Coop Live al Castello di Valvasone: anche l’enogastronomia pordenonese in scena

Ci saranno anche i gusti al centro del programma di Coop Live, la festa delle società aderenti a Confcooperative Pordenone che si terrà tra il Parco Pinni e il Castello di Valvasone il 15 settembre. Un progetto sostenuto dalla Regione Fvg – Io sono Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Ortoteatro e con il sostegno di Banca 360 Fvg. Patrocinio del Comune di Valvasone Arzene.
Infatti, i partecipanti saranno coinvolti non solo nelle degustazioni guidate me anche in dimostrazioni per imparare a preparare alcune specialità. In più, si potrà prenotare la propria box picnic in cui i prodotti delle Latterie di Marsure, Palse e Fontanafredda, Cipa, Cooperative Agricole Castions e FruttaFriuli saranno preparati in saporiti piatti dalla Cucina delle Fratte della cooperativa sociale Il Piccolo Principe (per chi prenoterà il box ci sarà solo da portare una coperta e una borraccia). Per quanto riguarda le degustazioni saranno protagoniste le societàcooperative aderenti a Confcooperative Pordenone in collaborazione con Consorzio Doc Friuli. Presentano Giuliana Masutti e sommelier Maria Teresa Gasparet.
Alle 11 La freschezza in tavola, degustazione di una selezione di formaggi freschi Latteria di Palse e Latteria di Marsure (con Fildilat – Latterie pordenonesi di filiera), accompagnati da prodotti da forno Cooperative Agricole Castions. Calice: Traminer aromatico 2023 – Cantina di Rauscedo.
Alle 12.30 La bontà autentica della tradizione, assaggio di gnocchi di patate al ragù e di gulash con patate bollite a cura di Copropa Cooperativa produttori patate Fvg e di La Rossa Pezzata Fvg. Calice: Merlot 2022 Igt Venezia Giulia – Vini San Giorgio
Alle 15.30 Storie di carattere degustazione di una selezione di formaggi stagionati e affinati Latteria di Marsure (sempre con Fildilat – Latterie pordenonesi di filiera con Latteria di Palse) accompagnati da mele FruttaFriuli e mostarda di cipolla La Volpe sotto i Gelsi. Calice: Merlot “Sass Ter” 2022 Doc Friuli della Cantina Cooperativa – Vini La Delizia. E inoltre, dalle 10, dimostrazione di Filatura della mozzarella con Latteria di Palse e dalle 16 L’Arte del Formaggio con Latteria di Marsure.
Il programma della giornata prevede anche numerose propose delle cooperative sociali e con Ortoteatro, coorganizzatore di Coop Live, il progetto artistico Mani in arte e le visite guidate Un Castello da favola.

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In copertina, una selezione di formaggi di Fildilat-Latterie pordenonesi di filiera.

Vini Doc Friuli e arte insieme a Portopiccolo: Ariel Trettl & Laura Pan con la Malvasia di Cormons

“Vivere la cultura a Portopiccolo” è il claim che oggi rappresenta il percorso iniziato nel 2015, passando per un ricco programma di mostre e laboratori, per arrivare all’ultima ideazione: il Portopiccolo Art Studio ed il progetto di residenza espositiva “Meet the artist”. Da un’idea di Fabio Fonda e Lisa Trockner (curatrice e direttrice del SüdTiroler Künstlerbund di Bolzano), Portopiccolo Art Studio, con questo programma di residenza espositiva, gestito in collaborazione con Portopiccolo Apartments main partner del progetto, si propone di arricchire l’offerta culturale del “sistema arte” della località turistica attraverso la presenza di artisti della SüdTiroler Künstlerbund.
Invitati da agosto ad ottobre, uno per ogni weekend, si presenteranno per incontrare ed intercettare attraverso le loro opere l’eterogeneo flusso di ospiti, residenti, visitatori e curiosi che popolano il borgo. A partire da oggi, 1° agosto, fino a giovedì 24 ottobre, in uno spazio affacciato sul mare, gli artisti – per la precisione 11 artiste e un solo artista -, selezionati da Skb Artes di Bolzano, accoglieranno i visitatori con un vin d’honneur messo a disposizione dal Consorzio Doc Friuli, che ha coinvolto per ogni fine settimana, tra i propri associati, altrettante aziende vinicole di tutta la regione. Oggi saranno Ariel Trettl & Laura Pan ad esporre le loro opere, aprendo la residenza alle 19 con un brindisi di benvenuto offerto dalla Cantina Produttori Cormòns: la pluripremiata Malvasia Harmo Doc Friuli. Ogni artista che si succederà, dal giovedì alla domenica, terrà aperta la residenza dalle 17 alle 21.
SüdTiroler Künstlerbund, nata nel 1946 come associazione con l’obiettivo di essere “porta di intercomunicazione fra creatori e consumatori d’arte” presenta nel 2024 Skb Artes, che, raccogliendo con i suoi 450 soci l’eredità della Galleria Prisma (1989 – 2023), diventa il luogo artistico non commerciale in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa, da cui provengono gli 11 artisti selezionati per il progetto. Attraverso il suo programma, che abbraccia l’arte contemporanea, la letteratura, la musica e l’architettura in tutte le sue forme espressive, Skb Artes si propone di rendere accessibile l’ampio spettro dell’arte sudtirolese, confermando questa vocazione ora anche a Portopiccolo Sistiana.

