Pacchetto Vino, importante passo avanti in Ue secondo il Consorzio Doc Venezie ma va definito il quadro dei prodotti con una bassa gradazione alcolica naturale

(g.l.) Il nuovo Pacchetto Vino varato dall’Unione Europea rappresenta un significativo passo avanti per il settore viticolo comunitario – e quindi anche per il Vigneto Fvg – in quanto consentirà di vedere rafforzati promozione ed enoturismo, leve strategiche di crescita per imprese e territori vocati, assieme a maggiori strumenti di flessibilità per i produttori. Della sua approvazione avevamo già dato notizia nelle scorse settimane riportando anche i positivi commenti dell’Associazione nazionale Città del vino attraverso le parole del presidente Angelo Radica. Oggi ci soffermiamo, invece, sull’altrettanto positiva presa di posizione del Consorzio Doc delle Venezie, quello che sovrintende alla produzione di Pinot grigio nelle regioni viticole di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Veneto.
L’organismo di tutela che ha sede a Verona ed è presieduto da Luca Rigotti, dopo averne ricevuto il testimone da Albino Armani, accoglie infatti con favore il via libera del Parlamento europeo all’accordo di trilogo sul pacchetto vino, che – mediante l’adozione di misure finalizzate a sostenere la ripresa del settore e di strumenti di semplificazione e di competitività – introduce un aggiornamento significativo del quadro normativo comunitario. In particolare, si ritengono di grande rilievo le norme per poter gestire con maggiore efficacia il potenziale viticolo, mediante una maggiore flessibilità nella gestione delle autorizzazioni al reimpianto, dei nuovi impianti e della possibilità per gli Stati membri di finanziare, laddove necessario, misure di crisi.

Dai grappoli di Pinot grigio…

… al vino in bianco o ramato.

Particolarmente importante risulta, poi, il rafforzamento della promozione nei mercati dei Paesi terzi così come degli investimenti legati all’enoturismo e la maggiore dotazione finanziaria utile per contrastare i cambiamenti climatici, tema quest’ultimo che è stato al centro dell’ultimo Convegno annuale organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie che si è tenuto lo scorso novembre a Trento. Rispetto al segmento NoLo, il pacchetto vino – integrando quanto già stabilito dal Regolamento (UE) 2021/2117 – ha introdotto una specifica terminologia per i vini dealcolati e parzialmente dealcolati, con l’obiettivo di armonizzarne l’utilizzo in tutti gli Stati membri dell’Unione a beneficio di una corretta informazione ai consumatori. In coerenza con una tale impostazione, si ritiene importante introdurre una pari nomenclatura anche per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, cioè i vini più leggeri ottenuti a partire da una differente e mirata gestione agronomica e colturale del vigneto, senza il ricorso alle pratiche di dealcolazione.
«Il settore si colloca all’interno di una fase di transizione, determinata dalla convergenza di fattori geopolitici, economici e di mercato che impongono delle riflessioni per adeguare il quadro normativo e ripensare al rapporto tra produzione, territori viticoli e modelli di consumo – osserva Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie –. In tal senso l’approvazione del pacchetto vino segna un passaggio importante nella definizione di una regolamentazione più vicina ai fabbisogni della filiera vitivinicola. Resta tuttavia irrisolto un tema per noi fondamentale: la crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti No- e Low-alcohol richiede chiarezza normativa e strumenti di comunicazione coerenti, affinché il consumatore possa orientare le proprie scelte d’acquisto in modo consapevole. Pertanto – ha proseguito Sequino – riteniamo sia necessario riconoscere e definire i vini a bassa gradazione alcolica naturale, direzione già intrapresa sotto il profilo tecnico-scientifico dal Consorzio e che, in termini generali, si ritiene particolarmente indicata per i vini Dop e Igp, che tuttavia oggi non trova uno specifico inquadramento normativo. È auspicabile che anche questa tipologia, in una logica di differenziazione dell’offerta, possa essere oggetto di una classificazione chiara e coerente, capace di valorizzarne l’identità merceologica e garantirne una chiara riconoscibilità in etichetta».

Luca Rigotti

Infine, il Consorzio Doc delle Venezie considera il nuovo quadro regolatorio un ulteriore passo avanti verso una maggiore modernizzazione del settore vitivinicolo europeo, nella consapevolezza che l’innovazione debba procedere in equilibrio con la tutela delle denominazioni d’origine e con la valorizzazione delle specificità produttive legate ai territori. Ricordiamo che il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie è stato costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27 mila ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento –, la Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

www.dellevenezie.it

—^—

In copertina, il direttore del Consorzio Doc delle Venezie Stefano Sequino.

Cucina Italiana Patrimonio Unesco: brinda al successo la Doc delle Venezie con il suo Pinot grigio leader dell’export del Made in Italy vinicolo nel mondo

Il Consorzio Doc delle Venezie – la più estesa denominazione d’origine italiana, modello di integrazione interregionale che riunisce la filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – esprime grande soddisfazione ed orgoglio per il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, prima al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza.

