in spiaggia a Miami.

Ancora Armani alla Doc delle Venezie: sarà fra i protagonisti di Ramuscello

(g.l.) Sarà anche Albino Armani, appena confermato al vertice del Consorzio tutela vini Doc delle Venezie, protagonista alla grande festa della cooperazione vitivinicola che si terrà stamane per celebrare la 60ma vendemmia della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, e che vedrà, nella frazione di Sesto al Reghena, schierati alcuni dei nomi più in vista del settore per discutere – nella tavola rotonda organizzata dal presidente Gianluca Trevisan e dal direttore Rodolfo Rizzi – del futuro dell’importante realtà produttiva della Bassa Pordenonese, ma anche delle prospettive dell’intero comparto nel tanto atteso momento che, finalmente, comincia a segnare l’uscita dal lunghissimo tunnel pandemico.
Armani è stato infatti rieletto all’unanimità nel corso del consiglio di amministrazione che era stato rinnovato lo scorso 6 maggio durante l’assemblea dei soci riunitasi nella sede di Cantine dei Colli Berici, a Lonigo, e che, oltre alla nomina del nuovo Cda, aveva anche approvato le linee programmatiche dell’attività consortile per il biennio. Armani sarà affiancato dai vicepresidenti Claudio Venturin (Veneto) e Flavio Bellomo (Friuli Venezia Giulia).

Grappoli di Pinot grigio.


Albino Armani, viticoltore veronese con importanti interessi anche nel Vigneto Fvg, torna dunque a presiedere un tavolo composto da 21 consiglieri in rappresentanza delle tre regione del Nordest che puntano molto sul Pinot grigio: per il Trentino Lorenzo Libera (Cantina di Avio e Cavit), Pietro Patton (Cantina di La Vis e Valle di Cembra), Luca Rigotti (Mezzacorona), Albino Armani (Albino Armani Viticoltori dal 1607), Goffredo Pasolli (Vinicola Lechthaler) e Daniele Simoni (Schenk Italia), per il Veneto Claudio Venturin (Cantina Produttori Piave Sile), Dario Toffoli (Ormelle), Corrado Giacomini (Vi.V.O. Cantine), Andrea Paladin (Paladin Giovanni), Christian Scrinzi (Gruppo Italiano Vini), Alberto Marchisio (Cantine Vitevis), Wolfgang Raifer (Cantina di Soave), Luigi Bersano (Mgm), Giorgio Pizzolo (Enoitalia), Massimo Marasso (Fratelli Martini) e per il Friuli Venezia Giulia Angela Bortoluzzi (Società agricola Borgo Tintor), Michelangelo Tombacco (I Magredi), Antonio Zuliani (Cantina di Rauscedo), Flavio Bellomo (Viticoltori Friulani La Delizia) e Sandro Sartor (Ruffino).

Il rieletto presidente raccoglie quindi per la seconda volta la responsabilità della più estesa denominazione sul territorio nazionale, seconda italiana per volumi, che rappresenta sicuramente una garanzia di stabilità di tutta la filiera produttiva di Pinot grigio del Nordest, ma anche un progetto più ampio di valorizzazione di un prodotto-territorio unico del Made in Italy. «Ringrazio i consiglieri per avermi dato ancora una volta – ha affermato – l’opportunità di essere alla guida di questo Consorzio di tutela, a dimostrazione del consenso e della fiducia guadagnati nel corso dei precedenti mandati. Difficile non osservare, infatti, il grande lavoro di rafforzamento del valore identitario ed economico del Pinot grigio delle Venezie che la squadra del Consorzio ha svolto negli ultimi anni. Il nuovo Cda, che con la sua ampia rappresentanza facilita l’espressione delle diverse realtà produttive del Territorio, intende continuare questo eccezionale percorso di crescita e sarà capace di aprire nuovi e importanti capitoli nella storia della nostra Doc. I prossimi anni ci riserveranno sfide sempre più impegnative e dovremo lavorare tutti assieme con l’unico obiettivo di consolidare una realtà economica unica a livello mondiale. Gli obiettivi sono molto chiari: continuare a condividere misure di gestione coordinata del potenziale produttivo del Pinot grigio del Nordest che mantengano in equilibrio l’offerta e ne garantiscano la tenuta del valore economico – e assicurare nel contempo un giusto riconoscimento all’impegno profuso da tutta la filiera -, sostenibilità e rafforzamento della promozione, impegnandoci in primo luogo a migliorare il posizionamento e il percepito della Doc, sia nel mercato domestico sia in quello internazionale».

«Il nuovo Cda, in continuità con il lavoro svolto da quello uscente, è chiamato a tutelare e rafforzare il valore della Doc delle Venezie», gli hanno fatto eco all’unisono Bellomo e Venturin, la nuova vicepresidenza, aggiungendo: «Un posizionamento che, anno dopo anno, diventa sempre più alto nel mercato e che rappresenta il merito di un percorso intrapreso con coscienza da tutti i protagonisti della scena vinicola di Friuli, Trentino e Veneto, che hanno saputo fare squadra a beneficio di un patrimonio comune, il Pinot grigio del Nordest, sostenendo un Consorzio impegnato fortemente già da cinque anni nella tutela e certificazione del n«»iuostro vino».
La Doc delle Venezie garantisce oggi un importante equilibrio di Sistema delle Do del Triveneto alla produzione di Pinot grigio e rappresenta per tutte le aziende e i produttori un valido sostegno in termini di valore, posizionamento internazionale e qualità, grazie alla garanzia di tracciabilità e certificazione. Valori che il Consorzio porterà nel mondo grazie alle moltissime attività promozionali programmate nel biennio e appena approvate dalla citata assemblea, che vedranno il Pinot grigio delle Venezie impegnato sui mercati di Italia, Usa, Canada, Giappone, Uk, Svizzera e Centro, Nord ed Est Europa.

Vigneti a Ramuscello.

Tornando alla festa di stamane a Ramuscello, ricordiamo che alle 10.30 si terrà l’annunciata tavola rotonda sul tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale”. I lavori, moderati dal giornalista e direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, vedranno la partecipazione, nella tensostruttura della Cantina, oltre all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, di Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi; Attilio Scienza, presidente del Comitato Nazionale Vini del Mipaaf; Luca Rigotti, coordinatore del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Corrado Casoli, presidente del Gruppo Italiano Vini; Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc “Prosecco” e, come dicevamo all’inizio, Albino Armani, presidente del Consorzio Doc delle Venezie.

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In copertina, Albino Armani confermato alla guida del Consorzio Doc delle Venezie.