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In copertina, due opere delle artiste Ariel Trettl & Laura Pan; qui sopra, la Cantina Produttori Cormons.

La Doc Friuli al Vinòforum di Roma è grande protagonista al Circo Massimo

Nuovo interessante appuntamento per il Consorzio Doc Friuli che, da lunedì a domenica 23 giugno, è impegnato al Vinòforum di Roma, nella splendida cornice del Circo Massimo. La più grande manifestazione dedicata al vino che si svolge nella capitale ospita più di 3mila etichette italiane, con qualche eccellenza internazionale.
Quest’anno si presenta al pubblico di operatori e grandi appassionati anche il Friuli Venezia Giulia per far scoprire da vicino la bellezza e l’unicità del territorio attraverso i profumi e gli aromi dei vini Doc Friuli. Nello stand del Consorzio è, pertanto, possibile degustare alcuni dei vini più rappresentativi della produzione regionale, tra cui la Ribolla gialla spumante brut, il Friulano, la Malvasia, il Sauvignon fra i bianchi e il Refosco dal peduncolo rosso fra i rossi, delle aziende: Cantina Produttori Cormòns, Di Lenardo, Fantinel, Gigante Adriano, Lorenzonetto, MrBio Wine, Obiz, Piera 1899, Pitars, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio.
Importante vetrina per le aziende e i prodotti regionali d’eccellenza. Vinòforum ogni anno vede aumentare l’affluenza non solo di appassionati, ma soprattutto di operatori, esperti del settore e stakeholder, sempre più interessati. Nell’ambito dell’evento, i visitatori potranno inoltre partecipare a cene con grandi chef, degustazioni guidate e masterclass.

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In copertina, il Circo Massimo che ora ospita anche i vini Made in Fvg.

Doc Friuli da oggi protagonista al Festival della Ribolla gialla di San Vito e all’anteprima di Vitigno Italia a Napoli

Si avvicina un fine settimana ricco di appuntamenti per il Consorzio Doc Friuli, con due importanti eventi enologici. Da oggi al 2 giugno ritorna il “Ribolla Gialla Wine Festival” che animerà il bellissimo centro storico di San Vito al Tagliamento. Giunto alla sua seconda edizione, il festival vuole esaltare la cultura enogastronomica attraverso un vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, con numerosi eventi a tema, degustazioni e convegni, grazie ai quali sarà possibile scoprire anche la Ribolla gialla spumante Doc Friuli di diverse aziende, un vino sempre più diffuso e apprezzato per le sue note sapide e minerali tipiche del territorio. L’evento si è già affermato come un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino, che quest’anno si arricchisce con la selezione della miglior Ribolla gialla del Friuli Venezia Giulia.
Il Consorzio Doc Friuli sarà inoltre presente, oggi e domani, alla preview di Vitigno Italia a Napoli, l’evento che anticipa il 18° Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani. Nella splendida cornice di Villa Floridiana nella zona del Vomero, le etichette Doc Friuli saranno protagoniste di due serate glamour alla scoperta dei vini che verranno presentati nei tre giorni di Vitigno Italia in rappresentanza delle eccellenze vinicole della regione. Con la guida di esperti sommelier sarà possibile assaggiare la Ribolla gialla spumante brut, il Friulano e il Sauvignon delle aziende Cabert, Di Lenardo, Fantinel, Gigante Adriano, I Magredi, Mister Bio Wine, Piera 1899, Pitars, Tenuta Pribus, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio.
Successivamente, da domenica a martedì 4 giugno, alla Stazione Marittima, prenderà il via la 18ma edizione del Salone Vitigno Italia dove il Consorzio allestirà un doppio banco istituzionale nella sala C 61/62 per degustare la Ribolla gialla spumante, l’autoctono Friulano, l’internazionale Sauvignon e il friulanissimo Refosco dal peduncolo rosso delle stesse aziende. Nell’ambito dell’evento, infine, lunedì 3 giugno alle 15, si terrà la masterclass “Doc Friuli – Più che un vino: storia, arte, natura” condotta da Luciano Pignataro, con degustazione di Ribolla gialla spumante, Friulano e Sauvignon, per raccontare il territorio e i vini che meglio lo distinguono.