Luca Rigotti


«Si tratta di un traguardo che onora la nostra storia e il valore culturale ed identitario della tavola italiana nel mondo», ha affermato Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc Delle Venezie, che continua: «Un riconoscimento che sentiamo nostro perché riflette i valori della tradizione, della territorialità e del saper fare italiano. Un successo che riguarda anche il vino che da millenni accompagna la Cucina Italiana come elemento di convivialità e che rafforza il nostro ruolo di promozione e di valorizzazione del Pinot grigio Doc delle Venezie, primo vino bianco fermo italiano per volumi di export e ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Vorrei ringraziare le Istituzioni – ha concluso Rigotti – ed in particolare il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida per aver promosso con determinazione il percorso di riconoscimento Unesco che consolida il valore e riconosce il lavoro ed il fondamentale ruolo sociale ed economico dell’intero comparto agroalimentare italiano».

—^—

In copertina, il Pinot grigio nelle versioni in bianco e ramato da sempre alleato della buona tavola.

Il Pinot grigio Doc delle Venezie protagonista anche oggi a Londra

Ultimo giorno, per il Consorzio Doc Delle Venezie, al Taste of London, l’imperdibile appuntamento con l’eccellenza gastronomica internazionale che ha trasformato ancora una volta Regent’s Park nel cuore gourmet della capitale britannica. Un’occasione strategica per rafforzare la presenza del Pinot gGrigio Doc delle Venezie nel secondo mercato di riferimento per la denominazione, con il Regno Unito che assorbe circa il 25% dell’export, preceduto solo dagli Stati Uniti.
All’interno del consolidato format del wine truck brandizzato, il pubblico può degustare anche oggi una selezione di etichette rappresentative dello stile unico firmato Venezie Doc – modello di integrazione interregionale che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – accompagnato dal racconto diretto del territorio, dei produttori e dell’identità del bianco fermo italiano più esportato al mondo.
La partecipazione 2025 si inserisce in un più ampio piano di evoluzione strategica del Consorzio, volto a intercettare un pubblico sempre più ampio e diversificato, con un focus particolare sulle nuove generazioni di consumatori. La crescente attenzione verso tematiche come la sostenibilità ambientale, la riduzione del contenuto alcolico e calorico nei prodotti – ormai veri e propri driver consolidati del consumo globale di vino – trova una naturale sintonia con il profilo del Pinot grigio Doc delle Venezie.
Spiega Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie: «I nuovi modelli di consumo, guidati da una fascia di pubblico giovane, consapevole e attento alle scelte d’acquisto, sono in perfetta armonia con l’identità del nostro Pinot Grigio Doc: un vino da sempre orientato alla freschezza, alla leggerezza e alla versatilità, adatto ad ogni food & social occasion. Il Pinot grigio prodotto in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino è l’unico al mondo capace di esprimere con coerenza e continuità questo stile peculiare, coniugando qualità e accessibilità, autenticità territoriale e vocazione internazionale ed il Taste of London 2025 rappresenta la cornice ideale per trasmettere al pubblico i nostri valori che, uniti all’inconfondibile italianità, rappresentano i tratti distintivi del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Un profilo distintivo e garantito dal contrassegno di Stato, che certifica l’origine controllata del prodotto e tutela il consumatore lungo tutta la filiera, dalla vigna al calice».
Con l’obiettivo di valorizzare una tipologia a basso tenore alcolico e introdurre il contributo dei vitigni resistenti, il Consorzio si fa portavoce di un messaggio contemporaneo e dinamico, in linea con le esigenze dei consumatori globali ed i nuovi modelli di consumo. In questo contesto, Taste of London si conferma come il palcoscenico ideale per raccontare al pubblico internazionale il futuro sostenibile, giovane e inclusivo del Pinot grigio Doc delle Venezie.

www.dellevenezie.it

 

Giorni intensi al Vinitaly di Verona per il Pinot grigio Doc delle Venezie: oggi una riflessione su normative e strategie

Il Consorzio Doc delle Venezie, che tutela e promuove la denominazione del Pinot grigio delle tre regioni, sarà di nuovo presente a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati che si terrà da oggi al 9 aprile a Verona. Un appuntamento imperdibile per gli esperti del settore e gli appassionati di vino, che quest’anno vedrà il Consorzio al Padiglione 5, Stand F2 con una grande selezione di etichette della denominazione d’origine Delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica Doc il Pinot grigio proveniente da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento per un territorio che copre circa 27 mila ettari potenziali di vigneto e circa 230 milioni di bottiglie tracciate con il contrassegno di Stato.