Cantine Aperte, oggi al Palmanova Village anteprima in attesa del grande evento. Milano per tre giorni ospita la Doc Friuli

Anteprima Cantine Aperte 2024 con un assaggio, questo pomeriggio, della migliore tradizione enogastronomica friulana nella colorata cornice del Palmanova Village. Dalle degustazioni alle iniziative culturali legate al mondo del vino, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di enoturismo. Alle 16, sarà presentato l’atteso evento: la grande manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, che rappresenta circa 100 cantine del territorio, sarà un’occasione unica per scoprire le eccellenze vitivinicole della regione. L’incontro, che inaugura questa edizione, vedrà la partecipazione di Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, e di Linda Basile, center manager Palmanova Village. «Un sentito grazie a Palmanova Village per averci ospitato in questa colorata cornice – afferma Elda Felluga – che rappresenta la vivacità della sinergia creata. Un perfetto connubio tra queste due realtà che permette di valorizzare al meglio questo ricco territorio».

Cantine Aperte in una passata edizione.


Sabato 25 e domenica 26 maggio si terrà, dunque, la trentunesima edizione di Cantine Aperte, con il supporto di Promoturismo e Civibank – Gruppo Sparkasse, e con la partecipazione di 78 cantine del Friuli Venezia Giulia. Le aziende, pronte ad accogliere appassionati da tutta Italia e dall’estero durante i due giorni di iniziative, racconteranno il variegato mondo del vino con le immancabili visite in cantina, degustazioni, laboratori sensoriali, picnic in vigna, manifestazioni musicali e culturali. Anche quest’anno, non mancheranno gli abbinamenti golosi cibo-vino con il “Piatto Cantine Aperte” e l’esclusiva “A Cena con il Vignaiolo”. Le cantine apriranno le loro porte agli enoturisti desiderosi di scoprire non solo le tecniche di produzione in vigna e in cantina, ma anche la storia e gli aneddoti dei vignaioli protagonisti di questo atteso appuntamento. Subito dopo la presentazione dell’evento 2024, dalle 17 alle 20, i partecipanti e i visitatori del Palmanova Village avranno la possibilità di degustare i vini di dieci prestigiose cantine friulane: Petrucco, Ronc Soreli, Ca’ Tullio, Vigna Lenuzza, Villa Russiz, Roi Clar, Cascina Lavaroni, Barone Ritter de Zahony, Villa Vitas e Galliussi. Per “il calice della solidarietà”, ci sarà l’opportunità di acquistare il kit Cantine Aperte comprensivo di calice e porta calice al costo di 10 euro. Parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza.

Villa Vita a Cervignano.

«Siamo molto felici di ospitare al Villaggio l’Anteprima Cantine Aperte, rafforzando ancora di più il legame con il territorio che da sempre contraddistingue Palmanova Village. – commenta Linda Basile –. Ci teniamo moltissimo a rappresentare per i nostri ospiti una destinazione turistica a tutti gli effetti, dove oltre allo shopping si possono vivere esperienze uniche ed esclusive trascorrendo ore liete nel nostro Villaggio. Con questa collaborazione, ci leghiamo ad uno degli eventi più amati ed iconici della nostra regione che celebra i prodotti di eccellenza delle aziende locali, ormai famosi in tutto il mondo». Il catering di questo evento sarà curato dal rinomato ristorante Il Melograno, partner di lunga data di Cantine Aperte, che offrirà un’esperienza gastronomica mirata a valorizzare i vini in degustazione. Coloro che acquisteranno il kit, avranno l’opportunità di assaporare tre abbinamenti di vini con finger food. Ad arricchire l’atmosfera un intrattenimento musicale. Il Movimento Turismo del Vino Fvg coglie l’occasione per raccontarsi e non si fermerà all’evento di fine maggio: è l’inizio di dodici mesi ricchi di iniziative che nascono dalla creatività delle cantine associate, a partire da “Vigneti Aperti” fino a “Calici di Stelle” a Grado, che si terrà venerdì 9 e sabato 10 agosto, sul suggestivo lungomare della diga Nazario Sauro. Cantine Aperte è anche l’occasione per l’avvio del Concorso Internazionale “Spirito di Vino”, che seleziona e premia le vignette satiriche provenienti da tutto il mondo sul tema del vino. Le premiazioni del concorso, alla sua 25ma edizione, avverranno nel 2025 durante il Primo Festival Mondiale dell'(Eno)Satira, in concomitanza con le celebrazioni di Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025. Sempre importante il lavoro di squadra con le aziende protagoniste del territorio come “Palmanova Village”, “Dolomia”, i formaggi “Naturalmente da latte friulano”, “Madimer”, “Juliagraf”, Q.B. magazine e Radio Punto Zero.

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Intanto, il Consorzio Doc Friuli sarà presente al Best Wine Stars a Milano, il festival dedicato a vini e distillati che torna per il quinto anno consecutivo al Palazzo del Ghiaccio, in zona Porta Vittoria. Più di 250 aziende, italiane e internazionali, si riuniranno da oggi a lunedì 20 maggio per partecipare alla kermesse dedicata agli appassionati, agli Horeca e alla stampa del settore Wine & Spirits, con in calendario numerosi incontri, degustazioni guidate e talk show, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche delle diverse realtà partecipanti. Nell’ambito dell’evento, domani 19 maggio alle 12.30, si terrà la masterclass “Consorzio Doc Friuli – Più Che Un Vino: Alla scoperta di un territorio ricco di storia e cultura attraverso il calice” con una selezione di etichette Doc Friuli in degustazione: Ribolla gialla spumante Brut metodo charmat e metodo classico, Friulano, Sauvignon e Refosco dal peduncolo rosso delle aziende Aganis, Bosco Albano, Cantina Produttori Cormòns, Piera 1899, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio. Fra le relatrici saranno presenti la winewriter e sommelier Adua Villa e la giornalista de La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller, Slowine e Civiltà del Bere Valentina Vercelli, per raccontare i vini che distinguono maggiormente il territorio, assieme al presidente del Consorzio, Stefano Trinco, che porterà la sua testimonianza diretta, svelando la storia e le tradizioni del Friuli Venezia Giulia attraverso l’assaggio di alcuni dei prodotti più caratteristici, dal vino simbolo, la Ribolla gialla – anche nella sua versione spumante -, per scoprire poi il Friulano, uno dei vitigni autoctoni più interessanti, nonché l’internazionale Sauvignon, che in Friuli si è ben adattato, e concludere con il re dei vini rossi friulani, il Refosco dal peduncolo rosso. La registrazione alla masterclass è obbligatoria. https://www.clappit.com/biglietti-best-wine-stars/biglietti/masterclass-bws-2024-it-82437.html

Stefano Trinco presidente Doc Friuli.


Anche Albino Armani Viticoltori dal 1607 sarà presente con il meglio della sua produzione tra i banchi d’assaggio delle 250 aziende protagoniste della tre giorni meneghina. A concorrere per Albino Armani saranno il Trento Doc metodo classico pas dosé Clé 2019, da Pinot nero e Chardonnay unite in una fiera interpretazione dell’eleganza – unica e distinguibile – figlia della montagna, e il Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, un vino che anche in questo caso sceglie l’altura della Valle di Marano da uve di Corvina, Corvinone e Rondinella allevate tra i 400 e i 600 m slm., al limite della viticoltura in questo areale, offrendo un sorso che esalta i particolari descrittori delle più alte fasce collinari. Domani, durante la cerimonia di premiazione nella Sala Piranesi di Palazzo del Ghiaccio, verranno svelati i vincitori 2024 di tutte le categorie in gara: Best Sparkling Wine, Best White Wine, Best Red Wine, Best Rosè Wine, Best Spirit, Best Herbal Liqueur, Best Logo e Best Label.
In degustazione per i visitatori, diverse referenze firmate Albino Armani. A rappresentare il Trentino – più precisamente il Monte Baldo, massiccio montuoso ancora veneto che apre le porte al Trentino e che da milioni di anni domina la Vallagarina – sarà proposto in degustazione, accanto al Clé 2019, anche il Trento Doc Brut. Dal Veneto invece, oltre al Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, sarà possibile assaggiare il Pinot grigio Colle Ara Valdadige Terradeiforti Doc 2023 e il Foja Tonda Valdadige Terradeiforti DOC 2019. Passando al Friuli Venezia Giulia, i riflettori saranno puntati sul recente progetto Terre di Plovia, la linea che celebra i vitigni autoctoni dell’Alta Grave nata nel 2022. Accanto al bianco Flum e al rosso Piligrin – le referenze con cui il progetto ha debuttato, a base Chardonnay e Sciaglin la prima, Merlot e Piculit Neri la seconda – sarà possibile scoprire anche Sciaglin e Ucelut, le due nuove etichette presentate all’ultima edizione di Vinitaly che prendono il nome delle uve indigene in purezza con cui sono prodotte. Da sempre appassionato di vitigni autoctoni – tanto da farsi carico di una vera e propria missione di ricerca e recupero delle varietà storicamente legate alla tradizione vinicola del Nordest -, Albino Armani ha deciso di mettere nuovamente a dimora i vitigni di questi due uvaggi nei vigneti di Valeriano, nel Comune di Pinzano al Tagliamento, una zona collinare con intense escursioni termiche e precipitazioni, dove il terreno è composto principalmente da limo, sabbia e argilla. Proprio qui lo Sciaglin e l’Ucelut esprimono il loro carattere più autentico e la loro unicità. www.albinoarmani.com

Albino Armani e la sua famiglia.

“VitignoItalia”, il Consorzio Doc Friuli con Trinco ieri all’anteprima di Napoli

Anteprima, ieri, di “VitignoItalia” a Napoli. Anche il Consorzio Doc Friuli era presente per il secondo anno consecutivo a uno dei più importanti appuntamenti di settore a livello nazionale. Giunta alla sua diciottesima edizione, Anteprima VitignoItalia è la manifestazione che riunisce 500 tra le migliori etichette delle più note cantine e e dei più importanti consorzi vitivinicoli italiani, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Excelsior di Napoli. Un’intera giornata dedicata a degustazioni e incontri con i produttori per conoscere le eccellenze enologiche italiane.