Albino Armani


Nei giorni di fiera, il Consorzio presenterà nel proprio stand l’ampia gamma di Pinot grigio territoriale e porterà anche le importanti novità emerse durante la conferenza stampa organizzata a Milano lo scorso 12 marzo nella Pinacoteca Ambrosiana. Durante l’incontro, sono stati condivisi i risultati di ricerche di mercato quantitative e qualitative, con un focus particolare sul Pinot grigio Doc delle Venezie, e sono stati trattati i nuovi trend di consumo che caratterizzano il mercato, in particolare per i consumatori più giovani. Una più moderata gradazione alcolica e la sostenibilità sono i due temi principali che influenzano sempre di più le scelte d’acquisto della fascia di consumatori che predilige bevande con un basso grado alcolico.
Il Vinitaly si conferma un’importante occasione per condividere spazi di lavoro e di riflessione: il Consorzio parteciperà infatti attivamente ai dibattiti che animeranno la quattro giorni scaligera in tema di normative, trend e strategie per il settore e nuove sperimentazioni. Una serie di incontri congressuali e tecnici che si apre oggi, alle ore 13, nella Sala Salieri con il Convegno, organizzato da Ugivi (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) dal titolo “Consorzi di Tutela alla prova della riforma 2024: evoluzione normativa e strategie per la valorizzazione delle Denominazioni”. A seguire il presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani ed il direttore Stefano Sequino interverranno al convegno, organizzato congiuntamente con Ismea, dal titolo “I dati e la loro analisi come asset strategico per la crescita del settore vitivinicolo: il modello Ismea-Consorzio Doc delle Venezie”, che si terrà alle ore 14.30 presso l’area Talk dello spazio Masaf-Palaexpo. Qui verrà illustrato il protocollo d’intesa tra Ismea e il Consorzio Doc delle Venezie con l’obiettivo di trasformare l’analisi dei dati in un vantaggio competitivo per le imprese: un modello innovativo e replicabile, ideato per ridurre i rischi, migliorare l’efficienza e anticipare le tendenze in un mercato caratterizzato da un crescente grado di incertezza e imprevedibilità.
Sempre oggi, alle ore 15.45, ancora nello spazio Masaf-Palaexpo, Sala Talk, il Consorzio parteciperà al Convegno organizzato da Agea dal titolo “Vino e promozione nei paesi terzi: la normativa, la filiera del territorio e il ruolo di Agea”: un’occasione per portare un contributo rispetto alle necessità della filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, in termini di valutazioni, fabbisogni e di spazi di riflessione, con particolare riferimento al funzionamento della misura OCM Promozione nei mercati dei Paesi terzi.

Stefano Sequino


Inoltre, martedì 8 aprile si terrà il Convegno organizzato dal Consorzio dal titolo “La nuova frontiera dei vini a bassa gradazione alcolica naturale e varietà resistenti: strategie di intervento e prospettive commerciali”, che si terrà dalle 12 alle 13 sempre nello spazio Masaf-Palaexpo. Un’occasione per guardare al futuro spingendo sull’innovazione e per riflettere sulle nuove tendenze di mercato che sono oggetto di dibattito anche a livello europeo e sulle quali il Consorzio sta avviando un progetto di modifica del disciplinare di produzione. Durante l’evento, che sarà moderato dal direttore Sequino, interverranno Riccardo Velasco (Crea-Ve Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia), Paolo Sivilotti (Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine), Marco Stefanini (Fondazione Edmund Mach e Piwi International.it), Yuri Zambon (VCR Research Center) e Michele Giannini (Veneto Agricoltura).
Infine, nella giornata di mercoledì 9 aprile il direttore Sequino interverrà nel corso dell’evento organizzato dai Carabinieri e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal titolo “Il vino italiano nel mondo – prospettive culturali, economiche e giuridiche” in programma alle ore 10 in Sala Rossini, Centro Congressi Arena – Galleria 6-7.
Parallelamente alla partecipazione a Vinitaly il Consorzio, dopo la prima edizione 2024 che ha fatto registrare oltre 10 mila assaggi di Pinot grigio Doc delle Venezie, tornerà anche al Vinitaly & The City, il fuori salone che anche oggi, giorno conclusivo, animerà i luoghi più suggestivi del centro storico di Verona, patrimonio mondiale dell’Unesco. In Piazza dei Signori, nella storica Loggia di Fra’ Giocondo, è stata allestita un’enoteca dedicata esclusivamente al Pinot grigio Doc delle Venezie, dove sommelier esperti guidano i visitatori nella scoperta di decine di etichette. Un’opportunità unica per i winelovers di assaporare il meglio del territorio e per il Consorzio di avvicinarsi direttamente ai consumatori, consolidando la sua posizione di leadership nel settore. In particolare, il Consorzio punta a coinvolgere i giovani in questa iniziativa, invitandoli a scoprire la storia e la cultura che si celano dietro un calice di Pinot grigio Doc delle Venezie: una lunga tradizione in grado di esprimere un vino contemporaneo, simbolo del Made in Italy nel mondo ma anche di innovazione e rispetto per l’ambiente.

—^—

In copertina, il Pinot grigio nelle tipologie bianco e ramato; qui sopra, i tipici grappoli della importante varietà.