Il Consorzio Doc Friuli ha, dunque, partecipato anche quest’anno all’Anteprima di novembre con una selezione dei vini più rappresentativi del territorio, prodotti da dieci aziende: la Ribolla gialla spumante brut Metodo classico, il top della piramide produttiva, la cui prima citazione “ad uso Sciampagna” risale ad un’esposizione tenutasi a Gorizia nel 1853. Inoltre, gli autoctoni Friulano e il Refosco dal peduncolo rosso, per secoli considerato il vino rosso per antonomasia del Friuli. Infine, l’internazionale Sauvignon che ha trovato una terra d’elezione nella nostra regione. Una tappa fondamentale per promuovere le etichette Doc Friuli anche nel sud Italia.
«L’anno scorso abbiamo ottenuto ottimi riscontri – sottolinea il presidente Stefano Trinco -, Napoli è una città in fermento che, grazie al traino del turismo e del calcio, sta diventando una delle mete italiane da riscoprire anche dal punto di vista dell’enoturismo, che qui trova un fiorente sviluppo». Le degustazioni sono state riservate sia agli operatori di settore che al pubblico. Il Consorzio ha già programmato la partecipazione anche all’evento principale “VitignoItalia” che si terrà dal 2 al 4 giugno 2024.

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In copertina, una degustazione di Sauvignon; all’interno, il presidente Trinco con la cantautrice Malika Ayane e lo stand della Doc Friuli a VitignoItalia.

Fine settimana da grande protagonista per la Doc Friuli, da Milano al festival enogastronomico Pordenone ArtandFood

Un fine settimana ricco di appuntamenti fra masterclass sul vino e degustazioni guidate organizzate dal Consorzio Doc Friuli per promuovere le eccellenze locali attraverso esperienze coinvolgenti. Oggi, 13 ottobre, il Consorzio sarà presente alla sesta edizione della Milano Wine Week, la manifestazione non fieristica dedicata al vino più grande d’Italia iniziata già lo scorso sabato, nell’ambito della quale propone due degustazioni itineranti, con prenotazione obbligatoria, una alle 17 e una alle 20, a bordo del Wine Bus.


Un autobus a due piani che attraversa i luoghi più iconici di Milano, da Brera all’Arco della Pace, dal Castello Sforzesco a City Life, in un’ora di viaggio durante la quale ammirare la città e assaporare cinque vini a Doc Friuli accompagnati da prodotti gastronomici: in assaggio la Ribolla gialla Spumante Brut, un vino sempre più diffuso e apprezzato per le sue note sapide e minerali tipiche del territorio, l’internazionale Sauvignon, nonché gli autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso. Questo “tasting itinerante” è un momento esclusivo della Milano Wine Week, un format innovativo che si coniuga alla perfezione con l’identità giovane, fresca e dinamica del Consorzio, capace di valorizzare i vini della Doc con attenzione alla tradizione, ma sempre strizzando l’occhio all’originalità.
Il calendario di eventi si arricchisce poi con la presenza del Consorzio al festival enogastronomico “Pordenone ArtandFood”, un altro momento speciale per scoprire i vini del Friuli. Nell’ambito della rassegna, domenica 15 ottobre, alle 17, nella splendida cornice di Palazzo Klefisch, è stata organizzata la degustazione “Nobilissimo Sauvignon” alla scoperta di cinque famose etichette del Friuli Venezia Giulia, condotta a quattro mani dal presidente della Doc Friuli Stefano Trinco e da Maria Teresa Gasparet. A confronto i Sauvignon delle aziende: Cabert di Bertiolo (UD), Cantina Rauscedo (PN), I Magredi di Domanins (PN), Piera Martellozzo di San Quirino (PN) e Pitars di San Martino al Tagliamento (PN), ai quali sarà abbinato il piatto “Riso buono alla busera di scampi” creato dallo chef Andrea Spina, del Ristorante “Al Gallo” di Pordenone. L’ingresso è a pagamento con prenotazione obbligatoria.

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In copertina e qui una delle degustazioni organizzate dal Consorzio Doc Friuli; sopra, il presidente Stefano Trinco.

Doc Friuli a Pordenonelegge festeggia Malika Ayane brindando con una Jeroboam di Ribolla gialla spumante

Il Consorzio Doc Friuli partecipa anche quest’anno a Pordenonelegge che, anno dopo anno, contribuisce ad arricchire il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia e a farci riflettere sul nostro tempo e sugli eventi ai quali stiamo assistendo. Non mancheranno momenti briosi ai quali abbandonarci e lasciarci stupire, anche solo per lo spazio di un incontro, ad ascoltare direttamente dalla voce dei protagonisti istanti di vita, come nella raccolta di racconti “Ansia da felicità” che Malika Ayane proporrà domani, alle ore 17, allo Spazio San Giorgio, intervistata da Valentina Gasparet.