Il Pinot grigio delle Venezie guarda al mondo che cambia: oggi protagonista a Milano e da domenica a Düsseldorf

“Prospettive per il futuro: innovazione, collaborazione e strategie in linea con il cambiamento”. Su questo tema ruoterà stamane a Milano l’incontro dedicato al suo Pinot grigio dal Consorzio Doc delle Venezie. Dalle 10, alla Pinacoteca Ambrosiana, accanto al posizionamento, al livello di internazionalizzazione ed ai consumi di questo vino fermo – primo in Italia per volumi di produzione e di esportazione –, il dialogo tra i relatori, che seguirà le presentazioni e gli spunti di riflessione forniti da Ismea ed Eumetra, mettendo al centro le prospettive per il futuro: la bassa gradazione alcolica naturale – e di conseguenza il minor impatto calorico – e l’utilizzo di varietà cosiddette resistenti, con uno sguardo proiettato alla salute e alimentazione dei consumatori su larga scala e ad una maggior sostenibilità ambientale.

Albino Armani


Intanto, anche quest’anno, il Consorzio Doc delle Venezie si prepara si prepara ad incontrare il pubblico specializzato di Prowein, la fiera internazionale di riferimento per il mondo del vino che si terrà dal 16 al 18 marzo a Düsseldorf. La Germania continua a essere un mercato strategico per la denominazione, confermando la sua terza posizione sul podio dei principali mercati di destinazione per il Pinot grigio Doc Delle Venezie. Come nelle ultime edizioni della kermesse tedesca, il Consorzio avrà uno spazio dedicato al Padiglione 15, Stand A64, dove i visitatori, per lo più operatori del settore, avranno l’opportunità di degustare numerose etichette provenienti dalle aziende associate, distribuite su un territorio che copre il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento, per un totale di circa 27 mila ettari di vigneto, e di conoscere più da vicino l’eccellenza del Pinot grigio in ogni sua sfaccettatura, ma anche le peculiarità di un sistema produttivo altamente integrato, che unisce tre regioni italiane in un modello di eccellenza enologica e cooperazione interregionale.
Sul fronte degli indicatori, il Consorzio nel 2024 ha registrato un incremento del +3% di volume imbottigliato rispetto all’anno 2023 e un +8% in termini di certificazioni, per un totale di circa 230 milioni di bottiglie che sul mercato sono caratterizzate dal contrassegno di Stato, a garanzia della tracciabilità e della conformità ai requisiti del disciplinare di produzione. Un successo accompagnato da una costante attenzione al futuro e all’innovazione, che si riflette nei progetti – che dovranno passare attraverso una modifica del disciplinare – focalizzati sulle nuove tendenze di consumo e alla sostenibilità: una nuova tipologia a bassa gradazione alcolica naturale (tra i 9 gli 11 gradi) e l’introduzione dei vitigni resistenti, cosiddetti Piwi, per la produzione del Pinot grigio Doc delle Venezie. Si tratta di tematiche che rispondono alle rinnovate esigenze del consumatore internazionale, più attento alla salute e all’ambiente, e quindi di una crescente domanda dei cosiddetti vini NoLo (no e low alcol), dove il Centro e Nord Europa sono da tempo apripista.
«Stiamo lavorando per creare una tipologia che risponda alle esigenze di un pubblico globale e più giovane, sempre più attento alle tematiche legate alla salute e alle scelte di consumo consapevoli e responsabili. Il Consorzio continua a crescere, spingendo sull’acceleratore dell’innovazione e della sostenibilità. Prowein rappresenta un’occasione imperdibile per mettere in luce non solo la qualità del nostro Pinot Grigio, ma anche il nostro impegno per il futuro del settore», commenta Albino Armani, presidente del Consorzio.

Stefano Sequino


«Il Pinot grigio Doc delle Venezie è caratterizzato da un grado alcolico moderato, versatilità e freschezza, si presta per l’ottenimento di una tipologia a bassa gradazione naturale, ottenuta da una vendemmia precoce delle uve e senza ulteriori interventi in cantina», aggiunge Stefano Sequino, direttore del Consorzio che, in riferimento all’introduzione dei vitigni resistenti, osserva: «La sostenibilità è al centro della nostra visione e in tal senso le varietà resistenti, già impiegate per l’ottenimento di vini Igt, rappresentano uno strumento per rispondere alle sfide della viticoltura e del cambiamento climatico, riducendo i costi e garantendo una migliore gestione del vigneto, a beneficio della competitività della filiera interregionale».

Doc Venezie, tutto ok il bilancio 2024: consumi di vino in calo, ma il Pinot grigio va in controtendenza e traina il mercato

Il Consorzio Doc delle Venezie ha chiuso, sotto la guida del presidente Albino Armani, il 2024 con un bilancio positivo, confermandosi un punto di riferimento per il Pinot grigio nel panorama enologico internazionale. In un contesto di mercato mondiale che vede i consumi di vino in tendenziale calo, la denominazione d’origine delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento – continua a distinguersi con performance in controtendenza grazie alla qualità, al sistema di controllo finalizzato alla certificazione e allo stile fresco e moderatamente alcolico del suo prodotto di punta. Rispetto al volume imbottigliato, il 2024 ha segnato un incremento del +3% in confronto al periodo gennaio-dicembre 2023, con un totale di 1.706.466 ettolitri confezionati e, rispetto al totale, un incremento della domanda di Pinot grigio Doc delle Venezie ottenuto nell’ultima annata.

Albino Armani


«Se analizziamo i dati degli ultimi anni solari dalla nascita della Doc, il 2024 si colloca al terzo posto per performance, escludendo chiaramente i due anni di forte crescita legati al periodo della pandemia che vide un’eccezionale richiesta di Doc delle Venezie da parte del mercato – sottolinea Stefano Sequino, direttore del Consorzio –. I numeri riflettono lo stato di salute della Doc e in particolare la crescita del prodotto imbottigliato è un risultato che parla da sé, dimostrando come il Pinot grigio delle Venezie sia in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori».
Il 2024 segna, poi, un incremento significativo anche sul fronte delle certificazioni: il totale è cresciuto del +8% rispetto al 2023, con dicembre 2024 che ha visto un picco straordinario del +16% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Secondo i dati forniti da Triveneta Certificazioni, la media mensile delle certificazioni è aumentata da 134.420 ettolitri/mese nel 2023 a 146.112 ettolitri/mese nel 2024, confermando un buon utilizzo del sistema da parte dei produttori.

__________________________________

Al via la promozione all’estero

Al via l’attività promozionale per il Consorzio Doc delle Venezie che inaugurerà il calendario internazionale 2025 con Wine Paris&Vinexpo, in programma dal 10 al 12 febbraio a Parigi. La kermesse d’Oltrape, giunta alla sua sesta edizione, segna per il Consorzio un momento strategico di incontro con professionisti del settore, buyer, appassionati di vino, media e opinion leader di tutto il mondo. Il Consorzio sarà nuovamente il punto di riferimento per conoscere da vicino il Pinot grigio Doc delle Venezie, con la possibilità di ricevere informazioni sulla denominazione e sull’ubicazione delle imprese associate presenti in fiera, in numero sempre maggiore di anno in anno, che per la prima volta potranno sfruttare lo spazio espositivo consortile per organizzare incontri con clienti, partner o stampa.

__________________________________

«Questo incremento nelle certificazioni e nell’impiego di prodotto ottenuto nell’ultima vendemmia è significativo di una domanda di mercato che si mantiene stabile e vivace. Inoltre, il passaggio da una media mensile di 134.420 ettolitri certificati nel 2023 a 146.112 ettolitri nel 2024 evidenzia non solo un buon utilizzo del sistema di certificazione, ma anche una pianificazione produttiva efficace da parte dei nostri associati. Occorre qui sottolineare – ha concluso il direttore Sequino – come sia di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta promosse dal Consorzio, strumenti che concorrono a mantenere una condizione di stabilità che rappresenta un grande valore per i nostri mercati».

Stefano Sequino


L’attività di controllo, affidata a Triveneta Certificazioni, si conferma centrale per il successo della Doc delle Venezie. Grazie a un rigoroso sistema di verifica dei requisiti di conformità al disciplinare di produzione e all’impiego del contrassegno di Stato apposto sull’intera produzione annua, pari a circa 230 milioni di bottiglie, i vini certificati assicurano alti standard di conformità e di tracciabilità a garanzia dei consumatori e degli operatori commerciali.

Pinot grigio grande protagonista al vertice di Udine: il Vigneto Fvg secondo in Italia per la produzione del vino

«Quello del vino per noi è uno degli asset principali e se scendiamo in dettaglio sulle produzioni, notiamo subito che, per il Pinot grigio, il Friuli Venezia Giulia è la regione al secondo posto in Italia per produzione. Un territorio vocato, il nostro, che tra l’altro è il primo nella Penisola per percentuale di superficie agricola dedicata alla coltivazione delle viti, che supera di molto la media nazionale. L’interesse nell’accrescere la sinergia con le aziende protagoniste del comparto è senza dubbio alto: grazie a incontri, scambi di esperienze e confronti come quello di oggi, sia la parte istituzione che quella privata possono individuare potenzialità e strumenti per favorire un ulteriore sviluppo in questo strategico settore produttivo».

Zannier ieri al convegno di Udine.