Malika Ayane

Stefano Trinco

Come raccontava la cantante in un’intervista di qualche anno fa, «un bicchiere di vino è l’amuleto perfetto prima di salire sul palco». Ad assecondarla sarà proprio l’enologo Stefano Trinco, presidente del Consorzio Doc Friuli, con vini che le faranno godere a pieno la festa, cosa che spesso non le accade, come confessa Malika nel suo libro: «Finisco in uno stato di panico proprio quando le cose potrebbero o sembrerebbero andare bene». Ecco allora che il presidente Trinco le consegnerà una bottiglia formato Jeroboam, da 3 litri, di Ribolla gialla spumante brut Doc Friuli, dipinta a mano e recante i loghi del Consorzio e di Pordenonelegge.
Un sostegno alla festa del libro con vini che, grazie alla collaborazione con PromoTurismoFvg, si potranno trovare anche nell’enoteca allestita nel chiostro dell’ex convento di San Francesco, per un momento di relax e ristoro con un buon calice Doc Friuli abbinato ai prodotti del territorio. Il Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia ha l’obiettivo di difendere e promuovere la più recente tra le Denominazioni regionali, istituita con la vendemmia 2016, nonché contribuire a valorizzare il territorio e il lavoro delle cantine associate attraverso fiere, eventi e degustazioni, in Italia e all’estero.
Nelle ultime vendemmie gli ettari rivendicati sono stati più di 3 mila, con circa 350 mila quintali di uva prodotti, a dimostrazione che la nuova Doc regionale vuole diventare un brand forte e altamente riconoscibile, in grado di combinare numeri e qualità, caratteristiche che le consentiranno di acquisire una maggiore visibilità e competitività sui mercati soprattutto internazionali.

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In copertina e qui sopra la maxi-bottiglia di Ribolla gialla brut della Doc Friuli personalizzata per Malika Ayane.

 

Dove va il Vigneto Fvg? Dieci riflessioni con Assoenologi in attesa di Vinitaly

di Giuseppe Longo

UDINE – Anno 2020, dove va la vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia? Quali scenari, produttivi e commerciali, si aprono anche alle luce degli importanti eventi internazionali che sono maturati negli ultimi tempi? Ne abbiamo parlato con Rodolfo Rizzi, leader di Assoenologi Fvg, il quale giorno per giorno vive le vicende del settore da un “osservatorio privilegiato”, che è tale non solo dal punto di vista tecnico ma anche politico-istituzionale con le annesse novità legislative, nazionali e comunitarie, che non mancano mai e che la Sezione regionale tiene aggiornate grazie anche al costante contatto con la Sede centrale di Milano. A tre mesi dal Congresso nazionale Assoenologi di Matera – preceduto nel 2018 da quello, indimenticabile, di Trieste – gli abbiamo rivolto dieci domande che fanno il punto sulla situazione sotto le varie sfaccettature del “pianeta” vite e vino.

1 – Presidente, ci avviciniamo sempre più al Vinitaly di Verona: il Friuli Venezia
Giulia come si presenta?

Il Vinitaly, anche per il vignaiolo friulano, è un momento molto importante, sia per presentare la nuova produzione enoica che per incontrare i tanti “ricercati” buyer. Anche quest’anno, la nostra regione vitivinicola saprà animare gli enormi spazi, del Padiglione 6, con i suoi tanti produttori, sia quelli presenti in forma a sè stante che gli altri 110 riuniti nello stand collettivo dell’Ersa. L’obiettivo comune, della Regione Fvg e dei Consorzi di tutela, è quello di formare una squadra che sia il più possibile coesa almeno su alcuni macro-obiettivi. Uno su tutti, sicuramente, la promozione.

La “casa del vino” a San Vito.

2 – Recentemente, è stato costituito l’auspicato Consorzio Doc Friuli, che ha trovato sede assieme ad altri importanti organismi vitivinicoli a San Vito al Tagliamento. Come valuta questa nuova realtà?

La realtà enologica, del Friuli-Venezia Giulia, in questi ultimi anni si è fortemente modificata, soprattutto grazie ad un mercato in evoluzione, dove Prosecco e Pinot grigio ricoprono oltre il 50% dell’intero Vigneto Friuli (adesso non analizziamo se questo sia giusto o sbagliato, ma è la realtà). Da questa breve considerazione, si deduce che molte cose sono cambiate all’interno delle Doc e, se pensiamo a come si sia modificata la comunicazione, allora viene spontaneo ricercare qualche alternativa. Ecco, allora, che la nascita di questo nuovo Consorzio non dev’essere vista come l’ennesimo ente di tutela, ma come un’opportunità per tutti i produttori della nostra regione. Dobbiamo fare un ulteriore salto di qualità sia nell’ambito della promozione che della regolamentazione di alcune strategie produttive. Basta prendere spunto dalle nuove Doc, Prosecco e Delle Venezie, per capire che le regolamentazioni sono auspicabili. Le ultime ombre di crisi, calate sulla Ribolla gialla, ci dovrebbero fare riflettere.