Lo ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che nella mattinata di ieri è intervenuto a Udine, negli spazi del salone del Castello, all’annunciato convegno “Tra nuovi modelli e sfide del mercato”, un momento di confronto tra operatori ed esperti del settore del vino promosso dal Consorzio Doc delle Venezie alla quale ha preso parte anche il suo presidente, Albino Armani. Zannier ha anche partecipato alla cena di gala organizzata dallo stesso Consorzio nella Casa della Contadinanza, sempre in Castello a Udine, evento al quale sono stati invitati autorità del mondo del vino, i presidenti dei Consorzi interessati alla varietà del Pinot grigio, organismi di controllo e consiglieri del Consorzio delle Venezie.
Nel riconoscere «Grande capacità ed equilibrio nella gestione» al Consorzio, e nel ringraziare organizzatori e intervenuti, l’esponente della Giunta Fedriga ha fatto notare: «Quando parliamo di vitigni, poter contare su una denominazione con dei numeri così ampi, su una così elevata capacità di gestione del mercato, significa avere garantita la stabilità necessaria per i singoli imprenditori: per riuscire a programmare le proprie attività aziendali e avere sostenibilità economica, che è alla base di qualunque impresa». Il Pinot grigio è, infatti, in cima alla classifica dei vini più esportati a livello globale. L’82% della produzione italiana si trova nella Doc delle Venezie e il 42% dei vigneti di Pinot grigio si trova in Italia, al primo posto, quindi, per la coltivazione di questo vitigno a livello mondiale.
Il Consorzio Vini Doc delle Venezie è stato istituito nel 2017 dalla volontà comune della filiera produttiva del Nord Est per creare uno dei più importanti esempi di sistema a Denominazione multiregionale d’Italia, includendo in un unico territorio il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e il Veneto. Il suo obiettivo è quello di promuovere lo stile distintivo del Pinot grigio italiano che, nel Triveneto, esprime appieno le sue caratteristiche di bianco fruttato, leggero e versatile.

—^—

In copertina, grappoli di Pinot grigio il vitigno leader nelle Venezie.

Pinot grigio delle Venezie, sabato convegno al Castello di Udine tra nuovi modelli produttivi e sfide di mercato

Pinot grigio delle Venezie e prospettive di mercato sotto la lente. Sabato 26 ottobre, alle ore 10, nel Castello di Udine, è in programma infatti il convegno organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie intitolato “Tra nuovi modelli e sfide di mercato”. Torna, così, sotto i riflettori la Doc delle Venezie, la prima denominazione italiana per estensione che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – territori viticoli che producono l’85% del vino ottenuto da uve Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale – con un’importante occasione di confronto e di discussione promossa con l’obiettivo di coinvolgere imprese, operatori, opinion leader e stampa di settore su temi strategici per il futuro del settore e della Doc delle Venezie.


In occasione del prossimo forum, dunque, il Pinot grigio Doc Delle Venezie sarà ancora una volta protagonista di talk di approfondimento che toccherà dapprima il quadro normativo e gli scenari di cambiamento, per arrivare all’analisi del profilo commerciale del primo vino Doc bianco fermo per volumi di esportazione – pari a 230 milioni di bottiglie per il 95% destinate al commercio estero –, nonché il più grande modello di integrazione interregionale d’Italia, con un’area di produzione pari a 27 mila ettari di vigneto e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento.
Dopo i saluti delle autorità, i lavori si apriranno con la prima tavola rotonda intitolata “Il Pinot grigio Doc delle Venezie nell’evoluzione del contesto vitivinicolo politico e normativo”, che andrà ad analizzare le priorità della filiera nell’ambito del quadro regolamentare europeo che caratterizza il settore vitivinicolo, attualmente inserito in uno scenario di profondo cambiamento. Tra gli argomenti di grande attualità, la recente riforma delle indicazioni geografiche, che ha introdotto nuovi strumenti utili al rafforzamento del mercato ed un rinnovato ruolo dei Consorzi di tutela, e l’andamento dei lavori nell’ambito del gruppo di alto livello sulle politiche del vino recentemente istituito dal Commissario Ue all’agricoltura che consentirà di tracciare entro il 2025 una strategia che avrà impatto sulle future politiche di settore.
Un approfondimento tecnico e politico che vedrà il contributo di rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle organizzazioni e della ricerca quali Paolo De Castro (relatore dell’Europarlamento della riforma Ig), Riccardo Ricci Curbastro (European Federation of Origin Wines), Luca Rigotti (Gruppo Vino Copa Cogeca), Antonella Rossetti (Wine Institute FarmEurope), Diego Saluzzo (Unione Giuristi della Vite e del Vino) e Michele Morgante (Istituto Genomica Applicata Università di Udine).
Gli attori del mercato si incontreranno invece nel secondo dibattito, dal titolo “Il Pinot grigio Doc delle Venezie e il mercato del vino in Grande Distribuzione”, per approfondire la posizione della Doc nell’ambito della Gdo, principale canale distributivo. Ci troviamo di fronte a uno scenario mutevole per ciò che riguarda le abitudini di consumo e gli equilibri tra i canali di vendita e, in questo contesto e con l’obiettivo di rafforzare il mercato interno, per cui diventa fondamentale condividere riflessioni e indicatori per analizzare, a partire dall’attuale situazione di mercato, le sfide e le opportunità, così come la capacità di adattamento e le potenziali ricadute che i nuovi trend potranno avere sulla filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, con l’obiettivo di rispondere con efficacia alle esigenze della domanda e alle rinnovate dinamiche che guidano le scelte d’acquisto.
A discutere dell’attuale situazione e soprattutto degli scenari e delle prospettive future, interverranno voci di organizzazioni specializzate in indagini di mercato, dinamiche della distribuzione moderna e nella mediazione come Tiziana Sarnari (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), Patric Lorenzon (Associazione nazionale agenti d’affari in mediazione e agenti di commercio) e Vittorio Cino (Centromarca – Associazione Italiana dell’Industria di Marca), oltre a importanti realtà facenti parte della filiera – rappresentata in questa sede da Alessandro Mutinelli di Italian Wine Brands Spa, Silvano Nicolato di Vitevis e Pierluigi Guarise di Collis Veneto Wine Group – nonché della Grande Distribuzione, con la presenza di Eleanna Pizzinelli e Alessandro Cassanelli, rispettivamente responsabile bevande e buyer vini di Coop Italia. L’evento è su registrazione e, considerando il numero limitato di posti, la presenza è in ogni caso soggetta a conferma.

***

Il Pinot grigio delle Venezie Doc è sponsor della seconda stagione de “Il Mio Viaggio a NY TV Show”, il docureality prodotto da Flair Media Production dedicato al mondo dei viaggi e condotto da Piero Armenti, urban explorer, influencer e fondatore del tour operator Il mio viaggio a New York e di Travelmorbido. Disponibile on demand su Mediaset Infinity, il programma si compone di quattro episodi, ognuno della durata di trenta minuti, in cui una coppia di turisti italiani viene guidata da Armenti alla scoperta dei luoghi più inediti, inaspettati ma anche di quelli più conosciuti e trendy della Grande Mela. In qualità di sponsor, il Pinot grigio delle Venezie Doc comparirà in ogni puntata del programma, protagonista di alcuni momenti dedicati, come un brindisi in aeroporto prima della partenza o durante una serata trascorsa dai turisti in un rooftop o, ancora, all’interno di un locale italiano.
«L’obiettivo del Consorzio è quello di rafforzare il posizionamento e la visibilità della nostra Doc nei mercati di riferimento, a partire da quello domestico, avvicinandoci sempre di più al consumatore finale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, che continua: «Un format che accompagna i turisti per le strade di New York, tra l’altro piazza molto affezionata al Pinot grigio italiano, diventa la cornice ideale per promuovere e valorizzare la denominazione d’Origine delle Venezie, bandiera dell’eccellenza Made in Italy nonché naturale protagonista di occasioni conviviali grazie alle caratteristiche di freschezza e versatilità che l’hanno reso celebre nel mondo».

—^—

In copertina, il Pinot grigio nelle sue due tipologie produttive: bianco e ramato.

Il Prosecco è soltanto Made in Veneto e Friuli Venezia Giulia: l’Unione Europea ha bloccato la menzione Prosek

di Giuseppe Longo

Il Prosecco può essere soltanto Made in Italy, cioè veneto e friulgiuliano. Parola dell’Unione Europea che, come abbiamo riferito l’altro giorno a proposito di un convegno al recente Vinitaly da parte del Consorzio Doc delle Venezie, ha licenziato, pubblicandole sulla Gazzetta Ue, le nuove norme che regolano le indicazioni geografiche dei vini. Quindi stop al termine Prosek sulle etichette croate o di qualsiasi altro Stato membro al fine di non ingenerare confusione fra i consumatori.

Luca Zaia

Entusiasta dell’attesissima svolta Ue il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale si è sempre speso per il successo delle “bollicine” protette da anni, oltre che dalla Docg di Conegliano e Valdobbiadene, anche dalla Doc interregionale Friuli Venezia Giulia-Veneto che fa leva sul nome geografico Prosecco, piccola località carsica in provincia di Trieste, storicamente nota per la produzione di questo vino ottenuto dal vitigno Glera. «Prosek dossier chiuso: questo nome – ha dichiarato infatti Zaia all’Ansa – è nostro e nessuno potrà mai utilizzalo in Europa come “menzione tradizionale” per indicare un vino che vuole solamente evocare le nostre bollicine, ma non ha nulla di veneto. Il nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig mette, quindi, la parola fine a una sgradevole vicenda e questo risultato è frutto di una grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi che in tutte le sedi hanno difeso non solo un brand, ma un vino che esprime la storia e l’identità del Veneto». E pure del Friuli Venezia Giulia, ci pare logico osservare, perché proprio in questa regione si trova la citata località di Prosecco, del cui nome ha potuto beneficiare l’intero Veneto “disegnando” una Doc fra le più vaste d’Italia, dopo quella del Pinot grigio che riunisce anche i produttori del Trentino.
«Ci tengo anche a ricordare – prosegue il governatore trevigiano sempre nel commento rilasciato all’Agenzia giornalistica – che Prosek è un nome che ci appartiene. C’è una riserva del nome con un decreto del 2009 che firmai quand’ero ministro, riconosciuto dall’Europa, e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Ma c’è pure una motivazione storica: le prime citazioni del nome “Prosecco”, con riferimento al vino, risalgono infatti al XIV secolo, ed esiste una cartina geografica storica in cui la città di Prosecco, situata poco a occidente di Trieste, è denominata Proseck, in ragione dell’assoggettamento, in quel periodo storico, dell’area al dominio asburgico».