3 – Ritiene questo nuovo Consorzio in sintonia con la “cabina di regia” annunciata dal ministro delle Politiche agricole a chiusura del Congresso nazionale Assoenologi?

In occasione del 74° Congresso di Assoenologi, tenutosi ai primi di novembre nella splendida Matera, a chiusura dei lavori il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, aveva annunciato, anche su forte pressione della nostra Categoria, la nascita di una “cabina di regia” del vino italiano riunendo, attorno allo stesso tavolo di lavoro, le principali sigle sindacali del settore agricolo. Il ministro Bellanova aveva, infatti, così esordito: “Un settore così strategico e importante ha bisogno di un luogo dove affrontare le criticità, valutare con attenzione le strategie di valorizzazione, maturare un confronto vero con tutte le parti interessate per un progetto complessivo di futuro del settore. Se il vino italiano costituisce uno dei nostri comparti di maggiore successo, sono altrettanto evidenti le problematiche che ne frenano l’enorme potenziale”. Inutile dire, che nel suo piccolo, anche il neo Consorzio della Doc Friuli-Venezia Giulia dovrà ascoltare la base e programmare strategie future per il bene dell’intero settore.

Il ministro Teresa Bellanova con i presidenti Rizzi e Cotarella a Matera.

4 – Ma quale sarà la funzione di questo nuovo Istituto nazionale?

Il settore vitivinicolo, oltre ad affrontare le solite problematiche interne legate alla programmazione agraria, sta vivendo forti turbolenze a livello internazionale. I mercati agroalimentari mondiali si sono scoperti molto fragili e volatili divenendo, purtroppo, una vera moneta di scambio, a causa sia di instabilità politica che di concorrenza ad alto livello. Su tutte, la “guerra” tra Boeing e Airbus, e la Brexit, che potrebbero portare pesantissime conseguenze sulle nostre esportazioni agroalimentari. Anche per questi motivi, è fondamentale avere un tavolo unico di concertazione, assieme alle diverse organizzazioni di Categoria e a fianco delle istituzioni, al fine di salvaguardare un prodotto, come il vino, che dev’essere sempre più ambasciatore del “Made in Italy” nel mondo. Questo “tavolo di regia” avrà anche il compito di portare a termine il lungo iter che ha visto la nascita del “Testo Unico del Vino”, ma che è ancora carente di moltissimi decreti attuativi la cui pubblicazione dovrebbe essere prevista per il prossimo Vinitaly. Sicuramente, avrà riflessi anche per il Vigneto Fvg. Anche la nostra regione, infatti, potrà avere dei benefici dalla nascita di questa “cabina di regia”, vista anche la linea diretta, sia mia che del collega Daniele Calzavara (consigliere nazionale di Assoenologi), instaurata in tantissimi anni, con il presidente Riccardo Cotarella, membro effettivo del Tavolo ministeriale e, non dimentichiamo, artefice della sua nascita.

5 – A che punto siamo con difesa e promozione della Ribolla gialla, ferma o spumantizzata, non rientrante fra le Doc di collina che già la tutelano?

Come dicevo, il Prosecco e il Pinot grigio occupano, nella nostra regione, oltre metà dell’intera produzione vitivinicola, mentre la Ribolla gialla, nei pensieri di tanti vignaioli, si dovrebbe ritagliare il terzo posto in questa importante classifica. L’idea è sicuramente interessante ma, purtroppo, deve fare i conti con tante altre che, molto spesso, difficilmente collimano. In verità, l’iter per la difesa del vitigno (sostituzione del nome) è già partita ma i tempi burocratici, come sempre, si allungano. Mentre, per quanto riguarda la promozione del vino Ribolla gialla, sia fermo che spumante, sta procedendo in ordine sparso e a volte sfiorando il “patetico”.

Grappoli di Ribolla gialla…

6 – Una volta ottenuto il tanto auspicato pronunciamento normativo su questo vino autoctono da parte del Ministero competente, ritiene utile anche in questo caso la nascita di un Consorzio specifico?

Io penso, anzi ne sono convinto, che lo scopo del nuovo Consorzio Doc Friuli sia anche quello di tutelare la Ribolla gialla, non solo regolamentandone la produzione ma, soprattutto, promuovendo questo vino. Quindi, per ora, non vedo il bisogno di un Consorzio ad hoc in quanto si rischierebbe di isolare questo vino in una “bolla” mediatica.

7 – Come sta funzionando quello interregionale del Pinot grigio?