—^—

In copertina, grappoli di Glera il vitigno che dà origine al Prosecco: qui sopra, la omonima località carsica.

Pinot grigio delle Venezie protagonista anche oggi al ProWein. A Düsseldorf anche i bianchi del presidente Armani

Ultimo giorno oggi con il ProWein, la importantissima fiera Internazionale di settore di Düsseldorf. Per il secondo anno, il Consorzio Doc Delle Venezie – la seconda più grande denominazione italiana che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – si presenta alle migliaia di visitatori in uno spazio espositivo completamente dedicato dove è possibile approfondire la conoscenza del territorio viticolo, stile, peculiarità e modalità di certificazione del Pinot grigio Delle Venezie, assaggiare diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.

Albino Armani

Per il suo grande richiamo internazionale e lo sguardo rivolto verso tutti i mercati mondiali, ProWein rappresenta per la Doc delle Venezie un appuntamento immancabile ed estremamente significativo in termini di comunicazione, promozione e creazione di nuovi network. La denominazione interregionale oggi svela una quasi totale vocazione all’export, che si attesta intorno al 95% del consumo, con la Germania che si colloca sul podio dei principali Paesi di destinazione, con circa il 10% delle esportazioni totali, preceduta soltanto da Usa e Regno Unito.
«La Doc Delle Venezie oggi è il bianco fermo più esportato a livello nazionale e continua ad essere apprezzata e richiesta a livello globale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela che continua: «Il Consorzio non perde certamente di vista le operazioni di visibilità all’estero più importanti e strategiche per la nostra Doc. Abbiamo al contempo avviato un percorso di promozione volto a fidelizzare il mercato domestico con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità espressive e lo stile iconico del Pinot Grigio Doc Delle Venezie e replicare lo straordinario successo conseguito all’estero». Al Salone di Düsseldorf la denominazione d’origine delle Venezie è stata inoltre protagonista di un seminario inserito ieri nel programma di degustazioni di Italian Trade Agency, a cura del giornalista e sommelier Sebastian Bordthäuser.

Stefano Sequino


Il Consorzio delle Venezie, come è noto, è presieduto da Albino Armani e pure la sua prestigiosa cantina è tornata a Düsseldorf. Quello tedesco per Albino Armani viticoltori dal 1607 è, infatti, un mercato ormai consolidato, grazie alla collaborazione di importatori storici – quale Raffaele Giordano (www.weine-giordano.de) – e più recenti come Brogsitter (www.brogsitter.de), operanti in specifiche aree geografiche del Paese al fine di garantire una distribuzione coerente e sempre più strategica. Campioni di vendite e testimoni di alto gradimento tra i consumatori d’Oltralpe restano i bianchi che l’azienda produce ai piedi dell’arco alpino, che oggi occupano la fetta più grande di vino a marchio Albino Armani importato e consumato in Germania. Parliamo anche in questo caso di Pinot grigio – sempre capolista –, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile legato ai territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità, versatilità e moderata gradazione alcolica; buone performance anche per il Lugana Doc, successo che la denominazione deve alla relazione ormai storica tra il turismo enologico e il Lago di Garda.
Figli del Nordest italiano, che a tutti gli effetti ha portato l’eleganza dei bianchi italiani nel mondo, questi vini sono veicolo di tradizione e qualità, attributi fortemente richiesti dal consumatore tedesco che dal prodotto enologico si aspetta anche grande attenzione alla sostenibilità: tutti i vigneti di proprietà, infatti, sono certificati SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. Ma qualità e attenzione all’ambiente non sono le uniche chiavi del successo di Albino Armani. Anche in un momento non facile per il settore a livello internazionale, l’azienda mantiene più o meno stabili le quote in Germania ed altri mercati esteri grazie ad una strategia vincente di differenziazione ed inserimento di nuovi marchi (ma anche di nuovi vitigni) a garanzia sia di valide alternative di posizionamento e di offerta nei momenti di difficoltà sia, conseguentemente, di un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il tutto accompagnato da una comunicazione strutturata e costante, sempre affidata a partner locali esperti e di fiducia che sanno interpretare la domanda nel paese di riferimento e proporre novità al momento giusto e in base alle esigenze.

—^—

In copertina, il Pinot grigio nelle versioni ramato e bianco; qui sopra, alcuni vigneti dell’azienda Armani.