Qui il discorso cambia. Il Pinot grigio oggi, nel Nord-Est, è coltivato su una superficie di circa 26.000 ettari (contro i poco più di 2.000 della Ribolla gialla) e ricopre l’85% di produzione a livello nazionale. Con questi numeri, un Consorzio specifico ha sicuramente un motivo per esistere. Inoltre, sotto la guida del presidente Albino Armani gli incrementi dell’imbottigliato stanno crescendo a doppia cifra e anche i prezzi del vino sfuso dovrebbero a breve subire un incremento viste le tante richieste di mercato.

… e di Pinot grigio.

8 – E del Prosecco, cosa ci può dire? Hanno fatto bene anche i nostri produttori a puntare su queste bollicine?

Il vino Prosecco è divenuto un “marchio” mondiale e questo è un traguardo bellissimo che dà merito sia al Consorzio trevigiano che ai tanti produttori che hanno creduto nel futuro di questo vino. Purtroppo, oggi c’è ancora chi si scandalizza solo a sentire pronunciare questo nome invece di capire che, il Prosecco, è un’opportunità per tutti. Un vantaggio immediato è sicuramente, sia per quanti lo coltivano (oggi, è il vino sfuso più pagato in rapporto alla sua produzione per ettaro – 24.000 ettari Doc e 8.000 a Docg) che per quelli che lo spumantizzano. Inoltre, abbiamo moltissime aziende che, in questi ultimi anni, hanno inserito, nei loro listini, uno spumante varietale o millesimato (non coltivando nemmeno una pianta di Glera) sulla scia della richiesta che il Prosecco sta ottenendo a livello mondiale. Quindi, mi sembra una bella opportunità per tutti e per questo si deve gestire al meglio.

9 – In definitiva, qual è il suo giudizio complessivo sul Vigneto Fvg all’inizio del nuovo anno, anche alla luce di Brexit, dazi americani sulle importazioni e recente accordo commerciale Usa-Cina?

Sicuramente il 2020 si apre, per il mercato agroalimentare, con molte incognite. Forse la Brexit, oggi, è quella che ci dovrebbe preoccupare di meno, in quanto il mercato d’Oltremanica è già alla ricerca di stabilizzazioni commerciali con i vari partner europei. Invece, l’accordo Usa-Cina che prevede, per i prossimi due anni, l’acquisto da parte dei cinesi di merce agroalimentare a stelle e strisce (vino compreso) pari a 32 miliardi di dollari, potrà avere delle ricadute negative anche sui nostri vini. Infatti, potremmo assistere ad una flessione delle esportazioni verso il continente asiatico. Anche la già ricordata “guerra commerciale” tra l’americana Boeing e l’europea Airbus potrebbe avere delle ricadute negative su un’eventuale introduzione di dazi commerciali che potrebbero colpire anche i nostri vini. Però, a scapito di tutte queste incertezze momentanee, dobbiamo essere orgogliosi del nostro “Made in Italy” che marchia e certifica non solo la qualità dei prodotti agroalimentari, ma anche uno stile di vita, riconosciuto e invidiato in tutto il mondo. Continuiamo a crederci e a produrre qualità in ogni cosa che facciamo, dal vino all’accoglienza, in questo modo saremo sempre vincenti anche di fronte ad eventuali “barriere commerciali” che poi, inevitabilmente, dovranno cadere.

La degustazione a Corno di Rosazzo.

10 – A Corno di Rosazzo, il presidente Cotarella ha lanciato la importante sfida dei vini bianchi invecchiati. Da tecnico, con una lunga esperienza maturata sul campo, ritiene che il Vigneto Fvg sia pronto per potersi incamminare proficuamente anche su questa strada così impegnativa?

Quanto ha affermato il presidente Cotarella è sacrosanto e il Friuli-Venezia Giulia vitivinicolo non si può esimere dal percorrere questa strada. Sicuramente, una delle problematiche dei vini, sia bianchi che rossi, è la loro durata nel tempo, però con un distinguo. Infatti, se per i vini rossi il problema dell’invecchiamento è superabile, grazie alla loro naturale composizione, per i bianchi, mancando di struttura tannica, la cosa diventa più complicata. Fortunatamente, già da parecchi anni, per ovviare a questa breve durata nel tempo dei bianchi, si è cominciato a lavorare in vigna, sia attraverso corrette pratiche agronomiche che equilibrate produzioni d’uva. Aver abbassato le rese ci ha permesso, tra le altre cose, l’ottenimento di un’uva bianca più predisposta ai vini di lunga durata. Mentre, la successiva crescita tecnologica in cantina ha sicuramente fatto il resto. Il messaggio di Riccardo Cotarella ha comunque una doppia valenza in quanto, oltre a spronare un aumento della qualità dei nostri vini, ci indica anche le tendenze del mercato mondiale. Un mercato sempre più propenso alla ricerca di vini, giustamente strutturati (a seconda della varietà) ma, soprattutto, longevi nel tempo.

I grandi vini bianchi Fvg.

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella.